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“Viviamo in un sistema di vita sbagliato e ingiusto…”

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28 Maggio 2020
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Il filosofo Gino Ditadi
Il filosofo Gino Ditadi

Intervista a Gino Ditadi


“La lotta per difendere chi non ha difese, uomini o animali, è una lotta importante per affermare il biocentrismo e per innalzare la civiltà”


Gino Ditadi è filosofo, scrittore, teorico del biocentrismo. Insegna filosofia, collabora con l'Istituto Italiano di Bioetica, scrive per i ‘Quaderni di bioetica’ e ha collaborato e tenuto lezioni presso l'Università degli Studi di Firenze con il filosofo americano Tom Regan. E’ autore di numerosi saggi di carattere storico e filosofico sulla questione animale e ha pubblicato “I filosofi e gli animali”, la più vasta raccolta di scritti e materiali esistenti sul tema, dall’antichità ai nostri giorni.


Partiamo dal biocentrismo. Che cos’è il biocentrismo?

Diciamo che il geocentrismo, cioè l'idea che la terra fosse il centro dell'universo, che ha dominato fino a Galileo, era falso. Così è falsa l'idea che l'uomo sia al centro, o addirittura al vertice, del Creato e della natura. L'uomo deve essere dunque considerato per quello che è: una goccia nel mare della vita. Quindi il biocentrismo sottolinea come, dal punto di vista etico ed epistemologico, quindi scientifico, sia necessario collocare l'uomo nel contesto di relazioni più ampie che è la vita. I frutti potrebbero essere magnifici, se noi comprendiamo questo dato, e cioè che dobbiamo indagare la vita nel suo complesso e in tutte le sue relazioni, piuttosto che fare di un singolo elemento, cioè l'uomo, la chiave di lettura dell'intero universo. Quindi il biocentrismo ha un valore enorme: sia dal punto di vista conoscitivo, quindi epistemologico, perché è generatore di una nuova lettura della realtà e quindi di un nuovo sapere, fondato sulle relazioni piuttosto che su strutture fondamentali, ed è importantissimo anche dal punto di vista etico, perché comporta una relazione con tutti gli esseri viventi, completamente diversa, fondata sulla comprensione e sulla conoscenza piuttosto che sul dominio.


Partendo proprio dal biocentrismo si apre uno scenario immenso. Perché tutto quello che succede agli animali in questo momento storico, ma forse anche in altri momenti storici, è abominevole, è inaccettabile.

Infatti. Noi viviamo in un sistema di vita sbagliato e ingiusto, sia nei confronti della natura, sia nei confronti degli uomini. Per la prima volta, nella storia della vita sulla Terra, la sorte di tutti gli esseri viventi dipende da una sola specie: la nostra.

Per dare alcuni dati: prima dell'industrializzazione, circa 200 anni fa, noi perdevamo una specie ogni secolo. Oggi ne perdiamo tre ogni ora, vale a dire 27 mila specie l'anno, e questo solo negli ultimi 30 anni: è stato fatto il conteggio dal professor Wilson della Harvard University, il quale parla apertamente di catastrofe biologica in corso. Lo scienziato americano Paul Ehlrich, di New York, scrive che “è in corso il picco più alto della sesta estinzione di massa: gli ecosistemi mondiali sono precipitati nel caos.”

Gino Ditadi alla conferenza  “L’animalismo non è un pensiero debole” che si è svolta al Garage di Arte & Cultura di Torino
Gino Ditadi alla conferenza “L’animalismo non è un pensiero debole” che si è svolta al Garage di Arte & Cultura di Torino

Se a questo aggiungiamo che, nel settembre del 2016, si è svolto a Johannesburg il XVII congresso mondiale sulla situazione delle specie del pianeta, alla quale hanno partecipato studiosi di 152 Stati, il risultato di questo XVII congresso è stato che ha prodotto dei dati  inesorabili: per esempio la presenza di leoni in Africa è scesa a meno di 20mila esemplari. Gli elefanti erano 5 milioni nei primi anni del ‘900; oggi sono meno di 300mila e ne vengono uccisi circa 20mila l'anno. Aggiungo che, tra il 1970 e il 2012, la popolazione animale mondiale è diminuita del 58%. Del resto è l'esperienza che si può fare anche da casa nostra: uscendo nelle città possiamo vedere come il cielo sia sempre più vuoto gli uccelli, e il mare sempre più vuoto di pesci, le barriere coralline stanno collassando in tutto il pianeta. È una situazione assolutamente irrazionale…


