Indigenous Peoples

Il Cerchio Sacro dei Popoli naturali

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13 Aprile 2011
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Il cerchio sacro in un dipinto all’interno
di un Kivas degli Hopi, Arizona


Esiste su tutto il pianeta un simbolo preistorico che ricorre in culture diverse e lontane tra di loro. Un simbolo che nel suo aspetto base è rappresentato da un cerchio con un foro al centro, un disco forato, ma che si arricchisce, a seconda delle varie culture etniche, di altri segni simbolici.

Questo simbolo grafico lo possiamo ritrovare sotto forma di graffito, tracciato su rocce di tutti i continenti, oppure rappresentato da pietre forate all'interno di templi megalitici, disegnato da pietre allineate sul terreno o sotto forma di scultura o di rappresentazione grafica, o ancora, sotto forma di antico gioiello e costituito da metallo o pietra dura.

La sua presenza nella storia dell'uomo risale a tempi preistorici e compare in culture lontane tra di loro come quella degli Indiani d'America, quella dei popoli del nord Europa, o presso gli aborigeni australiani, in Cina o anche nei templi egizi, presso gli Aztechi, i Maya, gli Etruschi.

Ancora oggi, nelle culture dei Popoli naturali di tutto il pianeta, dai Celti agli indiani d’America, questo simbolo è comune e legato a significati profondamente mistici.


Una croce celtica preistorica in Cornovaglia

Per i Nativi americani il Cerchio Sacro è un simbolo fondamentale della loro cultura, in quanto rappresenta la manifestazione di Wakan-Tanka, il Grande Mistero, che per tutti i Nativi d'America è la massima divinità, il principio creatore su cui si regge tutto l'universo conosciuto. Interessante notare che Wakan-Tanka significa letteralmente Grande Mistero, da Wakan (grande) e Tanka (mistero) e sta ad indicare, secondo la concezione filosofica degli Indiani d'America, il grande abisso che circonda l'uomo, il Mistero da cui ogni cosa proviene e nel cui Segreto si può trovare il significato dell’esistenza. Ma Wakan-Tanka venne tradotto dai gesuiti "Great Spirit", Grande Spirito, traduzione che rispecchia l'influenza cristiana e che poi rimase, deformando il senso originale del termine.

Anche il nome del simbolo, che per i Lakota è definito “Ciangleska Wakan” (Cerchio Sacro), è stato trasformato: questo cerchio viene comunemente chiamato "medicine-wheel", ruota della medicina, anche questa volta tradotto dai colonizzatori in modo inesatto. Questa traduzione ha origine nel fatto che i medicine-men delle varie tribù indiane usavano una pietra forata, di turchese o lapislazzuli o cristallo di rocca, nelle pratiche terapeutiche e nei loro riti sciamanici. Ma il simbolismo del Cerchio Sacro è molto più complesso: è l'emanazione stessa di Wakan-Tanka e rappresenta il cerchio sacro all'interno del quale avviene la grande magia che permette all'universo e all'uomo di esistere. In questa prospettiva, il simbolo è stato anche identificato con Madre Terra, intesa come il tramite con il Grande Mistero, dispensatrice di vita e di evoluzione.


Le “ruote solari” dell’altare druidico di Borgone Susa (TO), nel sito megalitico chiamato “Maometto”

Questo stesso simbolo, con i medesimi significati, è molto diffuso nelle culture pre-cristiane del nord Europa. Presso i Celti il disco forato, chiamato nella sua definizione più arcaica “Shahqt-mar”, era il simbolo del Cerchio Sacro al cui interno avveniva il processo alchemico che portava alla trasformazione della sostanza dell’universo, da materia inanimata a spirito, in una continua trasmutazione degli elementi. La Shahqt-mar è per l’antica filosofia druidica il simbolo dello Shan, il nome con cui i druidi definivano la Natura nella sua accezione mistica e immateriale.

Ancora oggi nei Paesi celtici il simbolismo del Cerchio Sacro è conosciuto con lo stesso significato anche se con nomi diversi, come “kelc’h” che per i bretoni indica il Cerchio, o sempre in Bretagna, Rod (la ruota). “Fàinne” è invece il disco forato irlandese.

Per comprendere il significato filosofico del simbolo occorre risalire alla concezione filosofica delle culture dei Popoli naturali, molto diverse da quelle delle grandi religioni. Secondo i Popoli naturali, l'universo e tutto ciò che esso contiene fanno parte di un medesimo processo formativo, unitario e continuativo. Il principio creatore attiva in continuazione una grande magia: quella magia che permette alla terra, al cielo e a tutto ciò che convive in essi, di manifestarsi e continuare ad esistere in modo armonico. Questa magia può avvenire all'interno di un cerchio sacro che ne permetta l'azione: una sorta di crogiuolo alchemico dove avviene il processo evolutivo universale.

