Esobiologia

L'Alpha Nascosto

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31 Luglio 2011
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Il famoso monolite del film “2001, Odissea nello Spazio”

Un nuovo paradigma per rispondere ai grandi quesiti sull’esistenza di civiltà extraterrestri


Il grande interrogativo del perché non esista una prova concreta dell'esistenza di intelligenze extraterrestri è stato affrontato dai ricercatori, sia accademici che indipendenti, e ne sono scaturite numerose soluzioni. Sembra ragionevole aspettarsi che la notevole uniformità dell'Universo possa sostenere una miriade di civiltà spaziali avanzate. Il gran numero di ipotesi che affollano le pagine di libri, periodici, riviste accademiche, giornali e la rete Internet sono lì a mostrare che ancora non abbiamo una risposta soddisfacente a questo grande enigma.



Il paradosso di Fermi

Enrico Fermi fu uno dei protagonisti del Progetto Manhattan per la produzione della prima bomba atomica. Un team di scienziati guidati da Enrico Fermi, Edward Teller e J. Robert Oppenheimer sviluppò un ordigno nucleare e nel 1945, a sud di Albuquerque, New Mexico, fu sperimentata con successo la prima bomba atomica. L'Era Nucleare aveva inizio.

Dopo la guerra, Stati Uniti ed Unione Sovietica si impossessarono di molti razzi V-2 e li usarono nel processo di ricerca e sviluppo di missili balistici intercontinentali, capaci di trasportare armi nucleari a distanze di migliaia di miglia.

Con queste nuove tecnologie, l'esplorazione dello spazio era già fattibile ed imminente. Il 4 ottobre 1957 l'Unione Sovietica lanciò il primo satellite artificiale al mondo, lo Sputnik 1. L'Era Spaziale aveva inizio.

Nell'estate del 1947 nel New Mexico ebbe luogo il famoso incidente di Roswell. In un ranch furono ritrovati detriti insoliti, provenienti da un oggetto precipitato al suolo, apparentemente una nave spaziale aliena.

La notizia fece molto rumore sulla stampa. L'immaginazione popolare era già preparata ad accettare l’esistenza di veicoli spaziali alieni, grazie alle riviste popolari di fantascienza; alcune di esse avevano grosse tirature per l’epoca. Sulle pagine di numerose pubblicazioni, si combattevano ogni genere di civiltà spaziali.

Anche molte persone comuni credevano nell’esistenza degli alieni. Nel 1938, un radiodramma basato su una versione del romanzo di fantascienza La guerra dei mondi di H.G. Wells annunciava un attacco contro il New Jersey da parte di invasori marziani. Migliaia di persone in preda al panico a New York e nel New Jersey – non avendo capito che quello che ascoltavano era un radiodramma e che gli annunci erano solo una simulazione – fuggirono dalle loro case, creando ingorghi stradali, nel tentativo di sfuggire all’imminente attacco marziano. A dozzine furono ricoverati in ospedale a causa dello shock, dell’isteria e delle ferite riportate.

Le autorità degli Stati Uniti erano molto preoccupate per l’incidente di Roswell e i numerosi rapporti su dischi volanti. Che cos’erano? Aeromobili sovietici di nuova generazione intenti a spiare i segreti nucleari americani, nazisti fuggiti con i loro dischi volanti segreti in cerca di vendetta, navi spaziali aliene?


Il progetto SETI, acronimo per “Search Extra-Terrestrial Intelligence”, che dal 1960 si occupa della ricerca della vita intelligente nell’universo, rischia di essere chiuso per mancanza di fondi

Nel 1950, il presidente Truman approvò il progetto della bomba termonucleare. Un gruppo di fisici, la maggior parte veterani del Progetto Manhattan, si riunì a Los Alamos, nel New Mexico.

Durante le pause per il pranzo, Enrico Fermi amava riflettere su questioni scientifiche. Anche l’incidente di Roswell e gli avvistamenti di dischi volanti entravano nelle discussioni.

Stando ai racconti, Fermi formulò il suo famoso paradosso nell’estate del 1950, durante una conversazione mentre era a pranzo con Edward Teller, Emil Konopinski, Herbert York ed altri colleghi. In seguito, Edward Teller – che partecipò alla produzione della prima bomba atomica e, in seguito, rimase noto come il “padre della bomba all’idrogeno” – ricorda che la conversazione era solo vagamente connessa all’astronautica.

