Scienze

Cibo in 3d: un’alternativa etica e sostenibile per il futuro?

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27 Febbraio 2018
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Pasticceria prodotta con stampante 3D
Pasticceria prodotta con stampante 3D


Il futuro entra in cucina e lo fa proponendoci un modo di alimentarci sempre più innovativo e anche più etico e cruelty free.

Fino a pochi anni fa chi avrebbe mai pensato di poter stampare in 3D anche interi piatti da mangiare?

Succede a Londra, da FoodInk, il primo ristorante gourmet al mondo, in cui tutto il cibo, gli strumenti da cucina, le posate, le sedie e gli arredi sono completamente prodotti con una stampante 3D, in uno spazio decisamente futuristico. È il luogo ideale per chi vuole sperimentare una cena in cui la buona cucina incontra l’arte, la creatività, la filosofia e le tecnologie di domani orientate anche verso un futuro più etico.

I piatti in questione, serviti nel locale londinese, sono il risultato di una miscela fra ingredienti classici e prodotti della cucina molecolare che studia le trasformazioni chimiche e fisiche che avvengono negli alimenti durante la loro preparazione.

I cibi sono cucinati, se così si può dire, con uno strumento davvero prodigioso. Ovvero una stampante speciale realizzata dalla compagnia by Flow, che nel 2014 creò la prima stampante portatile 3D multi-materiale.

Fino a oggi, per stampare alimenti 3D bisognava acquistare stampanti specifiche (e costose) in grado di stampare pochi alimenti, ma con il nuovo progetto della startup tedesca Print2Taste, il loro utilizzo è divenuto meno oneroso. La stampante in questo caso è caricata non con la resina ma con ingredienti “freschi”.

La particolarità di questo sistema è unire i prodotti, combinarli secondo precise informazioni e metterli nel piatto, con forme difficilmente riproducibili da un essere umano. Le stampanti in 3D infatti, hanno anche la peculiarità di riuscire a produrre forme e oggetti piccoli e molto precisi.

Il punto di partenza è un file matematico CAD in cui vengono definiti i dettagli e le dimensioni del prodotto da stampare, il file viene poi trasferito al software di stampa e a questo punto il lavoro della stampante è pronto. Il prototipo viene realizzato tramite modellazione a deposizione fusa (FDM).

Base per pizza prodotta con stampante 3D
Base per pizza prodotta con stampante 3D

Perché questa innovazione in cucina ha attirato tanta attenzione?

A parte la curiosità per le novità, ogni giorno aumentano le persone che si pongono il problema di ricercare soluzioni alimentari alternative per metter fine alla sofferenza animale e, di conseguenza, della sperimentazione di innovazioni etiche e sostenibili. Sempre più persone hanno verificato, con la loro diretta esperienza, che noi umani per esempio, non abbiamo bisogno di ingerire proteine animali per la nostra sopravvivenza e questo ormai è un dato misurabile.

Chi va alla ricerca di soluzioni alternative e innovative o ha sperimentato un’alimentazione vegetariana e vegana, comprende, sulla propria pelle che, non solo ci si sente pieni di energie e in salute ma si verifica che non mangiando carne e derivati, i valori ematochimici migliorano e aumenta il benessere fisico e psicologico anche per la riduzione delle tossine introdotte e all’alcalinizzazione del PH.

Se poi si pensa a cosa avviene nei macelli e al fatto che oltre a carne in putrefazione si assumono antibiotici, ormoni e altre varie sostanze che servono all’industria per guadagnare il più possibile nel minor tempo, per la nostra salute non c’è più spazio.

Le stampanti in 3D potrebbero offrire un’alternativa alimentare etica e sostenibile per il Pianeta e le creature che l’abitano?

Vengono allevate e uccise milioni di creature innocenti e indifese al solo scopo di soddisfare il palato con sapori che annebbiano il cervello e ci fanno perdere la percezione di quali siano i nutrienti veramente utili al nostro benessere. Questo è un grosso problema quindi anche per la nostra salute.

Un cervello intossicato ci fa perdere ogni percezione sulle nostre reali necessità alimentari sia in termini di qualità sia di quantità.

I cibi che una volta contenevano in ogni stagione i mattoni necessari per il nostro organismo ora, a causa delle coltivazioni intensive sono depauperati di nutrienti quindi tendiamo a mangiare molto di più per compensare, ma ad essere denutriti anche quando siamo in sovrappeso.

