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A cura di Donatella Devona

SETTEMBRE 2021


Verso un nuovo mondo


Verso un nuovo mondo

Vogliamo … alzare lo sguardo alle stelle, indagare sull’universo e oltre.


Queste parole sono tratte dal quarto punto del Manifesto del Nuovo Rinascimento Ecospirituale. Sono parole che ci hanno subito colpiti perché parlano di stelle e le mettono in relazione ad una nuova cultura possibile che propone la ricerca libera dai presupposti culturali legati a questo nostro tempo. Purtroppo infatti la ricerca, quella ufficiale, nei vari campi del sapere, è fortemente condizionata dallo stabilire a priori che cosa vale la pena indagare e che cosa no e addirittura, anziché rivolgersi con curiosità alla straordinaria dimensione in cui ci troviamo a vivere, finisce con il cercare solo conferme ad idee preconcette, quale ad esempio un esasperato antropocentrismo.

Ricordiamo che il Nuovo Rinascimento Ecospirituale è il movimento culturale e di opinione, apolitico, apartitico e aconfessionale, fondato dalla Ecospirituality Foundation, a cui possono aderire tutti coloro che sentono il bisogno di un mondo nuovo, basato su un nuovo modo di intendere sia la ricerca che la vita nel suo insieme. La Ecospirituality Foundation è un’organizzazione in stato consultivo con le Nazioni Unite e sostiene il diritto dei popoli nativi alla loro terra, alle loro tradizioni e ai loro luoghi sacri.

Verso un nuovo mondo

I popoli che hanno mantenuto il legame con l’esperienza ancestrale dell’umanità e con Madre Terra possono dare un grande contributo all’umanità di questo tempo, prigioniera di valori effimeri, depistanti e spesso crudeli, riproponendo la filosofia della Natura che afferma per ogni essere vivente il diritto alla vita, alla gioia di vivere e alla spiritualità.

Il Nuovo Rinascimento usa il termine Ecospiritualità proprio per indicare la filosofia della Natura. Questa parola è stata coniata da Giancarlo Barbadoro con gli Elders di diverse comunità native di tutti i continenti e significa che la Natura è il riferimento di crescita spirituale di ogni vivente. Ecospiritualità è la conquista di un’armonia interiore, estendibile poi ai rapporti con gli altri e a tutto l’ambiente circostante. Un’esperienza semplice e affacciata sul cosmo che porta a dare parità e dignità a tutte le forme viventi che vengono generate da Madre Terra nel corso del suo viaggio attraverso lo spazio.

Nel Manifesto del Nuovo Rinascimento Ecospirituale, redatto in dodici punti, si afferma l’assoluta libertà della propria ricerca interiore, che avviene in un rapporto personale, diretto e pragmatico con la vita, senza intermediari, portatori di verità, ideologie di parte. Il confronto è sempre aperto con tutti quelli che vogliono comunicare la loro esperienza e lo studio viene condotto senza privilegiare alcuni argomenti a discapito di altri, unendo scienza e spiritualità. E, visto che l’uomo non è il dominatore del pianeta ma una delle tante forme di vita che lo abitano, nel Manifesto viene affermato il rispetto per tutti gli esseri e per la Terra stessa, nostra unica vera Madre, dispensatrice di insegnamenti e depositaria di un segreto cosmico.

Il Nuovo Rinascimento è l’inizio di un nuovo mondo e noi invitiamo tutti ad aderire alla sua proposta che ci porta a sentirci cittadini dell’universo, navigatori nel cielo stellato, fianco a fianco nell’avventura della vita.


Previsioni per il mese


Vergine: Vivere intensamente: Hai dalla tua parte una grande energia per cogliere tutto ciò che di nuovo ti presenta la vita. È il momento giusto per realizzare un sogno… o per abbandonarlo al passato.

Bilancia: Concentrazione: Settembre ti porta a guardarti dentro, a concentrarti sulla tua forza interiore, a scoprire quali sono le tue necessità reali e soprattutto a vedere con chiarezza che sai vivere la tua vita attimo per attimo.

Scorpione: Valutazioni: Questo mese ti porterà a valutare con lucidità che cosa sta accadendo e ad osservarne con attenzione tutti gli aspetti prima di prendere qualsiasi decisione.

Sagittario: Nuovi elementi: Non disperdere le tue energie ed evita di giudicare sulla base di idee preconcette. Mantieni la tua mente libera per cogliere le diverse sfaccettature delle situazioni.

Capricorno: Cuore in vacanza: Periodo intenso che richiede impegno ed attenzione ma le stelle ti suggeriscono di mantenere nel tuo cuore un po’ di aria di vacanza nonostante tutto.

Acquario: Rincorsa: Settembre ti fa fare un passo indietro per prendere una rincorsa migliore, per prepararti al salto che il mese prossimo sembra avere in serbo per te. Quindi goditi questo preludio con leggerezza, senza dare troppa importanza ai dubbi sul futuro.

Pesci: Fuori tutto: Questo mese farà emergere quello che tieni dentro il tuo cuore. A volte si affermerà con forza, a volte perfino con aggressività, a volte semplicemente con chiarezza.

Ariete: Come in uno specchio: Un evento, un’esperienza o una constatazione ti metterà di fronte a te stesso e ti porterà a specchiarti nella tua vita.

Toro: Presente!: Sei sostenuto da una grande energia e sei sempre pronto a cogliere il meglio che ogni occasione ti offre.

Gemelli: Leggerezza: Una sensazione di piacevole leggerezza ti accompagnerà in questo mese di fine estate. Avrai tempo per sorridere e per sognare.

Cancro: Sogni a occhi aperti: Il tuo mondo interiore tenderà a prendere il sopravvento un po’ in tutte le occasioni e per te non sarà sempre facile distinguere tra ciò che accade davvero e la tua interpretazione personale.

Leone: Scelte complesse: Avvenimenti imprevisti ti creeranno dubbi sul modo di agire. Non ti manca la lucidità ma vuoi considerare più punti di vista.


Un personaggio della Vergine: Goethe


Goethe

Sono venuto al mondo a Francoforte sul Meno il 28 agosto 1749 al suono delle campane di mezzogiorno. La costellazione era fortunata; il Sole era nella Vergine, al culmine in quel giorno; Giove e Venere gli ammiccavano amichevolmente, Mercurio senza ostilità; Saturno e Marte erano indifferenti; solo la Luna, quasi piena, esercitava la sua forza avversa con maggior intensità perché entrata nella sua ora planetaria. Essa si oppose dunque alla mia nascita, che non poté succedere fin che quell'ora non fu passata. Questi aspetti fortunati, a cui in seguito gli astrologi diedero molta importanza, possono ben essere stati causa della mia conservazione, perché per inabilità della levatrice io venni al mondo come morto, e solo con molti sforzi riuscirono a farmi vedere la luce.


Goethe, nel suo libro autobiografico Poesia e verità, ci racconta così la sua nascita e il suo legame con le stelle. Così scopriamo che Johann Wolfgang von Goethe, scrittore, poeta e drammaturgo tedesco, considerato uno dei più grandi letterati europei, appassionato di arte, filosofia e scienza, amava anche l’astrologia. Si dice che dal padre avesse ereditato la meticolosità e dalla madre la curiosità verso la ricerca spirituale ma noi ci permettiamo di aggiungere che forse proprio il suo Segno di nascita gli avesse regalato queste caratteristiche.

Nato in un’agiata famiglia borghese Johann mostra fin da bambino una grande sensibilità e una grande intelligenza. La sua educazione avviene in parte nella scuola pubblica e in parte a casa dove l’apprendimento avviene sempre in modo divertente e giocoso. La sua casa è frequentata da attori e musicisti, quindi il teatro e la musica fanno parte delle sue esperienze fin da bambino. Johann studia diverse lingue (francese, inglese, latino, greco, italiano, ebraico) e a soli otto anni scrive le sue prime rime in latino. La sua passione per le lingue e per le diverse culture darà al suo pensiero una particolare apertura. A diciassette anni seguendo la volontà del padre, inizia a studiare giurisprudenza a Lipsia e si inserisce nella vita mondana della città, facendosi notare per la stravaganza del suo comportamento e del suo abbigliamento. È in questo periodo che, come poi racconterà in seguito, comincia a sentire il bisogno di trasformare in un'immagine, in una poesia … quel che mi dava gioia o tormento o che comunque occupava il mio spirito. Scrive diversi componimenti che però non incontrano i gusti del pubblico, e forse nemmeno i suoi, tanto che finisce per bruciarli. Nel ’68 ritorna a Francoforte dove diversi problemi di salute lo costringono ad una sosta più lunga di quanto avesse previsto. È in questo periodo che si interessa a temi religiosi, sotto l’influsso della madre. In realtà, come dichiarerà sempre, si sente più eretico che cristiano, più interessato alla ricerca spirituale che alla devozione religiosa.

Goethe

Nel ’70 riprende gli studi universitari, questa volta a Strasburgo e qui viene a contatto con il filosofo Johann Gottfried Herder che gli fa conoscere e apprezzare le opere di Shakespeare, l’arte gotica e la poesia popolare. A Strasburgo si avvicina al movimento dello Sturm und Drang ed è qui che compone quasi di getto I dolori del giovane Werter, il romanzo epistolare che ha un successo immediato e strepitoso, soprattutto tra i giovani. Sono gli anni in cui l’esaltazione illuminista della Ragione comincia a perdere terreno dopo aver mostrato i suoi limiti e prendono importanza altri riferimenti: la Natura, l’intuizione, il sentimento, cioè tutto ciò che può infrangere le regole fredde e imprigionanti del Razionalismo. L'effetto di questo libro fu grande, anzi enorme, specialmente perché comparve nel tempo giusto - scriverà in seguito lo stesso Goethe - Perché, come basta una pagliuzza per far scoppiare una mina potente, anche l'esplosione che si produsse nel pubblico risultò così potente perché il mondo dei giovani era già minato e la commozione fu tanto grande perché ciascuno veniva allo scoppio con le sue esigenze esagerate, le sue passioni inappagate e i suoi dolori immaginari.

Il successo di questo libro ha anche un risvolto tragico. L’identificazione nel protagonista portò infatti diversi giovani al suicidio. Fatto che fa riflettere sulla responsabilità di un artista nel pubblicare le sue opere.

Sempre a Strasburgo Johann scrive la prima versione del Faust, opera che rielaborerà poi durante tutta la sua vita. A ventisei anni diventa precettore del granduca di Weimar e tanto il suo stile di vita quanto quello dei suoi componimenti inizia a modificarsi. Si attenua il sentimentalismo esasperato e il suo interesse è catturato dagli studi scientifici, soprattutto dalla mineralogia, la botanica e l’ottica. Il cambiamento in atto prende ancor più forma durante il viaggio in Italia che racconterà poi nel libro omonimo. La visita delle città, l’interesse per l’arte antica e rinascimentale lo porta verso un equilibrio che si avvicina agli ideali classici.

Goethe

Johann, ispirandosi al panteismo di Spinoza, cerca l’equilibrio nell’armonia armonia tra istinto e volontà che nasce dal riconoscere la Natura come un organismo vivente, un Tutto di cui l’uomo è una manifestazione. Questo cambiamento non piacerà molto ai frequentatori dei circoli letterari di Weimar, rimasti legati al Goethe dei Dolori del giovane Verther, ma questo non impedirà Johann di continuare la sua produzione letteraria, scrivendo diversi romanzi, tra i quali Le affinità elettive, l’autobiografia Poesia e verità e trattati scientifici come la Teoria dei colori. Secondo Johann non esiste una separazione tra arte e scienza perché entrambe sono tentativi di capire, attraverso l’intuizione, che cosa c’è al di là delle informazioni fornite dai sensi.

Seguendo le tappe principali del suo percorso di vita e i suoi scritti, Johann si rivela come un personaggio molto complesso di cui non è facile cogliere l’anima profonda. Forse è proprio la sua constatazione che tutto è in divenire a caratterizzarlo. Di lui giovane abbiamo una descrizione fatta da Johann Christian Kestner: Il suo modo di pensare è nobile. Libero da pregiudizi quanto più è possibile, agisce come gli viene in mente, senza curarsi di quel che pensano gli altri. Ogni costrizione gli è infatti odiosa. Ama i bambini ed è molto bravo a trattarli. È bizzarro e nel suo modo di fare, nell'apparenza esteriore, ha diverse cose che potrebbero renderlo sgradevole ma gode di molto favore fra i bambini, le donne e molti altri ancora. Goethe è infatti dotato di un notevole fascino ed ha molte storie d’amore. Per un certo periodo frequenta anche assiduamente Lotte Buff, fidanzata di Kestner. Sarà proprio questo triangolo ad ispirare la trama dei Dolori del giovane Werther. E forse la fascinazione è uno degli elementi importanti del suo mondo sia per il fascino che lui esprime e sia perché la vita lo affascina in tutte le sue forme.

Goethe muore a Weimar a ottantatré anni il 22 marzo 1832.

In un suo aforisma afferma: la vita è l’infanzia della nostra immortalità.



AGOSTO 2021


Il cielo in una stanza


Siete mai stati in un planetario, uno di quegli edifici con la volta a cupola su cui viene proiettata, tramite uno strumento ottico-meccanico, la volta celeste? E’ un’esperienza particolare e interessante che offre la possibilità ad esempio di vedere il movimento apparente del cielo sopra la nostra testa o di “avvicinarci” a galassie lontane e invisibili ai nostri occhi.
In tutto il mondo i planetari sono attualmente circa 2.850 di cui 40 sono in Italia. Alcuni sono grandi, spettacolari, dotati di tecnologia avveniristica, altri sono più modesti e altri ancora sono addirittura portatili, tutti tentano di far rivivere l’emozione che si prova guardando il cielo stellato, regalando la possibilità di riconoscere più facilmente stelle e costellazioni o la vista di un cielo a cui non si è abituati, perché non filtrato dall’inquinamento luminoso o perché visibile solo dall’altro emisfero della Terra. Certo non è la stessa cosa che guardare le stelle coricati sul un prato o su una spiaggia ma offre un interessante surrogato.

Il cielo in una stanza

I primi planetari italiani sono quello di Roma, del 1928, e quello di Milano, del 1930. I due planetari usavano proiettori ottici della Zeiss, donati dalla Germania per riparare, almeno idealmente, i danni della grande guerra.
Il planetario di Roma, è costituito da una sala di circa 300 metri quadrati, con 100 posti a sedere, da una cupola del diametro di 14 metri e da proiettori ottici di nuova tecnologia, con possibilità di animare le immagini in 3D. Attualmente però è chiuso per lavori di restauro all’edificio. Riaprirà probabilmente ad ottobre. Le attività sono state temporaneamente trasferite in Via Ulisse Aldrovandi, presso il Museo di Zoologia.
Il planetario di Milano, Civico Planetario Ulrico Hoepli, si trova nei giardini di Porta Venezia. La sala di proiezione, con i suoi 19,6 metri di diametro, può ospitare fino a 375 persone. Durante la seconda guerra mondiale il planetario rimase chiuso e lo strumento ottico fu addirittura smontato e portato a Limbiate, per timore che potesse essere danneggiato dai bombardamenti che in effetti lesionarono la cupola, poi ricostruita nel 1954. È stato a lungo il più grande planetario italiano, solo recentemente superato dalla nuova struttura del planetario di Napoli, situato in Via Coroglio, all’interno della Città della Scienza, che è attualmente il più grande e tecnologicamente avanzato del nostro paese. Ricostruito dopo l’incendio del 2013 che aveva distrutto la Città della Scienza e la precedente apparecchiatura, vanta ora una cupola di 25 metri di diametro e una strumentazione all’avanguardia.

Il planetario di Caserta è intitolato all’astronomo Giovan Battista Amico. Dotato di 113 poltrone basculanti e roteanti e di una cupola di 15 metri di diametro è in grado di proiettare fino a 4.000 tra stelle e corpi celesti in movimento. Si trova in piazza Ungaretti, vicino al ponte di Calatrava.

Considerato fra in più belli d’Europa, per le proporzioni e l’estetica della sua cupola, è il Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria,  situato all'interno del Parco Mirella Carbone, nei pressi della facoltà di Architettura dell'Università Mediterranea. Inaugurato il 13 marzo del 2004 è dotato di un ottimo sistema di proiezione digitale a tutta cupola ad alta risoluzione.
Più modesto quello di Torino ha 98 posti e ha sede a Pino Torinese, sulla collina, accanto all’Osservatorio astronomico e all’interno del Museo dell’Astronomia. La sua forma è spettacolare perché riproduce quella di una supergigante rossa.

Il cielo in una stanza

Quello di Venezia promette di portare gli spettatori anche su altri pianeti simulandone gli ambienti. Si trova al Lido in Lungomare Marconi. E ancora il planetario di Roccapalumba nel palermitano, con la sua bella cupola di acciaio rifrangente del diametro interno di 6 metri, ci fa conoscere tutti gli oggetti celesti visibili ad occhio nudo sia nell’emisfero Nord che in quello Sud.
E infine citiamo ancora il planetario di Lecco, compreso nel polo museale di Palazzo Belgioioso,
definito una delle migliori strutture nel suo genere in Italia. Ha una cupola di otto metri di diametro sulla quale riproduce l’aspetto del cielo visibile a occhio nudo quando le condizioni di visibilità sono ideali, da qualsiasi punto della Terra, in qualsiasi data.
Ma sapete qual è il planetario più famoso del mondo? Quello di Londra, il Peter Harrison Planetarium, aperto dal maggio 2007. È un planetario laser digitale da 120 posti, situato nel Greenwich Park, presso l’Osservatorio Reale. La sua fama è legata al fatto che si trovi proprio sul meridiano zero ma è interessante anche per la sua inclinazione a 51.5º (la latitudine di Greenwich) che lo rende centrato alla stella polare e per il suo design all’avanguardia.

La forma conica la ritroviamo anche in un altro dei grandi planetari, quello dell’università di Santiago del Cile. La sua cupola ha un diametro di 20 m, è stato ultimato nel 1987 con la ricopertura in rame della sua struttura esterna e si trova in Av Libertador Bernardo O'Higgins.

Aperto dal 1935 è invece quello di New York, l'Upper West Side Planetarium, situato tra Central Park e il fiume Hudson. Notevole per la sua particolare architettura, offre spettacolari immagini ai suoi visitatori. Ancora precedente è il planetario di Mosca, inaugurato nel 1929 e uno dei più grandi del mondo. Sul suo cupolone si possono vedere più di 9 000 corpi celesti e il loro movimento nel cielo. Si trova nella zona ovest della città al 5 di Sadovaya-Kudrinskaya. Recentissimo è invece il planetario di Shanghai che ha aperto al pubblico il 18 luglio di quest’anno. È incluso nel Museo di Astronomia, un’area di ben 58.600 metri quadrati, con un’architettura straordinaria ispirata ai pianeti e al loro moto. È situato ad una settantina di chilometri dalla megalopoli di Shanghai. A Nagoya, in Giappone, traviamo un altro planetario gigante, un’enorme globo argentato che sembra galleggiare sopra il Museo delle Scienze.

Il cielo in una stanza

Siamo nel quartiere centrale della città, a pochi minuti a piedi dalla stazione Fushimi, e questo planetario, inaugurato nel 2012, è, tecnologicamente, tra i più avanzati del mondo e regala incredibili visioni del cielo. E per finire questa breve carrellata spendiamo due parole per il planetario di Melbourne, in Australia. Soffitto con diametro di 16 metri, sistema di proiezione video a cupola intera, sedili reclinabili e un eccezionale sistema regalano agli spettatori l’esperienza di tuffarsi nel cielo.  
Questo tipo di planetari che permettono di vedere il cielo proiettato sono strumenti recenti, risalgono al massimo al secolo scorso, ma il tentativo di riprodurre la volta celeste lo troviamo anche in tempi più lontani. Ci sono ad esempio degli oggetti particolari, le sfere armillari o semplicemente armille, modelli di sistema solare (o del sistema tolemaico) realizzati con un sistema di cerchi che riproducono l’orbita dei pianeti. C’era il leggendario planetario di Archimede, descritto da Cicerone nel De Re Publica come un globo metallico dotato di un complesso sistema di ingranaggi, in grado di riprodurre il movimento dei pianeti, andato purtroppo perduto. C’è il meccanismo di Antichitera, riconosciuto come un calcolatore astronomico in grado prevedere con precisione addirittura le date delle eclissi. C’è poi chi ritiene che un planetario ante litteram possa essere considerato il soffitto del tempio egizio di Hatshepsut e c’è anche chi, come Michael Rappenglueck, ricercatore dell´Università di Monaco, sostiene che mappe stellari siano presenti anche nelle pitture rupestri come quelle delle grotte di Lascaux, in Francia o in quella della Cueva di El Castello in Spagna. E inoltre che dire dei monumenti megalitici, delle coppelle che riproducono la forma delle costellazioni, dei cerchi di pietre veri e propri planetari a cielo aperto? Riprodurre i corpi celesti, studiare il loro moto apparente ma anche lasciarsi andare alla percezione del mistero che affiora dal buio profondo scintillante di stelle è una pratica molto antica per l’umanità. Un bisogno che accomuna noi umani di questo tempo con i nostri più lontani progenitori, una ricerca che parte da un’intuizione e da un richiamo misterioso che porta a intravedere qualcosa che sta oltre il mondo che i nostri sensi percepiscono e la nostra mente indaga. Come scriveva Giancarlo Barbadoro in Fuori dal sogno una delle sue bellissime poesie.


Fuori dal sogno

C’è dunque
un Fuori dal sogno…
Che incomincia lassù
dove l’aria si fa più rara
e incomincia il buio
della Verità profonda…
Mi credete pazzo?
Mi credete un sognatore?
Ma, avete mai provato a guardare le stelle?

Dalla raccolta di poesie di Giancarlo Barbadoro "OLTRE LA SOGLIA ", edizioni Triskel.  Il libro è reperibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino o al sito www.triskeledition.com anche in formato e-book.


Previsioni per il mese


Leone: Un po’ di follia: Forse complice l’estate e il sole ti senti pieno di energia, di voglia di esprimerti e di fare. Attento non esagerare però!

Vergine: Ripartire: Dopo una sosta riflessiva è tornato il momento di riprendere il tuo viaggio, forse con una meta più chiara.

Bilancia: Guardando lontano: Ti aspetta un mese positivo e interessante ma quello che ti interessa sembra essere di natura diversa e non hai intenzione di accontentarti.

Scorpione: Ottimi risultati: In arrivo un periodo gratificante in cui le cose girano per il verso giusto e ti portano dei risultati interessanti.

Sagittario: Buon lavoro: Hai lavorato bene e ora stai raccogliendo i primi frutti… ma tu stai già pensando ad altre possibilità.

Capricorno: Progressi: Quello che hai iniziato il mese scorso è una buona base su cui costruire. Sei contento di quello che stai facendo.

Acquario: Soffio di vento: Come se ti lasciassi andare ad un soffio di vento ti sembrerà di perdere le tue certezze per poi ritrovare altri riferimenti forse più vicini al tuo vero sentire.

Pesci: Aria di vacanza: Hai bisogno di staccarti un po’ dalle tue attività solite da un lato per esaminarle da una prospettiva diversa e dall’altro per metabolizzare meglio quanto hai vissuto.

Ariete: Determinazione: Ti senti pronto a prendere decisioni importanti che possono modificare la tua situazione o l’ambiente in cui stai vivendo ma le stelle ti consigliano di non fare azioni avventate e di procedere comunque con calma e attenzione.

Toro: Chi vuol tornare torna: Rilassati, le cose vanno come devono andare e non hai bisogno di inseguire niente e a nessuno.

Gemelli: Di corsa: Se stavi camminando lentamente, guardandoti intorno con curiosità ora è venuto il momento di affrettare il passo nella direzione che ti interessa. Non perdere tempo.

Cancro: Piccolo mondo: Hai voglia di tenerezza, di un posto in cui sentirti protetto e in pace per riflettere e ritrovarti.


Un personaggio del Leone: Maria Mitchell


Nella scienza abbiamo soprattutto bisogno di immaginazione. Non tutto è matematica, non tutto è logica, ma è piuttosto poesia e bellezza.


Maria Mitchell, prima astronoma donna negli Stati Uniti, una delle prime sostenitrici dell'educazione scientifica e matematica per le ragazze, prima professoressa di astronomia ha precorso i tempi in molti campi. Coraggiosa, ha sfidato spesso le convenzioni sociali, facendo uscire le sue studentesse di notte per osservare il cielo, portando nel suo osservatorio femministe famose per parlare di questioni politiche, schierandosi con il movimento per il voto alle donne e contro la schiavitù. Del suo Segno zodiacale, il Leone, incarna proprio la volontà e il coraggio.

Un personaggio del Leone: Maria Mitchell

Maria Mitchell nasce il 1 agosto 1818 a Nantucket, in Massachussets, negli USA, in una famiglia quacchera, terza figlia di Lydia Coleman e William Mitchell, preside della North Grammar School. Appassionato di astronomia, William Mitchell insegna alla sua bambina ad usare il telescopio e a guardare le stelle e Maria a soli dodici anni e mezzo partecipa ai calcoli per stabilire quando avverrà un’eclissi di luna. Intanto frequenta la scuola in cui suo padre è preside e, quando lui fonderà una scuola sua, lo seguirà prima come studentessa e poi come insegnante. Lavorerà come assistente del padre dopo la chiusura della sua scuola e prima aprirne una lei stessa nel 1835, a soli 17 anni. Maria manifesta sempre un grande desiderio di conoscenza: il mondo dell'apprendimento è così vasto e l'anima umana ha poteri così limitati! - afferma - Noi ci spingiamo in avanti e tendiamo ogni nervo, ma afferriamo solo un brandello del velo che ci nasconde l'infinito.

Già l’anno dopo chiude la scuola e cambia lavoro: diventa primo bibliotecario dell’Ateneo di Nantucket, impiego perfetto per lei che ama studiare e che le lascia il tempo per coltivare a sua passione per le stelle, aiutando il padre nelle sue osservazioni. William Mitchell, grazie al nuovo impiego presso la Pacific Bank, ottiene infatti una nuova casa con la possibilità di istallare proprio sul tetto un telescopio. Nel 1947 Maria scopre la cometa che le darà fama mondiale e che porterà il suo nome, diventando la Cometa Miss Mitchell (catalogata come C/1847 T1). Grazie a questa scoperta vince il prestigioso premio, istituito dal Re Federico VI di Danimarca, e successivamente diventa la prima donna accettata in importanti istituzioni quali l’American Academy of Arts and Sciences, l’American Association for the Advancement of Science e l’American Philosophical Society. Intanto dal 1849 lascia la biblioteca e inizia a lavorare per l’Ufficio dell’Almanacco Nautico, occupandosi dei calcoli per stilare le tavole sulla posizione del pianeta Venere.

Un personaggio del Leone: Maria Mitchell

Dal 1856 comincia viaggiare. Tutto inizia quando H. K. Swift, banchiere di Chicago le chiede di accompagnare la figlia prima nel Sud degli Stati Uniti e poi in Europa. Se Maria aveva allargato i suoi orizzonti guardando il cielo ora li allarga anche sul terra. Nel suo viaggio incontra situazioni che la toccano profondamente come la condizione degli schiavi neri in Louisiana e a Roma i luoghi in cui Galileo era stato condannato o che aveva sognato fin da bambina, come visitare, a Londra, la casa dell’astronomo William Herschel. Soprattutto non si lascia sfuggire l’opportunità gli Osservatori astronomici di Greenwich, di Parigi e la Specola vaticana dove riesce ad ottenere un permesso speciale e solo per un giorno, perché, in quanto donna, non potrebbe entrare. Parte del viaggio lo farà da sola perché la sua compagna di viaggio deve tornare in America

Nel 1858 ritorna a Nantucket. Nel 1865 diventa Professore di Astronomia al Vassar College di Poughkeepsie, nello stato di New York. Qui ha a disposizione uno dei migliori telescopi americani dell’epoca e con questo può osservare e studiare Giove, Saturno e le macchie solari.

La sua idea dello studio è decisamente poco ortodossa: C'è questo grande pericolo nella vita degli studenti – dice - Ora, ci basiamo tutti su ciò che disse Socrate, o su ciò che insegnò Copernico; come possiamo contestare l'autorità che ci è pervenuta, tutta stabilita, da secoli? Dobbiamo almeno metterlo in discussione; non possiamo accettare nulla come scontato, al di là delle prime formule matematiche. Metti in discussione tutto il resto.

In discussione Maria mette molte cose, anche il fatto che le spetti, in quanto donna, uno stipendio inferiore a quello dei colleghi maschi. Il suo senso della giustizia e della parità la porta a schierarsi con le donne che lottano per ottenere il diritto al voto e fondare, nel 1873, l’American Association for the Advancement of Women. Sulla condizione femminile scrive:

Il grande guadagno sarebbe la libertà di pensiero. Le donne, più degli uomini, sono trattenute dalla tradizione e dall'autorità. Quello che hanno detto il padre, il fratello, il dottore e il ministro è stato indubbiamente recepito. Fino a quando le donne non elimineranno questa riverenza per l'autorità, non si svilupperanno. Quando lo fanno, quando giungono alla verità attraverso le loro indagini, quando il dubbio le porta alla scoperta, la verità che ottengono sarà loro, e le loro menti lavoreranno senza sosta. Si batte anche contro la schiavitù e per protesta decide di non indossare più abiti di cotone, quel cotone che gli schiavi neri raccolgono nelle grandi piantagioni del sud.

Nel 1887 riceve il dottorato onorario dalla Columbia University, nel 1888 si dimette dal Vassar College per motivi di salute. Muore il 28 giugno 1889.

A lei sono dedicati l’Osservatorio Maria Mitchell di Nantucket e un cratere lunare. A noi piace ricordarla con la frase incisa sulla medaglia che le fu consegnata da Federico VII di Danimarca:

Non invano osserviamo il sorgere e il calare delle stelle.



LUGLIO 2021


Animali celesti


Animali celesti

Già nella puntata del novembre 2015 avevamo parlato di “animali nel cielo” riferendoci agli animali dello Zodiaco, cioè ai Segni che hanno come simbolo un animale, a testimonianza di quanta importanza abbiano, nella nostra vita e nel nostro immaginario di umani, i nostri fratelli diversi per forma ma come sotto lo stesso cielo. Tra le costellazioni del cielo però gli animali sono molti più di quelli che fanno parte dello Zodiaco e in questa puntata andremo a conoscerli. Sarà un viaggio tra le stelle e tra le immagini che la fantasia umana ha disegnato unendo quei puntini luminosi che brillano lassù nel buio del cielo notturno. Sono immagini che aiutano ad orientarsi, forse a ricordare esperienze significative per l’umanità intera o per i popoli che hanno voluto affidarle alle stelle, forse a costruire un dialogo con il cielo, con l’immensità, con l’infinito che c’è oltre il visibile. Le costellazioni sono stelle che formano raggruppamenti registrabili da una prospettiva solo terrestre. Nello stesso gruppo sono riuniti astri che a noi appaiono vicini ma possono essere lontanissimi tra loro. E visto che l’universo muta continuamente, andando indietro nel tempo, un cielo diverso forse avrà suggerito altre immagini ed altre storie ad altre umanità ed altre civiltà. Noi adesso ci limitiamo a guardare questo cielo e a raccontare alcune storie riferite alle stelle che vediamo ora.

Attualmente l’astronomia ufficiale riconosce 88 costellazioni, 48 di queste sono note fin dall’antichità, mentre le altre sono state individuate in tempi più recenti, principalmente dagli esploratori del XVI e XVII secolo e poi ufficializzate da astronomi e cartografi del tempo, quali il fiammingo Petrus Plancius (1552-1622), il polacco Johannes Hevelius (1611-1687) o il tedesco Johann Bayer (1572-1625), autore dell’Uranometria, il primo atlante stellare completo.

Le 48 costellazioni che abbiamo definito antiche sono invece quelle elencate dal grande astronomo greco Claudio Tolomeo nel suo trattato conosciuto con il nome di Almagesto che, per più di mille anni, fu il riferimento di tutti gli astronomi europei e islamici. Le costellazioni più antiche sono legate a personaggi ed eventi mitologici mentre quelle moderne, quasi tutte australi, sono spesso figure di animali esotici come il camaleonte o il tucano.

Teniamo conto che la cultura attuale considera come mondo antico soltanto alcune civiltà del vecchio continente e ignora quasi completamente i contributi dei popoli non inseriti in una linea del tempo preconfezionata per sostenere “verità” politiche e religiose degli attuali dominatori del pianeta.

Nonostante questo resta interessante notare quanti nomi di animali siano stati dati alle costellazioni ufficiali, segno di un legame ancestrale tra tutti i figli di Madre Terra e proprio a questo legame vogliamo riferirci, questo legame vogliamo ribadire, proponendo in questa puntata questa lettura del cielo.

Gli animali che accompagnano la nostra vita - scrivono Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero nel loro libro “TUTTI FIGLI DI MADRE TERRA” - sono creature discrete che fanno un pezzo di strada con noi, si affiancano a noi, e poi discretamente se ne vanno. Ma in quel breve tragitto ci danno molto, e non solo in termini di affetto o gratificazione. Noi animali umani viviamo la nostra vita tra mille vicissitudini che creano la storia dell’uomo. Ci interfacciamo tra di noi in mezzo a mille battaglie piccole e grandi, dalle guerre tra le pareti domestiche, tra vicini di casa, fino ai conflitti mondiali. Una umanità variegata composta da idealisti che cercano di costruire un mondo migliore, e da egoisti che perseguono solo il potere, il denaro, la sopraffazione. La storia dell’umanità è complessa e densa di guerre, sopraffazioni, e grandi ideali. Ma tutto questo si svolge in un grande teatro che è la natura, e accanto a noi ci sono altre creature che a malapena intravvediamo come il nostro scenario. Eppure queste creature non sono uno scenario. Sono realtà vive e vitali, sono “persone” come noi, anche se differenti nell’aspetto, con proprie culture, usi e costumi, emozioni, consapevolezza.

Tenendo presente quest’ottica partiamo ora per la nostra passeggiata tra le stelle. Ecco le costellazioni chiamate con nomi di animali.


Aquila

L'Aquila si trova a cavallo dell'equatore celeste ed è ben visibile nei mesi dell'estate boreale,

vicino alla costellazione di Ercole a sua volta adiacente alla Corona Boreale. È una delle costellazioni elencate da Tolomeo ed è presente già nei cataloghi mesopotamici risalenti a 3.200 anni fa. I Greci associavano l’Aquila a Zeus, era infatti l’uccello del tuono, incaricato di riportare i fulmini scagliati dalla mano del dio. Anche gli Arabi videro in queste stelle la regina degli uccelli e chiamarono la costellazione Al Nasr al Tair, l'aquila volante, e Altair la sua stella più luminosa. Altair, oltre ad essere una delle stelle a noi più vicine, fa parte anche delle tre stelle del Triangolo Estivo, assieme a Deneb, nel Cigno, e a Vega, nella Lira.


Balena

La Balena è una costellazione del cielo australe molto estesa ma non facile da individuare. Si trova nei pressi dell’Acquario, dei Pesci e di Eridano, sopra la lunga linea immaginaria che unisce Aldebaran nel Toro a Fomalhaut nel Pesce Australe. Il periodo più propizio per la sua osservazione è compreso nei mesi fra settembre e gennaio.

Il suo nome latino, Cetus, deriva dal greco ketòs che significa mostro. Infatti Balena era il mostro che Poseidone, dio del mare, aveva incaricato di devastare il regno di Cassiopea dopo che la vanitosa regina aveva osato paragonare la sua bellezza a quella delle Nereidi. Il mostro sarà ucciso da Teseo e Poseidone lo metterà in cielo tra le stelle.


Animali celesti

Camaleonte

Il Camaleonte è una piccola costellazione circumpolare australe, invisibile dalle nostre latitudini ma sempre visibile nell'emisfero Sud, dove può essere facilmente rintracciata a partire dalla Croce del Sud. È stata riconosciuta in un tempo relativamente recente, sono stati i navigatori olandesi Pieter Keyser e Frederick Houtman ad individuarla nel loro viaggio in Madagascar fra il 1595 ed il 1597 e l’astronomo Plancius l’ha poi codificata nel 1598. Ad ufficializzata è stato nel 1603 Johann Bayer che l’ha introdotta nel suo catalogo stellare Uranometria.


Cane Maggiore e Cane Minore

Le due costellazioni rappresenterebbero i due cani di Orione e infatti si trovano proprio vicine alla grande costellazione regina del cielo invernale.

Il Cane Maggiore è visibile alla sera nei mesi compresi fra dicembre e aprile. Non è una costellazione molto estesa ma non è difficile individuarla perché il “naso” del Cane è la luminosissima stella Sirio, rintracciabile prolungando verso sud-est la linea ideale che unisce le tre stelle della cintura di Orione. È una costellazione australe ma si trova vicino all'equatore celeste e quindi risulta ben osservabile anche dalle regioni boreali, con la sola eccezione delle aree del circolo polare artico. I più potenti telescopi mostrano che vicino a Sirio è posta una stellina molto più debole. È la famosa Sirio B, riferimento tradizionale dei Dogon che ne erano a conoscenza ben prima che la scienza maggioritaria la scoprisse.

Sirio, il cui nome deriva dal greco se????? che vuol dire splendente e ardente, sorge al mattino nel periodo più caldo dell’anno e, visto che è chiamata anche stella del cane, in latino canicula, il periodo più caldo dell’anno è detto tempo della canicola.

Il Cane Minore è formata essenzialmente di due stelle, Procione, brillantissima, e Gomeisa. Procione significa letteralmente "prima del cane" in greco, perché nell'emisfero boreale sorge prima di Sirio, la Stella del Cane Maggiore. Anche il Cane Minore è una costellazione invernale, visibile da tutte le latitudini perché è molto vicina all’equatore celeste.


Cani da caccia

La costellazione dei Cani da Caccia si trova nell’emisfero nord, è piccola ed è stata codificata nel 1687 dall'astronomo polacco Johannes Hevelius utilizzando stelle che precedentemente erano considerate parte dell'Orsa Maggiore. Si trova poco a sud del timone del Grande Carro dell’Orsa Maggiore. I Cani da Caccia sono tenuti al guinzaglio da Boote e tentano di mordere le zampe dell’Orsa.


Cavallino

La costellazione del Cavallino è la più piccola del cielo, dopo la Croce del Sud. È situata vicino a Pegaso, il leggendario cavallo alato degli Dei. È formata da un gruppetto di quattro stelle disposte a formare un trapezio che ha suggerito l’dea di un puledro, mitologicamente quello che Mercurio donò a Castore, uno dei due Gemelli.


Cigno

Il Cigno è una delle 48 costellazioni riconosciute da Tolomeo. Nota fin dai tempi più antichi deve il nome di Cigno ad Eratostene, prima infatti era identificata semplicemente come un uccello. La figura del Cigno è legata alle imprese amorose di Zeus che aveva appunto preso le sembianze di Cigno per farsi accogliere tra le braccia dalla bella Nemesi o dalla regina Leda. Ma Zeus non è l’unico a trasformarsi in questo elegante uccello, ci sono anche altri personaggi mitici, tra questi Cicno, amico di Fetonte, oppure Orfeo che viene messo nel cielo accanto alla sua amata lira. Questa grande costellazione settentrionale, visibile di fatto in quasi tutte le notti dell’anno, rappresenta appunto un cigno con le ali aperte, in volo verso sud. La coda del Cigno è la stella Deneb, una delle tre stelle del Triangolo Estivo, con Vega e Altair. La testa è invece Albireo, una stella doppia.


Colomba

La Colomba è una piccola costellazione le cui stelle sono disposte in modo da somigliare ad un uccello in volo. È una costellazione australe e si trova a sud del Cane Maggiore e della Lepre. Il suo nome farebbe riferimento al viaggio degli argonauti, quando una colomba fu appunto mandata in avanscoperta per facilitare l’attraversamento dell’insidioso canale delle Simplegadi. È stata introdotta nell’elenco delle costellazioni solo in epoca moderna.


Animali celesti

Corvo

Il Corvo è una piccola costellazione meridionale, situata nei pressi della Vergine. Era già presente nell’elenco di Tolomeo. Il suo nome deriva dal corvo che Apollo, dio della musica e della poesia, portava sempre con sé.


Delfino

Anche il Delfino fa parte delle costellazioni elencate da Tolomeo. La sua forma ricorda quella di un delfino che salta. È una piccola costellazione dell’emisfero settentrionale ma molto vicina dall'equatore celeste. Si può ammirare nel cielo sul bordo sudorientale della Via Lattea.


Giraffa

La Giraffa invece è una costellazione moderna probabilmente ideata dall’astronomo fiammingo Petrus Plancius e poi registrata ufficialmente da Jakob Bartsch, genero di Keplero, nel 1624. È una costellazione dell'emisfero nord estesa ma composta da stelle poco luminose. È situata proprio sotto la Stella Polare.


Gru

La Gru è una piccola costellazione del cielo australe costituita da stelle molto brillanti, disposte in modo da ricordare una gru che sta per spiccare il volo. Si trova a sud di Formalhaut ed è stata registrata per la prima volta nell'Uranometria di Johann Bayer, anche se probabilmente era già stata individuata precedentemente.


Lepre

La Lepre è una costellazione meridionale, presente già nell’elenco di Tolomeo. Si trova vicina al bordo della Via Lattea subito sotto Orione. Le stelle del cielo però possono essere lette in modo diverso, secondo l’esperienza e la cultura di chi l’osserva, così ad esempio, per gli Arabi, le stelle della lepre rappresenterebbero dei cammelli che si abbeverano nella Via Lattea.


Lince

La Lince è una debole costellazione settentrionale introdotta solo in epoca moderna, più precisamente nel XVII secolo, dall'astronomo polacco Johannes Hevelius. Il nome “lince” ha una motivazione divertente: la costellazione è poco evidente e ci vogliono occhi di lince per individuarla nel cielo. La Lince si trova sopra i Gemelli, fra il Grande Carro e l’Auriga.


Lucertola

La Lucertola è una costellazione moderna, introdotta dall’astronomo polacco Johannes Hevelius nel XVII. È piccola e proprio per le sue ridotte dimensioni e per la sua posizione stretta fra le più brillanti Cefeo e Cassiopea, venne chiamata Lucertola.


Lupo

Il Lupo è una costellazione meridionale, presente nell’Almagesto di Tolomeo. È nota fin dall’antichità, però con altri nomi: per i Babilonesi era il Cane Selvaggio, per i Romani la Bestia. Probabilmente il nome Lupo le è stato dato nel periodo del Rinascimento. La costellazione del Lupo si trova sul bordo del tratto della Via Lattea meridionale, compreso fra il Centauro e lo Scorpione.


Mosca

La costellazione della Mosca è situata vicino alla Via Lattea australe poco più a sud della Croce del Sud. È una costellazione moderna. Nota precedentemente come Musca Australis, in contrapposizione ad una Musca Borealis, che si trovava a nord-est dell'Ariete. La Musca Borealis ora non rientra più nell’elenco delle costellazioni e così la Musca Australis ora viene chiamata semplicemente Musca o, talvolta, Musca indica, uno dei vari nomi assunti in passato. Nella sua direzione è presente la nube molecolare Mosca, la prima nube interstellare ad essere studiata tridimensionalmente e a diventare oggetto di un’ interessante ricerca musicale. Nel 2018 trasformando in note le vibrazioni prodotte dalle onde magnetiche di questa nube di polveri e gas, si è ottenuta la "Canzone della Mosca".

(https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2018/05/14/la-nascita-delle-stelle-diventa-musica-ascolta_f3b02ffd-719f-4bb7-a5a2-fc613488b42d.html)


Animali celesti

Orsa Maggiore e Orsa Minore

Dette anche Grande Carro e Piccolo Carro sono due costellazioni settentrionali. Situate molto a Nord, risultano visibili tutto l’anno e per tutta la notte, naturalmente per chi vive nel nostro emisfero, e sono state utilizzate fin dai tempi antichi per orientarsi. Tra le stelle dell’Orsa Minore è infatti compresa la Stella Polare, il riferimento per trovare il Nord. Proprio dalla parola greca Arktos (Orso) derivano i termini artico e Artide. Entrambe le Orse sono formate da sette stelle principali che riproducono un disegno simile e facilmente individuabile nel cielo. Curiosamente mentre in alcuni paesi d’Europa e America il disegno viene anche interpretato come Mestolo o Pentolino, per i nativi americani torna ad essere l’Orsa.


Pavone

Il Pavone è una costellazione dell'emisfero sud, invisibile alle nostre latitudini. Introdotta da Johann Bayer nel 1603, è una costellazione moderna, ma il suo nome si riferisce a miti ellenici. Il pavone per i Greci era un uccello sacro ad Era, la dea che aveva fatto nascere la Via Lattea dal suo seno. Nel cielo il Pavone era Argo dai cento occhi, ucciso da Hermes per liberare la bella Io che il gigante aveva avuto in custodia da Era stessa. Gli occhi di Argo sono sulle piume della coda del pavone. La costellazione del Pavone è piccola ma composta da stelle luminose, si può individuare partendo dallo Scorpione e dal Sagittario e andando verso sud.


