Mitologia

L’esplosione di Betelgeuse e la fine del mondo

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31 Maggio 2011
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Il Calendario Maya


Nei mesi scorsi una notizia ha messo in fibrillazione i naviganti del web. Betelgeuse, una stella supergigante rossa di classe spettrale M1-2 Iab, starebbe per esplodere. Il fenomeno porterà la Terra a essere illuminata e riscaldata da due Soli, ma soltanto per poche settimane. Betelgeuse è la seconda stella più luminosa della costellazione di Orione, dopo Rigel, e si trova a 640 anni luce dalla Terra; con lo scoppio si trasformerà in supernova, lo stadio finale dell'evoluzione delle stelle massicce.

La notizia arriva dall'Australia, dal fisico Brad Carter della prestigiosa università del Queensland, e secondo il Daily Telegraph, il quotidiano del Regno Unito, «potrebbe succedere a breve», addirittura nel 2012.

Questa notizia ha inevitabilmente scatenato i catastrofisti che hanno associato l’evento alle tante profezie sulla fine del mondo, che molti sostenitori della teoria della catastrofe associano all’anno 2012.

Da Massimo Turatto, direttore dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) tuttavia arriva una tesi più tranquillizzante. L’esplosione della supergigante rossa Betelgeuse potrebbe avvenire in un tempo cosmologico “breve”, ovvero nell’arco dei prossimi milioni di anni. Massimo Turatto smentisce così molte delle supposizioni arguite dopo le dichiarazioni dell’astrofisico australiano Brad Carter, tra cui la possibilità di uno strano fenomeno in cielo, un punto luminoso simile al nostro Sole.

Secondo il dottor Turatto è impossibile l’apparizione di due soli nel cielo, data la distanza di Betelgeuse da noi, di 640 anni luce.
Ciò che si presenterà nella nostra volta celeste sarà un puntino luminoso molto intenso nella Costellazione di Orione e non una palla infuocata come il nostro Sole.

Tale effetto visivo avrà la durata di qualche giorno e, secondo le diverse teorie riguardo tale fenomeno, il pianeta Terra potrebbe subire delle conseguenze preoccupanti.

Nelle prime ore dopo la deflagrazione della stella massiccia Betelgeuse, il nostro pianeta sarà investito da un imponente flusso di radiazioni elettromagnetiche, principalmente raggi ultravioletti e raggi X, i quali andrebbero a modificare l’atmosfera terrestre.

Inoltre, il dottor Turatto stima che la quantità di energia da cui saremmo investiti, fino a 10.000 volte più potente di quella solare, metterebbe fuori uso i sistemi di telecomunicazione satellitare e i sensori posti nei telescopi spaziali, i quali non sono tarati per recepire queste enormi quantità di energia.

Fortunatamente per l’uomo e la natura, queste esplosioni di supergiganti rosse a tali distanze non provocano danni significativi, anche se secondo alcuni studiosi l’estinzione dei dinosauri è avvenuta a causa dell’autodistruzione di una stella massiccia molto vicina alla Terra.


Betelgeuse, la stella supergigante rossa della costellazione di Orione

In media nella nostra galassia, la Via Lattea, avviene una esplosione ogni 50 anni di supergiganti rosse come Betelgeuse; di conseguenza le stelle candidate a “imminenti” deflagrazioni sono numerose.
Il fenomeno più recente osservato dai moderni telescopi risale al 1987, quando una stella con le stesse caratteristiche di Betelgeuse è esplosa nella grande Nube di Magellano.

E’ da notare che le supergiganti rosse con masse maggiori di otto volte quelle solari, come Betelgeuse, al termine della loro vita si trasformano in una stella di neutroni oppure in buchi neri, di conseguenza non più osservabili a occhio nudo.

L’esplosione di una stella gigante è già stata registrata anche nel passato. In Cina si vide brillare una stella gigante di giorno nel 1054. Era nella nostra galassia, nella costellazione del Granchio. Nel 1572 il danese Tycho Brahe ne osservò una e nel 1604 Giovanni Keplero e Galileo Galilei ne videro un'altra a occhio nudo.


