Scienze di Madre Terra

La Terapeutica Ecospirituale: un’antica medicina per i mali di oggi

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07 Luglio 2026

Il Bio-Bakta sfrutta i campi magnetici di debole intensità, che agiscono sia sul dolore, attraverso la stimolazione di endorfine endogene, sia su cellule affette da patologia, attraverso l’azione sulle proteine e sulla componente genica


Ci sono conoscenze terapeutiche che la scienza medica moderna volutamente ha tralasciato.

Qualche rimasuglio, qualche barlume, qualche pezzo è rimasto nella tradizione popolare e ancora forse in montagna e in campagna qualche ricordo è ancora mantenuto dai nonni, ad esempio su alcune piante medicinali.

Non sono così i Popoli Naturali del pianeta, perché questi hanno mantenuto le loro antiche conoscenze derivanti proprio da un rapporto diretto con la Natura. Queste conoscenze sono basate su metodologie scientifiche che, tenendo vive esperienze millenarie di antiche civiltà avanzate (negate a oggi dalla scienza ufficiale) hanno avuto un continuo sviluppo nel tempo. Questi Popoli sono presenti in tutto il mondo: in Europa, nelle Americhe, in Africa, in Asia e in Australia e costituiscono il 30% della popolazione mondiale secondo le stime dell’ONU.

Nella società in cui viviamo oggi, il problema è che c’è stata sempre più una separazione tra l’uomo e la profondità del messaggio vitale che la natura esprime, tra ciò che è scienza e ciò che è metafisica, tra ciò che è scienza e ciò che è rapporto mistico con l’essenza della Vita, con quanto la Natura dell’esistenza esprime in tutte le sue forme viventi e vitali.

Così, in prima persona posso ritenere di essere stata fortunata nel venire a conoscenza e a contatto del bagaglio di informazioni e know how medico dell’antico sciamanesimo druidico dei Popoli Naturali europei, che hanno conservato, mantenuto e applicato proprio queste conoscenze. Fortunata soprattutto di avere avuto accesso alle ricerche e ricercare in prima persona su quanto il Centro Studi Giancarlo Barbadoro mette oggi a disposizione dei liberi pensatori e liberi ricercatori, grazie all’immenso patrimonio intellettuale che proprio Barbadoro ha lasciato nell’intento che tutto ciò continuasse ad essere vivo e vitale e dove l’Ecospiritualità, il fulcro del suo pensiero, potesse “risolvere tutti i mali di una società malata, basata sull’antropocentrismo”.

Purtroppo l’istruzione ricevuta nelle università durante la mia formazione medica non è risultata completa verso una globalità di rapporto tra l’individuo e l’ambiente che lo contiene ed ospita, intendendo per ambiente un aspetto unico di realtà vitale e di appartenenza a un tutto, in cui visibile ed invisibile fanno parte di un Uno che tutto unisce. Un know how che adesso la scienza stessa pian piano può anche essere in grado di riscoprire, con conoscenze che non sono complete così come lo sono quelle dei Popoli Naturali, perché è come se mancasse l’anima e contemporaneamente mancasse l’azione diretta dello stesso terapeuta, protagonista di una terapeutica su sé stesso prima ancora che sugli altri. Dispensatore cioè di un’azione armonica tra sé stesso e la vita che lo comprende e da cui trae ispirazione ed energia vitale. Una visione ecospirituale della terapeutica che i Popoli Naturali conoscono e vivono per curare sé stessi, gli animali, le piante e l’ambiente.

Esiste una forte interazione tra magnetismo terrestre e materia vivente, tale da giustificare l’utilizzo dei campi magnetici di debole intensità in medicina
Esiste una forte interazione tra magnetismo terrestre e materia vivente, tale da giustificare l’utilizzo dei campi magnetici di debole intensità in medicina

In particolare, mi voglio riferire allo Shantzu-bakta, nella sua branca di utilizzo delle mani, ovvero la terapeutica applicabile alla guarigione del nostro corpo, e delle eventuali patologie a cui andiamo incontro nel corso della nostra vita, attraverso l’azione di campi magnetici di debole intensità. Questi ultimi, nello specifico, risultano avere un’attività che può avere effetto sia sul dolore, attraverso la stimolazione di endorfine endogene, sia su cellule affette da patologia, attraverso l’azione sulle proteine e sulla stessa componente genica.

Si tratta di un’azione di tipo fisico e contemporaneamente di esperienza di armonia che il terapeuta stesso vive grazie alla pratica della meditazione Shan nella sua esperienza di vita. Un mix di fisico e metafisico che crea un’azione terapeutica che cura il disequilibrio che si è creato nell’espressione patologica.

I campi magnetici di debole intensità si possono ottenere anche da strumentazioni specifiche, ma la cosa straordinaria è che li sviluppiamo già noi stessi nel semplice fatto di avere all’interno del nostro organismo potenziali elettrochimici ed elettromagnetici tali da essere sfruttati, tra l’altro comodamente, perché non è necessario avere apparecchiature da portarsi dietro o da installare. Sicuramente le conoscenze antiche dei Popoli Naturali risultano essere avanzate se non addirittura avveniristiche.

