Personaggi

Una Norvegia da brivido

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24 Maggio 2011
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Intervista a Thomas Enger


Thomas Enger è nato nel 1973 a Oslo e ha sempre vissuto a Jessheim, in Norvegia. Musicista, compositore, scrittore e giornalista, collabora con le principali testate nazionali. Morte apparente, pubblicato da Iperborea, il primo romanzo di una serie di sei, è stato accolto dalla stampa norvegese come il miglior romanzo d’esordio degli ultimi anni. Il romanzo sta riscuotendo un enorme successo e i diritti sono già stati acquistati dalle più prestigiose case editrici di ben 22 paesi. I libri successivi saranno pubblicati in Norvegia a partire dal 2011.

“Morte apparente” è un thriller ambientato a Oslo. Un adrenalinico e ben costruito viaggio nel sottosuolo della metropoli e della psiche del suo carismatico protagonista, un giornalista ferito nell'anima che si trova coinvolto in un caso che sta turbando una Oslo che si credeva al sicuro e che invece deve confrontarsi con un delitto dai confini oscuri e dai risvolti imprevedibili. Un crescendo di tensione fino al confronto diretto con i fantasmi del proprio passato.

Abbiamo incontrato Thomas Enger in occasione della presentazione di “Morte apparente” al Salone Internazionale del Libro di Torino 2011.


"Morte apparente" è stato giudicato il miglior romanzo esordiente degli ultimi anni. Te lo aspettavi?

Di certo non me lo aspettavo. Per me, vedere il mio romanzo pubblicato è stato un sogno diventato realtà. E’ da quindici anni che cerco di scrivere romanzi. Quando il mio editore decise di provare a pubblicare il mio primo romanzo, quella fu la mia prima vittoria. Poi è stato messo sul mercato, prima in Finlandia, poi in Danimarca e in molti altri paesi, ed è stato fantastico. Gli ultimi sedici mesi sono stati fantastici per me.


Questo è il primo di una serie di sei romanzi. Cosa ti ha spinto a prendere un impegno così importante, così gravoso?

So che si tratta di un impegno veramente enorme: sono sei libri! Nello sviluppo di questi romanzi  ho fatto uno studio accurato del personaggio principale, dapprima esplorando il suo background: ha un background molto interessante, e ho scoperto che è un personaggio che può vivere per tanti anni, attraverso molti libri. Ed è diventato un progetto per sei libri.


Sei musicista e compositore. Solitamente i musicisti permeano di musica tutta la loro arte e le loro attività. Quanto ha influito la musica in questo romanzo?


Thomas Enger con Rosalba Nattero al Salone Internazionale del Libro di Torino

Credo di possedere un talento che mi permette di ascoltare le mie parole per capire se esse hanno una certa musicalità o meno. Questo nasce dal fatto che sono musicista da oltre 25 anni e questa caratteristica ora costituisce una grossa parte della mia persona, una parte naturale. Perciò ritengo che la musica sia stata di fondamentale importanza per me.


Sei però anche giornalista. Ora inizi una nuova carriera come scrittore. In quale ruolo ti riconosci maggiormente: in quello di musicista, di giornalista o di scrittore?

Ora sono uno scrittore a tempo pieno e non ho più tempo per la musica, anche se lo vorrei. Io credo di avere più talento come musicista che come scrittore o giornalista. E’ difficile dire in quale parte mi riconosco di più, ma ora il mio sogno si è avverato, e si è avverato dopo 15 anni di duro lavoro.


Come mai la scelta del romanzo giallo, c'è un motivo per questo?

Da sempre leggo romanzi gialli, perchè il thriller è il genere che mi ha sempre maggiormente attratto. Quando ho iniziato a scrivere, per me è stata una scelta naturale.


Come sviluppi le tue storie?

Il mio modo di scrivere deriva da un processo particolare e da un duro lavoro. Alle volte inizio con una idea, e comincio a scrivere. Altre volte, spendo un mucchio di tempo a pianificare la storia, quindi devo prima formare i personaggi, dargli dei nomi, esplorare i luoghi. Faccio molte ricerche, mi reco sui luoghi dove si svolgerà la storia. E’ una attività che mi impegna molto tempo. Lavoro dalle sei alle otto ore giornaliere, anche sabato e domenica. E’ una autentica passione.


Come scrittore di gialli, inevitabilmente ti confronti con la morte e non credo sia una cosa molto semplice. Come  ti rapporti al problema della morte?

Io ho due figli, una figlia di cinque anni e un figlio di dieci. Quando ho iniziato con questo progetto mi sono chiesto: qual è la cosa peggiore che mi può capitare? La risposta era semplice: perdere i miei figli. Penso che sia la cosa peggiore che può succedere ad un padre. Io scrivo proprio della perdita dei bambini nel mio libro, e questo non è facile, perché io ho dei figli viventi, che son lì che scorrazzano proprio tra i miei piedi. Questo confronto è difficile, ma secondo me mi rende un padre migliore, perché sono più cosciente dei miei figli, della loro presenza, della gioia  e del piacere di essere padre.


Quanto di te c'è nel protagonista dei tuoi romanzi?

Ci sono parecchi aspetti di me nel mio personaggio. Più o meno siamo coetanei, abbiamo fatto lo stesso lavoro. Io ho fatto il giornalista per dieci anni, lui lavora in una rivista online; abbiamo entrambi la passione per il pianoforte, guardiamo anche il calcio, che a me piace tantissimo, così come al mio personaggio. Però, fortunatamente ci sono anche degli aspetti che non si assomigliano: i miei figli sono ambedue sani, ho una moglie deliziosa. Mi ritengo una persona fortunata, mentre il mio personaggio protagonista non è così fortunato.


Pensi che scrivere sia una terapia, una sorta di terapia per essere migliore?

Assolutamente sì, perché ci si prende il tempo di riflettere sugli aspetti importanti della propria vita, fare delle valutazioni sulle cose che contano veramente. Mi ritengo fortunato per questa mia professione, e credo che lo scrivere possa rendere anche più saggi.


Il tuo libro, Morte apparente, è molto coinvolgente ed è un romanzo che cattura e lascia senza respiro fino alla fine. Così, quando si finisce di leggerlo, è inevitabile chiedersi: “ma quando ci sarà il prossimo?” E allora ti chiedo: quando ci sarà il prossimo?

E’ la domanda che spesso anche io mi pongo. Ho appena concluso il mio secondo libro, che dovrebbe uscire a settembre in Norvegia e quindi molto probabilmente uscirà il prossimo anno anche in Italia.


Morte apparente
di Thomas Enger
Edizioni Iperborea


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