Dopo il pranzo, la conversazione continuò. Teller ricorda che la discussione non aveva a che vedere con l’astronomia o con esseri extraterrestri, ma era abbastanza centrata su argomenti molto concreti. Nel bel mezzo della conversazione, Fermi, in modo del tutto inatteso, chiese “dove sono tutti quanti?” L’effetto di questa domanda fu una risata generale, ma tutti quelli seduti attorno al tavolo sembrarono intendere che si stesse riferendo ai popoli extraterrestri.

Valutando l’ipotesi aliena, Enrico Fermi – uno dei principali architetti dell’era nucleare, nonché mente scientifica ben allenata (aveva vinto un premio Nobel) – argomentò che tutte le civiltà tecnologiche avrebbero scoperto le reazioni nucleari e, usando razzi basati su questa tecnologia relativamente semplice, avrebbero potuto coprire distanze interstellari ad una velocità pari al 10 percento della velocità della luce; dunque, le civiltà spaziali teoricamente avrebbero potuto colonizzare la nostra galassia. Allora, se gli extraterrestri esistono, perché non sono ancora venuti sulla Terra? “Dove sono?”

Enrico Fermi fu il primo a formulare l’idea che se esistono civiltà molto più vecchie della nostra nell’Universo, dovrebbero già essere anche sul nostro pianeta.

Ecco una lista di ipotesi che spiegano il paradosso di Fermi:

  1. La maggior parte delle specie intelligenti hanno un’esistenza molto breve perché sviluppano tecnologie auto-distruttive e inevitabilmente si sterminano da sole;
  2. Gli umani sono i primi ed unici esseri senzienti nel nostro Universo;
  3. Siamo una specie protetta all’interno di uno zoo o rifugio cosmico; viviamo in una sorta di planetario artificiale, simulazione o nursery cosmica;
  4. Gli alieni non sono interessati ai viaggi spaziali e alle comunicazioni;
  5. L’ipotesi trascendente o della singolarità asserisce che le specie che hanno raggiunto la maturità si spostano su un altro piano di esistenza o in un’altra dimensione.
  6. Il viaggio interstellare è impossibile;
  7. Eventi catastrofici, a livello galattico o planetario, sono così comuni che forme di vita complesse raramente hanno il tempo di evolvere; ad esempio, potenti esplosioni di raggi gamma sterilizzano periodicamente le galassie;
  8. Gli extraterrestri sono qui, ma restano in incognito;
  9. L’Universo e le civiltà mature sono piuttosto differenti da come le possiamo immaginare;
  10. L’Universo è popolato di robot killer (berserkers) che cercano la vita per distruggerla;
  11. L’ipotesi della rarità della Terra asserisce che la Terra è unica e che la vita complessa è un fenomeno eccezionale nell’Universo;
  12. Il viaggio interstellare è molto lento, eccessivamente costoso e tecnologicamente complicato, per questo le civiltà extraterrestri ancora non ci hanno raggiunto;
  13. Solo poche civiltà sviluppano una scienza ed una tecnologia che consentono loro di viaggiare nello spazio;
  14. Le civiltà avanzate possiedono un forte codice etico che proibisce loro di interferire con creature primitive come noi;
  15. Le altre razze aliene si sono trasformate in bolle di energia;
  16. Le civiltà spaziali avanzate comunicano per mezzo di qualche forma sconosciuta di radiazione che non è elettromagnetica, oppure utilizzano una tecnologia di comunicazione basata su principi fisici futuristici;

  17. Il famoso avvistamento UFO del 1997 in Arizona, con migliaia di testimoni
    Gli alieni si sono spostati in qualche luogo, al riparo da noi;
  18. Le civiltà aliene preferiscono studiare la Terra e gli umani per mezzo di nanomacchine;
  19. il Sistema solare è localizzato nella regione meno desiderabile della Galassia;
  20. Gli alieni hanno esaurito le loro risorse.

Ancora non esiste una teoria che spieghi in modo davvero soddisfacente l’evidente assenza di prove concrete dell’esistenza di civiltà extraterrestri.

Nel valutare il paradosso di Fermi, la vera domanda è perché gli alieni non sono arrivati sulla Terra e perché non percorrono la Galassia, dal momento che per civiltà avanzate, che sono avanti a noi di milioni di anni, non dovrebbe esserci alcun problema tecnologico a viaggiare nello spazio. Il perché non riusciamo a rilevare alcun segnale alieno o emissioni radio (fenomeno chiamato anche il Grande Silenzio) è una questione secondaria, non è la principale.

Le ipotesi proposte presuppongono che appaiano specie intelligenti ad un tasso costante, ciò che sembra abbastanza ragionevole, dal momento che vi sono miliardi di stelle più vecchie del Sole che potrebbero avere pianeti simili alla Terra, in grado di supportare la vita.