La profezia Maya

La notizia della presunta imminente esplosione di Betelgeuse ha riportato alla ribalta i miti e le profezie riferite ad una imminente fine del mondo.

La più citata è la profezia Maya, anche se in realtà nel caso dei Maya non si tratta di una profezia, ma di un calendario.

Secondo i Maya ci sono cinque Ere cosmiche, corrispondenti ad altrettante civiltà. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, dell’Aria, del Fuoco e della Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali.
Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà - quella distrutta dall’Acqua - era Atlantide. Nel “Popol Vuh” (il Libro della Comunità), un antico corpus di miti e leggende dei Quiché, una etnia Maya che vive in Guatemala, si legge: "un diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo... una pesante resina cadde dal cielo.. la faccia della Terra si oscurò, e una nera pioggia cadde su di essa, notte e giorno".

Secondo i Maya, ciascun ciclo corrisponde ad un'era del mondo; il passaggio da un'era all'altra è segnato dunque da un cambiamento positivo preceduto da eventi più o meno significativi. Il ciclo attualmente in corso, che secondo la mitologia maya è il quarto, è iniziato nel 3114 a.C. ed è molto vicino al termine: il nuovo ciclo inizierà il 21 dicembre 2012.


Nell’opera "De Prodigiis" di Giulio Ossequiente (IV secolo) vi è il disegno di due Soli che apparvero su Alba nel 204 a.C.

Secondo il Popol Vuh dei Maya Quiché, l’era attuale è la quarta in ordine di tempo poiché gli dei avrebbero distrutto le tre precedenti creazioni ritenendole fallimentari. La terza creazione fu distrutta al termine del 13º bak'tun (ciclo del calendario Maya).

Alcuni studiosi americani affermano che la civiltà Maya fu distrutta da calamità naturali, quali l’improvviso innalzamento della temperatura terrestre. E secondo loro tali fenomeni sono ciclici.

I sostenitori della teoria del catastrofismo vedono come segni premonitori gli eventi che sembrano incalzare negli ultimi tempi. Il 2011 è iniziato con misteriose stragi di uccelli e pesci su tutto il pianeta, milioni di uccelli e pesci morti per cause tuttora ignote.

L’anno è proseguito con il terrificante tsunami in Giappone con decine di migliaia di vittime. Molti altri eventi, di portata minore ma non meno inquietanti, si sono susseguiti in questi primi mesi dell’anno. Possiamo citare ad esempio le crepe e le voragini che si stanno verificando inspiegabilmente in tutto il mondo. Nel mese di aprile una enorme crepa larga 100 metri e lunga 3 km. è apparsa all'improvviso a Puno, nel sud del Perù. Per i geologi e i tecnici della protezione civile le cause sono ancora ignote. Numerose misteriose voragini si formano in pochi istanti nel suolo di tutto il pianeta inghiottendo case e persone, ma i ricercatori non trovano alcuna spiegazione a questo fenomeno. L'abisso su cui si aprono è valso loro il nome di "porte sull'inferno".

I segnali non sembrano rassicuranti, eppure proprio dal calendario Maya ci arriva una ipotesi confortante.
E’ bene precisare che la civiltà Maya non è scomparsa. La tradizione dei Maya è conservata dagli sciamani che continuano ancora oggi la loro opera di conservazione e trasmissione delle conoscenze ancestrali. Le comunità che discendono dai Maya sono culture tuttora vive e presenti sul pianeta e hanno i loro rappresentanti all’ONU nel Forum Permanente dei Popoli Indigeni.

Proprio parlando con loro si scopre che l’interpretazione catastrofista di quella che è ormai chiamata la “profezia Maya” non è condivisa dagli stessi Maya.

L’interpretazione dei Maya riferita al loro calendario è che nel 2012 finirà un ciclo e ne inizierà un altro, più spiritualmente elevato per l’umanità.


La fine del mondo e i due Soli

Esistono altre profezie sulla fine del mondo che si collegano alla comparsa di “due Soli”, riportandoci all’ipotesi dell’esplosione di Betelgeuse.

Secondo gli Hopi il “quarto mondo”, cioè il nostro, finirà quando nel cielo compariranno due soli.

