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La mia vita al CERN

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01 Agosto 2012
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Il ricercatore del CERN di Ginevra Valerio Grassi

Il ricercatore Valerio Grassi ci introduce nel magico mondo dell’infinitamente piccolo, tra la scoperta del Bosone di Higgs e gli scenari internazionali del più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle


Siamo al CERN di Ginevra con il ricercatore Valerio Grassi. Abbiamo passato un pomeriggio in sua compagnia, in cui ci ha guidati nell’affascinante mondo del CERN.

Valerio Grassi è Senior Researcher presso la State University of New York at Stony Brook (NY, USA) ed è ricercatore al CERN di Ginevra. Laureato in Fisica all'Università degli Studi di Milano, dove ha frequentato anche il Corso di Perfezionamento in Fisica Nucleare e Subnucleare, è membro della Società Italiana di Fisica e Senior Member della IEEE americana.
Il suo campo principale di ricerca è lo sviluppo di strumentazione elettronica per rivelatori di particelle. Ha iniziato la sua carriera nel 1998 al dipartimento di Fisica dell'Università degli Studi di Milano sviluppando un nuovo dispositivo in grado di operare nello spazio in ambiente criogenico, in collaborazione con il NASA Goddard Space Flight Center e una foundry statunitense. Ha collaborato inoltre allo sviluppo di tecnologie di punta nell'ambito dei semiconduttori realizzati con processi IBM e ST Microelectronics. Al Pierre Auger Observatory (a nord della Patagonia in Argentina) ha sviluppato la strumentazione per il rivelatore di fluorescenza atmosferica facendo parte del team che ha determinato le sorgenti di raggi cosmici ad energia ultraelevata come oggetti di origine extragalattica. Dal 2007 ha iniziato a lavorare per la collaborazione ATLAS, esperimento presso il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra. Dal novembre 2009 è responsabile del sistema di generazione delle alte tensioni per la calorimetria elettromagnetica e adronica ad Argon liquido del rivelatore ATLAS presso il CERN.

Accanto all’attività di ricerca, Valerio Grassi si dedica con passione all’attività di divulgazione.


Mi sembra che tu metta molta passione nell’attività di divulgazione, è così?

Sì, sicuramente. Trovo che l'attività di divulgazione sia un naturale complemento dell'attività di ricerca. Soprattutto è importante, per chi lavora al CERN, riuscire anche a divulgare e veicolare in maniera corretta i risultati che otteniamo. E poi ovviamente per me è un grande piacere riuscire a incontrare persone che vengono da tutto il mondo (faccio la guida anche in inglese), è veramente un arricchimento culturale ed è un'attività complementare che mi permette di differenziare la mia attività, che altrimenti sarebbe esclusivamente rivolta verso il detector Atlas per cui lavoro.



Valerio Grassi durante una conferenza al CERN

Sono già parecchi anni che tu praticamente vivi qui, però non come italiano...

In realtà sono italianissimo, per il CERN però sono americano, perché la mia affiliazione è quella, in quanto lavoro per lo State University of New York, Stony Brook. Nella mia formazione però sono un prodotto italiano: ho lavorato undici anni in Italia, nel dipartimento di fisica delle astroparticelle, con una collaborazione internazionale nell'Esperimento Auger a nord della Patagonia, in Argentina. Dal 2007 ho iniziato a lavorare per la collaborazione Atlas al CERN e dal novembre del 2009 sono residente qui al CERN.


E come ti trovi? Mi parlavi di un'esperienza bellissima e appassionante.

Sì, un'esperienza eccezionale, soprattutto vivere all'interno del CERN in questo periodo davvero particolare. Non parlo soltanto dal punto di vista scientifico, ma anche dal punto di vista dell’esperienza umana che si può fare qui, dove si possono incontrare persone che provengono da tutte le parti del pianeta. Quindi un'esperienza globale nel senso più ampio della parola.


È inevitabile parlare a questo punto della famosa scoperta della settimana scorsa, che ha coinvolto i media, e non solo, di tutto il mondo: il famoso bosone di Higgs. Ci puoi dare una definizione sintetica del bosone di Higgs?