...Che va sempre verso il peggio, verso la catastrofe, perché poi questa situazione si ritorce anche sul genere umano: non si può pensare che noi ci salviamo da tutto questo.

Esattamente.  Il problema è che oggi la difesa del mondo animale è una difesa della vita, e non è un discorso che può essere confinato nell'animalismo. E quindi in realtà la lotta contro i cambiamenti climatici, contro l'abbattimento degli animali – perché ne alleviamo e abbattiamo 65 miliardi l'anno – è una lotta che non è in conflitto con la lotta per la giustizia tra gli uomini, anzi. È una lotta per innalzare la civiltà, e questo è molto importante.


In realtà coinvolge tutti, ed è un sistema perverso in cui siamo tutti vittime: gli animali più di noi, però anche noi siamo, tutti, vittime di un sistema che ci sfrutta e che ci usa. Una battaglia che va combattuta con una prospettiva più ampia.

Esatto. Quindi la prospettiva è di innalzare la civiltà, sia dal punto di vista sociale, sia dal punto di vista epistemologico, cioè dal punto di vista dei modelli conoscitivi insomma. Questi 65 miliardi di animali l'anno che sono allevati e abbattuti, animali che sono condannati allo squartamento ancor prima di essere nati, servono per ricavare il famoso chilo di carne. Per ricavare un chilo di carne, servono almeno 15 kg di calorie vegetali. Con un chilo di carne si dà da mangiare al massimo a 4 persone, con 15 kg di vegetali si nutrono 40 persone. Dov’è, dunque, la razionalità del sistema nel quale siamo costretti a vivere?


Sembra che non ci sia nessuna razionalità. Io spesso faccio questo esempio: sembra che il mondo sia governato da alieni cattivi, che vivono su un altro pianeta. Sembra che non gli importi niente se questo pianeta va a rotoli.

È pazzesco, infatti: la ragione che si è mutata nel suo contrario, cioè in follia, e si manifesta in una catena di catastrofi. Si può pensare al riscaldamento globale, alla desertificazione, alla deforestazione per esempio. Un dato sulla deforestazione: si tagliano 180.000 km quadrati di foreste l'anno; per avere idea di quanto sono 180.000 km quadrati, bisogna pensare a tre volte la superficie del Belgio. Ogni anno. Quindi, se consideriamo per esempio la situazione tremenda che stiamo vivendo, se consideriamo la deforestazione, che avvicina gli animali selvatici agli allevamenti intensivi, possiamo capire meglio l'epidemia in corso e anche quelle future.


Infatti molti ormai sostengono che l'epidemia, e le epidemie in genere, derivino soprattutto dagli allevamenti intensivi.

Sì, infatti per esempio in un grande paese asiatico, giusto qualche anno fa, si sono abbattuti e sotterrati vivi con i bulldozer, una cifra spaventosa: più di 300 milioni di maiali, perché sono stati colpiti da una forma di coronavirus, la famosa influenza dei maiali, poiché i coronavirus sono una famiglia di virus. Quindi è un sistema di vita sbagliato, ingiusto anche dal punto di vista sociale, l’ingiustizia tra gli uomini è enorme: il rapporto Oxfam del 2014 per esempio, che si basa sui dati del Credit Suisse, ha rivelato che 85 miliardari globali possiedono una ricchezza pari alla somma dei redditi di 3 miliardi e mezzo di uomini. Quindi ripeto: dov'è la razionalità del sistema? Allora siamo giunti a questo, proprio perché ci sono state propinate, a vario titolo, false letture del reale: si è portata avanti una lettura dell'uomo come signore assoluto, l'uomo al centro del Creato o comunque al centro della natura, e quindi in diritto di esercitare il dominio su tutte le specie.

