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Il caso Roswell nuovamente alla ribalta - 2

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26 Agosto 2013
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L’astronauta Edgar Mitchell della missione lunare Apollo14 ha dichiarato: “Il silenzio sugli UFO deve terminare”… “c’è l’insabbiamento delle notizie perché sono in gioco enormi quantità di denaro”

Un documento dell’FBI riporta alla ribalta il caso dell’UFO crash di Roswell. Gli USA e la NASA possiedono tecnologia aliena? L’incontro ravvicinato di Ronald Reagan con un alieno. La dichiarazione contro la cover up di Dimitri Medvedev. La proposta del Forum di Davos di realizzare una interforza terrestre contro gli alieni che minacciano lo status quo. Il caso dell’Ufficio degli Affari Spaziali dell’ONU


Le aperture mondiali sugli UFO e il silenzio inspiegabile degli USA
Nel nostro tempo il fenomeno UFO è divenuto ormai un “affaire” incontenibile sul piano politico e di massa. L’opinione pubblica pretende sempre più di poter conoscere la verità sull’origine della sua manifestazione, tanto che molti governi sono stati costretti a dare accesso ai loro archivi segreti.
Tuttavia, sebbene nazioni come l’Inghilterra, la Russia e la Francia abbiano aperto i loro archivi sui documenti relativi ad avvistamenti UFO e sul contatto con creature aliene, gli USA continuano a tacere inspiegabilmente sul fenomeno, nonostante molti cronisti e ricercatori americani affermino che esistono archivi segreti della NASA e dell’Air Force contenenti moltissima documentazione sull’attività di civiltà extraterrestri sulla Terra. C’è anche chi ricorda come i filmati custoditi dalla NASA riguardanti lo sbarco sulla Luna, durante il quale l’astronauta Armstrong dichiarò che c’erano astronavi aliene ad accoglierli, siano andati inspiegabilmente perduti.
La “cover up”, ovvero la censura sul fenomeno UFO parte da lontano. Persino Albert Einstein sottolineava, a suo tempo, con disappunto questo silenzio asserendo: “I dischi volanti? Eppure la gente ha indiscutibilmente visto qualche cosa”.
E in seguito non mancarono dichiarazioni che sottolineavano il problema della mancata informazione sul fenomeno UFO. U Thant, terzo Segretario Generale delle Nazioni Unite, rilasciò nel 1967 una dichiarazione al “New York Post” in cui affermava che “il problema più importante, che deve essere affrontato dalle Nazioni Unite dopo la guerra del Vietnam, è il fenomeno UFO”. Tuttavia qualcosa doveva essere intervenuto a zittirlo poiché, nel 1970 a Ottawa in Canada, alle rinnovate domande sul fenomeno UFO rispose: “Ci sono cose sulle quali mi è stato proibito di parlare”.
Ma il silenzio più assordante è relativo al caso dell’incidente di Roswell sul quale gli USA mantengono il più ampio riserbo. Il che potrebbe essere anche comprensibile, poiché a seguito dell’UFO crash nel deserto del New Mexico il governo americano probabilmente ha potuto ricavare conoscenze tecnologiche avanzate ed entrare in contatto con gli alieni venuti in soccorso dei loro compagni.


La rivista “Salt Lake Tribune” ha pubblicato documenti degli archivi dell’FBI che danno prova dell’UFO crash di Roswell avvenuto nel 1947 in New Mexico, USA

Sicuramente gli USA, come ha affermato il fisico Bob Lazar negli anni ‘80, collaboratore di Edward Teller l’inventore della bomba H, hanno fatto tesoro dei metodi propulsivi della nave aliena e degli armamenti di bordo. Fatto che li avrebbe resi fortemente competitivi verso le altre nazioni del pianeta.

