Il blog di Giancarlo Barbadoro

Second Life, NSA, Gesuiti e Alieni

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11 Dicembre 2013
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Sono anni che frequento il mondo virtuale di Second Life. Un mondo che esiste solamente nel cuore dei server informatici che lo tengono vita, ma che appare ben concreto a chi vi partecipa.

L'idea di questa iniziativa è nata dal romanzo di fantascienza "Snow Crash" di Neal Stephenson, scritto nel 1991, concretizzata da Philip Rosedale, fondatore della Linden Lab di San Francisco, che nel 2003 la rende accessibile al pubblico con il nome di Second Life.

Oggi la dimensione virtuale di questo mondo fatto di bit si apre all’accesso di utenti di tutto il pianeta ed è il teatro di molteplici realtà dove ognuno ha la possibilità di relazionarsi con persone che altrimenti non avrebbe mai conosciuto, unendo tutto il pianeta in un vero e proprio villaggio globale.

Qui su questo mondo virtuale si sono esibiti vari artisti come ad esempio il pianista Christoph Eschenbach, o rock band come gli U2 e i Duran Duran. Molto richiesti sono anche i concerti keltic rock del LabGraal, vera rivelazione del multiverso, tenuti in supporto di iniziative umanitarie e di aiuto alla causa animalista.

Tutti i partecipanti al mondo di Second Life vi entrano indossando l’aspetto di un “avatar”. Un ente virtuale che rappresenta una persona di fantasia, ma che può anche riprodurre esattamente l’utente nelle sue vere sembianze, e che ha facoltà di abbigliarsi come meglio crede.

In questa dimensione virtuale ogni Avatar ha la possibilità di acquistare terreni su cui costruire fabbricati di ogni genere. Sono così comparse le riproduzioni di New York e di Parigi, pagode birmane, templi buddisti e islamici. Hanno utilizzato questo mondo personaggi come Hillary Clinton, Beppe Grillo, Massimo D’Alema e oggi anche Barak Obama e famiglia. C’è la sede dell’ONU, di molte case di produzione industriale, dell’agenzia Reuters e della BBC.

In Second Life ha anche sede la rivista “Shan Newspaper”, che ospita questo blog, in uno spazio in cui avvengono meeting a livello internazionale per conferenze, mostre e di scambi di informazioni.

Ma un mondo così non poteva passare inosservato da parte dei centri di potere che si agitano nel mondo maggioritario della real life. Hanno cominciato dapprima le varie consorterie protestanti che hanno aperto Chiese e iniziato, Bibbia alla mano, un’opera di proselitismo. Poi, nel 2007, hanno iniziato ad operare i gesuiti della rivista “Civiltà Cattolica” che hanno lanciato una precisa sfida: “Dietro ai personaggi creati dalla fantasia dei navigatori ci sono uomini e donne veri, forse alla ricerca di Dio e della fede. Per questo su Second Life ogni iniziativa capace di animare positivamente i residenti è da considerare opportuna. Perché non bisogna dimenticare che ‘la terra digitale’, a suo modo, è anch'essa terra di missione".

Ecco che adesso, nel 2013, secondo le ultime rivelazioni dell’ex contractor USA Edward Snowden, anche la NSA, la “National Security Agency” americana, è approdata sul mondo virtuale di Second Life per spiare discretamente le attività degli Avatar che si svolgono tra un bit e l’altro.

Second Life è divenuta anche teatro della sperimentazione dei futuri robot che saranno dotati di AI, l’Intelligenza Artificiale. Il team statunitense che ha sviluppato il progetto avrebbe realizzato un software che "impara" tenendo d'occhio il comportamento degli Avatar. E’ previsto che questo software di AI all’inzio si presenti in forma di animali domestici per giungere ad assumere anche sembianze di avatar umani per poter operare tranquillamente ai loro scopi su Second Life.

A questo punto viene da chiedersi, visto che la piattaforma virtuale è un sistema aperto, se Second Life non possa venire utilizzata in incognito anche da eventuali possibili alieni in visita sulla Terra. Oppure da crononauti che giungono dal futuro per esplorare le epoche del loro passato.

E non è affatto detto che questo non sia mai avvenuto.

Il che rende sempre più intrigante l’esplorazione del mondo di Second Life.

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Commenti   

 
0 #1 Giovanni r 2013-12-13 19:33
mah io su questo la vedo diversamente. per me second life non riesce proprio ad esistere. Non mi entusiasma e quindi non esiste. ho conosciuto un primo approccio con la realtà virtuale poco dopo che finii il militare avevo 20 anni forse... era appena arrivata in italia ed esisteva solo a Milano. Molto bello, ma alla fine e rimane solo un gioco e per quanto si evolva rimarrà sempre così. Tradotto, non è la realtà che voglio vivere. ve ne sono infinite altre più belle e non preconfezionate . però forse concordo con Giancarlo sul fatto che possa essere un buon strumento di comunicazione con la giusta misura.
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