Pesce Australe

Come dice il nome, la costellazione del Pesce Australe appartiene all’emisfero Sud ed è particolarmente bassa sull’orizzonte, tanto da essere visibile anche dagli abitanti dell’emisfero Nord. La sua stella più luminosa è Fomalhaut, la più brillante del cielo australe. I riferimenti mitologici a questa costellazione sono numerosi. Secondo alcuni si tratterebbe del pesce ossirinco quello che inghiottì il pene di Osiride, dopo che il dio egizio era stato ucciso e fatto a pezzi dal malvagio fratello Set. Secondo altri si tratta di Oannes, il dio pesce giunto sulla Terra dalle stelle per insegnare all’umanità la scienza, le arti e la civiltà e che ora dall’alto la protegge. Secondo altri ancora è il pesce che salvò la dea della fertilità Derceto che aveva tentato il suicidio gettandosi in un lago vicino all’Eufrate.


Serpente

Il Serpente è tra le costellazioni riconosciute da Tolomeo. Attualmente è l'unica ad essere divisa in due parti, chiamate rispettivamente Testa e Coda del Serpente. Tra le due parti si trova Ofiuco, il Serpentario, personaggio che si identifica con Ascelpio (Esculapio per i Romani), dio delle arti mediche figlio di Apollo. La mitologia racconta che, quando Ofiuco uccise il serpente che aveva causato la morte di un suo amico, sopraggiunse un secondo serpente portando con sé un’erba medicinale. Il secondo serpente appoggiò l’erba sul corpo del primo e miracolosamente lo resuscitò. Ofiuco allora fece la stessa cosa con l’amico morto e anche questa volta la misteriosa erba fece il suo effetto. Da quel momento Ofiuco acquisì la capacità di resuscitare i morti. Un mito interessante che mette insieme il serpente, l’albero della vita, la morte e la rinascita e che riecheggia le leggende della tradizione ancestrale dell’umanità.

La costellazione del Serpente non ha stelle molto luminose ma è abbastanza visibile se il cielo è sereno da maggio a settembre. La parte della Testa è quasi interamente a nord dell'equatore celeste, mentre la parte della Coda lo attraversa.


Tucano

Il Tucano è una costellazione moderna individuata alla fine del XVI secolo dai navigatori olandesi Pieter Keyser e Frederick de Houtman e introdotta da Johann Bayer nel 1603, nella sua Uranometria. È una costellazione australe interessante perché al suo estremo meridionale si trova la Piccola Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea.


Uccello del Paradiso

L'Uccello del Paradiso è una debole costellazione vicina al polo sud celeste. Identificata nell’ultimo decennio del sedicesimo secolo dai navigatori olandesi, Pieter Keyser e Frederick de Houtman, deve il suo nome all’astronomo Plancius. Johann Bayer la inserì nell'Uranometria nel 1603.


Volpetta

Infine la Volpetta, debole costellazione settentrionale situata al centro del Triangolo Estivo, è stata introdotta da Hevelius nel 1690.


Rosalba Nattero, Giancarlo Barbadoro "Tutti figli di Madre Terra: L’Ecospiritualità nel rapporto con gli animali", Edizioni Triskel. Il libro è reperibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino o al sito www.triskeledition.com anche in formato e-book.


Previsioni per il mese


Cancro: Progetto nuovo: Quello che hai elaborato il mese scorso ora può prendere forma. Forse è un po’ diverso dalle cose a cui sei abituato ma sembra destinato ad avere fortuna.

Leone: Imprevedibili evoluzioni: Usa la logica per esaminare le situazioni e non dimenticare che possono esserci aspetti che la troppa sicurezza può trascurare.

Vergine: Pensare troppo: Ci hai ragionato tanto fino a convincerti di aver capito bene i termini della questione e invece, ora, saltano fuori elementi completamente imprevisti che ti costringono ad un salto di logica.

Bilancia: Un bivio: Trasparente come cristallo o denso come la sua matrice? Vivace come l’aria o logico e pragmatico come la terra? Sei come sospeso tra queste due modalità di pensare e di agire.

Scorpione: Fuori nel sole: Hai voglia di esprimere quello che senti dentro di te e sei piuttosto insofferente a tutto ciò che ti sembra obbligatorio o che comunque pone dei limiti.

Sagittario: Belle speranze: Ti senti pieno di energie e di ottimismo per quanto riguarda il futuro.

Capricorno: Frutti che maturano: L’indeterminatezza del mese scorso si è sciolta e si vedono invece nuove situazioni prendere forma. Sono frutti degli imprevisti che hanno scompigliato il tuo mondo ed ora manifestano il loro lato interessante.

Acquario: Poco peso: Mese un po’ faticoso ma hai dalla tua parte la tua capacità di rispondere in modo brillante e anticonvenzionale alle difficoltà, tanto da svuotarle dalla loro pesantezza.

Pesci: Il fascino del disordine: Mese un po’ confuso e contradditorio ma tu in mezzo alla confusione sai nuotare tranquillamente e sentirti a tuo agio.

Ariete: Piccole cose interessanti: Piccoli risultati ma piuttosto significativi ti attendono in questo mese d’estate.

Toro: La quiete dopo la tempesta: Umore “temporalesco” a inizio mese, dovuto forse ad un eccesso di energia. Con l’avanzare dei giorni la tensione si scioglie e torna il sereno.

Gemelli: Sguardo attento: Sei brillante ma non superficiale. Stai guardandoti intorno ma osservi quello che sta sotto la superficie.



George Orwell

Un personaggio del Cancro: George Orwell


Quattro zampe buono, due zampe cattivo


George Orwell è noto soprattutto come autore de “La fattoria degli animali” e di “1984”, due romanzi distopici ma profondi e soprattutto sempre attuali perché improntati allo smascheramento dei meccanismi che stanno alla base della conquista e del mantenimento del potere sugli altri e del totalitarismo. Dal primo libro è tratta la frase d’apertura, lo slogan con cui gli animali della fattoria sintetizzano la loro presa di coscienza e la loro lotta contro gli oppressori umani. Nel secondo libro si parla invece del “Grande Fratello”, divenuto una locuzione usata per indicare il potere che gestisce le persone, privandole della loro libertà e della loro umanità. Orwell nei suoi scritti rivela la sua avversione per ogni tipo di totalitarismo, al di là della colorazione politica. Del suo Segno zodiacale, il Cancro, impersona l’impossibilità di accettare l’ingiustizia.George Orwell, il cui vero nome è Eric Arthur Blair, nasce il 25 giugno 1903 a Motihari in India, dove suo padre lavora come funzionario amministrativo dell’Impero britannico. Trascorre però la sua infanzia in Inghilterra con la madre e le due sorelle. Studia prima al college di St. Cyprian a Eastbourne e poi, grazie a una borsa di studio, all’Eton. Il periodo della scuola è piuttosto infelice per Eric, i suoi compagni, per lo più provenienti da famiglie ricche, lo emarginano e gli insegnanti, per come li descriverà, sono degli snob dalle idee ristrette che anziché prendere le sue parti avvallano la situazione. Per fortuna negli ultimi anni scolastici riesce, grazie al suo tutor, a elaborare un suo stile letterario e a coltivare i suoi interessi. Certo queste esperienze non lo portano ad amare molto la scuola e infatti non si iscriverà mai all’università, preferendo invece tornare in oriente, in Birmania, dove si arruola nella Polizia Imperiale. È il 1922. Cinque anni dopo si dimette perché non riesce più ad accettare l’imperialismo britannico. Le sue esperienze in oriente saranno l’argomento dei suoi primi scritti, Burmese Days (1934), Shooting an Elephant (1936) e A Hanging (1950).

George Orwell

I temi dell’ingiustizia e della povertà lo coinvolgono particolarmente, li sente sulla sua pelle, tanto che, tornato a Londra, decide di vivere tra gli homeless e nei quartieri più miseri della città. Anche quando si sposta a Parigi accetta i lavori più umili e faticosi. Pubblicherà un libro sulle vicende vissute in questi anni, Down and Out in Paris and London (1933). Intanto comincia ad interessarsi al socialismo. È molto critico nei confronti della borghesia inglese e della sua mentalità, che del resto aveva già dovuto subire ai tempi della scuola, e la descrive in due romanzi A Clergyman’s Daughter (1935) e Keep the Aspidistra Flying (1936). Conduce anche un’indagine sulle condizioni di vita dei minatori e degli operai inglesi e ne riporta le sue conclusioni nel libro The Road to Wigan Pier (1937). Partecipa alla guerra civile spagnola durante la quale viene ferito e quindi ritorna in Inghilterra. Racconterà la sua esperienza in Homage to Catalonia (1938). Non partecipa invece al secondo conflitto mondiale a causa della sua salute. In quel periodo lavora invece per la BBC, scrive per il Tribune e soprattutto scrive Animal farm che pubblica nel 1944.

George Orwell

Animal farm è un romanzo allegorico sulla rivoluzione russa. Usando il linguaggio simbolico delle favole classiche di Esopo e Fedro, in cui gli animali incarnano caratteristiche umane, e con uno stile molto semplice e fortemente ironico, Orwell racconta la vicenda degli animali che vivono e lavorano come schiavi nella fattoria di Mr Jones. Uno dei maiali, Old Major, che sogna di poter vivere in una fattoria senza padroni, coinvolge gli altri animali nella rivolta e al grido di “quattro zampe buono, due zampe cattivo” Mr Jones viene cacciato dalla fattoria. Ma l’uguaglianza dura poco perché i maiali cominciano a cambiare le carte in tavola e a considerare che alcuni animali, cioè loro stessi, sono più uguali degli altri e poco alla volta finiscono col diventare indistinguibili dagli uomini contro i quali avevano lottato. Con questo libro Orwell diventa famoso in tutto il mondo. L’altro suo capolavoro Nineteen Eighty-Four, pubblicato nel 1950, è scritto nel 1948 e da quest’anno deriva il titolo. Invertendo le due ultime cifre: 1948 diventa infatti 1984. Ambientato in una Londra del futuro, capitale di uno stato governato dal Grande Fratello, personaggio misterioso ed invisibile a capo di un partito unico che controlla tutto e tutti attraverso telecamere disposte ovunque. Grandi schermi e microfoni diffondono continuamente i dictat del partito. Tutti devono essere uniformati, non esiste una vera individualità, la storia viene continuamente modificata in base a ciò che fa comodo al partito come un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva. In nessun caso era possibile, una volta portata a termine l’opera, dimostrare che una qualsiasi falsificazione avesse avuto luogo. Perfino la lingua viene ridotta in modo che sia impossibile esprimere pareri personali. L’odio e la paura sono gli unici sentimenti concessi e addirittura viene proposto il bipensiero che implica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe, come ulteriore strumento di annebbiamento mentale.

George Orwell muore poche settimane dopo la pubblicazione di Nineteen Eighty-Four a causa della tubercolosi di cui soffriva da diversi anni. 



GIUGNO 2021


Un fiume di stelle


Eridano, un fiume di stelle

C’è, nel cielo, una costellazione che ricorda un fiume tortuoso, si chiama Eridano, come anticamente si chiamava il Po. È una delle quarantotto riconosciute ed elencate da Tolomeo e ancora oggi appartiene all’iconografia stellare moderna della volta celeste, ci ricordano Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero in “Rama, antica città celtica”, il libro che abbiamo presentato il mese scorso.

La costellazione di Eridano è interessante perché lega insieme la mappa del cielo con quella del mito e quella del passato più lontano ancora presente e vivo tra i popoli della Terra.

Eridano è infatti una figura che si sovrappone a quella di Fetonte, la misteriosa, e probabilmente non unica creatura, che giunse dalle stelle in tempi remoti, portando agli uomini il grande dono di conoscenza identificato simbolicamente nella coppa del Graal.

Eridano, un fiume di stelle

Se per noi Eridano è il Po, è vero che, nel tempo, civiltà diverse identificarono il lungo fiume di stelle con altri corsi d’acqua, per loro fondamentali fonti di vita, ad esempio per gli Egizi, Eridano era il Nilo. Una leggenda fa emergere l’inaspettato legame tra l’Egitto e Torino, tra il Nilo e il Po, tra Eridano e Fetonte. Leggiamo infatti, sempre in “Rama, antica città celtica”, che Eridano, principe egizio, detentore del segreto del Graal, giunse in Piemonte con il suo esercito personale per cercare le tracce della discesa di Fetonte e stabilire una colonia presso l’antica città di Rama, la città ciclopica nata proprio dove il dio era sceso dal cielo. Per questo suo compito gli venne poi dato il nome di Fetonte-Eridano.

La leggenda prosegue raccontando che il principe, dopo la riedificazione di Rama, un giorno, durante una corsa forsennata su una quadriga lungo le rive del fiume Po, perse il controllo, precipitò nelle acque del fiume e morì annegato. Ecco perché al fiume venne dato il nome di Eridano e perché, possiamo aggiungere, su questo evento si costruì il mito del figlio del Sole che cadde nel fiume. Un evento tragico ma così significativo da essere “scritto” nel cielo per essere ricordato.

Eridano, un fiume di stelle

La costellazione di Eridano, dal punto di vista astronomico presenta alcune particolarità interessanti. È una costellazione dell’emisfero australe che si prolunga fino al nostro emisfero e risulta in parte visibile anche dalle nostre latitudini. Molte delle sue stelle sono relativamente vicine al nostro sistema solare, ben visibili nel cielo e note fin dall’antichità, per cui sono indicate da nomi propri e non soltanto da sigle. Questa costellazione rivela anche una “curiosità fantascientifica”, una delle sue stelle infatti, la ο2 Eri, sarebbe la stella intorno a cui ruota il pianeta Vulcano, patria del Mister Spock della leggendaria serie televisiva di Star Trek.

Ma ciò che colpisce, e un poco anche commuove, è osservare che Eridano, ancora oggi nella sua estensione (…) copre un grande arco di cielo unendo l’emisfero boreale a quello australe. La sorgente del fiume viene fatta nascere dalla stella Achernar che, quattromila anni fa, per via del fenomeno della precessione degli equinozi, costituiva la «stella polare» dell’emisfero australe. La sua luce brillava sul misterioso continente dell’Antartide, considerato dagli esegeti come la sede dell’antico Eden da cui era sorta l’umanità. Questo lungo fiume di stelle ci lega quindi al nostro lontano passato, all’epoca in cui l’umanità viveva felice tra terra e cielo, quasi un messaggio di speranza per questo tempo attuale e inoltre seguendo varie concatenazioni di stelle sino ad arrivare nell’emisfero boreale ai piedi della costellazione di Orione diventa un legame luminoso tra i due emisferi del nostro mondo, un legame di fratellanza fra tutti gli abitanti del pianeta azzurro.




Tutte le citazioni sono tratte dal libro  "Rama, Antica Città Celtica" di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Edizioni Età dell’Acquario.


Previsioni per il mese


Gemelli: Verso la rinascita: Giugno sosterrà tutti i tuoi tentativi di cambiare le situazioni in meglio, di costruire concretamente ciò che finora hai solo osato sperare.

Cancro: Visione armonica: È il tempo adatto per elaborare progetti che saprai valutare sotto diversi punti di vista e nelle loro sfaccettature meno evidenti. il tuo sguardo saprà cogliere l’armonia in cui inserirli.

Leone: Nuovo equilibrio: Ti stai attestando su una nuova dimensione di te stesso e questo ti regala slancio, passione e ottimismo anche se dovrai ancora affrontare qualche momento improvviso e inaspettato di chiusura o pessimismo.

Vergine: Indecisione: Sei già con un piede in un periodo nuovo ma trattieni il passo e resti un po’ interdetto davanti alle proposte e alle opportunità che ti si presentano.

Bilancia: Stabilità: È tempo di sosta, usalo per costruire e curare una tesi di base solida e sicura da cui ripartire.

Scorpione: Domani è vicino: Sai guardare avanti con lucidità e questo ti permette di fare programmi a lungo termine. Mese da sfruttare se intendi cambiare o ampliare le tue attività o il tuo habitat.

Sagittario: Concentrazione: Resta concentrato e dai attenzione a quello che stai facendo senza spazientirti e senza pretendere troppo da questo periodo. Quello che desideri lo devi costruire.

Capricorno: Incertezza: Imprevisti scompigliano i tuoi piani in questo momento in cui ti piacerebbe che tutto fosse in ordine. In realtà non son eventi negativi ma non ti piacciono più di tanto in questo mese un po’ indeterminato.

Acquario: Il sole brilla: Un po’ di stanchezza fisica e un po’ di preoccupazione per un evento che ti aspetti stia per accadere dovrebbero presto sciogliersi come neve al sole.

Pesci: Alla ricerca della dolcezza: Hai bisogno di rigenerarti e di riacquistare il senso di dolcezza della vita, il benessere che nasce dall’armonia.

Ariete: Mantieni la lucidità: Non è facile chiedere ad un Ariete di mantenere la calma però questo sarà il tuo compito questo mese, non farti travolgere dall’emotività che alcune persone possono suscitare in te.

Toro: Al lavoro!: Questo mese favorisce tutto ciò in cui metti la tua energia, la tua perseveranza e il tuo coraggio, in armonia con ciò che hai intorno. Aggressività e testardaggine saranno invece sempre controproducenti.



Dante Alighieri

Un personaggio dei Gemelli: Dante Alighieri


I’ mi volsi a man destra, e puosi mente

all’altro polo e vidi quattro stelle

non viste mai fuor ch’a la prima gente

Così Dante Alighieri, il sommo poeta che certo non ha bisogno di molte presentazioni, scrive nelle sua Commedia, riferendosi alla Croce del Sud e lasciando stupiti i suoi lettori perché, teoricamente, nel medioevo, in Europa, la costellazione che indica il Polo Sud, invisibile alle nostre latitudini, non doveva essere nota. Sono versi che lasciano intravedere un Dante meno conosciuto e in possesso di conoscenze più ricche e profonde di quelle che normalmente gli si attribuiscono. Il Dante che si studia a scuola è il cantore del Dolce Stil Novo, l’innamorato di Beatrice, l’uomo attivo politicamente nella sua Firenze, il poeta in esilio e soprattutto l’autore della Commedia, che Boccaccio per primo definirà divina, ritenuta capolavoro indiscusso della letteratura mondiale. Meno noti sono invece altri aspetti della sua vita come i suoi rapporti con i Catari, i Templari e le filosofie orientali o l’esoterismo delle sue composizioni poetiche.

Proprio nel tentativo di ridefinire un ritratto di Dante e del suo tempo il Centro Studi Giancarlo Barbadoro ha proposto una serata con lo scrittore e ricercatore Giancarlo Guerreri, intervistato da Rosalba Nattero, in cui sono emersi gli aspetti meno noti della vita e dell’opera del poeta. Gli scritti dell’Alighieri, afferma Guerreri, contengono diversi linguaggi e, oltre a quello simbolico, quello allegorico e quello morale ce n’è un quarto, che nessuno vuole insegnare, quello esoterico anagogico. Ci sono cioè, nelle sue opere, concetti nascosti riferiti a valori trascendenti. Si parla di trascendenza e spiritualità ma non in senso cristiano, come vorrebbe la chiesa attuale. Dante, dice ancora Guerreri, nel suo tempo era considerato un eretico, fu esiliato e condannato a morte e la sua riabilitazione ufficiale, da parte della Chiesa, avverrà solo nel XX secolo grazie a Benedetto XV. Del resto nella Divina Commedia nessun papa viene messo in Paradiso e questo è piuttosto significativo. In sostanza Dante costruisce la struttura del suo capolavoro utilizzando tre contenitori, Inferno, Purgatorio e Paradiso, che danno all’opera una parvenza cristiana ma poi li utilizza liberamente a modo suo.

Dante Alighieri

Vediamo ora Dante nella sua veste di rappresentante del Segno dei Gemelli. Dal suo Segno di nascita eredita la vivacità del pensiero, la curiosità verso il mondo terreno e ultraterreno, la capacità di sviluppare profonde teorie metafisiche.


Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 tra i 21 maggio e il 21 giugno. Non ci sono in effetti documenti ad attestare con più precisione il periodo ma la data è dedotta da alcuni versi della Divina Commedia, in particolare del Paradiso, in cui è lui stesso a dichiarare di essere nato nel Segno dei Gemelli.

tu non avresti in tanto tratto e messo 
nel foco il dito, in quant’io vidi ‘l segno 
che segue il Tauro e fui dentro da esso.

O gloriose stelle, o lume pregno 
di gran virtù, dal quale io riconosco 
tutto, qual che si sia, il mio ingegno,

con voi nasceva e s’ascondeva vosco 
quelli ch’è padre d’ogne mortal vita, 
quand’io sentì di prima l’aere tosco;

In sostanza afferma che in un tempo più breve di quello impiegato a ritrarre un dito dal fuoco dopo averlo toccato, viene a trovarsi nella costellazione che segue quella del Toro, la sua. Un insieme di stelle gloriose da cui riconosce di aver avuto le sue capacità mentre il Sole, padre di ogni vita mortale, nasce e tramonta con loro, nell’aria toscana.

Con questi versi Dante mostra anche di avere stima dell’astrologia, scienza non molto cara alla Chiesa, anche se in quegli anni forse ancora tollerata.

Dante nasce in una famiglia della piccola nobiltà ma della sua infanzia, della sua prima giovinezza e dei suoi studi si sa poco. Del suo aspetto fisico ci parlano numerosi ritratti che lo disegnano quasi sempre di profilo con il famoso naso aquilino. Una descrizione ce la fornisce Giovanni Boccaccio nel suo Trattatello in laude di Dante, lo stesso in cui definisce “divina” la Commedia. Boccaccio scrive: Fu adunque questo nostro poeta di mediocre statura… Il suo volto fu lungo e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso.

Dante Alighieri

Della sua vita conosciamo l’impegno politico nel clima teso e turbolento della Firenze di quegli anni, il suo schierarsi prima contro i ghibellini, sostenitori del potere dell’imperatore e poi contro i guelfi neri per difendere l’autonomia della sua città contro l’eccessiva ingerenza politica del pontefice, fino alla vittoria dei guelfi neri e alla sua condanna all’esilio nel 1302. Sappiamo del suo matrimonio a vent’anni con Gemma Donati e dei loro tre o forse quattro figli e del suo famoso incontro con Beatrice identificata storicamente con Bice Portinari, ma in realtà personificazione della Conoscenza, a cui Dante dedica rime d’amore dal significato esoterico. Il nostro poeta vive in un periodo di grande fermento culturale, in cui si intrecciano

le tematiche dei Trovatori provenzali, le rielaborazioni della scuola siciliana, i contatti con la cultura araba, l’abbandono del latino come lingua colta ma ormai poco vitale a favore del volgare e delle sue potenzialità espressive e creative. In questo fervore si mescolavano da un lato i rigidi paletti della Chiesa e dall’altro filosofie diverse che affondavano le loro conoscenze in quelle profonde del passato dell’umanità. Catari e Templari che saranno massacrati rispettivamente nel 1278 nel 1314, usavano formalmente un linguaggio cristiano, ricorda Rosalba Nattero, ma i contenuti erano invece di ben altra natura e si riferivano all’antica Tradizione e al suo messaggio di spiritualità libera, in cui ogni essere nel suo percorso di crescita, poteva rapportarsi direttamente con l’assoluto. La poesia è una sorta di linguaggio segreto per comunicare con gli appartenenti del gruppo con cui si condivide la ricerca spirituale. Il poetare di Dante si inserisce in questo crogiuolo culturale, le sue rime d’amore sono rivolte alla Conoscenza, come quelle degli altri Fedeli d’Amore. E la sua Divina Commedia, viaggio tra i luoghi invisibili dell’autre monde, si rivela come un racconto esoterico, un percorso spirituale di crescita attraverso le fasi alchemiche per giungere all’assoluto.

Dante morirà esule a Ravenna il 14 settembre 1321. Quest’anno ricorre il settimo centenario della sua morte.



Si è parlato di Dante giovedì 8 aprile alle ore 21 in diretta Facebook sulla pagina del Centro Studi Giancarlo Barbadoro, dove è possibile ascoltare la registrazione dell’evento: https://www.facebook.com/CentroStudiBarbadoro/videos/824905208234022



MAGGIO 2021


Siamo figli delle stelle?


Siamo figli delle stelle?

Già in altre puntate abbiamo trattato del mito di Fetonte, straordinariamente simile ad altri miti di culture diverse e geograficamente lontane tra loro, che parla di un dono di conoscenza fatto all’umanità di questo pianeta da esseri venuti dalle stelle. Un mito che parla del territorio dell’attuale Valle di Susa come luogo in cui avvenne questo incontro con esseri che ora definiremmo alieni. Un mito che se avesse una realtà storica modificherebbe completamente l’immagine del nostro passato e quindi della nostra stessa identità. I nostri antenati non sarebbero più quei cavernicoli grezzi che i libri di scuola ci hanno fatto conoscere attraverso ricostruzioni fantasiose, ma esseri che raccolsero un dono da misteriosi maestri scesi dal cielo e grazie a questo costruirono una civiltà edenica in cui vivere in armonia con gli altri figli di Madre Terra.

Proprio nel marzo scorso è uscita la nuova edizione, aggiornata e ampliata, del libro Rama, antica città celtica, di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, per le Edizioni dell’Età dell’Acquario. Il libro raccoglie i risultati delle ricerche di Barbadoro che, sulla base del mito di Fetonte, ha cercato le tracce di Rama, la misteriosa città megalitica che sorgeva alle falde del Rocciamelone, proprio nel luogo in cui in tempi lontanissimi, Fetonte sarebbe sceso e avrebbe incontrato l’umanità di allora. Si racconta nel libro che Rama, più volte distrutta e ricostruita, nell’epoca della sua massima espansione, si estendesse oltralpe verso occidente e fino alle porte dell’attuale Torino verso oriente. Come Schliemann ha trovato Troia basandosi sui versi di Omero, così Barbadoro è riuscito a dare realtà storica a Rama con la raccolta, in cinquant’anni di ricerche, delle numerose testimonianze megalitiche, disseminate su una vasta area del Piemonte, e soprattutto con il ritrovamento delle sue mura ciclopiche. Il libro presenta luoghi e monumenti che, pur non essendo tutelati come tali, inseriscono questi territori nella mappa delle grandi pietre che sorgono su tutto il nostro pianeta, a testimoniare una grande civiltà diffusa, in tempi remoti, su tutta la Terra.

Siamo figli delle stelle?

Miti, leggende, folklore e pietre hanno trattenuto il ricordo dell’antica esperienza dell’umanità e. come capsule del tempo, restituiscono il loro contenuto a chi cerca e ha una chiave interpretativa che consente di comprenderne il significato.

Queste ricerche di Giancarlo Barbadoro, venuto a mancare nel 2019, continuano ad essere portate avanti da Rosalba Nattero che già con lui aveva partecipato a numerose scoperte. Chiediamo a Rosalba che cosa è stato per lei vivere questa avventura insieme a Giancarlo. È stata un’esperienza entusiasmante – risponde Rosalba – a metà tra un viaggio temporale e un percorso attraverso il mito. Giancarlo ha dedicato gran parte della sua vita a raccogliere frammenti di Tradizione sciamanico druidica e si può dire che abbia vissuto due vite parallele: una come membro di una comunità autoctona e un’altra nella società ordinaria. Questa doppia appartenenza gli ha permesso di avere una chiave interpretativa ineguagliabile che lo ha portato a fare grandi scoperte.

Siamo figli delle stelle?

Di Rama se ne parlava ancora nel medioevo, ma poi secoli di buio l’hanno fatta dimenticare. È un argomento che è stato ripreso da ricercatori e archeologi dell’ottocento e successivamente, altro blackout. Fino agli anni ’70 del secolo scorso, quando Giancarlo ha riportato alla luce questo mito, seguendo le indicazioni degli anziani delle Famiglie Celtiche, che lo hanno portato a scoprire delle tracce molto evidenti di questo mito, che a quel punto non era più solo una leggenda. Avendo una chiave interpretativa è stato relativamente semplice trovare i reperti ancora esistenti di questa mitica città, sia nelle valli piemontesi che oltralpe. Già da parecchi anni a Champcella, tra Briançon ed Embrun, sono in corso degli scavi archeologici per studiare i ritrovamenti della città di Rama sulla base delle testimonianze lasciate dai Romani. Tuttavia ci sono elementi allo studio degli archeologi che fanno pensare che la Rama romana sorgesse sopra una città molto più antica, di origini celtiche, confermando l’ipotesi di Giancarlo.

Quindi sì, è stato un viaggio straordinario nel passato, ma è un viaggio che continua e proseguirà anche nel futuro, in quanto Rama ha ancora molti segreti da svelare.

E mentre ci godiamo la lettura di Rama, antica città celtica, percorrendo con Giancarlo e Rosalba i sentieri delle valli e del mito, già ci aspettiamo nuove scoperte in questo viaggio a ritroso che ci porta più vicini alla nostra vera storia e alla nostra vera identità.


Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Rama, Antica Città Celtica - Edizioni Età dell’Acquario è disponibile nelle migliori librerie, alla Grotta di Merlino, in piazza Statuto 15 a Torino e sul sito www.triskeledition.com.

Si è parlato di Rama, Antica Città Celtica giovedì 22 aprile alle ore 21 in diretta Facebook sulla pagina del Centro Studi Giancarlo Barbadoro, dove è possibile ascoltare la registrazione dell’evento.


Previsioni per il mese


Toro: Corsa veloce: Ci sono tante opportunità nuove e interessanti e se vuoi coglierle tutte devi essere veloce. Maggio sarà un mese interessante.

Gemelli: Un passo dopo l’altro: Gradualmente stai cambiando dentro di te e anche la tua vita muta e ti porta su nuovi sentieri.

Cancro: Segui il ritmo: Mantieni l’attenzione e ti sarà facile capire quando agire e quando fermarti, quando impegnarti e quando rilassarti.

Leone: Riscopri la leggerezza: Vieni da un mese un po’ “pesante” ed ora hai voglia di leggerezza. Maggio ti promette meno tensione e uno stato d’animo positivo.

Vergine: Nuovo panorama: Ci sono novità interessanti che disegnano panorami diversi da quelli a cui sei abituato.

Bilancia: È già domani: Il futuro ti chiama. È tempo di progettare, di vedere opportunità che verranno. Senza affannarsi però, non ce n’è bisogno.

Scorpione: Qui e ora: Vivi pienamente ogni momento senza pensare al prima, al dopo, al perché.

Sagittario: Serenamente: Potrebbe essere un mese senza pensieri, fatto di situazioni positive da vivere con altri che hanno fiducia in te.

Capricorno: Cedere il passo: Hai dato molto e ora senti un po’ di stanchezza. Prenditi momenti di pausa per recuperare le energie.

Acquario: Occhi aperti: Osserva attentamente ciò che hai intorno, le persone, le forze in campo, per avere elementi validi nelle decisioni che dovrai prendere.

Pesci: Saper nuotare: Maggio sarà un po’ come il mare, a volte calmo, a volte in tempesta, ma un buon nuotatore sa cavarsela tra le onde.

Ariete: Grande abbondanza: Nel mese scorso era in atto una trasformazione che ora sta prendendo forma e ti invita a muoverti in questa nuova realtà, ricca di elementi e situazioni da vivere ed esplorare con attenzione e cura.



Nellie Bly

Un personaggio del Toro: Nellie Bly


Nelly Bly! Nelly Bly! Bring the broom along,

We'll sweep the kitchen clean, my dear,

And have a little song.

Poke the wood, my lady love

And make the fire burn,

And while I take the banjo down,

Just give the mush a turn.

Elizabeth Jane Cochran aka Nellie Bly è stata una ragazza coraggiosa, una grande giornalista e un’audace viaggiatrice. Vissuta a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento del secolo scorso non tenne conto dei limiti che la cultura del tempo imponeva alle donne e con grande naturalezza fece cose che per le donne, in quel momento, non erano neanche pensabili. La sua pragmatica fermezza fa di lei una degna rappresentante del Segno del Toro.

La vita di Elisabeth sembra essere il riscatto del personaggio della canzone di Stephen Foster, la Nellie Bly da cui ha preso il nome.

Elizabeth Jane Cochran, futura Nellie Bly, nasce il 5 maggio 1864 a Cochrans Mills, in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Nasce in una famiglia agiata ma, quando ha solo sei anni, suo padre muore lasciando la moglie Mary Jane e i cinque figli in gravi difficoltà economiche. Mary Jane si risposa e tutta la famiglia si trasferisce a Pittsburgh però le difficoltà non sono finite. Il patrigno di Elisabeth è un violento e un alcolista e toccherà a lei testimoniare in tribunale perché la madre possa ottenere il divorzio. Forse anche a causa di questi eventi Elisabeth decide di lavorare e di avere una sua indipendenza economica, così comincia a studiare per diventare maestra, una delle poche professioni consentite ad una donna. Mary Jane, la madre di Elisabeth, ora gestisce una piccola pensione e i soldi sono pochi, tanto che diventa impossibile pagare la retta scolastica e Elisabeth deve abbandonare gli studi.

Una svolta nella sua vita avviene quando scrive al Pittsburgh Dispatch, il giornale locale, in risposta ad un articolo di Erasmus Wilson dal titolo A cosa servono le ragazze (What Girls Are Good For). L’autore asserisce che le donne devono stare in casa, occuparsi della cucina e dei figli e che è assurdo anche pensare ad una professione adatta a loro al di fuori dei compiti domestici. La sua lettera di protesta non è l’unica, ma il direttore del Pittsburgh Dispatch, George Madden, ne rimane molto colpito: è una lettera così intelligente, così ben scritta che, nonostante sia firmata con lo pseudonimo Little Orphan Girl, crede che l’autore sia un uomo e gli offre un lavoro, tramite un annuncio sul giornale stesso. Quando Little Orphan Girl si presenta per accettare l’incarico un’espressione di stupore e imbarazzo si dipinge sul volto di Madden, però non si tira indietro ed Elisabeth viene assunta. Dato che il giornalismo rientra nelle professioni sconvenienti per le donne, Elisabeth deve trovarsi uno pseudonimo e così diventa Nellie Bly, prendendo il nome dalla famosa ed omonima canzone.

Nellie Bly

Inizia con articoli di moda e giardinaggio poi passa a temi più scottanti come le condizioni di lavoro delle donne e dei minori o la situazione delle donne divorziate. Nellie sa fare il suo lavoro, i suoi articoli colgono nel segno e i lettori la seguono ma la legge del denaro è contro di lei: il Pittsburgh Dispatch è finanziato dagli industriali e le sue inchieste non sono gradite. Per non tornare agli articoli di giardinaggio Nellie convince il direttore a mandarla in Messico. Da qui invia resoconti sulla povertà della gente e sulla corruzione del potere e così dopo qualche mese il governo messicano la espelle. Nellie non ce la fa a tornare alle rubriche rosa, lascia il Dispatch e va a New York. I primi mesi sono difficili, ma Nellie non molla e alla fine viene assunta da Joseph Pulitzer e comincia a scrivere per il New York World. Non si tratta di semplici articoli, Nellie propone inchieste che conduce lei stessa, in prima persona. Si fa internare nel manicomio femminile di Blackwell’s Island per raccontare le violenze a cui sono sottoposte le pazienti, spesso recluse per motivi che non hanno niente a che fare con la malattia mentale.

I medici che mi condannano per quello che ho fatto dovrebbero provare a prendere una donna in perfetta salute, a rinchiuderla e lasciarla seduta dalle sei del mattino alle otto di sera su panche di legno, senza permetterle di parlare o muoversi durante queste ore, senza darle qualcosa da leggere e senza dirle nulla del mondo di fuori, a darle pessimo cibo e un trattamento rude. Dovrebbero fare tutto questo e vedere quanto ci vuole per vederla diventare pazza.

Racconta gli scioperi dal punto di vista dei lavoratori, intervista in carcere l’anarchica Emma Goldman, dà voce alla servitù e dà a tutti la dignità che spesso ai più umili viene negata.

Dai suoi servizi nascono anche dei cambiamenti, ad esempio gli istituti psichiatrici di New York saranno riformati proprio grazie allo scalpore suscitato dalla sua inchiesta.

Nel 1889 Nellie legge Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne e decide di emulare Phileas Fogg, protagonista del libro, anzi addirittura di provare ad infrangere il suo record. Convince Pulitzer a finanziare il suo viaggio e il 14 novembre 1899 parte da New York, con l’intento di raccontare ogni giorno le sue avventure ai lettori del New York World. Pulitzer istituisce anche una lotteria: la vincerà chi indovinerà il momento preciso in cui Nellie sarà di nuovo a New York. La lotteria avrà un successo enorme, con più di un milione di partecipanti.

Nellie Bly

È la prima volta che una donna viaggia da sola, senza accompagnatori e portando con sé il minimo indispensabile (due cappelli da viaggio, tre velette, un paio di pantofole, un servizio completo di articoli da toeletta, un calamaio, penne, matite e carta copiativa, spille, ago e filo, una vestaglia, una giacca sportiva da tennis, una piccola lampada e una tazza, vari cambi di biancheria, una bella scelta di fazzoletti, ruches e, assolutamente irrinunciabile, un vasetto di crema idratante). Viaggerà per 40.000 chilometri in treno, nave, a dorso di mulo e perfino a piedi. Liverpool, Londra, Calais, Parigi, una piccola deviazione per Amiens per conoscere di persona Jules Verne, poi Brindisi, Egitto, Yemen, Sri Lanka, Cina, Giappone, San Francisco, Chicago, Filadelfia e infine di nuovo New York sono le tappe di una corsa forsennata più che un viaggio di scoperta. Lo scopo infatti è vincere una scommessa, non certo ammirare le bellezze del mondo. E la scommessa è vinta: Nellie ritorna a New York il 25 gennaio 1890 a 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi dalla partenza. La sua avventura è raccontata nel diario Il giro del mondo in 72 giorni, che naturalmente incontra l’interesse dei lettori.

Nel 1895 Nellie lascia improvvisamente e inaspettatamente il giornalismo per sposare il milionario Robert Seaman, che ha quarant’anni più di lei. Seaman è un industriale e alla sua morte, nel 1904, Nellie eredita le acciaierie, diventa capitano d’industria e trasforma le fabbriche in luoghi di lavoro all’avanguardia per quanto riguarda il benessere dei dipendenti che hanno a disposizione corsi per imparare a leggere e scrivere, biblioteche, palestre e ambulatori medici. Conduce l’impresa per dieci anni poi dichiara bancarotta e se ne va in Svizzera. Quando scoppia la prima guerra mondiale torna al giornalismo, come inviata di guerra per il New York Evening Journal. Nei suoi racconti Nellie mette la parte drammatica e cruda della guerra, quella vissuta dai soldati nel fango, sotto il martellamento dell’artiglieria.

Con una stretta al cuore pensavo alle migliaia di soldati esausti, malati, affamati che si trovavano nelle trincee fangose. Non soltanto qui, nella cupa ma bella Galizia, non soltanto questi gentili ragazzi austriaci, ma anche quelli delle altre nazioni. I russi appena dietro queste belle colline, i tedeschi nonché i signori e i contadini francesi nelle trincee fangose. Non migliaia ma milioni.

Alla fine della guerra, di nuovo a New York, continua a scrivere per il New York Journal.

Muore di polmonite nel 1922.


Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore. E mai lo farò.



APRILE 2021


Avventura tra cielo e terra


Al mio amico di Giancarlo Barbadoro


Avrei voluto avere le tue sembianze.

Avrei voluto non essere sicuro

del mio volto.

Delle mie mani.

Del mio corpo.

Della mia umanità genitrice.

Avrei voluto conoscerti

al di là di ogni accettazione.

Nella stessa dolcezza

delle notti insonni

di fronte allo stesso cielo stellato.

Del medesimo stupore

di fronte al comune mistero.

Avrei voluto vivere

il significato dei tuoi pensieri.

Per farti vivere

quello dei miei.

Per crescere insieme.

Ma eravamo

troppo diversi

per amare gli stessi profumi

per godere della stessa luce.

Il mio nome era un suono

che si perdeva nel fruscìo

dei rumori del pianeta.

Qual era il tuo nome?

Ma avevi un nome?

Mondi lontani…

Troppo lontani

per capire i significati

che stavano dietro

alle parole e ai gesti.

Rimaneva forse

una sola

comune struggenza

a darci l’identica emozione

di condividere l’universo

nella medesima certezza.

Non c’era altro

da dirsi

tra due stranieri

che si erano incontrati

alle porte dell’abisso delle stelle.



Alla ricerca di intelligenze diverse
Alla ricerca di intelligenze diverse
Alla ricerca di intelligenze diverse

Giancarlo Barbadoro conclude con questa poesia il suo libro ALLA RICERCA DI INTELLIGENZE DIVERSE. Il libro, uscito in una nuova edizione l’autunno scorso è presente, dal 6 marzo, nelle edicole di Torino e dintorni con il quotidiano CRONACA QUI. Proprio questa circostanza ci porta a parlare di nuovo di questo testo, straordinario nel suo genere, che affronta il tema della vita e dell’intelligenza non umana in una chiave originale e coinvolgente. Non è un libro di poesie ma un saggio, coraggioso, profondo, ricco di dati e di documentazioni accurate, catalogate e presentate con rigore scientifico, ma la poesia Al mio amico esprime talmente bene l’anima di questo testo che abbiamo voluto proporvela.

ALLA RICERCA DI INTELLIGENZE DIVERSE è la ricerca appassionata e appassionante della possibilità di entrare in comunicazione con esseri diversi per dialogare sull’esperienza di esistere, vissuta sicuramente da angolature dissimili perché legate a differenti strutture fisiche e culturali.

Inizia constatando che noi esseri umani non siamo soli, anche se la società maggioritaria ci induce a crederlo e a comportarci come se lo fossimo. Se non siamo soli, allora che cosa vivono gli altri, gli “alieni”?

Con “alieni” l’autore non intende soltanto gli abitanti di pianeti lontani ma anche quegli esseri così diversi eppure così vicini a noi che sono gli animali, figli come noi di Madre Terra, ma quasi totalmente sconosciuti per quanto riguarda usi, culture, modi di intendere la vita.

Alla ricerca di intelligenze diverse

L’autore affronta, ad ampio raggio, anche il problema degli abitanti di altri mondi, presentando una vastissima casistica di avvistamenti e contatti, con testimonianze e documenti utili per farsi un’idea del fenomeno, superando la cortina fumogena che spesso circonda questo argomento. Dicevamo che si tratta di un libro coraggioso infatti oltrepassa la barriera della cultura dell’ovvio che tratta l’ufologia con sufficienza e ironia, ignorando volutamente tanto le ricerche messe in atto dagli enti spaziali, quanto le dichiarazioni di astronauti, scienziati e politici. Sorride tanto sulle testimonianze che arrivano dal passato attraverso miti, racconti, oggetti che potrebbero segnalare la presenza di visitatori venuti dalle stelle, fin dalle epoche più arcaiche, quanto sui possibili panorami del futuro in cui l’intelligenza artificiale potrebbe sviluppare una sua consapevolezza. Quali saranno allora gli sviluppi di questi “cervelli” costruiti dall’uomo? Sapranno anche loro chiedersi dove si trovano ad esistere e perché? E se questo accadrà quale tipo di interazione sarà possibile?

ALLA RICERCA DI INTELLIGENZE DIVERSE è un’avventura tra cielo e terra che il lettore può vivere in prima persona. Le pagine di questo libro, affascinanti come quelle di un romanzo avvincente che hai voglia di leggere tutto d’un fiato, ma rigorose nel riportare dati, eventi, interrogativi e riflessioni, fanno di quest’opera uno strumento prezioso per chiunque sia interessato al tema della presenza di vita e di intelligenza diversa da quella umana. E questo ci coinvolge inevitabilmente perché il tentativo di trovare un linguaggio comune che superi le differenze ci porta ad allargare i nostri orizzonti per accettare una nuova realtà che comprenda gli altri abitanti della Terra e dell’universo. Quell’universo popolato di galassie splendenti, che fa percepire il mistero in cui siamo immersi, in cui viviamo e in cui possiamo incontrarci alle porte dell’abisso delle stelle…


Giancarlo Barbadoro - ALLA RICERCA DI INTELLIGENZE DIVERSE: Per tentare un approccio più completo con la Natura attraverso il confronto con le altre forme di intelligenza del nostro pianeta e oltre - Edizioni Triskel.

Il libro è disponibile nelle edicole con il quotidiano CRONACA QUI a Torino e dintorni, presso la Grotta di Merlino, in piazza Statuto 15, a Torino, e al sito www.triskeledition.com anche in formato e.book



Previsioni per il mese


Ariete: Trasformazione: Aprile ti invita a mettere in gioco tutte le tue carte, perché tutti gli aspetti della tua vita hanno potenzialità nuove e tutto è in fase di trasformazione.

Toro: Tra incertezza e decisione: Tante cose si affollano, cose nuove e cose del passato. Dovrai prendere decisioni lucide e rapide.

Gemelli: Resta saldo: Ad un calo di energia fisica corrisponde un eccesso di emotività. Mantieni saldo il tuo equilibrio e ti accorgerai di avere molte frecce al tuo arco.

Cancro: Occhio attento: Periodo un po’ incerto e contradditorio. Spesso sarà la prima impressione quella più giusta, non lasciare che troppi pensieri ti confondano.

Leone: Elettricità nell’aria: Aspettati un po’ di nervosismo, di voglia di concludere in fretta le questioni, di non avere intralci da nessuno. Eppure la tua vitalità è buona e beneficerà di questo mese di primavera.

Vergine: Pollice verde: Ciò a cui tieni crescerà velocemente ma stai attento, ha bisogno di cure come un germoglio appena spuntato, pieno di vita ma ancora fragile.

Bilancia: Forza e coraggio L’energia è un po’ in calo ma in compenso stai risolvendo delle contraddizioni profonde che ti hanno disturbato per tanto tempo. Questa risoluzione ti regalerà una grande forza.