Se una cosa del genere fosse stata risaputa dalle varie nazioni della Terra, gli USA avrebbero corso un rischio politico e militare senza precedenti. La politica non è certamente incline agli sconti. Se gli USA avessero rivelato apertamente di possedere mezzi propulsivi innovativi assieme ad armi di distruzione senza paragone, sarebbe bastato un solo attimo perché le nazioni si coalizzassero tra di loro per assalire militarmente gli USA al fine di evitare una loro inevitabile dominazione militare futura.
Ovvio che da parte degli USA sia meglio far credere che il caso Roswell e tutti gli altri casi di avvistamenti e di contatti con gli alieni siano sempre e solo temi di burla a cui solo gli sprovveduti possono credere. Una campagna del resto sempre sostenuta dai soliti skeptics di turno, probabilmente prezzolati.
C’è l’ipotesi che proprio per evitare questo pericolo e mantenere comunque il predominio della tecnologia importata dall’incidente di Roswell, gli USA potrebbero aver informato dell’accaduto le varie nazioni “amiche”, concedendo qualche anticipazione, e condotto con loro la politica della cover up, ovvero del silenzio e del discredito mediatico sul fenomeno UFO.
In proposito l’underground culturale americano cita spesso il caso del “Majestic Twelve”, o Mj-12, e la teoria del complotto nata dopo l’UFO crash di Roswell alle spalle della CIA e dell’FBI. Del resto J. Edgar Hoover, all’epoca capo dell’FBI, ne diede una implicita testimonianza, asserendo che i militari gli impedivano di poter esaminare il relitto alieno di Roswell. Doveva esistere una organizzazione governativa, il Mj-12 appunto, che si poneva a un livello superiore dell’FBI e della consorella CIA.


La ricostruzione dell’UFO crash avvenuto nel deserto del New Mexico vicino a Roswell

Secondo gli ambienti americani l’organismo militare denominato "Majestic Twelve" venne fondato nel 1947, all’epoca del caso del New Mexico, dall’allora presidente Truman ed era formato da elementi di élite di ricerca e militari, americani e di altri paesi “amici”. Un ente che avrebbe sorpassato le competenze della NATO avendo la possibilità di intervenire, con mezzi logistici pronti a sua esclusiva disposizione, in tutti gli Stati del mondo occidentale senza il preventivo permesso dei governi interessati.

Il caso Roswell ritorna alla ribalta grazie all’FBI
Il caso Roswell sembrava quindi relegato dietro a una cortina di silenzi e di connivenze politiche e giornalistiche, rendendo vano ogni sforzo da parte dei ricercatori che intendevano far luce sull’UFO crash e sulle sue conseguenze geopolitiche.

Tuttavia, a sorpresa, nuovi fatti hanno riportato alla ribalta della cronaca il caso Roswell. Il merito va al giornale “Salt Lake Tribune” che ha scovato negli archivi digitali di “The Vault” dell’FBI documenti relativi al caso Roswell che rivelano fatti sinora rimasti segreti. Il “Salt Lake Tribune” li ha poi pubblicati in rete il 9 aprile 2011. Da questi documenti risulta che, nonostante gli impedimenti, l’FBI riuscì in ogni caso a giungere alle informazioni che erano tenute segrete dai militari.

Il “Salt Lake Tribune” ha scovato in proposito un rapporto dell’FBI che parla compiutamente dell’UFO crash di Roswell consentendo di accedere a un gran numero di informazioni sull’evento e sulle creature aliene rinvenute sul posto.
Il rapporto dell'FBI, firmato dall'agente Guy Hottel e datato 22 marzo 1950, cita una fonte dell'aviazione militare americana secondo la quale il caso dell’UFO crash di Roswell è effettivamente accaduto. L’agente cita addirittura la presenza a Roswell di tre dischi volanti, ciascuno del diametro di circa 16 metri e con una parte sopraelevata al centro. “Ogni disco - si legge nel rapporto - era occupato da tre corpi di forma umanoide alti meno di un metro, vestiti con un tessuto metallico a trama molto fitta. Ogni corpo era avvolto in una specie di bendaggio simile alle tute antigravità usate dai piloti collaudatori”.
Il rapporto dell’agente dell’FBI conclude sostenendo che i “dischi volanti potrebbero essere precipitati a causa delle interferenze elettroniche provocate dai radar militari di grande potenza presenti nella zona del ritrovamento”.
Ancora più sorprendente è quanto è stato pubblicato in merito al caso Roswell, il 15 febbraio 2012, dal quotidiano inglese “Daily Mail” a seguito delle dichiarazioni raccolte da un consulente governativo, Timothy Good.