Aggiungo che alla lettura antropocentrica hanno dato un contributo fortissimo le religioni monoteiste.


Gino Ditadi intervistato da Rosalba Nattero
Gino Ditadi intervistato da Rosalba Nattero

Già partendo dalla Bibbia, ma anche tutte le altre religioni, che peraltro sono patriarcali, vedono l'essere umano come dominatore incontrastato della terra.

Sì: nella Genesi 9, 1 si dice chiaramente: “siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e incutete paura e terrore a tutti gli animali della terra, a tutti gli uccelli del cielo: essi sono stati dati in vostro potere.”


Proprio un bell'insegnamento d'amore...

Sì, mi pare proprio! San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi (Cap.10) dice “Continuate a mangiare tutto quanto si vende al macello, senza informarvi a motivo della vostra coscienza.” È chiaro che un’influenza del genere poi genera il pianeta che vediamo intorno a noi. Quindi le religioni, anche le altre religioni monoteiste, hanno svolto un ruolo di oggettiva deresponsabilizzazione nei confronti degli altri esseri viventi, innescando anche una lettura tra virgolette “scientifica” della realtà, che è sbagliata. Per cui l'idea del dominio su tutti gli esseri viventi è passata alla tecnica, cioè ha instaurato – la tecnica – un rapporto con il mondo fondato sulla ragione strumentale, cioè un modello conoscitivo che è finalizzato all'efficienza dei mezzi, all’efficienza della macchina, ma non alla razionalità degli scopi. Per cui è necessario: l'umanità ha un enorme bisogno di innalzare la civiltà, di costruire un mondo nel quale la vita sia benigna, aurea, sia positiva, armonica. Invece di costruire una civiltà di questo genere, abbiamo costruito una civiltà che si occupa dell'efficienza del mezzo, cioè la ‘macchinetta’ funziona bene. Il glifosato, per fare un esempio, in agricoltura funziona bene, perché fa crescere il grano, peccato che provochi il cancro negli uomini. È un modello conoscitivo, un modello epistemologico, fondato appunto sull’efficienza dei mezzi, ma non sulla razionalità degli scopi. Per questo dico: innalzare la civiltà significa proporre un nuovo modello conoscitivo da un lato, ma questo nuovo modello conoscitivo è anche generatore di un’etica di alto profilo.


Mi chiedo anche: tutto questo a chi giova? Sembra una cosa talmente perversa e fuori da qualsiasi logica che a qualcuno gioverà, sennò non ci sarebbe un sistema del genere.

Forse il rapporto Oxfam citato prima dà qualche risposta... È chiaro che l’umanità è considerata spazzatura: questo lo si vede anche nel modo in cui si presentano i mezzi di comunicazione di massa, dai modelli. Ed è veramente una tragedia, perché tutto questo avviene mentre l'umanità ha un disperato bisogno di istituire un ordine più alto. Quindi, per tornare all'inizio della nostra conversazione, la lotta per difendere chi non ha difese, uomini o animali, è dunque una lotta importante per affermare il biocentrismo e per innalzare la civiltà.


Anche perché noi siamo tutti schiavi di questa logica: c’è la società produttiva, quella della fascia intermedia, che è sfruttata in ogni modo possibile, indotta a consumare freneticamente al di là dei bisogni reali; i bambini sono abusati, i vecchi vengono mandati a morire. È una società perversa direi, non trovi?

Sì. Se posso permettermi, nella situazione in cui siamo, io credo che l'avanguardia artistica possa svolgere un grande compito,


So benissimo che ti riferisci anche al sodalizio di artisti, Artists United for Animals, di cui tu fai parte: è stata quella la molla che ci ha spinti a creare questa iniziativa.

