Il blog di Rosalba Nattero

Lo sfruttamento degli animali

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05 Febbraio 2015
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Lo sfruttamento degli animali a beneficio della razza umana passa attraverso varie forme. L’apice più abominevole è quello rappresentato dagli allevamenti intensivi, dalla vivisezione, dagli animali torturati per divertire gli uomini come avviene nei circhi, nelle competizioni come i palii, o nell’assurda pratica della caccia. Forme di sfruttamento che vengono universalmente condannate da tutti coloro che amano gli animali.

Ma ci sono altre forme di sfruttamento, più sottili, che vengono accettate come “normali” e anche incoraggiate.

Mi riferisco ad esempio alla Pet Therapy, o agli animali usati per trasporto come nel caso delle botticelle romane o dei cani da slitta. E anche alla moda dilagante dei corsi per “educare” i cani. Educarli a cosa? Ad essere dei bravi schiavi che rispondono al nostro comando?

Prendiamo ad esempio la Pet Therapy. I centri specializzati che propongono l’utilizzo di animali per la cura degli umani mettono gli animali alla stregua di strumenti che devono essere abilitati all’uso preposto. In molti casi li allevano apposta per quella funzione. Nelle migliori intenzioni, chi propone questo metodo terapeutico sostiene che l’animale “è contento” ed “è d’accordo”. In che modo se ne sono accertati? Hanno avuto una dichiarazione dall’animale? Una liberatoria? Ma suvvia! Gli animali per loro natura sono esseri molto disponibili, ed essendo in stato di inferiorità rispetto a noi in quanto devono sottostare alle regole della nostra cultura, sono ben disposti a collaborare. Ma che siano d’accordo a fare Pet Therapy non c’è alcuna certezza, a parte quei casi in cui sono loro, di loro spontanea volontà, ad andare dalla persona malata. In molti casi in effetti gli animali praticano una loro peculiare terapeutica, e credo che chi vive con un animale possa testimoniarlo. Ma sono atti liberi e spontanei. La Pet Therapy invece è una chiara forma di sfruttamento, nella maggior parte dei casi usata per profitto.

E che dire della moda degli Sleddog? Anche in questo caso, i gestori di queste imprese commerciali sostengono che “i cani si divertono”. Si propongono come amanti degli animali quando è evidente che gli animali sono il loro mezzo di guadagno. I cani si divertono? Come no! Li tengono chiusi in gabbia ininterrottamente per una settimana, ovvio che la domenica quando li liberano siano contenti di muoversi un po’. E vi sono casi in cui non usano neppure cani da slitta ma cani a pelo corto. Un altro caso di sfruttamento è rappresentato dalle tristemente famose “botticelle” romane, le carrozze a cavalli che portano in giro i turisti. Una usanza che implica turni faticosi sotto il sole anche nelle ore più calde, lavoro forzato nel traffico di punta e condizioni spesso insopportabili per questi docili animali. Un mezzo di trasporto anacronistico in cui il cavallo è solo una macchina senz’anima.

C’è poi il caso dei corsi di educazione cinofila, che in questo periodo nascono come funghi. Ora, posso capire che ci siano casi che richiedono l’aiuto di esperti, come il recupero di un animale traumatizzato. Ma questi corsi si rivolgono a qualsiasi cane, anche il più tranquillo e socievole. Educarli a cosa? A perdere la loro personalità e diventare dei bravi schiavetti che rispondono ai comandi? È avvilente e non dà dignità all’animale.

Potremmo fare tanti altri esempi.

Su Facebook si sprecano le foto di cani e gatti conciati come dei pagliacci, vestiti da babbo natale, o con cappellino e occhiali da sole, e cose del genere. Immagini tristissime dell’amico a quattro zampe mascherato per divertire gli amici.

I nostri amici di specie diversa si prestano al gioco, ci assecondano perché ci amano di un amore incondizionato. Ma noi amiamo loro? Sono certa di sì, li amiamo. Ma forse non ci poniamo abbastanza il problema di che cosa voglia dire dare loro dignità e rispetto.

Negli ultimi vent’anni sono stati fatti dei passi molto significativi verso i diritti degli animali. In ambito animalista si cita spesso il Trattato di Lisbona che all’art. 13 riconosce gli animali come “esseri senzienti”. Eppure continuiamo ad accettare forme di sottomissione che vengono considerate “normali”, ma che non applicheremmo mai nei confronti di un essere umano. È ancora così lontano il giorno in cui ci porremo il problema di una parità interspecie?