La presunta immagine di due alieni rinvenuti nell’area dell’UFO crash di Roswell

Il funzionario avrebbe riportato la notizia che il Presidente Dwight D. Eisenhower aveva avuto tre importanti incontri segreti con degli alieni nel 1954 nella base aerea di Holloman Air Force in New Mexico. Sia Eisenhower che altri membri dell’ FBI che parteciparono a quegli incontri avrebbero dichiarato che avevano organizzato ciascun appuntamento “inviando un messaggio telepatico agli alieni perché erano in grado di intercettarlo”.

Si ha notizia diretta che alla visita di Eisenhower a questa base i militari in forza ad essa ebbero il divieto di entrare o di uscire. Non solo, nella base c’era un hangar guardato a vista dai militari di corpi speciali non meglio identificati. Non sorprendono, e sembrano essere coerenti con la cronaca di “fantapolitica” della saga americana sugli UFO, le dichiarazioni rilasciate nel luglio del 2013 da Edgar Mitchell, il sesto dei dodici astronauti che hanno camminato sulla Luna, nella missione Apollo 14. L'ex astronauta parla del fenomeno di cui si dichiara "molto ben informato", dai contatti con i testimoni degli eventi di Roswell ai motivi per un possibile insabbiamento del tema da parte del governo. "Il silenzio sugli UFO deve terminare" ha dichiarato. "C'è un'enorme quantità di denaro in ballo in un'eventuale industria che utilizzi tecnologia aliena per il viaggio spaziale”. Sul caso Roswell Edgar Mitchell ha ulteriormente precisato: "Sono stato contattato da persone collegate agli osservatori dei fatti originali di Roswell, come la persona che ha recapitato le bare di dimensioni minuscole per contenere i corpi degli alieni recuperati".

Il caso McKinnon e la cover up degli USA
Il caso dell’hacker scozzese McKinnon sembra confermare la situazione di cover up mantenuta dagli Stati Uniti sul fenomeno UFO, aprendo a una visione inquietante sui possibili segreti che potrebbero essere custoditi dagli USA.

Tra il febbraio 2001 e il marzo 2002 Gary McKinnon, che operava come hacker con lo pseudonimo di “Solo”, era riuscito a penetrare in 97 computer militari e della NASA. McKinnon ha poi rivelato ai media quanto scoperto a seguito della sua intrusione, parlando di verità ben celate negli archivi della NASA e del Pentagono che, se divulgate al pubblico, avrebbero potuto cambiare le sorti socio-economiche dell'umanità.


Gli alieni rinvenuti a Roswell erano simili ad altri osservati in molte altre occasioni da vari testimoni. Qui rappresentati in un disegno fatto dal pittore milanese Luigi Johannes dopo il suo incontro sui monti della Carnia, in Italia

Secondo le dichiarazioni dell’hacker scozzese, nei file segreti del Pentagono avrebbe scoperto l’esistenza di un progetto denominato “Progetto Rivelazione” nel quale esperti in vari campi dell’aeronautica ammettono che gli USA hanno catturato astronavi aliene e le hanno smontate per esaminarle. Da questa operazione gli USA avrebbero sviluppato la tecnologia dell’antigravità, attraverso la cui applicazione domestica sarebbe possibile ottenere energia gratuita e disponibile per tutti.
Negli archivi segreti della NASA McKinnon avrebbe inoltre trovato una dichiarazione secondo la quale nell'edificio numero 8 del Johnson Space Centre vengono cancellate regolarmente le foto degli UFO dalle immagini satellitari ad alta risoluzione. In questi archivi c'erano cartelle denominate “filtrate” e “non filtrate", "elaborate" e "grezze".
McKinnon sarebbe riuscito ad aprire solamente una di queste cartelle e a visualizzare una sola immagine che definisce stupefacente. “Era l'immagine di qualcosa che non poteva essere prodotto da mani umane”, asserisce McKinnon, “Si trovava sopra l'emisfero terrestre. Assomigliava a un satellite. Aveva la forma di un sigaro e aveva cupole geodesiche sopra, sotto, e a entrambe le estremità; malgrado la bassa risoluzione che sono riuscito a ottenere, l'immagine era molto distinguibile. Questa cosa era sospesa nello spazio, non aveva giunture e nessuno dei segni della normale fabbricazione umana”.
Tra le varie scoperte rinvenute nei file segreti McKinnon ha anche dichiarato di aver trovato una lista di agenti governativi classificati sotto il titolo di “Agenti Non-terrestri”. Un argomento che ricorda quanto affermato recentemente dal Primo Ministro russo Dimitri Medvedev che ha accusato gli USA di non voler rivelare le loro informazioni relative a UFO e alieni.

