Tradizioni Celtiche

Solstizio d’Estate al Cerchio di Pietre

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29 Giugno 2011
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Giancarlo Barbadoro accende il candeliere a tre braccia, simbolo celtico di pace e di fratellanza


Domenica 26 giugno, nella magica cornice offerta da Dreamland, nel Parco della Mandria in Piemonte, si è celebrato il Solstizio d’Estate, anche se con qualche giorno di ritardo.

L’iniziativa era del gruppo keltic-rock LabGraal, che con la collaborazione della Ecospirituality Foundation ha voluto riunire gli amici e i fans in una ricorrenza tra le più importanti del calendario celtico, rispettando la ritualità tramandata nella tradizione druidica.

Ma andiamo con ordine: la giornata ha avuto inizio alle 17, quando è stato aperto il mercatino dell’usato, dedicato agli animali assistiti da SOS Gaia. È stata l’occasione per fare shopping tra libri, vestiti, oggettistica e settore hi-tech, a prezzi stracciati e aiutando nel frattempo gli amici animali, tema sempre molto caro ai LabGraal ai loro sostenitori.

Dopo questo momento frivolo, ma non fine a se stesso, si è passati ad una fase decisamente più mistica ed evocativa, ovvero la celebrazione vera e propria del Solstizio con un antico rito celtico al Cerchio di Pietre, officiato da Giancarlo Barbadoro, flautista del gruppo.


Gara di Poesia al Cerchio di Pietre: Tiziana Arrighi legge la sua poesia dedicata a Madre Terra

Il rito è semplice e consiste nell’accensione di un Siv’Nul, ovvero il candeliere a tre braccia della tradizione druidica, che in questo caso è stato ricavato da tre rami di betulla, e l’effetto è stato maestoso. I partecipanti si sono disposti in cerchio e quindi si sono passati la fiamma di mano in mano, accompagnati dal suono suggestivo della cornamusa di Luca Colarelli del LabGraal. Quando la torcia ha raggiunto il punto di partenza, è stata usata per accendere le restanti due, mentre venivano pronunciate parole di propiziazione all’amore, alla libertà e alla conoscenza, intesi come i principi di interazione paritaria tra tutte le forme di vita (essere umano compreso, ovviamente).

Completata la fase rituale si è passati ad un momento non meno suggestivo, ovvero una gara di poesia. Tutti i convenuti potevano partecipare con le loro poesie, unica regola rispettare il tema: Madre Terra.

Una quindicina di poeti per passione si sono succeduti nella lettura dei loro versi inediti, regalando così ai presenti momenti di profonda riflessione, commozione e in generale condividendo l’esperienza che ci lega al pianeta, un legame profondo troppo spesso dimenticato.

Dopo aver nutrito spirito e mente, è stato il momento di pensare al corpo per mezzo di un’arte non meno nobile di quella poetica: l’arte culinaria! L’ottimo buffet vegetariano preparato dai volontari della Ecospirituality Foundation ha fatto da preludio ad uno dei momenti più toccanti dell’intera giornata, ovvero una dimostrazione, a sorpresa, di Kemò-Vad (la meditazione dinamica del druidismo celtico) realizzata dai Kaui (allievi) della palestra Sole Nero di Fiano, coordinati dalla loro insegnante, Rosalba Nattero, vocalist del LabGraal.


I Kaui della Scuola Sole Nero danno una dimostrazione di Kemò-vad

Mentre la mia professionalità (ahimè) di giornalista mi “costringeva” a documentare l’avvenimento con delle foto, il “clic” della macchina fotografica era l’unico rumore che potevo sentire, talmente era profondo il silenzio in cui i “danzatori nel vento” hanno avvolto se stessi e tutti gli astanti.

Come già successo in occasione di altre dimostrazioni, è stato come se la festa ed il mondo intero si fossero “messi in pausa” regalando un lungo attimo di fermata collettiva.

Rispettando i concetti di vuoto e pieno, che stanno alla base della Kemò-vad, lo stacco offerto dalla danza sacra dei Nativi Europei è stato seguito dalle danze sostenute e coinvolgenti che hanno contribuito a rendere la cultura celtica famosa in tutto il mondo.

La Compagnia delle Spade ha prima intrattenuto il pubblico con una serie di danze tradizionali da Scozia, Irlanda, Bretagna, Paesi Occitani, Paesi Baschi: la Danza delle Spade, la Euskàl Dantza, la Scottish Dance, il Cerchio Circasso e la Four Directions Dance, a cui è seguita la “Initiation à la Danse Céltique” durante la quale Rosalba ha impartito i primi rudimenti della danza bretone e in cui anche i meno avvezzi al ballo hanno potuto imparare le basi delle danze celtiche. Tra l’incalzare degli eventi in programma, riusciamo a fermare un attimo Rosalba, conduttrice dell’intera giornata, e le chiediamo che cosa ha animato il LabGraal nel proporre questa iniziativa. “Volevamo festeggiare un Solstizio alla nostra maniera, tra spiritualità e spensieratezza, e lo abbiamo voluto fare con i nostri amici più cari e i fans fedelissimi.