Gli stessi studi di applicazione dei campi magnetici dal secolo scorso, che oggi vengono utilizzati nella diagnostica della Risonanza Magnetica (RMN) e nella magnetoterapia, hanno mostrato come l’energia utilizzata abbia un assorbimento in rapporto a 5 fattori principali, come descritto dal professor Franco Bistolfi nel libro “Campi magnetici in medicina”: ovvero, il tipo di frequenza dei campi elettromagnetici (c.e.m.), la potenza dei cem applicati, la configurazione della sorgente emettitrice, la configurazione spaziale, la dimensione e la composizione del tessuto bersaglio. Sempre questi studi hanno mostrato come il massimo assorbimento di una azione di cem corrispondente ad una certa frequenza varia anche con l’orientamento del soggetto sottoposto a cem rispetto ai vettori elettrico e magnetico dell’onda.

Inoltre sono stati valutati altri dati: ad esempio che l’assorbimento di una qualunque forma di energia metta in moto nell’organismo vivente “assorbitore” tutta una serie concatenata di eventi fisici, chimici, biochimici e biologici che vanno ad avere il doppio ruolo di meccanismi di dissipazione dell’energia assorbita e di processi di riaggiustamento delle strutture da essi perturbate.

Teniamo conto anche che oggi, in una RMN, l’organismo viene introdotto in un campo magnetico di intensità intermedia rispetto ai campi magnetici (c.m.) di diversa origine.

I campi magnetici di debole intensità si possono ottenere anche da strumentazioni specifiche, ma la cosa straordinaria è che li sviluppiamo già noi stessi nel semplice fatto di avere all’interno del nostro organismo potenziali elettrochimici ed elettromagnetici tali da essere sfruttati per la cura di varie patologie
I campi magnetici di debole intensità si possono ottenere anche da strumentazioni specifiche, ma la cosa straordinaria è che li sviluppiamo già noi stessi nel semplice fatto di avere all’interno del nostro organismo potenziali elettrochimici ed elettromagnetici tali da essere sfruttati per la cura di varie patologie

Se ci riferiamo al campo magnetico terrestre (che ha un’intensità media al suolo di 0,5 gauss,  ovvero 5x10 alla meno 5 Tesla), si possono classificare le diverse occasioni di esposizione dell’uomo secondo una scala di valori rispettivamente inferiori (coincidenti per esempio con le attività astronautiche) o superiori (coincidenti con tutte le altre attività mediche e non mediche). Una RMN utilizza campi magnetici tra 1000 e 5000 gauss (tra 0,1 e 0,5 Tesla).

Tra l’altro le interazioni tra campi magnetici e materia vivente erano già state ben studiate, approfondite e applicate da Bistolfi all’Università di Genova e all’Ospedale Galliera fin dagli anni ottanta del secolo scorso, in particolare gli effetti da c.m. statici e variabili di bassa frequenza.

Citando lo stesso Bistolfi: “La larga parte data agli effetti magnetomeccanici in seno alla materia vivente, da quelli relativamente macroscopici (orientamento di cellule) sino agli ultramicroscopici (orientamento dei momenti magnetici di spin protonici), vuol sottolineare l’importanza biologica  della forza di orientamento e spostamento dei c.m. e al contempo significare che i c.m., pur non essendo ionizzanti, hanno bersagli di interazione così numerosi e importanti da giustificare una seria impostazione della magnetobiologia.

Inoltre l’azione dei c.m è stata evidenziata anche a livello di molecole di interesse biologico come ad esempio sugli acidi nucleici nel DNA, sulle reazioni enzimatiche e sulle interazioni dell’ossigeno con substrati diversi, o ancora la diretta influenza di c.m. permanenti sui processi respiratori dei tessuti e l’azione protettiva da essi esercitata nei confronti delle radiazioni ionizzanti.

Possiamo così comprendere meglio perché i campi magnetici di bassa intensità fossero già conosciuti e sfruttati nella medicina antica, oggi tacciata come “pagana”, anche se etimologicamente il suo significato deriva dal fatto che si utilizzava nelle campagne, nei villaggi: un termine comunque a cui poi è stato volutamente affibbiato un senso dispregiativo dalle grandi religioni che temevano una disgregazione dei loro dogmi e la possibilità che la guarigione fosse appannaggio dello stesso individuo e non della divinità di turno. Ne è un esempio l’arcaica cosiddetta “imposizione delle mani” che, nella sua essenza, studiata anche nel secolo scorso, ha evidenziato che non era una pratica da demonizzare ma uno strumento “in mano” di uso appropriato dei campi magnetici indirizzati verso un’azione di guarigione sull’organismo.

Lo stesso Ippocrate, il medico greco vissuto circa 2500 anni fa e considerato il padre della medicina moderna, scriveva che ai suoi tempi esistevano medici esperti che ritenevano che il calore che si irradia dalle mani fosse utile per la guarigione dei malati. Non possiamo non considerare quindi come questi medici citati dallo stesso Ippocrate si fossero potuti avvalere di una medicina a sua volta ancora molto più antica, tramandata nelle sue conoscenze ancestrali. Una terapeutica molto più completa, che giungeva da una scuola arcaica “che era consapevole dell’esistenza del potere cosmico insito nell’uomo…una terapeutica globale che non limitava il suo campo di azione ai soli bisogni del corpo, ma lo estendeva anche a quelli della mente e dello spirito, quest’ultimo inteso come energia vitale che domina e alimenta l’intera sfera individuale”, così come ben descritto nel libro “Il Guaritore Spirituale” di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero.

