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A cura di Donatella Devona

GENNAIO 2023


Un anno prezioso come una gemma


Un anno prezioso come una gemma

Il 2023 si prospetta, un po’ per tutti i Segni, come un anno di svolta, di scelte volute e pragmatiche che trasformino in realtà concreta quello che si era pensato o sognato e che chiudano le situazioni lasciate per troppo tempo in sospeso.

L’indicazione è quella di rendere tutto quanto più chiaro e semplice possibile.

Questo pragmatismo però non è materialistico, porta in sè elementi di empatia verso gli altri, di ricerca di libertà e di spiritualità.

Ogni Segno lo vivrà a modo suo ma questi elementi di base restano costanti e questo ci fa dire che sarà per tutti un anno prezioso, anzi prezioso come una gemma così, per ogni Segno, abbiamo voluto indicare una “gemma talismano”, per così dire, da cui trarre ispirazione nel corso di questo 2023. Non si tratterà della gemma che rappresenta quello specifico Segno zodiacale ma quella che meglio lo può aiutare nel corso dell’anno.

Le gemme sono state scelte sulla base del libro “L’Antico Libro delle GEMME” di Rosalba Nattero che ci fa conoscere le proprietà di queste piccole “porzioni di Madre Terra” secondo la chiave interpretativa fornita dall’antico sciamanesimo druidico a cui l’autrice si è riferita nella stesura di questo testo.

Tantissimi auguri a tutti i nostri lettori!


Capricorno: Finire e ricominciare

Il 2023 ti porterà, nei primi mesi, a chiudere quello che hai lasciato in sospeso, ma con saggezza, senza strappi violenti e trattenendo l’esperienza fatta. Poi potrai cominciare un periodo nuovo, basato su nuovi presupposti. Sarà un nuovo straordinario viaggio.

Il tuo talismano sarà lo smeraldo che rappresenta il completamento di un ciclo e il possesso delle esperienze acquisite per affrontare il ciclo successivo.


Un anno prezioso come una gemma

Acquario: Essere

Quest’anno ti promette l’inizio di un nuovo ciclo, potremmo quasi dire un ingresso nel tuo futuro.

Avrai l’occasione di esprimerti, di mostrarti per quello che sei, senza ricorrere a maschere o timidezze ma soprattutto potrai cercare la tua vera essenza e imparare a conoscerti al di là dell’idea che hai di te stesso.

Il tuo talismano sarà il diamante che aiuta ad uscire dalla propria emotività, a rivelarsi.


Pesci: Riflettere

Il tuo elemento, l’acqua, quest’anno anziché il tuo habitat sarà il tuo specchio. Sarà infatti un anno di riflessione, di considerazioni profonde, di ricerca interiore. Ti regalerà un pizzico di saggezza in più e la capacità di guardare gli eventi cogliendone l’aspetto essenziale. Procedi sul tuo cammino illuminando i tuoi passi con la tua lanterna magica.

Il tuo talismano sarà il quarzo fumé che induce alla meditazione, all’introspezione e alla fermata dalla corsa caotica della vita ordinaria.



Ariete: Raccogliere

È il momento di raccogliere i frutti delle esperienze che hai vissuto, di fare tesoro del passato, di fare pace con quello che è stato, con quello che hai fatto o detto e riconoscerne invece il valore, perché è grazie a questo bagaglio che ora sei qui, pronto ad affacciarti al futuro.
Il tuo talismano sarà la rodonite che aiuta a fare tesoro delle esperienze passate e a usarle per costruire il proprio futuro.


Un anno prezioso come una gemma

Toro: Vincere

Avrai a disposizione una grande energia che ti permetterà di mettere in atto tutto quello che vorrai. Esprimi le tue idee, mostra le tue capacità, agisci, ispirato sempre dal senso di armonia che hai dentro di te. Sarà per te un anno vincente.

Il tuo talismano sarà l’agata bianca che simboleggia la vittoria, la conquista dei propri obiettivi, la volontà e la tenacia.


Gemelli: Osare

È tempo di passare all’azione, di mettere in atto quel che hai progettato e anche di ideare cose nuove. Non limitare la tua creatività e scegli progetti che abbiano un ampio respiro, che pur essendo concreti non contemplino solo aspetti materialisti.
Il tuo talismano sarà la pietra di luna che aiuta a cogliere i segni che Madre Terra ci rivolge e…stimola ad andare oltre l’ovvietà delle cose per cogliere le rivelazioni che ci possono fare da guida.

Cancro: Rinascere

Il 2023 sarà per te l’anno della rinascita. Puoi finalmente cominciare qualcosa di nuovo e lasciarti alle spalle un passato un po’ pesante. Non farti condizionare da nessuno e vivi in prima persona senza rinunciare ad essere quello che sei. Mettiti in gioco e frequenta le persone e le situazioni che ti fanno stare bene.

Il tuo talismano sarà il lapislazzuli che è la rinascita a una nuova vita verso orizzonti più ampi e un mondo tutto da scoprire.


Un anno prezioso come una gemma

Leone: Aver fiducia

Un anno un po’ speciale ti invita ad abbracciare la vita, ad avere fiducia a lasciarti andare. Non abbandonarti però tra le braccia delle tue abitudini perché non meritano la tua fiducia, è la tua creatività che deve trovare spazio e nuova linfa.

Il tuo talismano sarà l’ambra che aiuta a trovare fiducia in se stessi e nella via intrapresa. Induce al rapporto di fiducia con Madre Terra e a seguire il suo insegnamento .


Vergine: Scegliere

Il 2023 ti metterà davanti a scelte importanti. Il passato, per quanto significativo, non deve condizionare il tuo domani. Sai già dove vuoi andare e, stai tranquillo, l’esperienza acquisita non andrà perduta, sarà l’inizio del nuovo sentiero. Nei primi mesi segnerai un po’ il passo ma poi camminerai spedito e fischiettando.

Il tuo talismano sarà lo zaffiro blu che stimola ad uscire dagli schemi e dalle consuetudini.


Bilancia: Accettarsi

Sarà un anno molto interessante che ti porterà a conoscerti meglio, a scoprirei tuoi lati più sconosciuti, compresi quelli più oscuri e meno accettati, alla ricerca del tuo vero essere. Ne nascerà una consapevolezza nuova, una maggiore sensibilità ed empatia verso gli altri.

Il tuo talismano sarà la madreperla che rappresenta il momento in cui l’individuo si guarda dentro e scopre le identità fittizie che gli impediscono di trovare se stesso.


Scorpione: Conoscere

Il 2023 ti esorta a guardarti intorno per capire e capirti, uscendo dall’abitudine per vedere gli aspetti meno evidenti della realtà. La tua sensibilità percepisce la presenza del lato invisibile del nostro mondo ma spesso preferisci rifugiarti nelle cose concrete che sai gestire bene. È il momento di allargare il tuo orizzonte.

Il tuo talismano sarà la giada verde che aiuta ad andare oltre l’apparenza delle cose.


Sagittario: Camminare

Quest’anno ti invita a procedere con determinazione sulla strada che hai scelto, senza farti fuorviare da eventuali intoppi. Dovrai prendere decisioni importanti per te ma c’è anche la promessa di momenti fortunati, nei primi mesi, e teneri dalla primavera all’autunno.

Il tuo talismano sarà il rubino che conferisce forza e fermezza, entusiasmo e voglia di vivere.


Tutte le citazioni in corsivo sono tratte da:

L’Antico Libro delle GEMME di Rosalba Nattero - Edizioni Triskel

Il libro si può trovare a La Grotta di Merlino in Piazza Statuto 15 a Torino

o al sito www.triskeledition.com anche in formato e.book


Previsioni del mese

Capricorno: Impazienza: Senti forte l’impulso ad agire e a farlo in prima persona, come espressione della tua libera scelta. Le stelle ti consigliano però di valutare i consigli di chi ti vuole bene per avere un quadro più completo della situazione in cui ti muovi.

Acquario: Un bel cielo: Non ti manca niente per ottenere quello che speri e per vivere un mese molto interessante. Se qualcosa ogni tanto non è proprio come vorresti tu non te la prendere.

Pesci: Manca il sale: Un bel quadro quello che hai davanti a te ma non ti accontenta. Manca qualcosa, qualcosa che lo renda vivo. Ma questo dipenda da te e non dalle stelle.

Ariete: Cuore e ragione: Il classico binomio cuore-ragione è quel che vivrai in questo periodo. Non essere troppo impetuoso e dai spazio anche a chi ti sta vicino e che obiettivamente sa darti molto.

Toro: Un po’ di nebbia: Voglia di scappare. Eppure se sai guardare quel che stai vivendo con attenzione e senza farti influenzare da elementi solo apparentemente significativi, scoprirai che la situazione può essere molto favorevole.

Gemelli: Complessità: Un mese intenso, che si snoderà in un clima complessivamente favorevole. Però tieni gli occhi aperti e osserva sempre con attenzione ciò che ti circonda per capirne tutti gli aspetti.

Cancro: Emozioni: In questo periodo proverai spesso forti emozioni. A volte saranno un po’ destabilizzanti per te ma altre volte costituiranno un ponte per comunicare meglio con gli altri.

Leone: Punti di vista: Le cose che sono di fronte a te sembrano sfidarti ma tu hai uno sguardo nuovo sugli avvenimenti. Meno aggressività, più leggerezza e attenzione ai punti di vista degli altri sciolgono le situazioni ed evitano gli scontri inutili.

Vergine: Clima piacevole: Questo mese godrai di un clima generale favorevole, di stati d’animo positivi e di fiducia verso la vita. Attenzione però a non assumerti impegni eccessivi, spinto dal desiderio di sopperire alle difficoltà di altri.

Bilancia: Buon lavoro: Se da un lato potrebbe insinuarsi uno stato d’animo malinconico dall’altro energie positive ti portano creatività e capacità di entrare in sintonia con gli altri.

Scorpione: Calma: Le stelle ti invitano a non strafare, a mantenere i piedi per terra, a guardarti intorno con lucidità. Puoi procedere solo a patto di essere attento e sicuro dei passi che vuoi fare.

Sagittario: Cambiamenti: Un bel periodo per te, questo mese di gennaio, che ti porterà a cambiamenti interessanti e favorevoli nel segno della libertà di pensiero e azione. Attenzione soltanto a non esagerare e a muoverti sempre tenendo presente la situazione in cui ti trovi.


Il personaggio del mese: Giancarlo Barbadoro e la storia rubata



Giancarlo Barbadoro

Yule*

Neve di Yule.

neve rigeneratrice

che copre la terra

come un sonno benefico

dell’umanità

che trattiene nei sogni

le antiche saghe

all’origine della storia

per indicare

il sentiero

che porta al futuro.


Gennaio è il mese di nascita di Giancarlo Barbadoro, fondatore, con Rosalba Nattero, della rivista on line Shan Newspaper di cui questa rubrica fa parte. Dal gennaio 2020, primo anno iniziato senza di lui, perché Giancarlo ci ha lasciati nell’agosto del 2019, abbiamo voluto dedicargli il primo numero dell’anno, a testimonianza del segno indelebile che ha lasciato nei nostri cuori.

Giancarlo, ovunque sia adesso, per noi è sempre qui.

La sua presenza, il suo esempio, le sue parole continuano ad essere fonte di riflessione e di ispirazione per coloro che hanno avuto la fortuna e l’onore di conoscerlo personalmente e anche per coloro che hanno potuto leggere i suoi scritti, ascoltare la sua musica o partecipare ad iniziative che da lui sono nate e continuano a vivere nel tempo.

Giancarlo Barbadoro

Quest’anno vogliamo parlare della storia dell’umanità, non quella breve e riduttiva che i libri di storia ufficiali raccontano ma quella che l’Antica Tradizione dei Popoli della Terra ricorda e che può essere, come dice la poesia riportata all’inizio, il sentiero che porta al futuro.

Le antiche saghe, i miti e le leggende di ogni paese del nostro pianeta, - scrive Giancarlo, a quattro mani con Rosalba Nattero, nel libro “Il Cuore Antico” - nei frammenti che sono sopravvissuti alla sistematica distruzione dei centri di potere di ogni tempo, ci tramandano la suggestione di una Età dell’Oro, di un Eden, di una Terra Imperitura da cui l’uomo fu allontanato per sconvolgimenti ambientali. Sconvolgimenti che furono seguiti anche da un cruento sovvertimento sociale che, secondo la narrazione dell’antico druidismo, portarono alla scomparsa di una civiltà sofisticata e evoluta nella cultura e nelle scienze per lasciar posto a un regime di natura patriarcale.

Da allora il nostro mondo è stato disegnato e ipotecato dalle visioni delle grandi religioni storiche. Ciascuna con una propria verità totalmente in contrasto con le altre e quindi spesso e inevitabilmente in un perenne conflitto e un continuo tentativo di reciproca sopraffazione. Verità che non sono mai risultate in sintonia con l’armonia promanata dall’esistenza e dal Mistero che la anima, ma per lo più rispondenti alle visioni dei loro fondatori. Verità non soltanto lontane dalla Natura e quindi da una possibile Causa Prima, eventualmente artefice del tutto, ma anche lontane dai bisogni di crescita morale e spirituale degli individui.

Scomparsa l’antica civiltà edenica, rimase ad imperare quella del patriarcato che aveva origine dalle antiche corporazioni dei cacciatori, sopravvissuti alla catastrofe ambientale grazie alla loro organizzazione militare. Questi impostarono un nuovo ciclo imponendo la loro visione del mondo, separando le competenze dei due sessi, riservando la preminenza a quello maschile, instaurando il principio della sopraffazione del più forte sul debole, introducendo la schiavitù, applicando la pratica del cannibalismo rituale e sancendo il destino tragico di innumerevoli vite, quelle degli animali, non riconoscendo loro alcun diritto e dignità, destinate a divenire fonte di cibo di facile acquisizione.**

Giancarlo Barbadoro

Nella storia dell’umanità si sono alternate bellezza e violenza, evoluzione ed involuzione. A noi è toccato nascere in un periodo crudele, in cui siamo stati privati della memoria delle antiche gesta e della grande civiltà edenica che ne era scaturita. cancellando il passato per dare forza agli ultimi tristi millenni dominati dalla barbarie e dalla supremazia ideologica di stampo patriarcale che ha condannato al tormento ogni tipologia di individui che hanno sofferto per l’impossibilità di esprimersi, di poter vivere la loro creatività e il loro libero pensiero con dignità e rispetto. Alle volte condannati, per età o per non allineamento, all’emarginazione e alla solitudine dell’anima. Spesso anche alla tortura e alla morte. Dalle morali del patriarcato sono scaturite ingiustizie verso le minoranze, discriminazioni di tipo sessista e problematiche psicologiche che caratterizzano ancor oggi il nostro tempo. E questo genere di tragedie non ha colpito solamente l’umanità, ma ha coinvolto anche le altre creature che abitano il nostro mondo, condannate ad essere e a mantenere il ruolo di cibo da mettere in tavola, costrette a vivere disumanamente in allevamenti e portate a morire nella negazione assoluta di ogni dignità e rispetto per l’altra intelligenza, anch’essa in grado di soffrire e di sognare. Eppure, prima che nel nostro tempo si verificasse questa situazione di medioevo spirituale, l’uomo aveva già conosciuto e sperimentato una conoscenza di sé e dell’esistenza e a mezzo di questa aveva edificato civiltà inimmaginabili. La storia è stata condannata a diventare leggenda, importanti biblioteche del passato sono state incendiate da portatori della propria verità e preziosi testi che potevano dare testimonianza di antico sapere sono stati occultati…

Eppure, nonostante questa realtà terribile, l’antica conoscenza non è andata perduta. Seguendo sentieri nascosti, protetta da popoli e persone che l’hanno tramandata, è tuttora viva e vitale e ha la forza di diventare strumento di crescita personale e di speranza per tutti. È il nostro Cuore Antico che continua a battere e che, grazie a Giancarlo abbiamo potuto riconoscere. È la possibilità concreta di ricostruire un mondo e un futuro migliore per tutti.


*“Yule” è tratta da “Al di là della Soglia” tutte le poesie di Giancarlo Barbadoro, Edizioni Triskel.

**Il brano è tratto da “Il Cuore Antico: La tradizione dei Nativi europei tra Storia e mito” di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Natter, Edizioni Triskel.

Entrambi i testi si possono trovare alla Grotta di Merlino in Piazza Statuto 15 a Torino

o al sito www.triskeledition.com anche in formato e.book



DICEMBRE 2022


Quando il sole diventa nero


Quando il sole diventa nero

Uno degli spettacoli più straordinari a cui si può assistere guardando il cielo è l’eclissi. Ne parliamo perché quest’anno, il 2022, ce ne ha regalate ben quattro, due di Sole e due di Luna.

Le eclissi di Luna avvengono quando la Terra, nel suo moto nello spazio viene a trovarsi tra il Sole e la Luna, oscurando con a sua ombra la superficie lunare che da bianca e brillante diventa di un cupo rosso sangue.

L’ultima eclisse, dell’8 novembre, era invisibile dall’Italia e quella del 16 maggio impossibile da osservare nella sua totalità, perché la Luna piena in quel momento veniva a trovarsi già sotto l’orizzonte, cioè era già tramontata. Per chi, vincendo la pigrizia, si è alzato prestissimo per poter osservare il fenomeno è stato comunque difficile restare indifferente guardando la Luna che progressivamente si tingeva di rosso, diventando un astro quasi sconosciuto.

Le eclissi di Sole sono un evento di impatto ancora maggiore. Mentre il Sole pian piano viene oscurato dall’ombra della Luna, che si viene a frapporre tra la Terra e la nostra stella impedendo alla sua luce di arrivare fino a noi, il mondo diventa progressivamente grigio e freddo e cala uno strano silenzio. Del Sole resta solo la corona esterna luminosa, nel caso delle eclissi anulari oppure diventa completamente nero nel caso delle eclissi totali.

Quando il sole diventa nero

Il Sole nero è un evento così archetipale che l’antico druidismo ne aveva fatto un simbolo spirituale, tradotto in epoche molto più vicine a noi nel motto Post Tenebras Lux (dopo le tenebre torna la luce). Un simbolo che racchiude tutta la speranza dell’umanità recitando che dopo le tenebre dell’ignoranza c’è sempre inevitabilmente la luce della conoscenza).

L’eclisse - scrive Giancarlo Barbadoro nell’introduzione al suo libro Meditazione e Spiritualità - rappresentava il manifesto potere della Natura sulle vicende soggettive degli uomini richiamandoli alla sua logica armonica e trascendente e riportando l’attenzione dell’individuo alla sua simbiosi esperienziale con la natura dello Shan e alle potenzialità interiori che poteva sviluppare in ogni caso.

Ricordiamo che per Shan l’antico druidismo intendeva la qualità invisibile e immateriale dell’esistenza, la sua natura mistica.

Per gli antichi sciamani, - continua Barbadoro - il Sole oscurato dalla Luna era il simbolo della consapevolezza mistica dell’individuo risvegliato allo Shan che, anche se temporaneamente oscurato dal plagio della mente e dalla violenza degli oppressori, non era destinato ad essere mai vinto poiché le tenebre avrebbero lasciato inevitabilmente posto alla luce. Ed era possibile quindi sviluppare le potenzialità interiori dell’individuo per giungere alla conoscenza.

Il Sole Nero è il simbolo dello Spirito, il diamante interiore dell’Io consapevole, che non può mai essere sconfitto e che, per quanto l’individuo possa essere calpestato nei suoi diritti e nella sua dignità, emergerà sempre a beffarsi di ogni possibile oscurantismo destinato ad essere eternamente morente.

Quando il sole diventa nero

Le due eclissi di Sole di quest’anno, erano parziali, cioè soltanto una parte del disco solare risultava oscurata.

Quella di sabato 30 aprile era visibile soltanto dall’emisfero sud del nostro pianeta quindi impossibile da osservare direttamente dall’Italia. A quella del 25 ottobre invece era possibile assistere in prima persona.

Difficile comunque restare impassibili davanti al progressivo incedere dell’ombra della Luna che si “mangia” un pezzo di sole: i ritmi della vita quotidiana improvvisamente si interrompono e rivelano la nostra condizione di piccoli esseri aggrappati ad un grosso sasso che ruota nello spazio con altri oggetti enormi, sottoposti a leggi che ci coinvolgono nostro malgrado in eventi di portata cosmica.


MEDITAZIONE E ECOSPIRITUALITÀ di Giancarlo Barbadoro - Edizioni Triskel

si può trovare a La Grotta di Merlino in Piazza Statuto 15 a Torino

o al sito www.triskeledition.com anche in formato e.book


Previsioni del mese

Sagittario: Valutazioni: Ti stai chiedendo chi sei davvero al di là dell’immagine riflessa nello specchio o negli occhi degli altri. È una ricerca profonda e proprio interessante. Hai corso tanto per trovarti davanti a te stesso.

Capricorno: Mutazioni: Dicembre sarà per te il mese del cambiamento. Eventi esterni ti porteranno a modifiche importanti sia fuori, nel tuo ambiente, che dentro di te, nel tuo cuore. Sarai però anche tu a mettere in atto un processo interiore di crescita per uscire dal modo per te consueto di vedere le cose.

Acquario: Consapevolezza: Questo mese ti invita a gestire la tua vita in prima persona, a mettere in gioco le tue capacità applicandole in modo pragmatico, a rendere concreti i tuoi ideali.

Pesci: Creatività: Potresti sentirti più stanco del solito o stressarti facilmente ma per il resto avrai molte belle carte da giocare in questo periodo che favorirà soprattutto la tua creatività e il tuo buon umore.

Ariete: Con calma: Hai bisogno di fermarti per considerare le cose a mente serena e poi agire con consapevolezza evitando che la tua grande energia ti renda ansioso di fare di tutto e di più.

Toro: Sulla scacchiera: È tempo di mettere in pratica le tue considerazioni e i tuoi progetti. Questo mese ti offrirà molte opportunità interessanti.

Gemelli: Quasi un tonico: Potresti avvertire un po’ di stanchezza che ti porterà anche a riconsiderare alcuni tuoi obiettivi ma dicembre saprà sorprenderti con regali inaspettati.

Cancro: Dialoghi empatici: Quando vuoi essere razionale a tutti i costi ti irrigidisci e perdi la tua dolcezza e la tua sensibilità, così i tuoi talenti si rivolgono contro di te. Le stelle ti consigliano di non rinnegare la tua empatia e di usarla non per assorbire i problemi ma per dialogare.

Leone: Passione e fantasia: La routine quotidiana ti sta stretta e hai voglia di rompere gli schemi e vivere con passione e fantasia. Accetta però di non essere sempre tu a condurre il gioco perché è il dialogo che crea esperienza effettiva.

Vergine: Fiducia: Nonostante un calo dell’energia fisica, dentro di te si muovono forze profonde e vitali che ti portano a trasformare in meglio la tua situazione generale. Fidati della vita.

Bilancia: Forza: Energia e concretezza saranno le tue alleate in questo mese di dicembre e ti permetteranno di realizzare i progetti avviati e di metterne in pista di nuovi. E questa tendenza è a tutto campo e non riguarda solo l’aspetto materiale!

Scorpione: Rinascita: Si apre per te un periodo molto positivo, in cui recuperi una grande forza. Puoi superare facilmente gli ostacoli, puoi impegnarti in imprese, puoi rinascere.


Il personaggio del mese: Charles Schulz


Charles Schulz

«Si sente disponibile a mostrarsi al mondo intero?»

«Sì, ma non voglio che loro mi vedano».


Forse la contraddizione è implicita nel simbolo del Sagittario, nel suo essere metà uomo e metà cavallo, certo contradditoria è la risposta che diede Charles Schulz al giornalista che lo intervistava. E contradditorio il disegnatore dei Peanuts lo era anche nella vita, apparentemente semplice ma in realtà profondo ed enigmatico come i suoi personaggi-bambini, ingenui solo ad un primo sguardo superficiale. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy, Shroeder, Sally, Woodstock sono teneri ma arguti, guardano il mondo con l’ingenuità disarmante che è anche saggezza. Schultz disegnò a mano e personalmente tutte le 15.391 strisce giornaliere e le 2506 tavole domenicali con i suoi piccoli straordinari personaggi, pubblicate dall’ottobre del 1950 al febbraio del 2000. Pretese che nessuno dopo di lui ne disegnasse altre. Quando non potrò più disegnare, - disse - non voglio che nessuno prenda il mio posto. Charlie Brown, Snoopy, Linus, Lucy e gli altri miei personaggi usciranno di scena con me.

Charles Schulz era nato a Minneapolis in Minnesota, USA, il 26 novembre 1922.

Uno zio lo soprannominò subito Spaky, dal nome di un personaggio dei fumetti allora

famoso, il cavallo di Barney Google, e quel nomignolo gli resterà per sempre.

Da piccolo era molto bravo a scuola, amava disegnare e in particolare disegnava in modo simpatico e originale il suo cane Spike che molti riconoscono come l’ispiratore di Snoopy. Le strisce in effetti prendevano spunto dalla vita reale del loro autore e il timido Charlie Brown, che aveva preso il nome da un compagno di scuola di Schulz, rispecchiava Schulz stesso, la ragazzina dai capelli rossi era Donna Johnson, una ragazza di cui era stato innamorato.

Charles Schulz

Schulz non amava molto parlare di sé e lasciava che a raccontarlo fossero proprio i piccoli eroi delle sue strisce, o come disse lui stesso chi legge le mie strisce ogni giorno mi conoscerà di certo; saprà con esattezza chi sono.

Si era scelto un punto di osservazione speciale per guardare il mondo e sapeva coglierne sfaccettature profonde, raccontarle con candore disegnarle con un sorriso. Per lui una vignetta era un disegno che mostra un pensiero sotto un’altra forma. In effetti i Peanuts, nome con cui sono diventate famose le sue strisce ma che a lui non è mai piaciuto, esprimono considerazioni attente e mai banali sulla vita e sul mondo. E il mondo si innamorò delle storie di Charlie Brown e dei suoi amici regalando al loro autore un successo planetario che ancora continua. Le strisce vengono ancora ripubblicate e i personaggi riproposti su quaderni, diari, magliette e altri oggetti di uso quotidiano.

Charles Schulz é morto a Santa Rosa, in California il 12 febbraio 2000, all'età di 77 anni ed è sepolto presso il cimitero di Pleasant Hills di Sebastopol, sempre in California.

Il necrologio scritto per lui dal quotidiano londinese The Times terminava così: Charles Schulz lascia una moglie, due figli, tre figlie e un bambino dalla testa rotonda, con uno straordinario cane.







NOVEMBRE 2022


Samain, l’incontro tra i mondi e un’antica leggenda druidica


Samain, l’incontro tra i mondi e un’antica leggenda druidica

Samain, l’antica festa celtica che la cultura cristiana ha tradotto in Ognissanti e quella americana in Halloween, segna l’inizio del mese di novembre. Samain è una festa profondamente magica che, a differenza delle versioni più moderne, celebrava e celebra il contatto tra il mondo del visibile e quello dell’invisibile, quello che sembra solido sotto i nostri piedi e quello etereo dell’Aldilà dove dimorano esseri diversi, quelli che il folklore identifica in fate e folletti, e coloro che sono stati qui ma hanno passato la soglia.

Novembre, con le sue brume che nascondono la luce chiara del sole e sfumano i contorni di ogni cosa fa emergere qualcosa che solitamente non si vede e permette ai due mondi di incontrarsi e ai loro abitanti di scambiarsi reciproci doni.

Traccia di questa antica consuetudine è rimasta nel portare fiori ai morti o nel lasciare sul tavolo vino e castagne per i visitatori dell’Aldilà nella notte di Ognissanti.

Quello che la cultura maggioritaria ha perduto è l’approccio semplice, curioso a questa tematica che invece ha trasformato in superstizione e paura. L’Autremonde riguarda tutti ed è inutile fare scongiuri per allontanarlo, più interessante se mai è conoscere le esperienze di confine che altri hanno vissuto, le conoscenze tramandate, la riflessione personale sul mistero della nostra presenza in questo mondo, in cui siamo arrivati senza ricordarci da dove e che ad un certo punto lasceremo per andare da qualche parte, forse un altro mondo sconosciuto.

C’è un’antica leggenda druidica che ben si inserisce in questo clima di incontro tra i mondi. È la storia di Kal il primo uomo che morì e che riporta le esperienze di un uomo che muove i primi passi nel misterioso mondo delle ombre, lo esplora fino ad oltrepassare la misteriosa Porta di Luce e incontrare il Dio degli Dei. Kal scopre che le esperienze a volte dolci e a volte scioccanti che ha vissuto fanno parte di un percorso di crescita e di evoluzione interiore e così tornerà indietro per aiutare altri ricercatori di infinito e indicare il cammino scoperto.

È molto interessante notare come questa leggenda antichissima riporti le prime fasi dell’abbandono della vita terrena in modo estremamente simile ai racconti di coloro che hanno vissuto un’esperienza NDE e come alcuni dei temi trattati nella leggenda siano ripresi da film più o meno recenti come se in qualche modo queste esperienze appartenessero alla memoria profonda dell’umanità, segno di un passato comune, nonostante le attuali differenze di cultura che dividono i popoli della Terra.


LA LEGGENDA DI KAL, IL PRIMO UOMO CHE MORÌ

Samain, l’incontro tra i mondi e un’antica leggenda druidica

Quando Kal, il primo uomo che morì fu morto, non si accorse di essere morto. Si svegliò e basta. Aprì gli occhi. Si alzò in piedi e guardò gli altri. Stavano chinati su di lui e lo scuotevano dicendogli di svegliarsi.

Kal tentò inutilmente di chiamare gli amici, ma non riusciva a farsi sentire. Kal cominciò a pensare che era successo qualcosa di strano: non solo gli pareva di essere separato dai suoi amici, ma si accorgeva che era là disteso per terra. Ma lui era lì in piedi, Kal non ci capiva più nulla. All’improvviso si sentì leggero, come se fosse in grado di volare.

Incuriosito e non più preoccupato di quello che stava accadendo, né dei suoi amici, cominciò a sollevarsi da terra.

Il villaggio diventava sempre più piccolo sotto i suoi piedi. Vedeva altri villaggi, il grande fiume e tutta la sua terra bagnata dal grande mare che la circondava.

Kal cominciò a volare come un uccello felice di una nuova libertà giocando come un bambino. Discese in terra e cominciò a passeggiare tra la gente del suo villaggio. Ma nessuno lo vedeva e lo sentiva. Kal cominciò a sentirsi solo e triste. Voleva raccontare agli altri la sua avventura, ma non trovava chi gli desse ascolto. Sempre più triste si mise a girovagare guardando gli altri che ballavano e si divertivano.

Anzi non riusciva neppure a sentire bene la musica e le parole dei suoi amici.

Sempre più solo e sconsolato, Kal capì di essere morto. Intorno a sé diventava tutto sempre più buio. Poco alla voltala luce del giorno svanì e si fece notte. Kal non vedeva più nulla, era completamente immerso in una notte senza fine.

All’improvviso, lontana e minuscola, intravide una luce grande come una stella. La luce si fece più grande e si rivelò come un grosso buco.

Dall’altra parte una luce accecante lo invitava ad avanzare incuriosendolo.

Sporse il capo dentro al buco e si accorse che lui era nel fondo di un pozzo. Di là si vedeva un sole splendente e dei prati verdi.

Kal non aveva più nulla da perdere. Entrò nel buco ed uscì dall’altra parte.

La leggenda prosegue poi ancora in un lungo racconto che possiamo così sintetizzare:

“Nel suo peregrinare nell’aldilà, Kal incontrerà il popolo (i Kuri) e le sue tribù divise secondo i luoghi magici da essi venerati ed abitati. Luoghi coincidenti con punti specifici della terra (le Hamtah, le porte) che tuttavia non sono la terra.

Incontrerà gli eremiti (gli Mnaaku) che gli indicheranno il cammino da seguire per giungere alla “porta della comparizione” (Hamtah-nor) o porta di luce, dove forse avrebbe trovato risposta.

La reazione di Kal di fronte ai Kuri è quella di trovarsi nuovamente di fronte a degli uomini e di essere sulla terra, anche se c’è qualcosa di poco convincente nel loro aspetto e nell’ambiente circostante.

Samain, l’incontro tra i mondi e un’antica leggenda druidica

D’altro canto la reazione dei Kuri, all’apparizione di Kal, è di profonda sorpresa poiché immediatamente hanno compreso che non è uno di loro.

Gli chiedono pertanto chi sia e da dove venga e quando Kal risponde di essere un uomo e di provenire dalla terra non viene creduto.

Gli viene detto che è un bugiardo poiché non esiste altro universo oltre a quello in cui essi vivono. Ma non sanno come smascherarlo, la sua presenza rimane un mistero ed un rompicapo per i Kuri che preferiscono ignorarlo.

Tuttavia la comparsa di Kal fa in breve il giro dei villaggi e sono in molti coloro che vengono ad osservarlo.

La voce della sua comparsa giunge anche ai Mnaaku che vengono anch’essi a interrogarlo.

Si creano due fazioni di eremiti. Una che vuole aiutarlo per adempiere un disegno che sentono prendere corpo (la Hat-a-bah). Altri invece impauriti da ciò che sta avvenendo, che può pregiudicare la stabilità di quel mondo, decidono di eliminarlo in qualche modo.

Ma Kal aiutato dalla prima fazione di Mnaaku, riesce a sfuggire all’agguato tesogli e da quel momento la sua presenza in quel mondo diventa una continua fuga a insidiosi e subdoli nemici che vogliono imprigionarlo e ucciderlo.

Più tardi trova ospitalità presso i Kuri della tribù della pianura che gli sono amici.

Qui vive per molto tempo tra la stima e di alcuni e la commiserazione di altri che lo considerano pazzo per scaricarsi il problema della sua incomoda e inspiegabile presenza.

Gli attentati alla sua vita si susseguono sporadici, ma costanti. Impazzisce di dolore quando scopre che la donna amata stava con lui solo perché lui glielo chiedeva, secondo i costumi del luogo.

Infine un giorno Kal, stanco di vivere in quel mondo che egli giudica pieno di pazzi, stanco di essere braccato e ansioso di scoprire la verità del suo viaggio e del senso di compimento (dell’Hat-a-bah) che si porta dentro, affronta un Mnaaku a lui amico che gli è sempre stato vicino chiedendogli di rivelare la sua vera identità poiché, ormai esperto, ha capito che egli non è un Mnaaku.

Questi gli dà ragione del suo sospetto e lo invita ad entrare nella porta della scomparizione per trovare la verità che egli cerca da tanto tempo.

Samain, l’incontro tra i mondi e un’antica leggenda druidica

Kal accetta l’invito della misteriosa creatura ed oltrepassa la porta di luce.

Al di là di essa egli trova Mat, il Dio degli Dei, che dopo averlo accolto nel tempio, lo trasforma in “divinità” (Ardra).

Divenuto Ardra, Kal ritorna indietro attraverso la porta di luce per parlare con la tribù dei Kuri che lo aveva ospitato e gli Mnaaku amici per indicare il cammino scoperto.

Un giorno ritrova l’ingresso del tunnel da cui era entrato nell’aldilà e vi ripassa per ritornare nel mondo dei viventi che rivede in una nuova luce di tristezza e di abbandono che lo invitano a non rimpiangere nulla di quanto ha lasciato a suo tempo.

Kal vi ritornerà spesso per visitare in sogno gli amici ed insegnare loro le cose che ha imparato ed attendere di accoglierli e guidarli quando essi moriranno.

Un giorno sulla soglia del tunnel incontra la giovinetta Tah-Ai che, sebbene ancora vivente, è venuta ad esplorare l’aldilà.

Insieme dialogano sull’avventura che vivono e stringono un patto di mutuo aiuto per dare conforto ed insegnamento a coloro che desiderano conoscere e percorrere con sicurezza e padronanza il cammino (l’Inuta-sat) che li attende.



La leggenda di Kal è tratta dal libro LEGGENDE DRUIDICHE di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Edizioni Triskel, disponibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino e anche in formato e.book al sito www.triskeledition.com


Previsioni del mese

Scorpione: Voglia di nuovo: Hai voglia di cambiare e soprattutto di far emergere parti di te che normalmente stanno nascoste e che invece potrebbero regalarti momenti belli e fortunati.

Sagittario: Fai un respiro profondo: Un certo nervosismo ti porta a sbagliare alcune valutazioni e a basarti su elementi instabili senza riconoscere i punti di forza che hai davvero.

Capricorno: Occhi che sorridono: Il Capricorno è noto per la sua “serietà”, ma questo mese ti scapperanno spesso dei sorrisi e per te, che tendi ad essere determinato e metodico, ci saranno situazioni bizzarre che non ti dispiaceranno affatto.

Acquario: Momento solitario: Hai bisogno di stare con te stesso e di guardarti dentro e quello che succede intorno a te in questo momento non ti interessa più di tanto. Guardi dalla finestra solo lo stretto necessario.

Pesci: Realizzazioni interessanti: Un cielo favorevole suggerisce che i tuoi progetti troveranno situazioni adatte a farli crescere e portare a termine.

Ariete: Basi d’appoggio: Stai valutando con attenzione quali siano i tuoi punti di forza. Vedi elementi contrapposti tra loro e non sai se scegliere o integrarli. Non essere frettoloso nel decidere.

Toro: Evoluzione: Una tensione positiva ti porta verso il futuro, quasi di corsa, tanto che a volte hai bisogno di fermare tutto per riordinare idee ed esperienze.

Gemelli: Sotto la superficie: Grandi idee e progetti rivolti al futuro sono resi un po’ opachi da dubbi inutili che tendono ad emergere. Permettiti di essere libero.

Cancro: Tempo di rinascita: Ti aspetta un bel mese pieno di energia nuova e di voglia di vivere. Non riesci a crederci? Eppure le stelle sono dalla tua parte!

Leone: Forza di volontà: C’è tensione nell’aria, e questa tensione ti coinvolge. Equilibri che cambiano richiedono chiarezza per capire e fermezza per agire.

Vergine: Emozioni: Salgono in superficie emozioni dimenticate. Non negarle e non dare loro troppa importanza. Sono come nuvole che il sole scioglierà.

Bilancia: Vicino e lontano: Perché sottovalutare quello che hai accanto e sopravvalutare quello che è un po’ più in là? Gioca le tue carte nella situazione in cui vivi.


Il personaggio del mese: Sacheen Littlefeather



Sacheen Littlefeather

Cara Sacheen Littlefeather,

Ti scrivo oggi una lettera, che sarebbe dovuta arrivare da molto tempo, a nome dell'Academy of Motion Picture Arts and Sciences, con umile riconoscimento della tua esperienza ai 45th Academy Awards.

Mentre eri sul palco degli Oscar nel 1973 per non accettare l'Oscar a nome di Marlon Brando, in riconoscimento della falsa rappresentazione e del maltrattamento dei nativi americani da parte dell'industria cinematografica, hai fatto una dichiarazione potente che continua a ricordarci la necessità del rispetto e l'importanza della dignità umana.

L'abuso che hai subito a causa di questa affermazione è stato ingiustificato e ingiustificabile. Il carico emotivo che hai vissuto e il costo per la tua carriera nel nostro settore sono irreparabili. Per troppo tempo il coraggio che hai mostrato è stato ignorato. Per questo, porgiamo le nostre più profonde scuse e la nostra sincera ammirazione.

Non possiamo realizzare la missione dell'Accademy di "ispirare l'immaginazione e connettere il mondo attraverso il cinema" senza un impegno a facilitare la più ampia rappresentazione e inclusione che rifletta la nostra diversificata popolazione globale.

Oggi, quasi 50 anni dopo, e con la guida dell'Indigenous Alliance dell'Academy, siamo fermi nel nostro impegno a garantire che le voci indigene, i narratori originali, contribuiscano in modo visibile e rispettato alla comunità cinematografica globale. Ci dedichiamo a promuovere un'industria più inclusiva e rispettosa che sfrutti un equilibrio tra arte e attivismo per essere una forza trainante per il progresso.

Ci auguriamo che tu riceva questa lettera in uno spirito di riconciliazione e come riconoscimento del tuo ruolo essenziale nel nostro viaggio come organizzazione. Sei per sempre rispettosamente radicata nella nostra storia.

Con i più cordiali saluti,

David Rubin


Questa la lettera è stata spedita il 18 giugno di quest’anno da David Rubin, ex Presidente della Academy of Motion Picture Arts and Sciences, a Sacheen Littlefeather l’attrice e attivista per i diritti dei nativi americani che il 23 marzo 1973 salì sul palco del Dorothy Chandler Pavilion nella serata degli Oscar, al posto di Marlon Brando, per rifiutare l'Oscar vinto dal famoso attore per la sua interpretazione de Il padrino.

Era un gesto di protesta e di denuncia.

Brando aveva chiesto a Sacheen di sostituirlo per spiegarne le motivazioni. E lei, dopo aver rifiutato l’Oscar che gli increduli Roger Moore e Liv Ullman le offrivano, cominciò a leggere, calma e gentile, tra l’ostilità generale, una breve dichiarazione:

Sacheen Littlefeather


Mi chiamo Sacheen Littlefeather.

Sono una Apache e sono presidente del “National Native American Affirmative Image Committee”.

Questa sera rappresento Marlon Brando che mi ha chiesto di parlarvi con un discorso, che non posso condividere con voi per questioni di tempo, ma che sarò lieta di condividere dopo con la stampa.

Lui è molto dispiaciuto ma non può accettare questo premio.

E la ragione è il trattamento degli indiani d'America oggi da parte dell'industria cinematografica, in televisione nelle repliche dei film, e anche nei recenti eventi a Wounded Knee.

Mi dispiace di essermi intromessa in questa serata ma spero che in futuro, i nostri cuori e i nostri pensieri si incontreranno con amore e generosità.

Grazie a nome di Marlon Brando.


Ci voleva coraggio a fare una simile dichiarazione davanti ad attori come John Wayne ed altri che avevano fatto la loro fortuna impersonando il cow boy buono che ammazza gli indiani cattivi. E infatti non furono teneri con lei e qualcuno arrivò addirittura a minacciarla fisicamente.

Sacheen era un’attrice e un’attivista. La sua carriera di attrice finì praticamente quella sera, mentre l’attivismo continuò per tutta la sua vita.

Non si pentì mai di quel gesto, anzi, ne fu sempre fiera. Rosa Parks fu la prima a sedersi su quell’autobus. Qualcuno doveva essere il primo a pagare il prezzo del biglietto. Sono stata io, ebbe modo di dichiarare. E quando finalmente è arrivata la lettera di scuse ha commentato: Noi indiani siamo molto pazienti, in fondo per scusarsi ci sono voluti solo cinquant’anni! Abbiamo imparato a confrontarci con questo argomento mantenendo sempre un certo senso dell’umorismo, è il nostro modo per sopravvivere. Fa piacere vedere però quante cose sono cambiate da quando non ho accettato quell’Oscar tanto tempo fa.

Sacheen era nata il 14 novembre 1946 a Salinas in California, sotto il Segno dello Scorpione.

È morta il 2 ottobre di quest’anno, pochi mesi dopo aver ricevuto la lettera di David Rubin.





SETTEMBRE-OTTOBRE 2022


Le misteriose ruote solari di Rama


Le misteriose ruote solari di Rama

“Rama, antica città celtica” di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero è un libro-guida per gli appassionati di megalitismo e antiche civiltà. In esso troviamo descritte le tracce ancora presenti della mitica città di Rama, che la fanno uscire, per così dire, dalla leggenda per farla entrare a buon diritto nella storia, quella storia volutamente dimenticata, ma non per questo meno viva e presente sotto la patina voluta dalla cultura maggioritaria.

Tra i reperti, per noi amanti del cielo e dei suoi simboli, troviamo le ruote solari, grandi e piccoli cerchi di pietra, a volte pieni e più spesso con un foro centrale, numerosissimi nelle valli di Susa e di Lanzo, a testimoniare che questi luoghi rivestivano un particolare valore spirituale prima della colonizzazione romana prima e cristiana poi.

Nonostante la violenta sopraffazione subita, la memoria dell’antica civiltà pacifica e legata ai valori della natura perdura, anche se nascosta, tramandata attraverso il tempo grazie alle leggende e all’esperienza viva delle famiglie celtiche della zona.

Ricordiamo che le ruote solari sono presenti in tutte le culture dei popoli naturali del pianeta dai nativi europei agli aborigeni australiani, dagli indiani d’America alle comunità native dell’Africa e dell’Asia. Rappresentano il Sole, a volte la Luna, la luce, l’universo ma soprattutto il dono degli dei che vennero dal cielo, il Graal.

Le ruote solari sono infatti legate alla leggenda di Fetonte, la mitica divinità (simbolo dei misteriosi esseri scesi dal cielo alle falde del monte che ora chiamiamo Rocciamelone) che con i suoi doni aiutò l’evoluzione dei nostri antichi progenitori.