«Quando il Purificatore arriverà lo vedremo prima come una piccola Stella Rossa che verrà molto vicina e siederà nei nostri cieli a guardarci. Ci osserverà per vedere come abbiamo ricordato gli insegnamenti sacri. Questo Purificatore ci mostrerà molti segni miracolosi nei nostri cieli. In questo modo sapremo che il Creatore non è un sogno. Anche coloro che non sentono il loro collegamento con lo Spirito potranno vedere il volto del creatore nel cielo. Le cose invisibili si faranno sentire molto forte».

Anche Nostradamus in una sua quartina parla dell’Apocalisse finale quando nel cielo si vedranno apparire due soli:


Fuxi e Nüwa, divinità della mitologia cinese rappresentate come due Soli

«La Grande Stella nel Cielo Brillerà per Sette notti
Nel cielo si vedranno apparire due soli
Il Gran Mastino Urlerà tutta la notte
quando il Gran Pontefice lascerà la sua terra»

Giulio Ossequiente, storico romano del IV secolo, nella sua opera “Il Libro dei Prodigi” (De Prodigiis) narra di avvistamenti, effettuati sia di giorno che di notte, riguardanti "scudi di fuoco", "torce", "più soli", "più lune", "ruote luminose" ecc., apparsi su Roma e su altri luoghi. Nel "De Prodigiis" vi è il disegno di due Soli che apparvero su Alba nel 204 a.C.


Il mito cinese di Fuxi e Nüwa

Nei miti della creazione cinesi troviamo due divinità, Fuxi e Nüwa, rappresentate come due Soli.

Sono raffigurate come due divinità-serpente, intrecciate tra di loro, e ognuna di essi è un Sole. In pratica, due Soli che scaturiscono da una unità.

Le più belle raffigurazioni di Fuxi e Nüwa sono collocate nelle tombe della regione Tourfan, nell'Est della Cina. Sono datate dal IV all'VIII secolo d.C., epoca in cui la regione era tokhariana. Le due divinità hanno code di serpente. Le più antiche raffigurazioni risalgono invece a 4000 anni fa. In alcune tombe degli Ittiti, datate intorno al 2000 a.C., si trovano raffigurazioni simili di due gemelli, maschio e femmina, accompagnati da due Soli.

Secondo la leggenda, Fuxi e Nüwa sono nati in una palude abitata da draghi.

Fuxi, è considerato il primo eroe civilizzatore cinese, in quanto a lui vengono attribuite l'invenzione del sistema divinatorio, la metallurgia, la scrittura e il calendario.

Nüwa è la divinità femminile e secondo la tradizione è Nüwa a inventare la musica e la tecnica per suonare il flauto, ma soprattutto è lei a creare gli uomini, plasmandoli dall'argilla.

Dapprima Nüwa diede vita agli uomini neri, che furono però cotti un po' troppo, poi limitando eccessivamente i tempi di cottura sfornò gli uomini bianchi, ed infine finalmente i gialli.

Ma la cosa interessante è che nelle raffigurazioni, le due divinità vengono sempre accompagnate da due Soli.

Negli antichi testi cinesi, Fuxi è il dio del Sole e del Cielo, mentre Nüwa è la dea dell’altro Sole e della Terra. Il mito cinese sembra far trapelare che in epoche remote il nostro pianeta sarebbe stato illuminato da due Soli, riportandoci così all’ipotesi dell’esplosione di una supernova. Come spesso succede per i miti che attraversano i millenni per giungere fino a noi, forse anche questo mito in realtà narra di eventi realmente accaduti.

Fuxi e Nüwa sono due divinità civilizzatrici, rappresentate da due soli, e sembrano riecheggiare il mito di Fetonte, figlio del Sole, interpretato come un dio civilizzatore dalle tradizioni celtiche. Anche se il mito di Fetonte è stato interpretato come una leggenda, Platone sosteneva che in realtà si trattasse dell’allegoria di un evento antico che ha cambiato radicalmente i destini dell’umanità.


In conclusione, forse le profezie e i miti ci vogliono suggerire un futuro diverso da quello interpretato dalle teorie della catastrofe. L’interpretazione dei Maya lascia intendere un nuovo inizio per l’umanità, un salto di civiltà per il nostro pianeta.




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