Tradizioni Celtiche

La tradizione della “Rama”

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21 Ottobre 2013

La Rama viene portata in processione

La festa di San Lorenzo tra miti pagani e riti religiosi


Dopo Pian Bausano sotto la giurisdizione del comune di Germagnano lungo la strada che porta nella Valle di Viù, in Piemonte, su una piccola altura immersa nel verde  si trova la borgata di Castagnole. Un gruppo di case con appena 47 abitanti.

In questo luogo sembra che il tempo si sia fermato ad un’epoca lontana dal presente. E’ vivo nelle persone che la abitano un grande fervore per la conservazione delle tradizioni popolari che vengono tramandate da generazioni. E’ palpabile lo spirito di fratellanza e collaborazione che li accomuna. Ognuno fa la sua parte per il bene della borgata, per conservare oltre a quelle folkloristiche anche le tradizioni locali. A disposizione di tutti c’è un grande forno antico a legna che viene utilizzato come in tempi passati per panificare. In una delle vecchie case contadine è presente un piccolo museo etnografico con una raccolta di circa 150 oggetti di uso quotidiano. Il museo è visitabile su prenotazione.

Nel borgo c’è una piccola cappella dedicata a San Lorenzo dove la domenica mattina viene celebrata la Messa. Ogni anno nella domenica più vicina al 10 agosto (quest’anno è stato l’11 agosto), Castagnole rende omaggio al suo Santo Patrono con grandi festeggiamenti.


La Rama, l’albero addobbato, simbolo comune in tutti i Paesi dell’area celtica

Tutto il borgo è in fermento nei giorni precedenti, cooperano tutti per la buona riuscita della festa. I compiti vengono suddivisi, alcuni preparano il pane che deve essere cotto almeno il giorno prima. La sua preparazione è elaborata, l’accensione del grande forno richiede molto tempo e le forme delle pagnotte vanno modellate da mani esperte: due a forma di cerchio forato al centro, altre a forma di sole ed altre sembrano omini di pan di zenzero.

Vengono preparati dolci casalinghi, biscotti a forma di anello intrecciato, torte di frutta. Altri preparano addobbi vari più due rami alti all’incirca 50cm, spogliati dalle foglie e levigati ai quali verranno appesi nastri di vari colori: è la tradizione della Rama.

La domenica della festa, di prima mattina in uno dei cortili vengono imbandite le tavole con vivande dolci e salate, bibite e vini vari, tutti prodotti artigianalmente. L’arrivo della banda musicale dà inizio alla festa, a suon di musica i priori vengono accompagnati nel cortile dove offrono a tutti un  ricco rinfresco.

Al termine i priori preparano la Rama, i due rami infiocchettati vengono inseriti al centro dei due pani circolari e posizionati in cima alla testa delle due ragazze che fanno le priore. Con la banda e le persone al seguito si va verso la chiesetta.

Prima di entrare per la S. Messa,  il sacerdote accoglie i priori sulla soglia, il pane viene calato, benedetto e poi  tagliato. Al termine della funzione tutti i presenti riceveranno un pezzo di questo pane come simbolo di condivisione.


La festa della Rama viene celebrata con il pane preparato secondo una complicata procedura e disegnato in varie forme tra cui la ruota forata che ricorda il mito di Fetonte

Dopo aver ricevuto il “pezzo di carità” (questo è il nome del pane benedetto) i priori, seguiti da un gruppo di bambini che spargono petali di rose, dalla statua di San Lorenzo, dalla banda musicale e dalla popolazione presente (spesso anche turisti) danno inizio alla processione che dal sentiero sterrato di fianco alla chiesetta porta al pilone della Madonna in mezzo al bosco.

Al ritorno nella piazzetta la festa prosegue con il ballo della Rama, i priori danzano a coppie tenendo in mano la Rama benedetta e infiocchettata.

Dopo questo ballo augurale possono unirsi alle danze tutti i presenti che termineranno i festeggiamenti con un grande pranzo che si protrarrà sicuramente fino al levar del sole.

Quella che è qui descritta è la semplice cronaca di una festa contadina che da tempo immemore si svolge sempre con le stesse modalità.

Per molti anni ho preso parte a questo rito religioso , ma ora guardando con un occhio più attento mi sono posta e ho fatto molte domande agli abitanti di Castagnole sul significato delle loro usanze. Per la maggior parte di loro non risultano molto importanti i simboli che le identificano, danno più valore alla fratellanza e alla condivisione che li accomuna   per il raggiungimento di un obiettivo comune.

Nonostante ci siano chiari riferimenti al mito di Fetonte e alla città megalitica di Rama della tradizione celtica, la gente sembra apparentemente aver dimenticato il significato dei simboli che si tramandano per trazione (il pane forato, a forma di sole, la rama).

Forse le persone nell’arco del tempo hanno creato un ponte invisibile tra mito e religione, dove poter transitare da entrambe le sponde con sicurezza. O forse sono custodi prudenti delle loro arcane conoscenze?

 

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