Il blog di Giancarlo Barbadoro

Ecco che arrivano i robot!

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04 Novembre 2014
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Era già accaduto per le auto elettriche. Dopo tanta teoria masticata sui media riguardo ai possibili vantaggi dell'applicazione elettrica alle auto, tanto da sembrare un romanzo di fantascienza, all'improvviso gli stessi media ci hanno comunicato che le auto elettriche erano una realtà concreta già in commercio.

Sembra che la stessa cosa stia accadendo anche per la robotica. Da tempo, i più disparati media riportano notizie sullo studio e sulla ricerca dei robot affermando che un giorno li avremo in casa nostra ad aiutarci nei lavori domestici, negli ospedali a sostituire infermieri e medici, nella società a portare avanti produzione di beni di consumo e nella guerra sostituendosi ai militari in armi.

Il robot Pepper della NestléNon solo, da tempo viene detto che i vari enti di ricerca stanno perfezionando le proprietà dell'A.I., il fenomeno dell'Intelligenza Artificiale, per giungere alla realizzazione di veri e propri androidi in tutto e per tutto simili all'individuo umano, che potrebbero divenire compagni nella solitudine dei singoli, sia in viaggio che nelle pratiche sessuali.

Ed ecco, all'improvviso, che dalle trame della cortina mediatica delle immagini e delle parole emerge, folgorante, la notizia che il futuro è già qui!

Il caso si apre con la notizia che in Giappone, nel prossimo dicembre, in una ventina di negozi della catena commerciale della Nestlé i commessi saranno sostituiti da nugoli di robot in grado di interagire con il pubblico e di vendere le macchine da caffè Nescafé.

"Pepper", questo il nome accattivante del modello di serie del robot in questione, è il risultato del lavoro di ricerca congiunta del gigante giapponese delle telecomunicazioni SoftBank mobile e del produttore francese di robotica Aldebaran Robotics.

Ciò che caratterizza Pepper è che è capace di comunicare con le persone, è in grado di riconoscere la voce umana e sa interpretare il linguaggio subliminale del corpo. È stato progettato volutamente basso di statura per non intimorire gli interlocutori umani, presentandosi sul metro e venti di altezza e ricorda inevitabilmente i "grigi", gli alieni dei film di fantascienza.

La notizia esplosiva che segue il suo lancio pubblicitario nella catena dei negozi della Nestlé è che da febbraio 2015 il robot sarà disponibile al costo, tutto sommato accessibile, di appena 1.400 euro circa per l'impiego ad uso domestico poiché è in grado di operare in aiuto degli umani quasi come una "badante".

L'inserimento dei robot nella società degli umani non è tuttavia da prendere a cuor leggero. In effetti il modello di società sin qui conosciuto sarà da ripensare completamente.

Non è immaginabile ad esempio il monopolio di schiere di robot operai da parte di centri di potere che producano, a costo zero, beni di consumo di ogni genere in ben progettate "isole produttive robotizzate". Se il conseguente tasso di disoccupazione, provocato dall'imposizione della manodopera robotica, fosse totale, chi mai potrebbe acquistare questi beni di consumo? E poco dopo la società degli umani si incepperebbe inevitabilmente.

Probabilmente l'inserimento dei robot potrebbe seguire la logica, già collaudata, degli avatar su Second Life, il mondo virtuale operante da moltissimi anni, progettato e gestito dalla Linden Lab americana. Ovvero pensare all'ipotesi di robot che, una volta acquistati come investimento dai singoli umani, lavorino al posto dei proprietari come se fossero titolari di un avatar. E magari anche titolari, come accade su Second Life, di più avatar operanti nelle situazioni di lavoro più disparate.

Potrebbe funzionare, e lo sviluppo economico della società potrebbe ricavarne un grande benessere.

Da parte loro, i proprietari dei robot potrebbero avere il vantaggio di potersi dedicare totalmente al loro tempo libero in viaggi, palestra e nella ricerca dell'interiore per soddisfare l'innata curiosità che la vita manifesta verso l'ambiente. Magari giungendo anche a progettare un modo migliore di vita più riferibile alla Natura.

Ma, c'è un inevitabile ma… Che accadrà quando questi robot in AI raggiungeranno la consapevolezza di sé e si rapporteranno con uno schema vitale ambientale che coinvolge anche la presenza della specie umana? E magari chiederanno diritti di parità sociale con gli umani?

È inevitabile ipotizzare che l'inserimento dei robot, anche se oggi inizia in sordina, si rivelerà come una vera e propria rivoluzione del pensiero che riguarderà economia, rapporti sociali, principi religiosi e purtroppo anche nuove modalità di repressione civile e di guerra.

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