Il bosone di Higgs innanzitutto è una particella prevista all'interno del Modello Standard e lungamente cercata. Il bosone di Higgs interviene nel processo di generazione della massa e quindi è una reale pietra miliare, in un certo senso completa il lavoro che ha iniziato Isaac Newton nel Settecento. Abbiamo pertanto trovato una particella sicuramente nuova. Sappiamo che è un bosone, quindi che appartiene a questa classe di particelle.

Questo apre un nuovo scenario, e potrebbe trattarsi effettivamente del bosone di Higgs, è molto probabile che lo sia. Tuttavia dobbiamo raccogliere ancora dati e riusciremo a dare delle risposte definitive per la fine del 2012. Abbiamo presentato i dati raccolti in forma ancora preliminare. Il primo articolo scientifico verrà sottoposto alla pubblicazione alla fine del mese di luglio.



Studenti universitari in visita al CERN

Questo apre appunto degli scenari abbastanza importanti. Secondo te ci sarà una svolta anche nella ricerca del CERN, proprio a seguito di questa conferma?

Certamente. Questo era uno degli obiettivi principali del programma di un rivelatore come Atlas e della nave ammiraglia del CERN che è il Large Hadron Collider. E non soltanto di Atlas ma anche del nostro altro rivelatore amico CMS, con cui dividiamo di fatto lo stesso programma di ricerca, con due team di analisi totalmente scorrelati, ed è importante che sia così. La questione è interessante anche perché siamo soggetti a embargo e a volte capita che vi siano marito e moglie che lavorano uno per Atlas e l'altro per CMS. Avere due esperimenti che si controllano a vicenda è fondamentale per il CERN, perché se ci fosse un solo esperimento, o vedessimo solo noi di Atlas qualcosa di non confermato da CMS, significherebbe avere un problema sperimentale. Questo è molto importante, perché non vi è un altro esperimento al mondo che fa questo tipo di fisica, soprattutto dopo la chiusura del Tevatron, l’acceleratore del Fermilab americano. Questa scoperta apre tutta una serie di prospettive, siamo veramente in una golden age della fisica delle alte energie, dopo un periodo abbastanza lungo in cui non c'erano state più scoperte importanti. L’investimento enorme che ha fatto il CERN, sostenuto dalla comunità scientifica internazionale, otto miliardi di dollari per costruire il Large Hadron Collider e i suoi quattro esperimenti, inizia veramente a dare i suoi frutti. Ma siamo solo all'inizio, questi esperimenti hanno una durata dai quindici ai vent'anni, quindi abbiamo veramente davanti a noi degli anni fantastici per la fisica delle alte energie.


È stato anche un bell'incoraggiamento per la ricerca
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Certo, e questo risultato l'abbiamo raggiunto prima di quanto in realtà prevedessimo. E questa è una conferma del potere della scoperta: i rivelatori del CERN non sono fatti per misure di fisica di precisione, per analizzare fenomeni già noti, bensì sono rivelatori di scoperta, sono delle macchine gigantesche che hanno lo scopo di scoprire qualcosa che ancora non si conosce.


Nelle tue conferenze divulgative tratti temi fondamentali quali il Modello Standard, la fisica quantistica. Qual è la relazione tra le due cose?


Valerio Grassi con Rosalba Nattero al CERN di Ginevra

Apparentemente a volte la fisica quantistica sembra quasi che neghi il Modello Standard, ad esempio il fenomeno dell'entanglement rivela una facoltà delle particelle che non è molto spiegabile. Come la vedi questa tematica?

Be', per esempio il modello standard non prevede la gravità, eppure io sono seduto su questa sedia e non volo come Superman... Sono tante le cose ancora da spiegare, e questo significa che anche per quanto riguarda la fisica teorica, la fisica sperimentale, abbiamo tantissimo ancora da comprendere. È chiaro che la nostra descrizione del mondo e dell'universo non è assolutamente completa e il lavoro di ricerca consiste proprio in questo. Il fatto è che la scienza, nella storia dell'umanità, è estremamente giovane. In realtà soltanto da quattrocento anni, da Galileo in poi, abbiamo questo tipo di impronta. Abbiamo una scienza che ha un grandissimo successo, una grandissima impronta nella società.