Scorpione: Guarda oltre: Ci sono intuizioni lucide da un lato e dall’altro una potenzialità che ancora non trova il modo di esprimersi con immediatezza. Una nuova energia sta però nascendo dentro di te e ti aiuterà tra poco tempo.

Sagittario: Animo ribelle: In questo mese sarete particolarmente insofferente alle imposizioni e desiderosi di libertà. Una vitalità forte vuole trovare il modo di esprimersi.

Capricorno: Carte in regola: Stai chiedendo molto alle tue energie, forse più di quello che possono darti in questo momento. Ma non temete, i tuoi progetti hanno tutte le carte in regola per realizzarsi in un futuro prossimo.

Acquario: Con calma!: Fermati se la fretta ti spinge ad agire. Hai sicuramente tante cose da esprimere, ma non è la velocità il mezzo giusto in questo momento.

Pesci: Voglia di correre: Senti il bisogno di concretizzare velocemente quello che il tuo cuore ti suggerisce, senza neanche rifletterci troppo.



Vladimir Kush

Un personaggio dell'Ariete: Vladimir Kush


Vladimir Kush è un pittore e scultore contemporaneo russo esponente del surrealismo o, come lui stesso preferisce dire, del realismo metaforico. I suoi quadri colpiscono, sorprendono e fanno riflettere. Sembrano riprodurre scene prese dal mondo onirico, con una luce particolare, che sa di primavera e ricorda il Segno dell’Ariete di cui Kush è il rappresentante in questa puntata di AstroMatta.

Vladimir Kush nasce il 29 Marzo 1965, alla periferia di Mosca, vicino al bosco-parco Sokolniki in una casetta di legno e il contatto con la natura resterà sempre molto vivo nella sua esperienza e quindi anche nella sua arte.

Fin da bambino disegna con grande naturalezza e quando comincia la scuola, oltre a quella regolare, frequenta corsi d’arte presso una scuola sperimentale, che si propone di stimolare la creatività favorendo negli allievi la massima libertà di esprimersi. Qui Vladimir impara a conoscere i grandi dell’arte e prova una particolare attrazione per Botticelli, Bosch, Van Gogh, Dürer, Vermeer, Cèsanne e soprattutto Dalí. Sono infatti le immagini surreali ad affascinare Vladimir. Racconta che nella sua formazione artistica hanno avuto un grosso peso le parole di suo padre, uno scienziato che amava disegnare. È stato lui a fargli rilevare come, nella Grecia antica, l’arte e la matematica fossero considerate allo stesso livello e come il significato di un’immagine debba essere espresso in modo chiaro, perché l’osservatore possa lasciarsi conquistare dall’opera, accettando anche lo straordinario o l’impossibile.

A 17 anni Vladimir si iscrive al prestigioso Istituto d'Arte di Mosca e l’anno successivo inizia il servizio militare. Anche sotto le armi viene riconosciuta la sua bravura nel dipingere e così lui dipinge murales e grandi tele in cui inserisce elementi dell’esperienza che sta vivendo.

Vladimir Kush

A ventidue anni Vladimir disegna ritratti per le strade di Mosca, e contemporaneamente collabora ad una rivista come illustratore. Espone per la prima volta le sue opere, all'interno dell'Union of Artists, e riesce anche a venderne alcune. Nel 1990 partecipa ad una mostra in Germania con altri due artisti russi e la sua fama comincia a diventare internazionale. Los Angeles è la meta successiva e poi… il mondo intero.

A Los Angeles dipinge in un piccolo garage preso in affitto e sul molo di Santa Monica dove realizza ritratti su richiesta. Lo scopo è mettere da parte i soldi per un biglietto che lo porterà alle Hawaii dove riuscirà a stabilirsi a partire dal 1991. Il suo amore per la natura, i grandi spazi e il mare lo ha portato a vivere vicino all’oceano. Il mare è uno degli elementi che più spesso compaiono nei suoi quadri luminosi e fantastici. Quello che lui definisce “realismo metaforico” è infatti un modo di trasporre sulla tela soggetti straordinari e fortemente simbolici con uno stile accurato e realistico.

Grazie ad un gallerista francese rimasto colpito dalle sue opere, nel 1993 espone a Hong Kong dove riscontra un grande successo tanto che due anni dopo viene organizzata una nuova mostra nella stessa città presso, la Mandarin Fine Art Gallery.
Nel 1997 espone a Seattle e nelle Hawaii dove, nel 2001, apre la sua prima galleria.

Nel 2011, Vladimir vince il premio “Artistes du Monde” in Francia.

È interessante notare come le sue opere che comunicano bellezza e gioia di vivere siano spesso utilizzate nelle scuole per stimolare le capacità immaginative e cognitive degli studenti. Inoltre, riconoscendo una loro valenza terapeutica, il Centro Lou Ruvo per la salute del cervello della Cleveland Clinic Neurological Institute usa i dipinti di Vladimir per curare i malati di Alzheimer.




MARZO 2021


La poesia delle stelle


La poesia delle stelle

Guardando la natura


La nebbia copre

il prato del mattino

Il cielo emerge dagli alberi

trasparente e infinito

L’ultima stella dà l’addio

alla notte.

La natura si mostra

con il dipinto

della mia esistenza.

Lo guardo…

È tutto qui.

È tutto qui…

Mi assale la pace.

Ma io chi sono

per cogliere l’immensità

che mi sta davanti?

Perché questo privilegio?

Cerco in me stesso

al di là dei pensieri…

Percorro le sponde dei fiumi

per seguire l’acqua

che sa dove andare

Salgo le montagne

per cercare

l’assoluto

Guardo il cielo

per inseguire le nuvole.

Nella notte

mi immergo nel segreto delle stelle.

Le stelle…

Sento il mistero

entrare a far parte di me.


È ancora una volta una trasmissione di Radio Dreamland a ispirare una puntata di AstroMatta. Si tratta delle LETTURE DELLA NOTTE, PAROLE PER SOGNARE in onda ogni sera alle 23,00 (con repliche all’una di notte e alle 18) dedicate in questo periodo alle poesie di Giancarlo Barbadoro, poesie che, come riporta la stessa Radio Dreamland, è come se provenissero da una dimensione straordinaria, al di là della comprensione umana. Eppure in ogni poesia ciascuno di noi può riconoscere una parte di sé e specchiarsi in uno spiraglio di infinito che magari non credeva possibile esistesse.

Tra queste abbiamo scelto quella riportata qui sopra in cui vengono citate le stelle e il loro mistero. Chi vuole sentirla leggere da Elisa Contestabile può andare al link https://www.youtube.com/playlist?list=PLwO9cq3nKGOonTMD7ihi2SLPlLOOMXmhG.

Il cielo stellato è uno degli spettacoli più belli e misteriosi tra quelli che la natura ci offre e la poesia di Giancarlo ne coglie non solo l’incanto ma anche quel momento che va oltre la meraviglia e ci fa intuire di essere parte di qualcosa di indefinibile e immenso.

Guardare il cielo stellato è un’esperienza così significativa che poeti e scrittori diversi tra loro per luogo, tempo e cultura di nascita esprimono tutti sensazioni e considerazioni molto molto simili.

Abbiamo scelto un artista per ogni Segno zodiacale e vi proponiamo le sue parole.


PESCI


La poesia delle stelle

Da: L'insonnia di una notte d'estate


Mi sono messo a giacere
sotto le stelle,
una di quelle
notti che fanno dell’insonnia tetra
un religioso piacere.
Il mio guanciale è una pietra.

Siede, a due passi, un cane.
Siede immobile e guarda
sempre un punto, lontano.
Sembra quasi che pensi,
che sia degno di un rito,
che nel suo corpo passino i silenzi
dell’infinito.


Umberto Saba, nato a Trieste il 9 marzo 1883, percepisce la religiosità della notte e, quasi suo malgrado, un senso di uguaglianza con il cane seduto accanto a lui.


ARIETE


Puoi sentire le stelle e l’infinità del cielo poiché la vita, nonostante tutto, è come un sogno.


Per Vincent Van Gogh, nato a Zundert il 30 marzo 1853, sentire l’infinito è accorgersi che la vita è sogno.


TORO


Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell’universo.
Salvador Dalí, nato a Figueres l’11 maggio 1904, ricorda il legame che abbiamo con l’immensità.


GEMELLI

La poesia delle stelle


Dall’ultimo canto dell’Inferno

Lo duca e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
e sanza cura aver d’alcun riposo, 

salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. 

E quindi uscimmo a riveder le stelle.


Dante Alighieri, nato a Firenze nel 1265, probabilmente intorno al 13 giugno, negli ultimi versi dell’Inferno sembra parlare dell’uscita dalle problematiche delle vicende umane per ritrovarsi di fronte al cielo stellato.


CANCRO


Da: Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

E quando miro in cielo arder le stelle;
dico fra me pensando:
a che tante facelle?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo
infinito seren? che vuol dir questa
solitudine immensa? ed io che sono?

Per Giacomo Leopardi, nato a Recanati il 29 giugno 1798, le stelle che brillano suscitano interrogativi profondi sul perché dell’esistenza.


LEONE

La poesia delle stelle


Apoteosi

Da ogni parte, e per sempre, il Silenzio formicola

Di stelle d’oro a grappoli, che mischiano i loro giri.

Somigliano a giardini con viali di diamanti,

Ma ognuno, solitario, risplende cupamente.

E là in fondo, in quell’angolo ignoto, che sfavilla

D’un solco di rubini melanconicamente,

Tremola una scintilla, che ammicca con dolcezza:

Patriarca che guida col lume la famiglia.

La famiglia: uno sciame di grevi globi in fiore.

E sull’uno, la terra, Parigi è un punto giallo,

Dove, appeso a una lampada, veglia un povero folle:

Nell’armonia del cosmo, fragile meraviglia.

L’unica! Ne è lo specchio d’un giorno¹, e la conosce.

Vi fantastica a lungo, poi ne cava un sonetto.


Jules Laforgue, nato a Montevideo il 16 agosto 1860, vede la fragile meraviglia dell’universo pieno di vita.


VERGINE


Ero sotto un cielo risplendente di stelle con la luna in mezzo al firmamento in un mare senza sponde. Mai, oh Signore, mi hai turbato come quella notte in cui sospeso tra il cielo e il mare avevo l’immensità sopra e sotto di me.


Francois Rènè de Chateaubriand, nato a Saint-Malo il 4 settembre 1768, coglie la vertigine dell’immensità.


BILANCIA


Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito.

Confucio, nato il 28 settembre 551 avanti Cristo, guarda oltre il cielo stesso e trova l’infinito.


SCORPIONE


Da: Le notti bianche


Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso, che a guardarlo veniva da chiedersi: è mai possibile che vi sia sotto questo cielo gente collerica e capricciosa?


Fëdor Dostoevskij, nato a Mosca l’11 novembre 1821, sente la stonatura tra l’immensità del cielo e la meschinità di certa gente.


La poesia delle stelle

SAGITTARIO


Da: Le avventure di Huckleberry Finn


È bello vivere su una zattera. In alto c'era il cielo, tutto punteggiato di stelle, e ce ne stavamo coricati a guardarle, e a discutere se fossero state create, o fosse stato soltanto un caso... Secondo Jim erano state create, ma io dichiaravo che era stato un caso; reputavo che ci sarebbe voluto troppo tempo per farne tante. Jim disse che poteva averle deposte la luna: be', questo sembrava piuttosto ragionevole, e così non ebbi nulla da ridire, perché avevo visto una rana deporre altrettante uova, e dunque naturalmente era possibile. Avevamo anche l'abitudine di guardare le stelle che cadevano striando il cielo. Jim diceva che erano andate a male e che venivano buttate fuori dal nido.

Mark Twain, nato in Florida il 30 novembre 1835, riferisce i discorsi di due ragazzini che con curiosità e stupore si interrogano sulla natura dell’universo.


CAPRICORNO


Da: Il bolide

E la Terra sentii nell'Universo. 
Sentii fremendo ch'è del cielo anch'ella, 
e mi vidi quaggiù piccolo e sperso, 
errare, tra le stelle, in una stella.


Giovanni Pascoli, nato a Bologna il 31 dicembre 1855, riporta un suo momento di lucida percezione della nostra condizione di viventi aggrappati ad un piccolo pianeta errante nello spazio immenso.


ACQUARIO


Sereno

Dopo tanta

nebbia

a una

a una

si svelano

le stelle

Respiro

il fresco

che mi lascia

il colore del cielo

Mi riconosco

immagine

passeggera

Presa in un giro

immortale.


Giuseppe Ungaretti, nato ad Alessandria d'Egitto l’8 febbraio 1888, con l’immagine suggestiva del disperdersi della nebbia e della comparsa delle stelle ci comunica la sua percezione dell’essenza della sua vita.

Letture della notte, parole per sognare va in onda ogni sera alle 23,00 su Radio Dreamland, www.radiodreamland.it. Le poesie possono essere riascoltate sul podcast o su YouTube: https://www.youtube.com/playlist?list=PLwO9cq3nKGOonTMD7ihi2SLPlLOOMXmhG.


Previsioni per il mese


Pesci: Belle opportunità: Se febbraio ti invitava ad esprimere il tuo mondo interiore marzo ti offre opportunità concrete per farlo, ti incoraggia a sperimentare questo nuovo te stesso.

Ariete: Seme che germoglia: Questo mese porta l’attenzione su di te, sul tuo mondo interiore, sul rapporto che c’è tra la tua essenza e le tue azioni. Come un seme che germoglia hai voglia di crescere e sviluppare le tue potenzialità.

Toro: Qualcosa bolle in pentola: C’è in te un’inquietudine, forse dettata da un’esigenza profonda che vuol venire alla luce. Fidati della tua intelligenza e della tua capacità di dare amore

Gemelli: Guardarsi allo specchio: Alle contraddizioni sei abituato ma in questo mese avrai modo di guardarle in modo nuovo, forse un po’ più dall’esterno, in modo coraggioso e obiettivo. E con calma.

Cancro: Asse d’equilibrio: Per il tuo Segno marzo sarà un mese “in equilibrio”. Non conta quello che è stato ieri, il domani non si affaccia ancora con le sue speranze e le sue aspettative e per te rimane il presente e quello che ne puoi fare.

Leone: Di fronte a te: Saranno ancora i rapporti con gli altri, o forse con il partner a occuparti la testa e il cuore in questo mese. Nel dialogo troverai modo di esprimere e anche conoscere meglio quello che hai dentro.

Vergine: Tempo di cambiamenti: È ancora tempo di cambiamenti, tutto è ancora in movimento e il consiglio delle stelle è quello di assecondare questo andamento.

Bilancia: Occhi limpidi!: Questo mese avrai la possibilità di osservare avvenimenti e persone con sguardo pulito per capire meglio ciò che vivi e chi ti sta vicino.

Scorpione: Inquietudini: Ancora un mese inquieto e un po’ contradditorio che ti prepara qualche “sgambetto”. Quello che di solito ti piace ora non ti soddisfa, potresti cambiare le situazioni ma non ne hai voglia. Tutto sembra in bilico.

Sagittario: La forza del buonumore: Un mese un po’ complicato ma il tuo ottimismo di fondo ti permetterà di usare le difficoltà a tuo favore.

Capricorno: Stelle amiche: Per te si prospetta un tempo molto favorevole e ricco di opportunità interessanti che ti aiuteranno a capire meglio te stesso e la tua vita...

Acquario: Uno sgambetto: Marzo, mese tradizionalmente pazzerello, quest’anno ti fa uno scherzetto e saranno proprio i tuoi punti di forza a destabilizzarti. Quindi attento e ricordati di non perdere mai il tuo senso di libertà interiore e il tuo amore per l’imprevisto.



Camille Flammarion

Un personaggio dei Pesci: Camille Flammarion


Cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo: è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo; è un sordo in mezzo ad un concerto.

Camille Flammarion, celebre astronomo francese dell’Ottocento, divulgatore e appassionato ricercatore delle facoltà sconosciute dell’essere umano, della possibilità di vita oltre la morte o su pianeti lontani, è il nostro ospite del mese in rappresentanza del Segno dei Pesci. Dal suo Segno di nascita eredita la tendenza a calarsi nella vita come se fosse un mare profondo e a viverla senza discriminare tra razionalità e intuito, tra scienza e magia, dando sempre spazio e valore all’immediatezza dell’intuizione. L'uomo è un atomo pensante in seno all'infinito e all'eternità, vivente sulla Terra tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo.

Camille Flammarion nasce a Montigny-le-Roi, nell’Alta Marna, il 26 febbraio 1842. Primogenito dei quattro figli di Jules e Françoise Flammarion, che gestiscono un negozio di merceria, viene educato dall’abate Mirbel, sacerdote del villaggio. Scopre molto presto la sua passione per l’astronomia: ha appena cinque anni quando ha modo di osservare un’eclissi anulare riflessa nell’acqua di un secchio e ne rimane così colpito che quell’esperienza lo segnerà per tutta la vita. Quando la famiglia Flammarion si trasferisce a Parigi, un po’ per sfuggire all’epidemia di colera che sta dilagando a Montigny un po’ per trovare migliori condizioni di vita, Camille viene lasciato nel seminario di Langres. Nel 1856 raggiunse i suoi genitori a Parigi, dove studia e lavora come apprendista presso un incisore e uno scalpellino. Impara così le tecniche del disegno e, grazie a suo padre, anche quelle fotografiche. Riesce a conseguire la maturità nel 1858, nonostante la fatica di dover contemporaneamente lavorare e studiare. Grazie al suo medico, il dottor Fourier, che sa della passione di Camille per l’astronomia, ottiene la possibilità di studiare all'Osservatorio Imperiale di Parigi e di assistere il professor Jean Chacornac durante le sue osservazioni del cielo.

Camille Flammarion

Nel 1861, legge The Spirits Book di Allan Kardec, codificatore dello Spiritualismo. Ne rimane molto colpito tanto da entrare in contatto con Kardec e partecipare con lui a diversi incontri. Scriverà anche di sua mano a proposito di comunicazione con l’Aldilà, di fantasmi e di case infestate. Lo Spiritualismo non è per lui una curiosità da salotto ma una vera e propria scienza oltre che l’occasione di porsi domande profonde sulla vita e sulla morte. Si chiede ad esempio: Che diviene l'anima dopo la vita terrestre? Esiste essa intrinsecamente? Ovvero essa è, come pretendono i materialisti, una funzione del cervello che nasce e cresce con esso e si estingue all'ultimo respiro? E afferma anche: Se l'anima sopravvive all'organismo fisico, essa esisteva prima di questo organismo; dietro di noi c'è la stessa eternità che si stende dinanzi a noi...

Nel 1862 pubblica La Pluralité des mondes habités. Quest’opera però non viene apprezzata all’Osservatorio Imperiale. Definito “un poeta anziché uno studioso” è costretto a lasciare l’Oasservatorio. Fortunatamente però viene assunto dal direttore dell’ufficio calcoli, annesso all’Osservatorio stesso, per calcolare le effemeridi lunari.

In seguito diventerà redattore della rivista Cosmos, direttore scientifico del quotidiano Le siècle e conferenziere, iniziando così la sua attività di divulgatore scientifico.

Nel 1874 sposa Sylvie Pétiaux, anche lei appassionata di astronomia. Una nota curiosa: i due sposi appassionati del cielo, per la loro luna di miele, scelgono un giro in mongolfiera.

Intanto Camille continua il suo lavoro di astronomo e nel 1876, osserva il cambio delle stagioni nelle regioni oscure di Marte. Nel 1879, con il fratello Ernest, pubblica L'Astronomie populaire, che avrà un grandissimo successo.

Camille Flammarion

Nel 1883 fa costruire a Juvisy-sur-Orge, un osservatorio astronomico dotato di strumenti all’avanguardia tra cui un telescopio equatoriale. Qui si dedica all'astrofotografia, con il suo assistente Ferdinand Quénisset. Nel 1887 crea la Società Astronomica di Francia, diventandone il primo presidente, nonché direttore de L’astronomie, il bollettino che verrà pubblicato mensilmente.

Camille, nel 1892, pubblica Il pianeta Marte e le sue condizioni abitabili in cui analizza le osservazioni di Giovanni Schiaparelli sui canali e i mari presenti sulla superficie del pianeta rosso confrontandole anche con tutte le osservazioni fatte fin dal 1636. Convinto sostenitore della presenza di vita su altri pianeti, ipotizza che Marte possa essere abitato. In altre occasioni afferma: Osiamo sperare che verrà il giorno in cui mezzi sconosciuti alla nostra scienza attuale ci daranno testimonianze dirette circa l'esistenza di abitanti di altri mondi.
Nel 1919, dopo la morte della sua prima moglie nell’epidemia dell’influenza spagnola, sposa la sua assistente Gabrielle Renaudot.

Dalla fine del primo conflitto mondiale si dedica soprattutto allo Spiritualismo.

Camille Flammarion muore il 3 giugno 1925, nel suo ufficio di Juvisy-sur-Orge, a causa di un infarto. È sepolto nel parco dell'osservatorio di Juvisy-sur-Orge insieme alle sue due mogli Sylvie e Gabrielle.

Nonostante, come abbiamo visto, abbia avuto momenti difficili, in cui le sue idee non hanno incontrato il favore degli altri scienziati, il lavoro di Camille ebbe anche molti riconoscimenti:

Il suo nome, Flammarion, è stato dato a un cratere lunare, ad un cratere marziano e all'asteroide Flammario.




FEBBRAIO 2021


Tutti sotto lo stesso cielo


Tutti sotto lo stesso cielo

L’argomento di questa puntata ce lo suggerisce il nostro ospite del mese, lo scrittore irlandese James Stephens, cultore della letteratura e della cultura gaelica che ci ha regalato racconti e romanzi in cui, oltre agli umani e agli animali, intervengono come protagonisti anche esseri normalmente relegati nel mondo del fantastico.

Forse suggestionati dalla sua abilità di narratore, forse perché il mondo del fantastico un po’ ce l’abbiamo dentro, ci siamo chiesti se fate, folletti e gnomi che compaiono nelle leggende e nelle fiabe per i bambini siano davvero solo frutto della fantasia o abbiano una loro realtà anche se sfuggente ai nostri sensi. Una domanda un po’ assurda forse ma non troppo se si considera come queste presenze siano vive nella memoria popolare soprattutto quella dei paesi nordici. E non solo, a questi personaggi si sono ispirati pittori, illustratori, drammaturghi e scrittori e numerose sono le pubblicazioni sull’argomento.

Se le leggende e i miti legati al mondo delle origini e alla Tradizione ancestrale dell’umanità sono veri strumenti didattici per tramandare esperienze e informazioni importanti niente ci vieta di ritenere che i racconti che ad esse si ispirano mantengano tracce di quell’antico sapere. Potremmo ipotizzare quindi che sotto il nostro stesso cielo vivano creature di una dimensione tangente alla nostra anche se non completamente percepibile per noi ma non per questo meno vera?

La leggenda del flauto

In un bell’articolo intitolato Passeggiando nel giardino dell’Eden pubblicato su Shan Newspaper, a proposito del mondo degli antichi druidi leggiamo che il bosco, nei chiaroscuri mutevoli del suo sottobosco, si rivelava come la dimensione di incontro con creature della Matchka, aspetto dell’universo solitamente invisibile ai sensi che si accompagna in parallelo al vissuto quotidiano. Una dimensione abitata da quelli che i druidi identificavano come i “kuri”, gli esseri interpretati come folletti, fate e gnomi dalle varie tradizioni nordiche, e dalle entità elementali proiettate dalle piante, prodotte alle volte spontaneamente da queste ultime per entrare in contatto con gli esseri umani. L’autore dell’articolo, Giancarlo Barbadoro, profondo conoscitore della cultura dei nativi europei, delle sue origini leggendarie e delle sue implicazioni pragmatiche sempre attuali, ha scritto altre volte sull’Autre monde nella cosmologia dell’antico druidismo. Nel suo libro Il Tamburo dello sciamano descrive la diversa natura degli esseri che popolano la Matchka, il mondo veloce e fluido che convive con il nostro Nara, il mondo lento e pesante della materia. Nella Matchka vengono a trovarsi coloro che, nati nel Nara, lo abbandonano con la morte ma ci sono anche creature che lì sono nate. Ci sono i Kuri, a cui accennava l’articolo sopra citato, esseri elementari e giocherelloni, nativi della Matchka, che vivono in località del loro mondo che si trovano a coincidere nel nostro con fonti, laghi, fiumi e boschi e questa corrispondenza fa sì che i Kuri a volte possano fare capolino nella nostra dimensione, come del resto i Mnaaku, una sorta di Kuri evoluti e sapienti che non hanno in buona considerazione le creature del Nara e forse nutrono solo qualche forma di rispetto per gli sciamani che considerano loro pari, e che talvolta incontrano quando questi ultimi compiono i loro viaggi tra i mondi.

Tutti sotto lo stesso cielo
Mentre i Kuri possono essere identificati con gnomi e folletti a volte simpatici e a volte dispettosi i Mnaaku potrebbero essere paragonati a terribili demoni sempre pronti a fare esperimenti sui malcapitati individui viventi nel Nara, considerato da loro come il “mondo lento di pietra”, soprattutto con gli individui che si avventurano in spericolate sedute spiritiche dove possono trasformarli in “Koltan”, sorta di zombie inconsapevoli che solitamente portano le situazioni intorno a loro al disagio, alla conflittualità e a vari disastri producendo disordine tra gli esseri umani.

I nativi del Nara che arrivano nella Matchka dopo la morte sono invece i Mnaascè e gli Erkad.

I primi, che possono essere umani o altri animali, attraversano questo mondo seguendo il loro cammino di crescita spirituale diretti al mondo di Gwenved, i secondi invece sono quei defunti che non sanno seguire il sentiero dell’evoluzione e restano aggrappati disperatamente al mondo del Nara e a ciò che desideravano in vita e si trasformano così in pericolosi predatori di energia. Infine nel misterioso Autre monde si possono incontrare gli Ardra, creature paragonabili agli angeli di certe confessioni religiose, anche loro defunti, uomini o animali, che dopo il loro cammino esperienziale attraverso la Matchka sono passati dalla “Porta della Scomparizione” per accedere al Mondo di Gwenved affacciati al mistero della Causa prima o OIW. Gli stessi che secondo la mitologia druidica della Matchka guiderebbero nei sogni e nelle azioni nel mondo ordinario del Nara la vita di quanti verserebbero nel bisogno, siano essi animali o umani.

Sono solo poche frasi che tratteggiano creature che i nostri occhi non sanno vedere ma ci hanno permesso di catturare un aspetto della realtà complementare al nostro, che sembra essere oltre il vetro di uno specchio, e loro esseri come noi, in una realtà in continuo mutamento, sotto la spinta della forza dell’evoluzione, partecipano a questa grande, straordinaria e misteriosa avventura di esistere.


Le citazioni sono tratte da Il Tamburo dello Sciamano: Il potere del risveglio interiore di Giancarlo Barbadoro -Edizioni Triskel, reperibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino oppure on line, al sito www.triskeledition.com, anche in formato e.book.



Previsioni per il mese


Acquario: Ricerca interiore: Ti aspetta un mese spirituale, che ti spingerà a cercare dentro di te chi sei davvero e di che cosa hai realmente bisogno. Sul piano materiale potrebbero esserci dei cambiamenti con interessanti prospettive.

Pesci: Apri la porta: Febbraio ti invita ad esprimere la tua ricchezza interiore, le tue intuizioni, il tuo mondo un po’ magico e speciale. Non tenere tutto questo solo per te, partecipa alla vita con tutto te stesso.

Ariete: Tempo luminoso: Tutto ciò che vuoi cambiare cambialo, tutto ciò che vuoi iniziare inizialo. Tutto è in mutamento e non ti resta che seguire il flusso, farti portare dal vento.

Toro: Che belle carte!: Puoi giocare al meglio la tua partita, ma resta calmo e concentrato, scegli bene i tuoi obiettivi e le strategie per raggiungerli. Incontri interessanti e a volte inaspettati.

Gemelli: Ampliamento di orizzonti: La mente è sgombra di preoccupazioni e si fanno strada esigenze più profonde e vere. Sarà un tempo di ricerca interiore, un mese spirituale.

Cancro: Fuori dal guscio: Stai risistemando i pezzi della tua vita sulla base di un’ottica nuova. Ti guardi intorno, esamini situazioni diverse e senti anche la spinta ad assumerti incarichi importanti, magari a sostegno di altri.

Leone: Gli amici al primo posto: In questo mese saranno i rapporti con gli altri ad avere la priorità per te, in particolare con quelli che ti sono più cari. Avrai a disposizione una grande energia e la spenderai proprio con i tuoi amici.

Vergine: Panorami imprevedibili: Da un lato sono in arrivo molte novità inattese e dall’altro avrai la disponibilità, o forse l’esigenza, di cambiare molte cose sia nell’indirizzo generale della tua vita, che nella tua attività che nell’ambiente in cui vivi.

Bilancia: Quante possibilità!: Un periodo molto ricco di esperienze, incontri, novità e stimoli. Dovrai saperti giostrare tra tutte queste proposte che la vita ti elargisce.

Scorpione: Ci vuole sangue freddo: Un mese complesso che vi metterà alla prova e vi chiederà di uscire dal vostro modo solito di agire e reagire. Nei rapporti con gli altri avrete bisogno di essere comprensivi e, a volte, perfino diplomatici.

Sagittario: Costruire insieme: Febbraio vi invita alla cooperazione, in tutti i campi della vostra vita: sul lavoro, con gli amici, nella vostra casa. Non correte da soli, non cercate di dimostrare quanto siete bravi, fate squadra, lavorate insieme agli altri.

Capricorno: Baricentro stabile: Senti il bisogno di avere un punto di riferimento certo per poterti muovere con la velocità e la sicurezza che gli avvenimenti di questo periodo ti richiedono.



James Stephens

Un personaggio dell'Acquario: James Stephens


Che cos’è più importante la Terra o le creature che l’abitano? Questa è una domanda dettata unicamente dall’arroganza intellettuale, perché nella vita non esiste un più grande e un più piccolo. Ciò che è ha già giustificato la propria importanza con la sua semplice esistenza…


James Stephens, poeta e narratore, considerato una delle figure principali della rinascita letteraria irlandese, famoso per la sua prosa fantasiosa e bizzarra che attinge alle leggende d’Irlanda, è il gemello celeste di James Joyce secondo quanto sosteneva lo stesso Joyce. Nati alla stessa ora, dello stesso giorno, dello stesso anno, nella stessa città dovevano avere un destino analogo ed erano legati da amicizia e profonda stima. Joyce riteneva Stephens l’unico in grado di terminare il suo romanzo Finnegans Wake, nel caso in cui gli fosse toccato di morire e lasciarlo incompiuto. Joyce finì il suo libro e non ci fu bisogno dell’intervento di Stephens. Quanto all’aneddoto astrologico dei gemelli celesti, le date di nascita sembrano smentirlo: il nostro ospite del mese nacque il 9 febbraio e il suo più celebre amico il 2, inoltre Stephens sembra essere più giovane di Joyce di un paio d’anni. In compenso questo aneddoto ci permette di rilevare due tratti del carattere degli Acquari, quella tendenza ad identificarsi negli altri che a volte finisce col renderli insicuri e anche quella nota di stravaganza che li rende originali.

La leggenda del flauto

James Stephens nasce a Dublino il 9 febbraio 1882, figlio di Charlotte e Francis Stephens. Rimane orfano del padre quando ha appena due anni e trascorre la sua infanzia nelle strade di Dublino, finché la madre trova lavoro presso una famiglia ricca e lui viene adottato. Da questo momento cresce con i due fratelli adottivi Tom e Dick Collins. Soprannominato Tiny Tim per il suo fisico agile ma minuto, è dotato di una bella voce possente che usa per cantare le canzoni popolari irlandesi, accompagnandosi con la fisarmonica e che gli servirà in seguito per leggere alla radio poesie e racconti. Aveva imparato a leggere e scrivere come autodidatta ma, nella nuova famiglia, riesce a frequentare la scuola con i suoi fratelli e terminare regolarmente gli studi. Trova il suo primo impiego come stenografo presso lo studio legale Mecredy e in seguito lavorerà come cancelliere presso la National Gallery of Ireland.

Appassionato da sempre delle tradizioni irlandesi, parla e scrive in gaelico e conosce gli antichi miti e le leggende della sua terra. Questo amore per il patrimonio culturale d’Irlanda lo avvicina sempre più all’indipendentismo e al socialismo e contemporaneamente lo allontana sempre più dalla sua famiglia adottiva. Comincia a scrivere attingendo proprio dal patrimonio dei racconti popolari d’Irlanda riuscendo a far rivivere il passato per trasformarlo in presente pieno di vita, musica e bellezza. Nei suoi scritti si mescolano poesia e umorismo, saggezza e nonsense.

Tutti sotto lo stesso cielo

Inizia la sua carriera come poeta sotto la tutela del poeta e pittore George William Russell, noto anche con il soprannome Æ, e pubblica il suo primo libro di poesie, Insurrections, nel 1909. Raggiunge la notorietà solo a trent’anni quando pubblica il suo libro più famoso The Crock of Gold (La pentola dell’oro), un viaggio fantastico in cui i protagonisti sono esseri umani, animali e antiche divinità che interagiscono tra loro. Scritto con un ritmo che ricorda le ballate, mescola saggezza e ironia, nostalgia e vitalità, può essere letto come una fiaba per bambini o un racconto filosofico per adulti, un richiamo ad uscire dai ruoli che imprigionano per vivere a contatto con la bellezza e a forza della natura: Vieni via! Perché il ballo è cominciato festoso, il vento canta sulla montagna, il sole ride nella valle, e il mare balza sugli scogli, palpitando di gioia, danzando, danzando, danzando di gioia…

Stesso stile per Demi-Gods (I Semidei) in cui tre angeli scendono sulla terra per accompagnare un simpatico vagabondo nel suo girovagare. In Irish Fairy Tales racconta invece le leggende tradizionali irlandesi. James Stephens, come un cantastorie, ci fa entrare nel mondo dei miti ridando vita a personaggi e atmosfere portandoci per mano dentro quel mondo incantato.

Nel 1925 si reca per la prima volta negli Stati Uniti dove tornerà più volte e dove, all'Università della California, terrà lezioni di letteratura e cultura gaelica. Vive anche per parecchio tempo a Parigi, ma nonostante questi suoi lunghi soggiorni all'estero, resta sempre un ardente nazionalista irlandese.

Negli ultimi anni della sua vita partecipa ad una serie di trasmissioni della BBC. Muore a Londra il 26 dicembre 1950.




GENNAIO 2021


La leggenda del flauto


La leggenda del flauto

A Bann-azi piaceva nuotare e guardare sott’acqua, respirando con una lunga canna che rimaneva fuori dall’acqua.

Un giorno era in un canneto e stava per scegliere la canna adatta, quando il dio Immarai incominciò a soffiare nella sua direzione proprio sulle canne che gli stavano davanti.

Aveva già iniziato a tagliare una canna. Dai tagli che aveva fatto si misero ad uscire dei suoni che non aveva mai udito prima.

Quando il respiro di Immarai smise, Bann-azi volle imitarlo e staccata la canna cominciò anche lui a soffiarci sopra facendo uscire gli stessi suoni.

Bann-azi era felice. “Riesco a fare quello che fa un dio”, si disse ascoltando i suoni che faceva uscire dalla canna.

Ma siccome era abile e pieno di idee, Bann-azi tagliò via la canna e la incise con altri tagli, poi continuò ancora a soffiarci sopra finché trovò il modo giusto di farlo. 

“Ho imparato la lingua segreta di un dio!” si disse, “Posso parlare come un dio!” 

Quella notte, dopo che Bann-azi fu andato a dormire, il gera-tah della canna che aveva tagliato venne a trovarlo e gli comparve in sogno: “Non ti preoccupare”, gli disse subito, “non sono qui per punirti, poiché non mi hai recato gran danno. 

Ma dal momento che mi hai portato via dal mio canneto, vorrei che tu imparassi a usarmi nel modo giusto, affinché si possa ricordare a tutti da dove provengo, e nessuno dimentichi la mia discendenza. 

E tu sarai legato a me nello stesso tama, poiché tu hai dimenticato chi sei, e molti tra quanti ascolteranno hanno dimenticato chi sono loro stessi. 

Il mio sacrificio ricorderà a tutti da dove vengono. Anche loro, anche tu, venite da un canneto lontano. 

E la mancanza del ricordo è la fonte della vostra sofferenza. 

Quando suonerai il flauto ricorderai il tuo canneto, e vi farai ritorno per ritrovare la tua origine e il tuo vero nome”. 

E così il gera-tah insegnò quella notte a Bann-azi come usare il flauto per dare amore e curare gli uomini, per ricordare a sé stesso il canneto da cui proveniva, e per invitare gli uomini a cercare anch’essi la propria origine e farla conoscere alla loro discendenza.


La leggenda del flauto

Una leggenda antica per augurare buon anno ai lettori di AstroMatta. Una narrazione che trova ragione d’essere nella cultura dei popoli naturali, quei popoli che hanno saputo mantenere vivo il legame con la tradizione ancestrale dell’umanità rifiutando la contaminazione delle grandi religioni, che con i loro dogmi e le loro morali hanno allontanato gli uomini dal naturale rapporto diretto e personale con la natura, con il suo Mistero e con l’insegnamento che ne deriva. Questa leggenda fa parte del patrimonio delle famiglie celtiche del Piemonte ma in versioni simili viene tramandata anche da altre culture testimoniando una comune esperienza dell’umanità, vissuta in un passato lontano ma tutt’ora viva e presente. Bann-azi è, ad esempio, molto simile al Kokopelli dei nativi americani, che suonando il suo flauto fa nascere il sole, sciogliere la neve, sbocciare i fiori e portare felicità a tutte le creature viventi.

Le leggende sono sempre state, presso i popoli naturali, una fonte di insegnamento e di trasmissione della tradizione. Gli sciamani trasmettevano in forma allegorica, attraverso le leggende raccontate magari intorno a un fuoco, insegnamenti e simbolismi che mantenevano vivi i capisaldi filosofici della loro cultura. Funzione che mantengono tutt’ora, perché capaci di raggiungere l’uomo di ogni tempo per trasmettergli, attraverso la suggestività del testo, l’antico insegnamento sciamanico.

L’attuale periodo storico, segnato dalla pandemia e dalle varie “chiusure” che ne derivano, ha sollecitato molte riflessioni sull’impatto che gli esseri umani hanno sugli equilibri del pianeta, sulla sofferenza causata dalle sconsiderate scelte di sfruttamento delle sue risorse, sul disequilibrio e sulle ingiustizie perpetrate a danno dei più deboli. Vedere gli animali riprendersi timidamente gli spazi nelle campagne e nelle città svuotate dalla massiccia presenza umana ha fatto immaginare come potrebbe essere un mondo basato sull’armonia tra le specie che lo abitano. 

La leggenda del flauto porta con sé un messaggio di speranza e libertà valido in ogni tempo, un invito a prendere consapevolezza della nostra vera storia, così abilmente negata dalla cultura imperante, e della nostra reale identità, spesso nascosta sotto il frastuono dei pensieri, delle aspettative e delle morali imposte. Questa leggenda propone la way of life dei popoli naturali. È un messaggio che viene da lontano, dalle origini mitiche della nostra storia, arrivato fino a noi grazie a coloro che lo hanno conservato e trasmesso nel tempo.


Che anno sarà il 2021, secondo le stelle?

Se il 2020 appariva, nei pronostici, come un anno strano che avrebbe portato grossi cambiamenti di cui ancora non si capiva bene la natura, questo 2021 sembra un anno “di corsa” che vuole scorrere veloce, forse nella speranza di superare velocemente questo periodo critico o forse per concretizzare le riflessioni a cui ci ha portati lo scorso anno. Vediamo ora i pronostici per i dodici Segni.


La leggenda del flauto

Capricorno

I cambiamenti vissuti nello scorso anno hanno ridisegnato il tuo mondo, sia all’esterno che dentro di te ed ora hai l’energia, la chiarezza e la determinazione per proseguire sul sentiero che hai scelto camminando con attenzione ma senza mai voltarti indietro.


Acquario

Ti aspetta un anno importante, denso di novità ed esperienze che ti faranno maturare una nuova consapevolezza, a patto che tu sia pronto ad accettare il cambiamento e non ti opponga alla corrente del fiume.


Pesci

Sarà un anno di crescita, per tutte le iniziative che prenderai e per quelle a cui stai partecipando e soprattutto per te, che troverai nuova forza e una grande voglia di partecipare alla vita in tutti i suoi aspetti.


Ariete

Se il 2020 è stato un anno di grossi cambiamenti il 2021 si presenterà più tranquillo ma sempre importante e significativo. Tutti i tuoi progetti, che l’anno scorso hai dovuto ridimensionare e riesaminare a fondo ora avranno modo di prendere forma e cominciare a svilupparsi.


Toro

Sarà ancora un anno di mutamenti e spesso ti troverai a fare i conti con l’inaspettato. Le stelle ti consigliano di dare corpo a ciò che di nuovo si presenta davanti a te più che cercare sicurezza in quello che ritieni sicuro ed acquisito.


Gemelli

Tutti gli aspetti della tua vita che hai saputo analizzare e rivalutare ora avranno la possibilità di sbocciare. È come se avessi fatto un’inspirazione profonda ed ora lasci uscire l’aria dai tuoi polmoni. Si prospetta un anno con grandi possibilità di espressione e creatività.


Cancro

C’è in te un grande desiderio di libertà che gli avvenimenti del 2020 hanno sfortunatamente limitato. Nonostante tutto nell’anno nuovo, soprattutto dalla primavera in avanti, dovresti trovare il modo di mostrare e rendere concreta questa tua esigenza profonda.


La leggenda del flauto

Leone

Quest’anno ti richiede pazienza. Non avere fretta nel mettere in atto i tuoi programmi, valuta bene i passi che devi compiere. Potresti facilmente andare incontro a delle critiche e quindi devi essere sicuro di quello che stai facendo.


Vergine

I primi mesi dell’anno saranno favorevoli per realizzare ciò che ti sta a cuore. Nell’insieme sarà comunque un anno positivo in cui ciò che hai iniziato tenderà naturalmente a crescere e dare buoni frutti.


Bilancia

Il 2021 ti chiede coraggio, ti chiede di scegliere il cambiamento, ti chiede di esprimerti. In cambio ti promette di allentare le tensioni e di regalarti opportunità molto interessanti.


Scorpione

Sarà un anno di transito tra una vecchia situazione e una nuova, forse tra un vecchio e un nuovo te stesso. Come quando ci si prepara ad un trasloco si devono prender in mano oggetti o pezzi di vita e valutare se sono da portare con sé o da abbandonare.


Sagittario

Vivrai molte situazioni nuove. Percepisci un clima ricco di possibilità e lo interpreti come l’occasione di vivere una ventata di libertà che ti permette di scrollarti di dosso tutto ciò che in qualche modo ti pesa. Ti aspetta un bell’anno.


La leggenda del flauto è riportata nel testo I POPOLI NATURALI E L’ECOSPIRITUALITÀ di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero delle Edizioni Triskel, da cui sono tratte anche le citazioni. 

È compresa anche nel libro ANTICHE LEGGENDE DRUIDICHE sempre di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, delle edizioni Triskel.

Entrambi i testi si possono trovare alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino oppure on line, al sito www.triskeledition.com , anche in formato e.book.



Previsioni per il mese


Capricorno: Una grande energia: Gennaio è un buon momento per iniziare qualsiasi impresa. Sei pieno di energia e hai la capacità di entrare facilmente in sintonia con persone e situazioni.

Acquario: Ritrova la libertà: Dopo un periodo un po’ confuso ritroverai il tuo amore per la libertà e tornerà il senso di leggerezza nel vivere la vita.

Pesci: Il futuro è qui: Butta via incertezze e cattivo umore e dai spazio alla tua creatività mettendo in campo idee e progetti nuovi.

Ariete: Fai spazio al nuovo!: Preparati a mettere in pista nuovi progetti perché è questo il momento in cui tutto ciò che non è ancora stato tentato può trovare il suo spazio. Vivi la tua creatività.

Toro: Ciò che conta è l’essenza: Non disperdere le energie in cose che riconosci poco importanti. Impegna le tue forze in poche cose significative.

Gemelli: Soddisfazioni in arrivo: Tempo di realizzazioni di progetti, iniziative, rapporti. Gennaio ti sorriderà e quindi vivi sereno.

Cancro: Torna il sorriso: Qualche cambiamento in arrivo, qualche novità interessante che fa capolino ed ecco che i malumori spariscono ed un nuovo atteggiamento verso la vita si fa strada.

Leone: Mantieni ancora la calma: Hai bisogno di pazienza, di logica e di chiarezza. Non buttarti in imprese sollecitato dal tuo elemento fuoco. Guardati bene intorno prima di agire.

Vergine: Abbi fiducia: Le stelle in questo mese ti saranno amiche e ti sosterranno. Lascia perdere le tue insicurezze e procedi sul tuo cammino.

Bilancia: Un buon inizio: Si prospetta un bel mese per te, con novità positive e, da parte tua, un atteggiamento fiducioso e costruttivo. Un avvio che promette bene!

Scorpione: Pronti a partire!: Non perderti in cose di poca importanza e recupera tutte le tue energie e la tua fermezza nel debutto di un anno che sarà per te molto significativo.

Sagittario: Fiducia nel futuro: Il cielo ti protegge e ti consente di intraprendere nuove strade o affrontare nuove situazioni. Un bel mese per te da tutti i punti di vista.



