Esobiologia

Non siamo soli

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13 Aprile 2011
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La grande antenna di Arecibo del Progetto SETI


La moderna esobiologia guarda alle scoperte dei numerosi pianeti extrasolari per trovare tracce di vita aliena. Dimentichiamo tuttavia di prendere atto della “vita aliena”, le altre forme di vita con cui conviviamo già da sempre sul nostro stesso pianeta. Intanto gli “alieni” giungono dallo spazio a farci visita da millenni con le loro navi. La teoria della Cover-up sugli UFO e le dichiarazioni di Churchill. Le conclusioni di Carl Gustav Jung.

L'umanità che esiste sulla Terra è una realtà evidente della manifestazione del miracolo della vita nell’universo. Miliardi di creature viventi popolano questo nostro mondo e lo percorrono in lungo e in largo per necessità varie, per divertirsi o per stabilire relazioni di ogni genere. Ogni volta che vogliamo farlo, abbiamo occasione di renderci conto della concreta manifestazione del fenomeno della vita: incontrando gli altri, parlando con gli amici, intrattenendoci con il nostro partner, accarezzando il nostro cane o gatto nel nostro salotto di casa.

Con questa dimostrazione possiamo constatare che la vita è banalmente un fatto ordinario sul nostro mondo.

Perché allora non ipotizzare quindi che un fatto così ordinario non sia un evento altrettanto ordinario in tutto il resto dell'universo? Che possano esistere altri pianeti abitati nello spazio? Che la Terra non sia l'unico mondo che può ospitare la vita?

Dobbiamo riflettere. Che cosa potrebbe ipotizzare un’altra creatura aliena mentre scruta il suo cielo notturno e si chiede se la sua specie è la sola esistente? Se la sua cultura è ipotecata dalle ideologie di qualche sua religione o dell’equivalente dei nostri skepctis, sicuramente risponderà a se stessa che non esiste altra possibilità di vita oltre a quella della sua specie e che la sua presenza nello spazio sia un atto attribuibile a un miracolo irripetibile.

Ma noi, come potremmo darle ragione? La nostra stessa presenza lo sconfessa. Noi stessi siamo una testimonianza della presenza del fenomeno della vita nell’universo.

Il nostro mondo non ha nulla di particolare di per sé. E' un pianeta che ruota intorno ad una stella di tipo G che noi chiamiamo Sole. Non è neppure in una posizione centrale rispetto alle dimensioni della galassia. Il nostro Sole si trova a sua volta ad essere su uno degli immensi bracci galattici, un po' in periferia, senza particolari riferimenti tra miliardi di altre stelle, polveri e detriti cosmici.


Il microorganismo fossile rinvenuto dalla NASA
in una meteorite marziana

Non ci fossimo noi a dare un riferimento qualsiasi, sarebbe un angolo anonimo dell'universo. Nessuno si potrebbe accorgere a distanza stellare che su di esso c'è vita. Come del resto accade quando guardiamo il cielo stellato sopra il nostro capo e vediamo solo spazi anonimi di universo senza essere in grado di dare alcuna specificità.

Come non chiederci, allora, se da qualche parte di quegli spazi immensi non esistano altre forme di vita che, nelle nostre stesse condizioni osservative, possano guardare dalla nostra parte? Perché solo la Terra dovrebbe essere abitata da creature intelligenti? C'è qualche motivo particolare perché debba essere necessariamente così? La scienza attuale non ha certo motivi per contraddirci...

L’attuale esplorazione dello spazio, svolta dalle sonde orbitanti come la “Corot” dell’Ente spaziale Europeo oppure la “Keplero” della NASA, ha rivelato l’esistenza di centinaia di pianeti al di fuori del nostro sistema solare. Alcuni di questi ruotano in zone abitabili e sono dotati di acqua e atmosfera gassosa compatibile con la vita terrestre.

Come impedirci di pensare allora che non siamo soli nell'immensa vastità del cosmo? Come non immaginare che possano esistere altre umanità in altri angoli sconosciuti dell'universo?

Proprio per la nostra esperienza ordinaria sul nostro mondo, dovremmo essere abituati all'idea che possano esistere altre forme di vita oltre la nostra. Pensiamo infatti alle specie animali che convivono accanto a noi da millenni, diverse per forma e metabolismo, ma pur sempre una manifestazione della pluralità e della diversificazione della vita.


Gli animali, gli “alieni” della porta accanto

Non possiamo certo immaginare che le possibili altre umanità debbano essere necessariamente eguali all'uomo.

