Il blog di Giancarlo Barbadoro

Se questo è il mondo che viene proposto…

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17 Settembre 2015
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Già con la storia del peccato originale hanno voluto togliere il piacere di assaporare la gioia di vita nell'essere consapevoli di esistere dentro ad un grande e, direi personalmente, a un meraviglioso fenomeno chiamato esistenza.

Hanno fatto sentire limitati, con un "peccato originale" ipotecante sulle spalle già fin dalla nascita, poiché l'individuo non poteva contrastare il potere religioso che voleva conservare la sua prerogativa di parlare da solo con il Mistero che anima e dà senso a tutte le cose.


L'individuo, se non era un santo, non poteva ascendere a nessuna conoscenza divina perchè ci pensava solo chi era stato certificato a farlo. Tutto doveva rimanere all'interno dei confini ideologici del mondo disegnato della morale religiosa anche se questo comportava la fine della libera creatività personale. Anche se poi risultava un mondo piatto e senza prospettive. Un mondo di noia e conformismo...

Adesso ci si mette anche qualche opinionista laico a ribadire che non si può gioire nella vita dato che, come si crede avvenga per la velocità della luce, non si può superare il limite imposto dalla morale sociale che non vede di buon occhio il senso della felicità, dato che non è produttiva e non serve alla società.

Questo, probabilmente ignorando che in altri paesi, come il Buthan e gli USA per citarne alcuni, si è andati già da tempo più in là dei limiti e il fondamento delle loro carte costituzionali è l'ottenimento della felicità individuale dei cittadini!

Leggo in questi giorni su "La Stampa" di Torino un intervento di Massimo Gramellini che asserisce che "ogni uomo che è incapace di accogliere - vivere - la tristezza è un automa". Aggiungendo che "è proprio la tristezza che ci permette di guardarci dentro da una prospettiva nuova".

Con tutto il rispetto per questo "maître à penser" mi vien da dire che la sua convinzione mi sembra una elegia al mal di denti. Ovvero, se uno non prova la tristezza non può apprezzare l'occasionale e non necessaria gioia. Come dire che messo un dito su un’incudine e prendendolo a martellate, quando si sbaglia il colpo... si gode!

E che comunque, in ogni caso, il mal di denti non è una anomalia di vita ma è da accettare come normalità di vita. La felicità personale la possono vivere solamente gli illusi e i fuori di testa.

Personalmente, anche se non sono alla sua altezza di pensiero, devo dire che ho imparato a star fuori dalla mente, sede delle emozioni che nascono dai pesanti problemi gastroenterici della notte e dal plagio martellante di chi vuole che si beva quella bevanda lì piuttosto che quell'altra...

Stando fuori dalla mente ho scoperto che la gioia di vita non è casuale, ma è la normalità delle cose...

Sbaglio?

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