Narrativa

La Gemma Sacra del Tempio delle Sabbie - 1

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15 Giugno 2015
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La Terra era come una gemma verde-azzurra incastonata nel buio dello spazio


Se io fossi un alieno che intendesse scendere dal cielo, incuriosito da questo pianeta, che avrei visto come una gemma verde-azzurra incastonata nel buio dello spazio, illuminata da questa strana piccola stella gialla, sarei rimasto incuriosito di capire se questo mondo fosse abitato o meno da forme di vita intelligente, magari ovviamente diversa dalla mia.

Stando in orbita di avvicinamento con la mia bio-nave avrei scoperto, osservando dagli olo-oblò, l'esistenza di molti agglomerati stanziali che probabilmente rivelavano che il pianeta ospitava vita presumibilmente intelligente.

Avrei visto che intorno a questi agglomerati esistevano zone aride coperte di sola sabbia e altre ricoperte di vita dai riflessi verdi con sporadici siti abitati.

Non conoscendo l'accoglienza che avrei potuto ricevere dagli abitanti del pianeta avrei deciso di scendere con la mia navicella di supporto all'interno di un'area verde dove avrei potuto stabilire con prudenza un primo contatto con qualche forma di vita esistente…
  

Mi accompagnava, Mg'ma'hn, il mio androide "tuttofare" che aveva incamerato tutti i dati utili del pianeta.


Dagli olo-oblò si vedevano zone aride coperte di sola sabbia e altre ricoperte di vita dai riflessi verdi con sporadici siti abitati

Quando presi terra era poco prima del tramonto. Appena uscito vidi in lontananza due creature che deambulavano spedite tra i bassi segmenti verdi che uscivano dal suolo del pianeta che poi seppi venivano chiamati "erba".

Con il mio visore a fluidi avvicinai la scena e vidi che stavano in posizione eretta come me, ma non sembrava che avessero la mia coda. Dietro di loro arrancavano altre creature, una decina mi parve, ma più basse, che procedevano muovendosi su quattro gambe. Vidi che avevano la coda ma non robusta come la mia.

I due che camminavano in posizione eretta si fermarono di colpo e capii che avevano visto la mia navetta, che non era proprio di dimensioni trascurabili. Li vidi gesticolare tra di loro e poi venire verso di me.

Il primo contatto stava per essere stabilito.

Ma non andò propriamente come mi aspettavo. Le due creature, non appena furono abbastanza vicine da non dover più usare il visore, si fermarono e di botto cominciarono ad agitarsi emettendo grida che Mg'ma'hn non fu in grado di decifrare. Ma non mi fu difficile capire che erano grida di terrore perché avevano visto la mia figura, tanto diversa dalla loro. E poi si erano messi a correre, anche a salti, nell'infinito verde che mi circondava.


Le creature si erano pian piano avvicinate incuriosite e senza timore

Ma forse il contatto non era sfumato. Le altre creature che li stavano seguendo si erano pian piano avvicinate senza timore. Una di loro, molto più piccola tanto che poteva essere calpestata, con una coda esile come lei e tutta arrotolata, mi era venuta così vicina da toccarmi in più punti. Girò un paio di volte intorno a me soffermandosi a curiosare e a toccare la mia pesante coda, poi si piazzò davanti a me.

Rimasi per un istante sconcertato da quanto mi stava accadendo. Poi capii che quella piccola creatura stava cercando di comunicare con me in una modalità che già altre volte avevo sperimentato. Lasciai fare alla sua intrusione e mi preparai a equiparare gli impulsi psichici al fine che fossero comprensibili ad uno degli ottantotto linguaggi planetari.

"Salve", mi esplose chiaro il messaggio, "non avevo mai visto una scimmia grande e grossa e colorata come te. Da quale continente vieni?""Ma forse ho capito chi puoi essere, i nostri antichi ci hanno trasmesso il vostro ricordo".


1 - continua


www.giancarlobarbadoro.net


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