L'avanguardia artistica può svolgere un grande compito, perché da un lato essa denuncia un mondo sfigurato e, dall'altro, può svolgere un ruolo che direi, per prestare la definizione di Adorno, può svolgere un ruolo messianico-rivoluzionario. Da un lato, denuncia un mondo sfigurato, dall'altro può indicare la speranza in un mondo redento. Come sai, la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Due forze che sono necessarie alla critica dell’esistente. E dunque l'avanguardia artistica è assolutamente indispensabile, importante. Forse l’arte, che squarcia un po' il velo del futuro, può aiutare moltissimo l'uomo, in questo disperato momento e anche nei momenti futuri.


“I filosofi e gli animali” di Gino Ditadi, opera in 2 volumi di 940 pagine pubblicati da Isonomia, la più vasta raccolta di scritti e materiali esistenti sul tema, dall’antichità ai nostri giorni.
“I filosofi e gli animali” di Gino Ditadi, opera in 2 volumi di 940 pagine pubblicati da Isonomia, la più vasta raccolta di scritti e materiali esistenti sul tema, dall’antichità ai nostri giorni.

Molte rivoluzioni sono nate dall'arte, in effetti.

Io concluderei questa nostra conversazione con una specie di programma per il futuro: al primo posto direi che sia necessario ritrovare fondamenti, cioè fare sintesi fra le più alte espressioni d'Oriente e d'Occidente, rivedere i nostri paradigmi culturali e constatarne il fallimento. Seconda cosa: affermare il biocentrismo come categoria fondativa. Come terza ascoltare l’oceano della vita, perché non si tratta di scendere verso gli animali, perché non vi è né alto né basso, ma di aiutare l'uomo a comprendere e a comprendersi. L'uomo comprende, e si può comprendere, e si può anche aiutare, solo in relazione ad altri. Poi bisogna superare la ragione strumentale: combattere la riduzione della vita a cosa, e quindi riconoscere il valore inerente di ogni soggetto di una vita. Il valore inerente. Non siamo noi, che dobbiamo giudicare che cosa ha valore, o cosa non ha valore. Quindi bisogna rifondare il concetto di persona su categorie etiche: sul valore inerente in sé, piuttosto che metafisiche, cioè la dottrina della sostanza aristotelico-tomista.  Bisogna guardare, annotare, registrare e documentare tutto ciò che era e non è più. Ti ricorderai, quando eri piccola, quando uscivi e in cielo, o negli gli alberi c’erano uccelli di ogni genere, i pettirossi, eccetera... Dove sono? Bisogna raccontare i luoghi dimenticati, i fondamenti perduti. Bisogna avere coraggio: lottare energicamente per arginare la sofferenza di uomini e animali. Fondamentale deve essere la memoria: bisogna rammentare con la mente e ricordare con il cuore. Quindi è un compito grande quello che attende, da un lato l'arte e dall'altro il movimento, anche giovanile, che si è accorto dell'inganno globale.


È vero, ma di questo movimento nel mainstream non viene detto tutto. Il movimento Fridays for Future parte dall'inquinamento, ma una delle maggiori cause dell'inquinamento sono gli allevamenti intensivi. Basterebbe abbassare il consumo di carne, non dico eliminarlo totalmente, abbassarlo e già si risolverebbe moltissimo. Però questo non viene detto.

Beh, diciamo che è un movimento ancora giovane, in cui ci sono varie componenti e manca anche di adeguate guide. Comunque io vorrei concludere con una citazione del filosofo tedesco Fechner, che riguarda la Terra. Queste sono parole che sono state scritte dopo il 1860. Dice: “Camminavo all’aperto, un bel mattino di primavera. Le messi verdeggiavano, gli uccelli cantavano, la rugiada brillava, il vapore si alzava; una luce si posava su tutte le cose trasfigurandole; non era che un piccolo frammento della Terra... eppure non mi pareva soltanto così bello, ma così vero ed evidente che era un Angelo, e un Angelo così sontuoso, così fresco, così simile a un fiore, e insieme così concreto e raccolto che si muoveva nel cielo… che mi chiesi come era possibile che gli uomini fossero così accecati da non vedere nella terra che una massa arida, e da cercare gli angeli sopra o accanto, nel vuoto del cielo, per non trovarli in nessun luogo.”


Una grande lezione di filosofia. Grazie!


www.rosalbanattero.net


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