E se, come scrivono gli autori del libro citato, non è raro imbattersi, camminando nei boschi della Valle di Susa, in una grande quantità di ruote circolari in pietra di grandi dimensioni, fa un po’ sorridere che l’archeologia ufficiale le identifichi come macine, usate nei mulini per lavorare il grano e altre sementi. Sembra infatti piuttosto strano che gli scalpellini scegliessero, per scolpirle, pareti di roccia verticali o addirittura soffitti di grotte. Così come risulta bizzarro che tanti scalpellini dopo averle scolpite le lasciassero attaccate alla roccia senza terminare il lavoro.

Le misteriose ruote solari di Rama

A ulteriore conferma che queste ruote solari non fossero delle macine, lasciate a metà dell’opera di ignoti e infaticabili operai si può citare il caso di Monpantero, dove su una roccia in verticale che sovrasta il paese, campeggia una ruota solare la cui presenza viene celebrata ogni anno, nella ricorrenza della festa celtica di Imbolc, del 1° febbraio, con un particolare rito di origini antiche, detto il ”Ballo dell’Orso”.

Il folklore, come le leggende, è spesso un mezzo per tramandare, in forma velata, conoscenze antiche, ricordi che non devono andare perduti. Il “Ballo dell’Orso” eseguito sotto la ruota solare ne sottolinea l’importanza mai dimenticata.

Per l’antico druidismo la ruota possiede valori simbolici considerati importanti sul piano della conoscenza e del misticismo.

I ventidue “angoli segreti” della sua circonferenza, secondo il druidismo, costituirebbero i punti fondamentali della dottrina dello Shan, il nome dato dagli antichi alla Natura. Il suo centro invisibile a ogni percezione ordinaria, ma pur esistente poiché dava origine alla circonferenza della ruota, risultava evidente solamente all’intuizione, così come poteva esserlo la Causa Prima di tutte le cose in cui trovava senso la vita e l’intero universo.

A fine luglio di quest’anno la Scuola di Kemò-vad “Sole Nero” ha organizzato un’escursione in uno dei luoghi della Val di Susa in cui sono presenti ruote solari. Si tratta del sito noto come “il Maometto”, nei pressi di Borgone di Susa. Il nome deriva dalla presenza di un’edicola che contiene il bassorilievo di una figura umana, identificata appunto come Maometto, ma più simile alle rappresentazioni del Cernunnus celtico che a quelle del Profeta dell’Islam. Il nome deriva probabilmente dall’abitudine popolare di considerare opera dei “Mori” tutto ciò che non è cristiano e quindi in questo caso riferibile ad un culto precedente.

All’escursione era presente Rosalba Nattero, uno dei due autori di “Rama, antica città celtica”, Giancarlo Barbadoro purtroppo ci ha lasciati nel 2019. La presenza di Rosalba che ha partecipato di persona all’appassionata ricerca delle tracce di Rama portata avanti da Giancarlo e che ancora la continua facendo propria l’eredità culturale di Giancarlo stesso, ha portato ai presenti lo spirito

Le misteriose ruote solari di Rama

che ha sempre caratterizzato il lavoro dei due autori: l’indagine a tutto campo, tra scienza e mistero, senza paletti ideologici che indirizzino verso soluzioni preconfezionate.

Il Maometto è in effetti un luogo particolare che sollecita la percezione del lato misterioso del mondo. Immersi nel verde, si possono vedere l’edicola con il bassorilievo di cui parlavamo, una roccia coppellata, due dolmen ed un grande masso con tre grandi ruote in rilievo sulla sua superficie. Ai piedi del masso sono stati scolpiti dei gradini che suggeriscono l’idea che si tratti di un antico altare.

Questa escursione è stata l’occasione per entrare in contatto diretto con i monumenti megalitici e di conoscerli non da turisti ma da viandanti che cercano un contatto profondo con il luogo, la sua storia, la sua anima.

Un posto per guardare e toccare con rispetto i testimoni di pietra di una storia troppo spesso ignorata, per immaginare percorsi di ricerca su mondi lontani nel tempo e nello spazio, per raccogliersi in meditazione, per assaporare il contatto con la Terra e con il Cielo.

Le ruote solari di Rama sono misteriose perché mettono in contatto con il Mistero da cui trae vita l’universo e tutti noi.


RAMA, CITTÀ CELTICA di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Edizioni L’Età dell’Acquario è disponibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino e anche in formato e.book al sito www.triskeledition.com


Previsioni di fine estate e inizio autunno

Vergine: La brezza: Questo periodo sarà gentile con te e ti regalerà giorni sereni. Le tensioni si sono sciolte e tu puoi goderti questo tempo favorevole.

Bilancia: Il dialogo: Il 2022 si è dimostrato, finora, un anno importante per te e non è strano se sulle tue spalle pesa un po’ di stanchezza. Sono ancora in arrivo novità interessanti se saprai accoglierle senza tirarti indietro. Guardati intorno e accetta il dialogo.

Scorpione: La sorte: Elementi imprevedibili avranno un ruolo importante nella tua vita e, nonostante la tua diffidenza, saranno portatori di doni, di esperienze che ti faranno crescere e di momenti di dolcezza. Non arroccarti.

Sagittario: La corsa: Un po’ insofferente, un po’ aggressivo, sentirai il bisogno di dominare le situazioni. Fa in modo che la tua irruenza si esprima in modo intelligente e non diventi un inutile sfogo emotivo.

Capricorno: I progetti: È il momento di ripartire dopo la pausa estiva ed è il momento di riprogettare le proprie attività. Ideare e metter in atto strategie ti piace e quindi ti piacerà anche questo periodo che in più promette anche di esserti favorevole a patto che tu sappia tener presente la globalità delle situazioni.

Acquario: La lucidità: Sarà un buon momento per te se saprai mantenere attenzione e coerenza nel muoverti, senza farti sedure dall’improvvisazione.

Pesci: Le contraddizioni: Inutile fare l’aggressivo se hai bisogno di tenerezza. Se hai bisogno chiedi invece di mostrarti “a posto”. Ciò che hai nel cuore aspetta di poter emergere chiaramente.

Ariete: Le possibilità: Continua il trend positivo iniziato in agosto. Un periodo bello per te, che quasi non ci vuoi credere. Lascia andare quel pensiero fastidioso che ti fa dubitare di tutto e goditi la vita.

Toro: La forza: Due mesi importanti per te. È tempo di recupero delle forze, di cambiamento interiore e di grande fermezza che farà di te un elemento positivo nelle situazioni che vivrai.

Gemelli: La profondità: Spesso i Gemelli sono tacciati di superficialità, ma questo periodo regalerà ai nati in questo Segno momenti di profonda riflessione su ciò che nella vita conta davvero. Quindi, amico dei Gemelli, ti troverai a scandagliare le profondità del tuo cuore alla scoperta di una parte di te che magari hai trascurato un po’.

Cancro: Il ponte: Questo sarà per te un momento di passaggio da una situazione un po’ pesante ad una più leggera e gratificante, in cui i nodi man mano si sciolgono. Guarda al futuro con il sorriso.

Leone: La collaborazione: Come le onde del mare che si alzano e si abbassano, quest’anno ti ha regalato momenti di grande forza alternati ad altri di grande debolezza. Ora le stelle ti danno un suggerimento: non sei tenuto ad affrontare tutto da solo, puoi chiedere aiuto, puoi scoprire che la collaborazione è una grande ricchezza.


Due segni, due personaggi

Mary Shelley per la Vergine


Mary Shelley

Quante cose saremmo sul punto di conoscere se il timore o la negligenza non frenassero le nostre ricerche.


Mary Shelley è ritenuta una delle più importanti scrittrici inglesi. È l’autrice del celebre libro Frankenstein, o il moderno Prometeo, quindi la creatrice della figura del famoso “mostro” diventato una vera e propria icona. Forse proprio in quel bisogno di costruire qualcosa di idealmente perfetto che poi nella realtà non si rivela tale, troviamo uno degli elementi dell’animo della Vergine. La storia di Frankenstein ha ispirato numerosi film ed è da molti considerata la capostipite dei romanzi gotici.

È curioso osservare come la stessa vita di questa scrittrice sembri un racconto gotico.

Mary Willstonecraft Godwin, la futura Mary Shelley, nasce a Londra il 30 agosto 1797, figlia di Mary Wollstonecraft e William Godwin. La madre, filosofa, scrittrice e appassionata sostenitrice dei diritti delle donne, muore pochi giorni dopo la nascita della piccola Mary che così rimane sola con il padre, noto filosofo e scrittore. La casa dei Godwin è frequentata da numerosi intellettuali e Mary riceve un’educazione stimolante proprio dall’ambiente in cui vive. Ed è qui che, giovanissima, incontra Percy Bysshe Shelley, poeta romantico, grande ammiratore di William Godwin. I due si innamorano ma William ostacola in tutti i modi questa relazione perché Percy è sposato, ha già due figli ed anche molto più grande di Mary e quindi non lo ritiene adatto alla sua “bambina”.

Si racconta che il primo incontro tra Mary e Percy avvenne nel cimitero in cui era sepolta la madre di lei e proprio sulla sua tomba fecero l’amore per la prima volta. Visto che il padre di lei contrastava la loro unione i due fuggono all’estero, prima in Francia e poi in Svizzera e torneranno in Inghilterra solo a causa delle difficoltà economiche che impediscono loro di continuare a viaggiare. William Godwin rifiuterà a lungo di parlare con la figlia e d’altra parte a causa della loro condotta , considerata immorale, saranno snobbati anche da quelli che un tempo frequentavano.

Nel 1916 Percy, Mary e la sorellastra Claire affittano, in Svizzera, sul lago di Ginevra, una casa vicino alla villa in cui vive Lord Byron che ha una relazione proprio con Claire. Ed è qui che nasce il famoso libro Frankenstein o il moderno Prometeo. I quattro amici più, John Polidori, passano insieme le serate, leggendo racconti di fantasmi e storie di paura finché Byron lancia l’idea che ognuno di loro scriva una storia horror da leggere poi insieme.

È a questo punto che Mary comincia a scrivere la storia del famoso “mostro”.

Mary Shelley

Sembra che l’idea le venga da un sogno in cui un personaggio non meglio identificato plasma una creatura e le dà vita, come aveva fatto Prometeo per ordine di Giove.

Fatto sta che a soli diciannove anni Mary scrive il suo capolavoro. Lo pubblicherà due anni dopo, senza mettere il suo nome, temendo che, essendo scritto da una donna, non avrà nessun successo. E invece il libro suscita subito un grande interesse nel pubblico.

Intanto la moglie di Percy si suicida e in seguito lui sposa Mary. Insieme vanno a vivere prima a Napoli, poi a Roma e poi ancora a Firenze dove nasce il loro bambino.

Nel 1822 Percy muore in mare durante una tempesta, al largo del golfo di La Spezia e così Mary torna in Inghilterra con il figlio. Qui si dedica, in un primo tempo, a scrivere romanzi, tra cui Valperga, un romanzo storico e L’ultimo uomo, che potremmo definire un racconto fantascientifico e, in un secondo tempo, a curare la pubblicazione delle opere di Percy.

Mary muore a Londra il primo febbraio 1851. Di lei ci resta in particolare il suo Frankenstein, un racconto che tratta temi che restano attuali in quest’epoca in cui macchine dotate di intelligenza artificiale sembrano acquisire consapevolezza e suscitano interrogativi sociali ed etici.



Allan Kardec per la Bilancia


Allan Kardec

Nascere, morire, rinascere ancora e incessantemente per progredire, questa è la legge.


Il nome di Allan Kardec è legato allo Spiritismo, pratica che dall’ottocento ebbe una larghissima diffusione fino a diventare una vera e propria filosofia di massa. Nel 1854 Allan Kardec fondò a Lione il movimento spiritista iniziando un processo che avrebbe portato ad una vera e propria religione. Per Kardec lo Spiritismo non era però, come spesso ora viene inteso, semplicemente una specie di passatempo modano per riempire le serate, magari con qualche brivido di mistero, bensì

una scienza che tratta della natura, dell'origine e del destino degli Spiriti e dei loro rapporti col

mondo corporeo. Kardec in pratica si muoveva nel mondo misterioso degli Spiriti con l’atteggiamento pragmatico di un ricercatore scientifico. Della Bilancia interpreta proprio quel bisogno di rivelare qualcosa che è nascosto o sconosciuto.

Léon Rivail, futuro Allan Kardec, nasce a Lione il 3 ottobre 1804 da una famiglia di avvocati e magistrati. Completa i suoi studi in Svizzera, a Yverdun, dove opera Enrico Pestalozzi, il noto pedagogista, di cui in un primo tempo è allievo ma ben presto diventa collaboratore. Leon fa della pedagogia la sua passione, scrive numerosi testi didattici e soprattutto insegna. I suoi interessi sono molteplici, ama la filosofia, l’astronomia, la chimica, la fisica, la medicina.

Ha cinquant’anni quando comincia ad avvicinarsi al fenomeno della medianità, a partecipare alle sedute spiritiche e a studiarle con curiosità e scientificità. Si racconta che la sua presenza in una seduta ne cambi immediatamente lo svolgimento perché le domande di tipo personale poste dagli altri presenti passano in secondo piano e prendono invece importanza quelle sui temi filosofici e scientifici che lui stesso pone.

Sulla base di queste esperienze Lèon getta le basi di una vera e propria religione spiritista affermando tra l’altro che gli insegnamenti del Cristo sono incompleti e che proprio gli Spiriti sono in grado di integrarli, attirandosi così l’ostilità della chiesa cattolica del tempo.

Lèon si ritiene discendente di druidi bretoni e fa riferimento a quella cultura per quanto riguarda il rapporto con il mondo dell’aldilà.

Allan Kardec

Parla quindi della presenza di spiriti guida che possono aiutare i viventi nel loro cammino spirituale, invita ad avere dialogo soltanto con questi, senza richiamare quelli che invece devono portare avanti la loro evoluzione, per non ostacolarla. Scrive tre testi che diventano la base della nuova dottrina: Il libro degli spiriti del 1857, Il Libro dei Medium del 1861 e Il Vangelo secondo lo spiritismo del 1864. Li firma tutti con il nome celtico Allan Kardec che si sceglie a seguito degli incontri medianici con antichi druidi suoi antenati.

Il contributo di Kardec dà allo spiritismo un grande impulso a livello mondiale.

Allan Kardec muore a Parigi il 31 marzo 1869 e viene sepolto nel cimitero monumentate di Père-Lachaise, famoso perché accoglie le ultime dimore di molti personaggi importanti. La sua tomba, un dolmen costituito da antiche pietre bretoni, è tutt’oggi tra e più visitate del cimitero. La pietra che fa da copertura al dolmen porta incisa la frase citata all’inizio, a testimonianza della sua appartenenza all’antico druidismo che postula un processo di morte e rinascita continuo per progredire spiritualmente.



Per approfondire la figura di Allan Kardec e la sua opera:

http://www.shan-newspaper.com/web/misteri/600-spiritismo-un-fenomeno-sociale.html

http://www.shan-newspaper.com/web/esoterismo/270-a-colloquio-con-gli-spiriti.html





AGOSTO 2022


Note magiche nel cielo d’estate


Note magiche nel cielo d’estate

Nel cielo di questa calda estate due concerti del LabGraal hanno regalato musica, riflessione e gioia ai partecipanti di due iniziative speciali: il 19 giugno, in occasione del centenario del Parco Nazionale del Gran Paradiso, nella magica location di Ronco - Molino di Forzo (TO) per il Progetto Montagna Sacra e il 3 luglio a Collegno (TO) in sostegno a Vivi gli Animali onlus, un rifugio in cui animali cosiddetti "da reddito" hanno trovato cure, amore e libertà.

“Il Lab Graal ci sarà sempre per queste iniziative in favore di Madre Terra e degli animali” dice Rosalba Nattero, leader e voce solista di questo gruppo di keltic rock, da sempre impegnato nel sostenere il rispetto per la Natura e per tutte le specie viventi.

Fondato da Rosalba Nattero e Giancarlo Barbadoro con l’intento di riproporre la musica celtica e il suo messaggio libertà, di amore per la vita in tutte le sue forme e per il suo mistero, il Lab Graal nasce con una formazione di cinque membri: Rosalba Nattero (voce solista), Giancarlo Barbadoro (poeta e flautista), Luca Colarelli (bagpipe e chitarra), Andrea Lesmo (bouzuki e tastiere) e Gianluca Roggero (tamburi).

Purtroppo nel 2019 è mancato Giancarlo Barbadoro. Nonostante la grave perdita, e il periodo difficile che ne è seguito, il gruppo ha deciso di proseguire il suo cammino: Rosalba Nattero ha raccolto l’eredità intellettuale di Barbadoro e con i suoi compagni, mantiene vivo l’intento che aveva fatto nascere il LabGraal. A Giancarlo è dedicato “The Last Shaman” il nuovo album di prossima uscita, che contiene anche alcuni suoi pezzi inediti. In ogni concerto, sul palco c’è sempre il posto di Giancarlo con il suo flauto che tanto ha ispirato il LabGraal e i suoi amici.

I concerti del Lab Graal sono sempre un po’ speciali: già dai primi pezzi il pubblico si sente partecipe dell’atmosfera che si viene a creare. Comincia a scandire il tempo, a battere le mani e poi, coinvolti anche dal gruppo di danza Triskel, alcuni cominciano a ballare. Man mano altri si aggiungono ed altri ancora, donne, uomini, giovani, anziani, bambini, senza più differenze, formano lunghe catene di danzatori che si intrecciano seguendo la musica che si diffonde nell’aria.

Il 19 giugno scorso la magia del Lab si è ripetuta a Ronco – Molino di Forzo, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso che quest’anno celebra il suo primo centenario. In quest’occasione è stato presentato il Progetto Montagna Sacra un’iniziativa che parte da considerazioni profonde sul rapporto uomo-ambiente e supera l’idea iniziale di un parco come oasi di salvaguardia di ecosistemi e animali in via di estinzione.

Note magiche nel cielo d’estate

Ne parla Toni Farina. La natura libera praticamente non esiste più, dice. Anche con le migliori intenzioni è sempre utilizzata dagli esseri umani. “Vivere nella natura” ormai significa fare escursionismo, alpinismo, turismo… Il rapporto umano con la natura è di invasione e antropizzazione.

La natura è fruita dai più come spazio, come palestra delle proprie attività, luogo d’azione e di soddisfacimento personale e non come ambiente, magari fragile ed esclusivo, di vita di altri esseri. Ormai è tempo di cambiare. Di sostituire le conquiste fisiche con quelle spirituali. Di vedere le cime come luoghi da lasciare “inviolati” alle aspirazioni di “possesso” fisico, ma fonti di ispirazione, contemplazione e riflessioni interiori. La proposta del Progetto è semplice, continua Toni Farina, priva di costi e di divieti: istituire una Montagna Sacra nel Parco nazionale Gran Paradiso, una montagna consacrata alla Natura da cui escludere ogni presenza umana, per dare senso e concretezza al centenario del Parco. La Montagna Sacra è un luogo da lasciare esclusivamente agli “altri”, come simbolo affettivo ed emotivo della Natura tutta per il suo valore intrinseco, non in funzione umana. Non ci saranno divieti e sanzioni per chi non rispetta questa intenzione ma informazione e invito a comprenderne il significato.

Il progetto individua in Monveso di Forzo (3322 m) il monte da eleggere “Montagna Sacra” del Parco Nazionale del Gran Paradiso. È un monte dalla bella forma piramidale, più selvaggio di altri e già di per sé poco frequentato dagli alpinisti.

Dal Parco del Gran Paradiso a Collegno, dove Il concerto in sostegno a Vivi gli Animali onlus, si è svolto all’interno di una giornata dedicata anche al ritorno a casa di Thor, il vitellone che ha vissuto un’incredibile odissea. Fuggito dall’allevamento in cui era nato è riuscito a vivere da solo per diversi mesi, nascondendosi nei boschi. Catturato stava per essere mandato al macello ma Vivi gli animali ha deciso di salvarlo.

Note magiche nel cielo d’estate

Arrivato al rifugio, spaventato, è fuggito di nuovo. Purtroppo la sua paura è stata scambiata per aggressività e sui giornali il povero Thor è stato descritto come un pericolosissimo toro infuriato. Finalmente è stato riportato al rifugio, dove pian piano sta prendendo fiducia e sperimentando che ci sono anche mani umane capaci di regalare carezze anziché bastonate. La storia di Thor diventa anche un simbolo che ricorda tutti gli altri animali fatti nascere al solo scopo di essere sfruttati e uccisi.

Il rifugio di Vivi gli Animali, nato nel 2012, è uno spazio dedicato proprio agli animali definiti “da reddito”, animali a cui non è riconosciuta nessuna dignità pur essendo esseri senzienti. Nell’animo dei suoi fondatori, il rifugio non vuole essere un luogo chiuso e nascosto ma una struttura “aperta” che vuole dialogare con la società per informare e stimolare le persone sulle tematiche animaliste. Un luogo in cui cittadini e scolaresche possano entrare in contatto con animali che vivono in spazi e condizioni etologicamente corrette, per conoscerli e capirli.

Michele Suma e i volontari del Rifugio parlano con passione di questo progetto: vedere, toccare con mano, che una mucca o un maiale sono capaci di atteggiamenti e “sentimenti” non dissimili da quelli di un cane o di un gatto; vedere che hanno una vita sociale e non sono vuote macchine da carne o da latte o da uova, crediamo valga, e sia più efficace di tante parole sullo specismo. Crediamo che solo da una consapevolezza profonda, vissuta, possa nascere un diverso atteggiamento di rispetto nei confronti degli animali e di tutti gli esseri senzienti, sviluppando consapevolezza e solidarietà.

Gli esseri umani non sono i padroni del mondo, partecipano alla vita insieme a tanti altri esseri che hanno pari dignità, tutti figli della stessa Madre Terra, partecipi dello stesso Mistero: questo il messaggio profondo che è risuonato nel cielo di questa calda estate.


Per conoscere meglio il LabGraal: http://www.labgraal.org/lab/

Per documentarsi sul Progetto Montagna Sacra: https://serenoregis.org/2021/08/11/progetto-montagna-sacra/

Per saperne di più su Vivi gli animali Onlus: https://www.viviglianimali.it


Previsioni per il mese

Leone: Cambiamenti: Agosto sarà un periodo di passaggio e molte situazioni e cose che ti riguardano muteranno ma senza acquisire ancora un aspetto completamente nuovo. Meglio rimandare le decisioni a quando tutto sarà più chiaro.

Vergine: Come il vento: Questo è il consiglio delle stelle che ti sollecitano a vivere la vita con libertà e leggerezza. È un buon tempo questo per te.

Bilancia: Valutazioni: Questo mese ti richiede calma e attenzione per agire al momento giusto e trovare sempre gli indispensabili momenti di fermata nella corsa quotidiana.

Scorpione: Respiro: Non affannarti dietro gli avvenimenti e non farti sopraffare dalla tua irruenza. Agosto è da vivere con calma.

Sagittario: Azione: La tensione del mese scorso si trasforma in azioni e cambiamenti. È il momento di uscire dalle abitudini e sperimentare cose nuove.

Capricorno: Lucidità: Ti senti emotivamente un po’ fragile ma nonostante questo riesci ad avere una invidiabile chiarezza delle situazioni in cui ti trovi e di come agire.

Acquario: Precarietà: Sei un po’ sottotono e prendi male tutto ciò che aggressivamente o improvvisamente viene a turbare l’equilibrio che ti sei costruito. Eppure le stelle ti consigliano di non stare sulla difensiva e accettare le sollecitazioni esterne.

Pesci: Emersione: Agosto ti invita ad uscire da ciò in cui sei immerso. Può essere una situazione, un’idea, un’emozione che puoi guardare da un altro punto di vista o decisamente abbandonare.

Ariete: Tante opportunità: Ti aspetta un bel mese, pieno di occasioni interessanti sia sul piano pratico che nei rapporti con gli altri. Quello che inizi procede con facilità.

Toro: Fermata: Agosto non vuol proporti novità anzi ti vuole poco attivo e se ti ribelli ti scoraggia o ti ostacola. Rilassati e fai un po’ di vacanza.

Gemelli: Nuovi incontri: Indaffarato, anzi un po’ di corsa ma in compenso sarà l’occasione per conoscere nuova gente e magari qualcuno particolarmente interessante.

Cancro: Incertezza: Situazioni complicate comportano molti pensieri e quindi stress. Mantieni un po’ di leggerezza, non farti coinvolgere troppo.


Un personaggio del Leone: George Bernard Shaw


George Bernard Shaw

Gli animali sono miei amici e io non mangio i miei amici

È una bella affermazione di George Bernard Shaw, semplice e chiara, senza tanti giri di parole. Così come quando riferisce di una domanda che gli viene spesso rivolta: “Perché lei è vegetariano?” E lui risponde “State confondendo le cose. Perché dovrei giustificarmi per il fatto di mangiare in maniera decorosa? Se mi ingozzassi di carcasse bruciacchiate di animali, allora sì che potreste chiedermene il motivo!”.

Shaw, scrittore e drammaturgo irlandese, premio Nobel per la letteratura nel 1925, è noto per la sua insofferenza alle convenzioni sociali e religiose, per la sua ironia e per la sua scelta di essere vegetariano per amore degli animali.
Si autodefinisce un predicatore vestito da saltimbanco e in effetti i suoi scritti e soprattutto le sue pieces teatrali pur con uno stile ironico e brillante trattano temi importanti e vogliono scuotere le coscienze dei lettori e degli spettatori. Per lui il teatro deve essere una fucina di pensieri, una guida della coscienza, un commentario della condotta sociale, una corazza contro la disperazione e la stupidità, e un tempio per l’Elevazione dell’Uomo.

Dal suo Segno zodiacale, il Leone, eredita la franchezza e l’esuberanza, la facilità di interagire con il mondo e la sensibilità verso l’ingiustizia (Quando un uomo vuole uccidere una tigre, lo chiama sport; quando una tigre vuole uccidere lui, la chiama ferocia).

George Bernard Shaw nasce a Dublino il 26 luglio 1856 da una famiglia di origini inglesi. La sua istruzione avviene, più che attraverso la scuola, grazie alle letture di Shakespeare e della Bibbia.

George Bernard Shaw

A circa vent’anni, quando il padre alcolista ha prosciugato tutti i soldi disponibili, si trasferisce a Londra dove la madre insegna canto e qui, dopo aver letto Il Capitale di Marx aderisce alla Fabian Society, il movimento socialista che in quegli anni appassionava i giovani intellettuali inglesi.

Vuol diventare scrittore ma i suoi primi lavori hanno scarso successo, quindi passa al giornalismo e alla critica musicale e teatrale. Grande ammiratore di Wagner e del teatro di Ibsen, nel 1892 comincia a comporre lui stesso opere teatrali. La sua prima opera è Le case del vedovo, ma è con il suo terzo lavoro, La professione della signora Warren, del 1894, che incorre nella censura per il suo modo di trattare un tema scabroso come la prostituzione femminile, senza condannarlo moralmente.

Nel 1898 sposa l’ereditiera irlandese Charlotte Payne-Townshend che lo libera dalle preoccupazioni economiche e gli permette di dedicarsi completamente alla creazione artistica.

La sua opera più famosa è Pigmaglione, che tra l’altro ispirerà il celebre film My fair Lady, in cui affronta il tema dell’emancipazione femminile. Scrive decine di pieces tutte di grande successo. Sono opere brillanti e profonde, ironiche, a volte con una satira tagliente, ma anche profondamene umane e poetiche, con personaggi magistralmente delineati. Nel 1925 gli viene conferito il Premio Nobel per la letteratura per la sua opera carica di idealismo ed umanità, la cui satira stimolante è spesso infusa di un'originale bellezza poetica, ma lui in un primo tempo lo respinge, poi viene convinto ad accettarlo. Non ritirerà però mai il premio in denaro.

Continua a scrivere fino al giorno della sua morte, che avverrà il 2 novembre 1950, a novantaquattro anni, per una caduta accidentale mentre insegue una farfalla.


Non smettiamo di giocare perché invecchiamo; invecchiamo perché smettiamo di giocare.





LUGLIO 2022


Dialoghi con il cielo


Dialoghi con il cielo

Forse siamo in tanti che la notte, guardando su nel cielo le stelle lontane, pensiamo ad altre umanità che su altri mondi come il nostro vivono le loro vite, si interrogano sulla natura dell’esistenza e sul suo senso come noi facciamo qui.

Nonostante la cultura ufficiale solo recentemente abbia cominciato ad ammettere che sarebbe perlomeno strano che nello spazio immenso ci fosse un unico piccolo pianeta su cui si è sviluppata la vita, la presenza degli alieni e soprattutto la possibilità di comunicare con loro, ha sempre fatto parte del nostro sentire, non solo quando eravamo piccoli e pieni di curiosità e fantasia, anche da adulti nell’appassionaci di fantascienza e ricerche spaziali.

E anche ammettendo che sia un’idea assurda da dove ci viene? Come mai antichi dipinti ed oggetti fanno tranquillamente riferimento ad una presenza aliena qui sulla Terra come se fosse normale? Come mai le leggende più arcaiche di tutti i popoli raccontano di creature venute dal cielo che hanno aiutato l’umanità di allora in modo sia pratico che spirituale?

Queste considerazioni, questa volta, sono nate da una notizia del maggio scorso. Il 13 maggio, infatti, al Centro spaziale “Giuseppe Colombo” di Matera, si è svolto il momento finale di un’iniziativa dedicata ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie: un concorso, ideato dall’Inaf e intitolato “C’è posta per ET”, che consisteva nell’invito a preparare un messaggio da inviare nello spazio, nel tentativo di comunicare con esseri di altri mondi, ispirandosi a quello mandato nel 1974 dal radiotelescopio di Arecibo.

Le adesioni degli studenti sono state numerosissime e gli incaricati hanno avuto non poche difficoltà a scegliere, tra i tanti messaggi pervenuti, quelli da inviare nel cielo, sperando che qualcuno possa coglierli e magari rispondere.

Dialoghi con il cielo

Il concorso era stato lanciato lo scorso settembre e ha portato i ragazzi ad affrontare temi complessi e coinvolgenti nel tentativo di stabilire che cosa valesse la pena di comunicare agli sconosciuti interlocutori e con quale linguaggio inviarlo dato che non si sa quali siano i loro modelli di riferimento, né si conoscono i mezzi con cui potranno ascoltare e decodificare il messaggio.

Sono stati scelti tre messaggi che sono stati inviati, alle 20,30 del 13 maggio, in direzione della Luna e degli esopianeti Kepler-296, Trappist-1 e GJ 411.

Una nota dell’ANSA riporta la spiegazione di Piero Tognolatti, professore dell’Università dell’Aquila, sulle modalità dell’invio: la trasmissione del messaggio verso gli esopianeti prescelti avverrà mediante una serie di impulsi radio che, a seconda della loro frequenza, rappresenteranno un pixel nero (bit 0) o un pixel bianco (bit 1). Gli impulsi avranno frequenze che differiscono tra loro di 344 Hz. Per noi sarà possibile ascoltare questi impulsi, che suoneranno come le note La4 e Sol5, e vedere come essi rappresentano, bit dopo bit, il messaggio che si vuole inviare a E.T.

Molti ricorderanno il messaggio radio lanciato da Arecibo del 1974 verso l’Ammasso Globulare di Ercole. Era composto da 1679 cifre binarie ed era stato ideato dall’astrofisico statunitense Frank Drake, in collaborazione con altri scienziati tra cui l’astrofisico Carl Sagan. Riportava i primi dieci numeri naturali, i numeri atomici dei cinque elementi che costituiscono il DNA e le basi per i nucleotidi, tre rappresentazioni grafiche leggibili che raffigurano, in ordine, la struttura elicoidale del nostro genoma, un uomo di statura media del pianeta Terra, il nostro sistema solare e il radiotelescopio di Arecibo da cui era spedito il messaggio stesso.

Il radiotelescopio di Arecibo ora non è più in funzione perché, a seguito dei gravi danni avuti con il terremoto del 2020 è collassato nel dicembre dello stesso anno, ma nel 2018 era stata lanciata un’iniziativa analoga a quella di Matera. Anche qui c’è stato un concorso destinato alle scuole, dalla materna all’università, che ha previsto la formazione di squadre intergenerazionali e multidisciplinari, ognuna composta da cinque studenti e un tutor, per arrivare alla stesura di un nuovo messaggio da inviare nello spazio.

Dialoghi con il cielo

Vogliamo ancora ricordare alcune iniziative ormai storiche, messe in atto dalla NASA, per tentare il contato con esseri di altri mondi. Nell’eventualità che le sonde Pioneer 10 e 11 venissero intercettate da alieni, erano state fissate, sui fronti dei supporti delle antenne, delle placche in alluminio anodizzato con oro con rappresentati un uomo e una donna nudi e vari simboli che indicavano la provenienza delle sonde stesse.

L'iniziativa è stata ripetuta nel 1977, elaborando un messaggio più complesso e dettagliato, composto di suoni e filmati, inserito in un disco fissato alle sonde Voyager.

Questi tentativi di contatto sono stati progettati da scienziati, non da burloni o fanatici, e confermano che è naturale pensare alla presenza di esseri che vivono in altri mondi. Forse, nel nostro profondo conserviamo in qualche modo anche il ricordo di eventi accaduti in un tempo lontano, alle radici della nostra storia, come testimonia la Tradizione a cui si riferiscono i popoli naturali.

Per gli appassionati dell’argomento consigliamo ancora una volta il libro ALLA RICERCHE DI INTELLIGENZE DIVERSE di Giancarlo Barbadoro pubblicato dalle Edizioni Triskel, acquistabile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino e disponibile anche in formato e.book al sito www.triskeledition.com


Previsioni per il mese

Cancro: Istanti mutevoli: Nonostante il periodo sia nel complesso positivo, tanti piccoli contrattempi fanno ti fanno cambiare direzione e umore continuamente. Trova il punto fermo dentro di te.

Leone: Contraddizioni: Ancora un mese ambivalente, anche se più tranquillo di quello passato. Le cose sembrano mettersi al meglio favorite anche dal tuo atteggiamento positivo e poi all’improvviso… ti vengono i nervi. Ma durano poco e il buonumore ritorna.

Vergine: Un po’ di follia: Ti aspetta un bel mese pieno di promesse e opportunità. Lascerai da parte la tua voglia di capire i dettagli e spezzare il capello in quattro e scoprirai il piacere di passeggiare senza meta precisa.

Bilancia: Cielo sereno: Le stelle ti sono favorevoli e luglio ti regalerà allegria e tranquillità. Potrebbero esserci incontri interessanti con persone che condivideranno almeno un pezzo di strada con te.

Scorpione: Soffio di libertà: Voglia di respirare aria libera, di correre a perdifiato. Questo mese ti favorirà in questa tua esigenza, forse complice il clima di vacanza che luglio porta con sé.

Sagittario: Bisogno di calma: C’è un po’ di tensione nell’aria e tu hai bisogno di calma. Nonostante tutto non perdi il tuo ottimismo e trovi la strada per uscire dalle situazioni spinosette in cui finisci per trovarti.

Capricorno: Portare a termine: Con la testa un po’ in vacanza ma ancora un po’ affaccendato nel lavoro, trascorrerai il mese impegnato a concludere situazioni per recuperare il tuo spazio e la tua tranquillità.

Acquario: Un po’ di caos: Ti aspetta un mese un po’ caotico con opportunità che si affacciano all’improvviso e ti farebbero cambiare rotta, ma quello che stai portando avanti non è ancora concluso...Sarai un po’ frastornato ma l’ultima parte del mese sarà più favorevole.

Pesci: Viva l’avventura: Periodo molto positivo, pieno di vitalità, fiducia, voglia di esplorare, di scoprire cose nuove e metterti alla prova.

Ariete: Uno sguardo diverso: La spinta all’azione è sempre forte ma prende piede il bisogno di guardare gli avvenimenti con maggior distacco, alla ricerca di una libertà maggiore.

Toro: Tempo proficuo: Se volevi un mese tranquillo in cui assaporare il clima di vacanza sarai deluso, in compenso le stelle ti promettono il successo delle tue iniziative e dei tuoi molti progetti. Sarà un mese multicolore e interessante.

Gemelli: La dolcezza: È il tuo lato più dolce a prendere il sopravvento in questo mese. Saranno gli affetti a coinvolgerti o forse ancora di più il bisogno di lasciarti andare, senza tenere sempre tutto sotto controllo.


Un personaggio del Cancro: Gustav Klimt


Gustav Klimt

Sono bravo a dipingere e disegnare; lo credo io stesso e lo dicono anche gli altri, ma non sono sicuro che sia vero. Di sicuro so soltanto due cose:

1) Di me non esiste alcun autoritratto. Non m'interessa la mia persona come "oggetto di pittura", m'interessano piuttosto le altre persone, specie se di sesso femminile, ma più ancora le altre forme. Sono convinto che la mia persona non abbia nulla di particolare. Sono un pittore che dipinge tutti i santi giorni dalla mattina alla sera. Figure e paesaggi, ritratti un po' meno.

2) Non valgo molto a parlare o a scrivere, tanto meno se devo esprimermi a proposito di me stesso o del mio lavoro. Alla sola idea di dover scrivere una semplice lettera l'angoscia mi attanaglia come il mal di mare. Temo proprio si debba fare a meno di un mio autoritratto artistico o letterario, ma non è una grande perdita. Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull'artista, l'unico che vale la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio.

Così Gustav Klimt, quasi suo malgrado, traccia quell’autoritratto che dice di non sapere e voler fare. Klimt è stato uno dei più significativi artisti della Secessione viennese, quel movimento artistico che promulgava l’opera d’arte totale, la fusione di tutte le arti, in nome della creatività. Parte di quella corrente che coinvolse, con nomi diversi (Liberty, Art Nouveau), l’Europa tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, anche la Secessione viennese proponeva il recupero della tradizione con l’utilizzo di materiali e forme nuovi.

Tra le sue opere più famose ricordiamo Le tre età della donna, Giuditta II, Il bacio, l’Albero della Vita.

Gustav Klimt è stato un artista incredibilmente versatile, oltre che pittore era anche disegnatore, decoratore, litografo, mosaicista e ceramista. Nelle sue opere troviamo i temi più svariati dal ritratto ai paesaggi, dal nudo ai soggetti religiosi, passando per le allegorie e i simbolismi. Le sue opere più famose, e tutt’ora molto apprezzate, sono caratterizzate da elementi decorativi preziosi, dall’uso dell’oro e da figure ad un tempo allegoriche ed erotiche. Nella sua arte i critici riscontrano anche un legame con le teorie psicoanalitiche di Freud, che in quegli anni influenzavano fortemente la cultura. Per Klimt potremmo anche dire che questo si lega a quanto il suo Segno zodiacale rappresenta, cioè il mondo del sogno con tutte le sue implicazioni.

Gustav Klimt

Gustav Klimt nasce a Baumgarten,cittadina austriaca, il 14 luglio del 1862, da padre orafo e madre appassionata di musica lirica, secondo di sette figli. Si iscrive a soli 14 anni alla scuola d'arte e mestieri del Museo Austriaco per l'arte e l'industria, imparando numerose tecniche artistiche. Nel 1881: con il fratello minore Ernst ed il compagno di studi Franz Matsch fonda la Compagnia degli artisti che riscuote subito un notevole successo ed ottiene incarichi importanti come le decorazioni per il Burgtheater di Vienna nel 1886 e per il Kunsthistorisches Museum nel 1890 della stessa città.

Nel 1890 Klimt riceve il premio imperiale per un dipinto che rappresenta proprio la platea del Burgtheater con ben 130 ritratti di personalità viennesi.

Intanto, l’anno dopo, grazie al fratello Ernst, conosce la diciottenne Emilie Flöge, che sarà la sua compagna di vita. I due resteranno uniti in una relazione libera.

Si dice che Klimt abbia avuto diverse figli naturali con altrettanto diverse donne ma per lui la famiglia resterà sempre quella della nascita, infatti vivrà tutta la vita con la madre e le due sorelle non sposate, Clara e Hermine.

Nel 1892 muore il fratello Ernst e la Compagnia degli Artisti si scoglie. Klimt resterà profondamente turbato dalla morte di Ernst. Nonostante la fine della Compagnia degli Artisti, 1894 Klimt e Matsch ricevono l’incarico di dipingere i pannelli allegorici per l’Aula Magna dell'Università di Vienna.

Pur avendo iniziato la sua carriera come artista ufficiale, le autorità viennesi cominciano a muovere a Klimt delle pesanti critiche perché vedono nelle sue opere forme e contenuti che ritengono scandalosi. Per questo l’artista interrompe la sua carriera pubblica e sarà tra i fondatori della Secessione viennese, contro l’accademismo e per la libera creatività. Prenderà le distanze da questo movimento nel 1906.

I successi continuano: nel 1900 all’Esposizione internazionale di Parigi riceve il premio come autore della migliore opera straniera, nel 1909 la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale, nel 1911 a Roma riceve la medagli d’oro all’esposizione internazionale di Belle Arti.

Segue un periodo in cui Klimt è meno presente sulla scena culturale viennese e si apre invece ad un nuovo stile ispirato all’oriente, il cosiddetto Stile fiorito.

Ci piace ricordare di lui anche un particolare meno noto, la sua grande simpatia per i gatti. Il suo giardino ne ospitava parecchi e alcuni di loro furono testimoni della nascita di molti dei suoi quadri.

Klimt muore il 6 febbraio 1918 colpito da un ictus, a 56 anni.


Chi sa vedere le cose belle è perché ha la bellezza dentro di sé.





GIUGNO 2022


Ma dov’è il futuro?


Ma dov’è il futuro?

Dov’è il futuro? Esiste già? E se non esiste come posso tentare di prevederlo? Sono domande che un appassionato di astrologia non può non porsi anche se poi resta lì, con i suoi punti interrogativi, senza trovare una risposta. Quando compiliamo un oroscopo cerchiamo di guardare oltre il presente, quando interroghiamo le stelle chiediamo che cosa avverrà. Ma come possiamo vedere il futuro se non esiste già da qualche parte?

Proprio questo tema del futuro, o meglio più in generale del tempo e della sua natura, è affrontato in un libro presentato lo scorso 23 maggio, al Salone Internazionale del Libro di Torino. “I viandanti del tempo” di Giancarlo Barbadoro viene pubblicato, postumo, dalle Edizioni Triskel proprio in occasione di questo importante appuntamento torinese.

È un libro speciale, un vero e proprio viaggio su percorsi sconosciuti che conduce il lettore in dimensioni inesplorate, affrontando argomenti complessi con un linguaggio semplice, chiaro, coinvolgente.

Nella sala Indaco del padiglione Oval, del Lingotto Fiere, Guido Barosio, direttore di Torino Magazine, Gino Steiner Strippoli, giornalista, e Rosalba Nattero, giornalista e scrittrice, hanno portato i presenti ad affacciarsi su tematiche capaci di sconvolgere non poche certezze sulla natura della realtà che viviamo sia dentro che fuori di noi.

Che cos’è il tempo? Dove va a finire il passato? Dove si trova il futuro? È possibile viaggiare nel tempo? E se sì quali paradossi comporta? Questi alcuni degli interrogativi che Giancarlo Barbadoro affronta in questo libro, con la libertà di pensiero che - come hanno rilevato i relatori - lo ha sempre contraddistinto e con la serietà della ricerca di dati, esperimenti e ipotesi che – come testimonia anche la nutritissima bibliografia - la scienza attuale formula via via, nel tentativo di conoscere il luogo misterioso in cui ci troviamo a vivere, spesso ripercorrendo sentieri già visitati dall’antica tradizione druidica.

Questo senso di mistero era tangibile nella sala Indaco, dove i tre relatori, tutti e tre tra i fondatori del Centro Studi Giancarlo Barbadoro, hanno saputo trasportare i presenti nell’atmosfera del libro, rendendo tangibile la condizione di “viandanti del tempo” che noi tutti viviamo e di cui ci accorgiamo quando il rumore del quotidiano si acquieta.

Mentre Guido Barosio tracciava la figura di Giancarlo come scienziato innovatore, di quelli che sanno guardare oltre il dimostrato, l’acquisito per lanciarsi su percorsi ancora inesplorati, senza però mai rinunciare alla pragmaticità e alla razionalità della ricerca, Rosalba Nattero aggiungeva l’ampio raggio dei campi di interesse di uomo che si è sempre battuto per i più deboli, indipendentemente dalla cultura o dalla specie di appartenenza, ma che era anche appassionato a temi, come appunto quello dei viaggi nel tempo, che riteneva in grado rompere l’ovvietà basata su schemi che diventano prigioni. Uno di questi schemi è l’immutabile e irreversibile idea della freccia del tempo in base alla quale i viaggi nel passato e nel futuro diventano impensabili.