McKinnon nelle sue rivelazioni aggiunge di aver trovato anche “una lista di trasferimenti da flotta a flotta e una lista di nomi di navi. Navi che non sembrano esistere nei vari elenchi delle flotte internazionali e non appartengono neppure alla Marina americana. Ho idea che gli americani abbiano navi spaziali segrete con cui navigano nello spazio assieme agli alieni".
Gli Stati Uniti non sono rimasti inerti di fronte alle rivelazioni del McKinnon, né tantomeno hanno cercato come da prassi di ridicolizzarlo, ma hanno tentato caparbiamente, con tutti i mezzi legali possibili, di arrestarlo ed estradarlo negli USA. Nel 2005 gli USA hanno avviato un procedimento di estradizione che doveva risolvere definitivamente il caso sul piano penale. Era previsto che McKinnon sarebbe stato sottoposto a un regolare processo militare che lo avrebbe comunque condannato a 70 anni di carcere da scontare presso la base militare della Baia di Guantanamo.

Tuttavia, nel 2012 in suo aiuto è intervenuto il Sottosegretario di Stato per gli Affari Interni del Regno Unito, Theresa May, che ha rigettato definitivamente la richiesta di estradizione avanzata dalle autorità statunitensi.

L’incontro ravvicinato di Ronald Reagan
Un altro episodio della saga “fantapolitica” americana sembra incrinare il muro di silenzio che gli USA hanno eretto sul tema degli UFO.

Nel 2012 è apparsa una testimonianza rilasciata dall’attrice Shirley MacLaine che porta alla luce, a otto anni dalla sua scomparsa, un evento di cui fu protagonista Ronald Reagan, allora ancora un attore ma che poi divenne presidente degli USA.


Dimitri Medvedev, il primo Ministro della Federazione Russa, ha rilasciato nel 2012 una dichiarazione al telegiornale “Nedelja” che ha fatto immediatamente il giro dei media del mondo e che ha rimesso in gioco la realtà degli UFO e soprattutto la presenza degli alieni sulla Terra

Secondo la testimonianza dell’attrice americana, nei primi anni '50, Reagan e la moglie Nancy erano attesi a un party organizzato dall'attore William Holden. I due arrivarono in ritardo e molto eccitati. All'amica Lucille Ball, star della serie tv "I love Lucy" conosciuta in Italia come "Lucy ed io", raccontarono che si erano fermati sulla superstrada che porta a Los Angeles per osservare un disco volante che stava atterrando.
Shirley MacLaine ha aggiunto altri particolari: dall'astronave sarebbe uscito un alieno che rivolgendosi all'attore lo avrebbe invitato ad abbandonare Hollywood per concentrarsi sulla politica, probabilmente profetizzandogli un luminoso futuro. In effetti, da lì a poco Reagan smise di recitare per correre per la carica di Governatore della California, che ricoprì dal 1967 al 1975, per poi venire eletto per due mandati consecutivi, dal 1981 al 1989, alla Casa Bianca.
Forse fu questa esperienza che ispirò il famoso discorso che Reagan pronunciò il 21 settembre 1987 davanti all'Assemblea delle Nazioni Unite. In questo discorso invitava il mondo all'unità, chiedendo all'eterno nemico sovietico, che ormai con la Perestroika avviata da Gorbaciov stava cambiando corso, di superare le diversità in vista di possibili problemi comuni. Tra le sfide da affrontare insieme, disse che c’era anche quella aliena. "Con questo nostro continuo, ossessionante antagonismo, spesso ci dimentichiamo di tutto ciò che ci accomuna come parte dell'umanità. Forse abbiamo bisogno di una minaccia universale, che arrivi dall'esterno, per farci ricordare quanto siamo legati gli uni agli altri. Mi capita a volte di pensare quanto rapidamente sparirebbero le nostre diversità se dovessimo affrontare un attacco alieno proveniente dal di fuori del pianeta. E ancora, mi domando: le forze aliene non sono forse già in mezzo a noi?"