Siamo talmente abituati alla manifestazione della vita da accettare la normalità di ciò che vediamo allo specchio: un naso, due orecchie, due mani, cinque dita, e così via. Ci guardiamo senza neppure meravigliarci di quello che vediamo. E’ normale. E’ così normale che siamo fatti in questa maniera, che ci sembra scontato che la vita debba manifestarsi in questo modo.


L’oggetto non identificato di un chilometro e mezzo di larghezza che ha attraversato il cielo di tutto lo stato dell’Arizona

Per quanto riguarda le altre creature viventi che coabitano il nostro pianeta non ci colpisce più di tanto che siano completamente diverse dall’iconografia umana. Del resto la convinzione del luogo comune vuole che sia la specie umana quella che manifesta il dono dell’intelligenza e dell’anima e che quindi possa rappresentare la vita nella sua più completa e incontrovertibile iconografia.

Ci chiediamo se l’universo possa essere abitato da altre creature intelligenti, ma dimentichiamo di guardarci innanzittutto intorno per prendere atto dell’immensa moltitudine di “vita aliena” con cui conviviamo. Prima di guardare verso lo spazio, potremmo sempre tener conto dell’esistenza dei nostri compagni di viaggio sull'astronave Terra, gli animali, e poter avere una conferma immediata. In molte situazioni questi hanno rivelato di possedere una spiccata intelligenza. E' il caso dei delfini e di molti primati. E senza dimenticare di guardare al nostro cane o al gatto di casa...

Le varie ideologie religiose che esaltano l'antropomorfismo ci hanno abituati a considerare gli animali come degli oggetti, degli automi che basano le loro azioni su semplici reazioni nervose, che non hanno a che fare con la vera vita, cioè quella dell'uomo; ma queste creature comunque esistono e possiamo ritenere, a fronte dei passi della scienza moderna e dell’intuizione di chi ha a che fare quotidianamente con essi, che sono una prova evidente che l'uomo non è l'unica forma di vita intelligente. Del resto, le ideologie che negano oggi l’intelligenza alle forme di vita animali, sono gli stessi enti oscurantisti che sino a pochi decenni orsono negavano l’anima e l’intelligenza alle donne. E non è ancora finita.


Le prove dell’esistenza di vita extraterrestre

Al di là di ogni considerazione, con la nostra stessa presenza di specie, si può ritenere comunque di avere prove evidenti della manifestazione di altra vita nel cosmo.


Gli oggetti non identificati fotografati dagli astronauti accanto allo Shuttle Atlantis della NASA

Tuttavia possiamo avere prove dirette della manifestazione di vita aliena se valutiamo la presenza di elementi organici non terrestri rinvenuti nelle meteoriti che cadono sulla Terra.

E' il caso della meteorite di Orgueil, caduta in Francia, dove al suo interno venne trovata la presenza di organismi unicellulari assolutamente alieni. Oppure quello della meteorite di Murchison, caduta in Africa, nella quale vennero ritrovate tracce di DNA di tipo levogiro (quello terrestre è destrogiro).

Possiamo citare soprattutto il caso della meteorite marziana studiata dalla NASA. Il 9 agosto 1996, la NASA, dopo aver eseguito una serie di test su una meteorite di origine marziana, annunciò di avere scoperto al suo interno tracce fossili di vita extraterrestre ritenendo di conseguenza che il pianeta Marte avesse sicuramente ospitato sulla sua superficie, circa quattro miliardi di anni fa, quasi in contemporanea con il manifestarsi della vita sulla Terra, delle primordiali forme di vita.

Oggi, parlare di altra vita nel cosmo non appare più argomento da fantascienza. Ciò di cui possiamo ancora interrogarci riguarda la possibilità di avere prove sull'esistenza di altra vita intelligente.


Il progetto Seti

La NASA ha dato il via negli ultimi venti anni a diversi progetti di radioascolto alla ricerca di possibili segnali intelligenti provenienti dall'universo intorno alla Terra. Una visione incoraggiante, anche se un po' miope circa il problema esobiologico dato che la ricerca in atto presume che gli eventuali alieni debbano usare specificatamente il sistema delle onde radio. E le onde gravitazionali? O i tragitti transcomunicativi consentiti dai wormholes?


L’oggetto non identificato fotografato dagli astronauti della missione della NASA di Apollo 16 in avvicinamento alla Luna

Tuttavia l'ultimo progetto, il più avanzato tecnologicamente, il Progetto Seti, è stato chiuso proprio quest'anno per motivi non ben dichiarati, per poi essere nuovamente riaperto grazie all’intervento di sponsor privati.