Un momento della premiazione della Gara di Poesia: Rosalba Nattero consegna la targa al 1° classificato, Davide Vottero Prina. Sono presenti alcuni componenti della giuria: Monica Salza, Enrico Cotilli, Giancarlo Barbadoro, Elena Cicalè, Mirella Zamboni

Da come sta andando la giornata, vedo che ognuno sta dando un suo contributo in termini di gioia e di condivisione, e questo mi rende felice”.

È stato quindi il momento della premiazione delle tre migliori poesie. Non è stato un compito facile per la giuria, tanto più essendo formata da volontari reclutati tra i partecipanti: le poesie erano tutte belle, sentite e toccanti. Ma alla fine tre dei poeti potranno fare sfoggio sul caminetto di una preziosa targa celebrativa.

Ovviamente non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di intervistare i vincitori, a partire dal primo classificato, Davide Vottero Prina. Davide ha commosso tutti leggendo la sua poesia dedicata a Madre Terra in ginocchio sull’erba. Davide ci racconta così la sua poesia:

“L’ho scritta di getto, ispirandomi all’esistenza in generale. Non ci sono parole per descrivere quello che è Madre Terra. Piuttosto credo che partendo da un atteggiamento umile, di rispetto verso la Terra e dalla consapevolezza di essere solo un frammento dell’esistenza, si arrivi a maturare un rapporto personale con l’esistenza e quindi con la Terra, che non identifico come pianeta, ma come una manifestazione dello Shan, la natura immateriale dell’esistenza. Tutta la poesia è nata dalla Kemò-vad (Davide è un Kaui della palestra Sole Nero- Ndr), dall’intuizione che nasce dall’esperienza del Silenzio interiore. Io ho solo cercato di raccontare quello che ho vissuto.”

Mentre comincio a intervistare la seconda classificata, Tiziana Arrighi, si accende un bellissimo falò e tutti insieme brindiamo con dell’ottimo idromele, secondo le usanze celtiche.


Il brindisi all’idromele intorno al grande falò

La poesia di Tiziana si intitolava “Alla Terra”. Il percorso di Tiziana parte da lontano “Da piccola, mio padre mi portava a fare lunghissime passeggiate in mezzo alla natura. Lì ho scoperto il mio rapporto con tutto ciò che vive, partendo dal rispetto. Da piccola parlavo con le piante e con gli animali e questo rapporto intimo lo porto dentro da sempre. Una volta adulta ho trovato una casa in un luogo che per me è magico, un luogo dove riprendo questo dialogo come se non si fosse mai interrotto. Quando vado lì mi sdraio sulla terra e lì trovo la soluzione a tutti i miei problemi. Proprio in un’occasione del genere mesi fa ho scritto questa poesia, senza pensare di arrivare a leggerla in pubblico. Credo sia necessario avere il massimo rispetto per tutto ciò che vive”

Ricominciano le danze a ritmo di cornamusa e tamburi, ed io mi perdo in una gradevole chiacchierata con Sara Arena, che si è classificata al terzo posto con la sua poesia “Madre Terra”.

Sara ha da poco cominciato il corso di Kemò-vad, ma da quello che mi racconta sembra che la sua vita sia già cambiata “La Kemò-vad è un mondo. Io non ho mai fatto niente di simile (ma esiste qualcosa di simile? Ndr) e l’esperienza che sto vivendo mi aiuta a percepire tutto in una maniera più affinata, anche ad espormi. In genere sono troppo presa dal quotidiano per dare attenzione a Madre Terra o all’esistenza in generale, ma la Kemò-vad mi ha fatto cambiare un po’ di priorità. Ogni giorno è una scoperta”. Riguardo alla poesia ci racconta che “ho scritto quello che mi è venuto in mente quando ho letto il tema, ciò nonostante rispecchia quello che penso e credo; di solito scrivo le mie impressioni per me e non avevo mai letto una mia poesia in pubblico, ma è stato bello, è stato come condividere con gli altri quello che sono”.


Le danze frenetiche si sono protratte fino a notte inoltrata

Prima di aggiungermi alle danze incalzanti, ho il piacere di scambiare quattro parole con Stefania Del Principe, che si è guadagnata una menzione speciale della giuria con la sua poesia “Angelo senz’ali”. Subito le chiedo chi è l’angelo senz’ali: “L’angelo senza ali è l’essere umano, che secondo me dovrebbe crescere interiormente basando la sua vita sull’amore universale, la forza evolutiva dell’universo. La poesia è nata anni fa e si è letteralmente scritta da sola. Normalmente io non ne scrivo, è stato un evento eccezionale. Leggerla in pubblico è stata una piacevole novità per me: non sempre si può esprimere a parole quello che hai dentro, non sai mai se il fruitore capirà quello che vuoi comunicare, ma alla fine è un dialogo da cui esci arricchito”.

Finite le interviste è giunto il momento dell’atto conclusivo di questa magica giornata, ovvero il Dj Set con Dj Sheela (aka Rosalba Nattero) che sembra volerci far ballare fino allo sfinimento, alternando sapientemente un mix di rock e musica celtica. Il pubblico gradisce e alla fine siamo tutti distrutti. Sulle note di “We Will Rock You” si chiude il primo Solstizio celebrato a Dreamland, e il successo della giornata lascia presagire che non sarà l’ultimo.


Vedere i servizi:

http://www.eco-spirituality.org/tdgr09-solst-est11.htm

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/benessere/lstp/57747/

http://multimedia.lastampa.it/multimedia/benessere/lstp/57805/



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