Esoterismo

A colloquio con gli Spiriti

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19 Agosto 2011
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La tomba di Allan Kardec costituita da un dolmen nel cimitero Père Lachaise di Parigi

La missione di Allan Kardec, il padre dello spiritismo, continua nei secoli


Chi si interessa di tematiche non convenzionali, come l’esoterismo e la medianità, trovandosi a Parigi non potrà fare a meno di visitare la tomba di Allan Kardec.

Il cimitero Père Lachaise di Parigi è famoso in tutto il mondo per via degli illustri defunti che ospita. Tanto per citarne alcuni: Oscar Wilde, Guillaume Apollinaire, Sarah Bernhardt, Isadora Duncan, Edith Piaf, Jim Morrison, Maria Callas, Marcel Camus, Simone Signoret, Yves Montand, Vincenzo Bellini, la Contessa di Castiglione, Abelardo ed Eloisa, Molière, Honoré de Balzac, Frédéric Chopin.

Ma è famoso anche perché ogni tomba è una piccola o grande opera artistica.

Tra queste, la tomba di Allan Kardec è sicuramente una delle più importanti.

Il Père Lachaise è una vera e propria città, con viali numerati che si incrociano, detti “Division”, dove sorgono le dimore dei defunti, alcune grandiose, altre più piccole, ma sempre dignitose. Ognuna è un’opera d’arte che esprime lo spirito del padrone di casa, ivi sepolto.

Presto il visitatore si troverà in una sorta di labirinto che sembra creato apposta per scoraggiare i visitatori troppo frettolosi. La visita al Père Lachaise necessita tranquillità e tempo a disposizione. L’atmosfera è particolare, non solo per la materia trattata (è tutto fuorché un luogo tetro), e neppure per le celebrità che vi abitano. E le persone che lo visitano, come ospiti abituali, sono indubbiamente particolari. Si ha l’impressione di poter incontrare persone di ogni tempo.


Hippolyte Léon Denizard Rivail, noto con il nome di Allan Kardec

Quando alla fine si riesce a trovare la Division 44, ed a individuare la tomba del famoso esoterista Allan Kardec, si rimarrà sorpresi. Il monumento che sorge sulla tomba di Allan Kardec è un grande dolmen, l’antico monumento sacro dei Celti. Centinaia di fiori freschissimi portati ogni giorno da anonimi visitatori circondano tutto il perimetro; persone in rispettoso silenzio sono raccolte in meditazione davanti al tumulo. Semplici curiosi si mescolano ad altri che sembrano trovarsi lì in attesa di “qualcuno” o di “qualcosa”. Altre persone si incontrano poco distante, come per un appuntamento abituale. La tomba è notoriamente la più frequentata di tutto il cimitero.

Ma chi era Allan Kardec?

Hippolyte Léon Denizard Rivail, aka Allan Kardec, era un filosofo francese vissuto tra il 1804 e il 1869, conosciuto per essere stato il fondatore dello spiritismo, una dottrina filosofica di cui fu il principale divulgatore a livello mondiale.

Nato a Lione da una famiglia di avvocati e magistrati, dopo i primi studi nella città natale, fu inviato a completare la propria preparazione in Svizzera, a Yverdun, presso il celebre pedagogista Enrico Pestalozzi, del quale fu prima discepolo e, ben presto, collaboratore. Fu educatore della gioventù, si distinse anche nel campo letterario, e fu insegnante di filosofia, di astronomia, chimica e fisica presso il Politecnico di Parigi.

Kardec era attratto dalla filosofia e dalla scienza, e compì anche studi di medicina. Imparò varie lingue (italiano, spagnolo, tedesco e inglese) ed ebbe occasione di compiere molteplici esperienze professionali.

Alla formulazione della teoria spiritica arrivò a cinquant’anni, nel 1854. Fu in quel periodo che, sentendo parlare di sedute medianiche, cominciò ad accostarsi a questo tema con la razionalità e la prudenza che lo distingueva. Kardec era un libero pensatore che applicò i principi della sperimentazione scientifica allo studio del soprannaturale e regolamentò con saldi principi etici la pratica delle sedute spiritiche.

Lo spiritismo è conosciuto come la filosofia che pone al centro dell’evoluzione universale il progredire degli spiriti attraverso molteplici stati di coscienza. La presenza di Kardec dava alle sedute un carattere particolare: se prima del suo intervento le entità si intrattenevano coi presenti soltanto su problemi di tipo personale, con lui i contenuti cambiavano e vertevano su temi filosofici, speculazioni religiose e spirituali.


Una seduta spiritica condotta da Allan Kardec

"Arrivavo alle sedute", scrive Kardec rievocando quel periodo, "con una serie di domande preparate e ordinate metodicamente; e le risposte che ottenevamo erano sempre precise, profonde e logiche… Da principio ciò m'interessava soltanto per istruzione mia personale. Più tardi, quando vidi che il tutto assumeva le proporzioni di una dottrina, pensai di farne una pubblicazione per l'istruzione di tutto il mondo."

Un lavoro paziente e metodico, portato avanti con logica e spirito critico, seguendo un sistema ben preciso.

Per convincersi dell’autenticità di quanto gli veniva rivelato, Kardec chiedeva alle entità di rivelargli cose che solo lui poteva conoscere, cosa che puntualmente si verificava.