L'uomo, a sua volta, può usufruire di tale processo ed evolversi a sua volta, a patto che rimanga all’interno del cerchio sacro che protegge la sua evoluzione. Ma il cerchio sacro rappresenta tutto l'esistere, ecco pertanto che l'uomo deve rendersi conto che la sua casa è il mondo intero, i suoi confini sono il grande abisso infinito che lo circonda. Solo rendendosi conto della sua dimensione cosmica l'individuo può espandere la sua coscienza a tutto l'universo. Se vuole crescere, deve guardarsi intorno e prendere insegnamento dalla terra, dal cielo, dagli astri, dalle nuvole, dagli uccelli. Secondo i Popoli naturali, l’individuo per crescere e maturare spiritualmente deve prendere a riferimento la Natura, sia essa intesa come una grande madre, l’unico nostro riferimento possibile, sia come la depositaria di un grande Mistero cosmico che ha permesso ad ogni cosa di esistere. La presenza del Mistero è in ogni cosa, e ogni cosa è profondamente affratellata all'uomo.


Il cerchio sacro in un dipinto degli aborigeni australiani

Il misterioso popolo che eresse i complessi megalitici, successivamente adottati dai Celti, conosceva bene questo simbolo e lo riprodusse nei cromlech, i grandi cerchi di pietre che costellano tutto il pianeta e che anticamente venivano usati come templi per le cerimonie druidiche.

Una variante della medicine-wheel è il cerchio con la croce in mezzo, simbolo comune ai Celti e ai Nativi americani. Le braccia della croce simboleggiano le “four directions”, i quattro punti cardinali, e questa variante sta ad indicare ancor più precisamente l'espansione dello spirito verso tutte le direzioni possibili fino ad abbracciare tutta l'esistenza.

La croce celtica, che nella sua forma più arcaica è rappresentata da un cerchio esterno con una croce inscritta e un cerchio interno vuoto in mezzo, è la rappresentazione grafica di un insegnamento che si traduce in un complesso simbolismo che nelle scuole druidiche veniva insegnato come la filosofia della "triade", l'aspetto più sacro dell'insegnamento druidico.

Il simbolismo della croce celtica contiene le indicazioni per comprendere i tre mondi dell'uomo, il corpo, la mente e lo spirito, e contemporaneamente esprime il Mistero riferito all'intima natura dell'esistenza.


L’Autrice presso una ruota forata preistorica
in Bretagna

L'arte del megalitismo, presente su tutto il pianeta e traccia evidente delle origini arcaiche della tradizione dei Popoli naturali, conserva il simbolo del cerchio sacro nella sua forma più arcaica sotto forma di grosse pietre forate: famose quelle di Cornovaglia e Bretagna. Ma negli stessi cerchi di pietre, i cromlech formati da menhir più o meno imponenti, di cui abbiamo traccia su tutti i continenti, troviamo il simbolismo del Cerchio Sacro.

In questa chiave si potrebbe rivisitare il significato di certi tumulus circolari e vuoti dentro, come ad esempio quelli dell'imponente tempio di Clava Cairn, in Scozia. I tumulus sono stati considerati dagli archeologi come monumenti funerari, anche se solo in pochi casi sono stati ritrovati resti di sepolture all'interno. E’ facile ipotizzare invece che in realtà fossero templi ispirati al simbolismo del Cerchio Sacro. Lo stesso si potrebbe ipotizzare per le famose coppelle, abbondanti nei ritrovamenti archeologici di tutto il pianeta: misteriosi contenitori scavati nella roccia che indicano la sacralità dei luoghi megalitici, in quanto venivano usati per cerimonie religiose.

Ancor più evidente è il simbolo del cerchio sacro nelle misteriose ruote forate preistoriche presenti in moltissimi luoghi megalitici. Sono state definite “macine” dagli archeologi, stabilendo che fossero usate per frantumare i semi raccolti, ma è difficile ipotizzare un simile uso in reperti incisi su rocce verticali o su altari druidici.

Il simbolo del cerchio sacro, comunque lo si voglia definire, è in ogni caso un mistero che accompagna la storia dell’uomo e che ancora oggi rappresenta una liaison tra le culture dei Popoli naturali di tutti i continenti.





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