La famosa equazione, formulata da Frank Drake nel 1961, ha sette fattori moltiplicativi (tasso annuo di formazione di stelle nella Galassia, percentuale di stelle dotate di pianeti, numero di pianeti adatti a dare origine alla vita, frazione dei pianeti dotati di vita, proporzione dei pianeti sui quali si è evoluta vita intelligente, frazione dei pianeti con civiltà capaci di comunicazioni interstellari, longevità della fase tecnologica di tali civiltà), che stimano il numero di civiltà che si possono presumere nella nostra Galassia, la Via Lattea.

Poiché le stime per ciascuno dei sette fattori possono variare ampiamente, gli appassionati di ET spesso calcolano un numero molto grande di specie extraterrestri senzienti, mentre per gli scettici (la maggior parte degli studiosi ritiene che lo scetticismo sia l’essenza della scienza) è parimenti facile calcolare un numero molto basso di civiltà aliene.

L’equazione di Drake inoltre presuppone che le specie intelligenti sorgano ad un tasso costante, poiché nuove stelle si formano continuamente, e molte di esse possiedono pianeti in grado di supportare la vita e possono sviluppare esseri senzienti. Ma dove sono queste antiche civiltà?


L’ipotesi della partenza simultanea

Se assumiamo che per qualche motivo le civiltà spaziali nel nostro Universo hanno tutte avuto inizio nello stesso momento, otteniamo una soluzione molto elegante al paradosso di Fermi: l’Universo pullula di esseri viventi, ma essendo tutti più o meno allo stesso livello di sviluppo, la maggior parte delle numerose razze intelligenti ancora non hanno avuto contatti fra loro, o non hanno scoperto le prove dell’esistenza di altre creature avanzate. Esse, proprio come gli umani, stanno compiendo i primi passi nello spazio profondo. Le intelligenze più avanzate già viaggiano all’interno dello spazio del loro sistema stellare, ma stanno affrontando parecchi problemi: finanziari, biologici, tecnologici e così via, ciò che limita le loro attività di espansione nello spazio.

Quale potrebbe essere la ragione di questa partenza simultanea dell’intelligenza?


La teoria del Big Bang è una delle più accreditate sulle origini dell’Universo

Tutta la vita nel nostro Universo è basata su una dura competizione che consente alla Natura di accelerare il passo dell’evoluzione, garantendo in tal modo biodiversità, qualità e quantità di civiltà. Le razze intelligenti nello spazio possono competere, cooperare e progredire con successo solo se sono più o meno allo stesso livello di sviluppo. Le civiltà che emergono successivamente difficilmente potrebbero sopravvivere ad una reale competizione con esseri senzienti che sono milioni di anni avanti a loro.

Un accurato tempismo è di importanza cruciale per i sistemi complessi, in quanto invece di un universo straripante di razze forti e intelligenti, potrebbe essercene solo un ristretto numero, che non raggiungerebbero mai lo stesso livello di sviluppo conseguito da una miriade di civiltà che competono duramente.

L’ipotesi della partenza simultanea presuppone uno o più fattori che garantiscano tale avvio. Potrebbe essere qualcosa che “proibisce” l’emergere di una forma di vita sofisticata prima di un certo punto nel tempo, come frequenti esplosioni di raggi gamma o altri eventi devastanti su scala universale.

Ma c’è anche una spiegazione più complessa. Vi sono indizi e prove che la vita nel nostro Universo sia orchestrata.

L’idea che il cosmo sia inventato da un qualche cosciente artefice creativo è molto antica. La tradizione Indù vede l’Universo come un grande sogno di Dio che gioca con il mondo e con i suoi abitanti. Nel corso della storia umana, sono state create svariate immagini di Dio (o degli Dei), come pastore, sovrano, padre, visitatore alieno, sognatore, artigiano, bambino che gioca, danzatore, vecchio uomo saggio, essere soprannaturale, severo demiurgo e così via. Un argomento a priori a favore dell’esistenza di Dio è l’affermazione che, poiché l’esistenza è perfezione per mezzo dell’evoluzione, e Dio è inevitabilmente il più perfetto degli esseri, ne consegue che Dio deve esistere. Egli è l’Essere Supremo, ergo il Sovrano Supremo.

Per la maggior parte degli studiosi odierni Dio è un’ipotesi non necessaria.