Ma dov’è il futuro?

È possibile mettere in crisi quest’idea? La scienza lo sta già facendo. Ma se i viaggi nel tempo sono possibili qualcuno da quello che per noi è futuro potrebbe essere arrivato qui, nel nostro presente che per lui è passato e questo che cosa comporta? E se il futuro già esiste ci sono dei noi stessi più maturi, magari più saggi che potrebbero aiutarci sul nostro cammino di vita? E possiamo entrare in contatto con loro?

Gino Steiner sottolinea l’utilizzo da parte di Giancarlo dei miti e delle leggende come fonti di dati interessanti, perché i viaggi nel tempo non sono una scoperta della fantascienza attuale ma hanno radici profonde nella storia dell’umanità.

Paradossi temporali, scelte minime che cambiano la vita, lettere dirette a noi stessi del futuro, capsule del tempo, dimensioni oniriche, questi alcuni degli spunti lanciati in questa presentazione, senza dare anticipazioni sui percorsi della ricerca che Giancarlo Barbadoro espone nel suo libro, per lasciare al lettore il piacere della scoperta, ma capaci di regalare ai presenti quel colore che solo l’uscita dal conformismo culturale regala. Un modo di fare ricerca che il Centro Studi Giancarlo Barbadoro ha fatto suo con l’intento di diffondere una cultura senza confini o barriere intellettuali alla ricerca di una realtà più vera.


I VIANDANTI DEL TEMPO di Giancarlo Barbadoro - Edizioni Triskel è in vendita alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino ed è disponibile anche in formato e.book al sito www.triskeledition.com


Previsioni per il mese

Gemelli: Successi inaspettati: Giugno sarà per te un bel mese pieno di soddisfazioni. Spesso ti stupirai di come le cose vadano lisce perché proprio non te lo aspetti. Goditi questo tempo favorevole!

Cancro: Mollare gli ormeggi: Hai conquistato alcune certezze e non le vuoi lasciare, eppure le stelle ti chiamano al cambiamento. Anche se punti i piedi, anche se ti aggrappi forte il cambiamento è già nell’aria, assecondalo!

Leone: Tira e molla: Un mese un po’ contrastato quello che sta iniziando. Hai voglia di fare, di esprimerti, di manifestarti ma delle forze contrarie si oppongono, ti costringono a ripensare a rivalutare. Eppure da questo contrasto potrai trarne esperienze interessanti che ti faranno maturare e forse ti renderanno più saggio.

Vergine: Forza e coraggio: C’è molta forza dentro di te, accumulata dai mesi precedenti, da quello che hai vissuto e ponderato. Giugno ti dà il via libera per esprimere queste tue potenzialità e promette di sostenerti nelle tue azioni.

Bilancia: Chiarezza: L’attenzione che ti ha richiesto lo scorso mese si trasforma ora in chiarezza: sai guardare con distacco le situazioni che ti coinvolgono, mantenendoti nello stesso tempo partecipe agli eventi e vicino alle persone che ti sono care.

Scorpione: A capofitto: Passionale e testardo affronterai questo mese “lancia in resta”. Nonostante questo però, dentro di te, conserverai una consapevolezza oggettiva delle tue capacità e delle tue forze e questo ti permetterà di raggiungere risultati solidi.

Sagittario: Relax: È il momento di prendertela comoda. Anche se vuoi fare tante cose procedi con calma. Anche se ti senti spinto a correre rallenta il passo. Hai accumulato stanchezza e ora è il momento di coccolarti.

Capricorno: Diverso dal solito: Insofferente ma anche pronto all’abbraccio. Un po’ aggressivo ma anche tenero con chi sa prenderti per il verso giusto. Pronto a cambiare, anzi desideroso del cambiamento, meglio ancora se il nuovo giunge inaspettato.

Acquario: Mettere in moto: Un’energia rinnovata si muove dentro di te e ti porta a cercare situazioni in movimento. Hai voglia di mettere in dubbio ciò che è acquisito ed esplorare ciò che è sconosciuto.

Pesci: Tutto a posto: La tua energia è un po’ in calo ma sia dentro di te che all’esterno tutto resta in equilibrio e ti lascia sereno. Quindi goditi la tranquillità del momento.

Ariete: Energia da vendere: Giugno ti regala un pieno di energia da usare come vuoi e quando vuoi. Ti consiglia anche di non farti trascinare da questa onda di entusiasmo e di riservarti sempre uno spazio per rilassarti sia da solo sia con chi ti è caro.

Toro: Nuove rotte: Continua il trend positivo iniziato il mese scorso che ti consente di iniziare al meglio nuovi progetti e vivere nuove avventure. Anzi sono proprio favoriti i cambiamenti, soprattutto quelli improvvisi, dettati dall’estro del momento.


Un personaggio dei Gemelli: Elio Fiorucci


Elio Fiorucci

Facciamo forse tutti parte di un grande mistero: non siamo nati per la volontà di Dio, siamo nati, come gli animali, per una volontà superiore - qualcuno la vuole chiamare Dio, ma la si può chiamare "il Mistero". È una religiosità che è dentro di noi, che ci fa capire di essere nelle mani di qualcosa di superiore, di qualcosa di straordinario. Non possiamo separarci dagli animali, considerare gli animali così diversi da noi da poter essere torturati e mangiati.

Dobbiamo stimolare tutti a pensare questa cosa, pensare che gli animali fanno parte del nostro essere, del nostro vivere, sono come noi, hanno gli stessi sentimenti, hanno i loro affetti proprio come noi.

È possibile che non si risvegli mai un sentimento che dica: "No, io non ti posso tradire, non posso ucciderti per mangiarti”?

Parole di Elio Fiorucci. Parole che colpiscono e che fanno riflettere.

Elio Fiorucci, stilista e imprenditore, ci piace per il suo spirito libero, per le sue creazioni allegre e irriverenti e soprattutto per il suo amore per gli animali.

Oltre alla sua scelta di non mangiare i fratelli animali, come lui stesso li definisce, è socio di Animal Amnesty, nel 2011 si fa garante del manifesto La coscienza degli animali promosso da Michela Brambilla e nel 2014 collabora con il WWF in una campagna contro le pellicce d’angora creando appositamente una t-shirt.

Elio Fiorucci, nasce a Milano nel 1935. Già da piccolo, per sua stessa ammissione è un ribelle, non ama andare a scuola e preferisce lavorare con il padre nel suo negozio di scarpe. Lì impara a entrare in sintonia con la gente, a capire i suoi gusti, a immaginare prima e a costruire poi, oggetti che rispondano ai desideri degli altri. E dal rapporto con il padre impara anche a riflettere sulla condizione degli animali, sull’inutile violenza che devono subire per mano degli uomini.

Mio padre era già nemico della caccia e dei cacciatoriracconta a Rosalba Nattero che lo intervista per Shan Newspaper nel dicembre 2014, in occasione dell’evento “Animali e ambiente: dal cuore alla Costituzione” - … avevamo una casa in campagna, e quando si apriva la caccia mio padre usciva e urlava contro i cacciatori “andate via assassini!”… diceva “questi poveri uccellini che stanno facendo la traversata” poiché erano uccelli migratori, noi avevamo la casa sul lago di Como “che decidono di partire con tutta la famiglia, si fermano ad abbeverarsi nel nostro laghetto, e i cacciatori arrivano e sparano...” Per portarsi a casa che cosa? Non li mangiavano neanche, li lasciavano lì. Questo piacere del colpo di fucile, questo piacere della morte dell’uccellino non era una cosa accettabile già allora. Ma dico, perché ancora adesso c’è la caccia? Ammazzare un essere indifeso, in una gara impari. Se anche l’uccello avesse un fucile dici va be’, facciamo una gara, ma quell’essere è indifeso, o è nascosto con i suoi piccolini. Gli spari un colpo di fucile, ma dov’è l’eroismo? Ma dov’è il cuore, dov’è l’intelligenza? Sbagliamo tutti nella vita, io ho fatto più sbagli di tutti forse, però alla fine questa cosa qui non la digerisco. Non la digerisco perché è un’ingiustizia, il forte, quello con il fucile in mano, che a un certo punto uccide quell’altro che è assolutamente indifeso.

Elio Fiorucci

A Daniela Monti che lo intervista per Il Corriere della Sera dice: Ho scritto una lettera al ministro per le Riforme Boschi perché introduca nella Costituzione il principio del rispetto per gli animali. Come possiamo vendere l’immagine dell’Italia Paese della cultura, se poi strappiamo i figli alle madri che li hanno appena partoriti? Perché è questo che facciamo alle mucche e ai vitelli. Non sono religioso, ma sono sicuro che esista una sorta di “religione cosmica” per cui se sei distruttivo, sarai distrutto. Ci siamo ridotti ad essere come pidocchi su quel grande albero che è il nostro pianeta. Dobbiamo finalmente capire quello che si può mangiare e quello che non si può, perché è frutto di una violenza senza fine. Io un giorno ho detto basta. Non è stata una decisione improvvisa, erano anni che ci pensavo. Ho smesso di mangiare la carne.

Elio fin da giovanissimo dimostra un sensibilità speciale che lo porta vicino agli altri esseri anche quelli diversi per specie o cultura.

Nei primi anni sessanta va a Londra dove si innamora del fermento di libertà e sperimentazione che si respira, di Carnaby Street, del modo di vestire dei giovani, della moda proposta nei negozi di Biba e nel Bazaar di Mary Quant. Torna a Milano con la testa piena di idee e nel ’67 apre il primo negozio a marchio Fiorucci. È un concept store, un posto un po’ speciale, situato in Galleria Passarella, progettato dalla designer Amalia Del Ponte, che propone abiti e oggetti originali, provenienti da varie parti del mondo, in un ambiente pieno di colori e musica, sullo stile dei negozi londinesi. L’idea è proprio quella di proporre suggestioni, di proporre un’esperienza di esplorazione e scoperta in un ambiente ricco di stimoli e di oggetti accattivanti. Nel ’70 Elio comincia a produrre jeans e abiti casual che cominciano ad essere esportati anche all’estero. Nel ’74 apre un secondo negozio a Milano, nel ’75 uno a Londra e poi nel ’76 a New York. Quest’ultimo diventa luogo d’incontro degli artisti e intellettuali d’avanguardia come il pittore Andy Warhol, a cui è legato da una lunga amicizia, lo scrittore Truman Capote, i writers Jean-Michel Basquiat e Keith Haring che nell’84 “graffiterà” l’arredamento del negozio di via Passarella. Oggetti e abiti di Fiorucci fanno il giro del mondo e i suoi negozi sono un po’ dei luoghi magici dove non si va solo a comprare ma si resta per passare il tempo, dove c’è musica, si può bere il caffè, rovistare nel mercatino dell’usato alla ricerca di qualche piccolo tesoro. Un’attività, quella di Elio Fiorucci vissuta con leggerezza e passione fino al 1990 quando cede la sua azienda alla società giapponese Edwing International SpA. Nel 2003 si impegna ancora nel progetto Love Therapy con la produzione di jeans, felpe, abiti e accessori.

Elio Fiorucci muore a Milano il 20 luglio 2015.





MAGGIO 2022


Il potere del Cerchio


Il potere del Cerchio

All’inizio, quando le immense foreste coprivano tutta la terra, il drago antico aveva iniziato a danzarvi dentro creando le prime radure. Da dentro di esse si poteva guardare al cielo e a tutte le stelle che conteneva.

I suoi passi piegavano gli arbusti senza spezzarli dando forma alle radure come quella di un cerchio perfetto.

Il drago danzava stando al centro, ardente come il fuoco da cui era uscito. Danzando incava le quattro direzioni che nascevano dal centro e che sacralizzavano la sua natura. Indicava quella da cui proveniva, quello in cui trovava la sua forza, quella che mostrava il suo dominio e quella dove iniziava l’infinito in cui si poteva rispecchiare la sua immagine segreta.

Quando il nostro mondo ospitò gli antichi Dei essi accolsero i Progenitori nelle radure che il drago antico aveva disegnato dentro le immense foreste e al centro accesero il loro fuoco.

Fu qui che gli Iniziatori donarono la loro conoscenza ai Progenitori.

Fu qui che questi a loro volta crearono l’umanità e la resero libera.

Quando i Progenitori lasciarono il nostro mondo si volle ricordare la storia che era stata vissuta negli antichi tempi.

Gli sciamani che avevano la conoscenza degli alberi delle foreste invitarono così a costruire i grandi cerchi che potessero dare testimonianza del dono ricevuto e delle grandi gesta vissute dagli Iniziatori e dai Progenitori.

Costruirono i cerchi dove il richiamo della Madre li invitava a sceglierli perché potessero contenere tutte le genti dei loro popoli quando giungeva il tempo prescelto di trovarsi.

Poi venne deciso di edificarli con le pietre al fine che non dovessero andare distrutti.

Gli sciamani conoscitori dell’albero, indicarono che venissero raccolte le pietre nel numero corrispondente a quante volte veniva diviso il tempo da un sorgere all’altro del sole. Quindi le fecero erigere in modo che stessero in piedi per ricordare uomini posti in cerchio a guardare il centro, che non si vedeva ma che pur esisteva.

Il potere del Cerchio

Ogni cerchio di pietre divenne così lo specchio del cielo e della terra dove si potevano leggere i percorsi delle stelle per dare inizio alle semine e ai raccolti e si potevano stabilire le shuda la celebrare lungo il percorso del sole di ogni anno.

I cerchi trattenevano il Potere della Madre e del cielo che veniva evocato ogni volta e, come le prime radure disegnate dal drago antico, ciascuno di loro apriva una Porta sui Mondi.

Ogni cerchio non fu più solo pietra ma divenne parte del corpo della Madre che si univa al cielo.

Sul centro di ogni cerchio si raccoglieva il Potere creatore di tutte le cose e lì transitava il tronco dell’albero dei mondi che unisce le profondità nascoste della terra alla luminosità del cielo.

Ogni volta che gli sciamani volevano evocare il loro Potere che nasceva dal legame con l’antica Madre e l’eterno cielo che l’aveva fecondata, ridisegnavano il cerchio e poi si ponevano sul

suo centro.

Dal centro si rivolgevano a Nord per onorare gli Antichi che erano giunti dalla Grande Notte, per ricordare il loro Dono e per vitalizzare il Potere da donare a se stessi e a quanti erano nel cerchio.

Poi si rivolgevano ad Est per onorare la natura segreta del Sole che esce vittorioso sulla notte per dominare sul giorno, ricordando la luce della conoscenza che può governare sulle vicende del mondo.

Si rivolgevano a Sud per onorare la Terra avuta in dono dai Progenitori e rinnovare la forza necessaria per mantenerla fertile e sostenersi contro ogni nemico e pericolo.

Si rivolgevano infine ad Ovest per onorare il Mistero che accompagnagli esseri viventi e che dà completamento e benessere alla loro esistenza. Per ricordare l’amore, la pace e la fratellanza che tutti possono condividere.

Così furono costruiti i grandi cerchi di pietra e con queste intenzioni vennero usati da tutte le generazioni che comparvero nel tempo.

Il potere del Cerchio

Questa leggenda ci parla del legame tra Terra e Cielo rinsaldato dalla presenza dei cromlech, i cerchi di pietre megalitici disseminati su tutto il pianeta fin dall’antichità più remota. La leggenda stessa ci arriva da un tempo così lontano che viene perfino difficile immaginare. Ne siamo venuti a conoscenza grazie a Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero che nel loro libro LEGGENDE DRUIDICHE: Miti e vicende dell’epopea dei Celti, hanno raccolto i racconti della tradizione druidica, veri e propri contenitori di storia, cultura ed esperienza viva che suscitano meraviglia in chi li legge. È scoprire un mondo volutamente occultato dalla società maggioritaria nel suo tentativo costante di far apparire normali e logici i valori che impone. Eppure quel mondo ci appartiene, è la nostra vera storia, è tuttora vivo tra i popoli naturali e può costituire un riferimento per un mondo nuovo da costruire, fuori dalla barbarie della sopraffazione e dello sfruttamento che caratterizzano l’attuale società.

La filosofia che traspare dalle leggende druidiche, e da questa in particolare, ha come riferimento la Natura, che si manifesta nel silenzio e che rivela il suo mistero. È la filosofia ecospirituale. E proprio di questo parleremo con l’ospite di questo mese, Rosalba Nattero.

E sempre a Rosalba rivolgeremo alcune domande sulla Kemò-vad, la danza del Vento, pratica antichissima a cui questa leggenda accenna, facendola risalire al Drago antico i cui passi piegavano gli arbusti senza spezzarli creando le radure da cui si poteva guardare al cielo e a tutte le stelle che conteneva.


LEGGENDE DRUIDICHE: Miti e vicende dell’epopea dei Celti di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Edizioni Triskel è in vendita alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino ed è disponibile anche in formato e.book al sito www.triskeledition.com


Previsioni per il mese

Toro: Soffia un vento favorevole: Ecco che il sole torna a splendere per te dopo un periodo d’attesa. Puoi tornare a guardarti intorno con fiducia e ottimismo e lanciarti in qualche nuova impresa.

Gemelli: Nuvole passeggere: Qualche malumore potrebbe disturbarti e offuscare un panorama nel complesso positivo e tendente ad un ulteriore miglioramento. Resta fiducioso!

Cancro: Occhi aperti: Se hai risolto i problemi in aprile a maggio potrai godere di una maggiore tranquillità, altrimenti ti troverai a gestire situazioni confuse e complicate. Mantieni il tuo equilibrio e con calma ne uscirai.

Leone: Pagine nuove: Le buone opportunità che stavi aspettando cominciano ad aprirsi davanti a te e puoi cominciare a raccoglierle.

Vergine: Davanti allo specchio: Maggio sarà per te un mese di riflessione su molti aspetti della tua vita, sia per quanto riguarda il tuo cuore sia per quanto riguarda le tue attività.

Bilancia: Diplomaticamente: Diverse situazioni richiederanno la tua capacitò di destreggiarti nei rapporti umani. Sarà un po’ una partita a scacchi.

Scorpione: Under pressure: Stanchezza e nervosismo ti “pizzicheranno” un po’ in questo mese di maggio. Ritagliati momenti di tranquillità in cui riprendere forza e buonumore.

Sagittario: Smiles: Un mese positivo per tutto quello che vuoi fare sorretto da un atteggiamento positivo nei confronti della vita e disponibile e aperto nei confronti degli altri.

Capricorno: Lancia in resta: Maggio ti regala una grande energia che aumenta con l’avanzare dei giorni, un’energia che puoi utilizzare come vuoi in qualsiasi impresa tu voglia compiere. Non concentrarti però soltanto sulla direzione che scegli e sappiti guardare anche intorno.

Acquario: Giudice imparziale: Non essere troppo duro nel giudicarti, non è sempre facile cogliere l’attimo quando si presentano eventi improvvisi e inaspettati. Intanto si stanno aprendo situazioni nuove che promettono future soddisfazioni.

Pesci: Sono mio: Voglia di indipendenza, di prendere in mano la tua vita, di decidere autonomamente senza essere influenzato da chi hai intorno.

Ariete: A piene mani: Un mese molto ricco di opportunità per te, sia nelle cose concrete sia nel tuo mondo interiore. Può essere l’occasione per cambiare, cominciare o dare un impulso maggiore alla propria attività.


Un personaggio del Toro: Rosalba Nattero


Rosalba Nattero

L’ospite di questo mese è Rosalba Nattero. Giornalista, scrittrice, ricercatrice, musicista, delegata ONU, attivista per i diritti degli animali, Rosalba ha mille interessi ed è impegnata in mille attività. In questo risponde poco al ritratto classico dei nati sotto il Segno del Toro, che dovrebbero amare la vita pacifica e prediligere la stabilità. Come lei stessa ci ha detto in una precedente intervista, riconosce di aver ereditato dal suo Segno il senso pratico, l’amore per la natura e la capacità di affrontare in modo pragmatico anche le questioni più immateriali come la ricerca del senso della vita. Questo approccio contemporaneamente pragmatico e aperto su vasti orizzonti caratterizza gli articoli e i libri che scrive, le trasmissioni radiofoniche e televisive che conduce e l’attivismo che la porta a difendere i diritti e la dignità dei più deboli.

È stato il suo appassionato interesse per il mito del Graal a farle incontrare il ricercatore, poeta e musicista Giancarlo Barbadoro con cui ha stretto una lunga collaborazione fino al 2019, anno in cui Giancarlo è venuto a mancare. Il sogno comune dei due ricercatori è sempre stato quello di dare un contributo concreto alla realizzazione di un mondo migliore, obiettivo raggiungibile grazie agli insegnamenti antichi che il mito del Graal racchiude, che sono l’anima della Tradizione ancestrale e che sono vissuti anche oggi dai popoli naturali.

Sono tante le iniziative nate da questo obiettivo che vanno dalla salvaguardia dei diritti e della spiritualità dei popoli indigeni, portando all’ONU la voce di diverse comunità native, alla fondazione del LabGraal, il gruppo di keltic rock, di cui Rosalba è voce solista, per far conoscere le atmosfere e l’anima dell’antico druidismo, dalla costituzione di SOSGaia per la lotta all’antispecismo che relega gli animali al rango di oggetti senza dignità alla creazione del sodalizio Artist United for Animals che raccoglie appunto gli artisti che vogliono mettere le loro capacità in favore della causa animalista, dalla scelta di insegnare la Kemò-vad, l’antica arte del gesto, perché chi vuole possa ritrovare armonia dentro se stesso e con Madre terra e i suoi figli, all’utilizzo del concetto di ecospiritualità per indicare uno strumento che può davvero cambiare il mondo, partendo dall’individuo per arrivare alla socialità.

Per ora fermiamoci qui e lasciamo invece la parola direttamente a Rosalba. In particolare sugli ultimi due argomenti citati: la Kemò-vad e l’ecospiritualità. Cominciamo dalla Kemò-vad.


Rosalba Nattero

Rosalba, come hai conosciuto la Kemò-vad e che cosa ha rappresentato per te?

Me l’ha insegnata Giancarlo (Barbadoro N.d.A) ed è stato uno dei tanti regali che mi ha fatto ed è parte dell’eredità che ha lasciato a tutti noi. La Kemò-vad è una tecnica eccezionale perché ti cala nella natura e ti fa sentire parte di essa. Infatti “Kemò-vad”, nell’antico linguaggio dello sciamanesimo druidico, significa “danzare nel Vento”, un termine poetico per definire l’essenza di questa disciplina. Non c’è bisogno di andare a scoprire la spiritualità dall’altra parte del globo, ce l’abbiamo qui, nei nostri territori, basta riscoprire le nostre vere radici. Perché fare gli stranieri in casa d’altri quando basterebbe approfondire la nostra vera storia di Nativi europei? Scopriremmo che dalla Kemò-vad sono scaturite moltissime altre discipline tra cui il Tai Chi, come è narrato in una antica leggenda cinese: secondo la narrazione della Famiglia Chan, quest’ultima ha ricevuto la disciplina del Tai Chi da un viaggiatore giunto da Occidente.


Qual è il legame tra Kemò-vad ed Ecospiritualità?

La Kemò-vad è una tecnica di meditazione, e la meditazione è il fulcro dell’Ecospiritualità. Infatti quest’ultima è una filosofia che si basa sul contatto con la Natura, non solo nel significato ecologico ma anche mistico. Dalla Natura ci pervengono gli insegnamenti essenziali per vivere in armonia con se stessi e gli altri, nel rispetto di tutto ciò che ci circonda, compresi gli altri esseri senzienti che coabitano con noi sul pianeta. Ma non può essere solo un atto formale, ecco perché la meditazione ci viene in aiuto per superare l’egocentrismo, fonte di tante disarmonie.


Rosalba Nattero

Che cosa ti ha portato a promuovere Il Nuovo Rinascimento Ecospirituale, questo movimento culturale e di opinione ispirato appunto alla filosofia ecospirituale?

In questo momento c’è la necessità di una svolta. Ho individuato il bisogno di un nuovo rinascimento, e credo che l’ecospiritualità sia la medicina per questo mondo allo sbando. Si avverte palpabile la necessità di riscoprire la nostra essenza di fanciulli che sono ancora in grado di meravigliarsi davanti a un cielo stellato, il bisogno di colorare questo mondo grigio con una cultura senza paletti ideologici. La voglia di un confronto rispettoso delle idee altrui, senza inutili schieramenti o tifoserie. La necessità di rispettare Madre Terra e tutti i suoi figli. C’è troppa sofferenza nel mondo, siamo a un punto di svolta, si sente nell’aria, non possiamo più permetterci di tergiversare.

Credo che il Nuovo Rinascimento Ecospirituale possa rispondere a queste esigenze.


Che cosa puoi dirci riguardo al Progetto Giornata Mondiale dell’Ecospiritualità, che sarà presentato a Roma, in Campidoglio, il prossimo 13 maggio?

Vogliamo chiedere alle Nazioni Unite di istituire la Giornata Mondiale dell’Ecospiritualità come ricorrenza annuale e l’evento di Roma sarà il primo passo verso questa istituzione. Parteciperanno molte personalità dal mondo della scienza, dello spettacolo, della cultura e dell’attivismo, persone sensibili che hanno dato la loro disponibilità con entusiasmo. Sarà un modo per celebrare il padre ideale di questa iniziativa, Giancarlo Barbadoro.


RIFERIMENTI:

www.eco-spirituality.org

www.rinascimentoecospirituale.eu


Progetto “Giornata Mondiale dell’Ecospiritualità”

Animalismo, Alimentazione vegetale, Ecologia, Cultura dei Popoli naturali

Roma, 13 Maggio h. 10.30 – 14 Campidoglio, Sala della Piccola Protomoteca

Via del Campidoglio, 2 - Ingresso libero

In diretta Facebook sulla pagina dell’Ecospirituality Foundation





APRILE 2022


Merlino, il mago vestito di stelle


Merlino, il mago vestito di stelle

Le stelle di cui parleremo in questa puntata di aprile sono quelle che si trovano sulla veste azzurra del mago più famoso di tutti i tempi, Merlino, il druido. Non è un caso che questo mago venga spesso rappresentato “vestito di stelle” a simboleggiare il suo legame profondo con il Mistero  della Natura.

Merlino ha ispirato numerosi artisti che lo hanno ritratto con i loro pennelli, la loro capacità narrativa, o lo hanno interpretato in numerosi film dedicati alle sue vicende.

Tutti lo conoscono come uno dei personaggi centrali del ciclo bretone delle leggende arturiane: Merlino aiuta Artù a raccogliere i dodici cavalieri della Tavola rotonda per cercare il Graal, l’oggetto magico che renderà possibile la costruzione di un nuovo eden.

La storia di Merlino e Artù non è però soltanto una bella leggenda, contiene infatti dei riferimenti storici e filosofici molto significativi per la cultura dei nativi europei e di questo ci parlano Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero nel loro libro “Il Cuore Antico”.

Per i due autori, Artù e Merlino sarebbero i due aspetti di uno stesso personaggio che simboleggia il rinascimento celtico, e in particolare il riscatto delle popolazioni di Bretagna, Cornovaglia, Irlanda e Scozia dalle occupazioni romana e sassone e la volontà di ripristinare la way of life dell’antica Tradizione, quella riferibile ai Túatha Dé Danann, basata su un rapporto profondo con la Natura e il suo Mistero.

Merlino, il mago vestito di stelle

Davanti al Mistero siamo tutti uguali, e questa considerazione pone naturalmente tutti gli esseri viventi in una condizione di fratellanza, rispetto e reciproco aiuto. Re Artù ed i suoi cavalieri vivono questa dimensione di parità, tanto che la Tavola attorno alla quale si riuniscono è rotonda perché tutti i posti sono di uguale importanza.

Possiamo dire che Artù e Merlino rappresentino rispettivamente l’aspetto storico e l’aspetto filosofico di questo rinascimento celtico.

Merlino in particolare è un personaggio molto complesso. La sua stessa nascita, è figlio di una vergine e del signore delle tenebre, lo pone come incontro tra il Bene e il Male, l’unione tra i due opposti. Cresce nella foresta di Broceliande, a contatto con la Natura ed i suoi insegnamenti. Diventa Druido, compie un lungo viaggio attraverso le terre celtiche e poi provvede alla formazione di Artù che, grazie al suo aiuto diventerà re di tutte le Inghilterre.

La figura di Merlino rispecchia l’identità sciamanica del Sacerdote-guerriero, ovvero del ricercatore che, pur partendo da solide basi scientifiche, si spinge oltre i confini del conosciuto verso sempre nuove mete. Una figura che nutre un profondo rispetto per la natura e gli esseri che l’abitano, in grado di dialogare con gli animali e con gli alberi. Un uomo che nella solitudine e nel dialogo intimo con l’esistenza trova forza interiore; un ricercatore che sa cogliere la magia dell’esistenza e che nell’armonia con la natura sa usare le forze nascoste dell’universo.

Merlino, il mago vestito di stelle

I due personaggi, Artù e Merlino, diventano più comprensibili se si considera il significato del Graal e della sua cerca, simbolo del cammino di conoscenza, del processo evolutivo esistente in natura che nell’uomo si manifesta con una crescita spirituale. Possiamo dire che nella sua essenza, il Graal è la meditazione.

Come sempre le leggende sanno parlare al cuore della gente superando i limiti della cultura del momento e Artù, i cavalieri della Tavola Rotonda, Merlino e le grandi pietre di Stonehenge ci raccontano l’avventura dei ricercatori d’infinito che in ogni tempo possono compiere il loro viaggio di crescita spirituale grazie alla meditazione.

La leggenda narra che Merlino il druido trovò in Irlanda, a Tara, le pietre adatte per erigere il suo grande tempio, e le trasportò, con la sua magia, nella piana di Avebury nel sud dell’Inghilterra. Lo stone circle è un punto di incontro tra la terra e il cielo e ancora una volta Merlino ha a che fare con le stelle.


Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero – IL CUORE ANTICO - Edizioni Triskel è in vendita alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino disponibile anche in formato e.book al sito www.triskeledition.com


Previsioni per il mese

Ariete: Una marcia in più: Avrai a disposizione una grande energia che potrai utilizzare come preferisci incanalandola nei campi della tua vita che più ti stanno a cuore. Questo mese avrai davvero una marcia in più.

Toro: Aspetta il vento favorevole. Le complicazioni sembrano essersi risolte e sei pronto a lasciartele alle spalle ma l’inizio di una nuova fase non è ancora arrivato. Aprile sarà un periodo di attesa.

Gemelli: Un po’ di corsa: Ti aspetta un mese impegnativo. A te piace svolazzare, cambiare spesso e invece dovrai  procedere con costanza e abilità per portare avanti situazioni interessanti ma complesse.

Cancro: Occhi aperti: Aprile ti chiede di non distrarti, avrai bisogno di grande lucidità per destreggiarti nelle situazioni che si presenteranno. Sentirai voglia di vacanza ma non è ancora il momento.

Leone: Guarda avanti: Molte novità e buone opportunità stanno per arrivare ma per ora devi avere ancora un po’ di pazienza. Se guarderai  davanti a te comincerai a vedere il nuovo che si avvicina.

Vergine: Sentiero accidentato: Devi procurarti un bel paio di scarponi robusti per superare tutti gli ostacoli sul tuo cammino, ma non perdere la fiducia e cammina cantando perché arriveranno anche delle soddisfazioni.

Bilancia: In alto i cuori!: Periodo fortunato per tutto ciò che riguarda l’amore, inteso in senso ampio, la tenerezza e la sensualità. Svilupperete anche la curiosità, la voglia di scoprire e imparare cose nuove. Meno favorevole ciò che invece riguarda le spese, quindi siate cauti in questo campo.

Scorpione: Mese spettinato: Ti aspetta un mese un po’ imprevedibile e bizzarro con eventi inaspettati che produrranno tranquillità ed eventi normali che porteranno scompiglio. Potrebbe essere anche divertente.

Sagittario: Risultati interessanti: La tua attività sarà al primo posto nei tuoi interessi, sia perché assorbirà molto del tuo tempo sia perché stai ottenendo i risultati per cui lavori da tanto tempo. Altro polo importante saranno i tuoi affetti a volte in contrasto con la tua attività, a volte rifugio dallo stress che questa ti procura.

Capricorno: Vincere la coppa: Periodo favorevole al raggiungimento di obiettivi e all’ottenimento di riconoscimenti. La tua determinazione viene premiata. Le stelle ti consigliano anche di cedere alla dolcezza.

Acquario: Dolce primavera: Il tepore della primavera scioglie le difficoltà che avete incontrato e vi predispone ad un periodo piacevole, pieno di nuovi eventi , nuovi rapporti, nuove opportunità.


Un personaggio dell’Ariete: Adriano Olivetti


La bellezza, insieme all'amore, la verità e la giustizia, rappresenta un'autentica promozione spirituale. Gli uomini, le ideologie, gli stati che dimenticheranno una sola di queste forze creatrici, non potranno indicare a nessuno il cammino della civiltà.


Arnold Dolmetsch

Adriano Olivetti, l’imprenditore eporediese che rese grande l’Olivetti, la fabbrica di macchine da scrivere prima e in seguito di computer, è stato un personaggio particolare, di cui è impossibile non ammirare la grande energia, lo slancio con cui condusse la sua vita, proiettato verso il futuro. Utopista ma concreto  diceva “spesso il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande”.

Oltre che industriale è stato editore, politico, innovatore sociale e urbanista.

Parallelamente alla sua attività di imprenditore porterà avanti infatti una sua ricerca filosofica e politica che si esprimerà in teorie controcorrente rispetto ai grandi blocchi che si contendono l’egemonia ideologica nel 1900. Così arriva ad elaborare un’idea di Stato basato sulla Comunità come nucleo fondante della società. Una Comunità né troppo grande né troppo piccola, concreta, territorialmente definita, dotata di vasti poteri, che desse a tutte le attività quell’indispensabile coordinamento, quell’efficienza, quel rispetto della personalità umana, della cultura e dell’arte, che il destino aveva realizzato in una parte del territorio stesso, in una singola industria.

Leggere la sua biografia ci rende testimoni della sua lunga corsa fino al tragico epilogo di quel 27 febbraio 1960, su un treno in viaggio verso la Svizzera, in cui la morte lo colse improvvisa.

Adriano Olivetti rappresenta bene tutte le doti del Segno dell’Ariete, il suo fuoco, la sua energia, la sua voglia di trasformare le cose per renderle migliori e, nel suo caso, anche più belle, perché il senso estetico è stato sempre uno degli aspetti del suo lavoro.

Nato a Ivrea l’11 aprile 1901, viene educato con principi severi ma contemporaneamente libertari. Giovanissimo fa la sua prima esperienza lavorativa diretta nella fabbrica fondata dal padre, Camillo Olivetti, e così ha modo di imparare sulla sua pelle la monotonia terribile e il peso dei gesti ripetuti all'infinito davanti a un trapano o a una pressa, concludendo che era necessario togliere l'uomo da questa degradante schiavitù.

Adriano Olivetti

Dal 1919 al 1920 studia al Politecnico di Torino e l’anno successivo parte per un tour negli USA a imparare la tecnica aziendale d’oltreoceano. Nel ’32 Adriano è direttore generale dell’Olivetti e inizia la sua opera di innovazione che renderà la sua azienda un modello a livello internazionale.

Negli anni difficili tra le due grandi guerre frequenta gli intellettuali e gli artisti d’avanguardia e stringe amicizie e collaborazioni che gli permetteranno di trasformare profondamente l’Olivetti, sia nell’organizzazione, improntata non solo al guadagno ma al benessere dei lavoratori che prestano la loro opera, sia nella produzione di oggetti in continua evoluzione tecnologica e formale.

Il lavoro – afferma - dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo. E ancora io voglio che la Olivetti non sia solo una fabbrica, ma un modello, uno stile di vita. Voglio che produca libertà e bellezza perché saranno loro, libertà e bellezza, a dirci come essere felici!

È pioniere nel fornire servizi ai lavoratori della sua impresa: asili nido, colonie estive per i figli dei suoi dipendenti, trasporti, iniziative culturali e tutto quanto può favorire il benessere. La fabbrica non può guardare solo all'indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l'uomo, non l'uomo per la fabbrica, giusto? Occorre superare le divisioni fra capitale e lavoro, industria e agricoltura, produzione e cultura. Nonostante tutte le difficoltà prodotte dalla guerra, Adriano traghetta la sua azienda verso il futuro. Nel 1950 esce la famosa Lettera 22 macchina da scrivere che diventerà un vero oggetto di culto a livello internazionale.  Nel 1959 la Olivetti, grazie alla continua innovazione organizzativa e tecnologica voluta da Adriano, sarà la prima azienda al mondo a produrre un computer mainframe, l’Elea 9000.

Adriano muore l’anno dopo, il 27 febbraio 1960, come accennavamo all’inizio, su un treno che lo portava a Losanna e la sua fine improvvisa lascia adito a interrogativi tutt’ora non risolti. Molti hanno ipotizzato che la frettolosa diagnosi di emorragia cerebrale o infarto nascondesse in realtà un intervento dei servizi segreti americani voluto dall’IBM, rivale dell’Olivetti nella produzione dei computer. L’ipotesi che la morte di Adriano non sia stata naturale trova conferme anche nelle minacce che avrebbe ricevuto nei giorni precedenti e nella scomparsa di documenti avvenuta durante i suoi funerali, quando la sua casa venne messa sottosopra senza che venissero rubati gli oggetti di valore che conteneva.





MARZO 2022


Le stelle nella mano

Le stelle nella mano


Il nostro viaggio mensile nel cielo e nei suoi riflessi sulla terra questa volta ci fa incontrare la Chiromanzia, l’arte di leggere nella mano le caratteristiche di una persona e le sue prospettive future.

La mano viene considerata, dal chiromante, come una sorta di mappa tridimensionale con rilievi e avvallamenti su cui sono incisi segni e linee. Il fatto particolare, per noi che amiamo il cielo, è notare che le varie parti della mano vengano contraddistinte dai nomi di corpi celesti: troviamo così il Sole e la Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno. Potremmo dire insomma che nella nostra mano ci sono le stelle.

Le origini della Chiromanzia si perdono nel lontano passato, ne troviamo tracce in India, in Cina, in Grecia e nell’antico Egitto. Aristotele avrebbe donato ad Alessandro il Grande, suo allievo, un libro da lui scoperto proprio in un tempio egizio dedicato ad Hermes. La sua presenza nell’antico Egitto fa ipotizzare la sua provenienza da conoscenze ancora più lontane nel tempo o almeno in parte tratte da esse, proprio per la presenza dei riferimenti al cielo e ai corpi celesti e quindi al legame degli uomini con le stelle.

La Chiromanzia, come tutte le tecniche divinatorie, non incontra i favori dello scientismo che anzi la relega nel mondo della superstizione e della truffa a danno degli ingenui, cosa purtroppo in parte anche vera, perché sicuramente c’è chi approfitta dell’atmosfera arcana che avvolge quest’arte per dare corpo alle sue intenzioni truffaldine.

Bisogna però anche dire che proprio l’esclusione delle arti magiche dai campi in cui è lecita la ricerca finisce col favorire l’atteggiamento superstizioso che sta alla base dei possibili raggiri dei malintenzionati.

Quali sono invece gli argomenti a favore della Chiromanzia?

Intanto si basa sulla considerazione, non assurda, della strettissima connessione tra mano e cervello e tra cervello ed epidermide,

Le stelle nella mano

Per quanto riguarda il legame tra mano e cervello è riconosciuto che la forma e l’abilità delle mani siano state determinanti per lo sviluppo del cerebro umano.

Per quanto riguarda invece il legame tra cervello ed epidermide basta osservare le tavole che raffigurano le prime fasi dello sviluppo dell’embrione.

La prima differenziazione in strati cellulari porta alla formazione di tre “foglietti” chiamati appunto “foglietti embrionali” ed è dallo stesso foglietto, l’ectoderma, che avranno origine sia ai tessuti nervosi che quelli epiteliali. Gli impulsi nervosi si trasmetterebbero quindi in modo molto diretto alla pelle, ed in particolare a quella del palmo, “scrivendo” sulla sua superficie la storia della nostra vita.

La mano diventa quindi, per il chiromante, il supporto fisico che gli permette di bypassare la censura mentale ed accedere a quelle informazioni che tutti abbiamo nel profondo ma non sappiamo di avere, così come altre tecniche divinatorie utilizzano le carte, le pietre, la sfera di cristallo o le stelle.

Vediamo ora quali sono gli elementi essenziali che possiamo vedere sul palmo della mano.

Possiamo osservarli sia sulla mano sinistra che su quella destra, la sinistra è considerata la mano delle potenzialità, dei talenti di cui ognuno dispone, mentre la destra parla di ciò che si è realizzato di come il soggetto è diventato con l’esperienza vissuta.

Le tre linee principali sono dette Linea della Vita, Linea del Cuore e Linea della Testa ed il loro andamento corrisponde rispettivamente agli eventi della vita, ai sentimenti e al modo di pensare del soggetto. Dalla figura a fianco si può rilevare la posizione delle tre linee.

Alla base del pollice e delle dita troviamo delle zone in rilievo che vengono detti Monti.

Ecco il Monte di Venere alla base del pollice e circondato dal percorso della Linea della Vita, che ci darà indizi sulla sensualità del soggetto, il Monte di Giove, alla base dell’indice, che ci parla della voglia di affermazione, il Monte di Saturno, alla base del medio, che ci dice quanto il soggetto è introverso, il Monte del Sole o di Apollo ci informa sulle sue doti artistiche ed espressive, il Monte di Mercurio, alla base del mignolo, ci racconta della sua intelligenza e abilità. La zona tra il Monte di Mercurio e il polso, lungo il taglio della mano è detta Monte della Luna

Il rilievo, la forma del Monte e del dito che ne costituisce il naturale prolungamento nonché la presenza o meno di segni come punti, quadrati, croci o stelle aiutano l’interpretazione.

Sono solo poche note su quest’arte usata per predire la buona o la cattiva sorte ma che forse nella sua origine lontana voleva ricordarci il nostro legame con il cielo e con l’infinito.


Previsioni per il mese

Pesci: Profondità: Hai acquisito una bella chiarezza della situazione intorno a te e hai, per così dire, messo le cose al loro posto. Ma ora vuoi qualcosa di più, vuoi andare oltre la superficie per capire la vera natura di ciò che stai vivendo.

Ariete: Tempo di agire: Marzo ti spinge ad agire e a te non può che far piacere. Muoverti, riprendere in mano vecchi progetti, cominciarne di nuovi ti fa sentire libero e contemporaneamente partecipe alla vita.

Toro: Cielo mutevole. Ci sono cambiamenti nella tua vita, alcuni imprevedibili. Ci sono, per così dire, porte che si aprono e altre che si chiudono. Mantieni distacco e lucidità nelle scelte.

Gemelli: Cogli l’attimo: Marzo sarà per te molto ricco di opportunità che si presenteranno però in modo improvviso e spesso confuso. Starà a te coglierle senza lasciarti fuorviare dalla mancanza di chiarezza.

Cancro: Come Sherlok Holmes: Emergono elementi di cui non eri a conoscenza e che ti permettono di capire ciò che fino ad ora si sembrava incomprensibile. Questo sarà occasione di cambiamento di idee e di situazioni.

Leone: Attesa: Muoviti con saggezza, senza fretta e senza colpi di testa. È un momento di gestazione di possibilità future.

Vergine: Una fine e un inizio: Il processo di cambiamento prosegue, vecchie cose saranno spazzate via per fare spazio al nuovo. Non essere precipitoso e sappi che non sarà tutto facile ma produrrà effetti molto significativi per la tua vita.

Bilancia: Su la testa: Forza e chiarezza sono dalla tua parte e ti portano ad affermare le tue idee e le tue esigenze con un vigore che di solito non usi. E sarai anche capace di concretizzare qualcosa che per tanto tempo è stato solo un’idea.

Scorpione: La casa: È la tua casa o quello che tu consideri tale, il tuo mondo, le persone che ami ad essere al centro della tua attenzione in questo mese di marzo.

Sagittario: Partenza rimandata: Non puoi ancora levare l’ancora. Elementi diversi e a volte poco chiari ostacolano il flusso libero verso i tuoi obiettivi. Usa questo tempo per rafforzarti, per chiarirti e per relazionarti a chi ti sta intorno.

Capricorno: Le stelle ti sorridono: È il momento di godere la dolcezza della vita che ti porta scioglierti e liberarti di nodi che ti legavano a vecchie cose o anche soltanto ad una vecchia idea di te stesso.

