Scienze di Madre Terra

Arriva dall’Africa la Pianta Ragno

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21 Giugno 2011

Scopriamo le infinite risorse del nostro pianeta


La pianta ragno (Cleome gynandra), chiamata anche “cavolo africano”, “filo di ragnatela” o “baffi di gatto”, è una pianta selvatica a foglie verdi che cresce nell’Africa tropicale, in Asia e nelle Americhe. La varietà africana ha probabilmente avuto origine in Africa orientale, in Etiopia e in Somalia. Questa pianta non viene coltivata, ma presso le comunità rurali povere, specie nelle regioni sudafricane del Kalahari e del Namib, le sue foglie fresche vengono raccolte, cucinate e mangiate come spinaci.

La pianta ragno è generalmente considerata un’erbaccia che infesta i campi di mais e fagioli in Kenya e in altri paesi. Tuttavia questa pianta, nota come mwangani in lingua swahili, ha un alto potere nutritivo e cresce in condizioni ideali in molti ecosistemi africani.

La pianta ragno, col suo elevato apporto di vitamine e sostanze micronutrienti, contribuisce alla corretta alimentazione di molti abitanti poveri dell’Africa rurale; inoltre, essa contiene elevati livelli di beta-carotene e vitamina C. Spesso la vitamina C si perde in cottura, ma la pianta ragno conserva il suo contenuto di vitamina C meglio di molti altri ortaggi. Essa contiene inoltre grandi quantità di calcio, magnesio e ferro. Una porzione cotta in olio contiene più del 45 per cento dell’apporto quotidiano necessario di vitamina A; se non si utilizza l’olio in cottura, la percentuale di vitamina A sale al 72 per cento.

Questa pianta è inoltre ricca di proteine e il suo apporto di aminoacidi supera quello delle arachidi. Il suo elevato contenuto di antiossidanti favorisce la prevenzione di patologie come diabete, tumori e malattie cardiache.

La pianta ragno può essere fatta essiccare e conservata per un massimo di due anni; tuttavia, durante la conservazione, essa può perdere gran parte del suo valore nutrizionale. Spesso la pianta viene cucinata e consumata fresca. Le sue foglie, gli steli, i baccelli e i fiori vengono bolliti in acqua o latte o fritti in padella con olio. L’aggiunta di latte attenua il sapore amaro delle foglie. Un altro metodo di cottura comune che aiuta a rendere la pianta meno amara consiste nel bollire le foglie, scolarle e aggiungerle ad altri ingredienti in uno stufato o come contorno, insieme ad altre verdure e spezie. Nell’Africa orientale, le foglie fresche sono utilizzate nei purè. Le foglie secche sono a volte macinate e mescolate ad alimenti per lo svezzamento dei bambini. In Zambia, i piatti a base di foglie di pianta ragno vengono spesso insaporiti con arachidi tritate.

Questa pianta selvatica viene consumata anche nei paesi dell’Asia meridionale e sud-orientale. In India, la pianta ragno viene utilizzata come erba aromatica nelle pietanze bollite e nelle salse; in Tailandia si consuma in salamoia, una specialità nota come pak-sian-dong.

I semi della pianta ragno hanno un elevato contenuto d’olio, che può essere estratto mediante spremitura e non richiede alcun processo di raffinazione. Dopo la spremitura, i semi possono essere utilizzati come mangime per animali. I semi interi si usano come becchime per polli e altre specie avicole. Mucche, cammelli, cavalli e animali selvatici brucano le piante ragno, le cui foglie possono essere utilizzate come foraggio per il bestiame.


In molti paesi, le foglie e i semi della pianta ragno sono utilizzati nella medicina indigena. In Uganda, ad esempio, la pianta è utilizzata per alleviare i dolori del parto e ridurre la durata del travaglio. Dopo il parto, alcune donne consumano la pianta ragno per riacquistare le forze e favorire la produzione di latte. In altri paesi, si utilizzano rimedi naturali a base di pianta ragno contro mal di testa, mal di stomaco, costipazioni, vomito, difterite, vertigini, polmonite e infezioni auricolari. La pianta viene inoltre somministrata ai bambini in caso di circoncisione, in quanto si crede che sia in grado di favorire il reintegro ematico. Le foglie della pianta ragno hanno proprietà antinfiammatorie e alcuni studi scientifici preliminari evidenziano l’utilità di questa pianta nello sviluppo di una possibile terapia antiartritica.

La pianta ragno ha inoltre proprietà insetticide. L’estratto di foglie di pianta ragno diluito in acqua e spruzzato sulle colture aiuta a ridurre la presenza di afidi e tripidi. Coltivando alcune piante ragno fra i cavoli si riducono gli attacchi delle falene DBM e dei tripidi; in alcuni vivai di rose del Kenya, le piante ragno sono utilizzate per ridurre la presenza di acari rossi.

Durante il giorno, la pianta ragno resiste alle temperature elevate, alla luce solare intensa e alla siccità. Questa pianta cresce rigogliosa sui suoli sabbiosi e degradati; al contrario, ha difficoltà sui terreni argillosi o ad elevata umidità. La sua crescita è rapida e, in condizioni ideali, può essere raccolta tre settimane dopo essere stata piantata. Questa caratteristica la rende un elemento fondamentale per garantire un’alimentazione sana alle popolazioni rurali.

La ricerca e lo sviluppo in materia di coltivazione della pianta ragno possono rivelarsi una scelta positiva sotto diversi punti di vista. In Africa, la resa di questa pianta è generalmente elevata e le esigenze di irrigazione sono alquanto ridotte, così come la necessità di utilizzare additivi chimici. Le proprietà nutrizionali di questa pianta, componente fondamentale della tradizione culinaria di molte culture africane, sono notevoli. In Africa meridionale e orientale, nei periodi di abbondanza, la pianta ragno è venduta nei mercati rurali e cittadini, il che ne fa una merce redditizia. Un ulteriore vantaggio economico potrebbe essere rappresentato dallo sviluppo di prodotti farmaceutici e insetticidi derivati, nonché dall’uso dell’olio dei semi della pianta per la produzione di detergenti, biocarburanti o altri prodotti commerciali.







 

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