Giancarlo Barbadoro

Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro e il suo sogno planetario


FRAMMENTI DI STORIA

Un giorno,

qualcuno guarderà

le vecchie carte,

leggendo 

appunti

di un sogno planetario

e si immaginerà 

volti e storie

di una grande avventura

in attesa dell’eterno giorno.

Quel giorno,

qualcuno scriverà

nuovi appunti

e uscirà 

a camminare

sotto un cielo diverso

di un universo 

che muta…

servo 

di un destino 

d’infinito.


Giancarlo Barbadoro

Domenica 10 gennaio, alle ore 17, in diretta sulle pagine Facebook “Centro Studi Giancarlo Barbadoro” e “Ecospirituality Foundation”, la Ecospirituality Foundation celebrerà l’anniversario della nascita del suo fondatore Giancarlo Barbadoro e noi vogliamo celebrarlo qui, sulle pagine di questa rubrica di Shan Newspaper, la rivista on line fondata proprio da lui e di cui è stato l’anima, insieme a Rosalba Nattero, fino al 6 agosto 2019, giorno in cui ci ha lasciati. 

Giancarlo Barbadoro, poeta, scrittore, musicista, guerriero e sciamano, aveva un sogno che nutriva tutte le mille iniziative che ha fatto nascere e crescere, sognava che questo nostro pianeta, piccola gemma azzurra nello spazio immenso, astronave carica di vita, tornasse ad essere, come nel lontano passato era stato, un eden per tutte le creature che lo abitano. Madre Terra adesso come agli inizi sotto il suo “oceano” di atmosfera è depositaria dei meccanismi genetici di tutte le creature che vengono partorite da madri di ogni specie. Ogni individuo nasce quindi libero di fronte alla Natura e ha il diritto di godere di questa libertà fino alla sua morte. Purtroppo questo non avviene per la maggior parte delle persone. La società impone le sue regole ed ognuno è spinto a diventare elemento di un ingranaggio che produce oppressione, preso in un gioco in cui o viene usato o deve usare gli altri. Ma questo, testimoniava Giancarlo, è il mondo della società maggioritaria, non dell’umanità. È il mondo disegnato dalle grandi religioni storiche che dopo aver scippato e distorto gli elementi dell’antica conoscenza, aver privato le persone del loro rapporto diretto con la Natura e il suo Segreto mistico, essersi imposte come interpreti del volere divino inventando dogmi e regole che traducono la spiritualità in gesti e parole formali, regnano sovrane producendo continui conflitti in nome di verità rivelate. Il loro triste gioco non è però completamente riuscito.

Giancarlo Barbadoro

 A fianco del mondo maggioritario, quasi invisibili, continuano ad esistere i popoli naturali, depositari dell’esperienza millenaria dell’umanità, un filo mai spezzato che parte da un mitico dono portato da esseri arrivati dalle stelle. Giancarlo affermava che siamo stati defraudati della nostra vera storia, che ci è stata rubata per renderci deboli e schiavi. Giancarlo ha speso la sua vita, una vita straordinaria che abbiamo tentato di raccontare nella puntata di gennaio dell’anno scorso, al tentativo costante di liberare gli esseri viventi dalla loro prigionia. 

Lo ha fatto con gli esseri umani insegnando loro la meditazione, che lui definiva laboratorio di esperienza, grazie al quale è possibile far tacere l’illusione dei sensi e quella dell’immaginazione della mente, per far emergere il proprio io consapevole e senziente, l’unico ente in grado di rispecchiare la realtà della Natura. Lo ha fatto anche nei confronti degli animali, gli ultimi tra gli ultimi, impegnandosi a diffondere l’antispecismo e il riconoscimento della loro dignità, della loro senzienza, delle loro culture. 

Per la ricostruzione dell’eden Giancarlo proponeva l’ecospiritualità, termine coniato insieme agli elders di diversi popoli nativi, ovvero un’armonia interiore che alimenta e si esprime inevitabilmente in una propria azione creativa nell’ambiente. Ognuno vive il suo rapporto personale con il misticismo che Madre Terra rappresenta e sviluppa la sua crescita interiore sul sentiero evolutivo della meditazione. 

Giancarlo Barbadoro

È un cammino di amore, libertà e conoscenza che permette di acquisire stati di coscienza sempre più lucidi portando nella vita di ogni giorno un contributo via via più armonico e creativo. Ognuno potrà vivere libertà di pensiero e ricerca alla luce di una conoscenza antica. E ciò che ognuno vive è condivisibile con altri che vivono l’identica armonia interiore.

Si potrebbe dire che la coesistenza di questi campi di azione creativa, come atomi che si legano tra di loro, può dare corpo alla prospettiva di creare una vera e propria ”molecola di nuova esistenza” virtuale che si può ingrandire all’infinito giungendo ad unire continuamente nuovi “atomi di luce”.

L’esperienza ecospirituale di un individuo può quindi moltiplicarsi nel contributo spontaneo di quella di altri, ottenendo il risultato inevitabile di costruire uno spazio ambientale condiviso e vissuto in totale armonia.

Creando un mondo migliore per tutti, umani e non umani, che si aprirà a macchia d’olio su tutto il pianeta.

Una proposta a cui hanno aderito coloro che hanno raccolto e portano avanti la sua eredità, prima fra tutti Rosalba Nattero, che è stata al suo fianco nelle sue battaglie per la realizzazione del suo sogno, e a cui possono aderire tutti coloro che vogliono costruire davvero un mondo migliore.





Le citazioni sono tratte da MEDITAZIONE E ECOSPIRITUALITÀ di Giancarlo Barbadoro, Edizioni Triskel, reperibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino oppure on line, al sito www.triskeledition.com, anche in formato e.book.


Per seguire la celebrazione:

https://www.facebook.com/CentroStudiBarbadoro

https://www.facebook.com/ecospiritualityfoundation





DICEMBRE 2020


A proposito del destino

Nella scorsa puntata ci siamo chiesti se il futuro possa essere letto in anticipo e abbiamo visto che non è assurdo ammettere la possibilità di guardare oltre il presente. Ma allora che cos’è il futuro? Esiste già? La nostra vita si sviluppa su un percorso già segnato o si costruisce sulla base delle nostre scelte?

Sono domande che si sono posti e si pongono filosofi e scienziati, uomini di fede, studiosi e gente comune. Il dibattito è aperto e ognuno può cercare le sue risposte nella fede, nella ragione o nella sua esperienza diretta.

A proposito del futuro ci piace comunque citare un passaggio tratto da MEDITAZIONE ED ECOSPIRITUALITÀ di Giancarlo Barbadoro, che ci ha particolarmente colpiti perché destabilizza l’idea un po’ ovvia che abbiamo del tempo. Scrive l’autore: E che dire del fatto che da quando avete iniziato a leggere questo testo è passato del tempo ovvero vi siete trovati in un futuro continuo che non si è materializzato davanti a voi, ma vi siete entrati come se il futuro esistesse già. Che cos’è questo continuum spazio temporale se non una illusione che il cervello non riesce a comprendere completamente?

A proposito del destino

A proposito del destino un concetto molto interessante, che deriva dalla cultura dei popoli naturali, è quello di Mà-hasba. Ne ha parlato Rosalba Nattero in una puntata di Oltre la mente, trasmissione di Radio Dreamland: Il Mà-hasba è il divenire ultimo dell’individuo secondo tutte le sue potenzialità individuali, cioè le potenzialità che ognuno di noi ha, espresse al massimo nella propria personale natura. C’è una forza che anima l’universo nel suo insieme rendendolo vivo, una forza che tende a trasformare le strutture da un piano di pura materia ad un piano di conoscenza e che si manifesta in ogni sua singola parte, in ogni essere. Ognuno, seguendo questo archetipo evolutivo, può sviluppare le sue potenzialità, in parte o completamente, realizzando così il suo Mà-hasba.

Infine vi lasciamo con le considerazioni sul tema del destino di dodici personaggi, uno per ogni Segno dello Zodiaco, a testimonianza di quanto questo tema sia presente nel cuore di ognuno.



Sagittario:

Sono arrivato con la cometa di Halley nel 1835. Tornerà l'anno prossimo e io me ne andrò con lei.

Mark Twain, scrittore statunitense, nato il 30 novembre 1835, al passaggio della famosa cometa, scrisse questa affermazione nel 1909. E la sua previsione si avverò: il 21 aprile 1910, il giorno successivo al passaggio della cometa, morì stroncato da un infarto cardiaco, all'età di 74 anni. Una coincidenza? Forse, però fa riflettere.


Capricorno:

Ho notato che anche le persone che affermano che tutto è già scritto e che non possiamo far nulla per cambiare il destino, si guardano intorno prima di attraversare la strada.

L’affermazione di Stephen Hawking, astrofisico britannico, nato l’8 gennaio 1942 fa sorridere ma contemporaneamente pone una domanda: secondo quale logica muoviamo i nostri passi nella vita?


Acquario:

Alcune strade portano più ad un destino che a una destinazione.

Jules Verne, scrittore francese nato l’8 febbraio 1828, con questa semplice frase suggerisce che le nostre scelte portino a conseguenze più ampie di quanto superficialmente si consideri.


Pesci:

Tutto è determinato da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Vale per l’insetto come per gli astri. Esseri umani, vegetali o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un pifferaio invisibile.
Albert Einstein, fisico tedesco nato il 14 marzo 1879, accenna al mistero in cui si snoda la nostra vita.


A proposito del destino

Ariete:

Che cosa so del destino dell’uomo? Potrei dirvi di più a proposito dei ravanelli.

Samuel Beckett, drammaturgo e poeta irlandese nato il 13 aprile 1906, con una battuta di spirito confessa la sua ignoranza su questo tema così sfuggente eppure così fondamentale.


Toro:

Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi.
William Shakespeare, drammaturgo e poeta inglese nato il 23 aprile 1564, sostiene che ognuno deve metterci la sua parte, non basta affidarsi alle stelle.


Gemelli:

Le vie del destino sono davvero difficili a comprendersi. Se non ci fosse una qualche compensazione nell’aldilà, allora questo mondo sarebbe davvero una beffa crudele.
Arthur Conan Doyle, scrittore britannico nato il 22 maggio 1859, afferma che non può essere tutto qui, la nostra vita non può esaurirsi in una sequenza di fatti quotidiani.


Cancro:

La forza che si oppone al destino è in realtà una debolezza.

Franz Kafka, scrittore boemo nato il 3 luglio 1883, sembra accennare all’assurdità di un’opposizione egocentrica all’esistenza di cui siamo parte.


Leone:

Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.

L’affermazione di Carl Gustav Jung, psichiatra e psicoanalista svizzero nato il 26 luglio 1875, può essere intesa come un invito a non restare prigionieri del proprio passato e a trovare la propria libertà nella consapevolezza.


A proposito del destino

Vergine:

La vita è l’infanzia della nostra immortalità.

Johann Wolfgang Goethe, poeta e filosofo tedesco nato il 28 agosto 1749, ci porta a inserire la nostra vita in una dimensione molto più ampia di quella data dall’abitudine del quotidiano.


Bilancia:

Il nostro destino esercita la sua influenza su di noi anche quando non ne abbiamo ancora appresa la natura: il nostro futuro detta le leggi del nostro oggi.

Friedrich Nietzsche, filosofo tedesco nato il 15 ottobre 1844, capovolge l’apparente scorrere del tempo e ci porta a guardare la nostra vita da un’altra prospettiva .


Scorpione:

Nel dare forma alla nostra vita, siamo la stecca da biliardo, il giocatore o la palla? Siamo noi a giocare, o è con noi che si gioca?

Zygmunt Bauman, filosofo polacco nato il 19 novembre 1925, ci lascia una bella domanda e ognuno potrà, se vuole, cercare la sua risposta.


Per approfondire:

Giancarlo Barbadoro - MEDITAZIONE ED ECOSPIRITUALITÀ, Alle origini dello sciamanesimo - Edizioni Triskel - pag 109
Libro e e-book disponibili al sito: www.triskeledition.com


RADIO DREAMLAND - OLTRE LA MENTE - Esiste il destino? 
Podcast: www.radiodreamland.it/oltre-la-mente/68-oltre-la-mente-puntata-del-29-aprile-2020.html

Youtube: youtu.be/jBAhdSyblH8


Previsioni per il mese


Sagittario: Cielo sereno: Dicembre ti regala un periodo sereno e rigenerante sia per il fisico che per l’umore, che più in generale per il tuo rapporto con la vita.

Capricorno: Molti doni per te: Le stelle parlano di riuscita, di conquiste e di novità significative e positive. Una chiusura d’anno importante che apre le porte ad un periodo ancora favorevole, soprattutto per la tua crescita interiore.

Acquario: Sulle onde del mare: Sarà un buon periodo nonostante permanga un senso di stanchezza e di avversione per tutto ciò che sa di complicato. Ti sentirai spesso come se fossi sull’acqua, insomma con poche certezze.

Pesci: In attesa del nuovo anno: Il tuo dicembre sarà un po’ una sala d’attesa per un tempo nuovo e pieno di promesse. Senti che ci sono cambiamenti in arrivo e ti stai preparando. Qualche volta sentirai un po’ di inquietudine.

Ariete: Voltare pagina: Quest’anno è stato per te molto significativo per la tua crescita interiore, ti ha portato a riflettere sulle cose che per te contano veramente, sulla direzione che hai dato alla tua vita. Ora si apre una nuova pagina in cui mettere in pratica le tue conquiste.

Toro: Un po’ di pazienza: Ti sentirai sottotono fino a metà del mese poi potrai ripartire alla grande e avere anche delle belle soddisfazioni.

Gemelli: Torna il bel tempo: Dopo un anno piuttosto strano ci sarà una ripresa positiva e arricchente con novità stimolanti. Non preoccuparti se qualche volta ti sentirai impaziente e poco tollerante, sono momenti che si scioglieranno presto come neve al sole.

Cancro: Denti stretti: Inizierai il mese così, un po’ sulle tue, un po’ in difesa ma poi pian piano ti accorgerai che il mondo non ti è nemico e che anzi sono in arrivo esperienze nuove e interessanti.

Leone: Mantieni la calma: C’è tensione nell’aria e tu la capti, ma il consiglio è di non farti coinvolgere nelle polemiche e mantenere il contatto con te stesso. Un tempo migliore sta già arrivando.

Vergine: Riprendere il filo: Capita che ci siano sogni che rimangono nel cassetto o che sia necessario rimetterceli dopo averli tirati fuori per un po’ di tempo. Questo mese ti suggerisce di riprenderli perché è il momento giusto per farli diventare realtà.

Bilancia: Che c’è sotto l’albero?: Sono in arrivo delle soddisfazioni. Quello per cui ti sei impegnato a lungo dovrebbe finalmente dare dei risultati positivi.

Scorpione: Lavorare per il futuro: Lascia stare le eventuali vecchie polemiche o vecchie storie mai concluse e guarda verso il nuovo, verso il futuro. Ci sono tante opportunità per cui vale la pena di impegnarsi.


Jonathan Swift

Un personaggio del Sagittario: Jonathan Swift


May you live all the days of your life.


Jonathan Swift è considerato uno dei più grandi scrittori di lingua inglese. È noto soprattutto come autore del romanzo Gulliver’s travels, in cui racconta le incredibili avventure di Lemuel Gulliver in terre sconosciute, a contatto con esseri che gli fanno vedere secondo prospettive completamente diverse il mondo a cui è abituato.

Swift scrive questo romanzo come libro di viaggio, forse perché in quel momento questo tipo di pubblicazione andava per la maggiore, ma viene da notare come questo sia in carattere con il suo Segno zodiacale, il Sagittario, identificato proprio come il Segno dei viaggi, dall’andare lontano, del guardare oltre i confini.

Jonathan Swift nasce a Dublino il 30 novembre 1667 da genitori inglesi. Perde il padre ancor prima di nascere e passa la sua prima infanzia in parte nella casa di uno zio e in parte con la balia a Whitehaven, cittadina inglese sulla costa nord-occidentale.

Studia al College di Kilkenny prima e poi al Trinity College di Dublino. A ventun anni trova lavoro a Londra come segretario di sir William Temple, così si trasferisce in Inghilterra. Nel 1694 prende gli ordini religiosi probabilmente più per avere una sua indipendenza che per fede, dato che sulla religione sarà sempre molto critico e ne condannerà le incongruenze (Abbiamo fin troppe religioni per odiarci, ma non abbastanza per amarci l'un l'altro). Gli viene affidata la sede di Kilroot in Irlanda e quindi torna nella sua terra natale. Resta comunque legato a Londra e al suo mondo culturale e politico a cui partecipa attivamente ed è a Londra che conosce Esther Johnson, da lui soprannominata Stella, che gli resterà accanto tutta la vita.

Nel 1704, pubblica, anonime, le sue prime opere. La battaglia dei libri, un poema satirico sulle velleità degli scrittori a lui contemporanei, il Discorso sulla produzione meccanica dello spirito, con parole dure sul il misticismo fine a se stesso, e la Favola della botte, una parodia delle varie Chiese cristiane. Con quest’ultima opera mette la parola fine alla sua carriera ecclesiastica.

Jonathan Swift

Sempre a Londra milita in un primo tempo nel partito dei Whigs, per passare successivamente a quello dei tradizionalisti Tories.

Nel 1714 ottiene l’incarico di decano alla chiesa di St. Patrick di Dublino e qui, lui che tende sempre alla difesa dei più poveri, si schiera apertamente in favore degli irlandesi contro il governo inglese.

Spesso, parlando di Swift, si calca la mano sul suo pessimismo nei confronti del genere umano e sulla sua misantropia, in realtà la sua ironia sferzante è una critica alla società del tempo e ai suoi valori fittizi. Una critica che resta attuale perché a conti fatti la cultura dominante continua a proporre gli stessi valori di riferimento, basati sul denaro, sullo sfruttamento, sulla diseguaglianza, sulla falsità. Swift è un personaggio che si pone al di fuori del suo tempo. È uno spirito libero che non ha paura di dire quel che pensa, e che con i suoi scritti cerca di svegliare i suoi contemporanei, a volte provocandoli apertamente come nel libello Una modesta proposta, in cui avanza l’ipotesi di usare i bambini poveri come cibo per i ricchi.

Ma Swift è soprattutto il “padre” di Gulliver. Il romanzo Gulliver's travels viene pubblicato per la prima volta anonimo nel 1726. Scritto secondo la formula del libro di viaggio, racconta le quattro avventure di Lemuel Gulliver, nelle quattro fantastiche terre di Lilliput, Brobdingnag, Laputa e Houyhnhnm, abitate rispettivamente dai minuscoli lillipuziani, dai giganti, dagli immortali dell’isola volante e dai cavalli saggi. La storia è da un lato una dura satira della società umana e dall’altra un percorso di esperienza del protagonista che si trova a relativizzare il suo mondo, la sua cultura e se stesso.

Gulliver parte per quattro volte dall’Inghilterra su una nave e per quattro volte riuscirà a tornare in patria ma in ogni viaggio gli imprevisti lo porteranno in luoghi che non avrebbe mai pensato di raggiungere, dove vive situazioni che non avrebbe mai immaginato e che lo costringono a mettere in crisi le sue certezze. Gulliver’s travels inizia quasi come un racconto buffo e fantastico ma poi l’ironia si fa sempre più profonda e sferzante nel colpire i luoghi comuni, l’ipocrisia, la presunzione, l’etnocentrismo e, diciamo pure, lo specismo. Curiosamente i primi due capitoli sono stati pubblicati spessissimo nelle collane di letteratura dedicata all’infanzia, esaltandone gli aspetti bizzarri e comici e sottovalutandone, forse volutamente, il significato più profondo. A Lilliput i piccoli abitanti vivono conflitti assurdi come la guerra dovuta alla controversia sul modo più corretto di rompere le uova, se dalla parte più grossa o da quella più piccola. “Largapuntisti” e “strettapuntisti” se le danno di santa ragione e, volendo, si può anche ridere senza notare la pungente ironia dell’autore.

Jonathan Swift
A Lilliput Gulliver, per la sua imponente statura, viene ad un certo punto visto come un dio ma a Brobdingnag, il paese dei Giganti, diventa immediatamente un pupazzetto da esibire in spettacoli, addirittura un bambolotto nelle mani della figlia del re. L’ironia si fa più pungente nel descrivere Laputa, l’isola volante degli Struldbrug, i filosofi immortali, che perdono il loro tempo in speculazioni inutili.

Sembra che questa gente sia tanto immersa nei suoi profondi pensieri da trovarsi in uno stato di perpetua distrazione, dimodoché nessuno può parlare né udire i discorsi altrui se qualche impressione esterna non viene a scuotere i suoi organi vocali o uditivi. Perciò le persone benestanti hanno sempre seco un domestico battitore (o climénole, come essi lo chiamano) il quale ne risveglia l'attenzione: né escono mai di casa senza di lui. Infine Gulliver visita Houyhnhnm, il paese dei cavalli saggi che vivono sullo stesso territorio degli Yahoos, umani che per contrasto sono rozzi e ottusi. Quando Gulliver racconta ai cavalli come vivono gli umani nel suo paese uno di essi commenta: Odio, sì, gli Yahoos di questo paese, ma non li biasimo per i loro abominevoli difetti più di un gnnayh (uccello rapace) per la sua crudeltà, o d'una pietra acuminata per la sua qualità di ferirmi lo zoccolo. Ma quando un essere che si vanta ragionevole può essere capace di tutte le atrocità cui avete accennato, comincio allora a temere che la ragione male adoperata sia qualche cosa di peggio della stessa naturale bestialità. Voglio, dunque, credere che voi siate dotati, non già di ragione, ma d'una facoltà atta ad accrescere i vostri difetti naturali; quale un torbido ruscello che riflette l'immagine d'un corpo deforme, non soltanto ingrandita, ma più stravolta che mai.

Jonathan Swift muore a Dublino il 19 ottobre 1745. Escono postumi ancora due suoi libri: le Istruzioni ai servi e il Diario a Stella, raccolta di lettere scritte a Stella durante il periodo in cui aveva collaborato con i tories, da cui esce uno straordinario ritratto della vita nella Londra di quegli anni.





NOVEMBRE 2020


Leggere il futuro: si può?

Leggere il futuro: si può?


Alcuni lettori hanno chiesto come si fa a fare le previsioni del mese per i vari Segni. Prendiamo spunto da questa domanda per riprendere un argomento in parte già trattato nelle prime puntate di questa rubrica, argomento però sempre affascinante e attuale e che apre a molte considerazioni, sulla natura del tempo, sul destino, sulla libertà…

Partiamo dalla tecnica astrologica. Per poter “leggere” che cosa caratterizzerà questo mese per ognuno dei dodici Segni dobbiamo avere a disposizione una tavola che riporti il cerchio dello Zodiaco e le posizioni degli astri in questo periodo dell’anno. Le posizioni degli astri si ricavano dalle tabelle delle Effemeridi che si possono consultare in rete. Attualmente sul web possiamo trovare siti che forniscono il grafico pronto da interpretare, con i simboli degli astri già posizionati e gli aspetti (le distanze di 30, 60, 90, 120 e 180 gradi) calcolati e segnati.

Proponiamo nella figura 1 una tavola semplificata che mostra i pianeti nelle loro posizioni attuali. Conoscendo il significato dei simboli, ovvero le caratteristiche che l’Astrologia assegna ad ogni pianeta, si può leggere che cosa dovrebbe succedere. Facciamo un esempio con il Segno del mese, lo Scorpione. Nel Segno dello Scorpione si trova il Sole (vitalità, energia) che è in aspetto positivo (60° sestile) sia con il gruppo di pianeti formato da Giove (ottimismo, espansione), Saturno (introspezione, sintesi) e Plutone (creatività, profondità) sia con Nettuno (emotività, sogno) a 120°. È invece in contrasto con Urano (imprevisti) e la Luna (situazioni mutevoli).

Tenendo conto del carattere dello Scorpione, di questi dati e affidandoci all’intuito abbiamo letto:

Hai conquistato delle certezze, delle cose a cui tenevi molto e ora le difendi con forza. Temi però un po’ troppo l’incerto e l’inaspettato e questo ti rende un po’ rigido.

Può essere un azzardo, un’assurdità affidarsi all’intuito presupponendo di poter guardare oltre il presente? E se non lo è, che bisogno c’è di supportarsi con la simbologia astrologica per ricavarne un responso?

Leggere il futuro: si può?

Per trovare le risposte a queste domande dobbiamo accettare di uscire fuori dai limiti culturali che lo scientismo ha imposto alla ricerca sulla reale natura del mondo in cui ci troviamo a vivere insieme ad una moltitudine di altri esseri e fenomeni. È quello che fanno Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero con il loro libro IL GUARITORE SPIRITUALE – La scienza segreta dell’antico sciamanesimo druidico delle edizioni Triskel. Questo libro non parla specificatamente di astrologia ma affronta il tema delle scienze maledette che indagano sull’ignoto nel loro insieme e l’astrologia può rientrare a buon diritto in questa categoria.

Gli autori ci parlano di una visione del mondo propria della società maggioritaria, ipotecata dai dogmi delle grandi religioni e dello scientismo, e di un’altra visione, quella dei popoli naturali, cioè dei popoli che trovano riferimento filosofico e pratico nella natura. Per i popoli naturali, non contaminati dalle grandi religioni storiche ed eredi dell’esperienza arcaica dell’umanità, l’uomo non è il signore incontrastato della Terra ma parte, insieme a tutti gli altri esseri, della natura, inscindibilmente legato ad essa, alla sua evoluzione e al mistero da cui ha avuto origine.

Se per i popoli naturali il senso magico della vita, le percezioni extrasensoriali, la possibilità di contatto con gli esseri dell’autremonde sono esperienze naturali l’individuo del mondo maggioritario non può fidarsi empiricamente del suo istinto. Nella dimensione culturale ipotecata da ideologie e dalle varie religioni, egli non è facilitato alla riscoperta delle facoltà interiori del suo Profondo tanto da fidarsi ciecamente delle sue intuizioni né tanto meno è capace di dare una corretta interpretazione alla pulsione intuitiva profonda del suo sesto senso che si mescola con altre pulsioni emotive o di matrice culturale. Viene allora in aiuto l’utilizzo di particolari tecniche strumentali basate sull’affinamento della percezione inconscia che sono in grado di rivelare in tutta la sua purezza il messaggio della pulsione intuitiva.

Guardare oltre il presente non è impossibile ma per poterlo fare servono degli strumenti che aiutino a bypassare quelle ipoteche culturali che impediscono all’intuizione di emergere naturalmente. Questi strumenti possono essere il pendolino radiestesico, il mazzo dei Tarocchi, le gemme o, nel nostro caso, le stelle e i pianeti.

Leggere il futuro: si può?

Questi strumenti sono in pratica dei mediatori che portano alla luce l’attività profonda della psiche umana.

Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero riferiscono come i popoli naturali analizzino l’attività della mente: la mente è una istanza complessa che si struttura in un sistema articolato di elementi interdipendenti tra loro. Uno di questi è il cosiddetto “Immediato”, una finestra aperta sul torrente di pulsioni che giunge dal Profondo. Da parte sua il Profondo alimenta l’Immediato di varie pulsioni che giungono dall’oscurità più segreta e irraggiungibile della matrice dell’universo. La struttura di questa istanza che agisce nel sistema mentale è complessa. In parte è costituita da una sorta di memoria genetica personale e in parte da una porta di accesso alla matrice più intima dell’universo, in uno stato, si potrebbe dire, di “entanglement” quantistico con il tutto. Nell’attività del Profondo si accalcano antichi ricordi di infanzia e altri di pochi giorni orsono, assieme a bagagli di archetipi di comportamento e di riconoscimento delle esperienze primordiali del genere umano. Il profondo è una sorta di “buco nero” della psiche. Qui dentro avvengono processi e percezioni inimmaginabili che portano dal mondo ordinario a frontiere sconosciute di esistenza. Ed è la sua attività a consentire l’esperienza che viene definita come “sesto senso”. La sua attività dimostra che esiste l’equivalente di altri organi di senso da quelli ordinari che sono tesi alla percezione di un aspetto “diverso” della materia. Probabilmente in grado di percepire dimensioni ulteriori dell’architettura del cosmo, come quella di “vedere” il passato e il futuro allo stesso modo con cui si recepisce il presente. Organi di senso del genere erano probabilmente necessari quando la vita sviluppò i suoi primi passi sulla terra, in un mondo pieno di insidie di ogni genere e che proprio al loro funzionamento doveva la sopravvivenza delle creature primordiali. L’avvicinarsi di un pericolo mortale, costituito tanto da nemici di specie che da incendi e terremoti, dovevano essere percepiti prima che si verificassero poiché erano le situazioni determinanti per la sopravvivenza e che i soli sensi fisici non bastavano a rilevare. A quel tempo l’individuo era in grado di ascoltare e di vedere nelle radici opposte alla materia sensibile per identificare il pericolo e la sua natura e di prevederne l’azione. Era stato appena tratto dal biblico fango ed era ancora in grado di vedere ed operare attraverso di esso in quello che poi si sarebbe identificato come il Profondo. Oggi sembra che sia una qualità andata perduta da parte degli esseri umani della società maggioritaria, ma ancora viva presso la cultura dei Popoli naturali e le varie specie animali.

Leggere nel futuro non è quindi una cosa impossibile come l’attuale impostazione culturale vorrebbe far credere e ha delle implicazioni tutt’altro che campate in aria. Inoltre questa capacità appartiene naturalmente alla nostra specie.

Il legame quantistico con il tutto attraverso l’attività profonda della nostra mente ricorda le radici dell’Yggdrasil, l’albero della vita, che si estende tra i mondi e simboleggia il cammino evolutivo dell’uomo, che si sviluppa verso l’alto in stati percettivi di coscienza sempre più lucidi.


Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Il Guaritore Spirituale: La Scienza segreta dell’antico Sciamanesimo druidico - Edizioni Triskel è disponibile anche nella versione e.book www.triskeledition.com


Previsioni per il mese


Scorpione: A spada tratta: Hai conquistato delle certezze, delle cose a cui tenevi molto e ora le difendi con forza. Temi però un po’ troppo l’incerto e l’inaspettato e questo ti rende un po’ rigido.

Sagittario: A perdifiato: Un periodo come piace a te, pieno di stimoli da seguire, occasioni da cogliere, cose da fare. Riservati qualche momento per te, per mantenere il contatto con il te stesso più profondo.

Capricorno: Dentro di te: Periodo di grande concentrazione e riflessione sul tuo essere, sulle cose che per te contano davvero, sul tuo mondo. Probabilmente è il preludio per una nuova fase della tua vita.

Acquario: Contraddizioni: Sei un po’ in conflitto con te stesso e fai fatica a trovare tranquillità ed equilibrio. Ti senti forte ma ti stanchi in fretta, ami le novità ma ti irrigidisci quando arrivano… Probabilmente è un momento di cambiamento o di crescita.

Pesci: Qualcosa di più: Tutto bene, non puoi proprio lamentarti… ma tu vorresti qualcosa di più. Forse si sta manifestando in te quel bisogno di immensità che non si accontenta delle conquiste materiali.

Ariete: Fianco a fianco: Questo mese mette l’accento su un rapporto a due per te importante che deve evolvere liberandosi dal legame con i momenti del passato per poter acquistare immediatezza e semplicità.

Toro: Baricentro stabile: Forza e stabilità ti permettono di accettare gli imprevisti e di vederli come opportunità che ti vengono offerte dalla vita.

Gemelli: Sogni variopinti: Novembre ti regala forti sensazioni ed emozioni. Attento però perchè potrebbero coinvolgerti troppo e farti immaginare cose diverse da quel che sono. Tieni gli occhi aperti.

Cancro: Doni inattesi: Sarà l’inaspettato a regalarti le migliori soddisfazioni. Ciò che non ti aspetti, ciò che esce dal tuo solito modo di guardare il mondo intorno a te sarà portatore di novità interessanti.

Leone: Mostrati apertamente: Non dare per niente per scontato, non aspettarti che siano gli altri a intuire e farsi avanti. Hai una grande energia dentro di te che aspetta solo di potersi manifestare.

Vergine: Un fuoco acceso: Novembre è preludio d’inverno, è giornate che si accorciano, è introspezione, ma questo novembre per te ha in serbo energia e luce. Puoi illuminare gli angoli oscuri sia dentro di te che nelle situazioni che vivi.

Bilancia: In amore e in guerra: Sarà centrale, in questo mese, il rapporto con l’altro. Partner, socio, amico del cuore o chiunque sia il contraltare in un rapporto a due sembra assumere una grossa importanza. Nel bene e nel male questo porterà ad una crescita, per la relazione ma soprattutto per te.


Paracelso

Un personaggio dello Scorpione: Paracelso


L’uomo ha in sé il firmamento tutto, il quale riproduce le costellazioni e gli consente di integrarsi nel ritmo e nel soffio eterno del cosmo


Paracelso, medico, alchimista, filosofo, astronomo e astrologo, è una delle figure più rappresentative del Rinascimento europeo. La sua vita è una continua avventura in cui studi, viaggi, scoperte e misteri si intrecciano per rivelare una figura complessa e attualissima, nonostante siano passati più di 400 anni dalla sua scomparsa. Dal suo Segno di nascita, lo Scorpione, eredita la curiosità e l’anticonformismo, la spinta a sovvertire le regole e un carattere forte.

Philippus Aureolus Theophrastu Bombastus von Hohenheim, noto come Paracelso, nasce a Einsiedeln, in Svizzera, il 14 novembre 1493, figlio del medico Wilhelm von Hohenheim. Sarà proprio il padre ad insegnargli le basi della chimica e della medicina. Sui suoi primi anni di vita, passati in una delle case vicine al monastero di Unsere Liebe Frau, una delle stazioni di sosta per i pellegrini diretti a Santiago de Compostela, le notizie sono scarse e spesso in contraddizione tra loro. Si sa che la madre muore quando Paralelso è ancora bambino e che nella sua formazione avranno importanza l’incontro con Giovanni Tritemio, abate studioso di chimica e quabbalismo, e la frequenza a diverse università, da Parigi a Tubingen, a Vienna, a Monaco fino a Ferrara dove si laureerà in medicina. È proprio a Ferrara che conia per se stesso il nome Paracelsus, probabilmente riferendosi a Celso, famoso medico del primo secolo dopo Cristo. A ventidue anni diventa medico militare nell’esercito di Carlo I re di Spagna ma ben presto lascia l’incarico e comincia a viaggiare in giro per il mondo.

Paracelso

Appassionato di mineralogia, si reca nelle miniere del Tirolo per uno studio comparato tra le caratteristiche dei minerali e le malattie contratte dai minatori. Sarà nelle Fiandre, in Danimarca, dove il re lo nomina medico di corte, in Inghilterra, in Francia, in Russia dove viene fatto prigioniero dai Tartari dai quali impara le tecniche sciamaniche, in Grecia e in Etiopia sempre spinto da un’insaziabile curiosità e desiderio di ricerca. Si dice, ma non è certo, che si sia spinto fino in India e in Cina e forse abbia viaggiato fino al Polo. Nel 1524 apre uno studio medico a Salisburgo ma finisce in carcere con l’accusa di essere un ciarlatano e forse anche di diffondere idee vicine all’eresia. La sua passione, la sua irruenza, la sua simpatia per le taverne e per chi le frequenta, la stima per le pratiche della medicina popolare e al contrario il suo discredito per le prassi mediche accreditate e gli autori di riferimento gli alienano facilmente le simpatie dei colleghi che non si fanno scrupoli a denigrarlo anche pesantemente. Per Paracelso il medico deve essere vicino al paziente ed è dall’esperienza diretta che può trarre le conoscenze utili a curare i malati.

Nel 1527 riesce a guarire Erasmo da Rotterdam e questo importante risultato gli permette di conseguire l’incarico di medico municipale di Basilea e di insegnare all’università del posto ma già l’anno dopo lascia la città e riprende a viaggiare, peregrinando per l’Europa. Proprio a Basilea brucia in un falò i libri classici di Galeno e Averroè per affermare l’importanza di una nuova medicina. Nel 1930 lo troviamo a Regensburg dal barone von Stauff poi a San Gallo in Svizzera e infine a Salisburgo dove muore il 24 settembre del 1554, probabilmente assassinato da alcuni ladri che tentano di derubarlo ma, si dice, senza poter prendere nulla perché Paracelso ha regalato ogni suo avere ai poveri della città.

Leggere il futuro: si può?

L’approccio di Paracelso alla scienza medica, e più in generale alla ricerca, è ad un tempo pragmatico e mistico. La malattia, secondo lui, è invisibile ma si manifesta attraverso i sintomi che sono visibili. La cura consiste nel trovare nella natura un rimedio corrispondente ad essi, sulla base del principio dei simili, principio derivato dalle culture più antiche e più vicine alla natura, che sarà poi ripreso da Hahnemann, il fondatore dell’omeopatia. La natura è, per Paracelso, una sorta di farmacia che non possiede tetto, perché in natura si possono trovare tutti i rimedi per i mali dell’uomo. La natura è un’entità con cui l’umo ha un rapporto strettissimo e non è intesa solo in senso prettamente materiale ma come fonte di equilibrio e armonia. L’origine di ogni patologia è infatti una mancanza di equilibrio tra l’uomo e la natura. Chi si limita a studiare e trattare gli effetti della malattia è come chi pensa di poter scacciare l’inverno spazzando la neve sulla soglia della sua porta. Non è la neve ad essere causa dell’inverno, ma l’inverno ad essere causa della neve. Rifacendosi ai concetti alchemici, Paracelso parla della cura come di un processo di purificazione dalle scorie che creano lo squilibrio per arrivare all’identità più pura che può ristabilire l’armonia con la natura. Scendendo nel pratico Paracelso formula anche sette regole che aiutano a mantenere la sintonia con la natura:


1) Avere cura del proprio corpo

2) Non seguire i pensieri negativi

3) Fare tutto il bene possibile

4) Dimenticare le offese

5) Praticare la meditazione

6) Non raccontare tutto a tutti

7) Non aver paura del domani




OTTOBRE 2020


Alla ricerca di intelligenze diverse

Alla ricerca di intelligenze diverse


Questo mese proponiamo ai nostri lettori un argomento non specificamente astrologico ma legato comunque al cielo, la dimensione in cui si disegna lo Zodiaco, e con cui l’uomo ha stabilito da sempre un rapporto profondo, contemporaneamente scientifico e mistico. La cupola scura del cielo cosparsa di stelle che noi osserviamo con occhi pieni di meraviglia nelle notti serene e l’universo immenso in cui si sviluppano la vita e l’intelligenza sono per noi fonte continua di curiosità e stupore.

“Alla ricerca di intelligenze diverse” è il titolo del libro di Giancarlo Barbadoro, pubblicato per la prima volta nel 2006 e ripubblicato recentemente in una nuova edizione ampliata con gli ultimi studi dell’autore su questo affascinante argomento.

Presentato domenica 27 settembre, durante l’inaugurazione del Centro Studi Giancarlo Barbadoro, all’Ecovillaggio di Dreamland, e giovedì 8 ottobre in diretta Facebook sulla pagina dello stesso Centro Studi e su quella di Shan Newspaper, quest’opera si presenta unica nel suo genere per l’approccio particolare al fenomeno della vita e dell’intelligenza nell’universo. Il libro infatti non parla soltanto di oggetti volanti non identificati e dei possibili incontri con esseri provenienti da altri mondi. Pur presentando un’amplissima casistica sul fenomeno, dagli avvenimenti più recenti ai documenti del lontano passato, fornisce anche una prospettiva che rende la ricerca sulle intelligenze diverse un’indagine sul nostro mondo, sullo spazio immenso, sulla vita e sulla realtà invisibile da cui tutto trae origine.

È naturale essere curiosi. È per via di quest’innata facoltà che ci guardiamo intorno alla ricerca di esperienze che ci aiutino a capire meglio noi stessi e lo scenario dell’universo in cui viviamo, dal nostro quotidiano al mistero che sembra animarlo.

Così Giancarlo Barbadoro introduce l’argomento trattato nel suo libro, e questa prospettiva globale accompagna il lettore in un vero e proprio viaggio tra testimonianze, documenti antichi e attuali, notizie, oggetti, racconti e perfino leggende che insieme delineano una tematica complessa e coinvolgente, offrendo dati e disegnando prospettive per una propria ricerca personale, sia sulle possibilità di incontro con intelligenze aliene sia, ampliando ancora l’orizzonte, sulla natura stessa dell’universo e dell’esistenza.

Alla ricerca di intelligenze diverse

“Alla ricerca di intelligenze diverse” ci porta fuori dall’ovvietà in cui, a volte, ci si adagia, bombardati da necessità spesso indotte, idee e teorie che ci coinvolgono come in un eterno scontro fazioso quanto inutile. Il libro ci pone di fronte al mistero della nascita della vita e della manifestazione dell’intelligenza, che può apparire sotto varie forme, a volte invisibili anche se palesi e vicine, ma nascoste da definizioni e idee mai messe in discussione.

Il nostro attuale tempo sembra essere un vero e proprio pianeta chiuso, bloccato in una dimensione spazio-temporale che ci rende disgraziatamente unici, senza poter vantare legami diretti con altre civiltà che ci hanno preceduto, anch’esse sacche storiche divenute veri e propri mondi alieni, lontani da noi nella storia nell’equivalente di migliaia di anni luce. Siamo alieni ai nostri antenati, ad altre forme di pensiero appartenenti a popoli che convivono con noi nello stesso tempo, agli altri esseri che con noi convivono su questo pianeta, come lo siamo nei confronti di chi è nato in un altro mondo. Proprio questa considerazione rende appassionante la ricerca e fa del libro di Giancarlo un’opera unica nel suo genere, con un approccio alla tematica assolutamente originale.

È evidente che esiste una realtà fenomenica che va al là delle interpretazioni umane a cui possiamo accedere strumentalmente e quando superiamo la barriera dei condizionamenti culturali del gruppo sociale in cui siamo cresciuti. L’apporto dell’esobiologia in questo senso è molto importante perché può portare l’individuo a relativizzare le proprie convinzioni ed a considerare la possibilità di pariteticità con le altre qualità di vita che sono al di fuori del suo habitat, e pur tuttavia parallele e antitetiche. Tanto da spingerlo a trovare la forza morale di relativizzare i propri condizionamenti culturali, per realizzare un’esperienza di osservatore obiettivo dei fenomeni della vita, e quindi comprendere anche se stesso, nella sua vera natura interiore, senza più vetri colorati che si frappongano a fuorviarlo. E magari sviluppare un’inevitabile fratellanza con altre forme di vita.

La ricerca condotta da Giancarlo, e proposta come ipotesi di lavoro ai lettori, a questo punto si sviluppa in più direzioni che vanno dall’intelligenza animale a quella degli altri abitanti dello spazio, dal fenomeno UFO, all’intelligenza artificiale, dalle testimonianze riportate da miti e leggende ai fenomeni extradimensionali.

Alla ricerca di intelligenze diverse

Questo libro è straordinario anche nella sua conclusione, infatti la ricchezza dei dati che contiene non viene comunque considerata esaustiva dall’autore e la frase finale è un’esortazione a continuare la libera ricerca perché:

Non possiamo che continuare a indagare per soddisfare la nostra curiosità…



Giancarlo Barbadoro - ALLA RICERCA DI INTELLIGENZE DIVERSE - Edizioni Triskel

è disponibile presso la Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino


Il video dell’inaugurazione del Centro Studi Giancarlo Barbadoro

Sono intervenuti all’evento: Guido Barosio (Direttore Torino Magazine), Massimo Centini (Scrittore), Antonello Micali (Direttore Il Risveglio), Annamaria Bonavoglia (Scrittrice), Enrico Moriconi (Garante Diritti Animali Regione Piemonte),Gino Steiner Strippoli (Giornalista)
Ha condotto: Rosalba Nattero

Durante l’evento Gianluca Roggero ha presentato il libro Alla Ricerca di Intelligenze Diverse

https://youtu.be/a0PJi23MlPA


Il video della conferenza Alla Ricerca di Intelligenze Diverse

con Antonello Micali, Direttore de Il Risveglio, e Gianluca Roggero, ricercatore e musicista

Condotta da Rosalba Nattero Presidente del Centro Studi Giancarlo Barbadoro

https://youtu.be/tmGbQ5q-QjQ


Previsioni per il mese


Bilancia: Chi cerca trova: Se hai trovato quel che cercavi, questo mese ti sentirai più sicuro e felice. Se non lo hai ancora trovato continua a cercare.

Scorpione: Guarda dentro di te: Se non tutto procede secondo i tuoi progetti considera che forse hai bisogno di rivedere i tuoi obiettivi sulla base di quel te stesso più profondo e vero che senti dentro di te.

Sagittario: Un po’ di silenzio: Non è il tempo delle corse a perdifiato ma quello di valutare con attenzione e in silenzio ciò che ti sta davvero a cuore.

Capricorno: Un equilibrio stabile: Momento magico di equilibrio tra tutte le componenti del tuo essere: determinazione e dolcezza, razionalità e cuore si uniscono e contribuiscono alla tua forza.

Acquario: L’amicizia al primo posto: L’amicizia è sempre molto importante per il tuo Segno e questo mese lo sarà più che mai. Sarà il rapporto con i tuoi amici a coinvolgere il tuo cuore in tutti i sensi.

Pesci: Tempo per te: È il momento adatto per esprimerti, per metterti in gioco, per mostrarti fino in fondo per quello che sei. Un tempo favorevole per rivelare tutte le tue capacità.

Ariete: Trasportati da un vento leggero: Ti aspetta un ottobre piacevole da molti punti di vista un mese in cui potrai godere del tuo tempo senza doverti affannare.