Vi sono moderne teorie scientifiche, ipotesi e miti dell’epoca contemporanea (in alcuni casi scienza, mito e religione si confondono) che affermano che il mondo è governato da supreme razze aliene, da una qualche specie di intelligenza artificiale o supercomputer, da campi intelligenti (viventi), da un’energia creativa cosciente, che la Terra stessa è cosciente e via dicendo. Rupert Sheldrake afferma che le risonanze morfiche influenzano e controllano ogni cosa nell’Universo. Un campo morfico è un campo di modello, ordine, forma o struttura che organizza le forme e lo sviluppo degli organismi viventi, di atomi, molecole e tutto il resto.

Ma per il momento, vi sono solo tre gruppi principali di teorie plausibili su questo controverso argomento – la genesi ed il Controllo dell’Universo e l’Intelligenza:

  1. Un agente supremo (coscienza, intelligenza, qualche tipo di forza o essere senziente – naturale o artificiale) ha creato l’Universo attraverso la manipolazione della materia fisica e dell’energia, e ne ha tuttora il controllo. Questo ente esterno aiuta lo sviluppo della vita e dell’intelligenza.
  2. L’Universo, la vita e l’intelligenza sono il risultato di eventi probabilistici e dell’evoluzione per mezzo della selezione naturale.
  3. Secondo alcune idee recenti, la situazione potrebbe essere una combinazione dei due precedenti gruppi di teorie: materia, vita ed intelligenza sono soggette ad un qualche ente creativo esterno che le guida, ad eventi probabilistici ed all’evoluzione per mezzo della selezione naturale.

Per come la vedo io, gli universi in sviluppo ereditano dai precedenti universi un vettore, dal latino vector, “portatore”: una struttura naturale ed un meccanismo che organizza tutte le strutture del cosmo, viventi e non viventi. Il vettore è un veicolo che consente ai nuovi universi di ricevere caratteristiche e modelli di sviluppo dagli universi precedenti. Le evoluzioni precedenti, che si sono ripetute miliardi e miliardi di volte, hanno lasciato dei modelli evolutivi nel vettore; lo sviluppo degli umani prima di noi è scritto nel nostro genoma. I nostri geni ci plasmano. Il vettore plasma l’Universo, la vita e noi.


Uno schema che illustra la teoria dell’Universo inflazionario

Il vettore ed il nostro spazio-tempo costituiscono un’entità inseparabile, proprio come gli umani ed i loro geni sono inseparabili.

L’Universo si sviluppa seguendo rigidamente un modello scritto nel vettore. Gli umani si sviluppano seguendo rigidamente il progetto scritto nel loro genoma.

Il vettore è una struttura molto sofisticata e talvolta ci sembra che sia una creatura vivente. Tuttavia, essendo situato nelle estensioni prive di tempo (dimensioni extra) del nostro spazio-tempo, non può avere tutte le caratteristiche di una creatura vivente – non è vivo ma neanche morto, poiché possiede le caratteristiche di un’entità intelligente: crea, organizza e controlla ogni cosa nel nostro Universo.

Il vettore contiene l’informazione per il futuro sviluppo delle specie nel nostro Universo, memorizzata nel corso delle precedenti evoluzioni. Creazione e selezione naturale procedono congiuntamente. Il nostro futuro ontologico e biologico è il passato di precedenti evoluzioni.

I modelli dello sviluppo futuro sono innumerevoli, ed il vettore ne sceglie solo uno che poi diventa la nostra realtà. Vi sono regole severe: non disturbare le leggi naturali (con qualche eccezione); non allontanarsi troppo dal modello memorizzato dalle precedenti evoluzioni; essere conservativo, ma più rapido e migliore di prima, ecc.

Non tutto è scolpito nella pietra. Vi sono continuamente piccole variazioni ed errori nel corso del tempo che dovrebbero favorire l’evoluzione.

L’Universo con la “U” maiuscola è l’Universo in cui viviamo. L’universo con la “u” minuscola è qualunque altro universo al di là del nostro universo – nel passato, nel presente e nel futuro, compresi i predecessori e i discendenti del nostro Universo.

Il falso vuoto, o vuoto quantistico, è un medium nel quale gli universi esistono e dal quale hanno origine. È come un oceano di una primordiale forma di energia.

Tutti gli universi nascono da questo oceano di energia e pressoché ogni cosa si trasforma, alla fine, in energia. La teoria del Big Bang funziona bene solo per il periodo successivo al Big Bang. Oggi molti scienziati stanno adottando il modello dell’universo inflazionario al posto della teoria del Big Bang. Nel modello di Andrei Linde degli universi emergenti (emerging universes), un eterno campo scalare oscillante nel falso vuoto perde energia, rilasciandola sotto forma di particelle elementari che formano la materia iniziale del futuro universo.

