Esoterismo

Praga: magica, misteriosa, esoterica

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12 Aprile 2023
Veduta di Praga

Racconto di un breve soggiorno nell’atmosfera particolare di una città speciale


Si parla di Praga come di una città profondamente legata al mondo della magia, dell’alchimia, dell’occulto. Essa è parte, insieme a Torino e Lione, del cosiddetto “Triangolo della Magia Bianca”: città unite tra loro da profili storici, patrimoni culturali, eventi misteriosi, e fortemente legate al mondo dell’esoterismo. Esse sono inoltre accomunate dal fatto di essere sorte presso la confluenza di due fiumi: la Moldava e l’Elba per Praga, il Po e la Dora per Torino, il Rodano e la Saona per Lione, situazione che conferirebbe a queste città particolari forme di energia.

Praga è da scoprire lentamente, passo passo, senza aspettative… e si tocca e si viene toccati dalla sua particolare natura.


Le origini

Si dice comunemente che la fama di Praga come città magica sia per lo più dovuta all’operato di Rodolfo II: Imperatore del Sacro Romano Impero, appassionato di alchimia ed esoterismo, volle dare un impulso particolare alle arti e alle conoscenze legate al mondo dell’occulto e non solo.

John Dee
John Dee

Tra il XVI e il XVII secolo, Praga fu quindi frequentata e vissuta da studiosi, astronomi, esoteristi, esperti di arti magiche, che ne caratterizzarono e caratterizzano tuttora l’immagine.

Ma più probabilmente qualcosa di molto particolare e significativo si verificò in tempi molto più remoti.

Circa 15 milioni di anni fa, un meteorite, un asteroide o una cometa, precipitò sul suolo dell’Europa Centrale, in Baviera Occidentale, dando origine ai crateri di Nordlingen e di Steinheim.

Dall’impatto tra corpi celesti e suolo terrestre originano minerali denominati “tectiti”. Specie se l’impatto avviene con un asteroide o una cometa, le rocce terrestri sgretolate e fuse dal calore sono facilmente scagliate a grande distanza; raffreddandosi vengono in seguito modellate in forme particolari, per poi ricadere a terra anche a grande distanza dalla sede originaria dell’impatto. Secondo diversi ricercatori le cosiddette tectiti ritrovate in luoghi diversi della superficie terrestre, sono parte di questi frammenti. Ne vengono ritrovate in Medio e Estremo Oriente, in Australia, in diversi paesi asiatici.

Un tipo particolare di tectite è la Moldavite.

Di essa erano presenti giacimenti ormai pressoché esauriti, lungo il fiume Moldava, fino a Praga e oltre. La moldavite ha una struttura vetrosa, è composta per lo più da biossido di silicio, è di colore verde, traslucida. Essa è sempre stata ed è tuttora utilizzata anche come gioiello ornamentale, ma per lo più come amuleto e talismano in grado di stimolare la crescita spirituale, il contatto con altri mondi, nonché di esercitare potere terapeutico verso l’apparato circolatorio e immunitario.

Stiamo quindi parlando di una gemma, di colore verde, che precipita sulla Terra con un asteroide o una cometa, dotata di un potere spirituale oltre che fisico.

Praga - Vicolo d'Oro
Praga - Vicolo d'Oro

È evidente la similitudine con il mito del Graal!

Ed è forse questa la ragione più vera del legame tra Praga e Torino, città anch’essa coinvolta nel mito del Graal? (vedi “Il Cuore Antico” di G. Barbadoro e R. Nattero - Keltia Editrice).