Toro: Guardarsi dentro, guardarsi intorno: Questo mese ti porterà a prendere pienamente coscienza della tua situazione interiore per poi estenderla all’esterno di te.

Gemelli: Una passeggiata rilassante: Le questioni che ti avevano impegnato lo scorso mese sono ormai superate e ora puoi tirare un bel sospiro di sollievo.

Cancro: Cambiare è possibile: Stai consapevolizzando che non è obbligatorio essere sempre uguali a se stessi e che ci sono momenti che spingono al cambiamento. Non frenarti.

Leone: Acque limpide: Se non ti ci metterai tu, con le tue aspettative o le tue esagerazioni, sarà un periodo “pulito” in cui vivere in sintonia con tutto ciò che hai intorno.

Vergine: Senza paura: Non è il momento dell’incertezza e dei timori. Se devi dire parla, se devi agire agisci, se hai paura non ascoltarla.


Un personaggio della Vergine: Gianni Rodari


Alla ricerca di intelligenze diverse

Il cielo è di tutti


Qualcuno che la sa lunga

mi spieghi questo mistero:

il cielo è di tutti gli occhi

di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.

È del vecchio, del bambino,

del re, dell'ortolano,

del poeta, dello spazzino.

Non c'è povero tanto povero

che non ne sia il padrone.

Il coniglio spaurito

ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,

ed ogni occhio, se vuole,

si prende la luna intera,

le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa

e non manca mai niente:

chi guarda il cielo per ultimo

non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,

in prosa od in versetti,

perché il cielo è uno solo

e la terra è tutta a pezzetti.



Gianni Rodari, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, specializzato in letteratura per l’infanzia e tradotto in molte lingue, unico vincitore italiano del prestigioso Premio Hans Christian Andersen, quest’anno compirebbe 100 anni.

Gianni Rodari nasce infatti il 23 ottobre 1920 a Omegna sul Lago d’Orta. Nasce in cuspide tra Bilancia e Scorpione e dai due Segni eredita la leggerezza e la profondità, il senso della giustizia e la capacità di cogliere il punto essenziale delle questioni.

Alla ricerca di intelligenze diverse

Gianni bambino è timido e minuto. Ha due fratelli, Mario, il maggiore, molto più grande di lui e Cesare, a cui è legatissimo. Quando ha soltanto dieci anni il padre muore e la madre preferisce trasferirsi con i figli a Gavirate, suo paese d’origine, ed è qui che Gianni completa la scuola elementare. Nel 1931 entra in seminario a Seveso, per frequentare il ginnasio e qui si mostra fin da subito uno degli allievi migliori. Nonostante questo, dopo solo due anni si ritira e finisce l’anno scolastico a Varese, senza proseguire con il liceo classico e continuando gli studi alle magistrali. Nel 1936 pubblica i suoi primi otto racconti sul settimanale cattolico L’azione giovanile. A diciassette anni si diploma e a partire da questo periodo i suoi rapporti con il mondo cattolico si allentano mentre diventano sempre più importanti altri interessi come la musica e la lettura. Studia violino e legge Schopenhauer, Stirner, Nietzsche, Lenin e Trotzkij.

Nel 1939 si iscrive alla facoltà di Lingue dell’Università Cattolica di Milano ma poco tempo dopo abbandona gli studi senza arrivare alla laurea. Quando scoppia la guerra lui, dichiarato in precedenza “rivedibile”, non viene chiamato alle armi ma la guerra entrerà ugualmente nella sua vita, perché causerà la morte di alcuni dei suoi pochi amici e gli porterà via anche Cesare, suo fratello, che viene internato in un campo di concentramento. Nel 1941 vince il concorso per diventare maestro ed comincia ad insegnare come supplente. Sono anni duri ma forse già da subito Gianni rivela la sua anima di maestro un po’ speciale, un maestro che si chiede se vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo, o che afferma che la fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare delle chiavi per entrare nella realtà per strade nuove, può aiutare un bambino a conoscere il mondo.

Dal 1944 partecipa alla resistenza. Alla fine della guerra è prima direttore del giornale Ordine Nuovo, poi giornalista a L’Unità, a Milano e, nel 1950, direttore del settimanale per bambini Il Pioniere. In seguito tornerà a lavorare per L’Unità e poi per Paese Sera. Intanto scrive i primi racconti e filastrocche per bambini delineando così la sua futura carriera che lo vede da un lato giornalista e dall’altro scrittore per i più piccoli. Sarà soprattutto questo secondo filone a dargli la notorietà e a fare di Gianni Rodari lo scrittore che conosciamo. Nel 1970 vince il Premio Andersen, il più importante concorso internazionale per la letteratura dell’infanzia, e così la sua fama si estende anche all’estero e viene tradotto in varie lingue. Quello che colpisce delle sue opere è come si intreccino sempre il sorriso e la riflessione su argomenti “da grandi”.

Alla ricerca di intelligenze diverse


È difficile fare

le cose difficili:

parlare al sordo

mostrare la rosa al cieco.

Bambini, imparate

a fare le cose difficili:

dare la mano al cieco,

cantare per il sordo,

liberare gli schiavi

che si credono liberi.


La creatività di Gianni sembra inesauribile: gioca con le parole e con la grammatica, smonta e rimonta le fiabe, fa arrivare dal cielo un’astronave torta, snocciola rime semplici ma sempre divertenti e profonde. Se un bambino scrive nel suo quaderno «l'ago di Garda», ho la scelta tra correggere l'errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l'ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo «ago» importantissimo, segnato anche nella carta d'Italia. La Luna si specchierà sulla punta o nella cruna? Si pungerà il naso?... Un «libbro» con due b sarà soltanto un libro più pesante degli altri, o un libro sbagliato, o un libro specialissimo?

Ancora oggi sono tanti i libri di Gianni Rodari sugli scaffali delle aule scolastiche. Sono libri giocosi e divertenti che aiutano ad imparare le regole della lingua o a riflettere sull’avventura della vita, sempre con grande leggerezza e uno sguardo tenero verso i piccoli lettori… e forse anche quelli grandi.

Dalla seconda metà degli anni settanta, pian piano, la sua condizione fisica comincia a dare i primi segni di cedimento e la sua vulcanica creatività diminuisce. Morirà il 14 aprile del 1980.

Tanti bambini sono cresciuti con le sue filastrocche e forse si portano in cuore un po’ della poesia di Gianni.

In cuore abbiamo tutti un cavaliere pieno di coraggio, pronto a rimettersi sempre in viaggio.




SETTEMBRE 2020


La Ruota d’Oro, il Cromlech e lo Zodiaco

La Ruota d’Oro, il Cromlech e lo Zodiaco


Anche se viviamo in un’epoca in cui scienza e magia sembrano contrapporsi e apparire addirittura nemiche, molti antichi simboli continuano ad influenzare l’immaginario collettivo, il linguaggio e la cultura di questo tempo, come se racchiudessero archetipi fondamentali per la nostra esperienza e la nostra vita. Fra questi lo Zodiaco occupa un posto di primo piano. E che cos’ha da dire oggi questo cerchio tracciato nel cielo intorno a noi, diviso in dodici settori, ognuno contrassegnato da un animale, un essere mitico o un oggetto che la fantasia dei nostri progenitori ha disegnato, unendo con dei tratti immaginari quei puntini luminosi che chiamiamo stelle?

È un quesito a cui abbiamo tentato di rispondere partendo dal bagaglio di conoscenza dello sciamanesimo druidico, la cultura dei nativi europei che affonda le sue radici in tempi lontanissimi. Lo Zodiaco è un cerchio e questa figura sembra essere un simbolo molto significativo per tutte le culture dei popoli naturali, cioè quei popoli che hanno mantenuta intatta la loro tradizione senza cedere all’opera di conversione forzata attuata dalle grandi religioni storiche.

L’antica cultura dei Nativi europei, scrivono Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero nel loro testo “Il Guaritore Spirituale, La Scienza segreta dell’antico Sciamanesimo druidico” - aveva come riferimento la Natura e la logica fenomenica del trascendente. Una dimensione di esistenza che travalicava, nella loro concezione, quella ordinaria e riferibile alla materia. Una dimensione considerata come un valore assoluto che aveva dato origine all’universo e lo ospitava nella sua qualità fenomenica reale, posta al di sopra dalla soggettività dei sensi.

La Ruota d’Oro, il Cromlech e lo Zodiaco

Per rappresentare l’invisibile, in ogni caso determinante per l’esistenza dell’universo e dell’uomo, veniva utilizzato il simbolismo del cerchio e del suo centro. Un centro invisibile come l’OIW, il piano reale dell’esistenza, ma purtuttavia necessario perché il cerchio potesse manifestarsi nel suo disegno geometrico. Il “centro” divenne pertanto un simbolo intuitivo e percettivo per chi sapeva vedere al di là del mondo materiale offerto dai sensi. Il “centro” rappresentava quella qualità essenziale e reale dell’esistenza che dava corpo alla manifestazione della vita. Un ente che, data la sua capacità di generare l’universo, era considerato fonte di energia invisibile e conoscenza di ogni cosa possibile.

Simbolo per eccellenza della sacralità del cerchio è la ruota d’oro di Fetonte, riprodotta in mille modi diversi da tutte le culture del pianeta, dal Pi cinese alla medicine weel dei nativi americani, dai monili da portare al collo alle grandi ruote di pietra della Valle di Susa. Fetonte, misterioso essere giunto dalle stelle, la lasciò in dono ai suoi allievi quando lasciò la Terra, assicurando che in essa fosse contenuta tutta la conoscenza di cui avevano bisogno.

Già altre volte abbiamo citato il mito di Fetonte, nella versione tramandata dalle famiglie celtiche, ben diversa da quanto racconta Ovidio. Secondo questa versione, questo essere venuto dalle stelle, su un carro dorato, scese, e non cadde, sulla Terra, ai piedi del monte che ora chiamiamo Rocciamelone, e non portò distruzione ma conoscenza agli esseri che in quel tempo vivevano in quei luoghi.

La Ruota d’Oro, il Cromlech e lo Zodiaco

Fetonte, sempre secondo questo mito, fece costruire dai suoi aiutanti di metallo, un cerchio di dodici pietre erette, delimitando così il terreno in cui avvenne l’incontro con gli sciamani di quel popolo e in cui fece dono del suo sapere e della sua esperienza. Fu quello il primo tempio, il primo contatto del Cielo con la Terra, la prima scuola, il primo osservatorio astronomico, il primo centro di cultura e arte. I cromlech (cerchi di pietre erette) realizzati successivamente, in epoche diverse e più o meno vicine a noi, mantengono un legame con quello di Fetonte e oltre ad essere utilizzati per gli stessi scopi simboleggiano un percorso spirituale che esprime il transito dell’individuo dalla nascita alla morte, verso una dimensione cosmica da esplorare e da capire. Lo Stone Circle dell’Ecovillaggio di Dreamland, costruito su progetto di Giancarlo Barbadoro, proprio con lo scopo di dare evidenza alla cultura dei nativi europei, riproduce l’antica struttura che, procedendo dal centro verso l’esterno vuole un primo anello di pietre basse, un secondo cerchio di dodici pietre erette e  quattro pietre a indicare le quattro direzioni. Non a caso le dodici pietre erette sono dedicate ognuna ad un Segno dello Zodiaco.

Il cielo che vedevano i nostri lontani antenati non era lo stesso che vediamo noi oggi, le stelle che loro osservavano erano altre o erano in posizioni diverse, ma il contatto con la volta celeste avrà suscitato la stessa meraviglia e lo stesso senso di mistero. Probabilmente le costellazioni formavano altri disegni e avevano altri nomi ma l’immagine del cerchio suddiviso in settori ognuno dei quali rappresenta una tappa di un cammino di crescita è rimasto. Così come è rimasta l’idea che ogni settore sia una finestra simbolica che guarda da una particolare angolatura verso l’infinito.


Giancarlo Barbadoro, Rosalba Nattero - "Il Guaritore Spirituale: La Scienza segreta dell’antico Sciamanesimo druidico".
Edizioni Triskel. Disponibile anche in formato e-book. www.triskeledition.com


Previsioni per il mese


Vergine: Si riparte: Sei riuscito a liberarti dei vecchi pensieri, vecchi modi di essere e situazioni che ti stavano strette? Allora puoi dedicarti a coltivare la tua libertà e a mettere in campo le tue energie in nuovi progetti.

Bilancia: Alla ricerca di se stessi: Forse sono proprio le contraddizioni vissute lo scorso mese a consigliarti un viaggio dentro di te, per capire le tue esigenze più profonde e trovare il tuo vero te stesso.

Scorpione: Animo tumultuoso: Passione, lotta, inquietudini, fragilità e durezza si alterneranno nel tuo profondo. Forse sono gli effetti secondari di un processo di crescita che stai vivendo e che ti porterà ad una rinascita.

Sagittario: Guardarsi intorno: Più tranquillo che nello scorso mese ti prendi il tuo tempo per guardarti intorno e cogliere qualcosa di interessante magari nascosto dietro l’angolo.

Capricorno: Un cuore tenero: Quella dolcezza che hai dentro, che difendi come un piccolo tesoro e raramente hai voglia di esprimere, in questo mese verrà fuori, che tu lo voglia o no.

Acquario: Messaggi dal passato: Per te che sei attento a cogliere l’attimo o a proiettarti nel futuro inaspettatamente settembre ti propone un contatto con il passato. Ritrovare un oggetto o incontrare un vecchio amico saranno come una lettera che viene da “ieri” per farti capire qualcosa di “oggi”.

Pesci: Guardarsi allo specchio: Periodo introspettivo, per te, questo finale d’estate e inizio d’autunno. Le stelle ti consigliano di fermarti e di guardare dentro di te o davanti a te come se fossi allo specchio.

Ariete: Un mese di fremiti: I fremiti li provocherai negli altri con il fascino che saprai esercitare grazie alla tua grande energia ma li proverai anche tu a causa dell’impazienza che senti dentro di te.

Toro: Oltre l’apparenza: Il tuo pragmatismo ti porta ad andare al sodo delle questioni e in questo settembre questa tua caratteristica si manifesterà in pieno cercando sempre il cuore delle situazioni e delle persone.

Gemelli: Poche chiacchiere: Alcune questioni pratiche da risolvere ti terranno impegnato sul terreno della concretezza e delle azioni. Le stelle ti consigliano di concentrarti per trovare le soluzioni migliori. Per tutto il resto ci sarà tempo in seguito.

Cancro: Tempo di regali: Non tanto di riceverli quanto di farli, i regali. Le stelle ti invitano a far uscire quello che tieni nel tuo modo interiore, ad esprimerlo e comunicarlo agli altri, regalando quello che la tua sensibilità ti fa sentire. Sarà un regalo anche per te scoprire la tua ricchezza.

Leone: Lasciarsi andare: Lasciati andare alla vita, è questo il consiglio delle stelle per te, in questo mese. Non riferire sempre tutto al te stesso conosciuto e al tuo mondo e sperimenta un allargamento degli orizzonti.


Un personaggio della Vergine: Caspar David Friedrich


Un personaggio della Vergine: Caspar David Friedrich

Sublime è per me un principio immenso,
un qualcosa che vola più in alto di un uccello,
che corre più veloce di un ghepardo,
che è più impetuoso della tempesta,
che è più dolce di un bacio…
Sublime è una sensazione indescrivibile che occupa il cielo
ma che può essere racchiuso anche in un piccolo fiore.

Caspar David Friedrich è considerato il più grande pittore tedesco dell’ottocento, nonostante sia stato trascurato e dimenticato per lungo tempo e riscoperto solo negli ultimi anni. Di lui si parla come del pittore che dipingeva l’infinito e un suo dipinto, il Viandante sul mare di nebbia, è ora riconosciuto come il manifesto del movimento romantico. Nel quadro si vede un uomo in piedi su una roccia che guarda nel mare di nuvole di fronte a lui. La figura, ritratta di spalle, è probabilmente il pittore stesso, immerso nella contemplazione dell’infinito di cui si sente parte.

Un personaggio della Vergine: Caspar David Friedrich

Devo stare da solo e sapere che sono solo per contemplare e sentire la natura in pieno - afferma Friederich - Devo arrendermi a ciò che mi circonda, devo fondermi con le mie nuvole e rocce per essere quello che sono. La solitudine è indispensabile per il mio dialogo con la natura.

Ospite di questa puntata, in rappresentanza del Segno della Vergine, ne evidenzia la precisione, l’attenzione al particolare, l’astrazione e il bisogno di un rapporto metafisico con la realtà.

Caspar David Friedrich nasce a Greifswald, in Germania, sul mar Baltico, il 5 settembre 1774, da una famiglia nobile. Cresce in un ambiente segnato dalla morte della madre, avvenuta quando lui ha soltanto sette anni e dalla rigidità del padre, un severo luterano.

Nel 1794 lo troviamo a Copenaghen dove frequenta l'Accademia, e viene a contatto con due elementi che avranno su di lui un’importante influenza: i miti di Ossian e gli scritti di Goethe sulle nuvole.

Se I Canti di Ossian che James MacPherson scrisse ispirandosi al leggendario bardo celtico, avranno grande importanza nella formazione dell’humus da cui nascerà il movimento romantico, le nuvole ne interpretano la natura. Esse, secondo Goethe, sono l’eterno simbolo di ogni peregrinazione, di ogni ricerca, esigenza e desiderio di patria. E così, come esse stanno sospese tra Terra e cielo, timide, nostalgiche e spavalde, allo stesso modo sono sospese tra tempo ed eternità, timide, nostalgiche e spavalde, le anime degli uomini. Oh le nuvole, belle, ondeggianti, sempre in movimento! Ero un bambino ignaro e le amavo, le guardavo senza sapere che sarei andato attraverso la vita anch’io come una nuvola - peregrinando, dovunque straniero, librato tra tempo ed eternità.

Un personaggio della Vergine: Caspar David Friedrich

Lo stesso desiderio d’infinito vive nel cuore di Friederich:

Attraverso le nuvole tenebrose si infrangono

Cielo blu, sole,

Sulle alture e nella valle

Canta l'allodola e l'usignolo

Dio, ti ringrazio che vivo

Non per sempre in questo mondo

Rafforzami che la mia anima si alzi

Verso l'alto verso il tuo firmamento.

Nel 1798 Friederich sceglie di vivere a Dresda. Disegna ad inchiostro, dipinge acquerelli, realizza acqueforti e intarsi. I suoi soggetti preferiti sono i paesaggi, illuminati da una luce intensa e particolare. Sono luoghi reali, visti durante i suoi viaggi, a volte all’interno della composizione compaiono una o più figure umane, quasi sempre viste di spalle e intente a guardare verso l’infinito.

Un personaggio della Vergine: Caspar David Friedrich

Poverissimo all’inizio raggiunge la fama vincendo, nel 1805, un concorso a Weimar e da quel momento le sue opere diventano apprezzate e vendute. Cambia anche tecnica passando dagli acquerelli all’olio su tela ma non cambiano i soggetti dei suoi quadri in cui nuvole e nebbie sembrano far naufragare il mondo concreto per far emergere invece una realtà impalpabile e misteriosa.

I luoghi che ritrae sono riconoscibili e la loro ricostruzione sulla tela è attenta e precisa, ma sono sempre dipinti in studio sulla base del ricordo e dell’impressione che ne ha tratto guardandoli. L'unica vera sorgente dell'arte è il nostro cuore, il linguaggio di un animo infallibilmente puro. Un'opera che non sia sgorgata da questa sorgente può essere soltanto artificio. Ogni autentica opera d'arte viene concepita in un'ora santa e partorita in un'ora felice, spesso senza che lo stesso artista ne sia consapevole, per l'impulso interiore del cuore.

Nel 1818 si sposa con Caroline Bommer, una ragazza molto più giovane di lui, con cui ha tre figli. Questi anni sono trai più produttivi dal punto di vista artistico e sono anche i più ricchi di riconoscimenti e di rapporti di amicizia. Però poi pian piano la sua fama comincia a diminuire. Da interprete degli ideali romantici si trasforma in figura malinconica, strana, solitaria. Torna lo spettro della povertà e la salute si fa sempre più precaria. Nel 1935 viene colpito da un malore, probabilmente un ictus, e comincia a sviluppare anche delle ossessioni mentali. Muore il 7 maggio 1840 lasciandoci il messaggio racchiuso nelle sue opere:

L'uomo non dovrebbe essere considerato uno standard assoluto per l'umanità, il Divino, l'infinito è il suo obiettivo ...





AGOSTO 2020


Di fronte al Mistero

Città stellari


INCONTRO CON IL MISTERO di Giancarlo Barbadoro (1)


Nella limpidezza dell’alba

si ritagliano i profili

netti

delle montagne.

Immense e immobili.

La loro fissità

nell’aria trasparente

dà evidenza al silenzio

con cui si mostra

la realtà del mondo.


Guardo perdendomi nell’infinito

e mi chiedo

perché ci sia qualcosa

invece del niente…

Sarebbe stato più semplice

che non ci fosse mai stato nulla.

Niente sarebbe stato detto

vissuto e pensato.

Non ci sarebbero state

le avventure dell’uomo

e dei suoi schiavi.


Invece

c’è qualcosa

al posto del nulla.

Ma che cos’è questo qualcosa

che mi appare nel silenzio?

Che nome posso dargli?

E chi sono io

che ne sono parte?

Mi perdo in una vertigine

nell’intuizione di un Mistero

che dà vita alla mia esistenza.


Di fronte al Mistero

Ma chi può aver voluto tutto questo?

Il caso?

O c’è sta una sorte

che ha posto che ci fosse qualcosa


invece del niente?

O c’è un’eternità

che non ha mai permesso che ci fosse il niente?

È solo l’intuizione di un istante.

Una vertigine passeggera

nel silenzio trasparente.

Ma sento che adesso

nulla potrà mai essere

più come prima.



È passato un anno da quando Giancarlo Barbadoro se n’è andato, passando in una dimensione che i nostri occhi non possono vedere. Per questo nella puntata di agosto proponiamo una sua poesia, uno dei suoi “sassi lanciati nello stagno delle ovvietà”, per ricordare lui e il messaggio di conoscenza libertà e amore che animava la sua vita e il suo lavoro incessante per rendere concreto il sogno di un mondo migliore per tutti. Giancarlo è stato tante cose, ricercatore, giornalista, scrittore, filosofo, teorico dell’ecospiritualità, delegato ONU, difensore dei diritti degli animali, artista, guerriero, sciamano, sognatore… oggi qui lo celebriamo come poeta capace di farci vivere un istante di eternità.

Con questa poesia Giancarlo ci sollecita ad una sorta di “visione”. Comincia con le montagne maestose e immobili nell’aria cristallina per arrivare alla percezione di un qualcosa in cui la loro massa prende forma e sostanza, un qualcosa che comprende anche l’osservatore e l’universo intero con tutte le vite e le vicende che contiene…

Con questa poesia Giancarlo ci fa vivere un attimo di Mistero, ci fa sentire che oltre l’apparenza del mondo c’è qualcos’altro, un qualcosa che vibra insieme alle corde del nostro cuore, e che il rapporto con il Mistero che anima il mondo è davvero l’unica cosa davvero essenziale per noi. Percepire il Mistero è il primo passo su un sentiero che può portare lontano.

L’attuale cultura maggioritaria, con il suo esasperato scientismo, tende a negare tutto quanto esuli dai dati forniti dai nostri sensi, magari ampliati dall’uso di sofisticati strumenti tecnologici. Ma non è sempre stato così. Ci sono tempi e luoghi in cui la percezione del Mistero era ed è considerata naturale e chi la provava, o la prova, non era, e non è, considerato un folle. Per i Popoli naturali, cioè quei popoli che non si sono lasciati cooptare dalla cultura imposta dalle grandi religioni storiche e che trovano riferimento nella Tradizione ancestrale dell’umanità, il Mistero rappresenta la vera realtà del fenomeno esistenziale in cui viviamo, ma che non percepiamo ordinariamente per via dell’illusione perpetrata a nostro danno dall’inadeguatezza e specificità dei sensi – diceva Giancarlo Barbadoro - Secondo i Popoli naturali, il Mistero è il fondamento dell’universo e della nostra stessa esistenza.

Di fronte al Mistero

Giancarlo la Tradizione l’aveva incontrata quando era ragazzino, un incontro che potremmo definire “magico” con una comunità tradizionale autoctona delle valli piemontesi, una delle famiglie celtiche che mantengono vivo lo sciamanesimo druidico, erede dell’esperienza ancestrale dell’umanità, un incontro che avrebbe segnato in modo indelebile la sua vita, facendo di lui un ricercatore d’infinito, un difensore dei più deboli indipendentemente dalla razza o dalla specie di appartenenza, un divulgatore di quella filosofia che ha origini leggendarie e che può parlare ai viventi di qualunque tempo per donare conoscenza, libertà e amore.

Vero sciamano che vive in sintonia con il Mistero, Giancarlo aveva un coraggio ed un’energia inesauribili. Ha lavorato a tante iniziative per allargare i confini culturali e dare nuovo impulso alla libera ricerca, che lui intendeva posta tra scienza e metafisica, dal gruppo Spazio4 degli anni settanta a questa rivista on line Shan Newspaper all’ideazione di Radio Dreamland, la web radio che ha iniziato a trasmettere quest’anno, per citarne solo alcune. Ha dato il suo sostegno ai Popoli naturali, portando all’ONU le loro istanze, per la salvaguardia dei loro luoghi sacri e della loro spiritualità. È stato l’anima intima di Artist United for Animals che raccoglie quegli artisti che vogliono dedicare le loro capacità a dare voce agli ultimi degli ultimi, gli animali e del LabGraal, il gruppo musicale che propone, in chiave rock, la musica dei popoli nativi, due iniziative di Rosalba Nattero, sempre al suo fianco in questa grande lotta di liberazione. Ha creato enti, dal Cerchio di Nuova Terra, alla Scuola di Kemò-vad “Sole Nero”, dalla Ecospirituality Foundation all’Ecovillaggio di Dreamland, per dar modo a tutti coloro che si sentono ricercatori d’infinito di non essere soli, di trovare riferimento e aiuto, di poter vivere da subito una vita migliore. La presenza di Giancarlo era di per se stessa un sasso lanciato nello stagno dell’immobilismo e creava intorno a lui cerchi sempre più grandi che davano modo ad altri di venire in contatto con l’esperienza senza tempo di cui dava testimonianza con la sua vita. Lavorava con chi condivideva i suoi intenti, al grande progetto ecospirituale, con uno spirito di fratellanza che accomunava chi gli stava fisicamente accanto e chi era in terre lontane, nel grande Nord o nell’altro emisfero, oltre l’oceano o oltre il deserto.


Ogni individuo può rapportarsi al Mistero e da questo trarre conoscenza e benessere, può farlo fin da subito con la meditazione intesa come un viaggio che lo porterà via via fuori dal suo piccolo mondo egocentrico, fuori dal suo sogno personalizzato verso piani percettivi sempre più lucidi e in armonia con la Natura.


L’esperienza ecospirituale di un individuo può quindi moltiplicarsi nel contributo spontaneo di quella di altri, ottenendo il risultato inevitabile di costruire uno spazio ambientale condiviso e vissuto in totale armonia. Creando un mondo migliore per tutti, umani e non umani, che si aprirà a macchia d’olio su tutto il pianeta.(2)


Tutto parte dal Mistero e nel Mistero vive. Ognuno può accorgersi, magari in particolari momenti della vita fatti di silenzio, che dall’apparente normalità del quotidiano, con le sue certezze e le sue problematiche, il Mistero affiora. Ci sono momenti cioè in cui traspare l’esistenza di un piano di realtà che trascende l’ordinarietà degli eventi che ci coinvolgono ogni giorno e dei pensieri, delle gioie e delle preoccupazioni che ci provocano. Sono per alcuni solo istanti presto dimenticati, per altri invece rappresentano l’inizio di una ricerca sulla vera natura del nostro mondo e di noi stessi, seguendo un cammino misterioso, sulle orme di altri che ci hanno preceduto e lasciando orme per altri che verranno.


Di fronte al Mistero

Compagni di un’avventura

ai confini del buio abisso

che accoglie

la frontiera delle stelle.

In nome di ideali che ci danno libertà

e amore.

Per una conoscenza

che ci renda tutti liberi.(3)


A testimoniare quanto il Mistero si affacci alla percezione dei viventi riportiamo qui dodici frasi di dodici autori in rappresentanza dei dodici Segni dello Zodiaco, frasi “spulciate” qua e là che però possono diventare spunto di riflessione:


Leone

Sapersi muovere nel mondo non basta più quando ci si accorge che:

La cosa più insignificante racchiude un po’ d’ignoto.

(Guy de Maupassant, scrittore - 5 agosto 1850)


Vergine

Anche la logica si arrende di fronte al Mistero:

Un senso di mistero mi invase il cuore e la mente, quella percezione del mondo come una pelle sottile su organi e ossa sconosciuti.
(Stephen King, scrittore - 21 settembre 1947)


Bilancia

Cercare l’equilibrio per trovare il Silenzio:

Colui il cui cuore puro

è divenuto privo d’immagini

è lo specchio

per le tracce dell’Invisibile.

(Jalal ad-din Rumi, mistico - 30 settembre 1207)


Di fronte al Mistero

Scorpione

Le domande metafisiche si frantumano davanti ad un’intuizione:

Quel che io porto d’ignoto a me mi rende me stesso.
(Paul Valéry, poeta - 30 ottobre 1871)


Sagittario

Guardare lontano per accorgersi che:

Non c’è niente di misterioso per un marinaio se non il mare stesso, che è padrone della sua esistenza e imperscrutabile come il destino.
(Joseph Conrad, scrittore - 3 dicembre 1857)


Capricorno

Cercare il senso unitario della vita ti porta ad ammettere che:

La massima conoscenza è sapere che siamo circondati dal mistero.
(Albert Schweitzer, medico - 14 gennaio 1875)


Acquario

Dalla trama colorata della vita filtra il Mistero:

ETERNO

Tra un fiore colto e
l'altro donato
l'inesprimibile nulla.

(Giuseppe Ungaretti, poeta - 8 febbraio 1888)


Pesci

Tuffarsi nell’esistenza come nel mare profondo per affermare:

La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero; sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza.

(Albert Einstein, fisico - 14 marzo 1879)


Di fronte al Mistero

Ariete

Agire, muoversi, affrontare situazioni nuove e alla fine:

Noi ci sediamo in cerchio e supponiamo, ma il Segreto si siede in mezzo e sa.
(Robert Lee Frost, poeta - 26 marzo 1874)


Toro

Guardare in faccia la realtà per constatare pragmaticamente che:

La scienza non può svelare il mistero fondamentale della natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte dell’enigma che stiamo cercando di risolvere.

(Max Planck, fisico - 23 aprile 1858)


Gemelli

Cogliere nel gioco dinamico degli eventi uno spazio di silenzio:

Ho sempre pensato che la musica dovrebbe essere soltanto silenzio, il mistero del silenzio che cerca di esprimersi.

(Marguerite Yourcenar, scrittrice - 8 giugno 1903)


Cancro

Oltre le proprie speranze, richieste e aspettative si arriva ad una soglia:

L’ultimo passo della ragione è di riconoscere che ci sono un’infinità di cose che la sorpassano.
(Blaise Pascal, matematico - 19 giugno 1623)


(1) Incontro con il Mistero e (3) Ai compagni di viaggio – da: G.Barbadoro – OLTRE LA SOGLIA – Edizioni Triskel

(2) da: G.Barbadoro – MEDITAZIONE E ECOSPIRITUALITÀ


Previsioni per il mese


Leone: Contatto con la realtà: Il sole ti regala grande energia, fiducia e voglia di fare. Attento però a non esagerare, mantieni i piedi ben saldi in terra.

Vergine: Libertà vo cercando: Hai bisogno di abbandonare vecchi pensieri, vecchi modi di essere e situazioni che ti stanno strette per trovare una nuova libertà.

Bilancia: In bianco e nero: Due elementi contrapposti si manifesteranno in questo mese per te, combinandosi in modi diversi e inaspettati. E come all’esterno anche dentro di te ci saranno emozioni piacevoli e semplici alternate a dubbi e malumori.

Scorpione: Orizzonte sereno: Le stelle ti regalano uno stato d’animo giocoso e atmosfere dolci da vivere con chi ti è caro.

Sagittario: Scalpitare nell’attesa: I piedi sono ancora sulla linea di partenza ma il cuore è già lontano, forse perfino oltre il traguardo.

Capricorno: Come un carpentiere: Agosto è di solito sinonimo di vacanza ma non per te che sei in piena attività e prepari, assembli, costruisci su un nuovo progetto che hai visualizzato.

Acquario: Cantando sotto la doccia: Questo mese ti proporrà eventi e incontri vari che ti consiglia di vivere con lo stato d’animo di chi, facendo la doccia, canta e lascia che l’acqua gli scivoli addosso, senza preoccuparsi di trattenere nulla.

Pesci: Un nuovo sogno: Quello che hai conquistato non ti basta più, sei pronto per nuove avventure. I tuoi nuovi obiettivi non sono ancora del tutto definiti ma la voglia di lasciare il consueto e partire è grande.

Ariete: Strada maestra: Il guardarti intorno del mese scorso ti ha portato ad individuare la direzione in cui vuoi andare ed ora con rinnovata energia e decisione puoi metterti in cammino.

Toro: Vacanza: Un mese da vivere senza pensieri, senza correre e senza dover fare mille cose. Insomma un mese di vacanza dagli impegni, impiegando il tuo tempo come preferisci.

Gemelli: Go!: Dopo un periodo di fermata e revisione di tante cose, sei di nuovo pronto a partire, con entusiasmo e voglia di partecipare a nuove esperienze.

Cancro: Equilibrio quasi stabile: Hai trovato un tuo equilibrio che ti permette di vivere momenti piacevoli, tenerezza e anche una certa tranquillità. Però le stelle ti suggeriscono di non difenderlo troppo e di lasciare la porta aperta anche a nuove possibili esperienze.


Un personaggio del Leone: Charles Fort


Un personaggio del Leone: Charles Fort

Io non respingo nulla del reale perché una scienza futura scoprirà relazioni sconosciute tra i fatti che appaiono oggi senza rapporto. La scienza ha bisogno di essere scossa da uno spirito avido, benché non credulo, nuovo, selvaggio. Il mondo ha bisogno di un’enciclopedia di fatti esclusi, di realtà oggi condannate al clamore del silenzio.

Charles Fort, scrittore e ricercatore americano vissuto tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento, animato da un’insaziabile curiosità, criticava aspramente la scienza esclusionista, cioè quel tipo di scienza che considera soltanto i dati conformi alle teorie accettate e rifiuta tutto ciò che le mette in crisi. Per questo dedicò la sua vita a raccogliere tutte le notizie sui fatti strani, consultando riviste di attualità e testi conservati nelle biblioteche. Annotò e poi pubblicò migliaia di eventi improbabili o incredibili, fatti che definiva dannati, cioè condannati all’oblio. La sua opera rimane fondamentale per tutti coloro che si interessano di approfondire quegli aspetti della realtà che sconfinano dall’evidente e dall’ovvio, ponendo interrogativi sulla vera natura del nostro mondo.

Un personaggio del Leone: Charles Fort

Charles Fort è ospite di questa puntata dedicata al Mistero proprio perché destinò la sua vita a cercare notizie di fatti strani capaci di scardinare l’apparente linearità del quotidiano in cui l’ovvietà fa da padrona. Ed è qui in rappresentanza del Segno del Leone di cui evidenzia alcuni tratti salienti. Charles è intransigente e non discute le tesi a cui perviene sulla base delle sue ricerche ed è anche poco incline ad accettare l’insuccesso, vedremo che addirittura distrugge i suoi lavori che non vengono tenuti in considerazione. Rapido nelle decisioni si sforza di trovare il suo giusto posto nel mondo.

Charles Fort nasce il 6 agosto 1874 ad Albany, nello stato di New York. Perde la madre quando è ancora bambino e viene educato dal padre, uomo molto severo e autoritario. Secondo alcuni suoi biografi è proprio questa educazione eccessivamente rigida a far nascere in lui una profonda ribellione agli atteggiamenti autoritari e rigidi ovunque si manifestino. Il piccolo Charles è curioso nei confronti dell’ambiente intorno a lui, ama leggere di qualsiasi argomento ma non ama la scuola. Da adolescente comincia a scrivere e scopre che gli riesce bene, per questo decide di diventare scrittore. A diciotto anni parte, deciso a girare il mondo alla ricerca di spunti interessanti su cui scrivere, e per un paio d’anni viaggia in America, Europa e Africa, fin a quando, in Sud Africa, lo ferma la malaria, costringendolo a tornare a casa. Nel 1896 si sposa con Anna Filing, sua compagna d’infanzia. Sono anni duri per la giovane coppia perché il successo che Charles sperava di ottenere come scrittore non arriva. Vivono nel Bronx, così poveri che, sembra, durante l’inverno sono costretti a bruciare alcuni mobili della loro casa per riscaldarsi. Charles scrive racconti umoristici e romanzi in uno stile che alcuni critici apprezzano ma i lettori non molto. Riesce a vendere e far pubblicare alcuni racconti ed un romanzo The Outcast Manufacturers ma i suoi lavori si rivelano purtroppo un insuccesso.

Un personaggio del Leone: Charles Fort

Charles che è rimasto un lettore formidabile e “divora” libri e riviste su ogni tipo di argomento, intorno al 1910 decide di cominciare una sorta di archivio, in cui catalogare e conservare tutti quei fatti strani che la scienza ufficiale non prende in minima considerazione. Questo lavoro diventa enorme: la raccolta si arricchisce di oltre quarantamila note riguardanti fatti misteriosi e incomprensibili secondo la logica corrente. Luci nel cielo, bolidi di ghiaccio, nubi dalle forme più strane, piogge di sangue, di carne, di rane, meteoriti con misteriosi geroglifici ed altre stranezze finiscono nell’archivio di Charles che per mantenersi durante questo periodo, senza rinunciare alle sue ricerche su libri e riviste della Biblioteca Pubblica di New York, si adatta a fare i lavori che trova, dal lavapiatti al guardiano notturno, all’impiegato nei night club.

Mentre la sua casa si trasforma in una specie di museo pieno di schedari e reperti, guidato dall’intuizione che la via per la conoscenza passi attraverso lo studio delle anomalie scrive due libri, che intitola X e Y. Anche questi due libri vengono rifiutati dagli editori e così Charles brucia entrambi i manoscritti. Notizie sul loro contenuto sono deducibili da alcune lettere scritte proprio da Charles: nel primo libro si ipotizza che qualcosa di misterioso influenzi gli avvenimenti del nostro mondo, e nel secondo che al Polo Sud si nasconda una misteriosa civiltà che cospira contro quella attuale.

A regalargli un po’ di fama, e se non la fortuna almeno la sopravvivenza, sarà finalmente Il Libro dei dannati del 1919. Ma nonostante il discreto successo del libro, Charles, in preda ad una crisi depressiva parte con la moglie per Inghilterra. Qui passa le sue giornate al British Museum ancora alla ricerca di altri “fatti dannati” tra vecchi e nuovi libri, riviste scientifiche e bollettini.

Un personaggio del Leone: Charles Fort

Nel 1923, pubblica New Lands, con i risultati delle sue ricerche e la formulazione di ipotesi sulla presenza di un altrove, origine dei fenomeni misteriosi.

Nel 1929 Fort e la moglie ritornano a New York nella loro casa-museo piena di appunti e reperti.

Nel 1931 Charles pubblica ancora Lo! (Guarda!) libro sui fenomeni aerei non identificati, ma le sue condizioni di salute stanno progressivamente peggiorando. Muore il 3 Maggio 1932.

Il lavoro di Charles Fort, le sue ricerche, i suoi scritti, il suo stile in cui si mescolano scetticismo, ironia e meraviglia, rimangono tutt’ora un riferimento tra quanti non si accontentano dei confini precisi tracciati dalla scienza ufficiale e dal suo Rasoio di Occam. I ricercatori che non ritengono sufficiente risolvere un problema limitandosi all’ipotesi più semplice, tagliando via tutte le altre possibilità, magari ricche di interessanti implicazioni ulteriori, trovano ancora nei suoi scritti stimoli per porsi nuove domande sulla reale natura del nostro mondo.

Non credo a nulla. Mi sono allontanato dalle rocce e dalle saggezze di secoli, e dai cosiddetti grandi maestri di tutti i tempi, e forse a causa di quell'isolamento mi sono dato a bizzarre ospitalità. Chiusi la porta principale su Cristo ed Einstein, e alla porta posteriore tendevo una mano accogliente a piccole rane e pervinche. Non credo a nulla che io abbia mai scritto. Non posso accettare che i prodotti delle menti siano oggetto di credenze. Ma accetto, con riserve che mi danno la libertà di ridicolizzare l'affermazione in qualsiasi altro momento, che le docce di una sostanza commestibile la cui origine non è stata rintracciata su questa terra, sono cadute dal cielo, in Asia Minore.





LUGLIO 2020


Città stellari

Città stellari


L’idea di parlare di città stellari è nata ascoltando una trasmissione di Radio Dreamland, la web radio ideata da Giancarlo Barbadoro e diretta da Rosalba Nattero. Il 26 aprile di quest’anno, nella puntata di “Archeomistery world” dedicata alle mura megalitiche, Marco Pulieri ci ha accompagnato in un viaggio affasciante nella mitica Età dell’Oro del regno di Saturno. Secondo le antiche leggende ci fu un tempo in cui il popolo dei Pelasgi, proveniente dal Mar Nero, si stabilì nelle terre che ora chiamiamo Lazio e, in parte, Toscana, e qui fondarono una vera e propria rete di città, caratterizzate da gigantesche mura di pietra. Il regno di Saturno fu un tempo di prosperità, arte, scienza e integrazione dove i Pelasgi e le genti che da prima vivevano in quelle terre diventarono un unico pacifico popolo felice. La cultura dei Pelasgi si basava su esperienze e princìpi che venivano da lontano e che trovavano riferimento nel rapporto con la Natura e il cosmo e questo rapporto si esprimeva anche nel loro modo di costruire le città. Incredibilmente, ad esempio, se si uniscono con delle linee immaginarie queste città si disegnano le costellazioni del cielo. I monumenti costruiti davano al paesaggio carattere di sacralità divenendo di fatto un simbolo e, nel caso di un riferimento al cielo, diventavano una replica del riferimento celeste a cui erano ispirati. Così Alatri era chiamata la “città stellare” perché la sua pianta era stata progettata per riprodurre la forma perfetta di una stella e costruita secondo la regola della sezione aurea, un rapporto matematico che riproduce l’archetipo dell’armonia delle forme più diverse della natura.

Al termine del viaggio nelle terre di Saturno, tornando ai giorni nostri, è stato spontaneo considerare l’esistenza di una città famosa per la sua pianta a forma di stella. È  Palmanova, la città friulana riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell'umanità. Viene da chiedersi se la sua costruzione sia avvenuta riproducendo antichi riferimenti simbolici, magari rifacendosi alla stessa antica matrice culturale tradizionale delle megalitiche città laziali o magari traendone in qualche modo ispirazione. Accanto alla storia riconosciuta dalla cultura maggioritaria esiste infatti un’altra storia, spesso invisibile, come invisibili rimangono le culture dei popoli naturali, presenti su tutti i continenti, che ne custodiscono il bagaglio di esperienza e ne testimoniano la vitalità.  In Europa, sopravvissuta a tutte le persecuzioni, la Tradizione dello sciamanesimo druidico, l’insieme delle conoscenze ancestrali dei nativi europei, nel corso del tempo, si è a volte manifestata parzialmente nella storia per dare il suo contributo di conoscenza, libertà e fratellanza tra le genti. Palmanova nasce dalla cultura rinascimentale in cui possiamo riconoscere un apporto tradizionale nella rinascita dopo i “secoli bui” del Medioevo.

Vediamo di conoscere meglio Palmanova e di scoprire, nella sua costruzione, eventuali tracce dell’antica cultura tradizionale, che vede l’uomo parte integrante dell’universo e celebra il suo legame con il cielo stellato.


Palmanova si trova a circa venti chilometri da Udine. È stata fondata nel 1593 dai veneziani per difendere i confini della repubblica dalle invasioni dei turchi e dalle mire espansionistiche dell’Austria. È circondata da mura e fossati per circa 7 chilometri con 9 baluardi che formano una perfetta stella a nove punte. Il centro è costituito da una piazza esagonale, verso la quale convergono le strade che partono dalle mura.

La città è costruita su basi numerologiche con riferimento al tre e ai suoi multipli: nove le punte della stella, nove i baluardi, tre le porte di accesso, diciotto strade radiali, sei i lati della piazza centrale… Sembra che il progetto per la costruzione di Palmanova fosse stato chiesto, in un primo tempo, a Leonardo da Vinci che non accettò a causa di altri impegni già presi. Se ne occuparono Giulio Savorgnan, già progettista e sovraintendente alla fortificazione di Nicosia a Cipro, e Marcantonio Martinengo, che probabilmente ricevettero alcuni consigli da Leonardo.

Città stellari

La prima pietra di Palmanova fu posizionata il 7 ottobre 1593, data scelta dai veneziani in onore di Santa Giustina, protettrice della città, e anniversario della vittoria di Lepanto sui Turchi, avvenuta  il 7 ottobre 1571. Era una città “invisibile”: costruita più in basso della linea d’orizzonte spariva agli occhi nemici che non potevano mai vederla completamente, presentando sempre angoli sconosciuti. Non c’erano monti vicini per vederla dall’alto e le sue mura esterne erano ricoperte di terra e vegetazione per farla risultare ancor più mimetica. Celebrata come la più inespugnabile città europea ispirò molte altre fortezze come quelle progettate in seguito dal marchese di Vauban, ad esempio Briancon e Neuf Brisach, o altre in Europa e addirittura in America e in Oriente.