Secondo il modello del vettore, un’increspatura istantanea nel vuoto quantistico in continua oscillazione causa una perdita di energia, rilasciandola sotto forma di un caos di vibranti stringhe di energia e di particelle che formano la materia/energia iniziale del nuovo universo. Materia ed energia sono intercambiabili: E=mc2. Il nuovo universo è già enormemente grande nel momento in cui nasce; non diventa sempre più grande come un pallone che si gonfia. L’universo inizialmente è composto di sola materia, ancora non c’è spazio né tempo, e termini familiari come lento, istantaneo, enorme, ecc. potrebbero essere assai fuorvianti.

Ma cos’è che dà inizio alla produzione della materia dall’energia, nell’oceano di energia primordiale? Le fluttuazioni del vuoto quantistico sono amplificate da un agente esterno – il vettore.

Dopo la genesi iniziale della materia, il vettore detta le leggi fondamentali della Natura e le applica: la velocità della luce, la forza del magnetismo, della gravità, le masse delle particelle elementari, ecc. Definisce anche la velocità dell’evoluzione, il livello di competizione tra le specie senzienti, l’apparire ed il terminare della vita e dell’intelligenza. Determina l’essenza stessa dell’Universo.

Non c’è necessità di big crunches o eterna inflazione. L’universo semplicemente si smaterializza nuovamente in energia primordiale. Non è un processo istantaneo, ma piuttosto un processo relativamente lungo.


Il possibile incontro ravvicinato con intelligenze diverse è da sempre oggetto di quesiti scientifici

Il vettore guida l’Universo attraverso tutte le fasi della sua vita naturale – dalla nascita alla morte. L’entropia dell’Universo che si sta dipanando aumenta. Ciò significa che sempre meno energia è disponibile per essere convertita in lavoro. L’Universo si sta “esaurendo”. È un meccanismo irreversibile; il nostro mondo ha risorse limitate ed un arco di vita limitato. Al termine del suo normale ciclo di vita, l’Universo si trasforma nuovamente in energia.

Quando un ciclo vitale è terminato, ne comincia uno nuovo, e l’ipotetico prodotto finale dell’Universo – un super-essere, un gran numero di grandi civiltà, o qualcos’altro – deve spostarsi in un altro universo per poter sopravvivere. Questo universo d’adozione dovrebbe avere differenti leggi naturali, più adatte ad esseri così avanzati.

La domanda da un milione di dollari a questo punto è: perché queste megaintelligenze superiori – provenienti da precedenti cicli evolutivi del nostro Universo, da altri universi, da ipotizzate altre dimensioni, o dovunque si stiano nascondendo – non ci contattano ufficialmente? Perché non ci vengono in aiuto, salvando miliardi di vite umane da malattie, crimini, guerre ed altre calamità – naturali o causate dall’uomo? La risposta è che hanno le loro buone ragioni per non fare ciò che ci aspettiamo da loro.

Gli universi sono come la leggendaria fenice, che vive 500 anni, quindi si auto-immola sulla pira funeraria per poi rinascere dalle sue ceneri per vivere un altro ciclo; ad ogni nuovo ciclo vitale gli universi che si dipanano diventano sempre più sofisticati e producono una progenie sempre più avanzata.

Questo nuovo paradigma fornisce una base razionale per interpretare molti fenomeni che si situano ai margini della scienza moderna: la precognizione (conoscenza di eventi futuri, per lo più attraverso mezzi extrasensoriali), la telepatia, gli UFO, la levitazione, il teletrasporto, i miracoli, le coincidenze impossibili, la telecinesi, la guarigione sciamanica, ecc. Tutto ciò costituisce la manifestazione di una struttura naturale, ereditabile da molti universi addietro, che io ho battezzato il vettore.

Il nuovo paradigma spiega anche perché la storia umana e le vite di molti individui spesso ricordano “… una favola raccontata da un idiota, piena di rumore e di furore, che non significa nulla” (William Shakespeare, Macbeth).

Molte strade portano al vettore. La ricerca dell’Alpha Nascosto che governa la mia vita, la tua vita, tutta la materia e tutte le forme di vita in questo Universo è doverosa. Se pensate di avere il controllo della vostra vita, dopo aver letto questo testo, ripensateci.


Alexander Popoff, ricercatore e scrittore, è direttore della casa editrice canadese Harlequin ed è autore di numerosi saggi tradotti in inglese, francese, tedesco, giapponese, italiano, russo e altre lingue.

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