Acquario: Tieni saldo il timone. Ti senti forte, pieno di energia e vedi le potenzialità delle situazioni che vivi ma sai anche che possono intervenire fatti non previsti a destabilizzare il quadro che hai davanti. Prosegui con attenzione sulla rotta che hai scelto.


Un personaggio dei Pesci: Arnold Dolmetsch

Arnold Dolmetsch


"I have seen the god Pan." "Nonsense." I have seen the God Pan and it was in this manner: I heard a bewildering and pervasive music moving from precision to precision within itself. Then I heard a different music, hollow and laughing. Then I looked up and saw two eyes like the eyes of a wood-creature peering at me over a brown tube of wood. Then someone said: Yes, once I was playing a fiddle in the forest and I walked into a wasp's nest ....
When a man is able, by a pattern of notes or by an arrangement of planes or colours, to throw us back into the age of truth, a certain few of us - no, I am wrong, everyone who has been cast back into the age of truth for one instant - gives honour to the spell which has worked, to the witch-work or the art-work, or whatever you like to call it. Therefore I say, and stick to it, I saw and heard the God Pan; shortly afterwards I saw and heard Mr. Dolmetsch. (1)


Così scrive il poeta Ezra Pound raccontando il suo incontro con Arnold Dolmetsch.

Mentre Dolmetsch suonava il flauto, Pound vedeva il dio Pan in persona trarre dal suo strumento una musica sconcertante, capace di riportare indietro nel tempo, nell’era della verità.

La testimonianza di Ezra Pound ci fa entrare in contatto in modo diretto con il personaggio ospite di questo mese, con il suo lavoro e con un pezzo di storia volutamente dimenticato dalla cultura ufficiale.

Arnold Dolmetsch, musicista, costruttore di strumenti musicali e appassionato di musica antica vissuto tra la seconda metà dell’ottocento e la prima metà del novecento, ha riscoperto strumenti come il flauto o l’arpa, messi al bando perché rappresentavano una cultura che doveva scomparire.

Ce ne parla Giancarlo Barbadoro nel suo libro IL MIO FLAUTO la mia anima. il flauto è uno strumento con una lunga storia che affonda nel passato mitico dell’umanità, con una diffusione praticamente planetaria, ed è capace di sollecitare stati superiori di coscienza. Il suono del flauto infatti può essere considerato un canto, non condizionato tuttavia dai concetti scaturiti dalla mente dell’interprete, espressi nelle liriche delle canzoni. Può diventare uno strumento di liberazione e non a caso è lo strumento con cui, proprio Giancarlo Barbadoro ha riproposto la Nah-sinnar, l’antica musica del Vuoto, capace di favorire l’esperienza meditativa che libera dal rumore incessante della mente, permettendo di vedere al là del mondo dell’ovvio.

Arnold Dolmetsch


Il flauto dolce viene valorizzato dalla cultura centro-europea intorno al XIV secolo e riesce a trovare la sua massima popolarità nel Rinascimento. Nell’Ottocento viene poi parzialmente dimenticato e quindi sostituito dal flauto detto traverso. In questa trasformazione del flauto dolce e della sua sonorità intervengono vari fattori. C’è la necessità commerciale legata allo spettacolo con l’impiego di nuovi timbri musicali, ma soprattutto interviene la volontà di scavare un solco tra la tradizione antica europea, popolare e democratica, e la nuova impostazione politica sostenuta dalle case regnanti, totalitarie, emergenti. La moderna notorietà del flauto e la sua riscoperta sono il frutto del movimento della rivalutazione della musica antica guidato da Arnold Dolmetsch in Inghilterra nella prima metà del Novecento, e degli insegnanti del Conservatorio di Bruxelles dove lui insegnava. (2)


Arnold Dolmetsch nasce il 24 febbraio 1858 a Le Mans, in Francia, dove la famiglia si era trasferita dalla Boemia e dove aveva impiantato una fabbrica di pianoforti. Fin da piccolo è a contatto con gli strumenti musicali e probabilmente è qui che si appassiona alla musica e agli strumenti che la producono.

Sceglierà così di studiare musica, prima al conservatorio reale di Bruxelles e poi, dal 1883, al Royal College of Music di Londra dove si laureerà nel 1889.

Sempre a Londra, al British Museum, ha modo di ammirare la vasta collezione di strumenti antichi, che lo incantano e lo inducono a tentare di riprodurli con le sue mani. Così lascia il suo lavoro di insegnante di musica per dedicarsi completamente alla ricostruzione degli strumenti antichi.

Comincia con un liuto e prosegue, con clavicordi, clavicembali e flauti dolci. I suoi strumenti sono apprezzati, e acquistati, da case produttrice di strumenti musicali all’estero.

Fonda una fabbrica nel Surrey dove si producono copie di ogni genere di strumento antico e nel 1915 scrive un libro, The Interpretation of the Music of the XVIIth and XVIIIth Centuries

che diventerà il riferimento di base per l’esecuzione della musica di quel tempo.

Molto attivo nella vita culturale di Londra ha tra i suoi amici, oltre a Ezra Pound, George Bernard Shaw, William Morris, W.B. Yeats e Gabriele D’Annunzio.

Dolmetsch è un ribelle e il suo lavoro in un primo tempo suscita una certa diffidenza ma poi man mano viene apprezzato tanto che nel 1937 riceverà dalla Corona inglese una pensione, per i suoi meriti.

Muore ad Haslemere, nel Surrey, il 28 febbraio 1940.

 

(1) Da “SAGGI LETTERARI 1915 “ di Ezra Pound

(2) Da “IL MIO FLAUTO la mia anima” di Giancarlo Barbadoro – Edizioni Triskel





FEBBRAIO 2022


Animali fantastici e storie celesti


Animali fantastici e storie celesti

Avevamo dedicato una puntata agli animali celesti, cioè alle costellazioni con nomi di animali e questa volta proseguiamo inserendo gli animali fantastici, quelli che compaiono nei miti e che si trovano però anche lassù, nel cielo a narrarci antiche storie. Sono in tutto sette costellazioni, tre delle quali, la Fenice, l’Hydrus e, forse, l’Unicorno, sono state introdotte in tempi relativamente recenti, le altre appartengono invece al gruppo di quarantotto costellazioni riconosciute da Tolomeo. Vediamo ora dove si trovano e che cosa possono raccontarci.


CENTAURO

Il Centauro è una delle costellazioni più brillanti ed estese del cielo ed è visibile per intero dall'emisfero sud e dalle basse latitudini settentrionali.

Era nota ai Greci e ai Romani perché a quel tempo era interamente osservabile anche dalle latitudini temperate medie. La precessione degli equinozi l’ha resa man mano meno visibile dall’emisfero settentrionale.

Prende il nome dai mitici Centauri, esseri metà uomini e metà cavalli ed in particolare da Chirone, figlio di Crono, re dei Titani e della Ninfa marina Fillira. Crono, sorpreso dalla moglie Rea mentre era con Fillira, si trasformò in cavallo per fuggire veloce. Da quell’amore veloce nacque Chirone che divenne un adulto saggio, esperto nella musica e nelle arti mediche. Sarà il maestro di Ascelpio, il grande guaritore.

Colpito per errore da una freccia avvelenata di Ercole rinuncerà all’immortalità per non dover soffrire in eterno e verrà messo tra le stelle.


DRAGO

Il Drago o Dragone è una  delle costellazioni più grandi della volta celeste e si trova a Nord, tra le due Orse. La testa del Drago è composta da quattro stelle. Tra le due più luminose c’è Eltanin, la stella che consentì a James Bradley di scoprire, nel 1725, il fenomeno dell’aberrazione della luce,  una delle prime prove della rotazione della Terra attorno al Sole.

Come Chirone anche il grande Drago morì per mano di Ercole. Una delle dodici fatiche dell’eroe consisteva nel rubare le mele d’oro del Giardino delle Esperidi che il Drago difendeva. Ercole riuscì ad ucciderlo ed Era lo pose nel cielo tra le stelle a simboleggiare l’eternità, la conoscenza e la vigilanza.


Animali fantastici e storie celesti

FENICE

La Fenice è stata introdotta dai navigatori danesi Pieter Dirkszoon Keyser e Frederick de Houtman, e ufficializzata nel 1603 da Johann Bayer nella sua opera Uranometria.

È caratteristica dei cieli del sud. La sua stella più brillante è Ankaa, che forma, con Fomalhaut del Pesce Australe e Deneb Kaitos della Balena il grande triangolo dei cieli meridionali.

La Fenice è completamente invisibile per chi vive sopra il 50º parallelo dell'emisfero nord. Caratterizza invece i cieli di primavera e inizio estate in Australia e Africa del Sud.

La Fenice è associata con lo sciame meteorico delle Fenicidi che incontra la Terra a dicembre.

La Fenice è l’uccello del sacro fuoco. Vive un tempo lunghissimo se confrontato alle nostre vite, e quando sente arrivare la morte cerca un luogo nascosto in cui costruire un nido di rami profumati in cui adagiarsi aspettando che i raggi del sole lo incendino per morire tra le fiamme, cantando una dolcissima canzone. La Fenice però, dopo nove giorni rinasce dalle sue ceneri. La Fenice è un bellissimo simbolo di morte e rinascita celebrato da molte culture diverse. Greci, latini, egizi, arabi, ebrei, cristiani e giapponesi fanno riferimento a questo mito dalle origini antichissime.


HYDRA

L’Hydra o Idra è la più estesa delle costellazioni attualmente riconosciute, si snoda per un quarto di cielo ma le sue stelle non sono molto appariscenti, salvo Alphard, la solitaria, che è facilmente individuabile.

Il gruppo di stelle della testa formano un pentagono irregolare e si trovano a sud del Cancro. Alphard ne costituisce il cuore e, procedendo verso sud, l’Hydra si insinua fra Vergine, Corvo e Centauro, fino a terminare vicino alla Bilancia.

Si può osservare per intero nelle sere fra marzo e giugno, bassa sull'orizzonte. Dall'emisfero sud la sua visibilità è leggermente maggiore.

L’Hydra era figlia del mostro Tefeo e di Echidna, una creatura metà donna e metà serpente. L’Hydra aveva molte teste, emanava un odore tremendo e faceva razzie tra gli armenti nei territori intorno alla palude di Lerna in cui viveva.

Morì anche lei a causa di Ercole, che riuscì ad annientarla con l’aiuto del suo cocchiere Iolao.


HYDRUS

L'Hydrus o Idra Maschio o Serpente di Mare è una costellazione meridionale minore. Compare ufficialmente nell’Uranometria di Johann Bayer del 1603, e non deve essere confusa con la più antica e famosa Idra.

È situata tra la Grande e la Piccola Nube di Magellano. Le sue stelle più appariscenti formano un triangolo. Il periodo più indicato per la sua osservazione nel cielo serale è quello dei mesi compresi fra ottobre e febbraio dall'emisfero australe; da quello boreale è visibile per intero solo a pochi gradi dall'equatore, mentre è totalmente invisibile a nord del Tropico del Cancro.

Sembra che a dare alla costellazione il nome Hydrus sia stato lo stesso Bayer che voleva considerarla una sorta di prolungamento nell’emisfero Sud della più antica e nota Hydra dell’emisfero Nord.

Secondo alcuni invece il nome venne scelto considerando la sua vicinanza all’Eridanus, identificandola così come Serpente d’acqua. Questa seconda ipotesi sarebbe legata alla possibile scoperta della costellazione da parte del cartografo Petrus Plancius che la notò osservando le mappe di alcuni esploratori olandesi e la registrò come Whaterslange/Hydrus.

Questo serpentone di stelle forse si rifà al mito dell’Idra o forse è un animale acquatico.


Animali fantastici e storie celesti

PEGASO

Pegaso è una grande costellazione del cielo boreale. Le sue tre stellepiù brillanti, formano, con Sirrah, la stella più luminosa di Andromeda, il famoso Quadrato di Pegaso, una figura facilmente riconoscibile nel cielo dell’emisfero Nord, anche dalle aree urbane.

Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale è fra luglio e gennaio. Dall'emisfero nord è una delle più classiche figure del cielo delle notti autunnali, quando Pegaso si presenta alta nel cielo assieme a Cassiopea. Dall'emisfero sud la sua visibilità è leggermente ridotta.

Il nome Pegaso deriva dal greco πηγή (peghé), che significa sorgente. Il mitico cavallo alato nacque infatti dalla fonte dell'oceano. La sua nascita avvenne quando Perseo uccise Medusa. L'eroe gli salì in groppa e corse verso l'Oriente, per tornare a casa. Durante questo viaggio salverà la bella Andromeda dal mostro che stava per divorarla e la porterà con sé. Pegaso venne poi affidato a Bellerofonte che lo domò e lo cavalcò compiendo mille e mille imprese. Quando Bellerofonte morì, il cavallo salì in cielo a servire gli dei e fu posto tra le stelle.


UNICORNO

L’Unicorno è una debole costellazione del cielo invernale; la sua posizione, prossima all'equatore celeste, la rende visibile dalla maggior parte di entrambi gli emisferi terrestri.

Quasi invisibile ad occhio nudo è però molto ricca di oggetti galattici come ammassi stellari e nebulose perché è attraversata da un tratto debole ma esteso del piano della Via Lattea. È vicina a tre brillantissime costellazioni, Orione ad ovest, il Cane Minore a nordest e il Cane Maggiore a sud. Insomma è poco visibile ma non difficile da rintracciare.

Il periodo più propizio per la sua osservazione nel cielo serale è fra dicembre e aprile, in cui è visibile dopo il tramonto; la sua posizione, a cavallo dell'equatore celeste, fa sì che la si possa osservare da entrambi gli emisferi della Terra. All'equatore può essere osservata allo zenit.

Si ritiene che questa costellazione sia stata introdotta dall'astronomo e teologo danese Petrus Plancius nel 1613, e che sia stata chiamata Unicorno da Jakob Bartsch nel 1624. Gli astronomi Wilhelm Olbers e Ludwig Ideler ritengono però che la costellazione sia molto più antica, perché appare già in carte del 1564 e lo storico Joseph Scaliger l'ha individuata persino su carte celesti degli antichi Persiani.

L'unicorno è una creatura leggendaria simile ad un cavallo con un singolo corno, spiraleggiante, posto sulla fronte. Questo animale è simbolo di castità e purezza.


Per chi ama gli animali fantastici e leggendari, Radio Dreamland propone Animali ed enigmi, trasmissione condotta da Elio Bellangero che va in onda il sabato sera alle ore 21.

www.radiodreamland.it


Previsioni per il mese

Acquario: Fuori dalla nebbia: Vieni da un periodo austero ma a piccoli passi stai conquistando una nuova possibilità. Da metà mese in poi tutto si farà più semplice e, soprattutto nella sfera dei rapporti umani, potrai avere delle belle soddisfazioni.

Pesci: Et voilà: Forse un po’ sonnacchioso l’inizio del mese ma, con il passare dei giorni, il cielo si farà sempre più favorevole e ciò che era abbozzato si delineerà, ciò che era sognato si concretizzerà, ciò che era progettato prenderà forma.

Ariete: Cammina cammina: Gennaio è stato significativo ma ha richiesto parecchie energie. Ora potrai camminare più spedito anche se dovrai assumerti parecchie responsabilità.

Toro: Passione: È tempo di mettere in pratica i risultati delle valutazioni fatte il mese scorso e procedere verso gli obiettivi che ti appassionano.

Gemelli: Fai un salto: La pausa del mese passato ti ha portato a guardarti dentro. Ora è il momento di fare un salto verso una dimensione nuova, forse all’esterno ma soprattutto dentro di te.

Cancro: Mondo fluido: Periodo in cu i l’intuizione vorrà guidarti nelle scelte, nei cambiamenti e nelle opportunità che si presenteranno. Il mondo intorno a te ti sembrerà fluido come l’acqua e ti piacerà nuotarci dentro.

Leone: Ottimismo: La tensione si sta allentando e lascia spazio ad un po’ di ottimismo ma non si è ancora sciolta completamente. Devi attendere ancora perché i risultati delle tue azioni si evidenzino completamente.

Vergine: Trasformazione: Le situazioni si modificano a tuo vantaggio e aprono a trasformazioni significative non solo all’esterno ma anche dentro di te.

Bilancia: Torna la luce: Già dai primi giorni del mese tutto ti sembrerà più chiaro. Vedrai dove vuoi andare, come e con chi arrivarci. È un percorso che si rivela concreto ma parte da una crescita interiore.

Scorpione: Nuovi mondi: Esci da un periodo ricco ma complicato e hai bisogno di ripulirti per accogliere il nuovo in semplicità e tranquillità. Ti rimetterai in gioco soprattutto nei rapporti con gli altri.

Sagittario: Relazioni positive: Subito dopo l’inizio del mese una nuova chiarezza si farà strada dentro di te e ti mostrerà dove vuoi andare davvero. Saranno importanti anche le persone intorno a te, che sapranno condividere e supportare i tuoi obiettivi.

Capricorno: Ricchezza: Ancora un mese molto positivo e ricco di opportunità sia pratiche che di crescita interiore. Stai andando alla grande.


Un personaggio dell'Acquario: Bernard Elliot Rollin


Bernard Elliot Rollin

Il nostro comportamento verso gli animali è l'ultima frontiera morale, il test decisivo della nostra umanità, lo specchio grazie al quale è possibile guardare più profondamente nelle nostre anime.


Bernard Elliot Rollin è considerato il padre dell’etica veterinaria ed è stato tra i primi a parlare di coscienza animale. Filosofo e Professore di filosofia, scienze biomediche, bioetica e scienze animali alla Colorado State University, ha dedicato la sua vita a modificare l’ottica con cui gli esseri umani, o almeno gran parte di essi, guarda al mondo animale. Autore di ben diciassette libri (il primo Animal Rights and Human Morality  è del 1981) e più di cinquecento articoli si è schierato sempre contro l’utilitarismo che caratterizza i rapporti degli umani con gli altri animali.

Tra suoi libri tre sono pubblicati in italiano: Diritti degli animali ed etica umana, Il lamento inascoltato. La ricerca scientifica di fronte al dolore e alla coscienza animale e Gli altri animali. Scienza ed etica di fronte al benessere animale.

Bernard Elliot Rollin nasce a Brooklyn, New York, il 18 febbraio 1943, sotto il segno dell’Acquario di cui interpreta lo sguardo verso il futuro e l’ideale di un mondo più giusto per tutti.

Studia filosofia presso il City College e si laurea nel 1964. Nel 1969 entra a far parte del Dipartimento di Filosofia della Colorado State University e nel 1972 consegue il Dottorato di ricerca in filosofia alla Columbia University.

Si specializza in Diritto degli animali e Filosofia della coscienza e propone alla Colorado State University un corso di elica medica veterinaria. Il corso viene tenuto per la prima volta nel 1978 e diventa poi obbligatorio per quella facoltà.

Tra i primi a richiedere una riforma sull'impiego degli animali a scopo didattico nella chirurgia e durante le esercitazioni di laboratorio nelle scuole di medicina veterinaria, scrive: Per quanto la raison d'être essenziale della professione veterinaria sia la salute degli animali, essa ha trascurato il proprio dovere di porsi alla testa delle cause per il benessere degli animali. La discussione sull'etica e i diritti degli animali è stata praticamente assente nell'ambito della medicina veterinaria organizzata.

Oltre ai suoi contributi in campo universitario, Rollin partecipa anche a diverse iniziative mirate al miglioramento della condizione degli animali.

Diventa membro del Consiglio consultivo di esperti scientifici (SEAC) per l’ente australiano Voiceless, pubblicando, con altri accademici di tutto il mondo, ricerche che denunciano i soprusi legalizzati nei confronti degli animali. Entra nel consiglio di Farm Forward, organizzazione che promuove strategie innovative per la riduzione della sofferenza degli animali d'allevamento e l’incremento dell'agricoltura sostenibile.

Bernard Elliot Rollin

Nel 1985 partecipa alla stesura degli emendamenti alla legge sul benessere degli animali. Proprio a proposito della legislazione afferma che nonostante le migliori intenzioni, gli animali sono sempre stati visti, sotto il profilo legislativo, come proprietà; gli animali sono o proprietà di individui o, nel caso degli animali cosiddetti "selvatici" o randagi, proprietà comune. Agli occhi della legge, gli animali sono un possesso umano, che il proprietario può trattare più o meno come vuole. Non sorprende, dunque, che tutte queste leggi si siano fondate su considerazioni di tipo utilitarista, o su considerazioni relative al maggior bene per il maggior numero di persone, dove però era la comunità umana a fungere quale gruppo di riferimento per il calcolo dell'utilità o dei benefici.

E ancora: Le leggi che regolano il trattamento degli animali devono essere scritte non nei termini utilitari propri degli umani, ma nel linguaggio dei diritti, vedendo negli animali oggetti di considerazione morale e relegando sullo sfondo gli interessi utilitari degli umani. Questa, come si è visto, è la forza di ogni discorso sui "diritti". Tali leggi devono riguardare i diritti fondamentali che spettano a un qualsiasi oggetto di considerazione morale – il diritto alla vita, il diritto a essere protetto dalla sofferenza, il diritto di realizzare la propria natura.

Nel 2012 Rollin contribuisce alla realizzazione del film The Superior Human? Dove ribalta la concezione cartesiana, che vede gli animali come meccanismi senz’anima e che sta alla base dello specismo.

Nel 2019, dopo cinquant’anni di collaborazione, si ritira dalla Colorado State University.

Bernard Elliot Rollin muore il 19 novembre 2021 a Fort Collins, in Colorado, all'età di 78 anni.





GENNAIO 2022


Carte magiche per un nuovo anno


Carte magiche per un nuovo anno

Prepariamoci a questo nuovo anno come se fosse un gioco in cui possiamo usare le nostre carte migliori e per farlo ci procuriamo le antiche lamine dei Tarocchi.

Come molti sanno i Tarocchi sono un mazzo di carte particolare, usato tanto nelle vecchie osterie per fare una partita tra amici quanto dagli indovini per leggere il futuro.

Il mazzo completo è costituito da settantotto carte suddivise in quattro semi, rispettivamente denari, bastoni, spade e coppe, ognuno dei quali ha quattordici carte, dall’asso al dieci più quattro figure alle quali si aggiungono i ventidue misteriosi arcani maggiori.

I Tarocchi sono un mazzo di carte molto particolare tanto che possiamo accostarlo alle leggende e ai miti. Come questi infatti si rivela come una specie di contenitore che racchiude un messaggio, un sapere derivato da un’esperienza profonda vissuta dall’umanità.

Nel suo libro I TAROCCHI E IL SEGRETO DELLA RUOTA D’ORO Giancarlo Barbadoro ci racconta come grazie al loro aspetto innocuo di gioco di società, queste lamine siano state capaci di veicolare in tempi difficili un messaggio di libertà e di crescita spirituale per chi aveva la chiave per interpretarlo. I ventidue arcani maggiori disposti in cerchio rappresentano il cerchio della vita che inizia con il mistero della nascita e si conclude con il mistero della morte ma anche le tante morti e rinascite che ognuno incontra lungo il sentiero della sua vita.

I Tarocchi sono degli oggetti che abbiamo accanto, ma ai quali non sappiamo dare una collocazione; ci accompagnano ma non sappiamo dare loro un’origine, scrive Barbadoro nella prefazione del suo libro. Ci segnano nella nostra storia e possono servire come un riferimento, come uno specchio dell’anima per dar vita ad una sorta di divinazione, un contatto con l’inconscio che riesce a leggere situazioni che normalmente ci sfuggono, e alle volte prevedere il futuro. Possono servire anche come riferimento di una filosofia naturale che può accompagnare l’uomo dandogli dei suggerimenti.

Il nostro passato è stato segnato dal passaggio di creature misteriose che hanno fatto un dono all’umanità. – scrive ancora Barbadoro - Secondo la tradizione druidica il dono si traduce in ventidue archetipi che riflettono tutti i fenomeni psicologici, fisici e storici che ciclicamente si verificano nel nostro mondo. I Tarocchi sono quindi un libro che ci permette di guardare oltre l’apparenza degli eventi per riconoscerne la vera natura e di rapportarci ad essa.

Oggi qui, augurando un anno felice a i nostri lettori, tenteremo di utilizzare le lamine dei Tarocchi per trarne suggerimenti per questo tempo che sta arrivando. Per ogni Segno zodiacale, accompagneremo le previsioni astrologiche con un consiglio per il nuovo anno ottenuto estraendo una carta.


Carte magiche per un nuovo anno

CAPRICORNO

Chi ben comincia… Il 2022 inizia per te in modo molto dolce, tenero e positivo e poi continua con vari regalini fino a fine anno. Puoi essere contento e dedicarti alle tue attività preferite e alle persone a cui vuoi bene.

La tua carta dell’anno è la Forza che indica coraggio e calma due elementi importanti che caratterizzano un atteggiamento positivo verso le esperienze che dovrai affrontare.

ACQUARIO

Fare sul serio. Ti aspetta un anno “serio”. Solitamente i Segni d‘aria si distinguono per la loro velocità, estrosità e socialità ma questo 2022 ti porterà a guardare dentro di te e dentro le situazioni per cogliere l’essenza più vera.

La tua carta dell’anno è il Giudizio: manifesta apertamente ciò che scopri dentro di te e intorno a te, naturalmente con le persone di cui ti fidi.

PESCI

Fortuna in arrivo. Le stelle ti sorridono quest’anno! Con Giove amico non si possono fare che buoni pronostici, quindi approfitta di questo tempo per essere felice e condividere la tua felicità con tutti quelli a cui vuoi bene.

La tua carta dell’anno è l’Imperatrice che rappresenta la generosità e la fecondità di questo periodo nei tuoi confronti.

ARIETE

Preparati a volare. I tuoi primi passi in questo nuovo anno saranno timidi ma dalla primavera in avanti troverai nuova forza, nuove opportunità, nuova passione fino a spiccare il volo.

La tua carta dell’anno è gli Amanti che ti invita a proseguire sulla strada che hai scelto liberamente.

TORO

Voglia di libertà. Sentirai nascere dentro di te una forte spinta a liberarti di tutto ciò che percepisci come pesante e fermo. Dall’esterno ti arriveranno stimoli imprevisti a scompigliare le carte che avevi posizionato con cura ma questo non ti preoccuperà, anzi lo sentirai come una conferma ai tuoi bisogni più profondi.

La tua carta dell’anno è la Ruota della Fortuna: la spontaneità e il buonumore saranno gli “oggetti magici” che ti aiuteranno in ogni occasione.

GEMELLI

Seriamente parlando. Ti troverai a sperimentare una dimensione meno “aerea” del solito, più concreta ed essenziale, che potrà rivelarti cose nuove di te e di ciò che hai intorno. Attento a non dare troppo peso ad emotività che lasciano il tempo che trovano.

La tua carta dell’anno è le Stelle che ti invitano a manifestare la tua sensibilità e la tua compassione nei confronti degli altri esseri, umani e non, che convivono con te.

CANCRO

Respiro libero. Si prospetta un bell’anno per te, praticamente sotto ogni aspetto e potrai tirare un sospiro di sollievo per l’uscita da periodi non sempre facili. Quindi goditelo!

La tua carta dell’anno è il Sole che parla di realizzazione degli obiettivi, serenità d’animo e fratellanza nei rapporti con gli altri.

Carte magiche per un nuovo anno

LEONE

Maturità e forza saranno le frecce al tuo arco per quest’anno. Non avrai molti aiuti dall’esterno e quello che vuoi ottenere dovrai conquistarlo con le capacità e le energie che certo non ti mancano.

La tua carta dell’anno è l’Eremita che ti ricorda che il saggio sa usare l’esperienza del passato per costruire con attenzione il suo futuro.

VERGINE

Doni inattesi. Ti verrà spesso di fare il lupo solitario e di essere poco conciliante con chi ti è vicino eppure ti arriveranno, completamente imprevisti, dei regali dall’esistenza, sotto forma di nuovi amici, nuove esperienze o nuove consapevolezze.

La tua carta dell’anno è il Papa che ti suggerisce di osservare con occhi attenti ciò che hai intorno per uscire dalle idee preconcette e fare esperienza diretta della vita.

BILANCIA

Tutto da approfondire. Scoprirai nuove cose, persone, idee e opportunità, tutte da capire e farne tesoro. Sarà un anno che ti arricchirà e ti cambierà anche un poco, dando un senso nuovo ai tuoi rapporti con gli altri con i quali saprai andare oltre la superficie dietro alla quale spesso ti nascondi.

La tua carta dell’anno è il Bagatto che ti fa prendere atto del tuo esistere insieme ad una moltitudine di altri esseri e fenomeni tutti da scoprire.

SCORPIONE

Creatività e voglia di giocare. Non tutto sarà facile quest’anno, ma a te, che ami la lotta e i contrasti a forti tinte, questo non dispiacerà per niente, anzi saprai trovarlo emozionante e perfino divertente. A conti fatti risulterà un anno creativo e produttivo in tutti gli ambiti della tua vita.

La tua carta dell’anno è la Giustizia che ti sollecita ad andare oltre l’individualismo per trovare l’equilibrio nel dare e ricevere esperienza.

SAGITTARIO

La bella estate. Un inizio d’anno che potremmo definire sobrio lascerà il posto, da maggio a ottobre ad un periodo davvero favorevole e tutto da godere, concludendo poi con gli ultimi mesi pieni di energia e voglia di metterti in gioco.

La tua carta dell’anno è il Mondo che ti parla di successo nella realizzazione dei tuoi obiettivi.


Per approfondire

Il libro di Giancarlo Barbadoro – I TAROCCHI E IL SEGRETO DELLA RUOTA D’ORO – Edizioni Triskel

è in vendita alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino

o al sito www.triskeleditions.com anche in versione e.book

Inoltre potrete leggere un bell’articolo sull’argomento su Shan Newspaper clickando qui:

http://www.shan-newspaper.com/web/esoterismo/129-i-tarocchi-e-lalbero-della-vita.html



Previsioni per il mese

Capricorno: Fiorire: Avrai a disposizione energia da vendere, belle situazioni da vivere e novità interessanti da esplorare. Sarà per te una primavera dell’anima!

Acquario: Sostare: Non è il momento per iniziare nuove imprese, meglio curare la situazione che hai senza cedere ad inutili nervosismi. Hai la capacità di guardare con chiarezza ciò che accade intorno a te.

Pesci: Valutare: Intuizione, chiarezza e tempismo ti consentono di avere un quadro preciso di quello che stai vivendo, sia dentro di te che con gli altri. Queste valutazioni saranno preziose per il prossimo futuro.

Ariete: Rinascere: Ti aspetta un mese positivo che ti invita a rimetterti in gioco lasciandoti alle spalle tutto ciò che di “vecchio” ha ancora, in qualche modo, presa su di te.

Toro: Attendere: A volte è necessario fermarsi un attimo prima di ripartire. Hai delle ottime capacità e opportunità di concretizzare buone cosa ma devi aspettare un attimo e valutare con attenzione i passi concreti da fare.

Gemelli: Resistere: Attenzione ai colpi di testa dettati da valutazioni poco lucide influenzate da forte emotività. Sii cauto e fermo nelle decisioni.

Cancro: Scegliere: Buone idee e buone opportunità troveranno terreno fertile per evolversi ed espandersi. Scegli con cura tra quelle che si presenteranno le migliori per la tua crescita personale.

Leone: Osservare: Non è il momento dell’azione ma piuttosto quello di osservare con attenzione quello che accade intorno a te per capire bene quali sono gli elementi in gioco.

Vergine: Rilassarsi: Molte novità si stanno preparando ma ora sono come semi in attesa di germogliare. Non è ancora il tempo di iniziare cose nuove ma piuttosto quello di attendere dedicandosi al proprio benessere.

Bilancia: Respirare: Gennaio un po’ strano e contrastato ti fa venire voglia di scappare e respirare aria libera. La tensione si scioglierà naturalmente con il passare dei giorni e l’arrivo di febbraio.

Scorpione: Osare: Il trend del mese scorso continua e ancora ti troverai coinvolto in molti eventi, situazioni, emozioni e riflessioni. Ti chiederai spesso qual è la strada migliore da imboccare. Le stelle ti consigliano di buttarti perché ne trarrai comunque esperienze interessanti.

Sagittario: Prepararsi: La primavera ti porterà opportunità e cambiamenti interessanti, per ora il consiglio è quello di prepararti a questi mutamenti accettando di cambiare dentro di te.


Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro e i ventidue passi del sentiero che porta all’infinito


Giancarlo Barbadoro

A inizio d’anno vogliamo rendere omaggio ancora una volta a Giancarlo Barbadoro, Indimenticabile fondatore e direttore di Shan Newspaper, giornalista, scrittore, poeta, musicista e sciamano, che ci ha lasciati nel 2019.

Per tutta la vita Giancarlo ha lavorato a far diventare realtà il sogno di un mondo felice dove umani e non umani potessero convivere insieme in armonia, sotto lo stesso cielo stellato, dentro lo stesso mistero che ci fa esistere.

La sua determinazione era alimentata dall’esperienza senza tempo della Tradizione ancestrale dell’umanità con cui era entrato in contatto, fin da ragazzino, incontrando esponenti delle famiglie celtiche del territorio. In quella cultura ed esperienza viva, anche se apparentemente invisibile, Giancarlo era cresciuto e aveva poi deciso di farne dono a tutti i ricercatori di infinito, cioè a tutti coloro che non si accontentano dell’ovvietà, che cercano risposte sul senso della vita, che sentono il richiamo del trascendente.

Giancarlo aveva sintetizzato nell’ecospiritualità la proposta tradizionale. Noi tutti viviamo dentro un mistero che ci permette di esistere, e con “tutti” non si intende solo riferirsi agli esseri umani ma a tutti i viventi, di qualsiasi specie, comprese le possibili creature di altri mondi e la stessa Madre Terra che ci fa nascere e ci alimenta. Tutti hanno diritto a vivere, ad essere liberi, a crescere spiritualmente ed è possibile farlo grazie alla Tradizione a cui fanno riferimento i popoli naturali, che raccoglie e conserva nel tempo tutto il bagaglio di esperienze vissute e codificate dall’umanità.

Di questo bagaglio fa parte la meditazione come strumento di liberazione e crescita spirituale.

Carte magiche per un nuovo anno

Di questo immenso bagaglio fanno parte i ventidue archetipi che sono rappresentati negli arcani maggiori dei Tarocchi e che si configurano come ventidue passi di un cammino che porta a sottrarsi al plagio della società maggioritaria e a quello delle esperienze limitate su cui si basano le nostre emozioni e le nostre elaborazioni mentali per essere finalmente quello che siamo in realtà: porzioni di mistero che dialogano tra loro, partecipano alla vita e danzano nel vento dell’esistenza per diventare vento nel vento.

Giancarlo ha scritto I TAROCCHI E IL SEGRETO DELLA ROTA D’ORO per dare l’opportunità di entrare in contatto con la cultura millenaria attraverso un oggetto, il mazzo dei Tarocchi, che sembra essere così “normale” ed invece nasconde un vero e proprio tesoro e per molti può essere

l’opportunità di aprire la porta su un mondo nuovo, contemporaneamente antichissimo e proiettato nel futuro.

Per dare corpo al suo sogno di contribuire alla rinascita di questo pianeta, ormai da troppo tempo travagliato da violenze e soprusi di ogni genere, Giancarlo ha proposto l’Ecospiritualità come soluzione accessibile a tutti coloro che vogliono sinceramente il cambiamento, è sceso anche nello specifico del come fare per attuare questo cambiamento. Le rivoluzioni violente causano sangue, sofferenze e ferite difficili da guarire, ma se la rivoluzione avviene dentro ogni singolo individuo che potrà unirsi ad altri come lui, il cambiamento avverrà naturalmente e il mondo sarà davvero migliore per tutti.

Finalmente, dopo le tenebre ci sarà la luce come Giancarlo ripeteva sempre.







DICEMBRE 2021


La musica delle stelle


La musica delle stelle

Abbiamo cominciato l’anno con la Leggenda del flauto e lo chiudiamo ora con la musica delle stelle, una musica speciale, la Nah-sinnar, la musica del Vuoto che, secondo il mito, venne donata agli uomini da esseri che venivano dal cielo e che noi conosciamo grazie a Giancarlo Barbadoro che l’ha appresa, come lui stesso racconta nel suo libro Il mio flauto la mia anima, dai druidi bretoni nella foresta di Broceliande. Nei concerti e nei cd l’ha eseguita con le tastiere e soprattutto con il flauto che sembra essere lo strumento perfetto per proporre questo tipo musica. La Nah-sinnar è la musica della natura e come tale va ascoltata, come il suono della risacca del mare, come il soffio del vento, rilassa il corpo, pulisce la mente, fa sentire in sintonia con la natura stessa e con il suo mistero.

Tanto La leggenda del flauto quanto la Nah-sinnar appartengono all’immenso bagaglio culturale della Tradizione ancestrale dei Nativi europei. Sono dei veri e propri doni per chi, in questo tempo storico, si sente un viandante alla ricerca di se stesso, del senso della vita e della possibilità di costruire un mondo diverso, senza la violenza e l’ingiustizia che si incontrano ogni giorno, dove poter condividere fratellanza, libertà e gioia di vita alla luce della conoscenza e della maturità acquisite.

La musica delle stelle

Siamo nel periodo delle feste, quello in cui si fanno e si ricevono i regali e la musica delle stelle, la Nah-sinnar, è davvero un regalo prezioso, fatto da un uomo che ha dedicato la sua vita a liberare dalle catene dell’ingiustizia, della sofferenza e dell’ovvietà più esseri possibili indipendentemente dalla specie di appartenenza.

Giancarlo ha voluto fare questo dono ai viandanti alla ricerca del Graal di questo tempo perché possano usarlo per trovare loro stessi e costruire insieme un mondo migliore per tutti.

Può una musica migliorare il mondo? In questo caso sì. La Nah-sinnar infatti non è una musica qualsiasi. La sua particolare struttura produce, in chi si lascia pulire dalle sue note, un naturale rilassamento del corpo, uno sciogliersi degli affanni e dei problemi mentali e un affacciarsi semplice e tranquillo alla dimensione del Silenzio che permette di entrare in contatto con la vera realtà, quella che sta oltre l’apparenza del sogno quotidiano in cui siamo immersi.

È l’inizio di un viaggio che può cambiare sostanzialmente la qualità della propria vita e consentire la costruzione di un mondo davvero migliore con gli altri viandanti sullo stesso sentiero posto tra cielo e terra.
La Nah-Sinnar è una musica per meditare, per sperimentare stati di coscienza superiori, alla ricerca della propria reale natura e della sintonia completa con il piano reale dell’esistenza da cui trarre effettivo benessere e gioia di vita.


Per approfondire

http://www.giancarlobarbadoro.net/musica.html

http://www.shan-newspaper.com/web/tradizioni-celtiche/480-il-potere-della-nah-sinnar-la-musica-della-natura.html

Il libro di Giancarlo Barbadoro - IL MIO FLAUTO la mia anima – Edizioni Triskel è in vendita alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino o al sito www.triskeleditions.com anche in versione e.book



Previsioni per il mese


Sagittario: Energia: Dicembre ti regala una grande energia che potrai usare come vuoi. Non essere però troppo intransigente con chi ti sta vicino ma non prova quello che provi tu.

Capricorno: Ricchezza: Un mese davvero ricco di doni per te questo dicembre! Goditelo appieno e festeggia.

Acquario: Continuazione: Quello che hai vissuto il mese scorso continua e sarà ancora il tuo mondo interiore il fulcro delle esperienze che vivrai. È un periodo importante per la tua maturazione e puoi sfruttarlo al meglio.

Pesci: Comunicare: Dicembre ti invita a comunicare con gli altri ad avere relazioni profonde, a stringere rapporti di amicizia. Sarà bello costruire qualcosa di significativo con chi ti è caro.

Ariete: Sensibilità: In questo mese emergerà il tuo lato più sensibile e tenero che a volte ti coglierà all’improvviso e ti farà sentire un po’ “spiazzato”. Sarà però l’occasione di conoscere meglio una parte di te che non mostri spesso.

Toro: Nuovi mondi: Un mese un po’ “spettinato” ti aprirà nuove strade e nuove occasioni, spesso molto diverse da quelle a cui sei abituato o che ti danno sicurezza.

Gemelli: Fermezza: Questo periodo sarà per te un po’ bizzarro, un po’ destabilizzante e ti chiederà fermezza per poter procedere sulla strada che hai scelto. La razionalità e la capacità di riflettere saranno le tue carte vincenti.

Cancro: Distacco: Cerchi di guardare avvenimenti e persone con un certo distacco, sperimentando un modo diverso dal solito di considerare le cose.

Leone: Senso pratico: Dicembre ti porta ad agire in modo concreto e semplice nelle situazioni in cui ti trovi e con le persone che ti sono vicine trovando soluzioni pratiche ed efficaci.

Vergine: Equilibrio: Sono cambiate delle cose dentro di te ed ora stai cercando un equilibrio nuovo.

Bilancia: Complessità: Un periodo ricco di stimoli e di riflessioni profonde che porterà a cambiamenti soprattutto dentro di te.

Scorpione: Contrasti: Molti eventi ti coinvolgeranno e provocheranno emozioni e riflessioni. Un mese che ti porterà a raggiungere obiettivi ma anche a cambiarli completamente.


Un personaggio del Sagittario: Ludwig van Beethoven


Ludwig van Beethoven

Ludwig van Beethoven non ha bisogno di presentazioni, è riconosciuto compositore geniale, pietra miliare tra classicismo e romanticismo, la cui forza creativa si estende al di là del suo periodo, influenzando tutta la musica successiva. Beethoven è soprattutto la sua musica ma è anche un personaggio dai tratti particolari e interessanti. La passione che pervade la sua vita ne fa una figura romantica. Anche nell’aspetto, per quanto si può vedere nei quadri che lo ritraggono o nelle descrizioni che ne fa chi lo ha incontrato personalmente, come il dottor Wilhelm Mueller, si notano tratti tipicamente romantici. Nella sua apparenza esteriore – scrive Mueller – tutto è possente, rude, in molti aspetti, come la struttura ossea del viso, della fronte alta e spaziosa, del naso corto e dritto, con i suoi capelli arruffati e raggruppati in grosse ciocche. Ma la bocca è graziosa e i suoi begli occhi parlanti riflettono in ogni istante i suoi pensieri e le sue impressioni che mutano rapidamente, ora gentili, amoroso-selvagge, ora minacciose, furenti, terribili.

Lasciamo ai musicisti il commento alla grandezza delle sue opere e ci occupiamo invece di delineare con qualche pennellata il ritratto di questo personaggio nato sotto il Segno del Sagittario da cui eredita il carattere focoso e la tensione a superare il limite, che nel suo caso si concentrerà in modo particolare nel superare la perdita dell’udito, evento drammatico di per sé, ma ancor più per un musicista.

Ludwig van Beethoven nasce a Bonn il 16 dicembre 1770 e fin da bambino mostra il suo eccezionale talento. Il padre, un musicista alcolista e probabilmente anche violento, cerca di fare di lui un bambino prodigio da esibire per ricavarne vantaggi economici ma, sembra, senza grandi risultati.

A soli 10 anni comunque Ludwig comincia a studiare composizione, a 12 pubblica la sua prima serie di variazioni per pianoforte, a 14 è già musicista, a 16 va a Vienna per incontrare Mozart che lo accetta come allievo.

Purtroppo la madre di Ludwig si ammala gravemente e lui deve tornare a casa. Alla morte della madre deve occuparsi dei suoi due fratelli minori mentre il padre sta affondando nella depressione e nell’alcolismo. Può tornare a Vienna solo 5 anni dopo, quando ormai Mozart, che lui venerava, è morto. Sarà Haydn il suo mentore ma il rapporto trai due sarà piuttosto contrastato.

Intanto Ludwig diventa il giovane musicista più ricercato del momento, accolto nei salotti dell’aristocrazia viennese dove stupisce per il suo modo di suonare il pianoforte e per la sua capacità di improvvisare.

Ambizioso, organizzato e tenace nel suo lavoro, impetuoso nelle sue manifestazioni, nello stringere e nel chiudere amicizie, nell’esaltazione e nel crollo dei miti, di lui si raccontano aneddoti che ne sottolineano il carattere.

Si racconta della sua iniziale ammirazione per Napoleone Bonaparte, in onore del quale scrisse l’Eroica, nonostante vivesse grazie al mecenatismo di alcuni nobili che certo non vedevano di buon occhio l’ascesa al potere del generale corso. Rimane fortemente deluso quando Napoleone si autonomina imperatore di Francia e distrugge la dedica che gli aveva fatto.