Viene considerato “normale” separare le famiglie dando in adozione una cucciolata di cani o di gatti nonostante il grande dolore che inevitabilmente viene provocato da questo allontanamento. Viene considerato “normale” mutilare i maschi e sterilizzare le femmine anche quando non necessario, e la maggior parte dei veterinari, al pari dei più accaniti obiettori di coscienza, non prendono neppure lontanamente in considerazione altre forme di sterilizzazione che lascerebbero intatte le funzioni sessuali, preservando così anche i loro ruoli sociali.

Sono discorsi difficili, lo so. Molte volte anche tra persone che amano appassionatamente gli animali nascono delle differenze che dividono anziché unire, e questo di certo non aiuta la causa animalista. Tutti coloro che amano gli animali sono sicuramente in buona fede e ritengono di agire nel giusto cercando di salvare più animali possibili da una sorte avversa. Li si sterilizza per evitare malattie. Si dividono le famiglie perché insieme non si riuscirebbe a sistemarli.

Io non ho una soluzione per tutti i problemi. Ma parto da un principio molto semplice: gli animali sono “persone” con una loro dignità, cultura e identità morale.

Partendo da questo principio, tutto dovrebbe a cascata portarci a rivalutare il nostro atteggiamento nei loro confronti. Non sono solo degli esseri da aiutare, non sono degli eterni bambini che devono imparare da noi. Sono creature senzienti che meritano rispetto e dignità. E in molti casi sono loro ad insegnare qualcosa a noi anziché il contrario.

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Commenti   

 
0 #11 Luigi 2015-05-28 18:36
Chissà se Serena (ma non è poi tanto serena :) nel suo dictact, e mi chiedo perchè di questa conflittualità simile a quella che manifestano di solito vivisezionisti e cacciatori) è una di queste "istruttrici umanizzanti" di questi poveri animali costretti dalla sua "ignoranza" a corvée umilianti e a violenze inutili?
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0 #10 Rosalba 2015-05-28 18:33
Io non ho la soluzione per tutti i problemi, e di certo non voglio prendermela con chi ama gli animali e li vuole aiutare ad inserirsi. Ma è giusto che ognuno dica la propria senza per forza cadere nella conflittualità. Il mondo animalista è molto variegato ed è importante dialogare con tutti, cercando i punti in comune anzichè scontrarsi sulle differenze. Ma secondo me occorre partire dai princìpi a monte, e da questi trarre ispirazione per cercare le soluzioni ai problemi ed applicarle.
Il principio che personalmente mi anima nell’aiuto che cerco di dare agli animali è quello della parità e della dignità che ad ogni essere vivente, senza differenze, dovrebbe essere riconosciuta.
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0 #9 Rosalba 2015-05-28 18:33
Anche nelle migliori intenzioni, questi corsi di educazione cinofila partono inevitabilmente dal presupposto che gli umani sono quelli che determinano le regole e gli animali devono adeguarsi. Capisco benisssimo che ci sia bisogno di un linguaggio comune e di un modo per evitare che certi fatti drammatici accadano. Ma sarebbe molto meglio istruire gli umani e portarli a considerare che gli animali sono esseri senzienti che pur se con forme diverse e culture diverse abitano con noi su questo pianete, e come tali non vanno dominati, ma vanno trattati con dignità. Non con paternalismo e superiorità, ma semmai come un confronto tra culture diverse. Del resto, mi chiedo che cosa gli animali abbiano da imparare dagli umani. Il senso del dominio e della sopraffazione?
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0 #8 Luigi 2015-05-28 18:31
Citazione Maurizio:
[quote name="Serena"]Un'altra parola sull'educazione cinofila:
ben venga che se ne creino come funghi! La gente adotta animali senza avere nemmeno una vaga idea del loro comportamento etologico. Tutti i giorni commettiamo errori di comunicazione e creiamo incomprensioni perchè le persone NON SANNO L'ABC.