Palmanova era una fortezza ma era stata progettata anche per ospitare degli abitanti e non soltanto dei soldati. Era un luogo particolare, aveva un’impronta militare ma anche un’anima misteriosa, una specie di sogno di città ideale, che nella geometria della forma voleva esprimere un senso di armonia, un modo di essere e di vivere che andava difeso. In mezzo alla piazza centrale, c’è un basamento esagonale in pietra, da cui si alza uno stendardo, sui cui lati sono incise sei frasi che poco hanno a che fare con la guerra:

"Non fare al tuo prossimo cosa che tu non vorresti fatta a te"
"Popolo ecco qui costituito il tuo sovrano"
"Chi desidera il ritorno della antica schiavitù resti vittima sotto quest'albero"
"Guerra contro i tiranni e pace alli popoli"
"La fratellanza è la principale conseguenza dell'eguaglianza della libertà e della giustizia"

"Popolo godi dei tuoi diritti ma non dimenticare mai i tuoi doveri".


Oltre Palmanova anche altre città dell’Italia centrale, presentano una forma a stella. Tutte sono strutturate con riferimento alla "città ideale" un concetto che, durante il Rinascimento, costituì un vero e proprio modello per rendere più razionale l’organizzazione degli spazi urbani.

La città ideale del Rinascimento era improntata alla simmetria  e costituiva un insieme armonico, costruito attorno a una piazza centrale. La piazza era il cuore della città, uno spazio progettato in termini di rapporto uomo/universo, che riecheggiava l’idea dell’antico cerchio di pietre, luogo di incontro, cultura e meditazione o la più recente struttura dell’Atlantide descritta da Platone.

Abbiamo visto come Palmanova riassuma in sé il binomio di città ideale e fortezza e vedremo come anche le altre città stellari si basino sempre su un equilibrio tra queste due componenti. L’aspetto della difesa è un elemento da non sottovalutare perché contribuisce in modo sostanziale alla costruzione o alla modifica di queste città. È il periodo in cui l’artiglieria da campo diventa un fondamentale strumento di guerra ed è per questo che le mura delle città devono essere strutturalmente diverse da quelle che proteggevano dagli assalti di nemici armati di archi e frecce. Se le vecchie mura dovevano essere alte per rendere difficile la scalata le nuove mura dovevano esse spesse per  resistere al tiro dei cannoni, se le vecchie mura potevano avere lunghi tratti lisci, ora questi stessi tratti diventavano punti deboli sotto l’assalto delle nuove armi.

Vediamo ora altre città costruite su questo modello.


Città stellari

Ferrara è una città relativamente giovane, il primo insediamento sul suo territorio si registra infatti intorno al VI secolo d.C. Nel 1240 si insediano gli Estensi che contribuiscono a fare di Ferrara un fiorente centro artistico e letterario di avanzatissima ed originale cultura, luogo di incontro di personaggi illustri e correnti culturali d’avanguardia. Nel 1492 acquisisce la sua struttura, grazie alla planimetria disegnata dall’architetto Biagio Rossetti che, ispirandosi ai canoni della città ideale, riesce ad armonizzare i quartieri già esistenti ed indirizzare lo sviluppo futuro dell’agglomerato urbano. Ferrara nasce quindi con proporzioni che vogliono riflettere l’armonia del cosmo, seguendo i princìpi neoplatonici di cui si dibatteva, in quel tempo, a corte. La città ha quattro porte e la lunghezza dei due assi che le collegano è perfettamente uguale. Anche Ferrara è riconosciuta patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.


Guastalla, situata poco distante dalla riva destra del Po, a circa trenta chilometri da Reggio Emilia, Parma e Mantova ha origini antiche. Conserva tracce del periodo etrusco, romano e longobardo ma sarà nel Rinascimento, con la famiglia Gonzaga, che raggiungerà il suo massimo splendore. È in questo periodo che viene eretta un’imponente cinta muraria fortificata a forma di stella a 7 punte.


Sabbioneta, a metà strada fra Mantova e Parma, è fondata da Vespasiano Gonzaga Colonna tra il 1554 e il 1591, su un terreno sabbioso tra i fiumi Po e Oglio, nel luogo in cui sorgevano la rocca del nonno Ludovico e un antico insediamento. Per il Gonzaga, Sabbioneta doveva essere soprattutto una fortezza, baluardo contro il potere degli spagnoli che dominavano la Lombardia ma, nonostante questa sua funzione “guerresca”, evidenziata dalla potente cinta muraria a forma di stella a sei punte, la cittadina fu costruita in base ai principi umanistici della città ideale.


Livorno, città toscana deve la sua nuova pianta all'architetto Bernardo Buontalenti che la realizzò  su incarico di Franceso I de’ Medici. Secondo il progetto la città doveva essere protetta da una cinta muraria pentagonale. I lavori cominciarono il 28 marzo 1577. Una modifica importante venne apportata nel 1589 con la creazione di una grande piazza al centro dell’abitato e un’ulteriore rafforzamento delle difese.

Se diamo un’occhiata al resto dell’Europa anche qui scopriamo città, o borghi fortificati che riproducono la pianta a stella.


Jaca, città aragonese (Spagna), ha una cittadella a forma di stella a cinque punte voluta da Filippo II alla fine del 1592 come parte della strategia difensiva contro la Francia e con lo scopo di impedire il passaggio degli Ugonotti attraverso i Pirenei. La sua costruzione fu affidata all'ingegnere italiano Tiburzio Spannocchi. È stata restaurata nel 1968.


Pamplona, capoluogo della Navarra (Spagna), ha una cittadella costruita in età rinascimentale, tra il 1570 e il 1645 con la classica forma di stella a cinque punte. Buono lo stato di conservazione anche perché non ha mai subito assedio né alcuna operazione di guerra.


Città stellari

Elvas è un’affascinante città dell’Alentejo, la regione più a sud del Portogallo. Le mura che circondano completamente il suo centro storico per un perimetro totale di più di 10 chilometri, ne fanno la fortezza più grande del Portogallo. Queste imponenti mura a forma di stella, perfettamente conservate, ricche di fascino e cariche di storia, sono state dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.


Hamina, città finlandese la cui cinta muraria fu realizzata nel 1722 per proteggere la Svezia dai ripetuti attacchi della Russia, è un piccolo centro storico, il cui diametro non supera i cinquecento metri. È rimasto quasi intatto dall’epoca della sua fondazione ed è attualmente un’attrazione turistica. Fu costruita per volere del re di Svezia Fredrik I, su progetto del generale Axel von Löwen che scelse il  modello rinascimentale italiano e disegnò una pianta a stella, ispirandosi a Palmanova. Così nacque Fredrikshamn, il “Porto di Federico”, Hamina in finlandese. La città vista dall’alto è una stella a otto punte con al centro il municipio da cui si dipartono otto strade.


Naarden, cittadina olandese, a soli 20 km da Amsterdam, è una città fortezza molto ben conservata.  Costruita nel 1350 sul luogo in cui un’alluvione aveva distrutto una città precedente, venne fortificata a partire dal 1572 ad opera degli spagnoli invasori, per punire l’Olanda che si era ribellata. L’opera fu terminata solo nel 1685. Il risultato fu questa città fortezza dalla pianta a stella a sei punte.


Hellevoetsluis, è una città affacciata sul Mare del Nord, nell’Olanda occidentale. Costruita tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700 era un porto sia militare che commerciale e le fortificazioni furono costruite per proteggere sia gli arsenali che le navi. Attualmente la città sta puntando sul turismo, promuovendo lo sviluppo del porto storico e delle fortificazioni.


Bourtange, cittadina del nord-est dei Paesi Bassi, situata al confine con la Germania è un borgo fortificato dalla caratteristica forma a stella pentagonale, realizzato nel 1580, durante la guerra degli ottant'anni, da Guglielmo I d'Orange. Progettata dall’ingegnere Adriaan Anthoniszoon, prevedeva un sistema di più canali a forma di stella intorno alle mura. Rimase in uso fino al 1851, poi si trasformò in semplice villaggio, abbandonando le strutture di difesa al deterioramento del tempo. Negli anni sessanta del secolo scorso tutto il complesso venne restaurato completamente ed ora è praticamente un museo a cielo aperto.


Neuf-Brisach è una cittadina alsaziana a pianta stellata. La sua cittadella fortificata fu progettata dal Vauban, prendendo come modello Palmanova. Nel 2008 ha ottenuto dall’UNESCO la classificazione di patrimonio dell’umanità. Sempre su progetto del Vauban, e quindi sempre sul modello di Palmanova sono costruite Briançon, Besançon, Mont Luis e altre.


Gizycko, città polacca, si trova nella parte centrale del distretto dei laghi Mazury. Nella parte occidentale della città sorge la Boyen Fortress, una fortezza prussiana situata su uno stretto istmo tra due grandi laghi. La fortezza prende il suo nome dal ministro della guerra prussiano Hermann von Boyen, e fu costruita tra il 1844 e il 1856 per volere del re Federico Guglielmo IV. Nonostante sia relativamente recente ha la classica forma a stella delle fortificazioni rinascimentali.


Alba Iulia è una città rumena della Transilvania. Ha la fortificazione bastionata più grande della Romania, in ottimo stato di conservazione nonostante abbia più di 300 anni. La Fortezza è stata costruita su fortificazioni più antiche: sulla stessa area prima c’era una fortezza medievale e prima ancora un castro romano. La fortezza è stata eretta a partire dall’inizio del XVIII secolo, su progetto dell’architetto italiano Giovanni Morando Visconti. Occupa una superficie di 110 ettari, ha tre fila di mura spesse due metri e mezzo e alte dieci metri e sette bastioni che le conferiscono la forma a stella.


A San Pietroburgo, in Russia, sull’Isola delle Lepri o Zayachy, alla foce del fiume Neva, Pietro il Grande fece costruire la fortezza di Pietro e Paolo, che doveva diventare il cuore della sua nuova capitale. Edificata su progetto dall’architetto Domenico Trezzini, la fortezza ha forma di stella e ospita la cattedrale in cui sono sepolti i Romanov.


Città stellari

Nicosia è la capitale dell’isola di Cipro. Tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 Nicosia fu sotto il dominio di Venezia, che trasformò la fortificazione irregolare d’epoca medievale in un sistema di bastioni a forma di stella con 11 lati. Il progetto era di Giulio Savorgnan, l’ingegnere che aveva precedente partecipato alla fortificazione di Candia, nell’isola di Creta e che in seguito progetterà le mura di Palmanova.


Halifax è la capitale della Nuova Scozia ed è situata sulla costa orientale del Canada. Città di mare con una splendida architettura e un panorama particolarmente bello, ospita uno dei più grandi porti naturali del mondo, tutt’oggi importante centro economico per tutto il Canada orientale. La sua cittadella a forma di stella fu realizzata dal governo britannico come protezione dagli attacchi americani. E' stata completata nel 1856. Nel 1951 fu catalogata tra i beni culturali nazionali.


Hakodate è una città giapponese situata sull’isola di Hokkaido. È stata la sede della Repubblica Ezo, un governo di breve durata nato quando le truppe fedeli allo shogunato, guidate dall’ammiraglio Takeaki Enomoto, dopo la sconfitta subita nella guerra Boshin, si ritirarono installandosi nell’isola di Hokkaido. Tra loro c’era anche Jules Brunet, il consigliere francese, a cui lo shogun aveva dato l’incarico di modernizzare il suo esercito. La roccaforte, la fortezza Goryokaku a forma di stella, fu la prima struttura del Giappone ad essere costruita in stile occidentale. La repubblica di Ezo venne dichiarata ufficialmente il 25 dicembre 1868  e la sua costituzione prese a modello quella americana. In parte abbattuto, il forte viene considerato un’attrazione turistica e il suo parco è noto per la bellezza dei suoi ciliegi durante la fioritura.


Hue è conosciuta come la città più romantica del Vietnam. È stata capitale nazionale dal 1802 al 1945, con la dinastia Nguyen. Quando Gia Long Nguyen Anh sconfisse i suoi nemici e si insediò come imperatore, avendo avuto come consiglieri militari i francesi, volle costruire una cittadella fortificata che coniugasse la tecnica militare occidentale e l’identità orientale. Così prese a riferimento da un lato la tecnica ingegneristica del marchese di Vauban e dall’altro la filosofia dei Mutamenti. Nella cittadella di Hue mura e fossati ricalcano la tecnica difensiva francese e disegnano la forma di una stella, ma il luogo in cui venne costruita è stato scelto secondo la teoria di Feng Shui. La sua posizione ha pertanto quattro alture come elementi di appoggio che rappresentano i quattro animali sacri, il drago, la tigre bianca, la tartaruga e la fenice e una sorgente d’acqua. I nove cannoni posti a difesa portano il nome delle quattro stagioni e dei cinque elementi naturali di base: fuoco, metallo, legno, terra, e acqua. Al centro della cittadella c’è la torre della bandiera. E a sottolineare ancora il legame tra questo luogo e il cielo, la Città proibita, ovvero la residenza dell’imperatore, è chiamata Città Purpurea, non per il colore dei suoi intonaci, ma perché negli ideogrammi cinesi (utilizzati nel Vietnam del 1800) mirto purpureo vuole dire stella polare, ed esprime così la funzione di riferimento cosmico per l’imperatore stesso. E ancora, nelle decorazioni troviamo molti draghi. Il drago è il simbolo dell’imperatore e dell’armonia tra terra e cielo.

Probabilmente per alcune di queste città la forma a stella è proprio solo una forma geometrica vuota di significato ma per altre invece qualche traccia dell’antica cultura è ancora viva e le rende dei simboli tridimensionali del legame sempre vivo tra l’uomo e le stelle.


Per chi vuol conoscere Radio Dreamland e seguire le sue trasmissioni: www.radiodreamland.it

Per conoscere e approfondire la Tradizione dei Nativi Europei:

Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero  "IL CUORE ANTICO" Edizioni Triskel.
Il testo è disponibile anche in formato e-book al sito www.triskeledition.com


Previsioni per il mese

Cancro: Cambiare prospettiva: Non rimuginare, agisci! Questo è il consiglio delle stelle per questo mese. Non sei obbligato ad essere coerente con quello che sei abituato ad essere, sperimenta nuove prospettive.

Leone: Pronto al balzo: Anche se l’estate porta di solito con sé una certa voglia di vacanza e di disimpegno, luglio sarà per te un momento di attenzione e preparazione per nuove opportunità che miglioreranno la tua vita.

Vergine: Senza pensieri: Accetta di vivere la vita semplicemente per quella che è e scoprirai strade che non ti aspettavi e forse anche la risposta ad una domanda che da tempo nascondi nel tuo cuore.

Bilancia: Analisi attenta: Ci sono elementi importanti della tua vita che non dipendono da scelte tue ma da circostanze o da altre persone e questo non ti sta più bene. Qualcosa dentro di te sta cambiando e dall’analisi stai per passare ai fatti.

Scorpione: Nel sole: Questo mese ti porta ad un cambio di ottica, ad un diverso modo di guardare cose, persone ed eventi. Messo da parte l’aspetto più “tenebroso” del tuo carattere manifesti una voglia di partecipazione aperta e giocosa.

Sagittario: Andamento lento: Per le corse che ti piacciono tanto e le nuove conquiste devi aspettare, questo mese sarà ancora dedicato a consolidare gli obiettivi raggiunti, a sistemare meglio quello che già hai.

Capricorno: Si parte: Ora la chiarezza è stata raggiunta, tutte le analisi sono state fatte, gli obiettivi stabiliti e ti senti pronto ad entrare in azione. Pronti, via!

Acquario: Le stelle sorridono: Un cielo molto favorevole ti regalerà molti momenti di benessere e allegria da godere in compagnia di chi ti è caro.

Pesci: Vivere in armonia: Il mese scorso ti ha portato ad un nuovo capitolo del tuo percorso di vita. Forse sommessamente, forse in modo più eclatante sono entrati in gioco elementi che ti hanno portato ad un cambiamento, ad una maturazione di cui ora puoi godere i frutti.

Ariete: Guardarsi intorno: Le stelle ti consigliano di guardarti intorno, di essere meno legato alle tue certezze e di sorridere alla vita.

Toro: Fioritura: Luglio porta con sé buone notizie e situazioni più semplici. Grazie a quello che hai impostato il mese scorso ora puoi anche goderti un po’ di tranquillità.

Gemelli: Stupore: Questo mese ti porterà a guardare gli eventi e le persone con occhi nuovi e a stupirti di ciò che avviene intorno a te e dentro di te.


Un personaggio del Cancro: Helen Keller


Un personaggio del Cancro: Helen Keller

Noi tutti, vedenti e non vedenti, ci differenziamo gli uni dagli altri non per i nostri sensi, ma nell'uso che ne facciamo, nell'immaginazione e nel coraggio con cui cerchiamo la conoscenza al di là dei sensi.

La vita di Helen Keller è una storia straordinaria, di difficoltà e coraggio, di forza e energia, di sfortuna e fortuna. Helen ci porta a farci domande difficili su che cosa sia la vita cosiddetta “normale”, su che cosa sia davvero la cosiddetta realtà descritta dai sensi, su come si possa comunicare se i canali privilegiati per dialogare vengono a mancare, su che cosa sia il mondo interiore e quello esterno.

La vita di Helen è piuttosto nota perché raccontata in un film famoso, Anna dei Miracoli (The Miracle Worker) del 1962, diretto da Arthur Penn. È la storia di una bambina che diventa cieca e sorda a pochi mesi di età, della sua difficoltà di comunicare fin quando non incontra Anne Sullivan che diventa la sua assistente e insegnante e che trova il modo di comunicare con lei.

Helen Keller è l’ospite di questo mese in rappresentanza del Segno del Cancro. Del resto chi meglio di lei potrebbe rappresentare il mondo del sogno, la sua ricchezza e la sua chiusura,  la speranza e la rinascita, cioè di tutti gli elementi simbolici legati al Segno del Cancro?

Helen Keller nasce il 27 giugno 1880 a Tuscumbia, in Alabama, USA. A un anno e mezzo perde la vista e l’udito in seguito ad una malattia. Impossibilitata a comunicare cresce viziata e senza stimoli, talvolta ha atteggiamenti violenti come se l’impossibilità di comunicare con il mondo le provocasse frustrazione e rabbia.

Un personaggio del Cancro: Helen Keller

Questa triste situazione trova però una via d’uscita quando arriva Anne Sullivan, una ragazza di circa vent’anni, alle prime armi come assistente ma con una grande voglia di imparare il suo mestiere. Consigliata dal Perkins Institute for the Blind a cui i genitori di Helen si erano rivolti per trovare un aiuto nell’educazione della bambina, Anne arriva a casa dei Keller e prende in mano la difficile situazione. Anne è giovane, ha alle spalle una storia difficile che l’ha provata ma le ha dato anche una grande sensibilità. Vede poco e questo suo limite le fa capire meglio che cosa può provare una bambina che non vede più. Anne si avvicina a Helen e piano piano costruisce con lei un rapporto e una comunicazione. È difficile, per chi non sente, imparare le parole. È ancora più difficile, per chi non sente e non vede abbinare le parole agli oggetti. Anne parla con Helen attraverso il tocco delle mani e la posizione delle dita e in questo modo riesce un po’ alla volta a dare un nome alle cose. La prima volta che l’abbinamento riesce e diventa davvero significativo: è quando Anne mette una mano di Hellen sotto l’acqua e sull’altra sillaba la parola. Hellen racconterà così quell’esperienza nel suo libro Story of my life:

Rimasi immobile, l’attenzione rivolta totalmente al movimento delle dita. Improvvisamente sentii la coscienza confusa di un qualcosa dimenticato… La parola “a-c-q-u-a”, viva, risvegliò la mia anima, dandole luce, speranza, gioia, la rese libera! …Andai via dal pozzo desiderosa di imparare. Ogni cosa aveva un nome e ogni cosa dava vita a un nuovo pensiero. Ritornando verso casa, ogni oggetto sul quale poggiavo le mani sembrava crepitare di vita. Questo perché guardavo a ogni cosa con quella strana, nuova vista che era venuta a me.

Da quel momento inizia per Hellen un percorso che la porterà lontano. Sempre con l’aiuto di Anne, impara a leggere e a parlare, studia, diventa avvocato, si impegna in favore dei disabili, degli oppressi, delle donne, della pace. Utilizza l’alfabeto manuale e il tocco delle labbra e della gola di chi sta parlando, ma la sua voglia di comunicare è così viva che imparerà a leggere l'inglese, il francese, il tedesco, il greco e il latino in Braille.

Un personaggio del Cancro: Helen Keller

Una volta conoscevo l'abisso dove non c'è speranza e dove l'oscurità si stende su ogni oggetto. Fu allora che l'amore venne e liberò la mia anima. Una volta conoscevo soltanto oscurità e immobilità. Ora conosco la speranza e la gioia. Una volta piagnucolavo e davo pugni contro il muro che mi teneva rinchiusa. Ora mi rallegro nella consapevolezza di poter pensare, agire e ottenere il Paradiso. La mia vita non aveva passato né futuro. Un pessimista avrebbe detto che [in quelle condizioni] "la morte è qualcosa da desiderare fervidamente". Ma una piccola parola cadde dalle dita di un'altra sulla mia mano che si aggrappava al vuoto e il mio cuore afferrò l'estasi della vita. La notte scappò di fronte alla luce del pensiero e l'amore e la gioia presero il sopravvento sull'obbedienza alla scienza. Può mai una persona che è scappata da una tale cattività, che ha provato il brivido e la gloria della libertà, essere pessimista?“

Helen un po’ alla volta diventa una celebrità internazionale. Viaggia, sempre accompagnata da Anne, in trentanove diversi paesi, tra cui il Giappone, viene ricevuta da personalità importanti, quali Alexander Graham Bell, Mark Twain, Charlie Chaplin e il presidente Kennedy, finché  le sue coraggiose dichiarazioni in difesa degli oppressi e la sua iscrizione al partito socialista non la rendono scomoda. La nostra democrazia è solo una parola. Cosa significa il fatto che possiamo votare? Significa che scegliamo fra due veri autocrati, anche se non li consideriamo tali. Scegliamo fra Tizio e Caio… Chiedete di votare per delle donne… Ma che cosa può fare un voto, quando dieci undicesimi della terra in Gran Bretagna appartengono a solo 200.000 persone e la restante undicesima parte è divisa fra i restanti 40 milioni di individui? I vostri uomini si sono per caso liberati da questa ingiustizia con i loro milioni di voti?

Improvvisamente le sue idee vengono sminuite: qualcuno avanza l’ipotesi che a causa della sua cecità e sordità, non sappia vedere con oggettività la realtà dei fatti, tanto che lei si troverà a dire: Da molto tempo mi sono convinta che i vedenti vedono molto poco.

Oltre alla sua autobiografia, Helen lascia numerosi scritti quali The world I live in, My religion, Optimism, Out of the dark.

Helen muore il primo giugno 1968, nella sua casa di Easton all'età di 87 anni.




GIUGNO 2020


Il segreto delle rune e lo Zodiaco


Il segreto delle rune e lo Zodiaco

Più volte abbiamo confrontato lo Zodiaco con altri sistemi simbolici, scoprendone interessanti e profonde attinenze. In questa puntata proveremo ad accostarlo alle Rune, i segni segreti che, secondo la mitologia nordica, Odino consegnò agli uomini per aiutarli nella loro evoluzione. Lo faremo aiutandoci con il libro LA VIA SEGRETA DELLE RUNE di Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro, pubblicato dalle edizioni Trikel.

Le Rune sono comunemente interpretate come un sistema arcaico di scrittura, ma nel loro senso più intimo, possiamo vederle come l’elemento di comunicazione tra due mondi, quello terreno e quello ultraterreno, un ponte tra visibile e invisibile. La parola runa in tutti i principali antichi dialetti germanici significa “mistero” o “segreto”; lo stesso significato ha la parola gaelica run.

Così scrivono gli autori nell’introduzione del loro libro, conducendoci poi attraverso la complessa trama della mitologia norrena. Nell’intreccio di vicende che sembrano scritte su più piani che si intersecano, gli autori seguono un preciso filo conduttore e ci fanno scoprire un sentiero che si addentra nel mondo del mito, con i suoi profondi significati sia storici che filosofici. Scopriamo così che la fonte principale da cui deriva il mito delle rune è l’Edda Poetica, una raccolta di 29 carmi che risale all’800 d.C. circa. All’interno dell’Edda poetica, troviamo le due raccolte della Volupsa e, in una di queste, lo Havamal, possiamo leggere la storia di Odino, del suo sacrificio sull’Yggdrasil, l’Albero che cresce fra i mondi, e della sua conquista delle Rune.

Odino, signore degli Asi, è una figura molto particolare che assomma in sé vari elementi.

Il segreto delle rune e lo Zodiaco

Inizialmente è descritto come guerriero feroce e mercante scaltro, capace di operare inganni di ogni genere. Nello scontro tra gli Asi, popolazione guerriera, e i pacifici Vani, sono i primi ad avere la meglio, così Odino si impone sulle antiche divinità dei Vani, legate alla natura, e diventa re di tutti gli dei. Vani ed Asi riescono a trovare un accordo e a convivere, ma devono in seguito affrontare la penetrazione culturale del cristianesimo che si fa sempre più invasiva. È a questo punto che Odino da dio guerriero si trasforma, assume caratteristiche spirituali e acquisisce un’identità che potremmo definire druidica, fino a diventare la personificazione del druido per eccellenza. Odino ora è guerriero e sciamano, feroce in battaglia, abile negli inganni ma anche poeta e musicista. Un personaggio da cui guardarsi se lo si affronta con la menzogna e l’inganno, ma un fraterno amico se ci si affaccia insieme sull’abisso del “Vuoto” dell’immaterialità dell’esistenza. Odino diventa così il più grande maestro di Seidr il corpus di complessa conoscenza che costituiva l’arte e la pratica creativa degli sciamani dell’antico druidismo. Sul filo degli eventi storici, le Rune che riuscirà a conquistare costituiscono una difesa ideologica contro l’imperante cristianesimo mentre, dal punto di vista filosofico, un modo per tramandare antiche conoscenze al fine che non vadano dimenticate.

Il mito racconta che Odino, aiutato dal misterioso Loki, un essere divino che potrebbe essere un alter ego dell’antico Fetonte, accetta di sacrificarsi sull’Albero cosmico della Vita, l’Yggdrasil, per ottenere  una più profonda conoscenza di sé e del mondo. Si fa appendere all’Yggdrasil, e ci rimane per nove notti e nove giorni, finché gli appaiono le ventidue rune, poste in cerchio sotto di lui, e lui riesce a coglierne il profondo segreto.

Il sacrificio di Odino ricorda la crocefissione del Cristo, anche se mantiene l’antico simbolismo del “sacrificare se stesso a se stesso”, cioè sacrificare la propria parte più egocentrica e legata alla materialità per realizzare di stati di coscienza superiori. Il sacrificio di Odino riecheggia antiche tradizioni sciamaniche, che ritroviamo in riti come l’Odhr dei siberiani o la Danza del Sole dei nativi americani.

Tornando alle Rune, possiamo dire che sono un alfabeto tutto particolare, fatto di tratti e linee brevi e nette che si incrociano tra di loro in molteplici combinazioni… nato per essere inciso sul legno o la roccia.

Generate da un’esperienza antica e comune, così come accadde per l’alfabeto ogamico, le Rune sarebbero nate nei boschi sacri in cui gli antichi sciamani esercitavano i loro riti iniziatici. I segni che ancora oggi caratterizzano le Rune sarebbero, in questa chiave interpretativa, il frutto di un metodo di trasposizione del linguaggio degli alberi usato dai Druidi per dialogare con la Natura, ovvero si tratterebbe di un alfabeto arboreo in cui i segni runici sono le varie posizioni dei rami disposti lungo il tronco degli alberi.

Le Rune sembrano apparire improvvisamente intorno al III secolo d.C., ma la cultura da cui derivano appartiene a tempi ancestrali e costituisce una matrice comune, sempre viva, a cui fanno riferimento o attingono le culture successive. Per questo motivo le Rune, sono sovrapponibili alle ventidue lamine degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, alle ventidue lettere dell’Alfabeto Esoterico dell’ebraismo o ai ventidue capitoli del Libro dell’Apocalisse della Bibbia e trovano, come del resto tutte le serie di simboli citati, la loro matrice nelle ventidue lettere dell’Alfabeto Shannar del druidismo arcaico.

Il segreto delle rune e lo Zodiaco

Come gli Hat, le lettere, dell’Alfabeto Shannar, le Rune riflettono archetipi di vita ordinaria e di valori metafisici che troviamo riuniti in una sola matrice, legati tra di loro in una catena sequenziale di significati magici e spirituali. E come gli Hat rimandano al mito di Fetonte, l’essere divino disceso dal cielo in tempi ormai lontanissimi, per donare agli uomini la sua conoscenza racchiusa in una ruota d’oro con ventidue angoli segreti, o al mito di Tah-ai che aveva ricevuto in dono ventidue pietre magiche per conoscere se stessa e il mondo.


Agli stessi miti possiamo riferirci anche parlando di Zodiaco. Fetonte, l’essere (o gli esseri) venuto sulla Terra dalle stelle insegnava ai suoi allievi in un cerchio di dodici pietre erette. Dodici pietre erette sono anche quelle che costituiscono lo Stone Circle di Dreamland, nel parco della Mandria in Piemonte, fatto costruire, su progetto di Giancarlo Barbadoro, secondo le antiche conoscenze tradizionali. I cerchi di pietre, veri templi all’aperto, erano luoghi di misticismo, scienza e coltura, luoghi di unione del cielo e della terra. E lo Zodiaco è un linguaggio con cui parlare del rapporto degli esseri umani con il cielo, scoprire quali talenti ognuno ha avuto in dono alla nascita, come cerca di interagire con l’esistenza e che cosa incontra via via nel suo viaggio esistenziale. Come per gli hat e le lamine dei Tarocchi i Segni dello Zodiaco si sovrappongono alle ultime dodici Rune della serie. Potremmo leggerle come una sorta di consiglio che ogni Runa dà al Segno zodiacale corrispondente. Le presentiamo nel loro ordine di successione naturale, dall’undicesima alla ventiduesima.


CAPRICORNO

WINN, la passione

Al Capricorno, Segno determinato ma spesso poco espansivo e un po’ severo, Winn consiglia di godere pienamente della vita, in tutti i suoi aspetti, senza però perdersi dietro i falsi traguardi, mantenendo consapevolezza e determinazione per portare a termine il proprio programma di vita.


ACQUARIO

YR, la difesa

All’Acquario, Segno idealista e proiettato verso il futuro, Yr ricorda da un lato la precarietà dell’universo materiale e delle apparenti certezze acquisite e dall’altro la necessità di proteggere il cammino di evoluzione che dà significato alla vita.

Il segreto delle rune e lo Zodiaco


PESCI

EOLH, il sacrificio

Ai Pesci, Segno dalle profonde intuizioni, Eolh insegna che per elevarsi ad un piano superiore di consapevolezza è necessario sacrificare la parte di se stessi legata alla materia.


ARIETE

HAGALL, la trasformazione

All’Ariete, Segno dell’irruenza della forza vitale, Hagall ricorda che nell’universo non c’è nulla di immobile e che tutto muta continuamente e consiglia di aderire a questa trasformazione continua, per uscire dagli schemi che irrigidiscono e sciogliere i nodi che imprigionano.


TORO

PEORT, la devozione

Al Toro, Segno della forza e della costanza, Peorth insegna la fiducia nell’esistenza. La forza applicata nella direzione del fluire della vita porta alla meta.


GEMELLI

MANN, il colloquio con Dio

Ai Gemelli, Segno dagli interessi poliedrici e dalla vivacità nei rapporti umani, Mann ricorda che ciò che in realtà può rispondere alla loro inquietudine è il contatto con il Mistero, la parte più intima e vera dell’esistenza, possibile solo quando crollano le false certezze relative al mondo dell’ovvietà.


CANCRO

BEORC, la nascita

Al Cancro, Segno sognatore e a volte un po’ infantile, Beorc propone di rinascere, scoprendo la propria natura cosmica di filosofo che guarda le stelle.


LEONE

FEOH, la ricchezza

Al Leone, Segno magnanimo e legato alla sua storia passata, Feoh mostra come le esperienze vissute siano un tesoro che permette di affrontare meglio il futuro, ma l’unica vera ricchezza è quella spirituale.


Il segreto delle rune e lo Zodiaco

VERGINE

DAEG, la costruzione del Tempio

Alla Vergine, Segno che ha bisogno di tradurre in concretezza i grandi ideali, Daegh parla di costruzione di un mondo nuovo fondato sugli ideali di fratellanza e libertà nella luce della ricerca spirituale.


BILANCIA

IS, l’attenzione

Alla Bilancia, Segno affamato di giustizia e armonia, Is raccomanda l’attenzione a cogliere i segni che giungono dalla realtà invisibile, parole del linguaggio misterioso con cui la realtà invisibile comunica con noi.


SCORPIONE

ANSUR, l’insegnamento

Allo Scorpione, Segno passionale e geloso del proprio mondo interiore, Ansur consiglia di non isolarsi per procedere sul suo cammino di ricerca ma di mettersi in gioco, dialogando con gli altri e facendo dono della sua esperienza.


SAGITTARIO

JARA, il sacerdote

Al Sagittario, Segno del guardare lontano, oltre i confini stabiliti, oltre ciò che ha appena acquisito, Jara ricorda la ciclicità degli eventi e che ad ogni fine corrisponde un nuovo inizi.



Rosalba Nattero - Giancarlo Barbadoro "LA VIA SEGRETA DELLE RUNE
Gli antichi simboli di potere dei Vikinghi
".

Edizioni Triskel. Il testo è disponibile anche in formato e-book al sito www.triskeledition.com


Previsioni per il mese

Gemelli: Parlar d’amore: Sarà la sfera degli affetti ad avere la priorità questo mese. Affetti in senso lato, perché riguardano la persona o le persone che ti sono vicine ma anche la vita nel suo insieme. Se ti sentirai ferito però risponderai con aggressività.

Cancro: Voglia di vivere: Voglia di partecipare, di relazionarti, di giocare con gli altri. C’è un senso si rinascita, un sospiro di liberazione. Potrebbero prendere corpo nuovi rapporti e nuovi interessi.

Leone: Cuore caldo: Sai trasmettere energia e calore intorno a te, ma nonostante questo vivrai qualche tensione con chi ti è vicino. Sono situazioni che si risolveranno naturalmente, anche grazie al tuo atteggiamento di fondo.

Vergine: Solitudine amica: Hai bisogno di stare con te stesso per trovare un nuovo equilibrio. Stai guardando ciò che hai di fronte con occhi diversi.

Bilancia: Analisi attenta: Ci sono degli elementi dissonanti nella tua vita, come se i conti non ti  tornassero completamente e questo influisce sul tuo umore di fondo. In compenso hai la lucidità necessaria per capire come stanno le cose e l’energia necessaria per risolverle.

Scorpione: Ad un bivio: È meglio chiudere o continuare la situazione che stai vivendo? È meglio aspettare o iniziare qualcosa di nuovo? Non si tratta di interrogativi drammatici ma piuttosto di affrontare con consapevolezza una situazione che potrebbe arricchire la tua esperienza di vita.

Sagittario: Un po’ di calma: Ti serve un po’ di tempo per te, dopo le corse del mese passato. Ti serve un po’ di tempo per guardare ciò che è vicino a te.

Capricorno: Chiaro e limpido: Bisogno di pulizia, di chiarezza dentro di te, nei rapporti con gli altri e in ogni campo della tua via. Attento però a non irrigidirti nel definire ogni cosa.

Acquario: Legame o condivisione?: Questo mese ti porterà a riflettere sui rapporti che hai stabilito con altri, su quanto contrastino o favoriscano le tue esigenze più profonde e l’indirizzo che vuoi dare alla tua vita.

Pesci: Qualcosa di nuovo: In questo mese emergerà una parte di te che è rimasta a lungo nascosta nel profondo del tuo cuore e che ti era sconosciuta. Probabilmente ti darà nuova forza.

Ariete: Bisogno di certezze: Sei alla ricerca di punti fermi nella tua vita, forse nuovi, comunque diversi da quelli che hai lasciato. Una bella energia ti sostiene e puoi camminare sicuro.

Toro: Sempre pronti: Giugno ti chiederà spesso di cogliere la palla al balzo, di cogliere l’attimo. Ci saranno situazioni interessanti ma si presenteranno sempre così, all’improvviso.


Un personaggio dei Gemelli: Rachel Carson


Un personaggio dei Gemelli: Rachel Carson

La primavera ora non viene annunciata dal ritorno degli uccelli, e le prime mattine sono stranamente silenziose dove una volta erano piene della bellezza della canzone degli uccelli.


Questa frase è tratta da Silent spring, il libro più famoso di Rachel Carson, la pioniera dell’ambientalismo di oggi. In Silent Spring, Rachel riporta, corredati da approfondite ricerche e analisi scientifiche, i gravi danni provocati dall’uso indiscriminato dei pesticidi sintetici e del DDT in particolare, tanto sull’ambiente che sugli esseri umani. Il titolo deriva proprio dalla drammatica constatazione del silenzio, nelle mattine di primavera, nei campi che, prima dell’uso massiccio dei fitofarmaci, erano pieni di canti di uccelli. Rachel, nel suo libro, non si limita a denunciare questo specifico dramma ma amplia l’orizzonte e affronta il problema di fondo del rapporto uomo-natura ,mettendo in discussione l’utilità di un progresso scientifico fine a se stesso indipendente da ogni considerazione etica. Nel suo libro Rachel pone delle domande fondamentali: gli esseri umani hanno diritto di sentirsi i padroni della natura e decidere chi può vivere e chi morire? Gli esseri umani hanno il diritto di distruggere la vita di altri esseri che vivono su questo pianeta?

Rachel Carson è il personaggio che questo mese rappresenta il Segno dei Gemelli, di cui incarna la vivacità dell’intelligenza, lo spirito critico e soprattutto la capacità di utilizzare la logica per uscire dallo scontato, dalla mentalità corrente che spesso costituisce, di per se stessa, un limite oltre il quale sembra difficile spingersi.

Un personaggio dei Gemelli: Rachel Carson

Rachel Carson nasce il 27 maggio 1907 in una fattoria non lontano da Springdale, una piccola città della Pennsylvania, USA. È la più giovane dei tre figli di Maria McLean Carson e Robert W. Carson, agente di assicurazioni. Rachel fin da piccolissima manifesta un grande amore per la Natura e abitando in una fattoria, a contatto con la terra, gli alberi, il fiume, gli animali, Rachel vive un’infanzia felice animata da una grande curiosità per tutto quello che la circonda.

Frequenta la scuola primaria a Springdale, quindi la high school a Parnassus dove si diploma nel 1925. Ammessa al Pennsylvania College for Women si diploma, con lode, in biologia nel 1929, quindi frequenta un corso nel Laboratorio di Biologia Marina e subito dopo continua gli studi di zoologia e genetica alla Johns Hopkins University. Nel 1935 interrompe gli studi a causa della morte del padre e si cerca un lavoro. Viene assunta dal Dipartimento Statunitense per la Pesca prima come redattrice di Romance Under Water, una rubrica radiofonica che ha lo scopo di portare i temi del mare al grande pubblico, per diventare poi assistente di biologia marina presso lo stesso Dipartimento.

Rachel, fin da piccola, manifesta una vera propensione per la scrittura, a dieci anni scrive già sul giornale della scuola e da adulta pubblica articoli su varie riviste, riportando i risultati delle ricerche a cui partecipa. Undersea è un suo saggio pubblicato dalla rivista Atlantic Monthly che sarà la base del suo primo libro Under the sea wind.

Il suo secondo libro, è del 1951. Pubblicato con il titolo The Sea Around Us, con l’intento di riportare dati scientifici, comunica anche tutta la poesia del mare e diventa rapidamente un best seller. The Sea Around Us regala a Rachel la sicurezza economica, le permette di abbandonare il lavoro presso il Dipartimento e dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Da questo libro viene tratto un documentario che vincerà il premio Oscar. Nel 1955 dà alle stampe il suo terzo libro, The Edge of the Sea e nel 1962 viene pubblicato il suo capolavoro per eccellenza: Silent Spring.

Un personaggio dei Gemelli: Rachel Carson

La sua intelligenza, il suo bisogno di capire e il suo amore per la natura la portano a indagare i legami tra la vita e l’ambiente in cui si manifesta, ad osservare come la vita si evolve, tra passato e futuro. All’inizio il suo principale campo d’indagine è la vita acquatica e l’ambiente marino e già qui non può far a meno di osservare la verità fondamentale secondo cui nulla vive per conto proprio. Pian piano il suo interesse si sposta alla salvaguardia della vita terrestre, si accorge così che l’approccio allo sfruttamento delle risorse della terra parte da presupposti assurdi e pericolosi. Il "controllo della natura" - scriverà -  è una frase piena di presunzione, nata in un periodo della biologia e della filosofia che potremmo definire l' "Età di Neanderthal", quando ancora si riteneva che la natura esistesse per l'esclusivo vantaggio dell'uomo. Le cognizioni teoriche e i metodi pratici dell'entomologia applicata risalgono in gran parte a quella che va considerata come l' "Età della pietra" del progresso scientifico. Ed è davvero estremamente triste che una scienza ancora così immatura abbia avuto a propria disposizione le armi più moderne e terribili che, nella lotta contro gli insetti, finisce per rivolgere contro la stessa Terra su cui viviamo.

Avvalendosi di approfondite ricerche bibliografiche, analisi scientifiche e contatti con numerosi scienziati, Rachel riesce a dimostrare i danni irreversibili provocati dall’uso indiscriminato del DDT e in generale dei pesticidi sull’ambiente e di conseguenza sugli stessi esseri umani. Nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale hanno grande sviluppo, anche grazie ai fondi militari per la scienza, i pesticidi di sintesi, tra cui il tristemente famoso DDT, che sembra la soluzione per molti mali. In quel periodo partono campagne di eradicamento di insetti ritenuti dannosi, come le zanzare portatrici di malaria prima e le formiche rosse in un secondo tempo, portati avanti con la massiccia erogazione di questi veleni, anche con uso di aerei. Rachel decide di occuparsi di questo problema quando riceve una lettera da un’amica che denuncia la moria di uccelli sui suoi terreni dopo uno di questi trattamenti con insetticidi.

Un personaggio dei Gemelli: Rachel Carson

Nessuna persona responsabile sostiene che la malattia trasmessa dagli insetti debba essere ignorata. - Scrive Rachel in risposta alle potenti industrie chimiche che le si oppongono duramente - La domanda che ora si è presentata con urgenza è se sia saggio o responsabile attaccare il problema con metodi che stanno rapidamente peggiorando la situazione. Il mondo ha assistito alla guerra vittoriosa contro le malattie attraverso il controllo di insetti vettori di infezione, ma ha saputo poco dell’altro lato della medaglia – le sconfitte, i trionfi di breve durata che ora sostengono fortemente l’allarmante visione secondo cui l’insetto nemico è stato reso più forte dai nostri sforzi. Peggio ancora, potremmo aver distrutto i nostri stessi mezzi di combattimento. E in tema di agricoltura sostiene che ai tempi dell'agricoltura primitiva gli insetti non preoccupavano i coltivatori. Il problema sorse quando cominciarono a svilupparsi le colture con immensi appezzamenti di terreno riservati a monocoltura. Fu tale sistema a creare le condizioni favorevoli a esplosioni numeriche di particolari specie di parassiti. Parole che riecheggiano nell’attuale problematica degli allevamenti intensivi.

Il successo di Silent spring è grande, stimola accesi dibattiti e, nonostante l’ostilità delle industrie produttrici il pubblico si schiera per lo più dalla parte di Rachel.

Purtroppo Rachel, ammalata di cancro, muore solo due anni dopo l’uscita del suo libro, il 14 aprile 1964, a Silver Spring.

Le sue parole però produssero in quegli anni un’onda lunga e portarono ad alcuni risultati: la proibizione, nel 1972, dell’uso del DDT in agricoltura negli Stati Uniti (nel 1978 anche in Italia) e l’approvazione della legge di tutela per gli animali in via d’estinzione.

Quanto mai attuale resta l’allarme sui limiti di sostenibilità che l’ecosistema terrestre  potrebbe presto raggiungere per lo sconsiderata depredazione delle sue risorse e per la distruzione degli habitat degli altri abitanti del pianeta, gli animali non umani, in nome della folle idea che l’uomo sia in perenne  lotta con le forze della natura. Anche se, come diceva Rachel,

Il benessere futuro dell'uomo e probabilmente anche la sua sopravvivenza dipendono dall'imparare a vivere in armonia, piuttosto che in lotta, con queste forze.




MAGGIO 2020


La madre di tutti i viventi


La madre di tutti i viventi

Saar era la fanciulla più bella che mai uomo potesse conoscere. La sua pelle era del colore che prende l’orizzonte quando lo sguardo si posa sui boschi e sulle pianure nelle quattro stagioni. I suoi capelli erano come le nuvole trascinate dal vento. Si vestiva di profumo di rimmo e i suoi occhi erano colore dell’erba e del cielo. Quando lei nacque non c’era ancora nessun uomo che facesse il guerriero. Non c’erano le opere che noi oggi ammiriamo. Saar era tanto bella che il dio Rasku se ne innamorò e le diede dei figli da amare e da crescere. Fu così che siamo nati. Grazie a nostra madre potemmo vedere cosa c’era stato senza di noi, prima di noi. Fu così che potemmo vedere il cielo stellato e il Grande Albero che cresce tra i mondi.