Si parla della fine dell’amicizia con il principe Lichnowsky, uno dei suoi mecenati, che voleva obbligarlo ad esibirsi per i suoi ospiti. Ludwig non ne vuol sapere e se ne va furibondo, sotto una pioggia martellante, senza mai più tornare indietro, dichiarando: Ci ​​sono molti principi; c'è solo un Beethoven.

Ludwig van Beethoven

Si parla del rapporto burrascoso con suo fratello Karl, del loro litigio in strada ai tempi in cui Karl gli faceva da manager e ancora, alla morte di Karl, della lunga battaglia con la moglie di questi, Johanna, per avere l’affidamento del nipote.

Però il vero dramma con cui Beethoven deve fare i conti, come accennavamo prima, è la sua progressiva perdita dell’udito e la crisi che questa drammatica consapevolezza gli provoca. È molto giovane quando si accorge di cosa gli sta accadendo e arriva anche a considerare il suicidio ma poi decide di prendere il destino per la gola e quindi di continuare a vivere e a suonare.

A proposito della sua lotta si dice che abbia tentato in ogni modo di continuare a “sentire” la musica, ad esempio tagliando le gambe al suo pianoforte in modo tale da avere la tastiera così vicina al pavimento da poter percepire le vibrazioni sonore appoggiandovi sopra l’orecchio. Oppure suonando con una bacchetta di metallo stretta tra i denti in modo da sentire le onde prodotte dalle note, o ancora eseguendo i suoi pezzi dentro una sorta di cabina appoggiata al pianoforte per ottenere l’effetto cassa di risonanza.

Nella sua casa-museo oggi si possono vedere i cornetti acustici usati per ampliare un udito che ormai non funziona più. Gli scarsi risultati ottenuti sono resi evidenti dai segni sui cornetti provocati dell’impatto con i muri contro cui venivano scagliati con rabbia da Ludwig.

Perché il non sentire lo rendeva furioso e scontroso, a volte suo malgrado.

Beethoven morirà dopo una lunga malattia il 26 marzo 1827 e al suo funerale parteciperà un’immensa folla segno che la sua musica aveva toccato il cuore di moltissime persone.

E in effetti il vero Beethoven è proprio lì nella sua musica straordinaria.

E colpisce come queste note nascano da un compositore che intorno a sé percepiva solo il silenzio.

Chissà che ad ispirarlo non fosse proprio il silenzio, oltre il rumore del mondo e quello della sua stessa passione.




NOVEMBRE 2021


Sperando in un mondo migliore


Sperando un mondo migliore

Stiamo vivendo un periodo difficile, ma nel cuore di molti la speranza di un futuro migliore continua a resistere. Non si tratta solo di tornare alla “normalità” dipinta dal ricordo del prima della pandemia, quanto piuttosto di approdare ad un mondo migliore dettato da una maggiore consapevolezza. In questo filone si è inserito, almeno idealmente, il Salone del Libro di Torino, giunto quest’anno alla sua ventitreesima edizione, dedicato alla Vita Supernova.

La supernova – spiega la presentazione dell’iniziativa – è un’esplosione stellare di enorme potenza: con la sua luce può illuminare ciò che altrimenti resterebbe al buio, ma la sua energia ha anche una forza distruttiva. E continua con una domanda interessante: come sarà il pianeta con cui stiamo ricominciando a prendere confidenza dopo un periodo che fino a pochi anni fa sarebbe stato inimmaginabile? Il Salone non si limiterà a riflettere sul passato, osservare il presente e immaginare il futuro: proverà a scandagliare le infinite dimensioni aperte da una stella che esplode, e la Vita Supernova che si può trovare attraversando anche i buchi più neri.
Colpisce come, quando c’è voglia di nuova vita e di speranza ci si rivolga sempre al cielo e che sempre il cielo offra ispirazione come mostra anche la bella illustrazione del manifesto del Salone del Libro di quest’anno, realizzata da @elisaseitzinger, che rivela anche una connotazione astrologica.

Proprio nell’ottica della speranza in un mondo migliore e del cambiamento di mentalità che può portare a concretizzarlo, l’editrice Triskel ha presentato al Salone tre libri che propongono un approccio nuovo al rapporto tra umani e altre specie viventi.

Il primo in ordine di presentazione è stato Michelle indaga, di Annamaria Bonavoglia, una bella storia fantasy che parla del mondo magico in cui gli animali vivono, quasi parallelo al nostro ma con un contatto più diretto con il senso profondo della vita. Il libro racconta della gatta Michelle, impegnata a risolvere casi che si sviluppano su più dimensioni dello spazio-tempo. Michelle si muove sicura tra il mondo visibile e quello invisibile a difesa dei suoi amici umani, i musicisti del LabGraal, aiutata da altri gatti come lei capaci di cogliere ciò che avviene tra le pieghe dell’apparenza. Se ne è parlato allo stand delle Edizioni Triskel sabato 16 ottobre, dove l’autrice è stata intervistata da Rosalba Nattero. il racconto ha uno sfondo animalista, afferma Annamaria Bonavoglia, ed è un messaggio di speranza per tutti coloro che hanno a cuore la sorte dei “senza voce” e portano avanti l’idea dell’amore tra tutti i viventi.

Sperando un mondo migliore

Il secondo libro presentato è stato Il dolore degli innocenti - il destino degli animali minori di Enrico Moriconi, medico veterinario e garante dei Diritti degli Animali della Regione Piemonte. Il testo evidenzia le drammatiche condizioni in cui sono costretti a vivere e a morire gli animali che meno ci somigliano e appartengono a specie considerate inferiori, come i pesci, i rettili, gli insetti. La presentazione è avvenuta nello stesso giorno presso lo stand del Sistema Bibliotecario Valsusa. Nel dialogo dell’autore con Rosalba Nattero sono stati toccati argomenti di grande spessore quali la crescita della sensibilità nei confronti degli animali, la grande differenza che ancora esiste tra gli animali che vivono nelle nostre case e quelli definiti “da reddito”, che cosa significhi e che cosa comporti la definizione di “esseri senzienti”, se abbia un senso fare esperimenti per dimostrare che gli animali sentono dolore. E ancora, perché sia ampiamente accettato che la caccia sia una pratica feroce mentre non si parla della crudeltà della pesca o perché non venga tenuto presente che gli animali sviluppano una loro consapevolezza. La strada per raggiungere il pieno rispetto dei diritti animali è ancora lunga ma è fondamentale procedere su questo cammino operando un vero cambio di mentalità.

Il terzo libro, Alla ricerca di intelligenze diverse di Giancarlo Barbadoro, è stato presentato domenica 17 ottobre nello Spazio Foyer da Rosalba Nattero, per le Edizioni Triskel, Antonello Micali, direttore de Il Risveglio e Gianluca Roggero, musicista e ricercatore. La presenza al Salone del Libro, di quest’opera, ha detto Rosalba Nattero vuole essere un omaggio all’immenso patrimonio intellettuale lasciato da Giancarlo Barbadoro. Alla ricerca di intelligenze diverse è nella nuova edizione uscita postuma, ampliata con le ultime ricerche dell’autore. Questo libro è particolare per il rigore scientifico con cui affronta il complesso fenomeno dell’intelligenza nelle sue diverse forme e per la mentalità aperta che permette una ricerca a tutto campo senza “paletti” che la riportino all’interno dei luoghi comuni. È un approccio moderno all’esobiologia, ha affermato Antonello Micali, poiché propone un excursus su tutti quei fatti che certificano la possibile esistenza di forme di vita aliene, non soltanto da cercare fuori dall’atmosfera ma anche qui tra noi. Il libro parla di alieni intesi come esseri diversi da noi, siano essi provenienti dallo spazio profondo o nati accanto a noi come sono gli animali con cui conviviamo su questo pianeta. Non è un libro sull’animalismo ma parla dell’intelligenza animale, ha sottolineato Gianluca Roggero, non è un libro sugli UFO ma riporta tantissimi dati in merito, non è un libro sull’intelligenza artificiale ma affronta e approfondisce questo argomento trattando il problema dell’intelligenza da un punto di vista globale. Un libro da leggere per la ricchezza dei dati e per l’ampiezza delle prospettive non solo culturali che offre. Le prospettive coinvolgono infatti in prima persona il lettore che può riconoscersi lui stesso come essere che partecipa ad un grande processo evolutivo che coinvolge l’universo intero e la sua miriade di stelle.


I tre libri sono disponibili alla Grotta di Merlino, in piazza Statuto 15 a Torino o al sito www.triskeledition.com anche in edizione e.book.

Per ascoltare le presentazioni dei tre testi:



Previsioni per il mese


Scorpione: Cambiamenti: Cerca sempre la chiarezza, anche nelle situazioni più complicate e procedi sul tuo cammino, anche se accadono cose che non ti saresti aspettato.

Sagittario: Coraggio: A volte serve coraggio per uscire dall’abitudine, dal solito modo di pensare e di agire ma a te non manca, soprattutto in questo mese di novembre.

Capricorno: Armonia: In questo periodo sei alla ricerca di armonia sia dentro di te che all’esterno. Un’armonia profonda e non formale è quella che vuoi e in nome di questa opererai anche dei cambiamenti concreti.

Acquario: Mondo interiore: Non saranno gli avvenimenti, le cose e le persone ad interessarti ma piuttosto quello che avviene dentro di te, un processo di maturazione che darà i suoi frutti a lungo termine.

Pesci: Creatività: La ricerca interiore che ha caratterizzato i due mesi presedenti sta dando i suoi frutti e produce una grande voglia di fare, di esprimere la tua creatività.

Ariete: Leggerezza: Avrai voglia di respirare aria leggera di lasciare da parte le complicazioni e di goderti il tuo tempo con semplicità e allegria.

Toro: Condivisione: Saranno il dialogo e la condivisione di idee ed esperienze con chi ti è vicino la tua forza in questo mese.

Gemelli: Clima dolce: A parte qualche malumore passeggero e spesso immotivato, novembre ti regalerà un clima piacevole e sereno.

Cancro: Fiducia: Ti aspetta un bel mese, puoi fidarti delle esperienze che ti prepara e delle novità che ti porterà.

Leone: Calma: Aggressività e improvvisazione non sono dalla tua parte. Basati sulla calma e sull’attenzione se vuoi costruire.

Vergine: Trasformazione: Continua il periodo di cambiamento profondo dentro di te. Hai l’energia e la capacità di portare avanti questo processo.

Bilancia: Belle carte: I sentimenti, l’emotività possono farti qualche sgambetto ma nel complesso hai in mano delle buone carte per vivere bene questo periodo.


Un personaggio dello Scorpione: Voltaire


Voltaire

I barbari uomini prendono questo cane che suol vincerli così facilmente nell'amicizia: lo inchiodano su una tavola, e lo sezionano vivo per mostrarti le vene mesaraiche. Tu scopri in lui gli stessi organi di sentimento che sono in te. Rispondimi, o meccanicista, la natura ha dunque combinato in lui tutte le molle del sentimento affinché egli non senta? Il cane ha dei nervi per essere impassibile? Non fare più di queste balorde supposizioni.

Questa frase di Voltaire contro i vivisettori, contro i meccanicisti che come Cartesio considerano gli altri esseri delle semplici macchine di cui è possibile smontare e rimontare i pezzi, ci riporta a quanto dicevamo nella prima parte di questa puntata di AstroMatta. Voltaire, uno dei padri dell’illuminismo, mostra di possedere doti di umanità profonda e di saper usare il lume della ragione non solo per guardare il mondo astratto delle idee.

Personaggio interessante Voltaire, complesso e contradditorio, sembra non voler rientrare in nessuna categoria. Pronuncia parole forti in difesa degli animali e poi si mostra razzista con chi ha un colore della pelle diverso (i negri sono per natura schiavi degli altri uomini), non crede nella repubblica ma ispirerà la rivoluzione francese e quella americana. Si schiera tanto contro l’ateismo (gli atei sono per lo più uomini di scienza coraggiosi, ma sviati nei loro ragionamenti che non potendo comprendere la creazione, l’origine del male e altre difficoltà ricorrono all’eternità delle cose e alla necessità) quanto contro la religione che considera nata quando il primo ipocrita ha incontrato il primo imbecille. Tuttavia Voltaire non rinnega l’esistenza di Dio, anzi se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, - scrive – tutta la natura grida che esiste. Forse una risposta alle sue contraddizioni sta nella sua frase Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola. Soltanto gl'imbecilli sono sicuri di ciò che dicono.

Una vita complessa la sua, in cui pensieri ed eventi si intrecciano a varie zone d’ombra. Non si sa con certezza la sua data di nascita che è ufficialmente il 21 novembre 1694, come si desume dai registri battesimali, ma non è escluso che possa essere antecedente, addirittura di alcuni mesi. Altra diatriba è quella sulla sua possibile conversione in extremis al cattolicesimo legata al diritto o meno di lasciare le sue ossa nel Pantheon nel periodo in cui ii monumentale edificio, tra il 1821 e il 1830, passò alla competenza della Chiesa.

La sua prosa sarcastica, il gusto per la polemica potrebbero in effetti appartenere agli influssi dello Scorpione, i suoi inviti alla tolleranza (siamo tutti impastati di debolezze e di errori: perdonarci reciprocamente le nostre balordaggini è la prima legge di natura) potrebbero invece far pensare ad altre influenze astrali.

Francois Marie Arouet, noto con lo pseudonimo di Voltaire, nasce Parigi, ultimo dei cinque figli di una ricca famiglia borghese. Ha solo sette anni quando perde la madre. La sua formazione scolastica avviene in un rinomato collegio gesuita e fin da giovanissimo dimostra la sua naturale inclinazione per le materie umanistiche. Il padre gli imporrà di iscriversi alla scuola di diritto, nell’intento di fargli seguire le sue orme e diventare notaio ma evidentemente questa carriera non è nel sentire del ragazzo che quasi subito abbandona il corso di studi.

Voltaire

La sua natura ribelle e sarcastica gli fa ottenere un certo successo nei salotti dell’alta borghesia e nobiltà che apprezzano i suoi scritti e intanto riesce a mantenersi tranquillamente grazie alla cospicua eredità che ottiene alla morte del padre.

Il suo carattere polemico gli procurai primi guai quando per il contrasto con un cavaliere finisce prima in prigione e poi in esilio in Inghilterra. Qui ha però modo di fare esperienze interessanti e formative sia dal punto di vista letterario, conoscendo le opere degli autori inglesi, sia dal punto di vita politico e ideologico nel raffronto tra la monarchia assoluta francese e quella del posto, più liberale, con poteri più contenuti e con la maggiore libertà religiosa.

Tornato in Francia pubblica le sue considerazioni sull’esperienza vissuta nelle se Lettere filosofiche che gli procurano nuovi guai con il sovrano e lo costringono a sparire dalla circolazione.

Voltaire però non si perde d’animo e, nascosto nel castello di una nobildonna, Èmile du Châtelet,

si dedica allo studio, alla scrittura e all’amore.

Nel 1749 riceve l’invito alla corte di Federico II di Prussia, come consigliere del re. L’ammirazione e l’amicizia di quest’ultimo finiscono tre anni dopo e Voltaire se ne deve andare prima in Svizzera e poi di nuovo in Francia dove diventa uno dei maggiori esponenti dell’Illuminismo europeo e scriverà le sue opere più famose tra cui il Candido (1759) e il Trattato sulla Tolleranza (1763).

Torna a Parigi nei primi mesi del 1778 acclamato dai suoi concittadini e molto meno dalla corona e dai rappresentanti ecclesiastici. Morirà il 30 maggio 1778.




OTTOBRE 2021


Artisti e Zodiaco


Artisti e Zodiaco

Che rapporto c’è tra arte e Zodiaco? È vero che ci sono Segni zodiacali più portati all’arte ed altri meno creativi? E poi che cos’è l’Arte? Chi sono gli artisti?

A proposito di Arte e artisti ci piace ricordare le parole che Giancarlo Barbadoro, allora vicepresidente di Artist United for Animals, pronunciò in occasione del party iniziale dell’associazione, nel maggio del 2019, parole molto significative che liberano il campo da molti inutili stereotipi.

È una mia personale convinzione – disse - che l’umanità sia divisa in due parti. Da una parte ci sono i Popoli naturali, creature come noi, umani che vivono a contatto con la natura e dalla natura traggono benefici di spiritualità e anche di benessere fisico, una società naturale che può essere contraddistinta con il termine ecospiritualità, cioè un’armonia interiore che si esprime poi a livello ambientale. Poi c’è una società maggioritaria, quella in cui noi siamo nati e a cui apparteniamo, purtroppo, che è ben diversa dalla società naturale perché è una società piramidale, fatta di strutture dove gli individui non sono più liberi ma sono costretti a seguire degli schemi, e questi schemi li portano a bruciare delle potenzialità. Però la natura, per fortuna, ha pensato bene di creare degli anticorpi lasciando la possibilità che persone come noi possano emergere a livello di arte, artisti che riflettono il volto della natura dotati di una sensibilità che non è solo una sensibilità di comodo ma una sensibilità che si vuole ribellare in tutte le maniere possibili, alle morali dettate dalla società maggioritaria. Lo ritengo molto importante perché questo definisce chi è veramente l’artista. Noi siamo delle creature libere e possiamo aiutare i nostri fratelli, tutti figli di Madre Terra, che sono costretti a morire nei mattatoi o vivere nei circhi...

Gli artisti sono quindi persone con una sensibilità speciale che li porta ad avere un dialogo intenso con la vita, con la Natura, percependo la presenza di un qualcosa che va oltre l’apparenza delle cose, che sanno farne intravedere la luccicanza attraverso le loro opere. E questa è forse la vera funzione dell’arte, la traduzione, attraverso la propria creatività, del contatto con quel mistero che permette all’esistenza di esistere. Ci sono poi artisti, come quelli che aderiscono a Artists United for Animals, che scelgono di usare la loro capacità espressiva e la loro possibilità di arrivare ad un vasto pubblico, per risvegliare le coscienze sulle ingiustizie perpetrate in questo momento storico sui più deboli, in questo caso gli animali non umani.

Ricordiamo che Artists United for Animals è un’iniziativa nata da Rosalba Nattero e dal suo gruppo musicale LabGraal, a cui hanno aderito, e possono aderire, esponenti di tutte le arti, accomunati dalla sensibilità e dal bisogno di fare qualcosa di concreto per gli schiavi di questo millennio.

Ma gli artisti, queste persone dotate di particolare sensibilità, nascono in particolari momenti dell’anno, oppure ricevono questo dono indipendentemente dal Segno zodiacale in cui il Sole viene a trovarsi quando vengono al mondo? Ci sono astrologi che propendono per la prima ipotesi e ritengono che le doti creative siano proprie di alcuni Segni e scarse in altri. Se osserviamo però le date di nascita di artisti famosi ci accorgiamo che tutti i dodici Segni dello Zodiaco hanno i loro artisti. Probabilmente la creatività non è solo per alcuni ma, se mai, c’è per ogni Segno una modalità particolare di esprimerla, una sfumatura speciale e caratteristica. Questa è l’ipotesi che proponiamo portando ad esempio dodici pittori famosi che sembrano avvalorarla. Ci riserviamo di proporvi, in prossime puntate, rappresentati di altre arti, musicisti, poeti, scrittori per vedere se anche in questo caso l’ipotesi regge. Partiamo come al solito dal Segno di questo mese.


Artisti e Zodiaco

BILANCIA: Caravaggio (nato il 29 settembre 1571)

Prendo a prestito dei corpi e degli oggetti li dipingo per ricordare a me stesso la magia dell’equilibrio che governa l’universo tutto. In questa magia l’anima mia risuona dell’Unico Suono che mi riporta a Dio.

Milanese di nascita, Michelangelo Merisi da Caravaggio è l’artista maledetto la cui vita fu in gran parte una lunga drammatica fuga dalla condanna per aver ucciso un uomo in una rissa, fino alla drammatica morte sulla spiaggia di Port'Ercole, in preda alla febbre, prima di compiere 39 anni e poco prima di ricevere la grazia che gli avrebbe consentito di tornare a Roma. Ad un primo sguardo, Caravaggio sembra essere l’antitesi dell’equilibrio che il Segno della Bilancia rappresenta. Forse ritroviamo l’anima del suo Segno nelle proporzioni straordinarie tra luce e ombra dei suoi quadri dove i soggetti emergono quasi per incanto dall’oscurità prendendo volume e consistenza grazie ad un fascio di luce. Possiamo anche vedere il profondo senso di giustizia della Bilancia in quei corpi così umani, così veri, anche quando danno le loro sembianze al divino e che tanto furono criticati da chi voleva piegare la sua arte all’ovvietà della bellezza convenzionale.

Nell’opera che proponiamo, oltre all’elemento centrale, in cui si intravedono alcuni segni zodiacali e che richiama l’arcaico simbolo della ruota forata, è interessante la prospettiva irrispettosamente realistica con cui vengono ritratti gli dèi.


SCORPIONE: Claude Monet (nato il 14 novembre 1840)

Altri pittori dipingono un ponte, una casa, una barca… io voglio dipingere l’aria che circonda il ponte, la casa, la barca, la bellezza della luce in cui esistono.

Nato a Parigi, è uno dei fondatori dell'impressionismo francese, pittore en plein air, sapeva cogliere l’attimo, riprodurre la luce nel momento particolare in cui la stava osservando.

Tra i suoi capolavori i quadri sulle ninfee, in cui l’acqua, elemento del Segno dello Scorpione è protagonista. È lo stesso Monet a dirlo: L’elemento base è lo specchio d’acqua […]. Cogliere l’attimo fuggente o almeno la sensazione che lascia è già sufficientemente difficile quando il gioco di luce e colori si concentra su un punto fisso, […] ma l’acqua, essendo un soggetto così mobile e in continuo mutamento è un vero problema. Un uomo può dedicare l’intera vita ad un’opera simile.


SAGITTARIO: Paul Klee (nato il 18 dicembre 1879)

L'arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è

Pittore tedesco dedito anche alla musica e alla poesia, Klee propone composizioni di forme essenziali e colori brillanti. Le sue opere sono formate da elementi che sembrano quasi dei pezzi di giochi in movimento, e possiamo dire che gioco e movimento ben rappresentano il mondo del Sagittario.

Il quadro che abbiamo scelto è Il ponte rosso che corrisponde perfettamente a quanto afferma Rosie Rockel, storico dell'arte: Klee usa i rettangoli come elemento base, combinandoli come note musicali, per creare un'armonia di colori.


CAPRICORNO: Henri Matisse (nato il 31 dicembre 1869)

Tutto ciò che osserviamo nella vita quotidiana subisce, più o meno, la deformazione prodotta dalle abitudini acquisite, questione forse più tangibile in un’epoca come la nostra, dove cinema, pubblicità e riviste ci impongono ogni giorno un cumulo di immagini già predisposte, che nell’ordine della percezione sono un po’ come il pregiudizio nella sfera dell’intelligenza. Lo sforzo che ci vuole per liberarsene esige una sorta di coraggio; e questo coraggio non può mancare all’artista, che deve vedere ogni cosa come se fosse la prima volta.

Pittore illustratore e incisore francese, Matisse è considerato uno dei più rappresentativi artisti del XX secolo. È uno dei Fauves, le belve, come vennero chiamati quegli artisti che usavano i colori per imprimere alle loro opere una forte valenza emotiva, incuranti del realismo del soggetto rappresentato.

Nell’opera che vi proponiamo, La danza, i colori, la composizione e soprattutto il ritmo disegnato dai movimenti dei cinque danzatori nudi, comunicano una sensazione di libertà e di felice partecipazione alla vita. L’essenzialità della composizione e la forza del colore ben rappresentano il Capricorno.


Artisti e Zodiaco

ACQUARIO: Jackson Pollock (nato il 28 gennaio 1912)

Quando sono nel mio dipinto, non sono cosciente di ciò che sto facendo. È solo dopo una sorta di fase del “familiarizzare” che vedo ciò a cui mi dedicavo. Non ho alcuna paura di fare cambiamenti, di distruggere l’immagine, perché il dipinto ha una vita propria. Io provo a farla trapelare.

Jackson Pollock, pittore statunitense, è uno dei maggiori rappresentanti dell’Espressionismo astratto. Usa la tecnica del dripping che consiste nel lasciar cadere gocce di colore su una tela posta a terra e che, sembra essergli stata suggerita dall’osservare le gocce di colore che cadevano sul pavimento mentre dipingeva su un muro. In sintonia con Il Segno dell’Acquario ha saputo cogliere l’imprevedibile e trarne ispirazione. Per Pollock arte e vita sono una cosa sola e l’arte offre l’opportunità di andare alle radici dell’esistenza, quando le forme sono ancora indistinte.

PESCI: Michelangelo Buonarroti (6 marzo 1475)

Io vidi l’angelo nel marmo e scolpii fino a liberarlo.

Considerato uno dei più grandi artisti di ogni tempo, Michelangelo scolpisce e dipinge cercando di far emergere dal marmo o dall’intonaco figure già presenti ma invisibili agli altri. Sensibile e profondo quanto imprevedibile e scontroso esprime nelle sue opere lo slancio verso la dimensione spirituale resa visibile dal mondo delle forme.

Nella Cappella Sistina del Vaticano possiamo ammirare il suo affresco della Creazione di Adamo in cui sembra quasi tangibile il filo di misteriosa energia che unisce l’umano e il divino.


ARIETE: Raffaello Sanzio (nato il 28 marzo o 6 aprile 1483)

Tanto ardo, che ne mar ne fiumi spegner potrian quel foco; ma non mi spiace, perché il mio ardor tanto di ben mi fece, che ardendo ogni ora più d’arder me consumi.

Le parole di Raffaello non potrebbero rappresentare meglio il fuoco dell’Ariete, l’ardore che lo scalda e lo fa agire, fa di lui l’artista che è.

Nella Scuola di Atene, l’opera che vi proponiamo, Raffaello trasforma il suo ardore in un’immagine ideale e luminosa, in cui i grandi protagonisti dell’arte e del pensiero dell’antichità classica vengono trasportati, con un viaggio nel tempo, in un luogo rinascimentale, immerso nella luce chiara della Conoscenza.


TORO: Keith Haring (nato il 4 maggio 1958)

Dipingere è ancora sostanzialmente la stessa identica cosa che fu nella preistoria. Riunisce l’uomo e il mondo. Vive nella magia.

Writer e pittore statunitense Haring ha disegnato i suoi personaggi rossi, gialli, verdi e blu, bidimensionali e delineati da uno spesso contorno, su tutti i materiali possibili, dagli spazi pubblicitari vuoti della metropolitana di New York, ai materiali di recupero, ai muri urbani.

Haring usa questi pupazzetti per esprimere contenuti di grande forza, messaggi semplici e diretti. Forte, semplice, diretto come il Segno del Toro.

L’opera che proponiamo si intitola Amicizia.


Artisti e Zodiaco

GEMELLI: John Constable (nato l’11 giugno 1776)

Il cielo è la "sorgente di luce" nella Natura e governa ogni cosa.
Pittore romantico inglese, Constable amava il cielo, il vento e le nuvole, tanto da essere definito il pittore delle nuvole. Studiava il cielo, gli effetti del vento sulla forma e la variazione delle nuvole e dipingeva paesaggi che non erano solo riproduzioni della natura ma tentativi di cogliere lo spirito che in essa vive. È interessante, dal punto di vista astrologico, notare come lui, nato sotto un segno d’aria, segnasse sempre, dietro ai suoi schizzi, la direzione e la forza del vento.


CANCRO: Giorgio De Chirico (nato il 10 luglio 1888)

Un'opera d'arte per divenire immortale deve sempre superare i limiti dell'umano senza preoccuparsi né del buon senso né della logica.

De Chirico è stato definito pittore metafisico perché dalle sue opere emerge oltre le forme rappresentate, un’atmosfera indecifrabile che rivela l’esistenza di qualcosa che c’è oltre l’evidenza. Nel quadro che abbiamo scelto vediamo una piazza vuota al cui centro una statua enigmatica sembra essere lì per un misterioso motivo. L’osservatore prova un senso di straniamento per questo luogo contemporaneamente familiare e fuori posto. In questo caso è Torino ad ispirare il pittore, riconoscibile dai suoi portici e dalla statua della Dora, tolta dalla sua sede e messa nel centro di questa piazza onirica. E onirico è un termine che si lega molto bene al mondo del Segno del Cancro.


LEONE: Andy Warhol (nato il 6 agosto 1928)

Non è forse la vita una serie di immagini, che cambiano solo nel modo di ripetersi?

Andy Warhol è uno dei principali esponenti della Pop Art, il movimento nato in America tra gli anni cinquanta e sessanta del secolo scorso. Warhol è famoso per le sue opere prodotte in serie in cui compaiono personaggi famosi, come la Marilin Monroe che vi presentiamo, o oggetti di consumo o marchi della pubblicità. Le sue opere sono una provocazione e la frase che abbiamo riportato qui sopra può essere letta come una constatazione superficiale ma anche come un’osservazione profonda sulla presenza di archetipi nell’esistenza che si ripetono uguali anche se appaiono in forme diverse. Nelle sue opere vediamo tutta l’esuberanza del Leone.


VERGINE: Edward Burne-Jones (nato il 28 agosto 1833)

Io aspiro ad un quadro come a un bellissimo, romantico sogno, di qualcosa che mai è stato e mai sarà - in una luce migliore di qualsiasi altra luce mai mostrata - in una terra che nessuno può definire, o ricordare, solo desiderare.

Concludiamo con Burne-Jones, pittore inglese, preraffaellita, le cui opere sono state definite “poemi dipinti”. Burne-Jones, ispirato da fiabe, leggende e miti, crea l’atmosfera evanescente di un tempo lontano in cui vivono figure immobilizzate da una magia e ottiene questo effetto anche grazie ad una minuziosa cura del particolare in ognuna delle sue opere. Non a caso amava la fiaba della Bella addormentata ed in particolare il momento in cui il principe giunge nel mondo incantato in cui la bella principessa e tutti gli abitanti del castello sono immersi nel sonno. Questo senso di attesa e l’amore per il dettaglio sono tipici del Segno della Vergine.


Previsioni per il mese


Bilancia: Ricchezza: Ti aspetta un mese positivo. Hai acquisito una base ferma dentro di te da cui puoi partire verso nuove scoperte e avventure navigando con il vento in poppa.

Scorpione: Profondità: Hai bisogno di profondità e verità. Sei poco interessato invece alla socialità superficiale, nonostante ti riesca facile avere l’attenzione e l’approvazione di chi ti sta intorno.

Sagittario: Amici: Saranno importanti e piacevoli i legami di amicizia che hai allacciato in passato e quelli che eventualmente stringerai in questo periodo. Sapranno darti serenità, allegria e calore.

Capricorno: Al contrario: In ottobre saranno le cose più imprevedibili a sostenerti, al contrario di quanto tu pensi. E non contare troppo sulle cose che di solito ti danno sicurezza.

Acquario: Occhio attento: Determinazione, ottimismo, vitalità ti fanno procedere sicuro lungo il tuo cammino. Mantieni però l’attenzione perché qualche imprevisto, di quelli che solitamente ti piacciono, potrebbe farti uno sgambetto.

Pesci: In fondo all’anima: Continua la tua ricerca interiore, del tuo mondo più intimo, che alle volte per te è un rifugio e altre volte una scoperta.

Ariete: Partecipare: Ottobre ti porterà a constatare l’utilità e la bellezza del fare la cose insieme agli altri, senza dover necessariamente essere al comando o in solitaria.

Toro: Cambiamento: Ti troverai a guardare le cose da un punto di vista che non avevi considerato, attenuando la tua tendenza a vedere tutto o bianco o nero.

Gemelli: Orizzonte vasto: Riuscirai a osservare gli eventi da una buona distanza, senza saltellarci vorticosamente dentro come spesso ti succede. E questo ti consentirà di capire meglio te stesso e gli altri.

Cancro: Rinascita: Qualcosa nell’aria ti porta a uscire dal tuo mondo fatto di affetti e convinzioni maturate nel corso del tempo. Qualcosa di nuovo ma anche antico ti sollecita a rinascere.

Leone: Scuoti la criniera!: Un mese da leoni questo ottobre. Energia e voglia di esprimerti, di mettere in campo le tue capacità, ti faranno giocare con la vita e ricavarne esperienze interessanti. Qualche imprevisto attenuerà il tuo senso di onnipotenza.

Vergine: Trasformazione: Un periodo complesso ti porterà a modificare in modo sostanziale la tua vita. Potresti sentirti un po’ solo perché è un passaggio che devi fare in prima persona e senza particolari appoggi dall’esterno. Ma non sei uno che si arrende facilmente.


Un personaggio della Bilancia: Hieronymus Bosch


Hieronymus Bosch

Hieronymus Bosch grande, ammirato e misterioso pittore la cui vita, in mancanza di documenti certi, è ricostruita attraverso i suoi dipinti, è quasi un’icona a cui si sono riferiti in seguito diversi movimenti artistici di fine ottocento e inizio novecento come il Simbolismo, l’Espressionismo ed il Surrealismo. C’è chi vede una sua influenza anche sulla teoria freudiana dell’inconscio, che propone la presenza di un mondo interiore invisibile ma significativo per l’esperienza di ogni individuo.

Le opere di Bosch hanno un forte contenuto simbolico, parlano un linguaggio che va oltre il lessico delle lingue nazionali e risulta comprensibile agli appartenenti ad una cultura più vasta. Nei suoi dipinti possiamo notare la significativa importanza data ai temi della giustizia, della spiritualità e della ricerca nell’ignoto, fortemente correlati al Segno della Bilancia.

I simboli usati da Bosch ricordano certe miniature medievali spesso irriverenti a dispetto del contenuto del testo. C’è nelle sue opere una condanna del peccato, forse necessaria per farle accettare dalla mentalità del tempo, ma anche una vena satirica che sembra ammiccare ad una libertà di giudizio non concessa in quel momento storico.

Hieronymus Bosch

Hieronymus Bosch, pseudonimo di Jeroen Anthoniszoon van Aken, nasce probabilmente il 2 ottobre 1453 a ‘s-Hertongenbosch, piccola città nei pressi di Tilburg, negli attuali Paesi Bassi.

Nasce in una famiglia di pittori e per questo si suppone che apprenda le basi della pittura proprio nella bottega di famiglia.Non si sa nulla dei suoi successivi studi e poco si conosce delle esperienze che lo portano a sviluppare uno stile assolutamente personale che si distanzia dai canoni artistici del suo tempo per riprendere invece quelli medievali ed in particolare quelli delle miniature. I suoi dipinti sono infatti bidimensionali, privi di volumi e prospettiva ma straordinariamente intensi e vividi come visioni. Le sue prime opere sono caratterizzate da scene semplici e colori puri, sapientemente accostati, poi, con il passare degli anni la sua pittura diventa sempre più particolareggiata e affollata di figure che riempiono lo spazio.

Tutta la sua vita però è piuttosto misteriosa. Sembra che dal 1480 circa, grazie al matrimonio con Aleid van de Meervenne, possa dedicarsi tranquillamente alla pittura senza avere i problemi economici che spesso tormentano gli artisti. Risulta abbia fatto parte della Confraternita di Nostra Diletta Signora, che si riconosceva nel simbolo del giglio tra le spine e accoglieva indifferentemente laici, ecclesiastici, uomini e donne. Si ipotizza abbia avuto contatti con i Catari sopravvissuti ai sanguinosi stermini di cui erano stati vittime, e con gli Alchimisti, ma non ci sono conferme di questo da documenti, e del resto sarebbe strano che ci fossero visto che questi contatti potevano avvenire solo in segreto. Sono i soggetti delle sue opere a parlare di questa possibilità e testimoniare il legame con una cultura molto diversa da quella imperante. Catari e Alchimisti, ricordiamo, erano eredi di una tradizione dalle origini molto lontane nel tempo e legate all’esperienza ancestrale dell’umanità.

Bosch muore, a poco più di sessant’anni, il 9 agosto del 1516 forse di colera, durante un’epidemia.

Il fascino delle sue opere è rimasto intatto nel tempo.




SETTEMBRE 2021


Verso un nuovo mondo


Verso un nuovo mondo

Vogliamo … alzare lo sguardo alle stelle, indagare sull’universo e oltre.


Queste parole sono tratte dal quarto punto del Manifesto del Nuovo Rinascimento Ecospirituale. Sono parole che ci hanno subito colpiti perché parlano di stelle e le mettono in relazione ad una nuova cultura possibile che propone la ricerca libera dai presupposti culturali legati a questo nostro tempo. Purtroppo infatti la ricerca, quella ufficiale, nei vari campi del sapere, è fortemente condizionata dallo stabilire a priori che cosa vale la pena indagare e che cosa no e addirittura, anziché rivolgersi con curiosità alla straordinaria dimensione in cui ci troviamo a vivere, finisce con il cercare solo conferme ad idee preconcette, quale ad esempio un esasperato antropocentrismo.

Ricordiamo che il Nuovo Rinascimento Ecospirituale è il movimento culturale e di opinione, apolitico, apartitico e aconfessionale, fondato dalla Ecospirituality Foundation, a cui possono aderire tutti coloro che sentono il bisogno di un mondo nuovo, basato su un nuovo modo di intendere sia la ricerca che la vita nel suo insieme. La Ecospirituality Foundation è un’organizzazione in stato consultivo con le Nazioni Unite e sostiene il diritto dei popoli nativi alla loro terra, alle loro tradizioni e ai loro luoghi sacri.

Verso un nuovo mondo

I popoli che hanno mantenuto il legame con l’esperienza ancestrale dell’umanità e con Madre Terra possono dare un grande contributo all’umanità di questo tempo, prigioniera di valori effimeri, depistanti e spesso crudeli, riproponendo la filosofia della Natura che afferma per ogni essere vivente il diritto alla vita, alla gioia di vivere e alla spiritualità.

Il Nuovo Rinascimento usa il termine Ecospiritualità proprio per indicare la filosofia della Natura. Questa parola è stata coniata da Giancarlo Barbadoro con gli Elders di diverse comunità native di tutti i continenti e significa che la Natura è il riferimento di crescita spirituale di ogni vivente. Ecospiritualità è la conquista di un’armonia interiore, estendibile poi ai rapporti con gli altri e a tutto l’ambiente circostante. Un’esperienza semplice e affacciata sul cosmo che porta a dare parità e dignità a tutte le forme viventi che vengono generate da Madre Terra nel corso del suo viaggio attraverso lo spazio.

Nel Manifesto del Nuovo Rinascimento Ecospirituale, redatto in dodici punti, si afferma l’assoluta libertà della propria ricerca interiore, che avviene in un rapporto personale, diretto e pragmatico con la vita, senza intermediari, portatori di verità, ideologie di parte. Il confronto è sempre aperto con tutti quelli che vogliono comunicare la loro esperienza e lo studio viene condotto senza privilegiare alcuni argomenti a discapito di altri, unendo scienza e spiritualità. E, visto che l’uomo non è il dominatore del pianeta ma una delle tante forme di vita che lo abitano, nel Manifesto viene affermato il rispetto per tutti gli esseri e per la Terra stessa, nostra unica vera Madre, dispensatrice di insegnamenti e depositaria di un segreto cosmico.

Il Nuovo Rinascimento è l’inizio di un nuovo mondo e noi invitiamo tutti ad aderire alla sua proposta che ci porta a sentirci cittadini dell’universo, navigatori nel cielo stellato, fianco a fianco nell’avventura della vita.


Previsioni per il mese


Vergine: Vivere intensamente: Hai dalla tua parte una grande energia per cogliere tutto ciò che di nuovo ti presenta la vita. È il momento giusto per realizzare un sogno… o per abbandonarlo al passato.

Bilancia: Concentrazione: Settembre ti porta a guardarti dentro, a concentrarti sulla tua forza interiore, a scoprire quali sono le tue necessità reali e soprattutto a vedere con chiarezza che sai vivere la tua vita attimo per attimo.

Scorpione: Valutazioni: Questo mese ti porterà a valutare con lucidità che cosa sta accadendo e ad osservarne con attenzione tutti gli aspetti prima di prendere qualsiasi decisione.

Sagittario: Nuovi elementi: Non disperdere le tue energie ed evita di giudicare sulla base di idee preconcette. Mantieni la tua mente libera per cogliere le diverse sfaccettature delle situazioni.

Capricorno: Cuore in vacanza: Periodo intenso che richiede impegno ed attenzione ma le stelle ti suggeriscono di mantenere nel tuo cuore un po’ di aria di vacanza nonostante tutto.

Acquario: Rincorsa: Settembre ti fa fare un passo indietro per prendere una rincorsa migliore, per prepararti al salto che il mese prossimo sembra avere in serbo per te. Quindi goditi questo preludio con leggerezza, senza dare troppa importanza ai dubbi sul futuro.

Pesci: Fuori tutto: Questo mese farà emergere quello che tieni dentro il tuo cuore. A volte si affermerà con forza, a volte perfino con aggressività, a volte semplicemente con chiarezza.

Ariete: Come in uno specchio: Un evento, un’esperienza o una constatazione ti metterà di fronte a te stesso e ti porterà a specchiarti nella tua vita.

Toro: Presente!: Sei sostenuto da una grande energia e sei sempre pronto a cogliere il meglio che ogni occasione ti offre.

Gemelli: Leggerezza: Una sensazione di piacevole leggerezza ti accompagnerà in questo mese di fine estate. Avrai tempo per sorridere e per sognare.

Cancro: Sogni a occhi aperti: Il tuo mondo interiore tenderà a prendere il sopravvento un po’ in tutte le occasioni e per te non sarà sempre facile distinguere tra ciò che accade davvero e la tua interpretazione personale.

Leone: Scelte complesse: Avvenimenti imprevisti ti creeranno dubbi sul modo di agire. Non ti manca la lucidità ma vuoi considerare più punti di vista.


Un personaggio della Vergine: Goethe


Goethe

Sono venuto al mondo a Francoforte sul Meno il 28 agosto 1749 al suono delle campane di mezzogiorno. La costellazione era fortunata; il Sole era nella Vergine, al culmine in quel giorno; Giove e Venere gli ammiccavano amichevolmente, Mercurio senza ostilità; Saturno e Marte erano indifferenti; solo la Luna, quasi piena, esercitava la sua forza avversa con maggior intensità perché entrata nella sua ora planetaria. Essa si oppose dunque alla mia nascita, che non poté succedere fin che quell'ora non fu passata. Questi aspetti fortunati, a cui in seguito gli astrologi diedero molta importanza, possono ben essere stati causa della mia conservazione, perché per inabilità della levatrice io venni al mondo come morto, e solo con molti sforzi riuscirono a farmi vedere la luce.


Goethe, nel suo libro autobiografico Poesia e verità, ci racconta così la sua nascita e il suo legame con le stelle. Così scopriamo che Johann Wolfgang von Goethe, scrittore, poeta e drammaturgo tedesco, considerato uno dei più grandi letterati europei, appassionato di arte, filosofia e scienza, amava anche l’astrologia. Si dice che dal padre avesse ereditato la meticolosità e dalla madre la curiosità verso la ricerca spirituale ma noi ci permettiamo di aggiungere che forse proprio il suo Segno di nascita gli avesse regalato queste caratteristiche.

Nato in un’agiata famiglia borghese Johann mostra fin da bambino una grande sensibilità e una grande intelligenza. La sua educazione avviene in parte nella scuola pubblica e in parte a casa dove l’apprendimento avviene sempre in modo divertente e giocoso. La sua casa è frequentata da attori e musicisti, quindi il teatro e la musica fanno parte delle sue esperienze fin da bambino. Johann studia diverse lingue (francese, inglese, latino, greco, italiano, ebraico) e a soli otto anni scrive le sue prime rime in latino. La sua passione per le lingue e per le diverse culture darà al suo pensiero una particolare apertura. A diciassette anni seguendo la volontà del padre, inizia a studiare giurisprudenza a Lipsia e si inserisce nella vita mondana della città, facendosi notare per la stravaganza del suo comportamento e del suo abbigliamento. È in questo periodo che, come poi racconterà in seguito, comincia a sentire il bisogno di trasformare in un'immagine, in una poesia … quel che mi dava gioia o tormento o che comunque occupava il mio spirito. Scrive diversi componimenti che però non incontrano i gusti del pubblico, e forse nemmeno i suoi, tanto che finisce per bruciarli. Nel ’68 ritorna a Francoforte dove diversi problemi di salute lo costringono ad una sosta più lunga di quanto avesse previsto. È in questo periodo che si interessa a temi religiosi, sotto l’influsso della madre. In realtà, come dichiarerà sempre, si sente più eretico che cristiano, più interessato alla ricerca spirituale che alla devozione religiosa.

