Animalismo

La mia vita con i Primati

Stampa E-mail
30 Maggio 2014
|


Quale psicoterapeuta, mi occupo di psicologia clinica sia individuale che di gruppo per diverse tipologie di pazienti, in ambito sanitario pubblico e privato e da parecchi anni studio i primati non umani, con la principale finalità di cercare di migliorare il loro benessere psicologico e sociale nelle condizioni di cattività e post-traumatiche in cui spesso si trovano. Ho condotto alcuni interventi in questo senso, nei riguardi di diverse specie di primati, e collaboro stabilmente dal 2007 con il Centro di Recupero Animali Selvatici di Bernezzo (CN), che ospita un piccolo gruppo di Macaca sylvanus, e dal 2012 con il Santuario per scimpanzè di Ngamba Island in Uganda, dove ho effettuato per circa un mese ogni anno, un intervento di arricchimento specialistico, da me progettato e denominato PME ovvero Play-Picture-Making-Emotional Enrichment.

La mia sensibilità nei riguardi del disagio mi ha condotta ad incontrare diverse realtà in cui scimmie, antropomorfe e non, sono state costrette dall'uomo. Tutti o quasi i primati che si trovano in cattività hanno storie gravemente traumatiche; sono stati strappati in tenera età alle essenziali cure della loro madre ed al loro gruppo di appartenenza e ambiente, hanno affrontato viaggi lunghi e massacranti in pessime condizioni, sono stati per esempio cresciuti come pet da esseri umani, o addestrati in circhi, o ancora oggetto di ricerca medica in laboratori.

Nello sviluppo evolutivo e nella vita adulta, similmente a noi, riportano conseguenze comportamentali e psichiche dei traumi subiti.

I primati hanno, in modo simile a noi, una vita sociale complessa e bisogni affettivi profondi e necessitano di cure affettivo-relazionali.

Il mio lavoro clinico nei riguardi degli esseri umani è molto differente dal lavoro che cerco di attuare nei riguardi dei primati non umani, per esempio in senso metodologico e negli interventi concreti, ma non ho dovuto operare alcune forzatura, quale esperta in materia psicologica e relazionale, per impiegare la mia professionalità nei confronti dei primati. Le mie competenze e lo specifico ambito clinico della mia esperienza professionale sono di per sé impiegabili, date le grandi similitudini, dopo essere state rivisitate ad hoc in considerazione delle differenze di specie.


Mariangela Ferrero, psicoterapeuta, ricercatrice nell’ambito dei primati non umani

Le bertucce del CRAS di Bernezzo sono state sequestrate dalle autorità per detenzione illegale (in Italia il commercio e la detenzione privata sono appunto illegali, ma alcune persone persistono nel detenere primati e/o altri animali esotici e selvatici); hanno con ogni probabilità assistito all'uccisione della loro madre e a quella di almeno una parte del gruppo di appartenenza. Tutti i cuccioli, e quindi anche quelli che sono vittime di bracconaggio, vengono attentamente accuditi e protetti dalla loro madre e in questa specie dall'intero gruppo. Essi si trovavano perciò verosimilmente aggrappati al corpo della mamma ed avranno visto uccidere lei e diversi altri membri del gruppo, normalmente sterminati in quantità dai bracconieri ogni volta in cui cercano di sottrarre un cucciolo.

Le quattro Macaca sylvanus che costituiscono la colonia ospite al CRAS hanno molto probabilmente subito maltratttamenti fisici e psicologico-relazionali.

Ognuno di loro veniva tenuto in una piccola gabbia in solitudine.

Citina per esempio è stata trovata legata con una corta corda di nylon all'antenna parabolica sul balcone di un'abitazione privata, a parecchi gradi sotto lo zero, senza nè cibo nè acqua, in assenza degli inquilini dell'appartamento che erano in vacanza. Quando è giunta al Centro aveva una brutta bronchite ed era terrorizzata dalla possibilità di ogni contatto umano.

Striscia era spaventatissima e si accovacciava o ritraeva ogni volta che io o un altro operatore ci avvicinavamo a lei.


Gepu è probabilmente scappato da chi lo stava trasportando su un mezzo a quattro ruote, per collocarlo illegalmente in qualche abitazione.

Ciccio, ultimo ad arrivare al CRAS, aveva continui movimenti stereotipati e comportamenti autolesivi.

Per Gepu, Citina e Ciccio, che quando sono arrivati erano cuccioli bisognosi di cure materne, è stato necessario effettuare un intervento di maternage (con madre sostitutiva umana) piuttosto lungo.

Per ogni individuo si è poi proceduto agli interventi di graduale integrazione tra conspecifici ed inserimento in gruppo.

Citina è stata adottata prima da Gepu e poi da Striscia, che hanno fornito i principali contributi, ben più importanti di quelli che provenivano da me quale essere umano, alla sua riabilitazione.. Da quando è stato inserito Ciccio, i due hanno sviluppato una relazione affettiva particolarmente stretta e sembrano fare "coppia fissa".

Tutti gli individui si sono ampiamente rimessi rispetto al loro arrivo ed hanno acquisito comportamenti adeguati alla specie (che in qualche caso erano stati distorti dalle relazioni inappropriate instaurate con loro dalle persone con le quali avevano a che fare).

Per molti anni la leader del gruppo è stata Striscia (in questa specie vi è una forte gerarchia, sia tra i maschi che tra le femmine, e le femmine possono anche  giungere a dominare l'intero gruppo); da qualche tempo a questa parte l'individuo dominante è Gepu, che si è imposto con gradualità e con la capacità di mediare i conflitti interni al gruppo, anzichè attraverso la forza.


La mia relazione con ognuno di loro è di reciproca vicinanza e fiducia. Ultimamente è soprattutto Gepu, in qualità di individuo dominante, a sottolineare il proprio diritto ad avere la maggior parte delle cure relazionali e delle risorse che io metto a loro disposizione. Per quanto io trascorra il mio tempo a disposizione dell'intero gruppo, è perciò lui a scambiare con me il grooming o pretendere le mie attenzioni, anche attraverso scenate di gelosia, se qualcun altro ed io interagiamo senza il suo consenso.

Ci sarebbero molti altri aneddoti da raccontare; i primati, e in realtà gli animali in genere, hanno capacità di comunicazione e scambio variegate e impressionanti, soprattutto per chi non ha normalmente occasione di interagire con loro e quindi non ha avuto modo di sperimentarle.

La reciprocità (da sottolinearsi la generosità di molti dei partecipanti nell’elargirmi baci e abbracci, poco dopo aver ricevuto i materiali pittorici che gli avevo portato e durante le sessioni di lavoro) e l’empatia, insieme alla sensazione di gratuità che spesso accompagnava i positivi gesti nei miei riguardi, hanno caratterizzato molto frequentemente le mie interazioni con le antropomorfe e con i primati in genere, lasciandomi spesso la sensazione di aver ricevuto ben più di quanto avessi dato loro.



La Dott.ssa Mariangela Ferrero si è presa cura del benessere psicosociale dei macachi fin dal loro arrivo al Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo, e ha individuato, insieme allo staff del CRAS, le implementazioni che dovrebbero migliorare le condizioni della loro vita in cattività.

È in corso un progetto di ampliamento della struttura realizzata dal Centro per il gruppo di scimmie.

Potete contribuire con una donazione a:

CRAS ONLUS

IBAN: IT32A0843947070000040101408 BCC-filiale di Bernezzo

Specificando la causale: scimmie.

  Vedere servizio:

Video

|
 

Seguici su:

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Seguici su YouTube