La sua sospensione ha creato non pochi interrogativi. Molti scienziati statunitensi hanno avanzato l'ipotesi che la NASA abbia chiuso il Progetto proprio perché l'obiettivo sarebbe stato finalmente raggiunto.... Tacendone però il risultato!

In effetti non ci sarebbe da stupirsi poiché lo statuto operativo della NASA è molto esplicito in proposito. Questo documento, sebbene da una parte orienti la NASA alla ricerca di un contatto con civiltà aliene, dall'altra raccomanda vivamente le autorità competenti di attenersi al più assoluto riserbo qualora ciò avvenisse, pena la disgregazione del sistema socio-culturale del mondo occidentale. Per noi utenti dei media ordinari non c'è quindi molta speranza di venire a capo di qualcosa.

Per la cronaca, il 15 agosto 1977 il ricercatore Jerry R. Ehman mentre era al radiotelescopio Big Ear del Seti dell'Ohio registrò un segnale "alieno" per la durata anomala di 72 secondi sulla banda dei 1420 Mhz. Un segnale sulla banda corrispondente alla radiazione dell'Idrogeno era stato auspicato negli anni '50 da Giuseppe Cocconi e da Philip Morrison, per via del suo valore universale, come un possibile messaggio da parte di una civiltà aliena.



E gli UFO?

Forse una prova evidente della manifestazione di altra vita intelligente nello spazio la possiamo avere più facilmente nell'impressionante evidenza del fenomeno UFO, acronimo di "Unidentified Flying Objects".

E' dall'inizio del secolo scorso che questi misteriosi oggetti hanno cominciato a dare una manifestazione ufficiale della loro presenza nel cielo del nostro pianeta nel 1947 sfuggendo ai radar e all'intercettazione degli aerei militari.

Durante il secondo conflitto mondiale, questi oggetti si accompagnavano addirittura alle squadriglie aeree, partecipando ai combattimenti come testimoni invulnerabili. Da non dimenticare l’avvistamento avvenuto su Los Angeles di un UFO in epoca bellica che provocò nel febbraio del 1942 le concitate reazioni della contraerea americana che non arrecò danni all’oggetto sconosciuto ma causò la distruzione di vari edifici e la morte di alcune persone.

Ma si possono citare altri casi che hanno lasciato una forte impronta nei media di molti paesi.

Il 23 settembre 1989 un oggetto sconosciuto atterrò a Voronezh, una cittadina vicino a Mosca, dove furono visti da migliaia di testimoni anche i loro occupanti uscire dalla navicella aliena.

Il 13 marzo 1997 un gigantesco UFO, a forma di boomerang e di ben un chilometro e mezzo circa di larghezza, venne avvistato dalla popolazione dell'Arizona mentre sorvolava da nord a sud l'intero Paese. I testimoni furono decine di migliaia e esistono moltissime riprese video dell'oggetto sconosciuto. Le reti TV americane mostrarono l'UFO alla popolazione sbigottita di tutti gli Stati Uniti.

Il 5 marzo 2004 la Difesa del Messico diede un annuncio senza precedenti rivelando che un aereo militare in volo di ricognizione di routine sul terrirorio, alla ricerca dei campi di coca dei narcotrafficanti, si era incontrato con una formazione di oggetti non identificati. Gli oggetti apparivano come dei punti fortemente luminosi e si muovevano nel cielo procedendo in una formazione ordinata.


Il “Papiro Tulli” che narra dell’incontro del faraone Tutmosis III con oggetti circolari nel cielo avvenuto nel deserto dell’Egitto nel 1400 a.C.

Nel corso delle imprese spaziali della NASA gli stessi astronauti sono stati testimoni più volte della presenza nello spazio di ordigni non terrestri. E' accaduto, ad esempio, durante la missione di Gemini 4 in orbita intorno alla Terra e quelle di Apollo 11 e 12 sulla Luna.

Più recententemente è accaduto anche in occasione delle missioni degli Shuttle. E’ stato il caso della missione Discovery nel settembre del 1991, e di Atlantis nel settembre del 2006. E spesso questi oggetti sono stati anche filmati e fotografati.

Si può aggiungere inoltre che su Marte le sonde spaziali hanno fotografato vestigia che sembrano appartenere ad antiche civiltà scomparse. Resti inequivocabili di monumenti, di città e di fortezze che rivelano la manifestazione di una curiosa presenza di vita aliena.