Goethe

Nel ’70 riprende gli studi universitari, questa volta a Strasburgo e qui viene a contatto con il filosofo Johann Gottfried Herder che gli fa conoscere e apprezzare le opere di Shakespeare, l’arte gotica e la poesia popolare. A Strasburgo si avvicina al movimento dello Sturm und Drang ed è qui che compone quasi di getto I dolori del giovane Werter, il romanzo epistolare che ha un successo immediato e strepitoso, soprattutto tra i giovani. Sono gli anni in cui l’esaltazione illuminista della Ragione comincia a perdere terreno dopo aver mostrato i suoi limiti e prendono importanza altri riferimenti: la Natura, l’intuizione, il sentimento, cioè tutto ciò che può infrangere le regole fredde e imprigionanti del Razionalismo. L'effetto di questo libro fu grande, anzi enorme, specialmente perché comparve nel tempo giusto - scriverà in seguito lo stesso Goethe - Perché, come basta una pagliuzza per far scoppiare una mina potente, anche l'esplosione che si produsse nel pubblico risultò così potente perché il mondo dei giovani era già minato e la commozione fu tanto grande perché ciascuno veniva allo scoppio con le sue esigenze esagerate, le sue passioni inappagate e i suoi dolori immaginari.

Il successo di questo libro ha anche un risvolto tragico. L’identificazione nel protagonista portò infatti diversi giovani al suicidio. Fatto che fa riflettere sulla responsabilità di un artista nel pubblicare le sue opere.

Sempre a Strasburgo Johann scrive la prima versione del Faust, opera che rielaborerà poi durante tutta la sua vita. A ventisei anni diventa precettore del granduca di Weimar e tanto il suo stile di vita quanto quello dei suoi componimenti inizia a modificarsi. Si attenua il sentimentalismo esasperato e il suo interesse è catturato dagli studi scientifici, soprattutto dalla mineralogia, la botanica e l’ottica. Il cambiamento in atto prende ancor più forma durante il viaggio in Italia che racconterà poi nel libro omonimo. La visita delle città, l’interesse per l’arte antica e rinascimentale lo porta verso un equilibrio che si avvicina agli ideali classici.

Goethe

Johann, ispirandosi al panteismo di Spinoza, cerca l’equilibrio nell’armonia armonia tra istinto e volontà che nasce dal riconoscere la Natura come un organismo vivente, un Tutto di cui l’uomo è una manifestazione. Questo cambiamento non piacerà molto ai frequentatori dei circoli letterari di Weimar, rimasti legati al Goethe dei Dolori del giovane Verther, ma questo non impedirà Johann di continuare la sua produzione letteraria, scrivendo diversi romanzi, tra i quali Le affinità elettive, l’autobiografia Poesia e verità e trattati scientifici come la Teoria dei colori. Secondo Johann non esiste una separazione tra arte e scienza perché entrambe sono tentativi di capire, attraverso l’intuizione, che cosa c’è al di là delle informazioni fornite dai sensi.

Seguendo le tappe principali del suo percorso di vita e i suoi scritti, Johann si rivela come un personaggio molto complesso di cui non è facile cogliere l’anima profonda. Forse è proprio la sua constatazione che tutto è in divenire a caratterizzarlo. Di lui giovane abbiamo una descrizione fatta da Johann Christian Kestner: Il suo modo di pensare è nobile. Libero da pregiudizi quanto più è possibile, agisce come gli viene in mente, senza curarsi di quel che pensano gli altri. Ogni costrizione gli è infatti odiosa. Ama i bambini ed è molto bravo a trattarli. È bizzarro e nel suo modo di fare, nell'apparenza esteriore, ha diverse cose che potrebbero renderlo sgradevole ma gode di molto favore fra i bambini, le donne e molti altri ancora. Goethe è infatti dotato di un notevole fascino ed ha molte storie d’amore. Per un certo periodo frequenta anche assiduamente Lotte Buff, fidanzata di Kestner. Sarà proprio questo triangolo ad ispirare la trama dei Dolori del giovane Werther. E forse la fascinazione è uno degli elementi importanti del suo mondo sia per il fascino che lui esprime e sia perché la vita lo affascina in tutte le sue forme.

Goethe muore a Weimar a ottantatré anni il 22 marzo 1832.

In un suo aforisma afferma: la vita è l’infanzia della nostra immortalità.



AGOSTO 2021


Il cielo in una stanza


Siete mai stati in un planetario, uno di quegli edifici con la volta a cupola su cui viene proiettata, tramite uno strumento ottico-meccanico, la volta celeste? E’ un’esperienza particolare e interessante che offre la possibilità ad esempio di vedere il movimento apparente del cielo sopra la nostra testa o di “avvicinarci” a galassie lontane e invisibili ai nostri occhi.
In tutto il mondo i planetari sono attualmente circa 2.850 di cui 40 sono in Italia. Alcuni sono grandi, spettacolari, dotati di tecnologia avveniristica, altri sono più modesti e altri ancora sono addirittura portatili, tutti tentano di far rivivere l’emozione che si prova guardando il cielo stellato, regalando la possibilità di riconoscere più facilmente stelle e costellazioni o la vista di un cielo a cui non si è abituati, perché non filtrato dall’inquinamento luminoso o perché visibile solo dall’altro emisfero della Terra. Certo non è la stessa cosa che guardare le stelle coricati sul un prato o su una spiaggia ma offre un interessante surrogato.

Il cielo in una stanza

I primi planetari italiani sono quello di Roma, del 1928, e quello di Milano, del 1930. I due planetari usavano proiettori ottici della Zeiss, donati dalla Germania per riparare, almeno idealmente, i danni della grande guerra.
Il planetario di Roma, è costituito da una sala di circa 300 metri quadrati, con 100 posti a sedere, da una cupola del diametro di 14 metri e da proiettori ottici di nuova tecnologia, con possibilità di animare le immagini in 3D. Attualmente però è chiuso per lavori di restauro all’edificio. Riaprirà probabilmente ad ottobre. Le attività sono state temporaneamente trasferite in Via Ulisse Aldrovandi, presso il Museo di Zoologia.
Il planetario di Milano, Civico Planetario Ulrico Hoepli, si trova nei giardini di Porta Venezia. La sala di proiezione, con i suoi 19,6 metri di diametro, può ospitare fino a 375 persone. Durante la seconda guerra mondiale il planetario rimase chiuso e lo strumento ottico fu addirittura smontato e portato a Limbiate, per timore che potesse essere danneggiato dai bombardamenti che in effetti lesionarono la cupola, poi ricostruita nel 1954. È stato a lungo il più grande planetario italiano, solo recentemente superato dalla nuova struttura del planetario di Napoli, situato in Via Coroglio, all’interno della Città della Scienza, che è attualmente il più grande e tecnologicamente avanzato del nostro paese. Ricostruito dopo l’incendio del 2013 che aveva distrutto la Città della Scienza e la precedente apparecchiatura, vanta ora una cupola di 25 metri di diametro e una strumentazione all’avanguardia.

Il planetario di Caserta è intitolato all’astronomo Giovan Battista Amico. Dotato di 113 poltrone basculanti e roteanti e di una cupola di 15 metri di diametro è in grado di proiettare fino a 4.000 tra stelle e corpi celesti in movimento. Si trova in piazza Ungaretti, vicino al ponte di Calatrava.

Considerato fra in più belli d’Europa, per le proporzioni e l’estetica della sua cupola, è il Planetarium Pythagoras di Reggio Calabria,  situato all'interno del Parco Mirella Carbone, nei pressi della facoltà di Architettura dell'Università Mediterranea. Inaugurato il 13 marzo del 2004 è dotato di un ottimo sistema di proiezione digitale a tutta cupola ad alta risoluzione.
Più modesto quello di Torino ha 98 posti e ha sede a Pino Torinese, sulla collina, accanto all’Osservatorio astronomico e all’interno del Museo dell’Astronomia. La sua forma è spettacolare perché riproduce quella di una supergigante rossa.

Il cielo in una stanza

Quello di Venezia promette di portare gli spettatori anche su altri pianeti simulandone gli ambienti. Si trova al Lido in Lungomare Marconi. E ancora il planetario di Roccapalumba nel palermitano, con la sua bella cupola di acciaio rifrangente del diametro interno di 6 metri, ci fa conoscere tutti gli oggetti celesti visibili ad occhio nudo sia nell’emisfero Nord che in quello Sud.
E infine citiamo ancora il planetario di Lecco, compreso nel polo museale di Palazzo Belgioioso,
definito una delle migliori strutture nel suo genere in Italia. Ha una cupola di otto metri di diametro sulla quale riproduce l’aspetto del cielo visibile a occhio nudo quando le condizioni di visibilità sono ideali, da qualsiasi punto della Terra, in qualsiasi data.
Ma sapete qual è il planetario più famoso del mondo? Quello di Londra, il Peter Harrison Planetarium, aperto dal maggio 2007. È un planetario laser digitale da 120 posti, situato nel Greenwich Park, presso l’Osservatorio Reale. La sua fama è legata al fatto che si trovi proprio sul meridiano zero ma è interessante anche per la sua inclinazione a 51.5º (la latitudine di Greenwich) che lo rende centrato alla stella polare e per il suo design all’avanguardia.

La forma conica la ritroviamo anche in un altro dei grandi planetari, quello dell’università di Santiago del Cile. La sua cupola ha un diametro di 20 m, è stato ultimato nel 1987 con la ricopertura in rame della sua struttura esterna e si trova in Av Libertador Bernardo O'Higgins.

Aperto dal 1935 è invece quello di New York, l'Upper West Side Planetarium, situato tra Central Park e il fiume Hudson. Notevole per la sua particolare architettura, offre spettacolari immagini ai suoi visitatori. Ancora precedente è il planetario di Mosca, inaugurato nel 1929 e uno dei più grandi del mondo. Sul suo cupolone si possono vedere più di 9 000 corpi celesti e il loro movimento nel cielo. Si trova nella zona ovest della città al 5 di Sadovaya-Kudrinskaya. Recentissimo è invece il planetario di Shanghai che ha aperto al pubblico il 18 luglio di quest’anno. È incluso nel Museo di Astronomia, un’area di ben 58.600 metri quadrati, con un’architettura straordinaria ispirata ai pianeti e al loro moto. È situato ad una settantina di chilometri dalla megalopoli di Shanghai. A Nagoya, in Giappone, traviamo un altro planetario gigante, un’enorme globo argentato che sembra galleggiare sopra il Museo delle Scienze.

Il cielo in una stanza

Siamo nel quartiere centrale della città, a pochi minuti a piedi dalla stazione Fushimi, e questo planetario, inaugurato nel 2012, è, tecnologicamente, tra i più avanzati del mondo e regala incredibili visioni del cielo. E per finire questa breve carrellata spendiamo due parole per il planetario di Melbourne, in Australia. Soffitto con diametro di 16 metri, sistema di proiezione video a cupola intera, sedili reclinabili e un eccezionale sistema regalano agli spettatori l’esperienza di tuffarsi nel cielo.  
Questo tipo di planetari che permettono di vedere il cielo proiettato sono strumenti recenti, risalgono al massimo al secolo scorso, ma il tentativo di riprodurre la volta celeste lo troviamo anche in tempi più lontani. Ci sono ad esempio degli oggetti particolari, le sfere armillari o semplicemente armille, modelli di sistema solare (o del sistema tolemaico) realizzati con un sistema di cerchi che riproducono l’orbita dei pianeti. C’era il leggendario planetario di Archimede, descritto da Cicerone nel De Re Publica come un globo metallico dotato di un complesso sistema di ingranaggi, in grado di riprodurre il movimento dei pianeti, andato purtroppo perduto. C’è il meccanismo di Antichitera, riconosciuto come un calcolatore astronomico in grado prevedere con precisione addirittura le date delle eclissi. C’è poi chi ritiene che un planetario ante litteram possa essere considerato il soffitto del tempio egizio di Hatshepsut e c’è anche chi, come Michael Rappenglueck, ricercatore dell´Università di Monaco, sostiene che mappe stellari siano presenti anche nelle pitture rupestri come quelle delle grotte di Lascaux, in Francia o in quella della Cueva di El Castello in Spagna. E inoltre che dire dei monumenti megalitici, delle coppelle che riproducono la forma delle costellazioni, dei cerchi di pietre veri e propri planetari a cielo aperto? Riprodurre i corpi celesti, studiare il loro moto apparente ma anche lasciarsi andare alla percezione del mistero che affiora dal buio profondo scintillante di stelle è una pratica molto antica per l’umanità. Un bisogno che accomuna noi umani di questo tempo con i nostri più lontani progenitori, una ricerca che parte da un’intuizione e da un richiamo misterioso che porta a intravedere qualcosa che sta oltre il mondo che i nostri sensi percepiscono e la nostra mente indaga. Come scriveva Giancarlo Barbadoro in Fuori dal sogno una delle sue bellissime poesie.


Fuori dal sogno

C’è dunque
un Fuori dal sogno…
Che incomincia lassù
dove l’aria si fa più rara
e incomincia il buio
della Verità profonda…
Mi credete pazzo?
Mi credete un sognatore?
Ma, avete mai provato a guardare le stelle?

Dalla raccolta di poesie di Giancarlo Barbadoro "OLTRE LA SOGLIA ", edizioni Triskel.  Il libro è reperibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino o al sito www.triskeledition.com anche in formato e-book.


Previsioni per il mese


Leone: Un po’ di follia: Forse complice l’estate e il sole ti senti pieno di energia, di voglia di esprimerti e di fare. Attento non esagerare però!

Vergine: Ripartire: Dopo una sosta riflessiva è tornato il momento di riprendere il tuo viaggio, forse con una meta più chiara.

Bilancia: Guardando lontano: Ti aspetta un mese positivo e interessante ma quello che ti interessa sembra essere di natura diversa e non hai intenzione di accontentarti.

Scorpione: Ottimi risultati: In arrivo un periodo gratificante in cui le cose girano per il verso giusto e ti portano dei risultati interessanti.

Sagittario: Buon lavoro: Hai lavorato bene e ora stai raccogliendo i primi frutti… ma tu stai già pensando ad altre possibilità.

Capricorno: Progressi: Quello che hai iniziato il mese scorso è una buona base su cui costruire. Sei contento di quello che stai facendo.

Acquario: Soffio di vento: Come se ti lasciassi andare ad un soffio di vento ti sembrerà di perdere le tue certezze per poi ritrovare altri riferimenti forse più vicini al tuo vero sentire.

Pesci: Aria di vacanza: Hai bisogno di staccarti un po’ dalle tue attività solite da un lato per esaminarle da una prospettiva diversa e dall’altro per metabolizzare meglio quanto hai vissuto.

Ariete: Determinazione: Ti senti pronto a prendere decisioni importanti che possono modificare la tua situazione o l’ambiente in cui stai vivendo ma le stelle ti consigliano di non fare azioni avventate e di procedere comunque con calma e attenzione.

Toro: Chi vuol tornare torna: Rilassati, le cose vanno come devono andare e non hai bisogno di inseguire niente e a nessuno.

Gemelli: Di corsa: Se stavi camminando lentamente, guardandoti intorno con curiosità ora è venuto il momento di affrettare il passo nella direzione che ti interessa. Non perdere tempo.

Cancro: Piccolo mondo: Hai voglia di tenerezza, di un posto in cui sentirti protetto e in pace per riflettere e ritrovarti.


Un personaggio del Leone: Maria Mitchell


Nella scienza abbiamo soprattutto bisogno di immaginazione. Non tutto è matematica, non tutto è logica, ma è piuttosto poesia e bellezza.


Maria Mitchell, prima astronoma donna negli Stati Uniti, una delle prime sostenitrici dell'educazione scientifica e matematica per le ragazze, prima professoressa di astronomia ha precorso i tempi in molti campi. Coraggiosa, ha sfidato spesso le convenzioni sociali, facendo uscire le sue studentesse di notte per osservare il cielo, portando nel suo osservatorio femministe famose per parlare di questioni politiche, schierandosi con il movimento per il voto alle donne e contro la schiavitù. Del suo Segno zodiacale, il Leone, incarna proprio la volontà e il coraggio.

Un personaggio del Leone: Maria Mitchell

Maria Mitchell nasce il 1 agosto 1818 a Nantucket, in Massachussets, negli USA, in una famiglia quacchera, terza figlia di Lydia Coleman e William Mitchell, preside della North Grammar School. Appassionato di astronomia, William Mitchell insegna alla sua bambina ad usare il telescopio e a guardare le stelle e Maria a soli dodici anni e mezzo partecipa ai calcoli per stabilire quando avverrà un’eclissi di luna. Intanto frequenta la scuola in cui suo padre è preside e, quando lui fonderà una scuola sua, lo seguirà prima come studentessa e poi come insegnante. Lavorerà come assistente del padre dopo la chiusura della sua scuola e prima aprirne una lei stessa nel 1835, a soli 17 anni. Maria manifesta sempre un grande desiderio di conoscenza: il mondo dell'apprendimento è così vasto e l'anima umana ha poteri così limitati! - afferma - Noi ci spingiamo in avanti e tendiamo ogni nervo, ma afferriamo solo un brandello del velo che ci nasconde l'infinito.

Già l’anno dopo chiude la scuola e cambia lavoro: diventa primo bibliotecario dell’Ateneo di Nantucket, impiego perfetto per lei che ama studiare e che le lascia il tempo per coltivare a sua passione per le stelle, aiutando il padre nelle sue osservazioni. William Mitchell, grazie al nuovo impiego presso la Pacific Bank, ottiene infatti una nuova casa con la possibilità di istallare proprio sul tetto un telescopio. Nel 1947 Maria scopre la cometa che le darà fama mondiale e che porterà il suo nome, diventando la Cometa Miss Mitchell (catalogata come C/1847 T1). Grazie a questa scoperta vince il prestigioso premio, istituito dal Re Federico VI di Danimarca, e successivamente diventa la prima donna accettata in importanti istituzioni quali l’American Academy of Arts and Sciences, l’American Association for the Advancement of Science e l’American Philosophical Society. Intanto dal 1849 lascia la biblioteca e inizia a lavorare per l’Ufficio dell’Almanacco Nautico, occupandosi dei calcoli per stilare le tavole sulla posizione del pianeta Venere.

Un personaggio del Leone: Maria Mitchell

Dal 1856 comincia viaggiare. Tutto inizia quando H. K. Swift, banchiere di Chicago le chiede di accompagnare la figlia prima nel Sud degli Stati Uniti e poi in Europa. Se Maria aveva allargato i suoi orizzonti guardando il cielo ora li allarga anche sul terra. Nel suo viaggio incontra situazioni che la toccano profondamente come la condizione degli schiavi neri in Louisiana e a Roma i luoghi in cui Galileo era stato condannato o che aveva sognato fin da bambina, come visitare, a Londra, la casa dell’astronomo William Herschel. Soprattutto non si lascia sfuggire l’opportunità gli Osservatori astronomici di Greenwich, di Parigi e la Specola vaticana dove riesce ad ottenere un permesso speciale e solo per un giorno, perché, in quanto donna, non potrebbe entrare. Parte del viaggio lo farà da sola perché la sua compagna di viaggio deve tornare in America

Nel 1858 ritorna a Nantucket. Nel 1865 diventa Professore di Astronomia al Vassar College di Poughkeepsie, nello stato di New York. Qui ha a disposizione uno dei migliori telescopi americani dell’epoca e con questo può osservare e studiare Giove, Saturno e le macchie solari.

La sua idea dello studio è decisamente poco ortodossa: C'è questo grande pericolo nella vita degli studenti – dice - Ora, ci basiamo tutti su ciò che disse Socrate, o su ciò che insegnò Copernico; come possiamo contestare l'autorità che ci è pervenuta, tutta stabilita, da secoli? Dobbiamo almeno metterlo in discussione; non possiamo accettare nulla come scontato, al di là delle prime formule matematiche. Metti in discussione tutto il resto.

In discussione Maria mette molte cose, anche il fatto che le spetti, in quanto donna, uno stipendio inferiore a quello dei colleghi maschi. Il suo senso della giustizia e della parità la porta a schierarsi con le donne che lottano per ottenere il diritto al voto e fondare, nel 1873, l’American Association for the Advancement of Women. Sulla condizione femminile scrive:

Il grande guadagno sarebbe la libertà di pensiero. Le donne, più degli uomini, sono trattenute dalla tradizione e dall'autorità. Quello che hanno detto il padre, il fratello, il dottore e il ministro è stato indubbiamente recepito. Fino a quando le donne non elimineranno questa riverenza per l'autorità, non si svilupperanno. Quando lo fanno, quando giungono alla verità attraverso le loro indagini, quando il dubbio le porta alla scoperta, la verità che ottengono sarà loro, e le loro menti lavoreranno senza sosta. Si batte anche contro la schiavitù e per protesta decide di non indossare più abiti di cotone, quel cotone che gli schiavi neri raccolgono nelle grandi piantagioni del sud.

Nel 1887 riceve il dottorato onorario dalla Columbia University, nel 1888 si dimette dal Vassar College per motivi di salute. Muore il 28 giugno 1889.

A lei sono dedicati l’Osservatorio Maria Mitchell di Nantucket e un cratere lunare. A noi piace ricordarla con la frase incisa sulla medaglia che le fu consegnata da Federico VII di Danimarca:

Non invano osserviamo il sorgere e il calare delle stelle.



LUGLIO 2021


Animali celesti


Animali celesti

Già nella puntata del novembre 2015 avevamo parlato di “animali nel cielo” riferendoci agli animali dello Zodiaco, cioè ai Segni che hanno come simbolo un animale, a testimonianza di quanta importanza abbiano, nella nostra vita e nel nostro immaginario di umani, i nostri fratelli diversi per forma ma come sotto lo stesso cielo. Tra le costellazioni del cielo però gli animali sono molti più di quelli che fanno parte dello Zodiaco e in questa puntata andremo a conoscerli. Sarà un viaggio tra le stelle e tra le immagini che la fantasia umana ha disegnato unendo quei puntini luminosi che brillano lassù nel buio del cielo notturno. Sono immagini che aiutano ad orientarsi, forse a ricordare esperienze significative per l’umanità intera o per i popoli che hanno voluto affidarle alle stelle, forse a costruire un dialogo con il cielo, con l’immensità, con l’infinito che c’è oltre il visibile. Le costellazioni sono stelle che formano raggruppamenti registrabili da una prospettiva solo terrestre. Nello stesso gruppo sono riuniti astri che a noi appaiono vicini ma possono essere lontanissimi tra loro. E visto che l’universo muta continuamente, andando indietro nel tempo, un cielo diverso forse avrà suggerito altre immagini ed altre storie ad altre umanità ed altre civiltà. Noi adesso ci limitiamo a guardare questo cielo e a raccontare alcune storie riferite alle stelle che vediamo ora.

Attualmente l’astronomia ufficiale riconosce 88 costellazioni, 48 di queste sono note fin dall’antichità, mentre le altre sono state individuate in tempi più recenti, principalmente dagli esploratori del XVI e XVII secolo e poi ufficializzate da astronomi e cartografi del tempo, quali il fiammingo Petrus Plancius (1552-1622), il polacco Johannes Hevelius (1611-1687) o il tedesco Johann Bayer (1572-1625), autore dell’Uranometria, il primo atlante stellare completo.

Le 48 costellazioni che abbiamo definito antiche sono invece quelle elencate dal grande astronomo greco Claudio Tolomeo nel suo trattato conosciuto con il nome di Almagesto che, per più di mille anni, fu il riferimento di tutti gli astronomi europei e islamici. Le costellazioni più antiche sono legate a personaggi ed eventi mitologici mentre quelle moderne, quasi tutte australi, sono spesso figure di animali esotici come il camaleonte o il tucano.

Teniamo conto che la cultura attuale considera come mondo antico soltanto alcune civiltà del vecchio continente e ignora quasi completamente i contributi dei popoli non inseriti in una linea del tempo preconfezionata per sostenere “verità” politiche e religiose degli attuali dominatori del pianeta.

Nonostante questo resta interessante notare quanti nomi di animali siano stati dati alle costellazioni ufficiali, segno di un legame ancestrale tra tutti i figli di Madre Terra e proprio a questo legame vogliamo riferirci, questo legame vogliamo ribadire, proponendo in questa puntata questa lettura del cielo.

Gli animali che accompagnano la nostra vita - scrivono Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero nel loro libro “TUTTI FIGLI DI MADRE TERRA” - sono creature discrete che fanno un pezzo di strada con noi, si affiancano a noi, e poi discretamente se ne vanno. Ma in quel breve tragitto ci danno molto, e non solo in termini di affetto o gratificazione. Noi animali umani viviamo la nostra vita tra mille vicissitudini che creano la storia dell’uomo. Ci interfacciamo tra di noi in mezzo a mille battaglie piccole e grandi, dalle guerre tra le pareti domestiche, tra vicini di casa, fino ai conflitti mondiali. Una umanità variegata composta da idealisti che cercano di costruire un mondo migliore, e da egoisti che perseguono solo il potere, il denaro, la sopraffazione. La storia dell’umanità è complessa e densa di guerre, sopraffazioni, e grandi ideali. Ma tutto questo si svolge in un grande teatro che è la natura, e accanto a noi ci sono altre creature che a malapena intravvediamo come il nostro scenario. Eppure queste creature non sono uno scenario. Sono realtà vive e vitali, sono “persone” come noi, anche se differenti nell’aspetto, con proprie culture, usi e costumi, emozioni, consapevolezza.

Tenendo presente quest’ottica partiamo ora per la nostra passeggiata tra le stelle. Ecco le costellazioni chiamate con nomi di animali.


Aquila

L'Aquila si trova a cavallo dell'equatore celeste ed è ben visibile nei mesi dell'estate boreale,

vicino alla costellazione di Ercole a sua volta adiacente alla Corona Boreale. È una delle costellazioni elencate da Tolomeo ed è presente già nei cataloghi mesopotamici risalenti a 3.200 anni fa. I Greci associavano l’Aquila a Zeus, era infatti l’uccello del tuono, incaricato di riportare i fulmini scagliati dalla mano del dio. Anche gli Arabi videro in queste stelle la regina degli uccelli e chiamarono la costellazione Al Nasr al Tair, l'aquila volante, e Altair la sua stella più luminosa. Altair, oltre ad essere una delle stelle a noi più vicine, fa parte anche delle tre stelle del Triangolo Estivo, assieme a Deneb, nel Cigno, e a Vega, nella Lira.


Balena

La Balena è una costellazione del cielo australe molto estesa ma non facile da individuare. Si trova nei pressi dell’Acquario, dei Pesci e di Eridano, sopra la lunga linea immaginaria che unisce Aldebaran nel Toro a Fomalhaut nel Pesce Australe. Il periodo più propizio per la sua osservazione è compreso nei mesi fra settembre e gennaio.

Il suo nome latino, Cetus, deriva dal greco ketòs che significa mostro. Infatti Balena era il mostro che Poseidone, dio del mare, aveva incaricato di devastare il regno di Cassiopea dopo che la vanitosa regina aveva osato paragonare la sua bellezza a quella delle Nereidi. Il mostro sarà ucciso da Teseo e Poseidone lo metterà in cielo tra le stelle.


Animali celesti

Camaleonte

Il Camaleonte è una piccola costellazione circumpolare australe, invisibile dalle nostre latitudini ma sempre visibile nell'emisfero Sud, dove può essere facilmente rintracciata a partire dalla Croce del Sud. È stata riconosciuta in un tempo relativamente recente, sono stati i navigatori olandesi Pieter Keyser e Frederick Houtman ad individuarla nel loro viaggio in Madagascar fra il 1595 ed il 1597 e l’astronomo Plancius l’ha poi codificata nel 1598. Ad ufficializzata è stato nel 1603 Johann Bayer che l’ha introdotta nel suo catalogo stellare Uranometria.


Cane Maggiore e Cane Minore

Le due costellazioni rappresenterebbero i due cani di Orione e infatti si trovano proprio vicine alla grande costellazione regina del cielo invernale.

Il Cane Maggiore è visibile alla sera nei mesi compresi fra dicembre e aprile. Non è una costellazione molto estesa ma non è difficile individuarla perché il “naso” del Cane è la luminosissima stella Sirio, rintracciabile prolungando verso sud-est la linea ideale che unisce le tre stelle della cintura di Orione. È una costellazione australe ma si trova vicino all'equatore celeste e quindi risulta ben osservabile anche dalle regioni boreali, con la sola eccezione delle aree del circolo polare artico. I più potenti telescopi mostrano che vicino a Sirio è posta una stellina molto più debole. È la famosa Sirio B, riferimento tradizionale dei Dogon che ne erano a conoscenza ben prima che la scienza maggioritaria la scoprisse.

Sirio, il cui nome deriva dal greco se????? che vuol dire splendente e ardente, sorge al mattino nel periodo più caldo dell’anno e, visto che è chiamata anche stella del cane, in latino canicula, il periodo più caldo dell’anno è detto tempo della canicola.

Il Cane Minore è formata essenzialmente di due stelle, Procione, brillantissima, e Gomeisa. Procione significa letteralmente "prima del cane" in greco, perché nell'emisfero boreale sorge prima di Sirio, la Stella del Cane Maggiore. Anche il Cane Minore è una costellazione invernale, visibile da tutte le latitudini perché è molto vicina all’equatore celeste.


Cani da caccia

La costellazione dei Cani da Caccia si trova nell’emisfero nord, è piccola ed è stata codificata nel 1687 dall'astronomo polacco Johannes Hevelius utilizzando stelle che precedentemente erano considerate parte dell'Orsa Maggiore. Si trova poco a sud del timone del Grande Carro dell’Orsa Maggiore. I Cani da Caccia sono tenuti al guinzaglio da Boote e tentano di mordere le zampe dell’Orsa.


Cavallino

La costellazione del Cavallino è la più piccola del cielo, dopo la Croce del Sud. È situata vicino a Pegaso, il leggendario cavallo alato degli Dei. È formata da un gruppetto di quattro stelle disposte a formare un trapezio che ha suggerito l’dea di un puledro, mitologicamente quello che Mercurio donò a Castore, uno dei due Gemelli.


Cigno

Il Cigno è una delle 48 costellazioni riconosciute da Tolomeo. Nota fin dai tempi più antichi deve il nome di Cigno ad Eratostene, prima infatti era identificata semplicemente come un uccello. La figura del Cigno è legata alle imprese amorose di Zeus che aveva appunto preso le sembianze di Cigno per farsi accogliere tra le braccia dalla bella Nemesi o dalla regina Leda. Ma Zeus non è l’unico a trasformarsi in questo elegante uccello, ci sono anche altri personaggi mitici, tra questi Cicno, amico di Fetonte, oppure Orfeo che viene messo nel cielo accanto alla sua amata lira. Questa grande costellazione settentrionale, visibile di fatto in quasi tutte le notti dell’anno, rappresenta appunto un cigno con le ali aperte, in volo verso sud. La coda del Cigno è la stella Deneb, una delle tre stelle del Triangolo Estivo, con Vega e Altair. La testa è invece Albireo, una stella doppia.


Colomba

La Colomba è una piccola costellazione le cui stelle sono disposte in modo da somigliare ad un uccello in volo. È una costellazione australe e si trova a sud del Cane Maggiore e della Lepre. Il suo nome farebbe riferimento al viaggio degli argonauti, quando una colomba fu appunto mandata in avanscoperta per facilitare l’attraversamento dell’insidioso canale delle Simplegadi. È stata introdotta nell’elenco delle costellazioni solo in epoca moderna.


Animali celesti

Corvo

Il Corvo è una piccola costellazione meridionale, situata nei pressi della Vergine. Era già presente nell’elenco di Tolomeo. Il suo nome deriva dal corvo che Apollo, dio della musica e della poesia, portava sempre con sé.


Delfino

Anche il Delfino fa parte delle costellazioni elencate da Tolomeo. La sua forma ricorda quella di un delfino che salta. È una piccola costellazione dell’emisfero settentrionale ma molto vicina dall'equatore celeste. Si può ammirare nel cielo sul bordo sudorientale della Via Lattea.


Giraffa

La Giraffa invece è una costellazione moderna probabilmente ideata dall’astronomo fiammingo Petrus Plancius e poi registrata ufficialmente da Jakob Bartsch, genero di Keplero, nel 1624. È una costellazione dell'emisfero nord estesa ma composta da stelle poco luminose. È situata proprio sotto la Stella Polare.


Gru

La Gru è una piccola costellazione del cielo australe costituita da stelle molto brillanti, disposte in modo da ricordare una gru che sta per spiccare il volo. Si trova a sud di Formalhaut ed è stata registrata per la prima volta nell'Uranometria di Johann Bayer, anche se probabilmente era già stata individuata precedentemente.


Lepre

La Lepre è una costellazione meridionale, presente già nell’elenco di Tolomeo. Si trova vicina al bordo della Via Lattea subito sotto Orione. Le stelle del cielo però possono essere lette in modo diverso, secondo l’esperienza e la cultura di chi l’osserva, così ad esempio, per gli Arabi, le stelle della lepre rappresenterebbero dei cammelli che si abbeverano nella Via Lattea.


Lince

La Lince è una debole costellazione settentrionale introdotta solo in epoca moderna, più precisamente nel XVII secolo, dall'astronomo polacco Johannes Hevelius. Il nome “lince” ha una motivazione divertente: la costellazione è poco evidente e ci vogliono occhi di lince per individuarla nel cielo. La Lince si trova sopra i Gemelli, fra il Grande Carro e l’Auriga.


Lucertola

La Lucertola è una costellazione moderna, introdotta dall’astronomo polacco Johannes Hevelius nel XVII. È piccola e proprio per le sue ridotte dimensioni e per la sua posizione stretta fra le più brillanti Cefeo e Cassiopea, venne chiamata Lucertola.


Lupo

Il Lupo è una costellazione meridionale, presente nell’Almagesto di Tolomeo. È nota fin dall’antichità, però con altri nomi: per i Babilonesi era il Cane Selvaggio, per i Romani la Bestia. Probabilmente il nome Lupo le è stato dato nel periodo del Rinascimento. La costellazione del Lupo si trova sul bordo del tratto della Via Lattea meridionale, compreso fra il Centauro e lo Scorpione.


Mosca

La costellazione della Mosca è situata vicino alla Via Lattea australe poco più a sud della Croce del Sud. È una costellazione moderna. Nota precedentemente come Musca Australis, in contrapposizione ad una Musca Borealis, che si trovava a nord-est dell'Ariete. La Musca Borealis ora non rientra più nell’elenco delle costellazioni e così la Musca Australis ora viene chiamata semplicemente Musca o, talvolta, Musca indica, uno dei vari nomi assunti in passato. Nella sua direzione è presente la nube molecolare Mosca, la prima nube interstellare ad essere studiata tridimensionalmente e a diventare oggetto di un’ interessante ricerca musicale. Nel 2018 trasformando in note le vibrazioni prodotte dalle onde magnetiche di questa nube di polveri e gas, si è ottenuta la "Canzone della Mosca".

(https://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2018/05/14/la-nascita-delle-stelle-diventa-musica-ascolta_f3b02ffd-719f-4bb7-a5a2-fc613488b42d.html)


Animali celesti

Orsa Maggiore e Orsa Minore

Dette anche Grande Carro e Piccolo Carro sono due costellazioni settentrionali. Situate molto a Nord, risultano visibili tutto l’anno e per tutta la notte, naturalmente per chi vive nel nostro emisfero, e sono state utilizzate fin dai tempi antichi per orientarsi. Tra le stelle dell’Orsa Minore è infatti compresa la Stella Polare, il riferimento per trovare il Nord. Proprio dalla parola greca Arktos (Orso) derivano i termini artico e Artide. Entrambe le Orse sono formate da sette stelle principali che riproducono un disegno simile e facilmente individuabile nel cielo. Curiosamente mentre in alcuni paesi d’Europa e America il disegno viene anche interpretato come Mestolo o Pentolino, per i nativi americani torna ad essere l’Orsa.


Pavone

Il Pavone è una costellazione dell'emisfero sud, invisibile alle nostre latitudini. Introdotta da Johann Bayer nel 1603, è una costellazione moderna, ma il suo nome si riferisce a miti ellenici. Il pavone per i Greci era un uccello sacro ad Era, la dea che aveva fatto nascere la Via Lattea dal suo seno. Nel cielo il Pavone era Argo dai cento occhi, ucciso da Hermes per liberare la bella Io che il gigante aveva avuto in custodia da Era stessa. Gli occhi di Argo sono sulle piume della coda del pavone. La costellazione del Pavone è piccola ma composta da stelle luminose, si può individuare partendo dallo Scorpione e dal Sagittario e andando verso sud.


Pesce Australe

Come dice il nome, la costellazione del Pesce Australe appartiene all’emisfero Sud ed è particolarmente bassa sull’orizzonte, tanto da essere visibile anche dagli abitanti dell’emisfero Nord. La sua stella più luminosa è Fomalhaut, la più brillante del cielo australe. I riferimenti mitologici a questa costellazione sono numerosi. Secondo alcuni si tratterebbe del pesce ossirinco quello che inghiottì il pene di Osiride, dopo che il dio egizio era stato ucciso e fatto a pezzi dal malvagio fratello Set. Secondo altri si tratta di Oannes, il dio pesce giunto sulla Terra dalle stelle per insegnare all’umanità la scienza, le arti e la civiltà e che ora dall’alto la protegge. Secondo altri ancora è il pesce che salvò la dea della fertilità Derceto che aveva tentato il suicidio gettandosi in un lago vicino all’Eufrate.


Serpente

Il Serpente è tra le costellazioni riconosciute da Tolomeo. Attualmente è l'unica ad essere divisa in due parti, chiamate rispettivamente Testa e Coda del Serpente. Tra le due parti si trova Ofiuco, il Serpentario, personaggio che si identifica con Ascelpio (Esculapio per i Romani), dio delle arti mediche figlio di Apollo. La mitologia racconta che, quando Ofiuco uccise il serpente che aveva causato la morte di un suo amico, sopraggiunse un secondo serpente portando con sé un’erba medicinale. Il secondo serpente appoggiò l’erba sul corpo del primo e miracolosamente lo resuscitò. Ofiuco allora fece la stessa cosa con l’amico morto e anche questa volta la misteriosa erba fece il suo effetto. Da quel momento Ofiuco acquisì la capacità di resuscitare i morti. Un mito interessante che mette insieme il serpente, l’albero della vita, la morte e la rinascita e che riecheggia le leggende della tradizione ancestrale dell’umanità.

La costellazione del Serpente non ha stelle molto luminose ma è abbastanza visibile se il cielo è sereno da maggio a settembre. La parte della Testa è quasi interamente a nord dell'equatore celeste, mentre la parte della Coda lo attraversa.


Tucano

Il Tucano è una costellazione moderna individuata alla fine del XVI secolo dai navigatori olandesi Pieter Keyser e Frederick de Houtman e introdotta da Johann Bayer nel 1603, nella sua Uranometria. È una costellazione australe interessante perché al suo estremo meridionale si trova la Piccola Nube di Magellano, una galassia satellite della Via Lattea.


Uccello del Paradiso

L'Uccello del Paradiso è una debole costellazione vicina al polo sud celeste. Identificata nell’ultimo decennio del sedicesimo secolo dai navigatori olandesi, Pieter Keyser e Frederick de Houtman, deve il suo nome all’astronomo Plancius. Johann Bayer la inserì nell'Uranometria nel 1603.


Volpetta

Infine la Volpetta, debole costellazione settentrionale situata al centro del Triangolo Estivo, è stata introdotta da Hevelius nel 1690.


Rosalba Nattero, Giancarlo Barbadoro "Tutti figli di Madre Terra: L’Ecospiritualità nel rapporto con gli animali", Edizioni Triskel. Il libro è reperibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino o al sito www.triskeledition.com anche in formato e-book.


Previsioni per il mese


Cancro: Progetto nuovo: Quello che hai elaborato il mese scorso ora può prendere forma. Forse è un po’ diverso dalle cose a cui sei abituato ma sembra destinato ad avere fortuna.

Leone: Imprevedibili evoluzioni: Usa la logica per esaminare le situazioni e non dimenticare che possono esserci aspetti che la troppa sicurezza può trascurare.

Vergine: Pensare troppo: Ci hai ragionato tanto fino a convincerti di aver capito bene i termini della questione e invece, ora, saltano fuori elementi completamente imprevisti che ti costringono ad un salto di logica.

Bilancia: Un bivio: Trasparente come cristallo o denso come la sua matrice? Vivace come l’aria o logico e pragmatico come la terra? Sei come sospeso tra queste due modalità di pensare e di agire.

Scorpione: Fuori nel sole: Hai voglia di esprimere quello che senti dentro di te e sei piuttosto insofferente a tutto ciò che ti sembra obbligatorio o che comunque pone dei limiti.

Sagittario: Belle speranze: Ti senti pieno di energie e di ottimismo per quanto riguarda il futuro.

Capricorno: Frutti che maturano: L’indeterminatezza del mese scorso si è sciolta e si vedono invece nuove situazioni prendere forma. Sono frutti degli imprevisti che hanno scompigliato il tuo mondo ed ora manifestano il loro lato interessante.

Acquario: Poco peso: Mese un po’ faticoso ma hai dalla tua parte la tua capacità di rispondere in modo brillante e anticonvenzionale alle difficoltà, tanto da svuotarle dalla loro pesantezza.

Pesci: Il fascino del disordine: Mese un po’ confuso e contradditorio ma tu in mezzo alla confusione sai nuotare tranquillamente e sentirti a tuo agio.

Ariete: Piccole cose interessanti: Piccoli risultati ma piuttosto significativi ti attendono in questo mese d’estate.

Toro: La quiete dopo la tempesta: Umore “temporalesco” a inizio mese, dovuto forse ad un eccesso di energia. Con l’avanzare dei giorni la tensione si scioglie e torna il sereno.

Gemelli: Sguardo attento: Sei brillante ma non superficiale. Stai guardandoti intorno ma osservi quello che sta sotto la superficie.



George Orwell

Un personaggio del Cancro: George Orwell


Quattro zampe buono, due zampe cattivo


George Orwell è noto soprattutto come autore de “La fattoria degli animali” e di “1984”, due romanzi distopici ma profondi e soprattutto sempre attuali perché improntati allo smascheramento dei meccanismi che stanno alla base della conquista e del mantenimento del potere sugli altri e del totalitarismo. Dal primo libro è tratta la frase d’apertura, lo slogan con cui gli animali della fattoria sintetizzano la loro presa di coscienza e la loro lotta contro gli oppressori umani. Nel secondo libro si parla invece del “Grande Fratello”, divenuto una locuzione usata per indicare il potere che gestisce le persone, privandole della loro libertà e della loro umanità. Orwell nei suoi scritti rivela la sua avversione per ogni tipo di totalitarismo, al di là della colorazione politica. Del suo Segno zodiacale, il Cancro, impersona l’impossibilità di accettare l’ingiustizia.George Orwell, il cui vero nome è Eric Arthur Blair, nasce il 25 giugno 1903 a Motihari in India, dove suo padre lavora come funzionario amministrativo dell’Impero britannico. Trascorre però la sua infanzia in Inghilterra con la madre e le due sorelle. Studia prima al college di St. Cyprian a Eastbourne e poi, grazie a una borsa di studio, all’Eton. Il periodo della scuola è piuttosto infelice per Eric, i suoi compagni, per lo più provenienti da famiglie ricche, lo emarginano e gli insegnanti, per come li descriverà, sono degli snob dalle idee ristrette che anziché prendere le sue parti avvallano la situazione. Per fortuna negli ultimi anni scolastici riesce, grazie al suo tutor, a elaborare un suo stile letterario e a coltivare i suoi interessi. Certo queste esperienze non lo portano ad amare molto la scuola e infatti non si iscriverà mai all’università, preferendo invece tornare in oriente, in Birmania, dove si arruola nella Polizia Imperiale. È il 1922. Cinque anni dopo si dimette perché non riesce più ad accettare l’imperialismo britannico. Le sue esperienze in oriente saranno l’argomento dei suoi primi scritti, Burmese Days (1934), Shooting an Elephant (1936) e A Hanging (1950).

George Orwell

I temi dell’ingiustizia e della povertà lo coinvolgono particolarmente, li sente sulla sua pelle, tanto che, tornato a Londra, decide di vivere tra gli homeless e nei quartieri più miseri della città. Anche quando si sposta a Parigi accetta i lavori più umili e faticosi. Pubblicherà un libro sulle vicende vissute in questi anni, Down and Out in Paris and London (1933). Intanto comincia ad interessarsi al socialismo. È molto critico nei confronti della borghesia inglese e della sua mentalità, che del resto aveva già dovuto subire ai tempi della scuola, e la descrive in due romanzi A Clergyman’s Daughter (1935) e Keep the Aspidistra Flying (1936). Conduce anche un’indagine sulle condizioni di vita dei minatori e degli operai inglesi e ne riporta le sue conclusioni nel libro The Road to Wigan Pier (1937). Partecipa alla guerra civile spagnola durante la quale viene ferito e quindi ritorna in Inghilterra. Racconterà la sua esperienza in Homage to Catalonia (1938). Non partecipa invece al secondo conflitto mondiale a causa della sua salute. In quel periodo lavora invece per la BBC, scrive per il Tribune e soprattutto scrive Animal farm che pubblica nel 1944.