In merito alla posizione di Reagan, Gorbaciov ricorda che nel 1985, alla fine di un duro confronto durato cinque ore, Reagan gli aveva già preannunciato: "Pensi quanto sarebbero più semplici questi nostri meeting, se all'improvviso scoprissimo che una specie proveniente da un altro pianeta dell'universo minacciasse il nostro mondo.

Dimenticheremmo subito le piccole differenze che esistono tra le nostre Nazioni."


Fotografia presa nel maggio 2010 a bordo di un aereo dell’Air France in volo da New York a Parigi. L'oggetto mostrava una sagoma luminescente netta e di forma ovale, con perfette proporzioni simmetriche, sormontato da una cupola appena accennata. L’UFO si affiancò all'aereo ponendosi al di sotto della sua carlinga per una decina di minuti per poi allontanarsi nel cielo del territorio francese

Reagan non faceva che ripetere a posteriori, forse inconsapevolmente, quanto già aveva detto qualche tempo prima Vladimir Uljanov Lenin: "Se riuscissimo a stabilire delle comunicazioni interplanetarie, tutti i concetti filosofici, morali e sociali dovrebbero essere riveduti. Ciò imporrebbe la fine della regola della violenza quale mezzo e metodo di progresso..."

L’ONU e le dichiarazioni di Dimitri Medvedev
A portare l’attenzione sul caso del fenomeno UFO, in maniera meno romanzata, è stata la dichiarazione rilasciata da Dimitri Medvedev, primo Ministro della Federazione Russa, l’8 dicembre del 2012 a una giornalista del telegiornale “Nedelja”. Una dichiarazione che ha fatto immediatamente il giro dei media del mondo e che ha rimesso in gioco il tema degli UFO e soprattutto della presenza degli alieni sulla Terra.

L’intervista, fedelmente tradotta dal russo, riporta le parole del Primo Ministro: “Dunque, lo dico a lei per la prima e ultima volta. Insieme alla valigetta con i codici nucleari, al presidente della Nazione Russa viene portata una speciale cartella, su cui è scritto “Segretissimo”. “Questa cartella è interamente dedicata agli extraterrestri che hanno visitato il nostro pianeta. Nello stesso tempo viene trasmessa una Relazione assolutamente riservata dal reparto dei Servizi Segreti russi che si occupa della presenza degli extraterrestri sul territorio del nostro Paese. Queste due cartelle di documenti vengono consegnate assieme alla 'valigetta nucleare'. A mandato terminato, tali cartelle vengono conseguentemente passate al nuovo presidente.”
Alla specifica domanda della giornalista sull’entità della presenza degli alieni tra l’umanità, Dimitri Medvedev risponde: “Quanti alieni sono tra di noi non lo posso dire, in quanto ciò potrebbe destare il panico”.
Questa dichiarazione non era occasionale ma venne ripresa ancora da Dimitri Medvedev il 23 gennaio 2013 in occasione del 43esimo incontro del Forum economico mondiale (W.E.F.) di Davos, in Svizzera. Un forum mondiale che accoglie l'élite economica e politica, gli intellettuali dei vari paesi e i capi degli organismi internazionali (come Barack Obama, Angela Merkel, David Cameron, Christine Lagarde, Mario Monti e altri ancora) si riunisce in questa piccola stazione sciistica nel cuore delle Alpi svizzere per analizzare lo stato del mondo e tentare di trovare delle soluzioni alle eventuali crisi.
In questa sede il Primo Ministro russo Dimitri Medvedev ha ribadito la sua dichiarazione rilasciata precedentemente nell’intervista moscovita, presentando una richiesta ufficiale agli USA perché aprano i loro archivi segreti sugli UFO e collaborino ad affrontare il problema del contatto con gli alieni.
A Davos, l’argomento degli UFO e degli alieni non è stato solo riferito alla richiesta ufficiale di Dimitri Medvedev, ma è stato uno dei temi trattati nel corso dell’incontro annuale del W.E.F.

