Musica

LabGraal Saint Patrick’s Day

Stampa E-mail
29 Aprile 2019
LabGraal Saint Patrick’s Day

Sabato 16 Marzo alla Suoneria di Settimo, il LabGraal ha celebrato il St.Patrick’s Day, a suon di musica , danze, poesie, identità celtica e amore per gli animali


Now westlin’ winds and slaughtering guns

Bring autumn's pleasant weather

The moorcock springs on whirring wings

Among the blooming heather

Now waving grain, wild o'er the plain

Delights the weary farmer

And the moon shines bright as I rove at night

To muse upon my charmer


La voce di Rosalba squarcia il silenzio, vibra e ci avvolge trasportandoci come per incanto sotto il cielo stellato di Scozia. Quello stesso cielo che ha ispirato la poesia di Robert Burns, un vero inno alla libertà e alla felicità del contatto con la Natura.

Inizia così il concerto del LabGraal per il St.Patrick’s Day: ormai una vera e propria tradizione che si rinnova ogni anno, celebrata sul prestigioso palco della Suoneria di Settimo Torinese. Come sempre il pubblico non si è fatto scappare l’occasione, riempiendo la sala e facendo registrare un tutto esaurito che farà sicuramente felici gli animali assistiti da SOS Gaia, destinatari degli incassi della serata.

Infatti, il LabGraal è da sempre in prima linea nella difesa dei diritti animali e nella diffusione di una mentalità di rispetto alla pari dei nostri fratelli diversi. Da quest’anno però si trovano affiancati in quest’opera da tanti altri artisti, grazie all’iniziativa “Artists United for Animals”, nata proprio dalla leader e cantante del LabGraal Rosalba Nattero, con lo scopo di raccogliere quanti sentono visceralmente il tema sotto un’unica effige e con un comune obiettivo: mettere la propria arte al servizio dei più deboli e indifesi, gli animali appunto.

LabGraal Saint Patrick’s Day

Una battaglia che si sposa benissimo con la figura di San Patrizio, come racconta Rosalba dal palco, tra una canzone e l’altra: Saint Patrick il druido, divenuto patrono dell’Irlanda, che professava l’amore e il rispetto per la Natura e per gli animali, insegnando concetti propri dello sciamanesimo druidico per mezzo del trifoglio.

Ma torniamo al palco della Suoneria, al LabGraal e alla loro musica trascinante, che nasce e porta dritti al cuore dell’esperienza espressa dalla cultura Celtica.

Una musica che in Italia viene spesso fraintesa, o quantomeno non capita fino in fondo, quasi intrappolata nelle maglie di un folklore che la vorrebbe reclusa nel ruolo di rivisitazione storica del passato. Ma la musica celtica non è questo, come risulta evidente da ogni performance del LabGraal: è l’espressione di una tradizione, di una cultura, di un’identità che non si è mai estinta; il suono di un cuore antico che continua a battere forte e vitale, rinnovandosi continuamente ma sempre mantenendo vivo quell’intimo contatto con la natura che rappresenta il vero segreto dell’identità nativa celtica.

Una realtà che unisce tutte le nazioni celtiche, come ben rappresentato dal vasto repertorio del LabGraal: dalle ballate occitane del Nord Italia, alle danze bretoni, fino alle leggende musicate della Scandinavia, il LabGraal fa vivere ogni brano, lo rende capace di comunicare l’intima esperienza che rappresenta al dì la delle parole.

Ma il LabGraal non è solo musica tradizionale, così come non si è mai sottratto alle influenze delle tradizioni native di tutto il pianeta: dai nativi americani e africani agli aborigeni Australiani, il LabGraal ha sempre saputo raccogliere le contaminazioni e farle proprie senza mai snaturare la propria identità musicale. Tanti sono i brani originali del loro repertorio, soprattutto provenienti dall’ultimo album “Native”. Non sono tuttavia mancate le anticipazioni dal prossimo lavoro del LabGraal, peraltro molto apprezzate e applaudite dal pubblico.

Non è un caso che durante i loro concerti nascano cerchi danzanti come quelli dei Fest Noz bretoni, con quella stessa atmosfera di festa e partecipazione al di là di ogni distinzione di età, genere e abilità, trascinati dalla musica dei musicisti e dalle coreografie del Gruppo di Danza Triskel: ogni volta che il LabGraal sale sul palco si sa già che si finirà per lanciarsi in danze frenetiche.

LabGraal Saint Patrick’s Day

Ma non sono soltanto danze: così come nell’antico sciamanesimo druidico si bilanciavano il vuoto e il pieno, così troviamo momenti struggenti, con i brani più evocativi, esaltati dall’interpretazione di Rosalba Nattero e Luca Colarelli, con il loro intreccio di voci che si mescolano in un’alchimia magica, da brividi che non può non emozionare e riscaldare il cuore di chi ascolta.

E a proposito di brividi e di momenti magici, lo è stato sicuramente quello dell’esibizione dei “Guerrieri del Sole Nero”, che hanno portato sul palco della Suoneria di Settimo torinese in occasione del St Patrick’s Day l’arte del gesto della Kemò-vad, l’antica danza sacra dei Nativi Europei, accompagnati dal flauto di Giancarlo Barbadoro. Proprio la storia della Kemò-vad può essere presa a simbolo della cultura celtica e del modo unico e profondo di viverla, scoprirla e diffonderla che distingue il LabGraal da ogni altro gruppo musicale: una storia millenaria, così antica da intrecciarsi con il mito del Graal. Questa antica forma di meditazione dinamica è riemersa ai giorni nostri grazie all’azione di Giancarlo Barbadoro e Rosalba Nattero del LabGraal, che si sono fatti carico di diffonderla dopo averla appresa da una comunità druidica conosciuta nella foresta di Brocéliande proprio per mezzo della musica.

I Guerrieri del Sole Nero non sono stati gli unici artisti ad accompagnare il concerto del LabGraal: la Compagnia dei Bardi di Dreamland ha coreografato il brano “Winds of Freedom”, con una bellissima performance con le spade, mentre il Gruppo Triskel ha proposto una performance di danze tradizionali sulla musica del LabGraal.

Tra i momenti più toccanti dell’intera serata, come sempre la lettura di poesie di Giancarlo Barbadoro, già flautista del LabGraal, che ha commosso l’intero pubblico con i suoi versi. Struggenti e di denuncia, come “Fratelli per sempre” , che ricorda il comune destino di tutti gli individui davanti al mistero dell’esistenza, per sempre legati a uno stesso destino indipendentemente dalla specie d’appartenenza.

Così, mentre la voce di Rosalba faceva sognare sulle note di ballate celtiche, tra una danza e l’altra, ci siamo avviati alla fine del concerto, che come da tradizione si è concluso con il potente suono della cornamusa a salutarci come l’urlo del drago.

Il concerto, come sempre, è stato magico, evocativo e coinvolgente. Tribale. Resta la nobile

battaglia, intrapresa da Rosalba Nattero, dal LabGraal e da tanti altri artisti, la continuazione della storia di un mondo diverso, basato su principi di armonia e fratellanza che, come nel caso di Saint Patrick, ha radici profonde e rami pronti a conquistare un futuro migliore.

LabGraal Saint Patrick’s Day


www.labgraal.org

 

Seguici su:

Seguici su Facebook Seguici su YouTube