George Orwell

Animal farm è un romanzo allegorico sulla rivoluzione russa. Usando il linguaggio simbolico delle favole classiche di Esopo e Fedro, in cui gli animali incarnano caratteristiche umane, e con uno stile molto semplice e fortemente ironico, Orwell racconta la vicenda degli animali che vivono e lavorano come schiavi nella fattoria di Mr Jones. Uno dei maiali, Old Major, che sogna di poter vivere in una fattoria senza padroni, coinvolge gli altri animali nella rivolta e al grido di “quattro zampe buono, due zampe cattivo” Mr Jones viene cacciato dalla fattoria. Ma l’uguaglianza dura poco perché i maiali cominciano a cambiare le carte in tavola e a considerare che alcuni animali, cioè loro stessi, sono più uguali degli altri e poco alla volta finiscono col diventare indistinguibili dagli uomini contro i quali avevano lottato. Con questo libro Orwell diventa famoso in tutto il mondo. L’altro suo capolavoro Nineteen Eighty-Four, pubblicato nel 1950, è scritto nel 1948 e da quest’anno deriva il titolo. Invertendo le due ultime cifre: 1948 diventa infatti 1984. Ambientato in una Londra del futuro, capitale di uno stato governato dal Grande Fratello, personaggio misterioso ed invisibile a capo di un partito unico che controlla tutto e tutti attraverso telecamere disposte ovunque. Grandi schermi e microfoni diffondono continuamente i dictat del partito. Tutti devono essere uniformati, non esiste una vera individualità, la storia viene continuamente modificata in base a ciò che fa comodo al partito come un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva. In nessun caso era possibile, una volta portata a termine l’opera, dimostrare che una qualsiasi falsificazione avesse avuto luogo. Perfino la lingua viene ridotta in modo che sia impossibile esprimere pareri personali. L’odio e la paura sono gli unici sentimenti concessi e addirittura viene proposto il bipensiero che implica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe, come ulteriore strumento di annebbiamento mentale.

George Orwell muore poche settimane dopo la pubblicazione di Nineteen Eighty-Four a causa della tubercolosi di cui soffriva da diversi anni. 



GIUGNO 2021


Un fiume di stelle


Eridano, un fiume di stelle

C’è, nel cielo, una costellazione che ricorda un fiume tortuoso, si chiama Eridano, come anticamente si chiamava il Po. È una delle quarantotto riconosciute ed elencate da Tolomeo e ancora oggi appartiene all’iconografia stellare moderna della volta celeste, ci ricordano Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero in “Rama, antica città celtica”, il libro che abbiamo presentato il mese scorso.

La costellazione di Eridano è interessante perché lega insieme la mappa del cielo con quella del mito e quella del passato più lontano ancora presente e vivo tra i popoli della Terra.

Eridano è infatti una figura che si sovrappone a quella di Fetonte, la misteriosa, e probabilmente non unica creatura, che giunse dalle stelle in tempi remoti, portando agli uomini il grande dono di conoscenza identificato simbolicamente nella coppa del Graal.

Eridano, un fiume di stelle

Se per noi Eridano è il Po, è vero che, nel tempo, civiltà diverse identificarono il lungo fiume di stelle con altri corsi d’acqua, per loro fondamentali fonti di vita, ad esempio per gli Egizi, Eridano era il Nilo. Una leggenda fa emergere l’inaspettato legame tra l’Egitto e Torino, tra il Nilo e il Po, tra Eridano e Fetonte. Leggiamo infatti, sempre in “Rama, antica città celtica”, che Eridano, principe egizio, detentore del segreto del Graal, giunse in Piemonte con il suo esercito personale per cercare le tracce della discesa di Fetonte e stabilire una colonia presso l’antica città di Rama, la città ciclopica nata proprio dove il dio era sceso dal cielo. Per questo suo compito gli venne poi dato il nome di Fetonte-Eridano.

La leggenda prosegue raccontando che il principe, dopo la riedificazione di Rama, un giorno, durante una corsa forsennata su una quadriga lungo le rive del fiume Po, perse il controllo, precipitò nelle acque del fiume e morì annegato. Ecco perché al fiume venne dato il nome di Eridano e perché, possiamo aggiungere, su questo evento si costruì il mito del figlio del Sole che cadde nel fiume. Un evento tragico ma così significativo da essere “scritto” nel cielo per essere ricordato.

Eridano, un fiume di stelle

La costellazione di Eridano, dal punto di vista astronomico presenta alcune particolarità interessanti. È una costellazione dell’emisfero australe che si prolunga fino al nostro emisfero e risulta in parte visibile anche dalle nostre latitudini. Molte delle sue stelle sono relativamente vicine al nostro sistema solare, ben visibili nel cielo e note fin dall’antichità, per cui sono indicate da nomi propri e non soltanto da sigle. Questa costellazione rivela anche una “curiosità fantascientifica”, una delle sue stelle infatti, la ο2 Eri, sarebbe la stella intorno a cui ruota il pianeta Vulcano, patria del Mister Spock della leggendaria serie televisiva di Star Trek.

Ma ciò che colpisce, e un poco anche commuove, è osservare che Eridano, ancora oggi nella sua estensione (…) copre un grande arco di cielo unendo l’emisfero boreale a quello australe. La sorgente del fiume viene fatta nascere dalla stella Achernar che, quattromila anni fa, per via del fenomeno della precessione degli equinozi, costituiva la «stella polare» dell’emisfero australe. La sua luce brillava sul misterioso continente dell’Antartide, considerato dagli esegeti come la sede dell’antico Eden da cui era sorta l’umanità. Questo lungo fiume di stelle ci lega quindi al nostro lontano passato, all’epoca in cui l’umanità viveva felice tra terra e cielo, quasi un messaggio di speranza per questo tempo attuale e inoltre seguendo varie concatenazioni di stelle sino ad arrivare nell’emisfero boreale ai piedi della costellazione di Orione diventa un legame luminoso tra i due emisferi del nostro mondo, un legame di fratellanza fra tutti gli abitanti del pianeta azzurro.




Tutte le citazioni sono tratte dal libro  "Rama, Antica Città Celtica" di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Edizioni Età dell’Acquario.


Previsioni per il mese


Gemelli: Verso la rinascita: Giugno sosterrà tutti i tuoi tentativi di cambiare le situazioni in meglio, di costruire concretamente ciò che finora hai solo osato sperare.

Cancro: Visione armonica: È il tempo adatto per elaborare progetti che saprai valutare sotto diversi punti di vista e nelle loro sfaccettature meno evidenti. il tuo sguardo saprà cogliere l’armonia in cui inserirli.

Leone: Nuovo equilibrio: Ti stai attestando su una nuova dimensione di te stesso e questo ti regala slancio, passione e ottimismo anche se dovrai ancora affrontare qualche momento improvviso e inaspettato di chiusura o pessimismo.

Vergine: Indecisione: Sei già con un piede in un periodo nuovo ma trattieni il passo e resti un po’ interdetto davanti alle proposte e alle opportunità che ti si presentano.

Bilancia: Stabilità: È tempo di sosta, usalo per costruire e curare una tesi di base solida e sicura da cui ripartire.

Scorpione: Domani è vicino: Sai guardare avanti con lucidità e questo ti permette di fare programmi a lungo termine. Mese da sfruttare se intendi cambiare o ampliare le tue attività o il tuo habitat.

Sagittario: Concentrazione: Resta concentrato e dai attenzione a quello che stai facendo senza spazientirti e senza pretendere troppo da questo periodo. Quello che desideri lo devi costruire.

Capricorno: Incertezza: Imprevisti scompigliano i tuoi piani in questo momento in cui ti piacerebbe che tutto fosse in ordine. In realtà non son eventi negativi ma non ti piacciono più di tanto in questo mese un po’ indeterminato.

Acquario: Il sole brilla: Un po’ di stanchezza fisica e un po’ di preoccupazione per un evento che ti aspetti stia per accadere dovrebbero presto sciogliersi come neve al sole.

Pesci: Alla ricerca della dolcezza: Hai bisogno di rigenerarti e di riacquistare il senso di dolcezza della vita, il benessere che nasce dall’armonia.

Ariete: Mantieni la lucidità: Non è facile chiedere ad un Ariete di mantenere la calma però questo sarà il tuo compito questo mese, non farti travolgere dall’emotività che alcune persone possono suscitare in te.

Toro: Al lavoro!: Questo mese favorisce tutto ciò in cui metti la tua energia, la tua perseveranza e il tuo coraggio, in armonia con ciò che hai intorno. Aggressività e testardaggine saranno invece sempre controproducenti.



Dante Alighieri

Un personaggio dei Gemelli: Dante Alighieri


I’ mi volsi a man destra, e puosi mente

all’altro polo e vidi quattro stelle

non viste mai fuor ch’a la prima gente

Così Dante Alighieri, il sommo poeta che certo non ha bisogno di molte presentazioni, scrive nelle sua Commedia, riferendosi alla Croce del Sud e lasciando stupiti i suoi lettori perché, teoricamente, nel medioevo, in Europa, la costellazione che indica il Polo Sud, invisibile alle nostre latitudini, non doveva essere nota. Sono versi che lasciano intravedere un Dante meno conosciuto e in possesso di conoscenze più ricche e profonde di quelle che normalmente gli si attribuiscono. Il Dante che si studia a scuola è il cantore del Dolce Stil Novo, l’innamorato di Beatrice, l’uomo attivo politicamente nella sua Firenze, il poeta in esilio e soprattutto l’autore della Commedia, che Boccaccio per primo definirà divina, ritenuta capolavoro indiscusso della letteratura mondiale. Meno noti sono invece altri aspetti della sua vita come i suoi rapporti con i Catari, i Templari e le filosofie orientali o l’esoterismo delle sue composizioni poetiche.

Proprio nel tentativo di ridefinire un ritratto di Dante e del suo tempo il Centro Studi Giancarlo Barbadoro ha proposto una serata con lo scrittore e ricercatore Giancarlo Guerreri, intervistato da Rosalba Nattero, in cui sono emersi gli aspetti meno noti della vita e dell’opera del poeta. Gli scritti dell’Alighieri, afferma Guerreri, contengono diversi linguaggi e, oltre a quello simbolico, quello allegorico e quello morale ce n’è un quarto, che nessuno vuole insegnare, quello esoterico anagogico. Ci sono cioè, nelle sue opere, concetti nascosti riferiti a valori trascendenti. Si parla di trascendenza e spiritualità ma non in senso cristiano, come vorrebbe la chiesa attuale. Dante, dice ancora Guerreri, nel suo tempo era considerato un eretico, fu esiliato e condannato a morte e la sua riabilitazione ufficiale, da parte della Chiesa, avverrà solo nel XX secolo grazie a Benedetto XV. Del resto nella Divina Commedia nessun papa viene messo in Paradiso e questo è piuttosto significativo. In sostanza Dante costruisce la struttura del suo capolavoro utilizzando tre contenitori, Inferno, Purgatorio e Paradiso, che danno all’opera una parvenza cristiana ma poi li utilizza liberamente a modo suo.

Dante Alighieri

Vediamo ora Dante nella sua veste di rappresentante del Segno dei Gemelli. Dal suo Segno di nascita eredita la vivacità del pensiero, la curiosità verso il mondo terreno e ultraterreno, la capacità di sviluppare profonde teorie metafisiche.


Dante Alighieri nasce a Firenze nel 1265 tra i 21 maggio e il 21 giugno. Non ci sono in effetti documenti ad attestare con più precisione il periodo ma la data è dedotta da alcuni versi della Divina Commedia, in particolare del Paradiso, in cui è lui stesso a dichiarare di essere nato nel Segno dei Gemelli.

tu non avresti in tanto tratto e messo 
nel foco il dito, in quant’io vidi ‘l segno 
che segue il Tauro e fui dentro da esso.

O gloriose stelle, o lume pregno 
di gran virtù, dal quale io riconosco 
tutto, qual che si sia, il mio ingegno,

con voi nasceva e s’ascondeva vosco 
quelli ch’è padre d’ogne mortal vita, 
quand’io sentì di prima l’aere tosco;

In sostanza afferma che in un tempo più breve di quello impiegato a ritrarre un dito dal fuoco dopo averlo toccato, viene a trovarsi nella costellazione che segue quella del Toro, la sua. Un insieme di stelle gloriose da cui riconosce di aver avuto le sue capacità mentre il Sole, padre di ogni vita mortale, nasce e tramonta con loro, nell’aria toscana.

Con questi versi Dante mostra anche di avere stima dell’astrologia, scienza non molto cara alla Chiesa, anche se in quegli anni forse ancora tollerata.

Dante nasce in una famiglia della piccola nobiltà ma della sua infanzia, della sua prima giovinezza e dei suoi studi si sa poco. Del suo aspetto fisico ci parlano numerosi ritratti che lo disegnano quasi sempre di profilo con il famoso naso aquilino. Una descrizione ce la fornisce Giovanni Boccaccio nel suo Trattatello in laude di Dante, lo stesso in cui definisce “divina” la Commedia. Boccaccio scrive: Fu adunque questo nostro poeta di mediocre statura… Il suo volto fu lungo e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labbro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso.

Dante Alighieri

Della sua vita conosciamo l’impegno politico nel clima teso e turbolento della Firenze di quegli anni, il suo schierarsi prima contro i ghibellini, sostenitori del potere dell’imperatore e poi contro i guelfi neri per difendere l’autonomia della sua città contro l’eccessiva ingerenza politica del pontefice, fino alla vittoria dei guelfi neri e alla sua condanna all’esilio nel 1302. Sappiamo del suo matrimonio a vent’anni con Gemma Donati e dei loro tre o forse quattro figli e del suo famoso incontro con Beatrice identificata storicamente con Bice Portinari, ma in realtà personificazione della Conoscenza, a cui Dante dedica rime d’amore dal significato esoterico. Il nostro poeta vive in un periodo di grande fermento culturale, in cui si intrecciano

le tematiche dei Trovatori provenzali, le rielaborazioni della scuola siciliana, i contatti con la cultura araba, l’abbandono del latino come lingua colta ma ormai poco vitale a favore del volgare e delle sue potenzialità espressive e creative. In questo fervore si mescolavano da un lato i rigidi paletti della Chiesa e dall’altro filosofie diverse che affondavano le loro conoscenze in quelle profonde del passato dell’umanità. Catari e Templari che saranno massacrati rispettivamente nel 1278 nel 1314, usavano formalmente un linguaggio cristiano, ricorda Rosalba Nattero, ma i contenuti erano invece di ben altra natura e si riferivano all’antica Tradizione e al suo messaggio di spiritualità libera, in cui ogni essere nel suo percorso di crescita, poteva rapportarsi direttamente con l’assoluto. La poesia è una sorta di linguaggio segreto per comunicare con gli appartenenti del gruppo con cui si condivide la ricerca spirituale. Il poetare di Dante si inserisce in questo crogiuolo culturale, le sue rime d’amore sono rivolte alla Conoscenza, come quelle degli altri Fedeli d’Amore. E la sua Divina Commedia, viaggio tra i luoghi invisibili dell’autre monde, si rivela come un racconto esoterico, un percorso spirituale di crescita attraverso le fasi alchemiche per giungere all’assoluto.

Dante morirà esule a Ravenna il 14 settembre 1321. Quest’anno ricorre il settimo centenario della sua morte.



Si è parlato di Dante giovedì 8 aprile alle ore 21 in diretta Facebook sulla pagina del Centro Studi Giancarlo Barbadoro, dove è possibile ascoltare la registrazione dell’evento: https://www.facebook.com/CentroStudiBarbadoro/videos/824905208234022



MAGGIO 2021


Siamo figli delle stelle?


Siamo figli delle stelle?

Già in altre puntate abbiamo trattato del mito di Fetonte, straordinariamente simile ad altri miti di culture diverse e geograficamente lontane tra loro, che parla di un dono di conoscenza fatto all’umanità di questo pianeta da esseri venuti dalle stelle. Un mito che parla del territorio dell’attuale Valle di Susa come luogo in cui avvenne questo incontro con esseri che ora definiremmo alieni. Un mito che se avesse una realtà storica modificherebbe completamente l’immagine del nostro passato e quindi della nostra stessa identità. I nostri antenati non sarebbero più quei cavernicoli grezzi che i libri di scuola ci hanno fatto conoscere attraverso ricostruzioni fantasiose, ma esseri che raccolsero un dono da misteriosi maestri scesi dal cielo e grazie a questo costruirono una civiltà edenica in cui vivere in armonia con gli altri figli di Madre Terra.

Proprio nel marzo scorso è uscita la nuova edizione, aggiornata e ampliata, del libro Rama, antica città celtica, di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, per le Edizioni dell’Età dell’Acquario. Il libro raccoglie i risultati delle ricerche di Barbadoro che, sulla base del mito di Fetonte, ha cercato le tracce di Rama, la misteriosa città megalitica che sorgeva alle falde del Rocciamelone, proprio nel luogo in cui in tempi lontanissimi, Fetonte sarebbe sceso e avrebbe incontrato l’umanità di allora. Si racconta nel libro che Rama, più volte distrutta e ricostruita, nell’epoca della sua massima espansione, si estendesse oltralpe verso occidente e fino alle porte dell’attuale Torino verso oriente. Come Schliemann ha trovato Troia basandosi sui versi di Omero, così Barbadoro è riuscito a dare realtà storica a Rama con la raccolta, in cinquant’anni di ricerche, delle numerose testimonianze megalitiche, disseminate su una vasta area del Piemonte, e soprattutto con il ritrovamento delle sue mura ciclopiche. Il libro presenta luoghi e monumenti che, pur non essendo tutelati come tali, inseriscono questi territori nella mappa delle grandi pietre che sorgono su tutto il nostro pianeta, a testimoniare una grande civiltà diffusa, in tempi remoti, su tutta la Terra.

Siamo figli delle stelle?

Miti, leggende, folklore e pietre hanno trattenuto il ricordo dell’antica esperienza dell’umanità e. come capsule del tempo, restituiscono il loro contenuto a chi cerca e ha una chiave interpretativa che consente di comprenderne il significato.

Queste ricerche di Giancarlo Barbadoro, venuto a mancare nel 2019, continuano ad essere portate avanti da Rosalba Nattero che già con lui aveva partecipato a numerose scoperte. Chiediamo a Rosalba che cosa è stato per lei vivere questa avventura insieme a Giancarlo. È stata un’esperienza entusiasmante – risponde Rosalba – a metà tra un viaggio temporale e un percorso attraverso il mito. Giancarlo ha dedicato gran parte della sua vita a raccogliere frammenti di Tradizione sciamanico druidica e si può dire che abbia vissuto due vite parallele: una come membro di una comunità autoctona e un’altra nella società ordinaria. Questa doppia appartenenza gli ha permesso di avere una chiave interpretativa ineguagliabile che lo ha portato a fare grandi scoperte.

Siamo figli delle stelle?

Di Rama se ne parlava ancora nel medioevo, ma poi secoli di buio l’hanno fatta dimenticare. È un argomento che è stato ripreso da ricercatori e archeologi dell’ottocento e successivamente, altro blackout. Fino agli anni ’70 del secolo scorso, quando Giancarlo ha riportato alla luce questo mito, seguendo le indicazioni degli anziani delle Famiglie Celtiche, che lo hanno portato a scoprire delle tracce molto evidenti di questo mito, che a quel punto non era più solo una leggenda. Avendo una chiave interpretativa è stato relativamente semplice trovare i reperti ancora esistenti di questa mitica città, sia nelle valli piemontesi che oltralpe. Già da parecchi anni a Champcella, tra Briançon ed Embrun, sono in corso degli scavi archeologici per studiare i ritrovamenti della città di Rama sulla base delle testimonianze lasciate dai Romani. Tuttavia ci sono elementi allo studio degli archeologi che fanno pensare che la Rama romana sorgesse sopra una città molto più antica, di origini celtiche, confermando l’ipotesi di Giancarlo.

Quindi sì, è stato un viaggio straordinario nel passato, ma è un viaggio che continua e proseguirà anche nel futuro, in quanto Rama ha ancora molti segreti da svelare.

E mentre ci godiamo la lettura di Rama, antica città celtica, percorrendo con Giancarlo e Rosalba i sentieri delle valli e del mito, già ci aspettiamo nuove scoperte in questo viaggio a ritroso che ci porta più vicini alla nostra vera storia e alla nostra vera identità.


Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero - Rama, Antica Città Celtica - Edizioni Età dell’Acquario è disponibile nelle migliori librerie, alla Grotta di Merlino, in piazza Statuto 15 a Torino e sul sito www.triskeledition.com.

Si è parlato di Rama, Antica Città Celtica giovedì 22 aprile alle ore 21 in diretta Facebook sulla pagina del Centro Studi Giancarlo Barbadoro, dove è possibile ascoltare la registrazione dell’evento.


Previsioni per il mese


Toro: Corsa veloce: Ci sono tante opportunità nuove e interessanti e se vuoi coglierle tutte devi essere veloce. Maggio sarà un mese interessante.

Gemelli: Un passo dopo l’altro: Gradualmente stai cambiando dentro di te e anche la tua vita muta e ti porta su nuovi sentieri.

Cancro: Segui il ritmo: Mantieni l’attenzione e ti sarà facile capire quando agire e quando fermarti, quando impegnarti e quando rilassarti.

Leone: Riscopri la leggerezza: Vieni da un mese un po’ “pesante” ed ora hai voglia di leggerezza. Maggio ti promette meno tensione e uno stato d’animo positivo.

Vergine: Nuovo panorama: Ci sono novità interessanti che disegnano panorami diversi da quelli a cui sei abituato.

Bilancia: È già domani: Il futuro ti chiama. È tempo di progettare, di vedere opportunità che verranno. Senza affannarsi però, non ce n’è bisogno.

Scorpione: Qui e ora: Vivi pienamente ogni momento senza pensare al prima, al dopo, al perché.

Sagittario: Serenamente: Potrebbe essere un mese senza pensieri, fatto di situazioni positive da vivere con altri che hanno fiducia in te.

Capricorno: Cedere il passo: Hai dato molto e ora senti un po’ di stanchezza. Prenditi momenti di pausa per recuperare le energie.

Acquario: Occhi aperti: Osserva attentamente ciò che hai intorno, le persone, le forze in campo, per avere elementi validi nelle decisioni che dovrai prendere.

Pesci: Saper nuotare: Maggio sarà un po’ come il mare, a volte calmo, a volte in tempesta, ma un buon nuotatore sa cavarsela tra le onde.

Ariete: Grande abbondanza: Nel mese scorso era in atto una trasformazione che ora sta prendendo forma e ti invita a muoverti in questa nuova realtà, ricca di elementi e situazioni da vivere ed esplorare con attenzione e cura.



Nellie Bly

Un personaggio del Toro: Nellie Bly


Nelly Bly! Nelly Bly! Bring the broom along,

We'll sweep the kitchen clean, my dear,

And have a little song.

Poke the wood, my lady love

And make the fire burn,

And while I take the banjo down,

Just give the mush a turn.

Elizabeth Jane Cochran aka Nellie Bly è stata una ragazza coraggiosa, una grande giornalista e un’audace viaggiatrice. Vissuta a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento del secolo scorso non tenne conto dei limiti che la cultura del tempo imponeva alle donne e con grande naturalezza fece cose che per le donne, in quel momento, non erano neanche pensabili. La sua pragmatica fermezza fa di lei una degna rappresentante del Segno del Toro.

La vita di Elisabeth sembra essere il riscatto del personaggio della canzone di Stephen Foster, la Nellie Bly da cui ha preso il nome.

Elizabeth Jane Cochran, futura Nellie Bly, nasce il 5 maggio 1864 a Cochrans Mills, in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Nasce in una famiglia agiata ma, quando ha solo sei anni, suo padre muore lasciando la moglie Mary Jane e i cinque figli in gravi difficoltà economiche. Mary Jane si risposa e tutta la famiglia si trasferisce a Pittsburgh però le difficoltà non sono finite. Il patrigno di Elisabeth è un violento e un alcolista e toccherà a lei testimoniare in tribunale perché la madre possa ottenere il divorzio. Forse anche a causa di questi eventi Elisabeth decide di lavorare e di avere una sua indipendenza economica, così comincia a studiare per diventare maestra, una delle poche professioni consentite ad una donna. Mary Jane, la madre di Elisabeth, ora gestisce una piccola pensione e i soldi sono pochi, tanto che diventa impossibile pagare la retta scolastica e Elisabeth deve abbandonare gli studi.

Una svolta nella sua vita avviene quando scrive al Pittsburgh Dispatch, il giornale locale, in risposta ad un articolo di Erasmus Wilson dal titolo A cosa servono le ragazze (What Girls Are Good For). L’autore asserisce che le donne devono stare in casa, occuparsi della cucina e dei figli e che è assurdo anche pensare ad una professione adatta a loro al di fuori dei compiti domestici. La sua lettera di protesta non è l’unica, ma il direttore del Pittsburgh Dispatch, George Madden, ne rimane molto colpito: è una lettera così intelligente, così ben scritta che, nonostante sia firmata con lo pseudonimo Little Orphan Girl, crede che l’autore sia un uomo e gli offre un lavoro, tramite un annuncio sul giornale stesso. Quando Little Orphan Girl si presenta per accettare l’incarico un’espressione di stupore e imbarazzo si dipinge sul volto di Madden, però non si tira indietro ed Elisabeth viene assunta. Dato che il giornalismo rientra nelle professioni sconvenienti per le donne, Elisabeth deve trovarsi uno pseudonimo e così diventa Nellie Bly, prendendo il nome dalla famosa ed omonima canzone.

Nellie Bly

Inizia con articoli di moda e giardinaggio poi passa a temi più scottanti come le condizioni di lavoro delle donne e dei minori o la situazione delle donne divorziate. Nellie sa fare il suo lavoro, i suoi articoli colgono nel segno e i lettori la seguono ma la legge del denaro è contro di lei: il Pittsburgh Dispatch è finanziato dagli industriali e le sue inchieste non sono gradite. Per non tornare agli articoli di giardinaggio Nellie convince il direttore a mandarla in Messico. Da qui invia resoconti sulla povertà della gente e sulla corruzione del potere e così dopo qualche mese il governo messicano la espelle. Nellie non ce la fa a tornare alle rubriche rosa, lascia il Dispatch e va a New York. I primi mesi sono difficili, ma Nellie non molla e alla fine viene assunta da Joseph Pulitzer e comincia a scrivere per il New York World. Non si tratta di semplici articoli, Nellie propone inchieste che conduce lei stessa, in prima persona. Si fa internare nel manicomio femminile di Blackwell’s Island per raccontare le violenze a cui sono sottoposte le pazienti, spesso recluse per motivi che non hanno niente a che fare con la malattia mentale.

I medici che mi condannano per quello che ho fatto dovrebbero provare a prendere una donna in perfetta salute, a rinchiuderla e lasciarla seduta dalle sei del mattino alle otto di sera su panche di legno, senza permetterle di parlare o muoversi durante queste ore, senza darle qualcosa da leggere e senza dirle nulla del mondo di fuori, a darle pessimo cibo e un trattamento rude. Dovrebbero fare tutto questo e vedere quanto ci vuole per vederla diventare pazza.

Racconta gli scioperi dal punto di vista dei lavoratori, intervista in carcere l’anarchica Emma Goldman, dà voce alla servitù e dà a tutti la dignità che spesso ai più umili viene negata.

Dai suoi servizi nascono anche dei cambiamenti, ad esempio gli istituti psichiatrici di New York saranno riformati proprio grazie allo scalpore suscitato dalla sua inchiesta.

Nel 1889 Nellie legge Il giro del mondo in ottanta giorni di Jules Verne e decide di emulare Phileas Fogg, protagonista del libro, anzi addirittura di provare ad infrangere il suo record. Convince Pulitzer a finanziare il suo viaggio e il 14 novembre 1899 parte da New York, con l’intento di raccontare ogni giorno le sue avventure ai lettori del New York World. Pulitzer istituisce anche una lotteria: la vincerà chi indovinerà il momento preciso in cui Nellie sarà di nuovo a New York. La lotteria avrà un successo enorme, con più di un milione di partecipanti.

Nellie Bly

È la prima volta che una donna viaggia da sola, senza accompagnatori e portando con sé il minimo indispensabile (due cappelli da viaggio, tre velette, un paio di pantofole, un servizio completo di articoli da toeletta, un calamaio, penne, matite e carta copiativa, spille, ago e filo, una vestaglia, una giacca sportiva da tennis, una piccola lampada e una tazza, vari cambi di biancheria, una bella scelta di fazzoletti, ruches e, assolutamente irrinunciabile, un vasetto di crema idratante). Viaggerà per 40.000 chilometri in treno, nave, a dorso di mulo e perfino a piedi. Liverpool, Londra, Calais, Parigi, una piccola deviazione per Amiens per conoscere di persona Jules Verne, poi Brindisi, Egitto, Yemen, Sri Lanka, Cina, Giappone, San Francisco, Chicago, Filadelfia e infine di nuovo New York sono le tappe di una corsa forsennata più che un viaggio di scoperta. Lo scopo infatti è vincere una scommessa, non certo ammirare le bellezze del mondo. E la scommessa è vinta: Nellie ritorna a New York il 25 gennaio 1890 a 72 giorni, 6 ore, 11 minuti e 14 secondi dalla partenza. La sua avventura è raccontata nel diario Il giro del mondo in 72 giorni, che naturalmente incontra l’interesse dei lettori.

Nel 1895 Nellie lascia improvvisamente e inaspettatamente il giornalismo per sposare il milionario Robert Seaman, che ha quarant’anni più di lei. Seaman è un industriale e alla sua morte, nel 1904, Nellie eredita le acciaierie, diventa capitano d’industria e trasforma le fabbriche in luoghi di lavoro all’avanguardia per quanto riguarda il benessere dei dipendenti che hanno a disposizione corsi per imparare a leggere e scrivere, biblioteche, palestre e ambulatori medici. Conduce l’impresa per dieci anni poi dichiara bancarotta e se ne va in Svizzera. Quando scoppia la prima guerra mondiale torna al giornalismo, come inviata di guerra per il New York Evening Journal. Nei suoi racconti Nellie mette la parte drammatica e cruda della guerra, quella vissuta dai soldati nel fango, sotto il martellamento dell’artiglieria.

Con una stretta al cuore pensavo alle migliaia di soldati esausti, malati, affamati che si trovavano nelle trincee fangose. Non soltanto qui, nella cupa ma bella Galizia, non soltanto questi gentili ragazzi austriaci, ma anche quelli delle altre nazioni. I russi appena dietro queste belle colline, i tedeschi nonché i signori e i contadini francesi nelle trincee fangose. Non migliaia ma milioni.

Alla fine della guerra, di nuovo a New York, continua a scrivere per il New York Journal.

Muore di polmonite nel 1922.


Non ho mai scritto una parola che non provenisse dal mio cuore. E mai lo farò.



APRILE 2021


Avventura tra cielo e terra


Al mio amico di Giancarlo Barbadoro


Avrei voluto avere le tue sembianze.

Avrei voluto non essere sicuro

del mio volto.

Delle mie mani.

Del mio corpo.

Della mia umanità genitrice.

Avrei voluto conoscerti

al di là di ogni accettazione.

Nella stessa dolcezza

delle notti insonni

di fronte allo stesso cielo stellato.

Del medesimo stupore

di fronte al comune mistero.

Avrei voluto vivere

il significato dei tuoi pensieri.

Per farti vivere

quello dei miei.

Per crescere insieme.

Ma eravamo

troppo diversi

per amare gli stessi profumi

per godere della stessa luce.

Il mio nome era un suono

che si perdeva nel fruscìo

dei rumori del pianeta.

Qual era il tuo nome?

Ma avevi un nome?

Mondi lontani…

Troppo lontani

per capire i significati

che stavano dietro

alle parole e ai gesti.

Rimaneva forse

una sola

comune struggenza

a darci l’identica emozione

di condividere l’universo

nella medesima certezza.

Non c’era altro

da dirsi

tra due stranieri

che si erano incontrati

alle porte dell’abisso delle stelle.



Alla ricerca di intelligenze diverse
Alla ricerca di intelligenze diverse
Alla ricerca di intelligenze diverse

Giancarlo Barbadoro conclude con questa poesia il suo libro ALLA RICERCA DI INTELLIGENZE DIVERSE. Il libro, uscito in una nuova edizione l’autunno scorso è presente, dal 6 marzo, nelle edicole di Torino e dintorni con il quotidiano CRONACA QUI. Proprio questa circostanza ci porta a parlare di nuovo di questo testo, straordinario nel suo genere, che affronta il tema della vita e dell’intelligenza non umana in una chiave originale e coinvolgente. Non è un libro di poesie ma un saggio, coraggioso, profondo, ricco di dati e di documentazioni accurate, catalogate e presentate con rigore scientifico, ma la poesia Al mio amico esprime talmente bene l’anima di questo testo che abbiamo voluto proporvela.

ALLA RICERCA DI INTELLIGENZE DIVERSE è la ricerca appassionata e appassionante della possibilità di entrare in comunicazione con esseri diversi per dialogare sull’esperienza di esistere, vissuta sicuramente da angolature dissimili perché legate a differenti strutture fisiche e culturali.

Inizia constatando che noi esseri umani non siamo soli, anche se la società maggioritaria ci induce a crederlo e a comportarci come se lo fossimo. Se non siamo soli, allora che cosa vivono gli altri, gli “alieni”?

Con “alieni” l’autore non intende soltanto gli abitanti di pianeti lontani ma anche quegli esseri così diversi eppure così vicini a noi che sono gli animali, figli come noi di Madre Terra, ma quasi totalmente sconosciuti per quanto riguarda usi, culture, modi di intendere la vita.

Alla ricerca di intelligenze diverse

L’autore affronta, ad ampio raggio, anche il problema degli abitanti di altri mondi, presentando una vastissima casistica di avvistamenti e contatti, con testimonianze e documenti utili per farsi un’idea del fenomeno, superando la cortina fumogena che spesso circonda questo argomento. Dicevamo che si tratta di un libro coraggioso infatti oltrepassa la barriera della cultura dell’ovvio che tratta l’ufologia con sufficienza e ironia, ignorando volutamente tanto le ricerche messe in atto dagli enti spaziali, quanto le dichiarazioni di astronauti, scienziati e politici. Sorride tanto sulle testimonianze che arrivano dal passato attraverso miti, racconti, oggetti che potrebbero segnalare la presenza di visitatori venuti dalle stelle, fin dalle epoche più arcaiche, quanto sui possibili panorami del futuro in cui l’intelligenza artificiale potrebbe sviluppare una sua consapevolezza. Quali saranno allora gli sviluppi di questi “cervelli” costruiti dall’uomo? Sapranno anche loro chiedersi dove si trovano ad esistere e perché? E se questo accadrà quale tipo di interazione sarà possibile?

ALLA RICERCA DI INTELLIGENZE DIVERSE è un’avventura tra cielo e terra che il lettore può vivere in prima persona. Le pagine di questo libro, affascinanti come quelle di un romanzo avvincente che hai voglia di leggere tutto d’un fiato, ma rigorose nel riportare dati, eventi, interrogativi e riflessioni, fanno di quest’opera uno strumento prezioso per chiunque sia interessato al tema della presenza di vita e di intelligenza diversa da quella umana. E questo ci coinvolge inevitabilmente perché il tentativo di trovare un linguaggio comune che superi le differenze ci porta ad allargare i nostri orizzonti per accettare una nuova realtà che comprenda gli altri abitanti della Terra e dell’universo. Quell’universo popolato di galassie splendenti, che fa percepire il mistero in cui siamo immersi, in cui viviamo e in cui possiamo incontrarci alle porte dell’abisso delle stelle…


Giancarlo Barbadoro - ALLA RICERCA DI INTELLIGENZE DIVERSE: Per tentare un approccio più completo con la Natura attraverso il confronto con le altre forme di intelligenza del nostro pianeta e oltre - Edizioni Triskel.

Il libro è disponibile nelle edicole con il quotidiano CRONACA QUI a Torino e dintorni, presso la Grotta di Merlino, in piazza Statuto 15, a Torino, e al sito www.triskeledition.com anche in formato e.book



Previsioni per il mese


Ariete: Trasformazione: Aprile ti invita a mettere in gioco tutte le tue carte, perché tutti gli aspetti della tua vita hanno potenzialità nuove e tutto è in fase di trasformazione.

Toro: Tra incertezza e decisione: Tante cose si affollano, cose nuove e cose del passato. Dovrai prendere decisioni lucide e rapide.

Gemelli: Resta saldo: Ad un calo di energia fisica corrisponde un eccesso di emotività. Mantieni saldo il tuo equilibrio e ti accorgerai di avere molte frecce al tuo arco.

Cancro: Occhio attento: Periodo un po’ incerto e contradditorio. Spesso sarà la prima impressione quella più giusta, non lasciare che troppi pensieri ti confondano.

Leone: Elettricità nell’aria: Aspettati un po’ di nervosismo, di voglia di concludere in fretta le questioni, di non avere intralci da nessuno. Eppure la tua vitalità è buona e beneficerà di questo mese di primavera.

Vergine: Pollice verde: Ciò a cui tieni crescerà velocemente ma stai attento, ha bisogno di cure come un germoglio appena spuntato, pieno di vita ma ancora fragile.

Bilancia: Forza e coraggio L’energia è un po’ in calo ma in compenso stai risolvendo delle contraddizioni profonde che ti hanno disturbato per tanto tempo. Questa risoluzione ti regalerà una grande forza.

Scorpione: Guarda oltre: Ci sono intuizioni lucide da un lato e dall’altro una potenzialità che ancora non trova il modo di esprimersi con immediatezza. Una nuova energia sta però nascendo dentro di te e ti aiuterà tra poco tempo.

Sagittario: Animo ribelle: In questo mese sarete particolarmente insofferente alle imposizioni e desiderosi di libertà. Una vitalità forte vuole trovare il modo di esprimersi.

Capricorno: Carte in regola: Stai chiedendo molto alle tue energie, forse più di quello che possono darti in questo momento. Ma non temete, i tuoi progetti hanno tutte le carte in regola per realizzarsi in un futuro prossimo.

Acquario: Con calma!: Fermati se la fretta ti spinge ad agire. Hai sicuramente tante cose da esprimere, ma non è la velocità il mezzo giusto in questo momento.

Pesci: Voglia di correre: Senti il bisogno di concretizzare velocemente quello che il tuo cuore ti suggerisce, senza neanche rifletterci troppo.



Vladimir Kush

Un personaggio dell'Ariete: Vladimir Kush


Vladimir Kush è un pittore e scultore contemporaneo russo esponente del surrealismo o, come lui stesso preferisce dire, del realismo metaforico. I suoi quadri colpiscono, sorprendono e fanno riflettere. Sembrano riprodurre scene prese dal mondo onirico, con una luce particolare, che sa di primavera e ricorda il Segno dell’Ariete di cui Kush è il rappresentante in questa puntata di AstroMatta.

Vladimir Kush nasce il 29 Marzo 1965, alla periferia di Mosca, vicino al bosco-parco Sokolniki in una casetta di legno e il contatto con la natura resterà sempre molto vivo nella sua esperienza e quindi anche nella sua arte.

Fin da bambino disegna con grande naturalezza e quando comincia la scuola, oltre a quella regolare, frequenta corsi d’arte presso una scuola sperimentale, che si propone di stimolare la creatività favorendo negli allievi la massima libertà di esprimersi. Qui Vladimir impara a conoscere i grandi dell’arte e prova una particolare attrazione per Botticelli, Bosch, Van Gogh, Dürer, Vermeer, Cèsanne e soprattutto Dalí. Sono infatti le immagini surreali ad affascinare Vladimir. Racconta che nella sua formazione artistica hanno avuto un grosso peso le parole di suo padre, uno scienziato che amava disegnare. È stato lui a fargli rilevare come, nella Grecia antica, l’arte e la matematica fossero considerate allo stesso livello e come il significato di un’immagine debba essere espresso in modo chiaro, perché l’osservatore possa lasciarsi conquistare dall’opera, accettando anche lo straordinario o l’impossibile.

A 17 anni Vladimir si iscrive al prestigioso Istituto d'Arte di Mosca e l’anno successivo inizia il servizio militare. Anche sotto le armi viene riconosciuta la sua bravura nel dipingere e così lui dipinge murales e grandi tele in cui inserisce elementi dell’esperienza che sta vivendo.

Vladimir Kush

A ventidue anni Vladimir disegna ritratti per le strade di Mosca, e contemporaneamente collabora ad una rivista come illustratore. Espone per la prima volta le sue opere, all'interno dell'Union of Artists, e riesce anche a venderne alcune. Nel 1990 partecipa ad una mostra in Germania con altri due artisti russi e la sua fama comincia a diventare internazionale. Los Angeles è la meta successiva e poi… il mondo intero.

A Los Angeles dipinge in un piccolo garage preso in affitto e sul molo di Santa Monica dove realizza ritratti su richiesta. Lo scopo è mettere da parte i soldi per un biglietto che lo porterà alle Hawaii dove riuscirà a stabilirsi a partire dal 1991. Il suo amore per la natura, i grandi spazi e il mare lo ha portato a vivere vicino all’oceano. Il mare è uno degli elementi che più spesso compaiono nei suoi quadri luminosi e fantastici. Quello che lui definisce “realismo metaforico” è infatti un modo di trasporre sulla tela soggetti straordinari e fortemente simbolici con uno stile accurato e realistico.

Grazie ad un gallerista francese rimasto colpito dalle sue opere, nel 1993 espone a Hong Kong dove riscontra un grande successo tanto che due anni dopo viene organizzata una nuova mostra nella stessa città presso, la Mandarin Fine Art Gallery.
Nel 1997 espone a Seattle e nelle Hawaii dove, nel 2001, apre la sua prima galleria.

Nel 2011, Vladimir vince il premio “Artistes du Monde” in Francia.

È interessante notare come le sue opere che comunicano bellezza e gioia di vivere siano spesso utilizzate nelle scuole per stimolare le capacità immaginative e cognitive degli studenti. Inoltre, riconoscendo una loro valenza terapeutica, il Centro Lou Ruvo per la salute del cervello della Cleveland Clinic Neurological Institute usa i dipinti di Vladimir per curare i malati di Alzheimer.




MARZO 2021


La poesia delle stelle


La poesia delle stelle

Guardando la natura


La nebbia copre

il prato del mattino

Il cielo emerge dagli alberi

trasparente e infinito

L’ultima stella dà l’addio

alla notte.

La natura si mostra

con il dipinto

della mia esistenza.

Lo guardo…

È tutto qui.

È tutto qui…

Mi assale la pace.

Ma io chi sono

per cogliere l’immensità

che mi sta davanti?

Perché questo privilegio?

Cerco in me stesso

al di là dei pensieri…

Percorro le sponde dei fiumi

per seguire l’acqua

che sa dove andare

Salgo le montagne

per cercare

l’assoluto

Guardo il cielo

per inseguire le nuvole.

Nella notte

mi immergo nel segreto delle stelle.

Le stelle…

Sento il mistero

entrare a far parte di me.


È ancora una volta una trasmissione di Radio Dreamland a ispirare una puntata di AstroMatta. Si tratta delle LETTURE DELLA NOTTE, PAROLE PER SOGNARE in onda ogni sera alle 23,00 (con repliche all’una di notte e alle 18) dedicate in questo periodo alle poesie di Giancarlo Barbadoro, poesie che, come riporta la stessa Radio Dreamland, è come se provenissero da una dimensione straordinaria, al di là della comprensione umana. Eppure in ogni poesia ciascuno di noi può riconoscere una parte di sé e specchiarsi in uno spiraglio di infinito che magari non credeva possibile esistesse.

Tra queste abbiamo scelto quella riportata qui sopra in cui vengono citate le stelle e il loro mistero. Chi vuole sentirla leggere da Elisa Contestabile può andare al link https://www.youtube.com/playlist?list=PLwO9cq3nKGOonTMD7ihi2SLPlLOOMXmhG.

Il cielo stellato è uno degli spettacoli più belli e misteriosi tra quelli che la natura ci offre e la poesia di Giancarlo ne coglie non solo l’incanto ma anche quel momento che va oltre la meraviglia e ci fa intuire di essere parte di qualcosa di indefinibile e immenso.

Guardare il cielo stellato è un’esperienza così significativa che poeti e scrittori diversi tra loro per luogo, tempo e cultura di nascita esprimono tutti sensazioni e considerazioni molto molto simili.