Mentre in Italia si prende tempo per parlare di sport, di politica e di gossip, negli altri Paesi si guarda concretamente a una dimensione più reale del pianeta e tra i tanti argomenti riguardanti l’ambiente e i problemi commerciali, in agenda c’era infatti anche l’argomento UFO e Alieni.


Mazlan Binti Othman, l’astrofisica malese che nel marzo del 2013 è divenuta direttore dell’Ufficio per gli Affari Spaziali dell’ONU (UNOOSA). Il compito di questo Ente è preparare l’umanità ad un contatto con gli alieni

La preoccupazione dei relatori è stata quella di presentare il caso emblematico di “Terra 2.0” ovvero la Terra dell’epoca del contatto con civiltà extraterrestri evolute e della possibile crisi politica e militare che potrebbe affrontare la Terra a seguito di questo contatto. I vari relatori hanno puntualizzato che “vista la scoperta di esopianeti nello spazio che dimostrano la possibilità che esistano civiltà extraterrestri evolute, è inevitabile che entro venti anni avverrà il contatto e le nazioni della Terra dovranno trovarsi preparate di fronte a una possibile minaccia. Scatterà il panico collettivo, quel giorno? Crolleranno valori, religioni, economie? Ci sarà un caos sempre più incontrollabile che porterà alla fine del mondo?”

Gli esperti del Forum hanno quindi invitato la comunità mondiale a prepararsi all’incontro con gli extraterrestri e a valutare le eventuali minacce. Proponendo anche la necessità di creare servizi speciali per il rilevamento delle civiltà extraterrestri affinché tali servizi possano scongiurare il pericolo proveniente dallo spazio.
Gli esperti sono comunque del parere che anche se l’ “intelletto extraterrestre” sarà scoperto, ciò non cambierà molto la vita umana. Ma a lungo andare ciò cambierà la psicologia e la filosofia degli uomini. La scoperta della vita su un altro pianeta contribuirà, infatti, a formulare la conclusione sull’esistenza della vita nell’Universo e ciò, a sua volta, minerà le basi filosofiche e religiose dello status quo attuale.
D’altro avviso sembrano essere le Nazioni Unite che hanno aperto uno specifico ufficio, quello degli Affari Spaziali (UNOOSA), diretto in primo incarico dall’astrofisica malese Mazlan Othman.
Il ruolo dichiarato di questo ente è ad oggi quello di occuparsi di gestire le competenze giuridiche relative alle attività nello spazio attuate dalle varie nazioni. Tuttavia una dichiarazione rilasciata dalla stessa scienziata ha suggerito altre inequivocabili prospettive del ruolo dell’ONU: “La continua ricerca di comunicazioni extraterrestri ci lascia sperare che un giorno l'umanità riceverà segnali dagli alieni” … “Quando succederà dovremo avere in piedi una risposta coordinata che tenga conto della delicatezza del soggetto: l'ONU è una struttura già pronta per mettere in piedi questo meccanismo”.

Questa dichiarazione può in effetti significare che l'ONU si stia preparando, con la solita cautela del caso imposta dagli skeptics, a mediare e coordinare la risposta dell'umanità a un eventuale “primo contatto”.

www.giancarlobarbadoro.net

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