Indigenous Peoples

Ngog Lituba, il risveglio delle coscienze

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27 Dicembre 2019
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Il Festival Internazionale dedicato a Ngog Lituba, la sacra grotta dei Nativi del Camerun
Il Festival Internazionale dedicato a Ngog Lituba, la sacra grotta dei Nativi del Camerun


È probabile che, col passare del tempo, una causa quasi disperata venga ascoltata, che una chiarezza inaspettata arrivi a dissipare le fitte nebbie che nascondono l'esistenza di depositari di culture etno-primitive. Sono stato profondamente commosso, lo ammetto, guardando il documento che annuncia l'organizzazione e lo svolgimento di un Festival Internazionale delle popolazioni native di Ngog Lituba, nel dicembre 2019.

Fin dall'inizio saluto questa nuova consapevolezza, che spero tenda a sollevare il velo orribile che ha sempre coperto la mitica e sacra grotta. Per l'interesse della mia gente e il felice ricordo di un caro amico e fratello, il cui contributo internazionale è ora indiscutibile in quanto a lotta e visibilità:  per non aver mai smesso con la sua ONG, la Ecospirituality Foundation, di portare avanti la causa del rispetto per la naturale sacralità di Ngog Lituba. Ho pensato fosse mio dovere ringraziare il suo fondatore, il compianto Giancarlo Barbadoro, il poeta, il druido e uomo di scienza, che ha da poco iniziato il suo viaggio nel mondo immateriale.

Lo stato attuale della profanazione di questo alto luogo di spiritualità naturale mi rattrista. Ho visto come gli sfregi l'hanno sfigurato, ho visto l'alterazione deliberata di allegorie e favole misteriose che nutrono la ricchezza delle culture native: il tentativo di banalizzarne la storia da parte di uno sterile ecumenismo religioso.

Brice Tjomb con Giancarlo Barbadoro al Cerchio di Pietre di Dreamland in occasione della sua visita a Torino ospite della Ecospirituality Foundation
Brice Tjomb con Giancarlo Barbadoro al Cerchio di Pietre di Dreamland in occasione della sua visita a Torino ospite della Ecospirituality Foundation

Ma prima di sondare le profondità dell'oscurità che lo circonda, e iniziare il lavoro di ricostruzione del suo simbolismo, per ripristinare i suoi misteri e rivitalizzare la sua anima sepolta, possa la gente che vi è legata, non solo dissipare prima i suoi propri pregiudizi, ma soprattutto, fare attenzione a non agire come se non ci fossero ostacoli. In effetti, quando ci si sforza di restaurare una verità, se ne incontrano molti: la falsità e la parodia che sono velate spesso con le intenzioni più encomiabili.

L'avvento del Festival Internazionale, sarà quindi un'opportunità appropriata per la catena etnologica dei nativi della Grotta, per gettare le basi della loro sopravvivenza culturale e spirituale, in un contesto di globalizzazione e distruzione della personalità tradizionale delle culture ancestrali. Esprimo l'augurio che non si tratti di un ulteriore folklore, come quello di molte organizzazioni tribali simili, né del silenzioso rispetto delle cose non dette che tanto fanno arrabbiare i detentori della cultura di maggioranza e delle religioni straniere, che le nuove generazioni di uomini e donne di mente libera hanno il diritto di mettere in discussione per diverse ragioni storiche e antropologiche. Possiamo quindi concordare fin d'ora: la sventura dell'"Uomo della Grotta" non è e non sarà più l'ignorare di possedere un'identità culturale e valori spirituali da promuovere, ma l'interrogarsi sulla natura della lotta da portare avanti per riappropriarsi dei suoi diritti ancestrali e del suo misticismo, perché coloro che hanno cercato di negarli e di distruggere il suo sacro, non avrebbero mai pensato di poter avere successo senza avere un'altra sacralità esogena per sostituirli. Non lasciamoci presentare più opinioni e dottrine chimeriche di fronte all'immutabilità, all'universalità e alla peculiarità di ciò che Ngog Lituba offre all'umanità. Riscriviamo la pagina strappata, per reinserirla nel libro della natura.


Samuel Brice Tjomb, poeta e ricercatore, è corrispondente di Shan Newspaper per l’Africa 



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