Nostra madre è sempre con noi ed è sempre più bella. Ogni volta che guardiamo le colline, il cielo, il mare, le montagne e le pianure vediamo i suoi capelli, il suo seno e la sua pelle accarezzevole.

Ed è così che la vedono i fratelli delle altre famiglie che non sono eguali a noi, ma sono figli come noi della nostra comune madre.

La madre di tutti i viventi


Un’altra leggenda tratta da Leggende Druidiche: Miti e vicende dell’epopea dei Celti di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, libro citato già più volte in questa rubrica, ma in grado di fornire sempre nuovi spunti di riflessione sul rapporto con il cielo, l’esistenza e le sue manifestazioni. La Madre di Tutti i Viventi ci parla della bellezza del nostro pianeta, dei suoi boschi, delle montagne, dei mari e delle pianure accarezzate dal vento, della forza che esprime dando la vita a tante creature diverse, tutte amate come figli. La natura, ricorda l’antico druidismo che ha tramandato queste leggende, non è solo lo scenario delle avventure umane ma nostra Madre, depositaria di un Segreto di cui tutti noi suoi figli, umani e non umani siamo parte.

In questo periodo in cui gli umani hanno dovuto fermarsi, ritirarsi dagli spazi che perennemente invadono, sembra quasi di sentire il respiro di sollievo degli altri abitanti del pianeta.

La madre di tutti i viventi

Abbiamo visto tutti immagini e filmati di animali selvatici percorrere le strade semideserte delle città e abbiamo ascoltato con stupore il canto degli uccelli sugli alberi dei viali, senza che il rumore del traffico li facesse tacere.

Ed è proprio vedendo la gioia manifestata in questo momento dalle altre specie – scrive Rosalba Nattero in un suo articolo su Shan Newspaper - che ci si rende conto del disastro che la specie umana ha compiuto ai danni degli animali. Tanto per cominciare, ora che gli animali si stanno riappropriando del pianeta, ci possiamo accorgere di quanto il genere umano sia stato invasivo, privando le altre specie di tutti i loro spazi.

E se la leggenda ci fa sognare di tempi lontani in cui i figli di Madre Terra vivevano in pace, gli uni accanto agli altri, consapevoli del Mistero che tutti comprende, ci auguriamo che questo strano tempo “sospeso”, in cui la maggior parte delle attività si sono fermate lasciando il tempo per riflettere, porti a considerare i messaggi che la natura manda e a riconsiderare l’impatto che gli esseri umani hanno sul pianeta, per arrivare ad un rapporto più maturo con se stessi, gli altri (indipendentemente dalla specie) e l’ambiente.

L’idea arrogante dell’uomo padrone del creato ha fatto il suo tempo. È una posizione ignorante e obsoleta imposta con la violenza secoli orsono e che non può più appartenere alla gente di questo millennio. È il momento di riallacciare il legame con l’antica conoscenza dell’umanità, quella tramandata dalle leggende e custodita dai popoli naturali del pianeta.


Giancarlo Barbadoro - Rosalba Nattero, "Leggende Druidiche: Miti e vicende dell’epopea dei Celti", Edizioni Triskel


Articolo di Rosalba Nattero: Emergenza Coronavirus: come la vivono gli animali?


Previsioni per il mese

Toro: Il momento del dubbio: Ci sono momenti in cui è importante essere decisi e altri in cui il dubbio può essere un’opportunità, consente di guardare gli eventi sotto una prospettiva diversa e scorgere nuove strade da percorrere. Il mese di maggio ti toglie qualche certezza e ti regala un’ottica nuova.

Gemelli: Una corsa nel prato: Maggio sarà per te un periodo rivitalizzante e non soltanto dal punto di vista fisico, ma per tutto il tuo essere. Sentirai tutta la tua voglia di vivere e di correre. Ricordati di mantenere però sempre un spazio per riflettere prima di agire.

Cancro: Sguardo sereno: Si allentano le pressioni, quelle che vivi a causa di sollecitazioni esterne ma anche quelle che nascono da dentro, dovute a insoddisfazioni di varia natura. Fisicamente sentirai una nuova energia e nell’insieme sarà un mese piacevole da vivere.

Leone: Sereno variabile: Questo mese ti regala stati d’animo fondamentalmente positivi, saprai guardare le cose con dolcezza, arguzia e spirito giocoso. Solo qua e là spunterà qualche nuvola di nervosismo improvviso.

Vergine: Pausa forzata: Avverti un po’ di stanchezza, di calo di energie. La situazione che stai vivendo non è quella che ti aspettavi e che avresti voluto in questo momento. Ci va un po’ di pazienza.

Bilancia: Camminare fischiettando: È questa l’immagine che meglio descrive come sarà per te questo periodo. Continua l’andamento positivo del mese scorso e tu prendi fiducia, ti prendi il tuo tempo, ti guardi intorno senza sentirti pressato dagli impegni o dalle persone .

Scorpione: L’inquietudine se ne va: L’agitazione dello scorso mese si allenta e lascia campo libero alla creatività e al dialogo con il mondo. È anche un momento di recupero di energie fisiche che ti fanno stare bene.

Sagittario: Mille impegni: Avrai un bel po’ di cose da fare, sistemare, rivedere, aggiustare. Questo può renderti irritabile e poco disponibile con chi ti sta vicino. Ricorda di mantenere un tuo spazio di libertà e di amicizia.

Capricorno: Promesse di felicità: Sembri ancora incredulo del nuovo corso che hanno preso gli eventi. Quello che vivi ha spesso il sapore dell’inaspettato e ti strappa un sorriso di autentico stupore.

Acquario: La forza della primavera: Energie nuove e molto positive nascono e crescono dentro di te, quasi in contrasto con l’austerità del mese scorso. Avrai voglia anche di conoscere nuove persone  o di approfondire i rapporti con qualche “vecchio” amico, scoprendo gli aspetti meno evidenti del suo carattere.

Pesci: Bisogno di calore: I nati sotto il segno dei Pesci patiscono più di altri la lontananza dalle persone care e questo lungo periodo di reclusione sollecita in te sentimenti misti di nostalgia e irritazione. Nonostante tutto, questo tempo ti regala momenti di riflessione che si riveleranno molto significativi in seguito.

Ariete: Vivere il presente: Hai a disposizione una bella energia per vivere pienamente questo momento e quindi… cogli l’attimo.


Un personaggio del Toro: Erik Satie


Un personaggio del Toro: Erik Satie

Sono venuto al mondo molto giovane in un tempo molto vecchio.


Erik Satie è un musicista francese della seconda metà dell’ottocento. È una figura particolare che sfugge alle definizioni: dotato di un animo ribelle e mistico, bohémien, anticonformista e provocatorio, Erik è un personaggio fuori dagli schemi. Il suo carattere ironico e bizzarro, la sua musica lontana dai dettami accademici non fanno apprezzare più di tanto il suo talento dai suoi contemporanei ma le sue composizioni influenzeranno in maniera determinante tutta la produzione musicale del novecento.

Del suo Segno di nascita, il Toro, incarna la fermezza interiore che gli consente di essere ribelle verso le regole oppressive e formali.

Erik Satie nasce il 17 maggio 1866 a Honfleur, un piccolo villaggio della Normandia. Quando Erik ha quattro anni, la famiglia si trasferisce a Parigi, dove il padre ha trovato lavoro. Alla morte della madre, nel 1872, Erik ritorna con il fratello minore Conrad dai nonni paterni a Honfleur, dove comincia a studiare musica con un organista locale, suo primo insegnante. Nel 1878, alla morte della nonna, Erik e Conrad ritornano a Parigi dal padre, che nel frattempo si è risposato con una giovane insegnante di piano, la quale darà lezioni a Erik.

Nel 1879 entra in conservatorio, ma i risultati sono poco brillanti a causa del suo carattere ribelle. Definito “privo di talento” viene ben presto espulso e non andrà meglio neppure due anni dopo quando tenterà di tornarci.

Un personaggio del Toro: Erik Satie

Forse deluso da questi insuccessi decide di cambiare completamente vita e si arruola nell’esercito. Ben presto però capisce di non essere adatto alla vita militare  e con uno stratagemma riesce a congedarsi. Nel 1887 si trasferisce a Montmartre dove incontrerà gli artisti della bohéme parigina. In particolare diventa grande amico del poeta Patrice Contamine, e saranno proprio le poesie di Contamine a ispirarlo nelle sue prime opere pianistiche. Erik, usando una scrittura libera, senza divisioni di battute, compone le prime due Gymnopedies e le Gnossiennes. Si tratta di composizioni brevi che rivelano però una struttura interessante e nuova da cui prenderà spunto ad esempio Debussy. Affascinato dall’esoterismo, sempre in quegli anni, entra in contatto con il movimento dei Rosacroce.  La Messe des pauvres per coro e organo del 1895 è una delle composizioni che risentono maggiormente del suo misticismo.

Un personaggio del Toro: Erik Satie

È ormai trentenne quando comincia ad esibirsi nei caffè e nei cabaret parigini, soprattutto allo “Chat Noir”, il leggendario locale di Montmarte. In questa atmosfera nascono  alcune delle sue composizioni più note quali “Piece froides” per pianoforte, la pantomima “Jack in the box”, la parodia del melodramma, “Geneviève de Brabant”, un’opera in tre atti, per marionette, della durata complessiva di un quarto d’ora.

Nel 1905, Erik, che versa in cattive condizioni economiche, si trasferisce nel sobborgo parigino di Arcueil, in un piccolo alloggio, tanto piccolo che lui stesso lo chiamerà “l’armadio”. Qui inizia un nuovo capitolo della sua vita, che sarà anche il momento più fecondo dal punto di vista della sua produzione artistica. Erik chiama ironicamente le sue composizioni di questo periodo “musique de tapisserie” (musica da tappezzeria). Sono un’evidente satira contro l'accademismo e la musica dotta. Ricordiamo tra queste il balletto Parade realizzato in collaborazione con il poeta Jean Cocteau e il pittore Pablo Picasso. Erik introduce nei suoi pezzi musicali suoni che non erano mai comparsi nelle composizioni classiche, come le macchine da scrivere, le sirene o inserendo oggetti nella cassa armonica del pianoforte in modo da modificarne il suono. Come aveva composto un’opera della durata di un quarto d’ora compone il brano più lungo della storia, Vexations, della durata di circa venti ore. Per questo suo intento dissacrante Erik sarà anche vicino al movimento Dadaista.

Lo stile oltre ad essere innovativo è particolare perché costituito da un intreccio di umorismo, non sense e misticismo in una composizione di apparente semplicità.

Erik Satie muore a 59 anni di cirrosi epatica il 1º luglio del 1925.

Alla sua morte, gli amici entrarono nel piccolo appartamento ad Arcueil. C’erano solo due stanze, ma Erik ne usava una soltanto, l’altra era sempre chiusa.  Aprendola trovarono, in un disordine indescrivibile, mucchi di lettere mai aperte, bigliettini scritti e disegnati da Erik stesso, una collezione di ombrelli mai usati e sette completi di velluto grigio tutti uguali. Erik vestiva sempre e soltanto un completo di velluto grigio.




APRILE 2020


Luoghi astrologici

Luoghi astrologici


In questo strano periodo in cui siamo bloccati in casa, nel tentativo di arginare il diffondersi del Covid-19, AstroMatta propone ai suoi lettori un viaggio virtuale, in giro per il mondo… e oltre, per visitare alcuni luoghi astrologici, cioè luoghi che testimoniano il legame degli esseri umani con il cielo e le stelle.

Cominciamo il nostro tour dal Rockefeller Center di New York, un complesso di diciannove edifici che coprono una vasta area tra la Quarantottesima e la Cinquantunesima, la Quinta e la Sesta strada. I primi quattordici edifici costruiti a partire dal maggio del 1930 sono in stile Art Déco. Questo è lo stile della grande piazza al centro del complesso e della sua fontana con la monumentale statua di Prometeo. La statua, realizzata da Paul Manship su commissione dello stesso John D. Rockefeller, è in bronzo dorato e raffigura Prometeo mentre porta il fuoco dal cielo alla terra. Un anello con i segni dello Zodiaco circonda Prometeo.

Luoghi astrologici

Con il nostro teletrasporto immaginario ci spostiamo al Museo Nazionale di Tripoli dove troviamo una delle copie della statua di Artemide di Efeso, interessante, dal nostro punto di vista, perché indossa una specie di collana  con i Segni dello Zodiaco. La statua originaria sembra fosse realizzata in ebano, il legno nero. Artemide era insomma una rappresentazione di Madre Terra come le madonne nere di epoche successive. Il tempio di Artemide a Efeso era considerato nell’antichità una delle sette meraviglie del mondo. Situato nell’attuale Turchia, non lontano da Smirne era veramente imponente. Plinio racconta che le colonne erano alte 20 metri, snelle ed elegantemente scanalate. Distrutto e ricostruito più volte ora ne restano solo poche rovine.

E ora in viaggio verso il Senegal per visitare il sito megalitico di Sine Ngayène. Sine Ngayène fa parte, con altri siti, del grande complesso megalitico che occupa una vasta area (circa 350 Km di lunghezza e 100 di larghezza) al confine tra Senegal e Gambia e dal 2006 è riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Sine Ngayène comprende diversi tumulus e cinquantadue cerchi di pietre erette. Le pietre, che arrivano a pesare anche sette tonnellate, sono ancora nella loro posizione originale e molto ben conservate, anche perché le popolazioni locali le considerano parte della loro spiritualità e ne hanno rispetto. Il taglio, il trasporto e la posa di queste grandi pietre presuppone un’abilità ed una tecnica notevole che fa presupporre siano espressione di una civiltà dotata di un know-how tutt’altro che primitivo. Gli antichi miti dell’umanità, conservati dai popoli naturali, ricordano che i cerchi di pietre erano contemporaneamente templi dello spirito, luoghi di cultura e arte nonché osservatori astronomici che celebravano il legame tra la terra e il cielo e il ricordo di una conoscenza ricevuta dagli dei venuti dalle stelle.

Luoghi astrologici

Riattraversiamo l’Atlantico e raggiungiamo i Caraibi per andare in Martinica, dove si contano numerosi massi coppellati. Le rocce con coppelle sono un elemento della cultura megalitica e si trovano in tutto il mondo. Come tutto ciò che appartiene alla preistoria, queste antiche testimonianze sono spesso sottovalutate nella loro importanza. In Martinica però incontrarono l’interesse di alcuni studiosi. Il primo a interessarsene, fu, alla fine del XIX secolo,  Villebrode Coridon, governatore ad interim della Martinica e amante delle antichità. A lui si deve la prima catalogazione delle pietre con coppelle, da lui definite antichi altari. Dopo di lui se ne occupò appassionatamente il canonico Désiré Tostivint che riconobbe un valore mistico a queste incisioni, secondo lui opera di antichi astrologi. Naturalmente la sua interpretazione fu molto criticata dagli accademici. Nonostante ciò uno dei possibili significati delle coppelle, è proprio quello di rappresentazioni delle stelle del cielo e di particolari costellazioni. Tra i massi coppellati della Martinica andiamo a vedere la “Roche à Bon Dieu”, che si trova a Macouba, sul bordo di un torrente, a circa 300 m dall'Atlantico. Con i suoi tre metri e mezzo di lunghezza e più di due metri di larghezza sembra una grande tavola con la superficie superiore punteggiata di coppelle.

Luoghi astrologici

Dall’Atlantico al Pacifico, il nostro viaggio ci porta alle Isole Gibert, sedici atolli e un'isola alta che formano l'arcipelago principale delle Kiribati, nel centro dell'Oceano Pacifico. Per gli abitanti di queste isole il rapporto con il cielo è naturale e intenso. Praticamente vivono in un mondo fatto di acqua e cielo e conoscere le stelle è indispensabile per orientarsi e spostarsi da un’isola all’altra. Navigatori esperti da sempre, soprattutto in tempi in cui non esistevano molte strumentazioni, imparavano fin da ragazzi a conoscere le stelle poste sopra le varie isole e quelle all’orizzonte che servivano loro da indicatori di direzione, come se fossero delle bussole.

I ragazzi imparavano la posizione delle stelle dall’esperienza degli adulti, in speciali edifici che erano vere e proprie scuole. Nelle Isole Gilbert le travi del tetto di queste costruzioni erano disposte in modo da rappresentare la suddivisione del cielo e la posizione delle costellazioni.

E per finire facciamo un salto nello spazio e arriviamo su Marte per andare a vedere di persona il famoso monolite che un po’ di anni fa accese la curiosità di molti. Il monolite è uno dei misteriosi oggetti fotografati sul suolo del pianeta rosso. Sono state individuate una faccia dai tratti umanoidi, una piramide e delle strane costruzioni che non sembrano essere di origine naturale. Naturalmente per molti si tratta di interpretazioni che hanno poco di realistico ma perché non lasciare aperta l’ipotesi che si tratti di segni lasciati da antiche civiltà? In un articolo del Corriere della Sera del 2013, a proposito del monolite si legge  “La roccia misura diversi metri d’altezza, è rettangolare e somiglia al leggendario monolite nero di 2001 Odissea nello spazio. Lo strano reperto - ripreso su Marte da una distanza di circa 260 chilometri - è stato scovato da astronomi dilettanti nelle foto ravvicinate del pianeta rosso, scattate qualche anno fa da HiRise, il sensore ottico della Nasa. È la prova dell'esistenza di un'antica civiltà marziana? Eretto dagli alieni per chissà quali ragioni? La risposta dell’agenzia spaziale pare molto più semplice.” L’agenzia spaziale americana smentisce e parla di semplice effetto ottico.

A stuzzicare ulteriormente la nostra curiosità c’è però una dichiarazione di Buzz Aldrin, uno dei tre astronauti dell’allunaggio del 1969, che in un’intervista dichiarò “Dobbiamo visitare le lune di Marte. C’è un monolite lì, una struttura molto particolare su questo piccolo satellite di Marte a forma di patata”. Il satellite a cui si riferiva è Phobos e anche lì in effetti è stato fotografato un oggetto che ha tutta l’aria di un monolite. Forse il pianeta rosso ha una storia interessante da raccontare.


Bibliografia

-          https://www.erudit.org/fr/revues/bshg/2016-n173-bshg02535/1036582ar.pdf

-          http://www.visiterlafrique.com/destinations/afrique-de-louest/senegal/cercles-megalithique-de-senegambie/?fbclid=IwAR0nffSyAQPpXSRB2eF-ExDnEEE8cdz8_VTZUmG51Xi8hIUd7B4ta8oZRNU

-          http://planet.racine.ra.it/testi/maori.htm

-          https://www.corriere.it/scienze/12_aprile_13/bruchia-il-mistero-del-monolite-su-marte_159df9ce-8558-11e1-8bd9-25a08dbe0046.shtml



Previsioni per il mese

Ariete: A carte scoperte: Hai voglia di chiarire ciò che è rimasto in ombra, di manifestare ciò che è rimasto inespresso, di confrontarti, di mostrarti con sincerità a chi ritieni tuo amico.

Toro: Acqua di fonte: Hai bisogno di rigenerarti e di acquisire nuove energie che ti permetteranno di arrivare ad un nuovo step. Quello che era stato pianificato prende forma ed evidenza.

Gemelli: Cerca l’armonia: Guarda tutto ciò che produce dolcezza, bellezza e armonia. Cerca le situazioni che le producono e sii tu stesso ambasciatore di queste qualità.

Cancro: Respiro affannoso: Troppe cose richiedono la tua attenzione. A volte sei sollecitato dagli avvenimenti altre volte sono le pulsioni che vengono dal tuo cuore a non lasciarti tranquillo. Fermati e rimani testimone di quello che accade.

Leone: Il colore della passione: Il tuo cuore è caldo e i tuoi occhi colorano di passione tutto ciò che vivi. Da metà mese sarai più attento e capace di incanalare questa tua energia in modo positivo.

Vergine: Si prepara una svolta: È il momento di liberarsi definitivamente di problemi nati tanto tempo fa e di recuperare nuove energie. Sia dal punto di vista fisico che in senso più generale ti sentirai pronto per affrontare nuove avventure.

Bilancia: La forza è con te: Un buon momento per te ed inoltre questa situazione favorevole è in espansione. Potrai superare le difficoltà che hai incontrato nel recente passato e goderti benessere e serenità.

Scorpione: Non credere all’inquietudine: L’agitazione non è una buona consigliera e finisce spesso per complicare le cose e allontanare la soluzione dei problemi. Non identificarti in questa emozione.

Sagittario: Osserva con attenzione: È  il momento di osservare bene che cosa c’è intorno a te, quali sono le forze in campo, le persone che incontri e le situazioni che vivi .

Capricorno: Fai posto al nuovo: Senti il bisogno di ritirarti in te stesso ma non è questo il momento, anzi, il consiglio è proprio quello di sperimentare qualcosa di nuovo, di uscire dal tuo solito modo di essere.

Acquario: Un mese austero: Le stelle consigliano di badare all’essenziale, di non perderti nei dettagli e di prenderti cura di te steso, badando alla salute del tuo essere ed evitando gli eccessi.

Pesci: Cercando il nuovo: Nuove idee, nuove prospettive si affacciano e ti coinvolgono. Mantieni il tuo equilibrio.


Un personaggio dell’Ariete: Vincent Van Gogh


Per quanto mi riguarda nulla so con certezza. Ma la vista della stelle mi fa sognare.


Un personaggio dell’Ariete: Vincent Van Gogh

Chi non conosce Vincent Van Gogh il pittore dei girasoli e della notte stellata? L’ artista innovativo e geniale, l’anima ai confini con la follia, la vita strana, fragile e impetuosa, che si traduce in pennellate ruvide, in i colori densi, corposi, luminosi.

Vincent ha il fuoco dell’Ariete e la sua fragilità, caratteristiche che nel suo caso sono portate all’eccesso. Sono un uomo passionale, - diceva di sé - portato a fare cose più o meno insensate, delle quali mi capita più o meno di pentirmi. Delle volte tendo a parlare o ad agire con un po’ troppa fretta, quando invece sarebbe meglio aspettare e portare pazienza.

Vincent Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert, in Olanda, figlio di un pastore protestante. Comincia a disegnare fin da bambino anche se la pittura diventerà il suo linguaggio espressivo molto più tardi. L’ambiente familiare in cui vive è molto austero. Per tutta la vita Vincent manterrà un legame molto stretto con suo fratello Theo, mercante d’arte che per anni lo sosterrà economicamente. Un legame profondo che si sviluppa anche nelle tantissime  lettere che Vincent invia al fratello, confidandosi con lui, raccontandogli la sua vita e il suo sentire più profondo.

Un personaggio dell’Ariete: Vincent Van Gogh

Vincent ragazzino inizia a studiare a Groot Zundert poi continua a Zevenbergen e finisce le scuole a Tiburg. Nel 1869 comincia a lavorare. Il suo primo impiego è nella succursale della casa d'arte parigina Goupil e Cie. E per la casa d’arte si sposterà all'Aja e poi a Londra e infine a Parigi, dove si trasferisce definitivamente nel maggio del 1875. Il periodo parigino è molto importante per Vincent, qui scopre l’impressionismo, entra in contatto con l’ambiente artistico, conosce Toulouse Lautrec, Paul Gauguin e altri pittori, si appassiona alle stampe giapponesi e trova serenità nella compagnia e nella protezione di suo fratello Theo che già da tempo vive nella capitale francese.

Nel 1876 viene licenziato e inizia a studiare la Bibbia con tanta passione da trasformare la lettura in una vocazione religiosa.

Nel 1879, forse per seguire le orme del padre, Vincent accetta un incarico dalla Scuola di Evangelizzazione di Bruxelles e si reca nelle regioni minerarie del Belgio per prendersi cura dei malati e predicare la Bibbia ai minatori. La vita e la povertà dei minatori lo colpiscono profondamente nell’animo così  decide di condividere la loro condizione completamente, dividendo con loro pasti frugali e dormendo come loro in una baracca.

E mentre ai suoi superiori il suo modo di vivere e predicare sembra eccessivo e non gli rinnovano l’incarico, per lui la vicinanza con gli umili diventa una base della sua filosofia di vita e una fonte di ispirazione per le sue opere, perché proprio nella rudezza, nella semplicità percepisce una verità che merita di essere rappresentata. Cosa sono io agli occhi della gran parte della gente? Una nullità, un uomo eccentrico o sgradevole – qualcuno che non ha posizione sociale né potrà averne mai una; in breve, l’infimo degli infimi. Ebbene, anche se ciò fosse vero, vorrei sempre che le mie opere mostrassero cosa c’è nel cuore di questo eccentrico, di questo nessuno.

Un personaggio dell’Ariete: Vincent Van Gogh

Resta comunque in lui una nota profonda di religiosità che ogni tanto affiora: Quando sento un terribile bisogno di, se devo nominarla, religione, allora esco e dipingo le stelle – scrive. E ancora: Sii chiaramente consapevole delle stelle e dell'infinito in alto. Dopotutto, la vita sembra quasi incantata.

Grazie al sostegno finanziario di Theo, che lo aiuterà per tutta la vita, Vincent riesce a dedicarsi completamente all’arte. Si stabilisce all’Aia e qui incontra per strada Sien Vincent, una donna abbandonata dal marito con una bambina e un altro figlio in arrivo. Vincent fa di lei la sua modella e la sua famiglia. Io penso di vedere qualcosa di più profondo, più infinito, più eterno dell'oceano nell'espressione degli occhi di un bambino piccolo quando si sveglia alla mattina e mormora o ride perché vede il sole splendere sulla sua culla.

Vincent e Sien si lasciano nell’83. Vincent va a vivere a Nuenen e continua con i suoi esperimenti pittorici, dipingendo instancabilmente, soprattutto i contadini. Il mondo non m’interessa se non per il fatto che ho un debito verso di esso, e anche il dovere, dato che mi ci sono aggirato per trent’anni, di lasciargli come segno di gratitudine alcuni ricordi sotto forma di disegni o di quadri, non eseguiti per compiacere a questa o a quella tendenza, ma per esprimere un sentimento umano sincero.

Un personaggio dell’Ariete: Vincent Van Gogh

Nel 1885 si trasferisce ad Anversa, dove tenta senza successo di seguire i corsi dell’Accademia, e poi a Parigi da Théo che nel frattempo è diventato dirigente della filiale di Montmartre di casa Goulpil. Nella piccola galleria d’arte Théo espone opere dei pittori emergenti e di quelli ancora sconosciuti e Vincent ha modo di incontrarli, discutere con loro e imparare nuove teorie e tecniche. In questo periodo la sua pittura si trasforma da buia a luminosa. Vincent dipinge nature morte, paesaggi e autoritratti.

Nel 1888, su consiglio del fratello Théo, Vincent si trasferisce ad Arles, nel sud della Francia e va a vivere con Paul Gauguin, con il quale ha intenzione di fondare un’associazione di artisti. Tra Vincent e Paul il rapporto si fa via via più complicato, spesso conflittuale fino a culminare in episodi di violenza. Alla fine Paul se ne va, probabilmente dopo l’ennesima lite furibonda questa volta dovuta alla gelosia di Vincent per Rachele, suo grande amore. Proprio a Rachele è legato il famoso episodio dell’orecchio tagliato, quando Vincent, folle di gelosia e forse annebbiato dall’assenzio, si taglia parte dell’orecchio sinistro con un rasoio e lo invia a Rachele, come pegno di amore. Documenterà poi questa follia in un quadro che lo ritrae con l’orecchio fasciato.

Un personaggio dell’Ariete: Vincent Van Gogh

Due giorni dopo, a seguito di una crisi violenta, Vincent viene rinchiuso in manicomio. Da questo episodio inizia un periodo tormentato, in cui Vincent entra ed esce più volte dall’ospedale. La sua anima sembra contemporaneamente folle e lucida, sofferente e luminosa. È di questo periodo La notte stellata, uno dei suoi quadri più famosi. Quando finalmente viene dimesso passa tre giorni a Parigi a casa del fratello e per il nipotino, che Théo ha voluto chiamare Vincent, e la cognata dipinge Un ramo di mandorlo su un fondo di cielo azzurro che cattura la luce della primavera. Vincent va a vivere a Auvers-sur-Oise e qui passa l’ultimo periodo della sua vita. Muore a 37 anni per un colpo di rivoltella al petto. Probabilmente si tratta di suicidio ma non è certo, potrebbe anche essere stato un incidente, magari colpito per errore da ragazzi che stavano giocando con una pistola, mentre Vincent era in giro per i campi, forse per dipingere, forse per passeggiare. Comunque sia Vincent torna a casa ferito e muore il giorno successivo. È il 29 luglio 1890.

Di lui ci piace ricordare, oltre alla sua arte, l’animo sensibile che gli faceva cogliere gli aspetti più intimi e veri della natura, tanto da affermare: Vedo ovunque nella natura, ad esempio negli alberi, capacità d’espressione e, per così dire, un’anima, oppure: Se non hai un cane – almeno uno – non c’è necessariamente qualcosa di sbagliato in te, ma ci può essere qualcosa di sbagliato nella tua vita, e ancora: Da quando visitai i mattatoi nel sud della Francia smisi di mangiare carne.

Per quanto la sua vita sembri una corsa febbrile era un uomo dotato di una percezione piuttosto lucida della sua esistenza. Di sé scrive:  Nella mia febbre cerebrale o follia, non so come chiamarla, i miei pensieri hanno navigato molti mari. E ancora: Noi siamo dei pellegrini, la nostra vita è un lungo cammino, un viaggio dalla terra al cielo.




MARZO 2020


Grandi pietre sotto il cielo stellato

Grandi pietre sotto il cielo stellato


Chi non conosce Stonehenge, il grande tempio megalitico che sorge non lontano da Salisbury in Inghilterra? Il profilo delle sue grandi pietre che di staglia contro il cielo appartiene all’immaginario collettivo. Ma Stonehenge è solo uno dei tanti siti megalitici che testimoniano i tempi antichi, quelli della misteriosa preistoria, quelli che la storia ufficiale preferisce ignorare. La preistoria, secondo la cultura maggioritaria, appartiene ad un passato in cui gli esseri umani erano poco più che bruti che vivevano in caverne, si aggiravano vestiti di pelli e armati di clave, capaci appena di modellare grossolanamente qualche pietra.

Che cosa avrebbero mai da dire questi cavernicoli sul cammino della civiltà che progredisce via via fino a giungere a quella attuale, massimo esempio dell’ingegno dell’uomo? In effetti le grandi pietre, che si ergono nelle campagne e nei boschi ora solitarie, ora allineate o disposte a formare triliti, cerchi, tavole, o camminamenti sembrano totalmente estranee al mondo attuale e alla sua cultura. La loro imponenza, il loro numero e la forza che esprimono rappresentano però un vero e proprio mistero. Chi le ha erette? Perché? Quali intenzioni animavano questi antichi costruttori?

Grandi pietre sotto il cielo stellato

E come mai sono diffuse su tutto il pianeta, ripetendo forme praticamente identiche? Li troviamo in tutta l’Europa ma anche in Asia, in Africa, nelle Americhe, in Australia e Oceania.

Ci sono i menhir, massi isolati di grandezza variabile che possono raggiungere anche dimensioni davvero notevoli; gli allineamenti, ovvero pietre messe su una o più file parallele; i cromlech, pietre disposte a formare un cerchio, i dolmen, costruzioni ottenute da due o più lastre di pietra posizionate verticalmente in modo da sorreggere una o più lastre orizzontali che fanno da copertura; i tumulus, colline artificiali ottenute ricoprendo con terra e pietrisco delle camere di pietra. Inoltre queste pietre presentano a volte delle particolari incisioni, dette coppelle, posizionate in modo da riprodurre costellazioni del cielo. Gli archeologi solitamente interpretano queste costruzioni come tombe, anche se questa definizione sembra dettata più dal desiderio di seppellire queste testimonianze scomode che dal ritrovamento di qualcosa che ne giustifichi la classificazione come monumento funerario.

Stessa sorte del resto è capitata alle piramidi, altre costruzioni diffuse su tutto il pianeta. Solitamente di grandi dimensioni, a volte vere e proprie colline, con all’interno camere e corridoi. Se le famose piramidi della piana di El Giza sono fatte rientrare, appunto come tombe, nella storia della civiltà egizia, le altre hanno sopravvivenza difficile.

Grandi pietre sotto il cielo stellato

Ne è un esempio la piramide di Saint André, vicino a Nizza, demolita per far posto ad un raccordo autostradale, o quelle di Visoko, in Bosnia, scoperte da Semir Osmanagic, che alcuni skeptics si ostinano a definire “colline naturali”. Tra le costruzioni megalitiche si possono annoverare anche le grandi mura, costituite da enormi massi sovrapposti e accuratamente tagliati in modo da combaciare perfettamente. Anche queste mura, realizzate con modalità praticamente identiche, le troviamo in continenti lontani tra di loro, abitati da popoli che, in base alla storia ufficiale, non potevano avere contatti tra loro. E allora? Come si spiega questo mistero?

La presenza dei megaliti diffusa su tutto il pianeta sembra parlarci di un’antica civiltà planetaria, ormai scomparsa, ma questa possibilità non collima con la cultura attuale, disegnata dall’avvento delle grandi religioni storiche, in perenne conflitto tra loro per la difesa e la diffusione delle loro verità. Ma è possibile recuperare il ricordo di quanto è avvenuto precedentemente? La risposta è sì. L’antica memoria dell’umanità, anche se rinnegata dalla cultura ufficiale, non è andata perduta nei meandri del tempo e degli eventi. È sopravvissuta nei miti che sono veri e propri strumenti, pensati per trasmettere esperienze e avvenimenti dal più lontano passato ai giorni nostri.

Grandi pietre sotto il cielo stellato

E se la cultura maggioritaria preferisce ignorare, se non volutamente nascondere, la possibile esistenza di un altro modo di vivere, non basato sull’oppressione, sulla conflittualità, sulla ricerca del potere e del denaro questo non significa che non sia esistito e che tuttora esista anche se meno evidente e chiassoso di quello che detiene il potere. Sono i popoli naturali a conservare la memoria antica dell’umanità, quei popoli che, pur vivendo nel mondo disegnato dalle grandi religioni storiche, non ne fanno parte, hanno un loro modo di rapportarsi alla vita, trovando riferimento sia pragmatico che filosofico, nella Natura e nella qualità immateriale che essa esprime.

Nelle tradizioni dei popoli naturali – scrivono Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero nel loro libro “IL CUORE ANTICO” - l’uomo è visto come un ponte tra Terra e Cielo. La cultura e la scienza delle tradizioni dei Nativi tengono sempre conto del nostro legame cosmico con l’Universo e con il Mistero che rappresenta. Non esiste una separazione tra individuo e universo, entrambi fanno parte di un unico atto esistenziale, entrambi sono affratellati dalla stessa esperienza.

Grandi pietre sotto il cielo stellato

La cultura megalitica è l’espressione di questo legame: i megaliti presenti su tutto il pianeta sono la testimonianza di una tradizione che si ispira alla Natura e al mistero che essa esprime. L’uomo non è slegato da ciò che ha intorno poiché anch’egli è parte della Natura e in essa trova insegnamento e riferimento.

Quindi non è strano che i megaliti abbiano sempre un orientamento particolare, in riferimento a solstizi ed equinozi o a particolari stelle o costellazioni e nemmeno che queste ultime siano rappresentate sulle loro superfici. E neppure è strano che i popoli nativi che trovano riferimento nella Natura, utilizzino questi siti per celebrare le loro feste, i loro incontri o ne riconoscano particolari funzioni terapeutiche. I cerchi di pietre erette ad esempio, leggiamo ancora ne “IL CUORE ANTICO”, simboleggiano un percorso spirituale che esprime il transito dell’individuo dalla nascita alla morte, verso una dimensione cosmica da esplorare e da capire. Nella Cultura Megalitica, i menhir sono considerati catalizzatori dell’energia tellurica e ponte verso la dimensione cosmica. Colonne energetiche per un passaggio dell’energia di scambio tra Terra e Cielo.

I megaliti insomma sono testimoni di una civiltà antichissima, che si perde nella notte dei tempi ma anche di un modo di vivere sempre attuale e vivo e del legame profondo tra gli esseri viventi e le stelle.


Per approfondire:

Giancarlo Barbadoro, Rosalba Nattero - IL CUORE ANTICO
Edizioni Triskel -
Disponibile anche in E-book


Il testo è frutto di una preziosa ricerca, condotta dai due autori, basata su testimonianze e documenti di prima mano ottenuti in incontri e condivisioni di esperienze spirituali con le antiche famiglie celtiche del Piemonte, del Nord Europa e rappresentanti di popoli naturali di tutti i continenti.



Previsioni per il mese

Pesci: Scala reale: Non perderti nei sogni, nelle speranze di un futuro lontano, hai la possibilità di creare adesso quello che vuoi e hai in mano tutte le carte migliori per fare il tuo gioco.

Ariete: Come un fiore che sboccia: C’è, dentro di te, una tenerezza che vuoi esprimere, che vuoi condividere, che vuoi anche ricevere. Lasciala fiorire senza timore.

Toro: Fidati della tua forza: Cerchi, e trovi, equilibrio nelle tue azioni e prima ancora in quello che senti e capisci nelle situazioni che vivi.

Gemelli: Caffè alla turca: Troppi elementi fuori e dentro di te si alternano e si mescolano senza avere ancora trovato una collocazione. Fermati e lascia che gli elementi più pesanti si depositino sul fondo e l’insieme acquisisca un connotato più preciso.

Cancro: Momento in divenire: La situazione che stai vivendo è tutta in movimento ma la previsione è buona e le stelle promettono fortuna.

Leone: Un passo dopo l’altro: Non essere irruente come ti verrebbe, in questo momento è importante procedere passo passo con attenzione e consapevolezza.

Vergine: Tutto scorre. Esprimi quello che senti con immediatezza senza preoccuparti dei perfezionismi né tuoi né degli altri. Partecipa al fluire della vita senza irrigidirti. Le stelle ti sono amiche.

Bilancia: Fantasia al potere: C’è nel tuo cuore un sottofondo positivo che ti permette di affrontare ogni cosa come se fosse un gioco in cui cimentarti per trovare le soluzioni migliori e più nuove.

Scorpione: Concentrato di energia: Dentro di te sai che hai la forza per intraprendere qualunque strada, qualunque impresa ma ti sei creato degli intoppi con le tue stesse mani e adesso devi risolverli.

Sagittario: Corri uomo corri: Non ci sono ostacoli e quindi vai! È la vita come piace a te.

Capricorno: Fai posto al nuovo: Continua il trend del mese scorso, con una bella sensazione di rinascita ed energie nuove, che adesso si colorano di sfumature di dolcezza.

Acquario: Come fanno i gatti: Voglia di fare? Ottimo, ma fallo con calma, in modo rilassato e attento... come fanno i gatti!


Un personaggio dei Pesci: Rukmini Devi Arundale

Un personaggio dei Pesci: Rukmini Devi Arundale


Balliamo con i nostri corpi, ma alla fine li dimentichiamo e li trasformiamo.


Rukmini Devi Arundale è un’icona nazionale per l’India. Anima sensibile, visionaria, danzatrice, educatrice, riformista sociale, paladina dei diritti animali, Rukmini rappresenta bene gli aspetti migliori del Segno dei Pesci. È nota soprattutto per la sua appassionata riscoperta della danza tradizionale indiana, per averla riconosciuta come significativa forma d’arte e per averla riportata agli antichi onori nel panorama culturale del suo paese e del mondo intero.

Rukmini Devi nasce il 29 febbraio 1904 a Madurai, nel Tamil Nadu, in una famiglia di Brahmini Tamil, sesta di sette fratelli. In famiglia si respira un’aria di cultura, arte e idee liberali: il padre, Neelakanta Sastri, è infatti, oltre che ingegnere di professione, uno studioso di sanscrito e storia e legato alla Società Teosofica di Madras, la madre, Seshammal, è un'appassionata cultrice di musica. Nel 1912 la famiglia si trasferisce a Madras e qui la vita cambia sensibilmente. Questo trasferimento coincide, soprattutto per Rukmini, con un vero ampliamento degli orizzonti, per la possibilità di nuove conoscenze e amicizie.

All’interno della Società Teosofica, Rukmini conosce il quarantenne Dr George Arundale, pedagogo australiano e, nonostante la differenza di età, lei ha solo sedici anni, lo sposa. Il matrimonio non incontra i favori della casta dei Bramini che non approvano l’unione di una ragazza della loro casta con un’occidentale e per questo la cerimonia verrà celebrata lontano, a Bombay.

Un personaggio dei Pesci: Rukmini Devi Arundale

Dopo il loro matrimonio, gli Arundale viaggiano molto in tutto il mondo, stabilendo amicizie e collaborazioni con molti personaggi di spicco della cultura internazionale e durante uno di questi viaggi avranno modo di conoscere, tra gli altri, l’educatrice italiana Maria Monessori. Altro incontro fondamentale per la vita di Rukmini sarà quello con la ballerina russa Anna Pavlova. Rukmini ed Anna diventano amiche sulla nave, durante un viaggio verso l’Australia, e sulla nave Rukmini comincia a imparare a danzare. Posso solo dire che non ho cercato consapevolmente la danza, - dirà in seguito – è la danza che mi ha trovata. "

Anna incoraggia Rukmini a scoprire le proprie radici e a studiare la danza tradizionale indiana, così, tornata in India, Rukmini inizia quella che per lei diventa un’attività fondamentale. A quasi trent’anni comincia a studiare la Bharatanatyam, una forma di danza tradizionale ormai declassata e involgarita, praticata solo più dalle ragazze di caste inferiori consacrate ai templi delle divinità maschili indù, per il piacere sessuale dei sacerdoti. L’opera di Rukmini comprende anche il tentativo di avviare un sostanziale cambiamento dell’idea di femminilità rispettabile in vigore in quel momento e di come poteva essere rappresentato il corpo femminile. Rukmini porta la Bharatanatyam ad un nuovo splendore, rinnovando i costumi dei danzatori, inventando nuove coreografie, inserendo giochi di luci sul palcoscenico e introducendo anche nuovi strumenti musicali, come il violino, da affiancare a quelli tradizionali. Grazie anche alla collaborazione di musicisti e artisti di diverse scuole e correnti crea spettacoli basati su storie mitologiche ed epiche, apprezzati a livello internazionale.

Un personaggio dei Pesci: Rukmini Devi Arundale

La sua prima esibizione pubblica è del 1935 e nello stesso anno si inaugura la Kalakshetra, un complesso scolastico voluto da lei e dal marito, costituito da più ordini di scuole che comprende l’accademia di musica e danza. Caratteristica interessante di questa scuola è la presenza di “aule all’aperto” in modo che lo studio sia associato al contatto con la natura. Nel 1939 George Arundale invita Maria Montessori perché inizi un corso di scuola elementare basato sul suo metodo all’interno della Kalakshetra. Nel 1945 George muore. Nel 1952 Rukmini viene nominata membro della Rajya Sabha, la Camera Alta del Parlamento dell’India indipendente, prima donna a ricevere questo onore. Nel 1977 le sarà anche offerta la presidenza dell’Unione Indiana ma lei rifiuterà la carica privilegiando la sua passione per l’arte e la filosofia alla carriera politica. La sua anima sensibile la porta però ad assumere un ruolo importante nella difesa dei diritti degli animali.

contribuendo, nel 1960, alla legge sulla Prevention of Cruelty to Animals Act, fondando, nel 1962, l’Animal Welfare Board of India e ricoprendo per più di tre decenni la carica di vicepresidente dell'Unione Vegetariana Internazionale.

Gli animali non possono parlare, ma tu e io non possiamo parlare per loro e rappresentarli? Sentiamo tutti il loro silenzioso grido di agonia e tutti aiutiamo quel grido ad essere ascoltato nel mondo. Sono parole sue e sono parole che chiunque abbia a cuore il destino dei nostri fratelli meno fortunati non può non condividere.

Rukmini muore il 24 febbraio 1986, a Chennai, pochi giorni prima di compiere 82 anni.

Nel 112° anniversario della sua nascita, Google le dedica un doodle che la ritrae nelle sue vesti di danzatrice tradizionale. Noi vogliamo ricordare il suo cuore sensibile con questa sua dichiarazione, quanto mai attuale:

La domanda di cibo vegetariano aumenterà la nostra produzione del giusto tipo di alimenti vegetali. Smetteremo di allevare maiali e altri animali per il cibo, cessando così di essere responsabili dell'orrore dei macelli dove milioni di creature piangono invano a causa dell'egoismo dell'uomo. Se tali campi di concentramento per la macellazione continuano, la pace potrà mai venire sulla terra? Possiamo sfuggire alla responsabilità della miseria quando pratichiamo l'uccisione ogni giorno della nostra vita sostenendo consciamente o inconsciamente questo commercio di massacri? La pace non può arrivare dove la pace non è data.




