Animalismo

Un Santuario per gli Scimpanzé in Uganda

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16 Giugno 2014
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Uno scimpanzé del Santuario dell’Uganda intento a dipingere


Il Chimpanzee Sanctuary Wildlife Conservation Trust in Uganda ospita attualmente 47 scimpanzé, tutti orfani tranne uno.

L'intervento che realizzo con gli scimpanzé presso il Santuario di Ngamba Island, che ho denominato Play-Picture-Making-Emotional-Enrichment (PME), è un intervento sperimentale e specialistico di arricchimento psicorelazionale per scimmie antropomorfe in cattività, nato dall'integrazione tra le mie conoscenze in campo psicologico e primatologico (cioè lo studio delle ricerche di insigni primatologi e le mie personali esperienze sul campo). Il PME è volto, oltre che a contrastare la noia della cattività, a favorire - attraverso la mediazione pittorica e relazionale (interspecifica) - il contatto con le emozioni, la loro espressione e il raggiungimento di un miglior benessere psico-relazionale individuale.

Il PME rappresenta una possibilità di comunanza e di incontro con le antropomorfe e si propone come opportunità per fare insieme un'esperienza di gioco e sperimentazione, di relazione e di espressione libera.

Se sono giunta a intendere come importante e doveroso l'aiuto psicologico e relazionale che si può fornire ai primati è proprio a partire dalla ricchezza del loro mondo interno, che è ben visibile a chiunque vi abbia avuto a che fare.


Mariangela Ferrero insegna agli scimpanzé a dipingere

In particolare le scimmie antropomorfe hanno bisogni affettivi, comportamenti, emozioni ed espressioni molto simili alle nostre.

L'intervento di PME è iniziato sotto i migliori auspici grazie all'entusiasmo di Pasa, una scimpanzé adulta che ha chiesto lei stessa di poter dipingere, prima ancora che io glielo proponessi.

Nel giugno 2012, dopo aver visto la mia prima sessione di lavoro a Ngamba il giorno precedente, Pasa si è ostinatamente rifiutata di lasciare il suo ricovero per la notte e recarsi in foresta come ogni giorno. Non appena i keepers hanno desistito dal cercare in ogni modo di farla uscire, Pasa è venuta diretta da me, a tirarmi gli abiti che indossavo guardandomi negli occhi. Sono andata subito a prendere i materiali pittorici e lei ha fatto la sua prima e assai fruttuosa sessione di lavoro; ha iniziato immediatamente a dipingere, realizzando un gran numero di dipinti, molto colorati e variegati nell’utilizzo delle tecniche.

Medina, timidissima scimpanzé di circa 7 anni, fino a poco più di un anno fa era incapace di esprimere i propri bisogni, sia concreti che affettivi. I maltrattamenti che aveva subito l’avevano ridotta a essere passiva e remissiva. Non riusciva neppure a giocare con le coetanee, sebbene fosse eccitata nel vedere le altre scimpanzé farlo.

Nel lavoro con me ha potuto esprimersi man mano di più e ha saputo sperimentare che non le sarebbe accaduto nulla di male se avesse avuto delle iniziative proprie.


Momenti di creatività con gli scimpanzé

Medina ha fatto un grande lavoro durante le nostre sessioni, contattando ed esprimendo emozioni diversificate e verosimilmente osservando le conseguenze dei propri nuovi comportamenti, che ha preso ad adottare più spesso nella sua quotidianità al di fuori delle sessioni stesse. Abbiamo anche effettuato delle sessioni di lavoro congiunte con Pasa, finalizzate a stimolare e sostenere la costruzione di una relazione positiva tra le due scimpanzé. Durante una sessione, Medina è addirittura riuscita a chiedere del cibo a Pasa, che, paziente e generosa quale è, glielo ha dato.

Oggi Medina è divenuta una scimpanzé giocosa, equilibrata, socialmente competente e anche intraprendente, di certo non solo in risultanza del lavoro con me, ma quantomeno venendo stimolata e sentendosi sostenuta in questo cambiamento dal lavoro stesso.