Abbiamo scelto un artista per ogni Segno zodiacale e vi proponiamo le sue parole.


PESCI


La poesia delle stelle

Da: L'insonnia di una notte d'estate


Mi sono messo a giacere
sotto le stelle,
una di quelle
notti che fanno dell’insonnia tetra
un religioso piacere.
Il mio guanciale è una pietra.

Siede, a due passi, un cane.
Siede immobile e guarda
sempre un punto, lontano.
Sembra quasi che pensi,
che sia degno di un rito,
che nel suo corpo passino i silenzi
dell’infinito.


Umberto Saba, nato a Trieste il 9 marzo 1883, percepisce la religiosità della notte e, quasi suo malgrado, un senso di uguaglianza con il cane seduto accanto a lui.


ARIETE


Puoi sentire le stelle e l’infinità del cielo poiché la vita, nonostante tutto, è come un sogno.


Per Vincent Van Gogh, nato a Zundert il 30 marzo 1853, sentire l’infinito è accorgersi che la vita è sogno.


TORO


Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell’universo.
Salvador Dalí, nato a Figueres l’11 maggio 1904, ricorda il legame che abbiamo con l’immensità.


GEMELLI

La poesia delle stelle


Dall’ultimo canto dell’Inferno

Lo duca e io per quel cammino ascoso
intrammo a ritornar nel chiaro mondo;
e sanza cura aver d’alcun riposo, 

salimmo sù, el primo e io secondo,
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. 

E quindi uscimmo a riveder le stelle.


Dante Alighieri, nato a Firenze nel 1265, probabilmente intorno al 13 giugno, negli ultimi versi dell’Inferno sembra parlare dell’uscita dalle problematiche delle vicende umane per ritrovarsi di fronte al cielo stellato.


CANCRO


Da: Canto notturno di un pastore errante dell’Asia

E quando miro in cielo arder le stelle;
dico fra me pensando:
a che tante facelle?
Che fa l’aria infinita, e quel profondo
infinito seren? che vuol dir questa
solitudine immensa? ed io che sono?

Per Giacomo Leopardi, nato a Recanati il 29 giugno 1798, le stelle che brillano suscitano interrogativi profondi sul perché dell’esistenza.


LEONE

La poesia delle stelle


Apoteosi

Da ogni parte, e per sempre, il Silenzio formicola

Di stelle d’oro a grappoli, che mischiano i loro giri.

Somigliano a giardini con viali di diamanti,

Ma ognuno, solitario, risplende cupamente.

E là in fondo, in quell’angolo ignoto, che sfavilla

D’un solco di rubini melanconicamente,

Tremola una scintilla, che ammicca con dolcezza:

Patriarca che guida col lume la famiglia.

La famiglia: uno sciame di grevi globi in fiore.

E sull’uno, la terra, Parigi è un punto giallo,

Dove, appeso a una lampada, veglia un povero folle:

Nell’armonia del cosmo, fragile meraviglia.

L’unica! Ne è lo specchio d’un giorno¹, e la conosce.

Vi fantastica a lungo, poi ne cava un sonetto.


Jules Laforgue, nato a Montevideo il 16 agosto 1860, vede la fragile meraviglia dell’universo pieno di vita.


VERGINE


Ero sotto un cielo risplendente di stelle con la luna in mezzo al firmamento in un mare senza sponde. Mai, oh Signore, mi hai turbato come quella notte in cui sospeso tra il cielo e il mare avevo l’immensità sopra e sotto di me.


Francois Rènè de Chateaubriand, nato a Saint-Malo il 4 settembre 1768, coglie la vertigine dell’immensità.


BILANCIA


Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito.

Confucio, nato il 28 settembre 551 avanti Cristo, guarda oltre il cielo stesso e trova l’infinito.


SCORPIONE


Da: Le notti bianche


Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che possono esistere solo quando siamo giovani, caro lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso, che a guardarlo veniva da chiedersi: è mai possibile che vi sia sotto questo cielo gente collerica e capricciosa?


Fëdor Dostoevskij, nato a Mosca l’11 novembre 1821, sente la stonatura tra l’immensità del cielo e la meschinità di certa gente.


La poesia delle stelle

SAGITTARIO


Da: Le avventure di Huckleberry Finn


È bello vivere su una zattera. In alto c'era il cielo, tutto punteggiato di stelle, e ce ne stavamo coricati a guardarle, e a discutere se fossero state create, o fosse stato soltanto un caso... Secondo Jim erano state create, ma io dichiaravo che era stato un caso; reputavo che ci sarebbe voluto troppo tempo per farne tante. Jim disse che poteva averle deposte la luna: be', questo sembrava piuttosto ragionevole, e così non ebbi nulla da ridire, perché avevo visto una rana deporre altrettante uova, e dunque naturalmente era possibile. Avevamo anche l'abitudine di guardare le stelle che cadevano striando il cielo. Jim diceva che erano andate a male e che venivano buttate fuori dal nido.

Mark Twain, nato in Florida il 30 novembre 1835, riferisce i discorsi di due ragazzini che con curiosità e stupore si interrogano sulla natura dell’universo.


CAPRICORNO


Da: Il bolide

E la Terra sentii nell'Universo. 
Sentii fremendo ch'è del cielo anch'ella, 
e mi vidi quaggiù piccolo e sperso, 
errare, tra le stelle, in una stella.


Giovanni Pascoli, nato a Bologna il 31 dicembre 1855, riporta un suo momento di lucida percezione della nostra condizione di viventi aggrappati ad un piccolo pianeta errante nello spazio immenso.


ACQUARIO


Sereno

Dopo tanta

nebbia

a una

a una

si svelano

le stelle

Respiro

il fresco

che mi lascia

il colore del cielo

Mi riconosco

immagine

passeggera

Presa in un giro

immortale.


Giuseppe Ungaretti, nato ad Alessandria d'Egitto l’8 febbraio 1888, con l’immagine suggestiva del disperdersi della nebbia e della comparsa delle stelle ci comunica la sua percezione dell’essenza della sua vita.

Letture della notte, parole per sognare va in onda ogni sera alle 23,00 su Radio Dreamland, www.radiodreamland.it. Le poesie possono essere riascoltate sul podcast o su YouTube: https://www.youtube.com/playlist?list=PLwO9cq3nKGOonTMD7ihi2SLPlLOOMXmhG.


Previsioni per il mese


Pesci: Belle opportunità: Se febbraio ti invitava ad esprimere il tuo mondo interiore marzo ti offre opportunità concrete per farlo, ti incoraggia a sperimentare questo nuovo te stesso.

Ariete: Seme che germoglia: Questo mese porta l’attenzione su di te, sul tuo mondo interiore, sul rapporto che c’è tra la tua essenza e le tue azioni. Come un seme che germoglia hai voglia di crescere e sviluppare le tue potenzialità.

Toro: Qualcosa bolle in pentola: C’è in te un’inquietudine, forse dettata da un’esigenza profonda che vuol venire alla luce. Fidati della tua intelligenza e della tua capacità di dare amore

Gemelli: Guardarsi allo specchio: Alle contraddizioni sei abituato ma in questo mese avrai modo di guardarle in modo nuovo, forse un po’ più dall’esterno, in modo coraggioso e obiettivo. E con calma.

Cancro: Asse d’equilibrio: Per il tuo Segno marzo sarà un mese “in equilibrio”. Non conta quello che è stato ieri, il domani non si affaccia ancora con le sue speranze e le sue aspettative e per te rimane il presente e quello che ne puoi fare.

Leone: Di fronte a te: Saranno ancora i rapporti con gli altri, o forse con il partner a occuparti la testa e il cuore in questo mese. Nel dialogo troverai modo di esprimere e anche conoscere meglio quello che hai dentro.

Vergine: Tempo di cambiamenti: È ancora tempo di cambiamenti, tutto è ancora in movimento e il consiglio delle stelle è quello di assecondare questo andamento.

Bilancia: Occhi limpidi!: Questo mese avrai la possibilità di osservare avvenimenti e persone con sguardo pulito per capire meglio ciò che vivi e chi ti sta vicino.

Scorpione: Inquietudini: Ancora un mese inquieto e un po’ contradditorio che ti prepara qualche “sgambetto”. Quello che di solito ti piace ora non ti soddisfa, potresti cambiare le situazioni ma non ne hai voglia. Tutto sembra in bilico.

Sagittario: La forza del buonumore: Un mese un po’ complicato ma il tuo ottimismo di fondo ti permetterà di usare le difficoltà a tuo favore.

Capricorno: Stelle amiche: Per te si prospetta un tempo molto favorevole e ricco di opportunità interessanti che ti aiuteranno a capire meglio te stesso e la tua vita...

Acquario: Uno sgambetto: Marzo, mese tradizionalmente pazzerello, quest’anno ti fa uno scherzetto e saranno proprio i tuoi punti di forza a destabilizzarti. Quindi attento e ricordati di non perdere mai il tuo senso di libertà interiore e il tuo amore per l’imprevisto.



Camille Flammarion

Un personaggio dei Pesci: Camille Flammarion


Cieco chi guarda il cielo senza comprenderlo: è un viaggiatore che attraversa il mondo senza vederlo; è un sordo in mezzo ad un concerto.

Camille Flammarion, celebre astronomo francese dell’Ottocento, divulgatore e appassionato ricercatore delle facoltà sconosciute dell’essere umano, della possibilità di vita oltre la morte o su pianeti lontani, è il nostro ospite del mese in rappresentanza del Segno dei Pesci. Dal suo Segno di nascita eredita la tendenza a calarsi nella vita come se fosse un mare profondo e a viverla senza discriminare tra razionalità e intuito, tra scienza e magia, dando sempre spazio e valore all’immediatezza dell’intuizione. L'uomo è un atomo pensante in seno all'infinito e all'eternità, vivente sulla Terra tra l'infinitamente grande e l'infinitamente piccolo.

Camille Flammarion nasce a Montigny-le-Roi, nell’Alta Marna, il 26 febbraio 1842. Primogenito dei quattro figli di Jules e Françoise Flammarion, che gestiscono un negozio di merceria, viene educato dall’abate Mirbel, sacerdote del villaggio. Scopre molto presto la sua passione per l’astronomia: ha appena cinque anni quando ha modo di osservare un’eclissi anulare riflessa nell’acqua di un secchio e ne rimane così colpito che quell’esperienza lo segnerà per tutta la vita. Quando la famiglia Flammarion si trasferisce a Parigi, un po’ per sfuggire all’epidemia di colera che sta dilagando a Montigny un po’ per trovare migliori condizioni di vita, Camille viene lasciato nel seminario di Langres. Nel 1856 raggiunse i suoi genitori a Parigi, dove studia e lavora come apprendista presso un incisore e uno scalpellino. Impara così le tecniche del disegno e, grazie a suo padre, anche quelle fotografiche. Riesce a conseguire la maturità nel 1858, nonostante la fatica di dover contemporaneamente lavorare e studiare. Grazie al suo medico, il dottor Fourier, che sa della passione di Camille per l’astronomia, ottiene la possibilità di studiare all'Osservatorio Imperiale di Parigi e di assistere il professor Jean Chacornac durante le sue osservazioni del cielo.

Camille Flammarion

Nel 1861, legge The Spirits Book di Allan Kardec, codificatore dello Spiritualismo. Ne rimane molto colpito tanto da entrare in contatto con Kardec e partecipare con lui a diversi incontri. Scriverà anche di sua mano a proposito di comunicazione con l’Aldilà, di fantasmi e di case infestate. Lo Spiritualismo non è per lui una curiosità da salotto ma una vera e propria scienza oltre che l’occasione di porsi domande profonde sulla vita e sulla morte. Si chiede ad esempio: Che diviene l'anima dopo la vita terrestre? Esiste essa intrinsecamente? Ovvero essa è, come pretendono i materialisti, una funzione del cervello che nasce e cresce con esso e si estingue all'ultimo respiro? E afferma anche: Se l'anima sopravvive all'organismo fisico, essa esisteva prima di questo organismo; dietro di noi c'è la stessa eternità che si stende dinanzi a noi...

Nel 1862 pubblica La Pluralité des mondes habités. Quest’opera però non viene apprezzata all’Osservatorio Imperiale. Definito “un poeta anziché uno studioso” è costretto a lasciare l’Oasservatorio. Fortunatamente però viene assunto dal direttore dell’ufficio calcoli, annesso all’Osservatorio stesso, per calcolare le effemeridi lunari.

In seguito diventerà redattore della rivista Cosmos, direttore scientifico del quotidiano Le siècle e conferenziere, iniziando così la sua attività di divulgatore scientifico.

Nel 1874 sposa Sylvie Pétiaux, anche lei appassionata di astronomia. Una nota curiosa: i due sposi appassionati del cielo, per la loro luna di miele, scelgono un giro in mongolfiera.

Intanto Camille continua il suo lavoro di astronomo e nel 1876, osserva il cambio delle stagioni nelle regioni oscure di Marte. Nel 1879, con il fratello Ernest, pubblica L'Astronomie populaire, che avrà un grandissimo successo.

Camille Flammarion

Nel 1883 fa costruire a Juvisy-sur-Orge, un osservatorio astronomico dotato di strumenti all’avanguardia tra cui un telescopio equatoriale. Qui si dedica all'astrofotografia, con il suo assistente Ferdinand Quénisset. Nel 1887 crea la Società Astronomica di Francia, diventandone il primo presidente, nonché direttore de L’astronomie, il bollettino che verrà pubblicato mensilmente.

Camille, nel 1892, pubblica Il pianeta Marte e le sue condizioni abitabili in cui analizza le osservazioni di Giovanni Schiaparelli sui canali e i mari presenti sulla superficie del pianeta rosso confrontandole anche con tutte le osservazioni fatte fin dal 1636. Convinto sostenitore della presenza di vita su altri pianeti, ipotizza che Marte possa essere abitato. In altre occasioni afferma: Osiamo sperare che verrà il giorno in cui mezzi sconosciuti alla nostra scienza attuale ci daranno testimonianze dirette circa l'esistenza di abitanti di altri mondi.
Nel 1919, dopo la morte della sua prima moglie nell’epidemia dell’influenza spagnola, sposa la sua assistente Gabrielle Renaudot.

Dalla fine del primo conflitto mondiale si dedica soprattutto allo Spiritualismo.

Camille Flammarion muore il 3 giugno 1925, nel suo ufficio di Juvisy-sur-Orge, a causa di un infarto. È sepolto nel parco dell'osservatorio di Juvisy-sur-Orge insieme alle sue due mogli Sylvie e Gabrielle.

Nonostante, come abbiamo visto, abbia avuto momenti difficili, in cui le sue idee non hanno incontrato il favore degli altri scienziati, il lavoro di Camille ebbe anche molti riconoscimenti:

Il suo nome, Flammarion, è stato dato a un cratere lunare, ad un cratere marziano e all'asteroide Flammario.




FEBBRAIO 2021


Tutti sotto lo stesso cielo


Tutti sotto lo stesso cielo

L’argomento di questa puntata ce lo suggerisce il nostro ospite del mese, lo scrittore irlandese James Stephens, cultore della letteratura e della cultura gaelica che ci ha regalato racconti e romanzi in cui, oltre agli umani e agli animali, intervengono come protagonisti anche esseri normalmente relegati nel mondo del fantastico.

Forse suggestionati dalla sua abilità di narratore, forse perché il mondo del fantastico un po’ ce l’abbiamo dentro, ci siamo chiesti se fate, folletti e gnomi che compaiono nelle leggende e nelle fiabe per i bambini siano davvero solo frutto della fantasia o abbiano una loro realtà anche se sfuggente ai nostri sensi. Una domanda un po’ assurda forse ma non troppo se si considera come queste presenze siano vive nella memoria popolare soprattutto quella dei paesi nordici. E non solo, a questi personaggi si sono ispirati pittori, illustratori, drammaturghi e scrittori e numerose sono le pubblicazioni sull’argomento.

Se le leggende e i miti legati al mondo delle origini e alla Tradizione ancestrale dell’umanità sono veri strumenti didattici per tramandare esperienze e informazioni importanti niente ci vieta di ritenere che i racconti che ad esse si ispirano mantengano tracce di quell’antico sapere. Potremmo ipotizzare quindi che sotto il nostro stesso cielo vivano creature di una dimensione tangente alla nostra anche se non completamente percepibile per noi ma non per questo meno vera?

La leggenda del flauto

In un bell’articolo intitolato Passeggiando nel giardino dell’Eden pubblicato su Shan Newspaper, a proposito del mondo degli antichi druidi leggiamo che il bosco, nei chiaroscuri mutevoli del suo sottobosco, si rivelava come la dimensione di incontro con creature della Matchka, aspetto dell’universo solitamente invisibile ai sensi che si accompagna in parallelo al vissuto quotidiano. Una dimensione abitata da quelli che i druidi identificavano come i “kuri”, gli esseri interpretati come folletti, fate e gnomi dalle varie tradizioni nordiche, e dalle entità elementali proiettate dalle piante, prodotte alle volte spontaneamente da queste ultime per entrare in contatto con gli esseri umani. L’autore dell’articolo, Giancarlo Barbadoro, profondo conoscitore della cultura dei nativi europei, delle sue origini leggendarie e delle sue implicazioni pragmatiche sempre attuali, ha scritto altre volte sull’Autre monde nella cosmologia dell’antico druidismo. Nel suo libro Il Tamburo dello sciamano descrive la diversa natura degli esseri che popolano la Matchka, il mondo veloce e fluido che convive con il nostro Nara, il mondo lento e pesante della materia. Nella Matchka vengono a trovarsi coloro che, nati nel Nara, lo abbandonano con la morte ma ci sono anche creature che lì sono nate. Ci sono i Kuri, a cui accennava l’articolo sopra citato, esseri elementari e giocherelloni, nativi della Matchka, che vivono in località del loro mondo che si trovano a coincidere nel nostro con fonti, laghi, fiumi e boschi e questa corrispondenza fa sì che i Kuri a volte possano fare capolino nella nostra dimensione, come del resto i Mnaaku, una sorta di Kuri evoluti e sapienti che non hanno in buona considerazione le creature del Nara e forse nutrono solo qualche forma di rispetto per gli sciamani che considerano loro pari, e che talvolta incontrano quando questi ultimi compiono i loro viaggi tra i mondi.

Tutti sotto lo stesso cielo
Mentre i Kuri possono essere identificati con gnomi e folletti a volte simpatici e a volte dispettosi i Mnaaku potrebbero essere paragonati a terribili demoni sempre pronti a fare esperimenti sui malcapitati individui viventi nel Nara, considerato da loro come il “mondo lento di pietra”, soprattutto con gli individui che si avventurano in spericolate sedute spiritiche dove possono trasformarli in “Koltan”, sorta di zombie inconsapevoli che solitamente portano le situazioni intorno a loro al disagio, alla conflittualità e a vari disastri producendo disordine tra gli esseri umani.

I nativi del Nara che arrivano nella Matchka dopo la morte sono invece i Mnaascè e gli Erkad.

I primi, che possono essere umani o altri animali, attraversano questo mondo seguendo il loro cammino di crescita spirituale diretti al mondo di Gwenved, i secondi invece sono quei defunti che non sanno seguire il sentiero dell’evoluzione e restano aggrappati disperatamente al mondo del Nara e a ciò che desideravano in vita e si trasformano così in pericolosi predatori di energia. Infine nel misterioso Autre monde si possono incontrare gli Ardra, creature paragonabili agli angeli di certe confessioni religiose, anche loro defunti, uomini o animali, che dopo il loro cammino esperienziale attraverso la Matchka sono passati dalla “Porta della Scomparizione” per accedere al Mondo di Gwenved affacciati al mistero della Causa prima o OIW. Gli stessi che secondo la mitologia druidica della Matchka guiderebbero nei sogni e nelle azioni nel mondo ordinario del Nara la vita di quanti verserebbero nel bisogno, siano essi animali o umani.

Sono solo poche frasi che tratteggiano creature che i nostri occhi non sanno vedere ma ci hanno permesso di catturare un aspetto della realtà complementare al nostro, che sembra essere oltre il vetro di uno specchio, e loro esseri come noi, in una realtà in continuo mutamento, sotto la spinta della forza dell’evoluzione, partecipano a questa grande, straordinaria e misteriosa avventura di esistere.


Le citazioni sono tratte da Il Tamburo dello Sciamano: Il potere del risveglio interiore di Giancarlo Barbadoro -Edizioni Triskel, reperibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino oppure on line, al sito www.triskeledition.com, anche in formato e.book.



Previsioni per il mese


Acquario: Ricerca interiore: Ti aspetta un mese spirituale, che ti spingerà a cercare dentro di te chi sei davvero e di che cosa hai realmente bisogno. Sul piano materiale potrebbero esserci dei cambiamenti con interessanti prospettive.

Pesci: Apri la porta: Febbraio ti invita ad esprimere la tua ricchezza interiore, le tue intuizioni, il tuo mondo un po’ magico e speciale. Non tenere tutto questo solo per te, partecipa alla vita con tutto te stesso.

Ariete: Tempo luminoso: Tutto ciò che vuoi cambiare cambialo, tutto ciò che vuoi iniziare inizialo. Tutto è in mutamento e non ti resta che seguire il flusso, farti portare dal vento.

Toro: Che belle carte!: Puoi giocare al meglio la tua partita, ma resta calmo e concentrato, scegli bene i tuoi obiettivi e le strategie per raggiungerli. Incontri interessanti e a volte inaspettati.

Gemelli: Ampliamento di orizzonti: La mente è sgombra di preoccupazioni e si fanno strada esigenze più profonde e vere. Sarà un tempo di ricerca interiore, un mese spirituale.

Cancro: Fuori dal guscio: Stai risistemando i pezzi della tua vita sulla base di un’ottica nuova. Ti guardi intorno, esamini situazioni diverse e senti anche la spinta ad assumerti incarichi importanti, magari a sostegno di altri.

Leone: Gli amici al primo posto: In questo mese saranno i rapporti con gli altri ad avere la priorità per te, in particolare con quelli che ti sono più cari. Avrai a disposizione una grande energia e la spenderai proprio con i tuoi amici.

Vergine: Panorami imprevedibili: Da un lato sono in arrivo molte novità inattese e dall’altro avrai la disponibilità, o forse l’esigenza, di cambiare molte cose sia nell’indirizzo generale della tua vita, che nella tua attività che nell’ambiente in cui vivi.

Bilancia: Quante possibilità!: Un periodo molto ricco di esperienze, incontri, novità e stimoli. Dovrai saperti giostrare tra tutte queste proposte che la vita ti elargisce.

Scorpione: Ci vuole sangue freddo: Un mese complesso che vi metterà alla prova e vi chiederà di uscire dal vostro modo solito di agire e reagire. Nei rapporti con gli altri avrete bisogno di essere comprensivi e, a volte, perfino diplomatici.

Sagittario: Costruire insieme: Febbraio vi invita alla cooperazione, in tutti i campi della vostra vita: sul lavoro, con gli amici, nella vostra casa. Non correte da soli, non cercate di dimostrare quanto siete bravi, fate squadra, lavorate insieme agli altri.

Capricorno: Baricentro stabile: Senti il bisogno di avere un punto di riferimento certo per poterti muovere con la velocità e la sicurezza che gli avvenimenti di questo periodo ti richiedono.



James Stephens

Un personaggio dell'Acquario: James Stephens


Che cos’è più importante la Terra o le creature che l’abitano? Questa è una domanda dettata unicamente dall’arroganza intellettuale, perché nella vita non esiste un più grande e un più piccolo. Ciò che è ha già giustificato la propria importanza con la sua semplice esistenza…


James Stephens, poeta e narratore, considerato una delle figure principali della rinascita letteraria irlandese, famoso per la sua prosa fantasiosa e bizzarra che attinge alle leggende d’Irlanda, è il gemello celeste di James Joyce secondo quanto sosteneva lo stesso Joyce. Nati alla stessa ora, dello stesso giorno, dello stesso anno, nella stessa città dovevano avere un destino analogo ed erano legati da amicizia e profonda stima. Joyce riteneva Stephens l’unico in grado di terminare il suo romanzo Finnegans Wake, nel caso in cui gli fosse toccato di morire e lasciarlo incompiuto. Joyce finì il suo libro e non ci fu bisogno dell’intervento di Stephens. Quanto all’aneddoto astrologico dei gemelli celesti, le date di nascita sembrano smentirlo: il nostro ospite del mese nacque il 9 febbraio e il suo più celebre amico il 2, inoltre Stephens sembra essere più giovane di Joyce di un paio d’anni. In compenso questo aneddoto ci permette di rilevare due tratti del carattere degli Acquari, quella tendenza ad identificarsi negli altri che a volte finisce col renderli insicuri e anche quella nota di stravaganza che li rende originali.

La leggenda del flauto

James Stephens nasce a Dublino il 9 febbraio 1882, figlio di Charlotte e Francis Stephens. Rimane orfano del padre quando ha appena due anni e trascorre la sua infanzia nelle strade di Dublino, finché la madre trova lavoro presso una famiglia ricca e lui viene adottato. Da questo momento cresce con i due fratelli adottivi Tom e Dick Collins. Soprannominato Tiny Tim per il suo fisico agile ma minuto, è dotato di una bella voce possente che usa per cantare le canzoni popolari irlandesi, accompagnandosi con la fisarmonica e che gli servirà in seguito per leggere alla radio poesie e racconti. Aveva imparato a leggere e scrivere come autodidatta ma, nella nuova famiglia, riesce a frequentare la scuola con i suoi fratelli e terminare regolarmente gli studi. Trova il suo primo impiego come stenografo presso lo studio legale Mecredy e in seguito lavorerà come cancelliere presso la National Gallery of Ireland.

Appassionato da sempre delle tradizioni irlandesi, parla e scrive in gaelico e conosce gli antichi miti e le leggende della sua terra. Questo amore per il patrimonio culturale d’Irlanda lo avvicina sempre più all’indipendentismo e al socialismo e contemporaneamente lo allontana sempre più dalla sua famiglia adottiva. Comincia a scrivere attingendo proprio dal patrimonio dei racconti popolari d’Irlanda riuscendo a far rivivere il passato per trasformarlo in presente pieno di vita, musica e bellezza. Nei suoi scritti si mescolano poesia e umorismo, saggezza e nonsense.

Tutti sotto lo stesso cielo

Inizia la sua carriera come poeta sotto la tutela del poeta e pittore George William Russell, noto anche con il soprannome Æ, e pubblica il suo primo libro di poesie, Insurrections, nel 1909. Raggiunge la notorietà solo a trent’anni quando pubblica il suo libro più famoso The Crock of Gold (La pentola dell’oro), un viaggio fantastico in cui i protagonisti sono esseri umani, animali e antiche divinità che interagiscono tra loro. Scritto con un ritmo che ricorda le ballate, mescola saggezza e ironia, nostalgia e vitalità, può essere letto come una fiaba per bambini o un racconto filosofico per adulti, un richiamo ad uscire dai ruoli che imprigionano per vivere a contatto con la bellezza e a forza della natura: Vieni via! Perché il ballo è cominciato festoso, il vento canta sulla montagna, il sole ride nella valle, e il mare balza sugli scogli, palpitando di gioia, danzando, danzando, danzando di gioia…

Stesso stile per Demi-Gods (I Semidei) in cui tre angeli scendono sulla terra per accompagnare un simpatico vagabondo nel suo girovagare. In Irish Fairy Tales racconta invece le leggende tradizionali irlandesi. James Stephens, come un cantastorie, ci fa entrare nel mondo dei miti ridando vita a personaggi e atmosfere portandoci per mano dentro quel mondo incantato.

Nel 1925 si reca per la prima volta negli Stati Uniti dove tornerà più volte e dove, all'Università della California, terrà lezioni di letteratura e cultura gaelica. Vive anche per parecchio tempo a Parigi, ma nonostante questi suoi lunghi soggiorni all'estero, resta sempre un ardente nazionalista irlandese.

Negli ultimi anni della sua vita partecipa ad una serie di trasmissioni della BBC. Muore a Londra il 26 dicembre 1950.




GENNAIO 2021


La leggenda del flauto


La leggenda del flauto

A Bann-azi piaceva nuotare e guardare sott’acqua, respirando con una lunga canna che rimaneva fuori dall’acqua.

Un giorno era in un canneto e stava per scegliere la canna adatta, quando il dio Immarai incominciò a soffiare nella sua direzione proprio sulle canne che gli stavano davanti.

Aveva già iniziato a tagliare una canna. Dai tagli che aveva fatto si misero ad uscire dei suoni che non aveva mai udito prima.

Quando il respiro di Immarai smise, Bann-azi volle imitarlo e staccata la canna cominciò anche lui a soffiarci sopra facendo uscire gli stessi suoni.

Bann-azi era felice. “Riesco a fare quello che fa un dio”, si disse ascoltando i suoni che faceva uscire dalla canna.

Ma siccome era abile e pieno di idee, Bann-azi tagliò via la canna e la incise con altri tagli, poi continuò ancora a soffiarci sopra finché trovò il modo giusto di farlo. 

“Ho imparato la lingua segreta di un dio!” si disse, “Posso parlare come un dio!” 

Quella notte, dopo che Bann-azi fu andato a dormire, il gera-tah della canna che aveva tagliato venne a trovarlo e gli comparve in sogno: “Non ti preoccupare”, gli disse subito, “non sono qui per punirti, poiché non mi hai recato gran danno. 

Ma dal momento che mi hai portato via dal mio canneto, vorrei che tu imparassi a usarmi nel modo giusto, affinché si possa ricordare a tutti da dove provengo, e nessuno dimentichi la mia discendenza. 

E tu sarai legato a me nello stesso tama, poiché tu hai dimenticato chi sei, e molti tra quanti ascolteranno hanno dimenticato chi sono loro stessi. 

Il mio sacrificio ricorderà a tutti da dove vengono. Anche loro, anche tu, venite da un canneto lontano. 

E la mancanza del ricordo è la fonte della vostra sofferenza. 

Quando suonerai il flauto ricorderai il tuo canneto, e vi farai ritorno per ritrovare la tua origine e il tuo vero nome”. 

E così il gera-tah insegnò quella notte a Bann-azi come usare il flauto per dare amore e curare gli uomini, per ricordare a sé stesso il canneto da cui proveniva, e per invitare gli uomini a cercare anch’essi la propria origine e farla conoscere alla loro discendenza.


La leggenda del flauto

Una leggenda antica per augurare buon anno ai lettori di AstroMatta. Una narrazione che trova ragione d’essere nella cultura dei popoli naturali, quei popoli che hanno saputo mantenere vivo il legame con la tradizione ancestrale dell’umanità rifiutando la contaminazione delle grandi religioni, che con i loro dogmi e le loro morali hanno allontanato gli uomini dal naturale rapporto diretto e personale con la natura, con il suo Mistero e con l’insegnamento che ne deriva. Questa leggenda fa parte del patrimonio delle famiglie celtiche del Piemonte ma in versioni simili viene tramandata anche da altre culture testimoniando una comune esperienza dell’umanità, vissuta in un passato lontano ma tutt’ora viva e presente. Bann-azi è, ad esempio, molto simile al Kokopelli dei nativi americani, che suonando il suo flauto fa nascere il sole, sciogliere la neve, sbocciare i fiori e portare felicità a tutte le creature viventi.

Le leggende sono sempre state, presso i popoli naturali, una fonte di insegnamento e di trasmissione della tradizione. Gli sciamani trasmettevano in forma allegorica, attraverso le leggende raccontate magari intorno a un fuoco, insegnamenti e simbolismi che mantenevano vivi i capisaldi filosofici della loro cultura. Funzione che mantengono tutt’ora, perché capaci di raggiungere l’uomo di ogni tempo per trasmettergli, attraverso la suggestività del testo, l’antico insegnamento sciamanico.

L’attuale periodo storico, segnato dalla pandemia e dalle varie “chiusure” che ne derivano, ha sollecitato molte riflessioni sull’impatto che gli esseri umani hanno sugli equilibri del pianeta, sulla sofferenza causata dalle sconsiderate scelte di sfruttamento delle sue risorse, sul disequilibrio e sulle ingiustizie perpetrate a danno dei più deboli. Vedere gli animali riprendersi timidamente gli spazi nelle campagne e nelle città svuotate dalla massiccia presenza umana ha fatto immaginare come potrebbe essere un mondo basato sull’armonia tra le specie che lo abitano. 

La leggenda del flauto porta con sé un messaggio di speranza e libertà valido in ogni tempo, un invito a prendere consapevolezza della nostra vera storia, così abilmente negata dalla cultura imperante, e della nostra reale identità, spesso nascosta sotto il frastuono dei pensieri, delle aspettative e delle morali imposte. Questa leggenda propone la way of life dei popoli naturali. È un messaggio che viene da lontano, dalle origini mitiche della nostra storia, arrivato fino a noi grazie a coloro che lo hanno conservato e trasmesso nel tempo.


Che anno sarà il 2021, secondo le stelle?

Se il 2020 appariva, nei pronostici, come un anno strano che avrebbe portato grossi cambiamenti di cui ancora non si capiva bene la natura, questo 2021 sembra un anno “di corsa” che vuole scorrere veloce, forse nella speranza di superare velocemente questo periodo critico o forse per concretizzare le riflessioni a cui ci ha portati lo scorso anno. Vediamo ora i pronostici per i dodici Segni.


La leggenda del flauto

Capricorno

I cambiamenti vissuti nello scorso anno hanno ridisegnato il tuo mondo, sia all’esterno che dentro di te ed ora hai l’energia, la chiarezza e la determinazione per proseguire sul sentiero che hai scelto camminando con attenzione ma senza mai voltarti indietro.


Acquario

Ti aspetta un anno importante, denso di novità ed esperienze che ti faranno maturare una nuova consapevolezza, a patto che tu sia pronto ad accettare il cambiamento e non ti opponga alla corrente del fiume.


Pesci

Sarà un anno di crescita, per tutte le iniziative che prenderai e per quelle a cui stai partecipando e soprattutto per te, che troverai nuova forza e una grande voglia di partecipare alla vita in tutti i suoi aspetti.


Ariete

Se il 2020 è stato un anno di grossi cambiamenti il 2021 si presenterà più tranquillo ma sempre importante e significativo. Tutti i tuoi progetti, che l’anno scorso hai dovuto ridimensionare e riesaminare a fondo ora avranno modo di prendere forma e cominciare a svilupparsi.


Toro

Sarà ancora un anno di mutamenti e spesso ti troverai a fare i conti con l’inaspettato. Le stelle ti consigliano di dare corpo a ciò che di nuovo si presenta davanti a te più che cercare sicurezza in quello che ritieni sicuro ed acquisito.


Gemelli

Tutti gli aspetti della tua vita che hai saputo analizzare e rivalutare ora avranno la possibilità di sbocciare. È come se avessi fatto un’inspirazione profonda ed ora lasci uscire l’aria dai tuoi polmoni. Si prospetta un anno con grandi possibilità di espressione e creatività.


Cancro

C’è in te un grande desiderio di libertà che gli avvenimenti del 2020 hanno sfortunatamente limitato. Nonostante tutto nell’anno nuovo, soprattutto dalla primavera in avanti, dovresti trovare il modo di mostrare e rendere concreta questa tua esigenza profonda.


La leggenda del flauto

Leone

Quest’anno ti richiede pazienza. Non avere fretta nel mettere in atto i tuoi programmi, valuta bene i passi che devi compiere. Potresti facilmente andare incontro a delle critiche e quindi devi essere sicuro di quello che stai facendo.


Vergine

I primi mesi dell’anno saranno favorevoli per realizzare ciò che ti sta a cuore. Nell’insieme sarà comunque un anno positivo in cui ciò che hai iniziato tenderà naturalmente a crescere e dare buoni frutti.


Bilancia

Il 2021 ti chiede coraggio, ti chiede di scegliere il cambiamento, ti chiede di esprimerti. In cambio ti promette di allentare le tensioni e di regalarti opportunità molto interessanti.


Scorpione

Sarà un anno di transito tra una vecchia situazione e una nuova, forse tra un vecchio e un nuovo te stesso. Come quando ci si prepara ad un trasloco si devono prender in mano oggetti o pezzi di vita e valutare se sono da portare con sé o da abbandonare.


Sagittario

Vivrai molte situazioni nuove. Percepisci un clima ricco di possibilità e lo interpreti come l’occasione di vivere una ventata di libertà che ti permette di scrollarti di dosso tutto ciò che in qualche modo ti pesa. Ti aspetta un bell’anno.


La leggenda del flauto è riportata nel testo I POPOLI NATURALI E L’ECOSPIRITUALITÀ di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero delle Edizioni Triskel, da cui sono tratte anche le citazioni. 

È compresa anche nel libro ANTICHE LEGGENDE DRUIDICHE sempre di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero, delle edizioni Triskel.

Entrambi i testi si possono trovare alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino oppure on line, al sito www.triskeledition.com , anche in formato e.book.



Previsioni per il mese


Capricorno: Una grande energia: Gennaio è un buon momento per iniziare qualsiasi impresa. Sei pieno di energia e hai la capacità di entrare facilmente in sintonia con persone e situazioni.

Acquario: Ritrova la libertà: Dopo un periodo un po’ confuso ritroverai il tuo amore per la libertà e tornerà il senso di leggerezza nel vivere la vita.

Pesci: Il futuro è qui: Butta via incertezze e cattivo umore e dai spazio alla tua creatività mettendo in campo idee e progetti nuovi.

Ariete: Fai spazio al nuovo!: Preparati a mettere in pista nuovi progetti perché è questo il momento in cui tutto ciò che non è ancora stato tentato può trovare il suo spazio. Vivi la tua creatività.

Toro: Ciò che conta è l’essenza: Non disperdere le energie in cose che riconosci poco importanti. Impegna le tue forze in poche cose significative.

Gemelli: Soddisfazioni in arrivo: Tempo di realizzazioni di progetti, iniziative, rapporti. Gennaio ti sorriderà e quindi vivi sereno.

Cancro: Torna il sorriso: Qualche cambiamento in arrivo, qualche novità interessante che fa capolino ed ecco che i malumori spariscono ed un nuovo atteggiamento verso la vita si fa strada.

Leone: Mantieni ancora la calma: Hai bisogno di pazienza, di logica e di chiarezza. Non buttarti in imprese sollecitato dal tuo elemento fuoco. Guardati bene intorno prima di agire.

Vergine: Abbi fiducia: Le stelle in questo mese ti saranno amiche e ti sosterranno. Lascia perdere le tue insicurezze e procedi sul tuo cammino.

Bilancia: Un buon inizio: Si prospetta un bel mese per te, con novità positive e, da parte tua, un atteggiamento fiducioso e costruttivo. Un avvio che promette bene!

Scorpione: Pronti a partire!: Non perderti in cose di poca importanza e recupera tutte le tue energie e la tua fermezza nel debutto di un anno che sarà per te molto significativo.

Sagittario: Fiducia nel futuro: Il cielo ti protegge e ti consente di intraprendere nuove strade o affrontare nuove situazioni. Un bel mese per te da tutti i punti di vista.



Giancarlo Barbadoro

Un personaggio del Capricorno: Giancarlo Barbadoro e il suo sogno planetario


FRAMMENTI DI STORIA

Un giorno,

qualcuno guarderà

le vecchie carte,

leggendo 

appunti

di un sogno planetario

e si immaginerà 

volti e storie

di una grande avventura

in attesa dell’eterno giorno.

Quel giorno,

qualcuno scriverà

nuovi appunti

e uscirà 

a camminare

sotto un cielo diverso

di un universo 

che muta…

servo 

di un destino 

d’infinito.


Giancarlo Barbadoro

Domenica 10 gennaio, alle ore 17, in diretta sulle pagine Facebook “Centro Studi Giancarlo Barbadoro” e “Ecospirituality Foundation”, la Ecospirituality Foundation celebrerà l’anniversario della nascita del suo fondatore Giancarlo Barbadoro e noi vogliamo celebrarlo qui, sulle pagine di questa rubrica di Shan Newspaper, la rivista on line fondata proprio da lui e di cui è stato l’anima, insieme a Rosalba Nattero, fino al 6 agosto 2019, giorno in cui ci ha lasciati. 

Giancarlo Barbadoro, poeta, scrittore, musicista, guerriero e sciamano, aveva un sogno che nutriva tutte le mille iniziative che ha fatto nascere e crescere, sognava che questo nostro pianeta, piccola gemma azzurra nello spazio immenso, astronave carica di vita, tornasse ad essere, come nel lontano passato era stato, un eden per tutte le creature che lo abitano. Madre Terra adesso come agli inizi sotto il suo “oceano” di atmosfera è depositaria dei meccanismi genetici di tutte le creature che vengono partorite da madri di ogni specie. Ogni individuo nasce quindi libero di fronte alla Natura e ha il diritto di godere di questa libertà fino alla sua morte. Purtroppo questo non avviene per la maggior parte delle persone. La società impone le sue regole ed ognuno è spinto a diventare elemento di un ingranaggio che produce oppressione, preso in un gioco in cui o viene usato o deve usare gli altri. Ma questo, testimoniava Giancarlo, è il mondo della società maggioritaria, non dell’umanità. È il mondo disegnato dalle grandi religioni storiche che dopo aver scippato e distorto gli elementi dell’antica conoscenza, aver privato le persone del loro rapporto diretto con la Natura e il suo Segreto mistico, essersi imposte come interpreti del volere divino inventando dogmi e regole che traducono la spiritualità in gesti e parole formali, regnano sovrane producendo continui conflitti in nome di verità rivelate. Il loro triste gioco non è però completamente riuscito.

Giancarlo Barbadoro

 A fianco del mondo maggioritario, quasi invisibili, continuano ad esistere i popoli naturali, depositari dell’esperienza millenaria dell’umanità, un filo mai spezzato che parte da un mitico dono portato da esseri arrivati dalle stelle. Giancarlo affermava che siamo stati defraudati della nostra vera storia, che ci è stata rubata per renderci deboli e schiavi. Giancarlo ha speso la sua vita, una vita straordinaria che abbiamo tentato di raccontare nella puntata di gennaio dell’anno scorso, al tentativo costante di liberare gli esseri viventi dalla loro prigionia. 

Lo ha fatto con gli esseri umani insegnando loro la meditazione, che lui definiva laboratorio di esperienza, grazie al quale è possibile far tacere l’illusione dei sensi e quella dell’immaginazione della mente, per far emergere il proprio io consapevole e senziente, l’unico ente in grado di rispecchiare la realtà della Natura. Lo ha fatto anche nei confronti degli animali, gli ultimi tra gli ultimi, impegnandosi a diffondere l’antispecismo e il riconoscimento della loro dignità, della loro senzienza, delle loro culture. 

Per la ricostruzione dell’eden Giancarlo proponeva l’ecospiritualità, termine coniato insieme agli elders di diversi popoli nativi, ovvero un’armonia interiore che alimenta e si esprime inevitabilmente in una propria azione creativa nell’ambiente. Ognuno vive il suo rapporto personale con il misticismo che Madre Terra rappresenta e sviluppa la sua crescita interiore sul sentiero evolutivo della meditazione. 

Giancarlo Barbadoro

È un cammino di amore, libertà e conoscenza che permette di acquisire stati di coscienza sempre più lucidi portando nella vita di ogni giorno un contributo via via più armonico e creativo. Ognuno potrà vivere libertà di pensiero e ricerca alla luce di una conoscenza antica. E ciò che ognuno vive è condivisibile con altri che vivono l’identica armonia interiore.

Si potrebbe dire che la coesistenza di questi campi di azione creativa, come atomi che si legano tra di loro, può dare corpo alla prospettiva di creare una vera e propria ”molecola di nuova esistenza” virtuale che si può ingrandire all’infinito giungendo ad unire continuamente nuovi “atomi di luce”.

L’esperienza ecospirituale di un individuo può quindi moltiplicarsi nel contributo spontaneo di quella di altri, ottenendo il risultato inevitabile di costruire uno spazio ambientale condiviso e vissuto in totale armonia.

Creando un mondo migliore per tutti, umani e non umani, che si aprirà a macchia d’olio su tutto il pianeta.

Una proposta a cui hanno aderito coloro che hanno raccolto e portano avanti la sua eredità, prima fra tutti Rosalba Nattero, che è stata al suo fianco nelle sue battaglie per la realizzazione del suo sogno, e a cui possono aderire tutti coloro che vogliono costruire davvero un mondo migliore.





Le citazioni sono tratte da MEDITAZIONE E ECOSPIRITUALITÀ di Giancarlo Barbadoro, Edizioni Triskel, reperibile alla Grotta di Merlino in piazza Statuto 15 a Torino oppure on line, al sito www.triskeledition.com, anche in formato e.book.


Per seguire la celebrazione:

https://www.facebook.com/CentroStudiBarbadoro

https://www.facebook.com/ecospiritualityfoundation







 

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