Sono d'accordo con Maurizio. Chi prende un animale dovrebbe istruirsi sulle sue abitudini e sulla sua cultura e non imporre la protervia umana sullo stesso animale.
Risulterebbe una brutalità finalizzata al proprio egocentrismo e a far denaro con corsi inutili e disecutevi.
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0 #7 Maurizio 2015-05-19 01:10
Citazione Serena:
Un'altra parola sull'educazione cinofila:
ben venga che se ne creino come funghi! La gente adotta animali senza avere nemmeno una vaga idea del loro comportamento etologico. Tutti i giorni commettiamo errori di comunicazione e creiamo incomprensioni perchè le persone NON SANNO L'ABC.

Che discorso incoerente Serena.
Se sono le persone a non sapere l'ABC allora sono gli umani a dover venire addestrati e non gli animali.
Facciamo dei corsi sull'etologia degli animali, sullo studio di specie diverse in modo da comunicare meglio rispettando le loro caratteristiche senza asservirli alle nostre esigenze.
Ma è vero che è un discorso difficile.
D'altronde gli esseri umani fanno così anche con i bambini che per la maggior parte crescono frustrati e finiscono a fare le fotocopie dei genitori patologie psicologiche comprese...
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0 #6 Maurizio 2015-05-18 17:28
Citazione Serena:
Ultima cosa:
la sterilizzazione ha effetti positivi scientificamente provati sulla salute e la longevità delle cagne.


Quali sarebbero questi effetti positivi?
Quello di cambiare il ciclo ormonale e rendere il gatto o la gatta una sottospecie di soprammobile addomesticato? Sempre che quel "scientificamen te" che tu citi non sia una grande baggianata come quella sulla "grande" utilità della vivisezione.

Per amore della longevità perché allora non togliere, ad esempio, le mammelle e le ovaie anche alle donne umane per ridurre il rischio del tumore... (lo ha fatto Angelina Jolie ma almeno lei lo ha scelto liberamente)... Solo un esempio ma potrei farne a decine...

Questo modo di pensare mi sembra frutto di una visione antropocentrica che non tiene conto delle reali esigenze "vitali" (e non solo salutari) delle altre specie. Neanche di quella umana a dire il vero.
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0 #5 Luigi 2015-05-14 21:43
Non mi piace il termine di >cagna
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0 #4 Dario 2015-05-14 15:52
Cara Serena, sono d'accordo in parte per quello che dice sulla pet terapy, ma per il resto ho l'impressione che lei non abbia mai avuto a che fare direttamente con gli "animali". A meno che ne abbia preso visione in qualche gabbia di sperimentazione universitaria.
Per mia esperienza maturata vivendo tra gli "animali" trovo che hanno una loro identità personale di cui sono ben consci e una socialità che nulla ha da invidiare a quella umana. Creature di una stessa "famiglia" se separate soffrono e quando riescono a ritrovarsi manifestano gioia.
Secondo me lei dovrebbe studiare l'etologia dal vivo e non attraverso "maitres à penser" che creano correnti baronistiche di ciechi "savants" basandosi solo sulle proprie impressioni personali, politiche e religiose.
Infatti su quanto lei dice, non me ne voglia per cortesia, si evince una matrice cattedratica, politicizzata e un tantino religiosa. Comunque fuori della realtà.
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+1 #3 Serena 2015-04-27 12:57
Ultima cosa:
la sterilizzazione ha effetti positivi scientificament e provati sulla salute e la longevità delle cagne.

C'è BISOGNO DI INFORMARSI, con ricerche scientificament e provate, prima di sparare a zero su tutto e tutti.
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-2 #2 Serena 2015-04-27 12:56
Un'altra parola sull'educazione cinofila:
ben venga che se ne creino come funghi! La gente adotta animali senza avere nemmeno una vaga idea del loro comportamento etologico. Tutti i giorni commettiamo errori di comunicazione e creiamo incomprensioni perchè le persone NON SANNO L'ABC.
Inoltre, è assurda la tua definizione di "soldatini". Il cane in quanto animale sociale, è felice di fare attività insieme e di collaborare ad uno scopo. Un cane che conosce perfettamente il "vieni" non è un soldatino, è un cane che può correre libero dove non ci sono recinzioni con la sicurezza che non si metta in pericolo.
Un cane che conosce il salta, rotola, zampa è un cane con la mente sempre attiva e capace di memorizzare parole nuove.
Un cane infelice è un cane che invece non fa nulla tutto il giorno se non mangiare, pisciare e cagare.
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