La letteratura skeptic ha spesso minimizzato il fenomeno UFO dichiarando che si tratta di una interpretazione moderna basata sulla suggestione psicologica dei vari testimoni.

Ma il fenomeno UFO non è attribuibile alla cultura moderna suggestionata dalle sue scoperte tecnologiche. Esistono infatti centinaia di leggende e di testimonianze di popoli antichi che fanno riferimento al fenomeno UFO in tempi in cui la fantasia non poteva certo spingersi in quella direzione.

Le testimonianze spaziano nel tempo e sotto ogni latitudine. Il Papiro Tulli riporta di alcuni oggetti circolari visti dal Faraone Thuthmosis III e dal suo esercito nel 1400 aC. Storici e naturalisti del mondo classico come Tito Livio e Plinio il Vecchio nelle loro opere parlano di oggetti sconosciuti osservati mentre volavano o si fermavano nel cielo. Si può citare la testimonianza di Alessandro Magno che nel 329 a.C., mentre attraversava con il suo esercito il fiume Jaxartes verso l’India, assistette a quella che definirono un’incursione di “ grandi scudi d’argento scintillante”.

Il 14 aprile 1561, come riporta una litografia del tempo, gli abitanti di Norimberga furono testimoni della manifestazione di un fenomeno inspiegabile. Comparvero nel cielo numerosi oggetti cilindrici che, una volta posizionatisi immobili nel cielo sopra la città, lasciarono uscire dal loro interno altrettanti numerosi oggetti a forma di sfera e di disco che si misero a compiere complicate evoluzioni nel cielo.

Fantasia di popoli ingenui? Isterismi? Visioni oniriche? Forse. E’ questo comunque l’orientamento dei media e di una certa parte della scienza ipotecata dagli skeptics.

Intorno all’esistenza effettiva degli UFO si scatenò quasi da subito una serie di eventi che sembrano ancora oggi aver lo scopo di censurare e di minimizzare le notizie che possono riguardare gli avvistamenti.


Il “Volantino di Norimberga” che riporta l’antica cronaca dell’avvistamento dei numerosi oggetti volanti apparsi nel cielo della città tedesca
nel 1561

Possiamo citare il caso emblematico sollevato dalle dichiarazioni di Winston Churchill, all’epoca del suo incarico di Primo ministro inglese, che potrebbe dare una spiegazione indiretta al sospetto di una possibile cover-up sul fenomeno UFO.

Una nota scritta dallo statista rivela che il 28 luglio 1952 Churchill si rivolse al viceministro responsabile dell'aeronautica militare chiedendogli: «Che cosa sono tutte queste cose sui dischi volanti? Che cosa significano?» E ancora: «Qual è la verità? Fatemi avere una relazione».

Era accaduto che sul finire della guerra alcuni piloti della Raf di ritorno da una missione sulle coste meridionali del Regno Unito si erano imbattuti in un «oggetto metallico» che era volteggiato attorno alle squadriglie ed era poi sparito.

Successivamente, durante una riunione con Eisenhover, ancora Churchill diede ordine ai suoi collaboratori : “Questo episodio rimanga segreto per i prossimi 50 anni, in questo momento potrebbe spaventare le masse e far perdere la loro fiducia nella Chiesa. Sarà un primo ministro diverso da me a doversene occupare. Parliamo della Germania, adesso?”.

Sul fenomeno UFO il Progetto Blue Book dell'USA Air Force a suo tempo è stato esplicito dopo aver esaminato almeno 10.000 casi di avvistamenti: "gli UFO esistono e sono oggetti che non appartengono alla tecnologia terrestre".

Non a caso nel 2003 l’allora Presidente degli Stati Uniti, Bush Jr., ha richiesto al Senato americano uno stanziamento di 279 milioni di dollari, da inserire nella finanziaria statunitense, destinato alla ricerca di vita aliena nello spazio e altri tre miliardi di dollari per il quinquiennio seguente.

Se c'è da prestare fede a queste notizie si può pensare che effettivamente, al di là della vita rinvenuta nelle meteoriti e dei numerosi pianeti extrasolari, non siamo soli nell'universo e che c’è molto interesse da parte delle nazioni di trovare una spiegazione al fenomeno.

Per dirla in maniera più esplicita con le parole dello psicologo Carl Gustav Jung, in conclusione del suo lungo studio sul fenomeno UFO: "sembra evidente che esiste altra vita intelligente nello spazio che, come oggi, da millenni è in grado di giungere sino al nostro pianeta"...


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