Pizza prodotta con stampante 3D
Pizza prodotta con stampante 3D

Un duplice problema da risolvere quindi, quello etico e quello nutrizionale.

Perché allora non riprogettare l’alimentazione partendo sia da una valutazione etica, ecosostenibile e sia da un’alimentazione ripensata secondo le necessità nutrizionali umane reali?

Valutando anche il fatto che le popolazioni più longeve del pianeta sono vegetariane-vegane come ad esempio il popolo Hunza dell’Himalaya che mangiano cibi molto semplici prodotti dalla terra. Perché non pensare di mettere insieme, anche con l’aiuto della cucina molecolare, elementi armonicamente combinati sia dal punto di vista del sapore e sia equilibrati da quello nutrizionale per una cucina del futuro?

Il mondo sta cambiando e non solo aumenta l’esercito di persone che non sono più d’accordo nel creare sofferenza agli animali e ucciderli per una bistecca, ma contemporaneamente sta nascendo un mercato di prodotti cruelty free gustosissimo che nulla ha da invidiare alla vecchia alimentazione nata dopo gli anni ’60 del secolo scorso sulla spinta degli allevatori per incrementare i guadagni spingendo il mercato ad un consumo elevatissimo e schizofrenico di carne.

Nascono dunque idee alternative e rispettose di tutti proiettate ancora di più nel futuro come il cibo prodotto con stampanti in 3D.

Le stampanti in 3D del futuro potranno mescolare sapori e colori attraenti per il nostro cervello, combinati in maniera armonica, in modo da creare cibo cruelty free etico e per tutti e contenente le giuste quantità di nutrienti utili a far funzionare bene i nostri organi e apparati.

Oltretutto per chi non avesse ancora assaggiato cibi vegani, senza sofferenza, spesso sono molto buoni e attraenti perché nascono da un progetto che sta germogliando in seno all’umanità.

Un sogno che forse sta creando un vero e proprio entanglement che fa si che il desiderio di non far più soffrire nessuno ed eliminare gli orrori degli allevamenti intesivi faccia scaturire una comune creatività, fra sempre piu’ persone, nella realizzazione di piatti sempre più buoni e gustosi oltre che belli da vedere.

Il procedimento per una pizza in 3D
Il procedimento per una pizza in 3D

Credo che questa nuova alternativa possa rappresentare un’ulteriore sfida per il futuro anche per coloro che sono già consapevoli del fatto che è orribile ciò che viene fatto agli animali per il piacere del palato ma magari non riescono a rinunciare al sapore del salame, del pesce o di una bistecca.

Nessun problema, questi alimenti che alimenti non sono e che al naturale risulterebbero inaccettabili per il nostro palato, divengono attraenti per alcuni individui per la lavorazione alla quale vengono sottoposti, sale, spezie aromi.

Hanno compreso molto bene questo nuovo orientamento cruently free e il problema dei sapori ai quali alcuni sono ancora affezionati, numerose grandi aziende alimentari che hanno cominciato a convertire la loro vecchia produzione animale, in alimenti di origine vegetale Queste aziende hanno fiutato un mercato che è in continua evoluzione sia per un aumento di consapevolezza sugli orrori ai quali vengono sottoposti gli animali, sia per ragioni di salute, e per contrastare lo sfruttamento enorme di risorse che sta depauperando il Pianeta e portando l’inquinamento a livelli ormai inaccettabili per la vita umana.

In un certo senso si potrebbe dire che le stampanti in 3D ci permettono di “creare” in un modo molto simile a quello della natura se pensiamo ai frattali e alla sequenza di Fibonacci e alle forme di alcuni elementi terrestri come i cavolfiori, i frutti, gli alberi, i fiori, le conchiglie …

"La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l' universo), ma non si può intendere se prima non s' impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto."

(G. Galilei, Il Saggiatore, VI, 232)

Le stampanti in 3D potrebbero quindi rappresentare un’ulteriore sfida e una possibile futura alternativa per suggerirci un modo diverso di alimentarci e di vivere, più rispettoso del pianeta e delle sue creature.

Una nuova sfida per coloro che vogliono migliorare questo mondo ogni giorno e renderlo più giusto, rispettoso e vivibile per tutti.


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