Una terapeutica che oggi possiamo appunto definire ecospirituale, di derivazione dall’antico sciamanesimo druidico.

Così ora, quello che sto per descrivere, allo scopo di far conoscere questo strumento terapeutico, è proprio un lavoro interessante, con evidenze scientifiche che ho potuto osservare personalmente. Ovvero quanto l’antica terapeutica nativa sia efficace ed amorevole e come oggi ci sia bisogno di una integrazione di conoscenze antiche in una medicina che purtroppo si sta allontanando sempre più dallo scopo principale: quello di portare benessere all’individuo. La medicina di questa società maggioritaria è ormai straziata da innumerevoli frantumazioni specialistiche di approccio clinico, dove per affrontare la guarigione è spesso necessario ricorrere all’uso contemporaneo di una infinità di farmaci. E tutto questo non solo in medicina umana, ma anche in medicina veterinaria.

La terapeutica ecospirituale apre a un futuro di benessere per tutte le forme viventi che il pianeta Terra accoglie
La terapeutica ecospirituale apre a un futuro di benessere per tutte le forme viventi che il pianeta Terra accoglie

Cito un caso clinico in cui, durante un’ecografia di routine, è stato diagnosticato un polipo uterino, che necessitava di essere rimosso. Alla persona interessata è stato proposto di fare l’intervento attraverso isteroscopia, un metodo senza uso di anestetici, eseguito in Day Hospital, anche se più o meno doloroso, senza dover fare narcosi classica (visto che il soggetto aveva diverse forme di allergia, compresi alcuni anestetici). Al primo tentativo di intervento in un ospedale piemontese l’operatore che lo stava eseguendo (non molto esperto) non è riuscito allo scopo e avendo troppo male la paziente ha chiesto di bloccare tutto mentre era “sotto i ferri”. Nel foglio di dimissioni veniva riportato: “Al passaggio tra istmo e cavità uterina si evidenzia verosimile formazione polipoide che protrude nel canale cervicale”.

Tornata a casa dolorante e senza aver risolto niente, ha deciso di cercare un altro posto dove mani più esperte potessero risolverle il problema definitivamente, perché è sempre meglio togliere un polipo prima che aumenti troppo di dimensioni e soprattutto poter controllare istologicamente che non ci sia presenza di cellule neoplastiche. Così ha trovato una clinica più adatta e mani più esperte, in un ospedale torinese, ma i tempi di attesa purtroppo sono stati di otto mesi.

“Ok - si è detta - aspetto, ma intanto voglio fare qualcosa di “meno invasivo e dolce”, qualcosa che magari faccia ridurre le dimensioni del polipo senza dover poi sentire troppo dolore e sia più agevole da togliere a chi interverrà nel farlo”.

Così, essendone a conoscenza, ha pensato alla possibilità che le tecniche del Bio Bakta potessero aiutarla anche in un campo che potremmo considerare solo “chirurgico”.

Sono state 4 le sedute di applicazione dei campi magnetici di bassa intensità, a partire da 2 mesi prima del nuovo intervento.

Arrivato il giorno fissato per l’isteroscopia in ospedale, durante la fase d’inserimento dello strumento nella cavità uterina è stata grande la sorpresa anche del ginecologo, perché non era presente nessun polipo, ma solo un grumo di muco, che è stato poi lavato via con una soluzione fisiologica, tanto da far dubitare persino della sua collega che aveva fatto l’ecografia e la diagnosi. La mucosa uterina si presentava rosea e sana: per scrupolo, è stato effettuato comunque un piccolo prelievo per un esame istologico.

In ogni caso e per scongiurare qualsiasi dubbio, il tutto è ben documentato, tanto da avvalorare il supporto notevole con cui la terapeutica del Bio Bakta, quale branca della terapeutica ecospirituale dell’antico sciamanesimo druidico, possa venire in aiuto nella guarigione di diverse patologie e possa fornire una visione più ampia e globale alla medicina attuale, una visione che apre a un futuro di benessere per tutte le forme viventi che il pianeta Terra accoglie.


Miriam Madau è medico omeopata e nutrizionista vegano. Conduce su Shan Newspaper le rubriche “Felicemente Veg” sull’alimentazione vegana e “H2O” sull’omeopatia. Conduce inoltre la trasmissione “VeganSì” su Radio Dreamland www.radiodreamland.it


Riferimenti:

- Il Guaritore spirituale - Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Edizioni Triskel - www.triskeledition.com

- Campi Magnetici in Medicina - Biologia, diagnostica, terapia - Franco Bistolfi - Edizioni Minerva Medica

- https://www.centrostudibarbadoro.it

 

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Arrivederci, Giancarlo! 

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