Allan Kardec, anche se dalle sue biografie non emerge, era soprattutto un druido, e la sua tomba lo rivela in maniera inequivocabile: è sepolto sotto un dolmen, l’unico del Père Lachaise, vicino ad una grande quercia. Un dolmen costruito con menhir autentici, provenienti dalla Bretagna, sua terra adottiva, con tanto di coppelle preistoriche, in omaggio al culto per le tradizioni celtiche che Kardec professava.

Secondo quanto rivelato dallo stesso Kardec, nelle sue sedute spiritiche egli si metteva in contatto con i suoi antenati druidi, che quando erano in vita risiedevano in Bretagna. Da loro ha ricevuto l’incarico di divulgare la dottrina spiritista, che in realtà era una dottrina spirituale. Gli spiegarono che il suo compito in questa vita era di contribuire alla diffusione di insegnamenti che non solo potevano essere utili all'umanità, ma erano in grado di farla crescere spiritualmente.

E’ stato a seguito di questi incontri con i suoi antenati, avvenuti mediante sedute spiritiche, che egli adottò lo pseudonimo di Allan Kardec con cui firmò tutte le sue opere.

I suoi scritti più famosi, come “Il Libro degli Spiriti” e “Il Libro dei Medium”, hanno avuto una larga diffusione in un momento in cui soprattutto a Parigi si stava creando la moda delle sedute spiritiche. Nei salotti di Parigi era consuetudine trovarsi per una seduta medianica di tipo tiptologico (con il tavolino) o con la planchette, il quadrante medianico.


L’epitaffio sulla tomba di Allan Kardec

Lo spiritismo di Kardec manifestava un carattere anticattolico, anticlericale, e di costante sostegno alle campagne laicizzatrici della repubblica francese. In questa forma, penetrò anche in Italia dove - tra gli uomini politici anticlericali che vi si impegnavano attivamente - si conta Giuseppe Garibaldi.

E’ anche noto l’interesse di Allan Kardec per la Massoneria, pur se non rivelò mai apertamente di farne parte.

L’avvento della filosofia di Kardec diede un nuovo impulso allo spiritismo, generando anche una serie di equivoci che ogni pensiero su vasta scala può provocare. La teoria dello spiritismo di Kardec diventò ben presto una sorta di religione, basata sulla teoria della reincarnazione, con principi che si trasformarono in veri e propri dogmi. Quanto di più lontano poteva esserci nelle intenzioni di un laico pragmatico come Kardec.

"Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: questa è la legge". Cosí si legge sul suo epitaffio, sopra la tomba al Père Lachaise. Una teoria di chiara influenza druidica: secondo l’antico sciamanesimo druidico, tutto ciò che esiste nell’universo, compreso l’uomo, è in continua trasformazione. Tutto, nell’universo, è in continua mutazione, e l’uomo non è altro che una porzione di esistenza in transito verso stati percettivi di coscienza sempre più evoluti.

La diffusione della filosofia spiritista provocò tra i suoi sostenitori un dibattito interno che si manifestò in varie correnti, essenzialmente costituite da chi sosteneva la teoria della reincarnazione e da chi invece riteneva che la trasformazione delle anime fosse da intendersi in senso simbolico.

Lo scrittore e filosofo francese René Guenon (1886-1951), nel suo libro “Errore dello Spiritismo”, dedica un intero capitolo al tema della reincarnazione, fondamentalmente per dissipare i dubbi che secondo l’autore questo tema aveva creato.


La croce celtica vicino alla tomba di Kardec

In merito al tema della reincarnazione, Guenon scrive: “si tratta di una pura assurdità, ma a causa della strana diffusione di questa idea nella nostra epoca, è fra quelle che contribuiscono maggiormente allo scompiglio mentale di un gran numero di persone”. E prosegue: “La reincarnazione non è infatti un elemento assolutamente essenziale dello spiritismo, giacché si può essere spiritisti senza ammetterla, mentre non si può esserlo senza ammettere la manifestazione dei morti attraverso fenomeni sensibili”.

Per Kardec, dio è l'intelligenza suprema, causa prima di tutte le cose, in netta antitesi con la materia, essendo puro spirito. Gli elementi, secondo la concezione kardechiana, che compongono l'Universo sono: il Dio creatore, lo Spirito, la Materia ed il Fluido, un elemento intermedio tra questi ultimi due, chiamato "perispirito".

I seguaci di Kardec si recano alla sua tomba a celebrarlo per via del fluido che emanerebbero le sue spoglie. Toccare il busto di bronzo in un certo modo permetterebbe di usufruire del fluido di Allan Kardec e usarlo per mettersi in comunicazione con la dimensione dello Spirito, quest’ultimo inteso come l’Aldilà, la dimora dei defunti.

L’opera di Allan Kardec continua nei secoli, portata avanti da migliaia di adepti che non cessano di contattarlo in sedute medianiche in cui, sostengono, egli dispensa la sua filosofia. L’interesse per Kardec e per le sue opere continua anche attraverso i sostenitori della teoria della reincarnazione, che vedono in Kardec un supporto alla loro fede, prendendo forse troppo alla lettera il concetto druidico di “morte e rinascita”.


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