FEBBRAIO 2020


Cercando nell’infinito


Cercando nell’infinito

In questa puntata, in cui il personaggio ospite è Galileo Galilei, viene naturale parlare della ricerca, del desiderio di conoscere com’è fatto questo mondo in cui ci troviamo a vivere e anche quale sia la sua misteriosa natura. Galileo con il suo cannocchiale scrutava il cielo e scopriva che Venere aveva le fasi come la Luna, che Giove aveva quattro satelliti, che la straordinaria opalescenza della Via lattea era dovuta a miliari e miliardi di stelle. Si interrogava sul moto della Terra, da secoli descritta come immobile centro dell’universo. La sua avventura di scienziato ci porta a identificarci nel suo amore per la ricerca e la scoperta, ricordando tutte le volte che nel cielo notturno abbiamo cercato di individuare pianeti, stelle e costellazioni o puntato il dito a disegnare la scia di una stella cadente appena vista sfrecciare. Il desiderio di capire il mondo in cui si vive è tra i bisogni essenziali di tutti i viventi. Guardare il cielo poi è un’esperienza particolare: è un po’ come ritrovarsi bambini di fronte ad un mondo misterioso, pieno di domande a cui non sono ancora date risposte preconfezionate ed è ancora tutto da scoprire. E questa in fondo è la vera dimensione della ricerca, dove ognuno è un po’ scienziato, dove ognuno è viandante, dove ognuno può cercare e trovare il sentiero percorso da altri viandanti di un tempo più o meno lontano, alla ricerca della conoscenza.

Purtroppo non sempre il puro desiderio di conoscere viene accettato dalla cultura del tempo. La vicenda di Galileo ne è un esempio, ma anche ai giorni nostri troppe volte la ricerca sottende interessi tutt’altro che puri che indirizzano verso percorsi predeterminati, ignorano volutamente ambiti bollati aprioristicamente come non degni di interesse o addirittura portano conseguenze terribili come lo sfruttamento di innocenti creature per sperimentazioni inutili e crudeli. Quello che ne deriva non ha neppure il diritto di chiamarsi ricerca scientifica perché nasce dall’ignoranza, o dalla presuntuosa negazione, del legame indissolubile che ci unisce all’universo di cui siamo parte, alla pari con tutti gli altri esseri, tutti partecipi dello stesso mistero. Del resto ogni scoperta porta naturalmente allo stupore e a guardare verso il grande mistero da cui tutto è scaturito.

E a proposito della ricerca che cosa può insegnarci lo Zodiaco? Può ricordarci il nostro legame profondo con le stelle e suggerirci che ci sono più prospettive da cui guardare una stessa realtà, angolature diverse che unite tra loro danno una visione più completa e più comprensibile. Di seguito proponiamo dodici affermazioni, di dodici autori diversi, uno per Segno zodiacale. Sono spunti di riflessione su un tema che ha una rilevanza notevole nella nostra vita.


Per l’ACQUARIO la vita è un viaggio attraverso luoghi affascinanti e significativi:

La sola cosa invincibile in natura è la curiosità, scrive Freya Stark, viaggiatrice.


Cercando nell’infinito

Per i PESCI la ricerca che conta è quella della verità profonda delle cose:

Lo studio e la ricerca della verità e della bellezza rappresentano una sfera di attività in cui è permesso di rimanere bambini per tutta la vita, afferma Albert Einstein, fisico e filosofo.


Per l’ ARIETE cercare è agire con slancio anche quando avviene nel proprio cuore:

Questa è la vera esplorazione che vi attende! Non fare la mappa delle stelle e studiare la nebulosa ma tracciare le ignote possibilità dell’esistenza, dice Leonard Nimoy, attore e regista.


Per il TORO ciò che conta è la fermezza nell’affermare i principi  e nel portare avanti gli intenti:

Il mondo non ha bisogno di dogmi, ma di libera ricerca, sostiene Bertrand Russell, filosofo.


Per i GEMELLI la realtà è poliedrica e indagarla è un gioco fonte di continuo stupore:

Colui che cerca con curiosità scopre che questo di per sé è una meraviglia, asserisce Maurits Escher, incisore e grafico.


Per il CANCRO ciò che conta è la motivazione profonda delle cose:

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità, afferma Nikola Tesla, fisico e inventore.


Per il LEONE è importante ricordare ciò che c’è all’inizio, all’origine:

La fonte che alimenta ogni ricerca metafisica è la meraviglia che qualcosa in genere sia, e non il nulla, dice Max Scheler, filosofo.

Cercando nell’infinito

Per la VERGINE la meraviglia sta anche nelle piccole cose:

Cerco di osservare ciò che ho sempre sotto gli occhi: il giardino di casa, la mia strada. E tutto mi sorprende, ribadisce Wolfgang Goethe, poeta e scrittore.


Per la BILANCIA è fondamentale che tutto si svolga in un contesto di giustizia e armonia:

La professione del ricercatore deve tornare alla sua tradizione di ricerca per l’amore di scoprire nuove verità. Poiché in tutte le direzioni siamo circondati dall’ignoto e la vocazione dell’uomo di scienza è di spostare in avanti le frontiere della nostra conoscenza in tutte le direzioni, non solo in quelle che promettono più immediati compensi o applausi, sostiene Enrico Fermi, fisico.


Per lo SCORPIONE tutto ciò che finisce può portare ad una nuova nascita a volte anche inaspettata:

Non dobbiamo dimenticare che quando il radio venne scoperto nessuno sapeva che si sarebbe rivelato utile negli ospedali. Era un lavoro di pura scienza. E questa è la prova che il lavoro scientifico non deve essere considerato dal punto di vista della diretta utilità dello stesso. Deve essere svolto per se stesso, per la bellezza della scienza, e poi c’è sempre la probabilità che una scoperta scientifica possa diventare come il radio un beneficio per l’umanità, scrive Maria Curie, chimica e fisica.


Per il SAGITTARIO è naturale guardare oltre i confini che vengono tracciati:

Il poeta è intimo con la verità, mentre lo scienziato si avvicina goffamente, afferma Jagadish Chandra Bose, fisico e botanico.

Per il CAPRICORNO conta la determinazione nel portare a compimento ciò che si intraprende:

Nessuno si impegna in una ricerca in fisica con l’intenzione di vincere un premio. È la gioia di scoprire qualcosa che nessuno conosceva prima, sostiene Stephen Hawking, cosmologo e fisico.



Previsioni per il mese

Acquario: Trattati bene: Questo mese ti regala vitalità e sensualità. Ti consiglia di coccolarti, di dare attenzione alla tua forma fisica e di curarti con attenzione. Di solito tu preferisci occuparti di ideali o di rapporti umani… febbraio ti propone un cambiamento.

Pesci: Tempo di mutamento: Tutto è in evoluzione, tutto è in crescita e solo i riferimenti alle cose già vissute, alle situazioni “vecchie” o in qualche modo riciclate non faranno per te. Apri la porta alle nuove esperienze.

Ariete: Libertà vo cercando: Non hai voglia di sentirti legato, pressato da richieste di qualunque tipo. Hai voglia di alzarti scuotere la testa e liberarti dai pensieri che ti assillano. Senti nell’aria, forte, il richiamo della libertà.

Toro: Crescere tra terra e cielo: Tutto ciò che inizi in questo periodo è destinato a crescere, tutte le forze che metti in campo tendono a muoversi e portarti avanti, gli incontri posso diventare rapporti importanti, le imprese portano risultati... Quindi scegli bene dove impegnare le tue energie.

Gemelli: Bisogno di chiarezza: Hai vissuto situazioni non sempre facili, a volte ambivalenti o confuse, cominciate quasi per gioco e trasformate in momenti pesanti. Ora hai bisogno di ripulire lo schermo che hai davanti e trovare te stesso.

Cancro: Dividere e unire: Ci sono esigenze contrapposte che agiscono dentro di te creando confusione. Eppure, armonizzando queste due forze, potresti ottenere risultati molto interessanti.

Leone: Sulla breccia: Dovrai essere guerriero in questo periodo e lottare per quello che vuoi ottenere, guardando lontano con occhi limpidi. Così ti accorgerai di opportunità significative per la tua crescita personale.

Vergine: L’attesa del futuro. È un periodo di preparazione e attesa per un cambiamento importante che si presenterà più avanti nel corso dell’anno. Nonostante questo vivrai momenti positivi perché il cielo per te si mantiene generoso.

Bilancia: Mantieni l’equilibrio: Si possono presentare elementi destabilizzanti che creano problemi. In questo mese per te è importante mantenere la tua fermezza e dare stabilità a quello che hai intorno.

Scorpione: Un soffio di vento : Un nervosismo di fondo caratterizzerà un po’ tutto il mese. Ci saranno spesso imprevisti che, come un vento dispettoso, scombineranno i tuoi piani. Tutto sommato però molte cose ti andranno più che bene.

Sagittario: Verso il traguardo: Continua la tua corsa attraverso gli eventi di questo mese, che ti promettono comunque di essere dei gradini verso una meta per te interessante. Ritagliati momenti di relax.

Capricorno: Come l’araba fenice: È tempo di rinascita, di energie fresche che entrano in circolo, di esigenze nuove che nascono. Ci sarà forse anche un po’ di confusione, un po’ di tensione perché troppi elementi cambiano, si muovono o compaiono, ma resta comunque un bel periodo nel presente e interessante per le prospettive future.


Un personaggio dell’Acquario: Galileo Galilei

Un personaggio dell’Acquario: Galileo Galilei


Eppur si muove…

Questa è la celebre frase che, si dice, Galileo Galilei abbia mormorato dopo l’abiura delle sue teorie a cui fu costretto dal Tribunale dell’Inquisizione. Probabilmente Galileo non la pronunciò davvero ma sicuramente corrispondeva al suo sentire e sintetizzava bene il primato della curiosità e della ricerca sulla superstizione e l’arroganza dei sedicenti intermediari con la divinità.

Galileo Galilei astronomo, astrologo, matematico e filosofo è considerato il padre della scienza moderna perché con il suo metodo e l’utilizzo dei suoi strumenti cambiò il modo di approcciarsi ai fenomeni della natura. Il suo metodo scientifico è semplice, pragmatico e improntato all’apertura mentale. Ogni fenomeno può essere osservato senza preconcetti, riprodotto in laboratorio, se possibile, per meglio comprenderlo e quindi valutare le leggi che regolano il suo comportamento.

Galileo è l’ospite del mese in rappresentanza del Segno dell’Acquario di cui interpreta l’amore per il nuovo, sia per le teorie sia per l’aspetto tecnologico, la fiducia nel futuro e negli altri.

Un personaggio dell’Acquario: Galileo Galilei

Galileo Galilei nasce a Pisa il 15 febbraio 1564 primogenito di Vincenzo, musicista e teorico della musica e di Giulia Ammannati. I suoi genitori pur appartenendo alla media borghesia hanno in realtà pochi mezzi economici e questa problematica preoccuperà per lungo tempo Galileo. Trascorre la sua infanzia tra Pisa e Firenze e qui comincerà i primi studi di letteratura e logica. Nel 1581 si iscrive alla facoltà di Medicina di Pisa per far contento il padre, ma ben presto ritorna a Firenze, dove comincia a coltivare quella che ha scoperto essere la sua passione: la meccanica.  Approfondisce gli studi di matematica e fisica che lo portano a costruire macchine complesse a formulare alcuni teoremi di meccanica e geometria e a progettare la bilancia idrostatica per calcolare il peso specifico dei corpi.

Tra il 1589 e il 1592 insegna matematica all’Università di Pisa e intanto continua i suoi studi, pubblica anche De Motu, sul movimento dei corpi in caduta. Quando, nel 1591, muore il padre, Galileo diventa capo famiglia e deve occuparsi del sostentamento dei suoi numerosi fratelli. Nel 1593 diventa docente di matematica, geometria e astronomia all’Università di Padova e qui resterà fino al 1610. Questi saranno, per sua stessa ammissione gli anni migliori della sua vita.

Un personaggio dell’Acquario: Galileo Galilei

Il suo studio di Padova diventa una vera e propria officina in cui Galileo studia, esegue esperimenti, costruisce strumenti con le sue stesse mani, vendendo a volte le sue realizzazioni per arrotondare lo stipendio.

Nel periodo padovano diventa famoso anche come redattore di oroscopi. Molti personaggi importanti del tempo si recano da lui riconoscendogli bravura come astrologo fatto che, attualmente, sembra quasi imbarazzante. C’è chi cerca di giustificarlo ricordando le sue difficoltà economiche o la cultura del tempo ancora infarcita di superstizione. Se per Galileo  la matematica è l'alfabeto nel quale Dio ha scritto l'universo, non è però strano che potesse interpretare il cielo tramite gli antichi simboli dello Zodiaco. Del resto il fatto che tra i temi natali redatti da Galileo ci siano sia quelli delle sue due figlie, Virginia e Livia, che il suo, dà l’idea che ritenesse valido calcolarli e interpretarli. Del resto lui stesso affermava che le cose sono unite da legami invisibili. Non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella.

Sempre negli anni trascorsi a Padova comincia ad interessarsi alla teoria copernicana ed è nella sua officina che nel 1605 comincia a studiare e modificare un cannocchiale olandese, nell’intento di renderlo più idoneo ad osservare la volta cielo notturno ed i corpi celesti. Con questo strumento riuscirà ad osservare la superficie della Luna con i suoi monti e i suoi mari, la Via Lattea che gli appare un incredibile ammasso di stelle, Venere che muta di forma come la Luna e quattro stelline mai viste ovvero i satelliti di Giove. Nel 1610 pubblica un trattato di astronomia rivoluzionario: il Sidereus Nuncius.

Un personaggio dell’Acquario: Galileo Galilei

Invia la sua opera a Cosimo II de Medici che lo convoca a Firenze, lo nomina Matematico e Filosofo del Granduca di Toscana e gli assegna una cattedra per insegnare. Gli studi e le scoperte di Galileo provocano meraviglia, interesse e anche polemiche. Da un lato c’è chi asseconda il suo lavoro, dall’altro la Chiesa teme che vengano messe in crisi le parole dei sacri testi. È noto l’episodio di monsignor Bellarmino che si rifiuta di guardare nel telescopio di Galileo perché ritiene che ingrandire le immagini lontane sia contro natura e che iddio non lo avrebbe mai permesso. Nel 1614 a Firenze il frate Tommaso Caccini dal pulpito accusa Galileo di contraddire le Sacre Scritture e qui cominciano i problemi.

Galileo difende la sua teoria perché si basa su ipotesi confermate da raccolta di dati, osservazioni accurate e analisi che portano a dimostrazioni, inoltre la Bibbia non è un trattato di scienze ma un testo spirituale. Nonostante cominci essere additato come eretico e il De Revolutionibus Orbium Coelestium di Copernico venga messo all’indice, Galileo continua il suo lavoro e nel 1630 porta a termine il suo Dialogo sui due Massimi Sistemi del Mondo, una delle sue opere più famose, in cui mette a confronto le due teorie, tolemaica e copernicana, affermando la superiorità della seconda. Chi non conosce la verità è sciocco, ma chi pur conoscendola la chiama menzogna è un criminale, pensa Galileo e nel suo idealismo non immagina che il papa, con cui ha buoni rapporti, possa accusarlo di eresia. Nel 1632 il suo testo viene dato alle stampe ma, nonostante fossero state apportate alcune modifiche concordate con il Vaticano, quando arriva al pontefice viene proibito e Galileo imprigionato e minacciato di tortura. Nel 1633 viene processato, costretto ad abiurare pubblicamente e condannato al carcere a vita. Gli viene concesso di scontare la pena nella sua villa di Arcetri. Galileo è ormai stanco, malato e quasi cieco ma scrive ancora la sua opera più importante Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze,  che vien pubblicata nel 1638 in Olanda. Muore l’8 gennaio 1642.

Per la Chiesa, Galileo resta un eretico fino al 1992, quando papa Giovanni Paolo II riconosce  l’errore del Tribunale dell’Inquisizione e lo assolve dall’accusa di eresia.




GENNAIO 2020

Un anno di ispirazione e poesia

Un anno di ispirazione e poesia


La prima puntata del 2020 è interamente dedicata a Giancarlo Barbadoro, ospite del mese, perché nato sotto il Segno del Capricorno, e poeta le cui straordinarie poesie possono essere di ispirazione lungo il percorso dell’anno, per i lettori di questa rubrica. È infatti appena uscito un nuovo libro, dal titolo Al di là della Soglia, per le Edizioni Triskel, che raccoglie tutte le poesie di Giancarlo, quelle che abbiamo amato da sempre e quelle inedite, bellissime, pubblicate ora per la prima volta. Questo nuovo libro è un ulteriore regalo, tra i tanti che Giancarlo ci ha lasciati. Suonano come un messaggio d’amore, di libertà e conoscenza dedicato a tutti gli esseri di questo mondo perché non si arrendano mai all’apparenza, all’ovvietà, alla solitudine ricordando che dopo le tenebre torna sempre la luce e che la ricerca di armonia interiore e con quanto c’è intorno vale la pena di essere portata avanti sempre. Per questo alle previsioni dell’anno per ogni Segno è stata abbinata una poesia tratta da questa raccolta che regala una prospettiva verso l’infinito agli avvenimenti e agli umori che quest’anno porta con sé.



CAPRICORNO

Le previsioni:

Un anno molto ricco di innovazioni profonde e durature. Voglia di cambiamento. Lucidità e una certa buona dose di fortuna ti porteranno a costruire il tuo futuro in modo nuovo e qualche volta anche inaspettato. Se vuoi puoi permetterti di ripartire da zero, con prospettive molto favorevoli.


La poesia:

Figli dell’eden

La vita

nasce inarrestabile

improvvisa,

spontanea

e generosa.

Come tanti fiori

di uno sterminato campo,

seminati

da uno sconosciuto

giardiniere

che non vediamo mai

se non dentro

Un anno di ispirazione e poesia

i nostri sogni

e i nostri incubi

che ci aprono

sul segreto della morte.

Il giardiniere,

in silenzio,

continua

a seminare la vita

lontano da noi,

senza ascoltare

nessun nostro disegno.

Non sono le idee

degli uomini

che accendono il sole.

Non è l’ingegno

degli uomini

che fa volare i vascelli del cielo.

Non è merito

di nessuna madre

far sentire il primo vagito

di un bimbo.

Non sono le preghiere

degli uomini

che fanno crescere

l’erba dei campi.

Non è l’opera dei poeti

a popolare di vita alata

l’immenso cielo.

E la semina

dello sconosciuto

giardiniere continua.

Inarrestabile,

generosa e spontanea.

È lui che ci ha dato vita

tra altra vita,

senza che abbia scelto

un mondo preferito

ad altri.

Senza avere figli prediletti

che abbiano diritto

di giudicare

e di servirsi di altri.



ACQUARIO


Le previsioni:

Questo 2020 sarà imprevedibile e “nervoso”, ti porterà a scelte veloci e a cambiamenti di rotta improvvisi ma anche alla ricerca e alla richiesta di profondità e concretezza. Un periodo tutto sommato atipico per te che ami l’idealismo e l’astrazione.


La poesia:

Vivere in una provetta

Come protozoi,

brulicanti

in una provetta,

amiamo

Un anno di ispirazione e poesia

sogniamo

eleviamo i nostri pensieri.

Ignari

del buio

ignari del cosmo

che ci sta attorno.

Assurdamente…

Arrancando

sul fondo di un oceano di turbolento gas.

Immersi

nel liquido

della provetta planetaria.

Ignari

o dimentichi,

secondo i cicli della ristretta storia,

di essere

gli abitatori

di un oscuro ciottolo

lanciato in una folle corsa

attorno

al più sperduto

dei soli

della Galassia.

Protozoi…

Attori inconsapevoli

di un dramma

senza senso

recitato

in uno scenario

che esiste

solo in virtù di un gioco

di cariche elettriche

sorte dal nulla.

Ridendo e piangendo

per inconsistenti

questioni umane

che noi stessi

abbiamo inventato

in un gioco che ci ha preso la mano.

Protozoi…

Soggiogati

alle emozioni più violente

dettate dalla realtà fittizia

creata dai sensi.

Protozoi…

Prigionieri

nella nostra provetta.

Schiacciati

gli uni sugli altri

a far da oppressi e oppressori

in un gioco sciocco senza eguali.

Protozoi…

Così, sino alla morte…

Senza stregua

e senza scampo

finché non diventiamo capaci

di guardare dietro

allo scenario!



Un anno di ispirazione e poesia

PESCI


Le previsioni:

Un anno positivo e soddisfacente per quanto riguarda i tuoi progetti e le tue attività. Devi essere però capace di ridimensionare la tua emotività che potrebbe giocarti degli scherzetti alimentando in te timori ingiustificati o inutili nervosismi.


La poesia:

Guardando le stelle

Sto attraversando la notte

E guardo le stelle

Le stelle…

Lassù…

Dov’è la scala?

Mi piacerebbe conoscere me stesso

nel mistero del cielo nero

Le stelle

Non sono così lontane…

Anch’io sono una stella.

Sono l’universo.

Devo ricordare

Che anche io sono libero



ARIETE


Le previsioni:

Un anno di ispirazione e poesia

Per te il 2020 rappresenterà una svolta e ti darà la possibilità di rivedere e risistemare un po’ tutti gli aspetti della tua vita. Le buone opportunità si presenteranno a partire dalla primavera e in estate prenderanno corpo, grazie alla grande energia che questo periodo ti regalerà. L’autunno sarà il tempo di raccogliere i frutti di ciò che hai messo in atto nella stagione precedente.


La poesia:

La nuova terra

È l’alba del futuro

Gli antichi dei sono scomparsi

Per donarci un nuovo tempo

Una nuova terra sorge dalla notte.

Nuove messi salgono verso il sole.

La memoria diventa il nostro presente.

Negli antichi segni leggiamo

La via della nostra libertà…


TORO


Le previsioni:

Un processo di rinnovamento profondo inizierà da febbraio e andrà avanti per tutto l’anno. Per te che sai essere tanto pacifico e conservatore quanto irruente e rivoluzionario, le stelle consigliano di dare corpo soprattutto a questa tua seconda natura.


La poesia:

Le ombre di Tul

I guerrieri

mi parlano.

Li intravedo

nel buio

Un anno di ispirazione e poesia

nudi,

uniti,

con le braccia

sulle spalle tra di loro

danzano in cerchio

silenziosi

al ritmo dei tamburi

calpestando

il suolo

senza rumore

Dov’è la giustizia

se non nel sonno

comune

In cui si risvegliano

anche coloro

che sono morti

Nessuno muore invano.

Il sangue

ricorda

che non si può essere liberi

se non ci si prepara

alla lotta…

La libertà…

La libertà

è per tutti.

Pace sia

per tutta l’umanità.



GEMELLI


Le previsioni:

L’impronta di quest’anno sarà per te la ricerca di armonia e di dolcezza. Non mancheranno le idee nuove ed estrose, le opportunità che si presenteranno anche improvvise, da cogliere al volo, in sintonia con il tuo carattere di fondo, ma questo desiderio di fare dei vari aspetti della tua vita un insieme armonico sarà il tocco speciale di questo 2020 e si manifesterà in modo più sentito in primavera ed estate.


La poesia:

Viaggiatori del tempo

Riconoscersi

per un istante

Un anno di ispirazione e poesia

nello stesso sguardo.

Su due sentieri

che si incrociano

nell’infinita esistenza.

Incontrarsi

al di là delle forme

e dei pensieri

per diventare amici

nel tutto senza fine

e senza inizio.

Infiniti incontri.

Dimenticati

Disperatamente trattenuti

in uno struggente abbraccio

Istanti

sufficienti

per riconoscersi

e darsi un fugace saluto

tra viaggiatori

nel labirinto del caos.

Catapultati

senza meta precisa

attraverso il tempo,

attraverso lo spazio

e in tutte

le stanze dell’universo.

Vivendo la propria vita

nel conforto di sogni

che nascono e finiscono

lasciandoci solo ricordi

di avventure

che sono state vissute

chissà dove e chissà quando.

Infiniti ritorni

su percorsi struggenti

che si incrociano

con quelli di altri viaggiatori.

vincendo il tempo e vinti dal tempo.



Un anno di ispirazione e poesia

CANCRO


Le previsioni:

La ricerca della libertà sarà la nota dominante di quest’anno. Normalmente tendi a identificarti nei tuoi sogni e nelle tue emozioni ma ora senti il bisogno di affrancarti da questo mondo un po’ “gelatinoso” per vedere in modo più nitido quello che hai intorno. Cercherai un rapporto più diretto con le situazioni ed anche con le persone, guardandole per quello che sono e non solo per quello che provocano in te.


La poesia:

Fuori dal sogno

Ho sognato

mondi nuovi

con albe e tramonti

che nessuno ha mai visto

Ho sognato

apoteosi

di storie mai vissute

da nessun uomo della Terra

Ho sognato

una umanità nuova

che rigenerasse

la vecchia progenie

di una umanità stanca.

Ma voi, avete mai visto

cosa c’è

fuori del carrozzone

che ci porta a spasso

per le oscure strade

del Sole giallo?

Ma, avete mai guardato in alto?

Verso le stelle?

Le stelle…!

Sembrano non finire mai!

Sciami

di gemme gettate

da uno sconosciuto

Fattore

che ha voluto

seminare per ogni dove

Meraviglia e Stupore,

le piante della vita.

C’è da impazzire

nel tentare di comprendere…

C’è dunque

un Fuori dal sogno…

Che incomincia lassù

dove l’aria si fa più rara

e incomincia il buio

della Verità profonda…

Mi credete pazzo?

Mi credete un sognatore?

Ma, avete mai provato a guardare le stelle?



LEONE


Un anno di ispirazione e poesia

Le previsioni:

Sarà un anno molto significativo per le tue attività e quindi è il caso di valutare con cura i tuoi progetti. Potrebbe essere il periodo giusto per mettere in atto un cambiamento o tirar fuori un sogno rimasto nel cassetto per troppo tempo. Però tocca a te il compito di agire con equilibrio e quindi uscire da quel tuo schema comportamentale che ti vuole impulsivo e portato a voler primeggiare.


La poesia:

Guardando la natura

La nebbia copre

il prato del mattino

Il cielo emerge dagli alberi

trasparente e infinito

L’ultima stella dà l’addio

alla notte.

La natura si mostra

con il dipinto

della mia esistenza.

Lo guardo…

È tutto qui.

È tutto qui…

Mi assale la pace.

Ma io chi sono

per cogliere l’immensità

che mi sta davanti?

Perché questo privilegio?

Cerco in me stesso

al di là dei pensieri…

Percorro le sponde dei fiumi

per seguire l’acqua

che sa dove andare

Salgo le montagne

per cercare

l’assoluto

Guardo il cielo

per inseguire le nuvole.

Nella notte

mi immergo nel segreto delle stelle.

Le stelle…

Sento il mistero

entrare a far parte di me.



VERGINE


Le previsioni:

Un anno molto favorevole per te questo 2020. Le stelle promettono il superamento degli ostacoli che contenevano la tua forza e la tua capacità di espressione. Come se il fiume della tua vita riuscisse a rimuovere i detriti che ne ostruivano lo scorrere libero. Potrebbe essere un anno molto creativo.


La poesia:

Un anno di ispirazione e poesia

Ingresso nel Tempio

Capire di dover guardare

negli occhi degli altri

per trovare

solo speranze

e racconti di favole…

Capire l’inutilità

di dover cercare un consenso

in coloro

che ti stanno vicino

per poter aver senso di esistere…

Capire che gli altri

sono come te. Che non possono dirti nulla

sul grande mistero

che vuoi conoscere…

Capire che c’è un altro modo…

Capire che si può chiedere

ad un cielo stellato,

o ad un marmo spezzato,

come a qualcosa che rimane dell’esistenza

anche se non si guarda più negli

occhi degli altri…

Che si può chiedere

e avere risposta…

È allora

che l’universo

spegne le sue luci

fastidiose

per far sorgere

la penombra del mistero.

Ed è in questa penombra

che puoi scorgere,

sorgerti accanto,

le colonne possenti

dell’universo che si trasforma

in una immensa cattedrale…

Una penombra

che si trasforma

in una radiosa luce…

E tu ti vedi

come un bimbetto impacciato

stupito

che si muove a passi incerti

con una infinita

curiosità di vita

verso un altare che non vedi

ma che sai dove si trova.

E le fiamme

del candeliere eterno

accennano ad alimentarsi

per illuminare

la tua via…



BILANCIA


Un anno di ispirazione e poesia

Le previsioni:

Il leitmotiv di quest’anno sarà per te la ricerca di un’espressione schietta ed immediata, che ti porterà ad uscire dalla tua proverbiale diplomazia. Sarà un anno molto interessante che ti porterà ad un grosso cambiamento e alla scoperta di un nuovo te stesso. Non è escluso che tu possa portare a termine con successo un tuo progetto.


La poesia:

Coscienza

Un muro bianco

appoggiato alla luce sostiene

il quadro.

Il caldo afoso

della notte

oscura le stelle.

I passi sulla ghiaia

diventano ricordi.

Vuoti.

Come le parole

di circostanza.

La Luna tace.

L’ombra tace.

Sembra che tutto

non abbia significato.

E io straniero

in una terra straniera,

assurda e barbara,

non taccio.

Parlo di amore

e di libertà

cerco conoscenza

nei giorni finti

di una vita finta

di uomini finti.



SCORPIONE



Le previsioni:

Un anno di ispirazione e poesia

Consolidamento e preparazione sono le due parole che sintetizzano il 2020 per te. Il tuo compito è di portare a termine ciò che hai iniziato, sistemare ciò che hai terminato ma sempre con un occhio al futuro, ipotizzando, cercando, inventando le nuove opportunità che potranno essere messe in atto da fine anno e soprattutto nel 2021, quando le stelle ti porteranno ad operare una profonda revisione della tua vita.


La poesia:

I guerrieri del vento

Dov’ero

quando le grandi ingiustizie

furono compiute…

Come è stato possibile

lasciar fare

alla follia

e al dolore…

Ma io…

Ero ancora nel vento

ero nei boschi

ero nelle nuvole

e nei prati che attendevo di essere chiamato

alla vita.

Adesso non posso più tacere

non posso più ignorare.

Nel vento

nei boschi

nelle nuvole

e nei prati altri guerrieri

mi seguiranno.



SAGITTARIO


Le previsioni:

Senti forte il bisogno di muoverti e di modificare le situazioni intorno a te. Senti anche la necessità di un rinnovamento, di voltare pagina e scrivere un nuovo capitolo della tua vita su un foglio ancora completamente bianco. Non si tratta di un salto nell’ignoto però, hai le idee chiare su che cosa vuoi modificare e in quale direzione vuoi dirigere i tuoi passi. La parola d’ordine di quest’anno per te sarà “movimento”.


La poesia:

Excalibur

L’arcaica spada

forgiata dalle mani

dell’antico drago

attende

a indicare

Un anno di ispirazione e poesia

l’eterno cammino.

La sua lama

è pronta a squarciare

il velo delle tenebre

che nascondono il Mistero.

Forza e abilità

possono

brandirla

nell’arcaico

sacrificio

che porta

alla nuova nascita.

La mente è immobile.

La volontà si risveglia.

Lo spirito

si libera dall’illusione

della mente

come la spada

che viene tolta

dal suo fodero

di pietra…

Saperla usare

significa vivere

o morire.

Il guerriero

è pronto a vincere

il suo avversario

più temibile…

Se stesso.


Giancarlo Barbadoro Al di là della soglia Edizioni Triskel.

Il libro è disponibile anche in formato ebook www.triskeledition.com



Previsioni per il mese

Capricorno: Tante promesse: Il tuo cielo è sempre pieno di stelle amiche che portano cambiamenti positivi e profondi e sollecitano a trovare nuove strade per esprimere la tua creatività. Qualche volta questa sovrabbondanza ti porterà a un po’ di nervosismo ma tu rilassati e continua il tuo cammino.

Acquario: Guardarsi dentro: Continua l’atmosfera del mese scorso e sei più interessato a ciò che vivi dentro di te che all’azione. Stai riconsiderando la tua vita e quello che sei per trovare una nuova e più profonda consapevolezza.

Pesci: La forza è con te: Sono tante le opportunità che ti trovi davanti e tutte positive. Quello che metti in atto crescerà facilmente sostenuto dalla tua energia e dalle circostanze favorevoli. Qualche dubbio ti punzecchierà ma non dovrebbe avere molto potere su di te.

Ariete: Uno sguardo dolce: A inizio mese avrai la sensazione che quanto ti sta intorno sia piuttosto confuso e complicato ma poi troverai dentro di te una nuova chiarezza e quello che sembrava ostile si scioglierà in dolcezza.

Toro: Tra ombre e luci: Un po’ di aggressività e un po’ di amorevolezza, un po’ di rabbia e un po’ di delicatezza si alterneranno in questo mese che sembra di transizione verso nuovi eventi e nuovi equilibri.

Gemelli: Animo irrequieto: Situazioni e persone sembrano stuzzicarti e provocarti. Trova in te la calma e lascia che le emozioni decantino lasciandoti libero.

Cancro: Apri la gabbia: Forse è il momento di mettere in discussione alcune certezze che sono rassicuranti da un lato ma costrittive dall’altro.

Leone: Il ruggito del leone: Si apre un periodo molto intenso dove prenderanno forma e vigore le cose che hai scelto come significative e vere nella tua vita. Saprai portarle avanti con molta passione cercando il coinvolgimento e l’aiuto delle persone che ami.

Vergine: Una nuova pagina. Quel “nuovo” che è entrato nella tua vita lo scorso mese si sedimenta e diventa l’humus che farà germogliare nuovi fiori. Le stelle ti sono propizie.

Bilancia: Orizzonte limpido: Un mese molto positivo per te ti offrirà l’opportunità di godere di molti momenti piacevoli e rilassati e nello stesso tempo di procedere in modo significativo nel percorso della tua vita.

Scorpione: Vai al massimo: In questo inizio d’anno parti subito in quarta, mettendo in campo tutta la tua energia che ti porta a lanciarti in ogni impresa, situazione, progetto, rapporto si prospetti sul tuo cammino.

Sagittario: Al galoppo!: Dicembre ti consigliava una sosta, gennaio ti spinge a riprendere la corsa. Un sacco di opportunità, di nuove idee, di azioni possibili e progetti da inventare  sono pronti per te che avrai inoltre un’insolita energia per dedicarti a tutto quanto.


Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro


Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro

Da quando l’uomo ha guardato per la prima volta verso il cielo stellato ed è rimasto rapito dalla grandiosità del suo spettacolo è nato in lui il desiderio di conoscere il Mistero che vi ha scorto e di entrare in sintonia con esso, in maniera consapevole, per capire il senso della propria esistenza. Un’esperienza che, nonostante le sovrapposizioni culturali e storiche avvenute nel tempo, è sempre presente nell’animo di ogni individuo.


Come si fa a condensare una vita straordinaria in poche righe? Giancarlo Barbadoro è stato poeta, guerriero, artista, sciamano. È stato ricercatore delle antiche tradizioni dei popoli del pianeta, delle intelligenze diverse che vivono qui sulla Terra e su mondi lontani, del mistero da cui tutti veniamo e che contiene e permea il nostro universo. Ha combattuto per i diritti di tutti e soprattutto degli ultimi tra gli ultimi, gli animali, che vivono la condizione terribile di essere considerati oggetti, usabili ad ogni scopo. Ha portato alla luce le tracce che danno dignità storica alla leggendaria città di Rama e quindi al mito del Graal e della civiltà primigenia che affratella tutti i popoli della Terra. Ha saputo cantare, con le sue poesie e la sua musica, la bellezza dell’esistenza, la forza indomita che la pervade e la saggezza a cui si può pervenire grazie al dono degli Antichi.

Giancarlo era nato sotto il Segno del Capricorno e sicuramente la sua determinazione ben rappresenta il tratto saliente del suo Segno. Per lui costruire un mondo migliore per tutti gli esseri che abitano questo pianeta non era una teoria ma una possibilità concreta per cui valeva la pena di lottare ogni giorno. Al contrario di quello che molti affermano la soluzione ai problemi di questo mondo esiste ed è l’ecospiritualità: il cambiamento è possibile se ognuno ha voglia di cambiare, uscendo dalla logica conflittuale che la società maggioritaria impone e cercando un rapporto armonico con la natura, intesa nel suo senso globale che comprende, oltre alla struggente bellezza dei paesaggi incontaminati, il Mistero che essa esprime.

Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro

Ed è nel silenzio che può iniziare questo dialogo con la natura, quando il frastuono dei pensieri e delle emozioni si placa, quando l’individuo smette di essere antagonista della natura e scopre di farne parte. E come ottenere il Silenzio? Con la meditazione, un processo di crescita evolutiva interiore che riflette un archetipo evolutivo già presente in Natura e che non è certamente inventato da alcun uomo. Ma solo indicato dalla Natura come salvagente in questo mare di cacca per mantenere a galla e depurare lo stesso mare trasformandolo in un mondo di acque chiare.

Giancarlo era dotato di una creatività immensa e utilizzava strumenti e linguaggi diversi per esprimersi: scriveva poesie e saggi, suonava, dipingeva, conduceva programmi in radio e TV, teneva conferenze e incontri e in ogni modo possibile promuoveva la creazione di uno spazio culturale di libero confronto di idee, esperienze, ipotesi, scoperte.

Forse proprio da qui possiamo cominciare a raccontare la sua vita. Giancarlo ragazzino vive  un incontro che cambierà il corso degli eventi della sua vita. Viene a contatto con una comunità tradizionale autoctona delle valli piemontesi che lo avvicina allo sciamanesimo druidico, una cultura e una filosofia solo apparentemente debellata dai tragici avvenimenti storici che hanno portato allo stato di imbarbarimento attuale. Viene così a conoscenza di un’altra storia dell’umanità e di una libertà di pensiero e di esperienza di vita che la società maggioritaria ignora. Da quel momento Giancarlo dà corpo alla sua personale ricerca d’infinito e contemporaneamente comincia a sognare un mondo diverso, dove tutti i suoi abitanti possono vivere in armonia, aiutandosi reciprocamente e sviluppando liberamente le loro potenzialità.

Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro

Si appassiona a tutti i campi di ricerca che la cultura ufficiale disdegna. Negli anni sessanta comincia a collaborare con le riviste dell’insolito, prima Clypeus, poi il Giornale dei Misteri e PiKappa. Agli inizi degli anni settanta fonda il Centro Culturale Jules Laforgue e la rivista Laforghiana che si occupano di ricerca tra scienza e mistero. È in questi anni che Giancarlo riporta alla luce il mito di Rama, che non si sa come sia ormai finito nel dimenticatoio, pur essendo vivissimo fino alla fine dell’800. Fonda il Centro Culturale SPAZIO 4 che diventa un importante punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati ad una ricerca appassionata e fuori da schemi ideologici di parte. Il gruppo riscontra un grosso successo e diventa il crogiuolo di dibattiti, ricerche archeologiche sul campo e sarà alche la base di nuovi progetti culturali e musicali.

Negli anni ’80 stringe un legame profondo con la Comunità Druidica Tradizionale della foresta di Broceliande, in Bretagna, e qui apprende la tecnica della Nah-sinnar, la musica del Vuoto, e della Kemò-vad, la danza nel vento. Inizia la collaborazione con Rosalba Nattero che sarà al suo fianco in tante nuove imprese ed avventure che hanno come filo conduttore il mito del Graal e della sua ricerca. Insieme entrano in rapporto con altre comunità druidiche tradizionali del Nord Europa: Olanda, Svezia, Irlanda, Scozia… Nel 1986 proprio in Scozia, Giancarlo fonda, con Rosalba Nattero e con esponenti di movimenti filosofici provenienti da varie nazioni di tutto il mondo, il New Earth Circle, il Cerchio di Nuova Terra, un movimento internazionale che ha lo scopo di promuovere la meditazione su tutto il pianeta.

Nel 1987 entra a far parte del LabGraal un progetto musicale di Rosalba Nattero che propone l’anima tribale della musica celtica. Giancarlo entra nel gruppo come flautista, poeta e compositore.

Nel percorrere il cammino della sua vita vediamo un continuo susseguirsi di eventi, tutti significativi, che diventa complesso elencare e commentare ma la cosa che colpisce è come tutti si inseriscano in una linea precisa, in un progetto coerente che non devia mai da uno scopo preciso: fare tutto quel che si può per realizzare un mondo migliore, fare tutto quel che si può per liberare quanti più esseri possibile dalla sofferenza, indicando lo strumento che può portare tutti al bien-être, alla gioia di vivere e alla costruzione di mondo nuovo.

Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro

Nel ‘93 prende contatto con la comunità apaches di San Carlos e in particolare con Ola Cassadore e Miles Davis, della Apache Survival Coalition, con cui inizia una lunga collaborazione. Nel 2000 inizia la sua attività all’ONU partecipando alla Commissione per i Diritti Umani dell’ONU di Ginevra e nello stesso anno fonda la Ecospirituality Foundation.

Nel 2001 scrive, con Rosalba Nattero e Ola Cassadore, I Popoli Naturali e l’Ecospiritualità che riceve l’incoraggiamento dell’ONU, Alto Commissariato per i Diritti Umani e che diventa un importante riferimento per molte comunità native. Il libo rende evidente l’esistenza di una precisa identità morale propria dei Nativi di tutti i continenti, che costituisce il loro naturale legame spirituale differenziandoli in maniera inequivocabile dalla società maggioritaria.

Giancarlo porta all’ONU le istanze dei diversi gruppi nativi con cui stringe forti legami di collaborazione, amicizia e condivisione spirituale. È così per gli Apache della Apache Survival Coalition, per i Bretoni di Menhirs Libres, per gli Australiani della Wiran Aboriginal Corporation, per lo Mbog-Parlèment del Camerun… L’aiuto ai popoli indigeni viene normalmente inteso come offerta di strumenti pratici per promuoverne uno sviluppo economico ma Giancarlo introduce l’importanza della difesa delle tradizioni ancestrali e dei luoghi sacri , cioè della loro identità tradizionale. Tramite Giancarlo arrivano all’ONU le richieste di rispetto per le montagne sacre degli Apaches e dei Bassa, degli allignements di menhir dei Bretoni.

Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro

L’ecospiritualità è una filosofia naturale che porta a rivalutare il rapporto dell’individuo con l’ambiente, dove tutte le creature viventi, e lo stesso pianeta, vengono ad assumere un valore e una dignità equivalenti a quelle dell'uomo. L'individuo non è quindi visto come il dominatore incontrastato del mondo che abita, ma si trova ad essere affratellato a tutte le manifestazioni della vita e con lo stesso pianeta in una comune esperienza planetaria che è parte di un ecosistema che orbita nello spazio. Il sogno planetario di Giancarlo comprendeva anche gli animali, i nostri fratelli usati e abusati, gli ultimi tra gli ultimi. Antispecista fin da bambino nutriva per loro un grande amore e si è sempre battuto per il riconoscimento della loro dignità e parità con gli esseri umani.

Nel 1999 comincia a prendere forma il suo progetto di creare un Stone Circle a Dreamland, nel parco della Mandria, non lontano da Torino, per dare continuità all’antica cultura dello sciamanesimo druidico e per celebrare il mito del Graal, e la leggenda di Fetonte. Il luogo ha una sua storia quasi leggendaria ed è scelto in accordo con comunità tradizionali autoctone piemontesi. L’opera viene completata nel 2006 con la posa delle 12 grandi pietre erette. Intorno al grande cerchio è nato e si è sviluppato l’ecovillaggio di Dreamland, voluto da Giancarlo come luogo fisico in cui vivere l’ecospiritualità in tutti i suoi aspetti, dal contatto diretto con la natura alla creazione di un vero laboratorio di ricerche ed esperienze sul bien-être, la gioia di vivere che il rapporto con Madre Terra regala.

Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro

Nel 2007, con Rosalba Nattero, dà vita al Progetto Rama Vive. Il progetto vuole riportare alla luce le antiche tradizioni autoctone piemontesi, nell’ambito di un lavoro più ampio sulle tradizioni dei nativi europei. In particolare la ricerca si focalizza sulla leggenda dell’antica città ciclopica di Rama. Pubblicherà Il risultato delle ricerche nel libro Rama Vive scritto con Rosalba Nattero  e pubblicato dalle Edizioni Triskel.

Nel 2011 iniziano le pubblicazioni di questa rivista on line, Shan Newspaper ,che Giancarlo crea con Rosalba Nattero, Gino Steiner Strippoli e una redazione internazionale. Shan Newspaper diventa la rivista ufficiale della Ecospirituality Foundation.

Nello stesso anno fonda insieme a Rosalba Nattero la “Scuola di Kemò-vad Sole Nero” per promuovere una antica disciplina druidica nelle sue componenti di meditazione, storia, cultura, su specifico mandato della comunità druidica di Brocéliande.

Intanto continua la sua attività di musicista, scrittore, poeta, giornalista, conduttore radiofonico e televisivo, lavorando incessantemente per il suo sogno di nuovo eden sul terzo pianeta del sistema solare. L’ecospiritualità infatti è intesa come l’espressione di una condizione edenica che viene dal futuro, come aspetto realizzato della potenzialità inevitabile dell’evoluzione dei figli di Madre Terra raggiunta alla fine dell’oscurità storica che sta imprigionando il pianeta. Una condizione di essere che si trova nel futuro ma che coincide con l’antico Eden del passato, che guida con il suo esempio alla realizzazione del presente. Nuovamente nella manifestazione del mistero del vuoto e del pieno che secondo la filosofia druidica reggono l’architettura del Vuoto e si uniscono per interpretare l’invisibile senso reale dell’esistenza.

Giancarlo ci ha lasciati il 6 agosto 2019 lasciando in chi lo amava un vuoto incolmabile. Ma lasciando, in chi lo amava, anche un grande “pieno” di idee, progetti, opportunità, sogni che attendono di essere portati avanti, nascere, fiorire in un futuro che forse è già qui.


Per chi volesse approfondire la biografia e le opere di Giancarlo Barbadoro:

www.giancarlobarbadoro.net








 

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