Le arti magiche a Praga

Come dicevamo, la fama di Praga come Città delle Arti magiche o Città dell’Oro è dovuta all’azione dell’Imperatore Rodolfo II nel periodo compreso tra il 1576 e il 1612. Appassionato e cultore di alchimia, astronomia, esoterismo, decise di spostare la corte del Sacro Romano Impero da Vienna a Praga facendovi confluire esperti di arti magiche da tutta Europa, in modo che sotto la sua protezione essi potessero dedicarsi liberamente, senza ostacoli, ai loro studi e alle loro pratiche. Giunsero e vissero a Praga personaggi del calibro dell’astronomo Tyco Brahe e del suo allievo Giovanni Keplero, di John Dee (astrologo di Elisabetta I d’Inghilterra, suo “agente segreto” e primo 007 della storia), di Edward Kelley, medium e alchimista dedito alla trasformazione dei metalli in oro (condannato poi a morte dall’Imperatore, si dice, a causa dei suoi insuccessi).

Proprio l’alchimia interessò particolarmente Rodolfo II, forse anche per il significato esoterico che la trasformazione del piombo in oro poteva esprimere come metafora della possibile evoluzione spirituale dell’individuo. Accolse numerosi alchimisti alle sue dipendenze, ospitandoli in case-laboratorio situate lungo il “Vicolo d’oro” all’interno del Castello, dove essi potevano procedere alle loro sperimentazioni. Si narra che con il passare del tempo, la passione per l’alchimia divenne un vero e proprio tormento esistenziale per l’Imperatore, tanto da portarlo a trattare gli alchimisti come veri e propri schiavi, imponendo loro lavori improbi e pretendendo risultati irraggiungibili.

Simbolo templare
 Simbolo templare

Del Vicolo d’Oro rimane oggi un insieme di casette variopinte, con gli interni ricostruiti ad arte a riprodurre antiche abitazioni e laboratori, frequentate da un flusso ininterrotto di turisti.


I Templari a Praga

In pieno centro storico di Praga si trova l’Isola di Kampa, l’Isola dei Templari. In essa fu edificato nel 1610 il palazzo del Gran Maestro dell’Ordine di Malta, una delle sedi storiche più importanti dell’Ordine, tuttora viva e attiva.

Si narra che i Templari si trasferirono dalla Francia in Boemia all’inizio del 1300, in concomitanza con la soppressione del loro Ordine. Inizialmente si insediarono nel castello di Veverj, vicino a Brno, portando con sé numerosi oggetti di valore, il cosiddetto “Tesoro dei Templari”, peraltro mai ritrovato (e spesso confuso con il Graal). Altri racconti suggeriscono che una parte del Tesoro, in particolare un martelletto d’oro utilizzato per la costruzione della Torre di Babele, e un cristallo della corona di Re Salomone, siano contenuti all’interno di un pilastro del Ponte Carlo di Praga.

Simboli templari sono diffusi in tutta la città, sulle facciate di molti edifici, in diverse chiese (in particolare la Cattedrale di S. Vito), a testimoniare la forte presenza e attività di questo Ordine nella realtà di Praga.


L'orologio astronomico

Sul lato sud del Municipio di Praga, in Piazza della Città Vecchia, è presente l’Orologio Astronomico, vero simbolo della città.

Fu costruito a partire dal 1400, dal Maestro di orologeria Nikolas zu Kadan, insieme al matematico e astronomo Jan Sindal.

È uno strumento e opera di ingegneria e di meccanica come poche altre al mondo, tanto che la leggenda vuole che al suo costruttore vennero cavati gli occhi per impedirgli di costruirne altri. Il malcapitato, per vendetta, sabotò la sua opera che rimase quindi ferma per un lungo periodo prima di essere riparata: pertanto i cittadini praghesi ritenevano, e forse ritengono ancora, che ogni qualvolta l’orologio subisce un danno o un semplice rallentamento, ciò stia a significare la minaccia di un evento funesto.

Praga - orologio astronomico
Praga - orologio astronomico

L'Orologio è costituito da un quadrante astronomico, sul quale sono rappresentate la Terra, le fasi del giorno, la posizione del Sole, la Luna con le sue fasi, nonché i segni zodiacali; esso è in grado di indicare non solamente l’ora locale, ma anche l’antica ora boema, il tempo siderale e l’ora babilonese.