Medina, che è particolarmente talentuosa e dolce, mi ha regalato tantissimi baci e abbracci e, come peraltro diversi suoi conspecifici, ha dimostrato gesti di cura nei miei riguardi. Ad esempio, quando, in una delle sue particolari tecniche pittoriche, metteva a volte in bocca il colore per mischiarlo a modo proprio prima di porlo sul foglio, si offriva spesso di condividerlo con me, sporgendo le labbra verso la mia bocca. Inoltre quando mi teneva per mano, si occupava sempre di scacciare le mosche che mi infastidivano; un gesto piccolo, ma di attenta e gratuita cura.

Asega, uno scimpanzé adulto, mi ha regalato il suo bastone per recuperare il cibo (attrezzo da lui costruito per portare a sé il cibo caduto poco lontano dalla sua gabbia) dopo aver utilizzato i materiali che gli avevo messo a disposizione ed è sembrato offendersi quando io, pur cercando di ringraziarlo, ho subito tentato di ridarglielo, poiché mi sembrava un regalo troppo generoso; ha assunto un’espressione imbronciata e ha immediatamente risospinto l’oggetto verso di me.


La psicoterapeuta Mariangela Ferrero in un momento di gioco con uno scimpanzé

Ikuru: Quando è arrivata a Ngamba Island rifiutava il cibo e il contatto fisico. I bracconieri avevano ucciso sua madre mentre lei era aggrappata al suo corpo e, da quanto riferito, l'avevano costretta ad assistere allo smembramento del corpo. Ikuru era pesantemente traumatizzata, si dondolava continuamente su se stessa e aveva comportamenti di tipo autolesivo. Quando ci siamo incontrate mi ha fissata negli occhi a lungo, poi mi ha teso la mano. Nel corso del lavoro è stato utile individuare alcuni oggetti e materiali con cui Ikuru potesse giocare e sperimentare, per sollecitarla e distoglierla dai suoi comportamenti ripetitivi, che sono finalizzati all'autoconsolazione. La frequenza di questi suoi comportamenti è diminuita durante le sessioni di PME e parallelamente è aumentata la sua capacità di concentrarsi in modo prolungato in un'attività.

Mawa, un maschio adulto che soffre di ansia e che, al contrario degli altri ospiti del Santuario, trascorre il proprio tempo nei reparti interni anziché in foresta, mi ha chiamata spesso per essere consolato e rassicurato nei momenti in cui dava segno di soffrire più fortemente d'ansia, dimostrando di avermi individuata (come peraltro altri scimpanzé) come "qualcuno che si occupa delle emozioni e della relazione" e forse avendo sperimentato qualche giovamento nel corso delle sessioni di lavoro. Mawa dimostra di apprezzare tanto l'attività del dipingere e ha spesso tentato di impedire che ciascuna sessione terminasse.


Un dipinto realizzato dalla scimpanzé Medina

Bili durante le nostre sessioni di lavoro si è sempre occupata di tenerci allegre, proponendo giochi e di farci il solletico per divertirci. Un giorno Bili non aveva molta voglia di dipingere, né di giocare e se ne stava sdraiata a guardarmi. Allora io le ho detto che avrei disegnato qualcosa per lei. Bili si è alzata ed è venuta a vedere cosa io stessi dipingendo, osservandomi mentre disegnavo una banana.

Terminato il disegno le ho detto: “Ecco il mio regalo per te, una banana!”. Bili si è messa a ridere (gli scimpanzé ridono e lo fanno emettendo suoni bassi e ravvicinati ben riconoscibili) ha preso il disegno che le porgevo e continuando a ridere e guardarmi negli occhi ha finto di mangiarlo. Bili ha grande senso ironico!

Con diversi dei partecipanti è accaduto che fossero loro stessi a mostrare di voler dipingere, per esempio indicando i materiali pittorici; questo è da ritenersi un buon segnale, perché il mio primo obiettivo è che ai partecipanti del PME piaccia il lavoro proposto. Solo così, e cioè divertendosi, possono lavorare sulle loro emozioni e sulle loro modalità relazionali.


Mariangela Ferrero, psicoterapeuta, si occupa di psicologia clinica sia individuale che di gruppo in ambito sanitario pubblico. Da parecchi anni studia i primati non umani, con la principale finalità di cercare di migliorare il loro benessere psicologico e sociale nelle condizioni di cattività e post-traumatiche. Collabora stabilmente con il Centro di Recupero Animali Selvatici di Bernezzo (CN) e con il Santuario per scimpanzé di Ngamba Island in Uganda, dove ha attivato il suo progetto PME, Play-Picture-Making-Emotional Enrichment.


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