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Il viaggio non termina mai

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30 Dicembre 2017
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La nuova edizione del libro “L’Australia che non c’è” di Rosalba Nattero con la prefazione di Guido Barosio e nuovi capitoli. Il libro è un diario scritto in Australia durante un tour musicale che l’Autrice ha intrapreso con il suo gruppo LabGraal. Un viaggio che ben presto ha rivelato sorprese inaspettate. Edizioni Triskel, ora anche in e-book
La nuova edizione del libro “L’Australia che non c’è” di Rosalba Nattero con la prefazione di Guido Barosio e nuovi capitoli. Il libro è un diario scritto in Australia durante un tour musicale che l’Autrice ha intrapreso con il suo gruppo LabGraal. Un viaggio che ben presto ha rivelato sorprese inaspettate. Edizioni Triskel, ora anche in e-book

Esce la nuova edizione del libro “L’Australia che non c’è” di Rosalba Nattero


Solo quando lo scrivi un viaggio resta per sempre. E scriverlo è un dono. Perché il viaggio resterà sempre disponibile, per te e per gli altri. Il tempo non frantumerà i ricordi rendendoli sbiaditi o imprecisi, il tempo contro la scrittura di viaggio non può nulla. Così i mesi passano, e anche gli anni, ma ripercorrendo il filo delle parole tutta torna tangibile: gli episodi, le voci, i dettagli, i sapori, gli incontri, gli odori, le attese, i luoghi, i suoni. Un viaggio se viene scritto resta, anche quando non ci saremo più, anche quando vivremo in un'altra dimensione. Siamo di fronte alla rotta nobile dell’uomo, quella della conoscenza. Il vero viaggiatore si prepara, studia, programma, vive intensamente le proprie aspettative. Ma sa che forse tutto cambierà appena arrivato, perché l’inatteso e il sorprendente fanno parte del programma. E dopo il ritorno ogni viaggiatore sarà sempre diverso, trasformato e contaminato dall’esperienza. Così per scrivere il proprio vissuto occorre lasciar decantare gli eventi, un attimo, non troppo, il giusto per avere una visione lucida.

Ma nei giorni passati in giro gli appunti sono uno strumento imprescindibile, sono le annotazioni che fissano quello che conta, anche dettagli minimi, schegge quotidiane, parole che poi – dopo giorni – si risvegliano per evocare interi mondi. Quegli istanti, se non li fissiamo subito si perdono per sempre.

Nel suo “L’Australia che non c’è” Rosalba Nattero si rivela viaggiatrice vera, ci prende per mano e ci accompagna in un percorso dove si incontrano luoghi e personaggi, ma anche emozioni, rivelazioni, anime. Tutto vissuto e narrato in presa diretta, giorno dopo giorno, in un diario collettivo che si legge senza fermarsi. Nel suo ‘on the road’ Rosalba è accompagnata da Giancarlo Barbadoro e dal LabGraal, sono i suoi ‘spiriti eletti’, coloro coi quali divide ogni sfida ed ogni progetto.

“L’Australia che non c’è” è anche in edizione audiolibro, letto dall’Autrice con musiche LabGraal & Jida Murray Gulpilil
“L’Australia che non c’è” è anche in edizione audiolibro, letto dall’Autrice con musiche LabGraal & Jida Murray Gulpilil

Così anche in Australia si muovono in gruppo, vivono insieme l’esperienza dei concerti e dell’incontro coi nativi, si aggirano tra i grattacieli ed esplorano il bush, entrano nel Dreamtime e affrontano esperienze mistiche, ma sanno anche divertirsi, curiosare, vivere da esseri liberi ogni momento che il viaggio regala. Il suono del didgeridoo li accompagna come un mantra e sembra accoglierli quando l’avventura spirituale tocca i momenti più emozionanti. Che sono il contatto – voluto e cercato – coi nativi, fratelli che abitano un mondo dall’altra parte del globo, fratelli che si presentano con le parole di Jida Gilpilil: “abbiamo lo stesso sangue, lo stesso cuore”.

Ecco, se Rosalba non avesse scritto il suo libro, oggi questo mondo – a distanza di oltre 10 anni – sarebbe un ricordo fatto di episodi, di emozioni sparse, di istanti che ogni tanto vengono in mente e ogni tanto no. Invece il diario prima, e la scrittura precisa, puntuale, vivace dopo hanno tenuto tutto insieme, hanno tenuto tutto in ordine. Per noi che leggiamo è un regalo, per Rosalba e i suoi compagni di viaggio una testimonianza indelebile di una straordinaria esperienza che possiamo condividere. Magari un una notte stellata, magari ascoltando il didgeridoo dall’album ‘Dreaming’, inciso a Melbourne proprio con Jida Gilpilil. Un altro dono. Perché il viaggio trasforma, crea collegamenti e permette amicizie lontane dai nostri confini quotidiani. Come scriveva Henry David Thoreau: “Non esiste nulla che renda il mondo tanto spazioso come avere amici molto distanti; sono loro che formano le latitudini e le longitudini”.


Guido Barosio, direttore di Torino Magazine, è giornalista, travel writer, reporter e fotografo.


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