Musica

I Beatles tornano a Torino

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02 Maggio 2012

Dal 3 al 5 Maggio i Beatles saranno celebrati in un grande Festival al Teatro Espace


Dalla loro nascita e ancora oggi i Beatles hanno rappresentato e rappresentano una fetta importante della storia rock and roll. Chi almeno una volta non ha cantato o fischiettato “Michelle”, “Yellow submarine”, “Let it be” e tanti altri brani che i quattro “scarafaggi” di Liverpool hanno regalato ai loro fans sparsi su tutto il globo terrestre.

Ebbene, per celebrarne i successi e rinverdine la loro storia la compagnia teatrale “I Benandanti” presenta, a partire dal 3 e fino a sabato 5 maggio al Teatro Espace con il patrocinio del Comune di Torino, tre serate celebrative di una delle band più famose della storia della musica. Ogni sera andrà in scena lo spettacolo teatrale “Beatles, we love you, yeah yeah yeah” interpretato da Diego Iannaccone.

La storia della pièce teatrale partirà dagli inizi della loro carriera e analizzerà in maniera approfondita ciò che i Beatles hanno rappresentato come marchio, fenomeno di massa e stile nella società di cinquant’anni anni fa. Verrà messa in evidenza l’incredibile parobola crescente di quattro ragazzi, poco più che ventenni, che all’improvviso si sono trovati sul tetto del mondo e che sono riusciti, grazie alla loro energia e passione a vendere milioni di dischi e sbancare le classifiche.

Ogni sera poi, nel foyer del teatro, si esibirà su musiche dei Fab Four il duo musicale “The Mumbles” formato da Emanuele Cavaglià e Simone Abrate.


Si parte domani sera alle 19.30 con un dibattito moderato da Gino Steiner Strippoli, con la presenza di Diego Iannaccone, e all’interno del quale il moderatore reciterà in taliano alcuni testi dei Beatles accompagnato alla chitarra da Luigi Antinucci. Poi il palco sarà tutto per l’esordio dello spettacolo teatale. I biglietti, con la formula conferenza e spettacolo, costano 12 euro (intero) e 8 (ridotto).

Venerdì 4 maggio, sempre alle 19.30, la conferenza pre-spettacolo ospiterà Rolando Giambelli, presidente dell’Associazione Beatlesiani d’Italia, che affronterà il tema del fenomeno mediatico, dei fans e del marchandising. Nella stessa serata sarà istituito un “salotto beatlesiano” in cui si parlerà di alcuni album come “Abbey Road”, “Magical Mistery Tour” e “Stg.Pepper” e verranno analizzati i testi delle canzoni d’amore accompanati da aneddoti e curiosità legate alla straordinaria produzione melodica del quartetto britannico. I prezzi d’entrata sono gli stessi di giovedì 3 maggio.

Sabato 5 maggio, il tema della conferenza sarà “Paul is dead” e sul palco ci sarà lo scrittore Massimo Polidoro, esperto nazionale di misteri e fenomeni legati al paranormale, legato al Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale. Si cercherà di fare chiarezza su un argomento che vede protagonista Paul McCartney il quale, secondo alcuni sarebbe morto nel 1966 e sarebbe stato sostituito da un sosia.


Dopo il consueto spettacolo teatrale, si esibirà a partire dalle 22.30 la cover band dei “TuaMadre” e vi sarà una grande festa in costume anni ’60 per rivivere, fino a tarda notte, l’atmosfera del “Cavern Club”. Per l’ultimo giorno del Festival i biglietti costano 17 euro (intero comprendente la conferenza, lo spettacolo e la festa finale) e 13 (ridotto comprendente la conferenza, lo spettacolo e la festa finale). Alle ore 22.00 seconda apertura della biglietteria per l’ingresso alla sola festa al prezzo di 5 euro.

“Devo dire innanzitutto – ha dichiarato il presidente dell’Associazione Beatlesiani d’Italia Rolando Giambelli – che i Beatles mi colpirono istantaneamente per l’originalità e la freschezza della loro musica. Li scoprii casulamente per la prima volta ascoltando “Please, please me” da un juke box in un bar nel 1963. Da allora mi sono appassionato alla loro arte e ne ho seguito l’evoluzione ormai da più di 35 anni. Il fenomeno artistico, musicale, culturale e di costume – ha proseguito Giambelli – provocato dai Beatles è stato infatti di così vaste proporzioni da essere considerato la più grande rivoluzione giovanile di tutti i tempi. Per questo e per altri motivi ho pensato di fondare una associazione per riunire tutti coloro che sono fans dei Beatles. Non è stata un’impresa facile, ma il 4 ottobre del 1992 è nata l’Associazione Beatlesiani d’Italia proprio nel giorno del 30° anniversario di “Love me do”. Da allora mi sono dedicato all’Associazione e credo che la mia esperienza sia servita a molti fans per organizzare delle manifestazioni collegate con noi e creare nuovi Beatles Fans Club. Dal 2001 abbiamo aperto a Brescia il Beatles Museum che è ora allestito al Museo delle Mille Miglia che abbiamo dedicato a George Harrison”.


 

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