Venne in seguito aggiunto un quadrante inferiore, nel quale sono presenti scene rurali raffiguranti i 12 mesi dell’anno. Oltre ai mesi, settimane e giorni, il calendario indica il Santo del giorno e le feste religiose.

Inoltre, allo scoccare di ogni ora, al di sopra del quadrante astronomico si aprono due finestre che mostrano la carrellata di dodici statue in legno raffiguranti gli Apostoli. Ai lati si attivano le quattro figure allegoriche della Morte, dell’Avaro, della Vanità e del Turco, sostituite più volte nel tempo, sul cui significato allegorico si rincorrono le più svariate interpretazioni.

Rimane il fatto che l’Orologio è una irresistibile attrazione turistica e non solo: se tutto funziona bene, allo scoccare di ogni ora parte l’applauso del pubblico che staziona al suo cospetto, altrimenti pare che l’atmosfera di Praga si faccia più cupa e preoccupata. Pura scaramanzia?


Praga e il golem

La storia del Golem è un tema molto radicato nella tradizione religiosa ebraica, espresso in diverse leggende tramesse dal Talmud.

Il Golem è l’uomo di fango.

Secondo la leggenda praghese, sotto l’Imperatore Rodolfo II, si verificò la scomparsa di un bambino cristiano; immediatamente la comunità ebraica venne accusata del rapimento e dell’uccisione del bambino, per utilizzarne il sangue durante i riti della pasqua.

L’Imperatore fu costretto a minacciare l’esilio forzato della comunità ebraica al di fuori di Praga se non si fosse fatta luce sull’evento. Il Rabbino Loew decise di intervenire, specie dopo aver ricevuto in sogno il consiglio di costruire un Golem, un essere meccanico, che lo potesse aiutare a risolvere la questione.

Orologio astronomico - particolare del quadrante con i segni zodiacali
Orologio astronomico - particolare del quadrante con i segni zodiacali

Con altri due rabbini, Loew si recò sulle rive della Moldava, il fiume di Praga, e disegnò nel fango un volto, braccia e gambe. Seguì un rituale ebraico al cui termine Loew lesse il versetto della Genesi ”Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici e l’uomo diventò un essere vivente”. Scrisse sulla fronte del Golem la parola “Emet” (verità in ebraico), soffiò sul volto del Golem e gli diede vita. Il Golem si mise in cerca del bambino, che ritrovò nella cantina di casa, dove lo aveva rinchiuso il padre il quale voleva coì scatenare la rivolta contro gli ebrei.

La comunità ebraica venne salvata.

Il Golem portava in bocca una tavoletta di legno sulla quale era inciso il verbo di Dio. Inizialmente mansueto, cambiò progressivamente comportamento, quando Loew si dimenticò di inserirgli in bocca la tavoletta. Privo della parola di Dio, il Golem divenne sempre più intollerante e violento, fino a uccidere qualche cristiano.

Loew intervenne; modificò la scritta sulla fronte da emet a met (“morte” in ebraico), togliendo così la vita al Golem; lo rinchiuse poi nella soffitta della Sinagoga Vecchia Nuova di Praga, dove nessuno più entrò e dove la leggenda narra che si trovi tuttora.

Una leggenda colma di significati molti dei quali oscuri e strettamente legati alla cultura ebraica: la metafora più immediata è quella della rappresentazione simbolica del risveglio spirituale dell’uomo a seguito del contatto con la realtà trascendente del soffio divino.

Si potrebbe dire ancora molto di Praga: la costruzione di Ponte Carlo e le sue storie, il quartiere ebraico e il vecchio cimitero, il Castello, la storia del Dottor Faust, importanti eventi storici della nostra epoca quali la Primavera di Praga… e tanto tanto altro di questa città ricca, viva e affascinante.

Molte sono le sensazioni che si provano a camminare per le sue vie e quartieri, vivi e sospesi nel tempo, teatro di storie e leggende che proiettano il visitatore in una dimensione non ordinaria e magica.


Mauro Petrillo è ricercatore della Ecospirituality Foundation e vice Presidente del Centro Studi Giancarlo Barbadoro


 

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