È evidente però che nella storia dell'uomo quattrocento anni sono meno di un battito di ciglia, quindi dobbiamo capire ancora tanto. Le nostre scoperte, non tanto in questi anni ma soprattutto negli anni passati, sono quelle che di fatto hanno rivoluzionato il mondo: telecomunicazioni, telefonia cellulare, internet, il web, eccetera. Tutta la parte della diagnostica per immagini viene da questo tipo di mondo, in generale l'elettromagnetismo di fatto ci ha permesso di comunicare a distanza, di utilizzare il treno elettrico al posto del treno a vapore. Sono tantissime le scoperte della fisica e siamo solo all'inizio, nella storia dell'umanità è da poco che l'uomo si è approcciato a questo.


Abbiamo il 96% di materia ancora tutta da capire...

Abbiamo da capire ancora tantissime cose...


Però la scienza porta al mistero e forse, a volte, scienza e filosofia si toccano...

Trovo che sia un fatto importante. Pur avendo un metodo rigoroso, scientifico, che per noi è una linea-guida fondamentale, ci sono delle grandissime connessioni con il mondo filosofico e anche con altre discipline. A me piace molto ricordare un libro di Richard Feynman, premio Nobel per la fisica, personaggio eccezionale per molti aspetti, in cui parla di un mondo che lui chiama "interconnected hyerarchies", gerarchie interconnesse. Purtroppo noi di vita ne abbiamo una sola. Per un fisico secondo me è molto bello il fatto di poter vedere un mondo, come diciamo noi, "con un intero angolo solido", significa vedere un mondo tridimensionale, a 360 gradi. In realtà, si può descrivere un tramonto sotto forma di flusso di fotoni, ma anche con un quadro, una fotografia, una poesia. Abbiamo diverse descrizioni del mondo, ma abbiamo una vita sola. A me piacerebbe avere modo di specializzarmi in tutte queste discipline. In questo mondo di gerarchie interconnesse è fondamentale che vi sia un nesso, perché non ci si può considerare un ricercatore se non si spazia in diversi ambiti.



Un momento dell’intervista

Per essere un ricercatore occorre avere la mente aperta. Purtroppo a volte ci sono degli scienziati che sono forse un po' talebani. C'è il fenomeno dello “scientismo”, che a volte impedisce di andare oltre le ricerche acquisite, per paura di doverle confutare o di doverle abbandonare. Può capitare?

Devo dire che per quanto riguarda la collaborazione con i grandi nel team di cui faccio parte, questo al CERN in realtà non avviene. Noi viviamo in un mondo estremamente diverso dall’ordinario. Ricreiamo un universo in laboratorio, ma stiamo assolutamente con i piedi per terra. È chiaro che in situazioni di questo genere, un integralismo nella scienza non funzionerà mai molto bene. Un esperimento può confutare teorie consolidate da anni, quindi è tipico, proprio nell'ambiente scientifico, oltrepassare questo tipo di barriera.


Però ad esempio scienziati come Tesla hanno avuto una vita grama, ostracizzato dalla comunità scientifica, eppure usiamo le sue ricerche e le sue scoperte tutti i giorni.

Nikola Tesla è un personaggio veramente poliedrico per molte cose, come molti. Effettivamente qui abbiamo i magneti superconduttori e di fatto l'unità di misura del campo magnetico è intitolata proprio a lui.


Vorremmo concludere con una tua considerazione personale, i tuoi progetti di vita.

I miei progetti di vita... io appartengo a un team fantastico, al team che ha investigato e scoperto questa particella (poi vedremo se è il bosone di Higgs o no, uno dei possibili bosoni di Higgs) ed è difficile in questo momento per un fisico non essere felice di rimanere al CERN. Il mio progetto di vita è quello di rimanerci per tutta la vita! Vedremo se riuscirò a farlo, se sarò abbastanza bravo da potermi meritare il fatto di rimanere qui al CERN anche prossimamente, magari per tutta la vita. Ancora per un po' di tempo sarò qui, ma rimanerci definitivamente sarebbe veramente il mio più grande desiderio. È una zona bellissima del mondo, è un posto fantastico, sono cresciuto in maniera verticale dal punto di vista scientifico, ma anche umano, è davvero una esperienza eccezionale. Quindi, questo è il mio progetto di vita.

Vedere servizio video : www.shan-newspaper.com/web/video/576.html

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